{"id":23509,"date":"2008-10-15T10:55:00","date_gmt":"2008-10-15T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/15\/parliamo-ai-giovani-di-mille-cose-superflue-ma-non-parliamo-piu-loro-del-bene-e-del-male\/"},"modified":"2008-10-15T10:55:00","modified_gmt":"2008-10-15T10:55:00","slug":"parliamo-ai-giovani-di-mille-cose-superflue-ma-non-parliamo-piu-loro-del-bene-e-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/15\/parliamo-ai-giovani-di-mille-cose-superflue-ma-non-parliamo-piu-loro-del-bene-e-del-male\/","title":{"rendered":"Parliamo ai giovani di mille cose superflue ma non parliamo pi\u00f9 loro del Bene e del Male"},"content":{"rendered":"<p>Parliamo ai giovani di mille cose superflue, ma non sappiamo pi\u00f9 parlare loro della differenza tra il Bene e il Male e della necessit\u00e0 di operare una scelta rispetto ad essi. Come dire che abbiamo perso di vista l&#8217;essenziale e che non siamo pi\u00f9 in grado di trasmettere ai nostri figli il valore fondamentale perch\u00e9 essi possano costruirsi il proprio futuro. Questa \u00e8 la nostra grande colpa verso di loro, ed \u00e8 pi\u00f9 di una semplice colpa: \u00e8 il suicidio della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Alla fine, l&#8217;hanno avuta vinta i signorini <em>Beatles,<\/em> quando predicavano: \u00abLet it be\u00bb, \u00abLascia che accada\u00bb. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 l&#8217;idea di un dovere da compiere, di un bene da scegliere e di un male da cui tenersi lontani: \u00e8 rimasta solo la dottrina secondo la quale ciascuno \u00e8 libero di seguire il proprio impulso, di cercare il proprio piacere. I termini <em>Bene<\/em> e <em>Male<\/em> sono scomparsi davanti alla coppia <em>bene per me<\/em> e <em>male per me<\/em>, ossia <em>piacevole<\/em> e <em>spiacevole<\/em>: limite estremo del pragmatismo della filosofia angloamericana del Novecento, i cui germi sono gi\u00e0 contenuti nell&#8217;empirismo inglese del Settecento: in Locke e in Hume (ma <em>non<\/em> in Berkeley). A nessuno importa pi\u00f9 che una cosa sia buona e giusta in se stessa: basta che risulti gradevole al mio palato; e questo \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 che abbiamo costruito, che non a caso si autodefinisce \u00abdel benessere\u00bb (materiale), ha realizzato ci\u00f2 che aveva legiferato, secondo Dante, la regina Semiramide, per giustificare davanti ai sudditi la relazione incestuosa col proprio figlio (<em>Inf.<\/em>, V, 55), ossia:<\/p>\n<p><em>&#8230; che libito fe&#8217; licito in sua legge.<\/em><\/p>\n<p>Se una cosa piace, allora diventa lecita; tutto \u00e8 lecito quello che piace.<\/p>\n<p>Vengono in mente le parole del celebre motto del mago \u00abnero\u00bb Aleister Crowley, uno dei pi\u00f9 sinistri fra i \u00abcattivi maestri\u00bb del XX secolo (e la cui immagine figurava sulla copertina di uno de pi\u00f9 famosi dischi dei signorini <em>Beatles<\/em>: \u00abFa&#8217; ci\u00f2 che vuoi\u00bb. Queste parole potrebbero essere considerate la <em>summa<\/em> della concezione morale caratteristica della modernit\u00e0, e scolpite sulle porte delle nostre scuole, delle nostre universit\u00e0 e, spesso, anche delle nostre case. Chi oserebbe affermare il contrario? Ne va di mezzo il sacro concetto della libert\u00e0!<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, tutti i benpensanti e i moralisti a un tanto la settimana, si stracciano le vesti allorch\u00e9 le notizie di cronaca ci parlano &#8211; mettiamo il caso &#8211; di qualche orribile fatto di pedofilia.<\/p>\n<p>Siamo onesti, per favore: perch\u00e9 scandalizzarsi tanto, se si predica a tutto campo il principio che \u00e8 lecito e giusto cercar di realizzare tutto ci\u00f2 che piace? Se si predica senza posa che <em>questa<\/em> \u00e8 l&#8217;essenza del sacro principio della libert\u00e0?<\/p>\n<p>Basti pensare a quante volte un ragazzo, oggi, pu\u00f2 aver sentito parlare un adulto circa la distinzione tra il Bene e il Male. Una o due, forse? E, se s\u00ec, quasi certamente in termini estremamente vaghi ed astratti; cos\u00ec come si parla, talvolta &#8211; ma sempre in forma vaga ed astratta &#8211; del concetto di dovere. Meglio parlare a ogni pie&#8217; sospinto dei diritti: \u00e8 pi\u00f9 facile, e molto pi\u00f9 popolare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dopo cinque anni di scuola elementare, tre di scuola media inferiore e altri cinque di scuola media superiore, un diciottenne, oggi, ha avuto a che fare con almeno una trentina di adulti in veste di educatori, fra maestri e professori. Ciascuno di essi gli avr\u00e0 parlato dell&#8217;italiano, della matematica, del latino, della chimica e dell&#8217;astronomia; ma quanti di essi avranno trovato un minuto per parlargli della differenza tra il Bene e il Male?<\/p>\n<p>Parlare ai giovani del Bene e del Male \u00e8 divenuto obsoleto e politicamente, se non proprio scorretto, certo alquanto sospetto: sa troppo di limitazione della loro libert\u00e0. Del resto, non abbiamo deciso che a diciott&#8217;anni un giovane \u00e8 in grado di andare a votare? In omaggio alla demagogia pi\u00f9 sfrenata, si fa finta che egli sia in grado di esercitare responsabilmente il proprio diritto al voto, quando si sa benissimo che &#8211; nel novantanove per cento dei casi &#8211; un diciottenne non sa neppur vagamente cosa significhino concetti quali \u00abcosa pubblica\u00bb e \u00abbene pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>Evviva la libert\u00e0! Abbasso gli anziani, animati da una mentalit\u00e0 repressiva e oscurantista, che non hanno fiducia nei giovani. Come se mandare i giovani allo sbaraglio significasse aver fiducia in loro&#8230;<\/p>\n<p>Oggi, praticamente, non si parla pi\u00f9 del Bene e del Male, come se il Male fosse scomparso e qualunque cosa o azione, purch\u00e9 piacevole, fosse divenuta lecita e buona. <em>Why not?<\/em>, perch\u00e9 no?, \u00e8 la parola d&#8217;ordine che apre tutte le porte, la chiave universale verso i paradisi della felicit\u00e0 e dell&#8217;autorealizzazione.<\/p>\n<p>Meno ancora si parla della volont\u00e0, ossia dello strumento mediante il quale la persona \u00e8 chiamata a operare delle scelte, magari difficili e faticose, ma in armonia con un proprio coerente e responsabile progetto di vita, nel rispetto degli altri e di se stessa. N\u00e9 si insegna ai giovani che la volont\u00e0, esattamente come si fa con i muscoli in palestra, si pu\u00f2 e si deve esercitare, affinch\u00e9 ci consenta di affrontare nelle giuste condizioni i passaggi impervi della vita.<\/p>\n<p>Infine, si omette di ricordare ai giovani che la volont\u00e0 \u00e8 al servizio della libert\u00e0, ma non del libertinaggio; e che ci\u00f2 che essi e i loro cattivi maestri chiamano libert\u00e0 \u00e8, spesso, niente altro che libertinaggio, ossia il regno incontrastato dell&#8217;egoismo individuale.<\/p>\n<p>Essere adolescente, oggi, \u00e8 pi\u00f9 difficile di quanto lo fosse due o tre generazioni fa; cos\u00ec come, del resto, \u00e8 pi\u00f9 difficile essere genitori.<\/p>\n<p>I giovani sono esposti a una offensiva senza precedenti da parte dei meccanismi spersonalizzanti e deresponsabilizzanti insiti nella societ\u00e0 di massa e portati alle vette pi\u00f9 raffinate dalla omologazione consumistica. In breve, essi subiscono un quotidiano lavaggio del cervello, che \u00e8 sistematico, capillare, diabolico nella sua astuta pervasivit\u00e0.<\/p>\n<p>A causa di esso, molti di loro hanno perduto, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, la gioia di vivere, e si sono precocemente ingrigiti e inariditi. Sempre pi\u00f9 spesso finiscono per estraniarsi ed evadere nel mondo virtuale dell&#8217;informatica; per immedesimarsi, fino alla dissociazione schizofrenica, nei cosiddetti giochi di ruolo; per abbrutirsi nei tristissimi riti di un conformismo sempre pi\u00f9 piatto, volgare e anti-umano.<\/p>\n<p>Dietro l&#8217;apparenza della salute, del dinamismo e della spensieratezza, molti di loro covano una malattia orribile, che tende a divenire cronica: una generale stanchezza esistenziale. Non credono pi\u00f9 in niente, non credono in se stessi; non si vogliono pi\u00f9 bene; non sanno ascoltarsi, capirsi e perdonarsi. Si sentono come se qualcuno avesse infranto loro le ali, la voglia di volare. Sono sempre pi\u00f9 tristi (nonostante la maschera dell&#8217;allegria forzata); sono <em>disperati.<\/em><\/p>\n<p>E gli adulti, davanti a tutto ci\u00f2, che cosa fanno?<\/p>\n<p>Assolutamente niente.<\/p>\n<p>Anzi, peggio che niente: continuano a ingannarli, lusingandoli con generiche parole d&#8217;ordine, quali: \u00ablargo ai giovani\u00bb, \u00abl&#8217;avvenire \u00e8 dei giovani\u00bb, \u00abgiovani \u00e8 bello\u00bb. Sciocchezze e menzogne a profusione, senza ritegno e senza decenza; frasi studiate per catturare le loro simpatie, per essere applauditi da loro senza alcuna fatica.<\/p>\n<p>E senza assumersi alcuna responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 che voglia sopravvivere, l&#8217;adulto deve assumersi delle responsabilit\u00e0 davanti ai bambini e ai ragazzi.<\/p>\n<p>E, per farlo, deve anche correre il rischio di apparire impopolare; deve saper dire qualche <em>no<\/em>; deve fissare regole e paletti; deve dare, egli per primo, il buon esempio; deve saper dialogare, ma andando con franchezza fino al cuore dei problemi, e non riempiendosi la bocca di frasi fatte, il cui unico scopo \u00e8 strappare il plauso dei pi\u00f9 superficiali.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 che corre verso la propria rovina, l&#8217;adulto fa esattamente quello che stiamo facendo oggi: non parla mai del Bene e del Male; non parla mai della volont\u00e0; non parla mai della persona, ossia della creatura dotata di libero arbitrio.<\/p>\n<p>Viceversa, si affretta ad esaudire ogni richiesta e ogni desiderio dei ragazzi, ansioso di ingraziarseli, di apparire simpatico e comprensivo. Di essere non un educatore conscio dei propri doveri, ma un complice e un amicone.<\/p>\n<p>Quanti genitori, quanti preti, quanti insegnanti, hanno scelto questa strada: quella di atteggiarsi a complici e ad amiconi dei ragazzi!<\/p>\n<p>E del male non parla pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p>Baudelaire diceva che il miglior favore che si possa rendere al Diavolo \u00e8 quello di non credere pi\u00f9 alla sua esistenza. Noi potremmo aggiungere che il secondo favore che gli si possa fare \u00e8 quello di non parlare pi\u00f9 ai giovani del Bene e del Male.<\/p>\n<p>Perfino nell&#8217;ambito della cultura religiosa &#8211; o forse, dovremmo dire, in ci\u00f2 che ne rimane ancora, cio\u00e8 non molto &#8211; non si parla quasi pi\u00f9 di <em>colpa<\/em> e di <em>peccato<\/em>. Questi termini obsoleti e un poco arcigni sono stati sostituiti, se proprio \u00e8 necessario alludervi, da quelli di <em>sbaglio<\/em>, di <em>errore<\/em>. Siccome in passato i cristiani hanno parlato troppo (o forse, pi\u00f9 che troppo, ne hanno parlato male) del concetto di peccato, adesso si fa finta che il peccato non ci sia pi\u00f9.<\/p>\n<p>Tuttavia, se si toglie l&#8217;idea di peccato &#8211; inteso come allontanamento consapevole dal bene insito nell&#8217;ordine divino &#8211; il cristianesimo, semplicemente, cade. Non ne rimane pi\u00f9 nulla, se non il guscio vuoto. Niente peccato, niente colpa; niente colpa, niente allontanamento da Dio; niente allontanamento da Dio, nessuna necessit\u00e0 di una redenzione.<\/p>\n<p>Non si capisce bene, a questo punto, che cosa sia venuto a fare sulla Terra Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 perch\u00e9 la sua incarnazione, passione, morte e resurrezione siano un fatto cos\u00ec importante. Tutto si riduce a delle cartoline un po&#8217; leziose, ma ormai cos\u00ec familiari e, perci\u00f2, rassicuranti: la cartolina del Natale, la cartolina della Pasqua.<\/p>\n<p>Riti senza sostanza; se non, addirittura, puro e semplice consumismo.<\/p>\n<p>Ci aspettano tempi duri.<\/p>\n<p>Il progressivo esaurimento delle materie prime (e non solo il petrolio, ma anche l&#8217;acqua), l&#8217;aumento incontrollato della popolazione mondiale e la volont\u00e0 delle nazioni emergenti, come Cina e India, di puntare a un livello di benessere simile al nostro, nonch\u00e9 le tensioni sociali che verranno innescate da una scriteriata politica di immigrazione, renderanno sempre pi\u00f9 arduo assicurare a tutti gli esseri umani un posto di lavoro e una fonte di reddito dignitosa.<\/p>\n<p>I nostri economisti e i nostri uomini politici continuano a parlare di ripresa e di espansione, ma adoperano concetti totalmente superati: uomini del XX secolo, non hanno compreso che tutto \u00e8 cambiato, che il <em>boom<\/em> del benessere non pu\u00f2 crescere all&#8217;infinito; che ci aspettano recessione, disoccupazione massiccia, tensioni politiche e sociali sempre pi\u00f9 aspre.<\/p>\n<p>Non l&#8217;hanno compreso, o &#8211; come \u00e8 pi\u00f9 probabile &#8211; lo hanno compreso fin troppo bene, e sono decisi a giocarsi gli ultimi spiccioli di potere e di benessere, ingannando deliberatamente le masse. Predicano l&#8217;ottimismo, confondendolo con l&#8217;irresponsabilit\u00e0; e hanno anche gi\u00e0 pronto un marchio d&#8217;infamia da appendere al collo di chi osa dubitare della loro ricetta, ossia una ostentata quanto generica \u00abfiducia nel futuro\u00bb: li chiamano piagnoni, disfattisti, profeti di sventura, uccelli del malaugurio, quelli che \u00abremano contro\u00bb.<\/p>\n<p>Hanno anche coniato un termine pi\u00f9 ideologico e sferzante per metterli alla gogna: li chiamano <em>catastrofisti.<\/em><\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 non si cura delle loro chiacchiere, e il tempo a nostra disposizione per prendere dei provvedimenti seri e delle efficaci contromisure, \u00e8 gi\u00e0 quasi scaduto. Lo scricchiolio delle banche americane \u00e8 stato solo un primo segnale. \u00c8 tutto l&#8217;edificio dell&#8217;economia mondiale che sta per crollare, minato da innumerevoli, piccole crepe che per\u00f2, sommate, producono una fatale debolezza dell&#8217;intero sistema.<\/p>\n<p>E noi adulti, di fronte a questa situazione, che cosa stiamo facendo per i giovani, al di l\u00e0 degli slogano demagogici e irresponsabili? In che modo li stiamo aiutando a prepararsi a fronteggiare i tempi durissimi che si annunciano da pi\u00f9 segnali; quali coordinate morali stiamo loro insegnando affinch\u00e9 possano affrontare la tempesta rimanendo saldi sulle loro gambe, come la casa costruita sulla roccia, che non si lascia abbattere dai venti?<\/p>\n<p>Niente: non stiamo facendo nulla di nulla.<\/p>\n<p>Stiamo loro trasmettendo il messaggio opposto a quello di cui avrebbero estremo bisogno: che non esiste alcuna differenza tra Bene e Male; che tutto \u00e8 uguale, purch\u00e9 consenta di realizzare i propri desideri; che la cosa pi\u00f9 importante nella vita \u00e8 soddisfare ogni capriccio, ogni impulso, ogni appetito.<\/p>\n<p>E, cos\u00ec facendo, li stiamo mandando al macello.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario, quindi, un soprassalto di orgoglio; un ritorno al senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Dobbiamo tornare a parlare del Bene e del Male; dobbiamo tornare a parlare della volont\u00e0; dobbiamo tornare a dare, noi per primi, il buon esempio, non a parole ma coi fatti.<\/p>\n<p>Anche se non sembra, i giovani si aspettano questo cambiamento da parte nostra; non sanno che farsene di complici e amiconi di trenta, quaranta o cinquant&#8217;anni. Per questo, ci sono gi\u00e0 i loro coetanei.<\/p>\n<p>Forse non tutto \u00e8 perduto, se ci riscuotiamo e torniamo ad assumere propositi pi\u00f9 virili.<\/p>\n<p>E, se non siamo capaci di farlo, smettiamola almeno di nasconderci dietro pretesti e menzogne d&#8217;ogni tipo: diversamente, oltre che in malafede, saremmo anche patetici.<\/p>\n<p>Il re, e ormai lo possono vedere proprio tutti, \u00e8 in mutande.<\/p>\n<p>Possibile che non ci sia neppure un adulto disposto a dirlo ad alta voce?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo ai giovani di mille cose superflue, ma non sappiamo pi\u00f9 parlare loro della differenza tra il Bene e il Male e della necessit\u00e0 di operare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-23509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23509\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}