{"id":23502,"date":"2010-12-18T11:05:00","date_gmt":"2010-12-18T11:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/18\/se-la-bellezza-e-terrore-cose-allora-il-desiderio\/"},"modified":"2010-12-18T11:05:00","modified_gmt":"2010-12-18T11:05:00","slug":"se-la-bellezza-e-terrore-cose-allora-il-desiderio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/12\/18\/se-la-bellezza-e-terrore-cose-allora-il-desiderio\/","title":{"rendered":"Se la bellezza \u00e8 terrore, cos\u2019\u00e8 allora il desiderio?"},"content":{"rendered":"<p>Per quale misteriosa e inconfessabile ragione gli esseri umani sono attratti dal cruento spettacolo della violenza, della crudelt\u00e0 e della morte?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 vanno in estasi davanti all&#8217;angoscia, allo spavento, alla sofferenza altrui, come gi\u00e0 aveva osservato Lucrezio nel famoso &quot;incipit&quot; del Secondo libro del \u00abDe rerum natura\u00bb (\u00abSuave, mari magno turbantibus aequora ventis \/ e terra magnum alterius spectare laborem\u00bb)?<\/p>\n<p>Il poeta latino suggeriva anche la risposta: non perch\u00e9 il tormento degli altri procuri di per s\u00e9 il nostro diletto, ma per la sensazione di sollievo derivante dal vedere da quali pericoli siamo rimasti immuni.<\/p>\n<p>Eppure, forse, non si tratta solo di questo; forse c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. N\u00e9 si tratta solo di una certa componente di sadismo che pure, senza dubbio, esiste e fa parte dell&#8217;anima umana. Il fatto \u00e8 che la bellezza possiede, in se stessa, un elemento di inquietudine, di angoscia, se non anche, talvolta, di autentico terrore: tale \u00e8 la morale di numerosi miti greci, da quello di Eros e Psiche a quello di Artemide e Atteone.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una pagina notevole, nel romanzo della scrittrice americana Donna Tartt \u00abDio di illusioni\u00bb (titolo originale: \u00abThe Secret History\u00bb, New York, Alfred A. Knopf Inc., 1992; traduzione italiana di Idolina Landolfi, Milano, Bompiani, 1992, pp. 45-46):<\/p>\n<p>\u00ab&quot;Lo spargimento di sangue \u00e8 cosa orrenda&quot;, disse Julian in fretta [&#8230;], &quot;ma i brani pi\u00f9 cruenti di Omero e di Eschilo sono sovente i pi\u00f9 belli: per esempio, l&#8217;immortale monologo di Clitennestra nell&#8217;&quot;Agamennone&quot;, che io tanto amo. Camilla, tu eri la nostra Clitennestra, quando facemmo le &quot;Orestiadi&quot;; ti ricordi qualcosa?&quot;<\/p>\n<p>La luce la inondava, dalla finestra, in pieno viso; e n una luce cos\u00ec intensa la maggior parte delle persone appaiono un po&#8217; slavate; mai i suoi puri, fini lineamenti risultavano invece sconvolgenti a guardarsi, i suoi occhi chiari e luminosi sotto le ciglia scure, e il riflesso dorato alle tempie che andava gradualmente a disperdersi nella chioma lucente, calda come il miele. &quot;Me ne ricordo un po&#8217;&quot;, rispose.<\/p>\n<p>Guardando un punto sul muro sopra la mia testa, incominci\u00f2 a recitare i versi. [&#8230;]<\/p>\n<p>La sua voce in greco era robusta, bassa e incantevole:<\/p>\n<p>&quot;Cos\u00ec mor\u00ec, e la vita fugg\u00ec via da lui;<\/p>\n<p>e mentre moriva, mi schizz\u00f2 con violenza<\/p>\n<p>della pioggia rossa del suo amaro sangue,<\/p>\n<p>rendendomi felice, come i giardini stanno gloriosi<\/p>\n<p>tra gli scrosci divini alla nascita dei germogli.&quot;<\/p>\n<p>Quando Camilla termin\u00f2, ci fu un breve silenzio; e, con mio stupore, Henry le strizz\u00f2 gravemente l&#8217;occhio dall&#8217;altro capo del tavolo.<\/p>\n<p>Julian sorrise: &quot;Un bellissimo passaggio. Non me ne stanco mai. Com&#8217;\u00e8 possibile che una cosa cos\u00ec terribile, una regina che trafigge il proprio marito nel bagno, sia per noi cos\u00ec bella?&quot;.<\/p>\n<p>&quot; \u00c8 il metro&quot;, disse Francis. &quot;Il trimetro giambico. Quelle parti veramente orripilanti dell&#8217;&quot;Inferno&quot;, per esempio Pier da Medicina, senza naso e che parla attraverso un taglio sanguinolento nella trachea&#8230;&quot;<\/p>\n<p>&quot;Mi viene in mente di peggio&quot;, interloqu\u00ec Camilla.<\/p>\n<p>&quot;Anche a me. Ma quel passaggio \u00e8 incantevole per via della &quot;terza rima&quot;. La sua musica! Il trimetro risuona nel monologo di Clitennestra come una campana<\/p>\n<p>&quot;Ma il trimetro giambico \u00e8 abbastanza comune nella lingua greca, no?&quot; disse Julian. &quot;Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec mozzafiato quel particolare passaggio? Perch\u00e9 non ci attrae qualcosa di pi\u00f9 disteso e pi\u00f9 blando?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Aristotele dice nella poetica&quot; rispose Henry&quot; che oggetti quali cadaveri, penosi alla vista in s\u00e9, possono divenire piacevoli da contemplare in un&#8217;opera d&#8217;arte.&quot;<\/p>\n<p>&quot;E credo che Aristotele sia nel giusto. Dopotutto, quali scene di poesia restano incise nella nostra memoria, quali maggiormente amiamo? Proprio queste: l&#8217;assassinio di Agamennone e l&#8217;ira di Achille; Didone sulla funebre pira; i pugnali dei traditori e il sangue di Cesare&#8230; Ricordate come Svetonio descrive il suo corpo, portato via tra i rifiuti, con un braccio penzolone?&quot;<br \/>\n&quot;La morte \u00e8 la madre della bellezza&quot; disse Henry.<\/p>\n<p>&quot;E cos&#8217;\u00e8 la bellezza?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Terrore&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Ben detto!&quot; esclam\u00f2 Julian. &quot;La bellezza \u00e8 raramente dolce o consolatoria. Quasi l&#8217;opposto. La vera bellezza \u00e8 sempre un po&#8217; inquietante.<\/p>\n<p>Guardai Camilla, il suo volto risplendente al sole, e pensai a quel verso dell&#8217;&quot;Iliade&quot; che amo tanto, su Pallade Atena e i suoi terribili occhi sfavillanti.<\/p>\n<p>&quot;E se la bellezza \u00e8 terrore&quot;, prosegu\u00ec Julian &quot;cos&#8217;\u00e8 allora il desiderio? Riteniamo di avere molti desideri, ma di fatto ne abbiamo soltanto uno. Qual \u00e8?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Vivere&quot;, rispose Camilla.<\/p>\n<p>&quot;Vivere PER SEMPRE&quot;, aggiunse Bunny, col mento sulla palma della mano.\u00bb<\/p>\n<p>La bellezza, dunque, \u00e8 inquietante: \u00e8 l&#8217;anticamera del terrore, se non &#8211; addirittura &#8211; il terrore in quanto tale; e il desiderio \u00e8, in sostanza, il desiderio di una vita che non finisca mai.<\/p>\n<p>Che tutti i desideri umani si riducano, in fondo, ad uno solo, quello di non morire, \u00e8 testimoniato dalle pi\u00f9 antiche opere letterarie dell&#8217;umanit\u00e0, a cominciare dall&#8217;\u00abEpopea di Gilgamesh\u00bb, l&#8217;eroe babilonese, impegnato nella strenua ricerca della leggendaria erba dell&#8217;immortalit\u00e0; per non parlare delle opere non scritte, quali le pitture rupestri, le statuette votive, le sepolture dei morti ed il cerimoniale magico-religioso che le accompagnava.<\/p>\n<p>Quanto alla bellezza come ricerca inconsapevole del terrore, a tutta prima ci si potrebbe domandare se ci\u00f2 non sia una caratteristica della modernit\u00e0, una degenerazione dell&#8217;uomo dominato dalla tecnica e ormai incapace di ricercare ed apprezzare la bellezza come armonia e rasserenamento dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, basta riflettere alla tragedia greca (come suggerisce la scrittrice americana), per non parlare degli stessi poemi omerici; oppure alla \u00abDivina Commedia\u00bb e ai Giudizi Universali dell&#8217;arte medievale: e subito ci si rende conto che l&#8217;attrazione verso la violenza, l&#8217;angoscia, la paura e l&#8217;orrore, \u00e8 un impulso antico quanto l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;indugio morboso con cui i giornali si soffermano sui fatti pi\u00f9 atroci della cronaca nera, non fa che sfruttare questa eterna componente dell&#8217;anima &#8211; cos\u00ec come fanno, del resto, gli scrittori di romanzi gialli o i registi del cinema horror, talvolta con un clamoroso successo di pubblico: dai romanzi di Edgar Wallace, di Conan Doyle, di Maurice Leblanc e di Carolina Invernizio, fino alle innumerevoli versioni cinematografiche di Dracula il Vampiro e al filone, pi\u00f9 recente, delle possessioni diaboliche e degli esorcismi.<\/p>\n<p>Del resto, gi\u00e0 nel \u00abSatyricon\u00bb Petronio troviamo la storia del lupo mannaro e nelle \u00abMetamorfosi\u00bb di Apuleio quella delle streghe vampiresche; per non parlare dei draghi, dei mostri, dei negromanti e degli spiriti diabolici, che popolano l&#8217;immaginario letterario medievale, dalle vite dei santi ai romanzi del genere cortese-cavalleresco.<\/p>\n<p>Tutti questi elementi &#8211; cosa piuttosto notevole -, tradotti in versione popolare, sono sopravvissuti, attraverso le fiabe della nonna, sino a poche generazioni or sono, conservando intatta la loro carica di fascino ambiguo ed inquietante.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che la bellezza sia sempre e comunque luminosa e rasserenante \u00e8 figlia di un certo modello estetico e di una ben precisa civilt\u00e0 artistica: quella della Grecia classica; e, dopo di essa, quella del Rinascimento.<\/p>\n<p>Per\u00f2 nella stessa civilt\u00e0 greca, di fatto &#8211; lo aveva gi\u00e0 notato Friedrich Nietzsche -, convivevano due anime pressoch\u00e9 antitetiche, quella &quot;apollinea&quot; e quella &quot;dionisiaca&quot;, cui corrispondevano addirittura due forme religiose: quella dei culti ufficiali, composta e razionale, e quella dei culti misterici, orgiastica e vitalistica; e qualcosa di non molto diverso si potrebbe dire anche per quanto riguarda la civilt\u00e0 rinascimentale.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano, dunque, a quel che pare si trova come stretto fra due opposte tendenze: da un lato la ricerca della bellezza, che \u00e8, pi\u00f9 spesso di quel che non appaia, ricerca dell&#8217;inquietudine e del terrore; dall&#8217;altra, ansia di sicurezza, della sicurezza suprema: quella di non morire, di poter vivere per sempre.<\/p>\n<p>Conteso fra tali opposte tensioni e straziato da un simile dissidio, l&#8217;essere umano ne ricerca la ricomposizione attraverso l&#8217;arte e la religione: l&#8217;arte che esorcizza l&#8217;elemento terrifico della bellezza e lo trasfigura nel piacere della contemplazione; la religione che esorcizza l&#8217;angoscia di morte e dischiude la prospettiva di una vita eterna.<\/p>\n<p>Non si vuol dire, con ci\u00f2, che l&#8217;arte sappia o che voglia, sempre e comunque, realizzare tale trasfigurazione; n\u00e9, meno ancora, che il contenuto delle religioni sia in se stesso illusorio, per il fatto che nel sentimento da esse evocato trova posto ANCHE il bisogno di esorcizzare la paura della morte.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo \u00e8 stato l&#8217;errore, invero grossolano, del Positivismo: dedurre che, se la religione d\u00e0 una risposta rassicurante all&#8217;angoscia di morte, allora vuol dire che deve trattarsi per forza di una illusione, di un autoinganno. Sarebbe come dire che la sete dimostra l&#8217;inesistenza dell&#8217;acqua. Del pari si potrebbe argomentare che legge e giustizia sono in se stessi concetti ingannevoli, perch\u00e9 rispondono all&#8217;umana aspirazione verso la giustizia e verso la pace; mentre si pu\u00f2 benissimo ammettere, come per il sentimento religioso, che essi siano parte costitutiva della natura umana e rispondano ad un bisogno autentico, niente affatto illusorio.<\/p>\n<p>Insomma, nulla autorizza a pensare che giustizia e pace, in realt\u00e0, non esistano: al contrario, il loro perenne risorgere nell&#8217;anima umana \u00e8, semmai, un elemento a favore della loro esistenza oggettiva. E la stessa cosa vale per il sentimento religioso; a meno che non si sia completamente condizionati da un pregiudizio scientista, secondo il quale ci\u00f2 che non \u00e8 materialmente verificabile e misurabile quantitativamente, non trova diritto di cittadinanza nella realt\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p>Locke e Kant, ancora una volta, sono i cattivi maestri, che hanno creato le premesse per un tal modo di pensare; Hegel, in seguito, vi ha aggiunto la pi\u00f9 grande di tutte le distorsioni, quella secondo cui non l&#8217;essere crea il pensiero, ma il pensiero crea l&#8217;essere.<\/p>\n<p>Se, poi, volessimo scavare pi\u00f9 a fondo e domandarci perch\u00e9 mai la bellezza possieda un tale elemento di inquietudine, di angoscia, di terrore, probabilmente dovremmo fare i conti con il grande mistero della ferita originaria della natura umana: la quale, non che ascendere &#8211; come vorrebbe l&#8217;ottimismo evoluzionista &#8211; da forme semplici e rozze verso forme sempre pi\u00f9 raffinate e complesse, al contrario \u00e8 discesa, e discesa rovinosamente, da una condizione di pienezza e di armonia verso una di fragilit\u00e0 e smarrimento.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec si spiega la costante propensione e la segreta attrazione dell&#8217;anima umana verso il basso, pur avendo, in se stessa, l&#8217;anelito a slanciarsi verso le altezze e a perfezionarsi mediante la ricerca e l&#8217;esercizio del bene, del vero e del bello.<\/p>\n<p>Quanto al desiderio di una vita che non finisca mai, anch&#8217;esso, a ben guardare, testimonia l&#8217;origine celeste dell&#8217;anima e il suo destino finale di reintegrazione nella pienezza dell&#8217;Essere: da dove verrebbe esso altrimenti, se l&#8217;anima non avesse conosciuto, in una dimensione anteriore di cui conserva appena un vago ricordo, una cos\u00ec intensa, inestinguibile nostalgia di assoluto e di eterno?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quale misteriosa e inconfessabile ragione gli esseri umani sono attratti dal cruento spettacolo della violenza, della crudelt\u00e0 e della morte? Perch\u00e9 vanno in estasi davanti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[97],"class_list":["post-23502","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-aristotele"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23502","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23502"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23502\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}