{"id":23499,"date":"2011-04-27T04:46:00","date_gmt":"2011-04-27T04:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/27\/la-bellezza-dellattimo-vive-per-sempre-sino-alla-fine-del-mondo\/"},"modified":"2011-04-27T04:46:00","modified_gmt":"2011-04-27T04:46:00","slug":"la-bellezza-dellattimo-vive-per-sempre-sino-alla-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/27\/la-bellezza-dellattimo-vive-per-sempre-sino-alla-fine-del-mondo\/","title":{"rendered":"La bellezza dell\u2019attimo vive per sempre, sino alla fine del mondo"},"content":{"rendered":"<p>\u00abFermati, attimo, sei bello!\u00bb, esclamava Goethe nel \u00abFaust\u00bb, a indicare la struggente nostalgia nei confronti degli istanti felici che, in apparenza, corrono via trascinati dal tempo e scompaiono chiss\u00e0 dove, come se fossero perduti per sempre.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? \u00c8 proprio vero che l&#8217;attimo fugge per non fermarsi mai e ci lascia irrimediabilmente indietro, con il nostro malinconico bagaglio di rimpianti e, talvolta, anche di amari rimorsi?<\/p>\n<p>Da quando Eraclito ha affermato che non ci si pu\u00f2 bagnare due volte nella stessa acqua, perch\u00e9 tutto scorre incessantemente e nulla permane, una malattia nuova ha fatto la sua comparsa nella cultura occidentale: il nichilismo.<\/p>\n<p>Sembra che gi enti appaiano e poi scompaiano sull&#8217;orizzonte dell&#8217;esistente: il che \u00e8 come dire che ci fu un tempo in cui non esistevano e ci sar\u00e0 un tempo in cui non esisteranno pi\u00f9; e questo pensiero ha introdotto una nota di angoscia, per non dire di disperazione, dovuta alla scoperta che gli enti, e noi con essi, vengono dal nulla e ritornano nel nulla.<\/p>\n<p>\u00c8 un pensiero abissale, un pensiero tragico: chi potrebbe sostenerlo e continuare a guardare il mondo con la stessa beata innocenza di quando, da bambini, si crede che le cose esitano da sempre e per sempre?<\/p>\n<p>In questo istante, l&#8217;ultimissimo riflesso di luce si sta posando sulla cima delle montagne, prima del crepuscolo: vi \u00e8 un netto, poderoso contrasto fra il cielo senza nubi, che ancora conserva una tenue tinta fra il verde e l&#8217;azzurro, e la massa scura delle montagne, ove pi\u00f9 non si distingue alcun particolare, perch\u00e9 tutto appare ugualmente nero.<\/p>\n<p>\u00c8 un attimo: fra poco il Sole, che gi\u00e0 si \u00e8 coricato dietro le vette, porter\u00e0 via con s\u00e9 l&#8217;ultimo riflesso di luce e il buio della notte scender\u00e0 uniforme, inghiottendo ogni cosa; ma, finch\u00e9 questo attimo dura, esso \u00e8 di una bellezza e di una delicatezza straordinarie, come se fosse appena uscito, nella sua commovente dolcezza, dal pennello del pi\u00f9 grande pittore mai esistito.<\/p>\n<p>E dunque?<\/p>\n<p>Se domani noi non ci saremo, chi ricorder\u00e0 quest&#8217;attimo di incomparabile splendore, quando pare che la natura medesima trattenga il fiato, nell&#8217;incanto degli ultimi raggi di luce; chi potr\u00e0 mai dire che esso vi sia stato?<\/p>\n<p>E se il mondo dovesse finire domani; se non dovessero pi\u00f9 susseguirsi n\u00e9 albe, n\u00e9 tramonti, n\u00e9 cieli n\u00e9 montagne, chi o cosa potrebbero mai conservare lo stupore, il fascino, la magia di questo attimo unico, irripetibile, cos\u00ec sospeso fra la terra e il cielo, fra il giorno e la notte?<\/p>\n<p>Oppure si pensi alla pura gioia di un pomeriggio d&#8217;estate al mare, alle risate argentine e spensierate, ai corpi abbronzati roridi d&#8217;acqua, al rumore delle onde che si infrangono a riva, al volo dei gabbiani: attimi, attimi impercettibili, attimi che si saldano fra loro in un flusso misterioso, che non si saprebbe dire ove abbia inizio e ove finisca; eppure attimi di vita, di pura gioia, di dolce abbandono alla carezza del vento e al tranquillo prodigio di un tempo senza tempo, di un tempo che \u00e8 fuori del tempo.<\/p>\n<p>Attimi, si vorrebbe dire con Shakespeare, che sembrano fatti della stessa sostanza dei nostri sogni: attimi nel cui flusso noi siamo immersi, come i bagnanti fra le onde, come le risate argentine nella quiete estiva, come la luce del Sole che si riflette sull&#8217;acqua e che fa tremare la vista, come le gocce che scorrono sulle membra di una fanciulla che pare una giovanissima ninfa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un famoso dipinto di Pierre-Auguste Renoir che riassume magnificamente questa tematica: le cosiddette \u00abGrandi bagnanti\u00bb, cui egli lavor\u00f2 per ben tre anni, dal 1884 al 1887, pervaso da una sensuale gioiosit\u00e0 mitologica e che, pur realizzato in studio, ispirandosi al Settecento di Boucher e al Rinascimento di Raffaello, emana tuttavia la radiosa pienezza di un dipinto &quot;en plen air&quot;, con il gruppo delle donne immerso felicemente in una fastosa natura mediterranea e quasi panica.<\/p>\n<p>Il pittore francese ha colto l&#8217;attimo preciso in cui una svelta ragazzetta, sulla destra del quadro e rappresentata di spalle, per gioco sta per schizzare, con le mani, l&#8217;acqua fresca del fiume sul corpo matronale di una donna stesa sulla riva sopra un asciugamano, che si schermisce, mentre un&#8217;altra donna, non meno giunonica, al centro della scena, la osserva divertita asciugandosi la schiena, evidentemente al ritorno dal bagno; sullo sfondo si intravedono altre due fanciulle, una che sta nuotando, l&#8217;altra che si scioglie i capelli prima d\u00ec&#8217;immergersi.<\/p>\n<p>Vi sono una tale grazia, una tale spontaneit\u00e0, una tale immediatezza in tutta la scena, che sembra impossibile non si tratti di una scena reale e, di fatto, l&#8217;osservatore non pu\u00f2 fare a meno di immedesimarsi in essa, quasi fosse l\u00ec egli pure, in riva all&#8217;acqua, in una bella giornata estiva o della tarda primavera.<\/p>\n<p>Ebbene: che ne \u00e8 di un simile istante, che il pennello di un artista (o lo scatto di una macchina fotografica) ha fissato per sempre, ma al prezzo di &quot;fermarlo&quot;, di separarlo dal flusso impercettibile della vita, cristallizzandolo in un qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 quello, che si pu\u00f2 mettere in cornice (o in un album di fotografie), ma privo ormai del suo sapore originario, di quell&#8217;aroma, di quella musica, cos\u00ec come una farfalla si pu\u00f2 fissare in un espositore, dopo averla sottoposta a idoneo un trattamento di conservazione; ma non la si potr\u00e0 mai pi\u00f9 vedere mentre vola sopra l&#8217;erba e i fiori del campo, spostandosi con le sue ali colorate al soffio leggero del vento?<\/p>\n<p>Quello dell&#8217;istante \u00e8 un concentrato del problema del tempo e, pi\u00f9 precisamente, del problema del suo scorrere incessante dal presente verso il futuro, trasformandosi in passato, cio\u00e8 in qualcosa che pi\u00f9 non sembra appartenerci, che pare smarrirsi in chiss\u00e0 quali grotte sotterranee, lui cos\u00ec fresco e luminoso, cos\u00ec divinamente bello e incantevole.<\/p>\n<p>Dovremmo, innanzitutto, riconoscere le componenti di quello che abbiamo denominato &quot;attimo&quot;: percettive, psicologiche, affettive, metafisiche.<\/p>\n<p>Le componenti percettive sono quelle che provengono dai sensi esterni: visive (il mare, le bagnanti), uditive (le voci, i suoni della natura), olfattive (il profumo della vegetazione), tattili (la carezza del vento e quella dell&#8217;acqua), gustative (il gusto dell&#8217;acqua salmastra).<\/p>\n<p>Le componenti psicologiche sono quelle che, unificando i diversi stimoli sensoriali, ne estraggono un &quot;prodotto&quot; nuovo e diverso: la consapevolezza dell&#8217;attimo come una totalit\u00e0, come un insieme che si presenta alla coscienza nella sua interezza.<\/p>\n<p>Le componenti affettive sono quelle legate al particolare clima affettivo che ha funzionato da filtro tra l&#8217;esperienza immediata e la coscienza stessa: se esistevano legami particolari con quelle persone, se era un periodo sereno della nostra vita, se abbiamo percepito quell&#8217;attimo come parte di un flusso armonioso e rasserenante, oppure no.<\/p>\n<p>Le componenti metafisiche, che ben pochi filosofi o scienziati contemporanei sarebbero disposti ad ammettere, sono quelle che non si possono cogliere con gli strumenti del Logos strumentale e calcolante, ma della cui presenza siamo intuitivamente coscienti: esse rimandano a quel di pi\u00f9, a quel &quot;resto&quot; che si ostina a permanere anche dopo che abbiamo riconosciuto, e via via sottratto, le altre componenti, rendendoci conto che esse non sono ancora il tutto.<\/p>\n<p>Esprimendoci in maniera necessariamente approssimativa, potremmo dire che esse hanno a che fare con la trascendenza, con un tempo al di l\u00e0 del tempo e con uno spazio al di l\u00e0 dello spazio; per cui, anche nello stato di massima pienezza esistenziale, il presente non si lascia mai interamente &quot;catturare&quot; e identificare, ma sempre sfugge in parte e sempre rimanda a qualche cosa di ulteriore, di allusivo, di inafferrabile.<\/p>\n<p>Ora, questo &quot;qualche cosa&quot; \u00e8 precisamente l&#8217;intuizione che non tutto, dell&#8217;attimo, pu\u00f2 essere identificato, descritto, catalogato; che non tutto si lascia leggere come un libro aperto e che una parte di esso risulta sempre eccedente al &quot;qui ed ora&quot;, rimanda sempre all&#8217;altrove.<\/p>\n<p>Hanno ragione, pertanto, coloro i quali invitano a vivere la vita pienamente calati nel &quot;qui ed ora&quot;, ma a patto di aggiungere, con altrettanta convinzione, che il &quot;qui ed ora&quot; non \u00e8 qualcosa che si possa esperire interamente e che in esso, proprio in esso, vi \u00e8 sempre una dimensione elusiva, una parola mancante, un segno che non si lascia leggere interamente.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec.<\/p>\n<p>Questa parola non detta, questo segno non letto, ci ricordano che la vita \u00e8 essenzialmente mistero, e che le nostre analisi per comprenderla, a cominciare dal problema del tempo, sono tentativi di approssimazione ad una verit\u00e0 che, nella sua interezza, non ci \u00e8 dato attingere, quanto meno con gli strumenti della mente ordinaria; ma, semmai, con quelli fornitici dagli stati di supercoscienza, quando si aprono, per un momento, le barriere spaziotemporali e le cose ci si rivelano, sia pure fuggevolmente, nella loro luminosa essenza, non condizionate dal nostro modo particolare di percepirle, dai nostri sensi, dalla nostra psicologia e dalla nostra affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>La filosofia moderna ha voluto espellere da s\u00e9 la metafisica, ma questa non se ne \u00e8 data troppa pena, dal momento che continua ad essere presente nella realt\u00e0, esattamente come prima; ed, esattamente come prima, si lascia intuire o intravedere, da chiunque non sia totalmente succube del pregiudizio materialista e conservi la capacit\u00e0 di stupirsi davanti al prodigio del mondo.<\/p>\n<p>La meditazione \u00e8 un altro modo per accedere al tempo di l\u00e0 del tempo, allo spazio di l\u00e0 dello spazio: \u00e8 trovare, nell&#8217;istante presente, il varco verso l&#8217;assoluto.<\/p>\n<p>Contrariamente a quello che molti pensano, la meditazione non \u00e8 una forma di concentrazione mentale; al contrario: \u00e8 sgomberare la mente da ogni pensiero, perfino dalla mente stessa; e scoprire che, senza di essa, si diviene pi\u00f9 consapevoli di prima, non meno.<\/p>\n<p>Questo concetto \u00e8 stato bene esplicato in una pagina del \u00abLibro arancione\u00bb di Osho (titolo originale: \u00abThe Orange Book\u00bb, 1981; traduzione italiana Roma, Edizioni Mediterranee, 1983, pp. 44-45):<\/p>\n<p>\u00abMan mano che vai in profondit\u00e0 nella meditazione, il tempo scompare. Quando la meditazione giunge a una vera fioritura, ti accorgi che il tempo non \u00e8 pi\u00f9. Accade simultaneamente: quando la mente scompare, il tempo scompare. Per questo, da secoli i mistici sostengono che il tempo e la mente non sono altro che due aspetti della stessa medaglia. La mente non pu\u00f2 vivere senza il tempo e il tempo non pu\u00f2 vivere senza la mente. Il tempo \u00e8 l&#8217;elemento che permette alla mente di esistere.<\/p>\n<p>Per questo tutti i Buddha hanno insistito sulla necessit\u00e0 di vivere nel momento. Vivere nel momento \u00e8 meditazione, essere semplicemente qui e ora \u00e8 meditazione. Chi vive semplicemente qui e ora \u00e8 con me in questo momento: \u00e8 in meditazione. Questa \u00e8 meditazione: il lontano richiamo del cuculo e l&#8217;aeroplano che passa, e i corvi e gli uccelli, e tutto \u00e8 silenzio e non c&#8217;\u00e8 nessun movimento nella mente. Non state pensando al passato e non state pensando al futuro. Il tempo si \u00e8 fermato. Il mondo si \u00e8 fermato. L&#8217;arte della meditazione sta tutta nel fermare il mondo. E vivere nel momento significa vivere nell&#8217;eternit\u00e0. Gustare il momento senza concetti, senza mente, \u00e8 gustare l&#8217;immortalit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Vi sono, pertanto, due maniere assai diverse di intendere e di vivere la formula ormai abusata &#8211; specialmente da certa psicologia &quot;\u00e0 la page&quot; &#8211; del &quot;qui e ora&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;una \u00e8 rozzamente materialista, immanentista, chiusa alla trascendenza: uno stordirsi con le cose, con la loro dimensione estetica, un po&#8217; come l&#8217;oppiomane che null&#8217;altro desidera se non stordirsi con la sua droga preferita.<\/p>\n<p>L&#8217;altra, invece, \u00e8 fondata sulla sospensione del giudizio, sull&#8217;abbandono della mente, sull&#8217;assecondare il flusso della corrente coscienziale; ed \u00e8 questa che permette di aprire un varco nel muro del tempo, dello spazio e del principio di causa ed effetto.<\/p>\n<p>Ce n&#8217;\u00e8 fin troppa, di gente che afferma con orgoglio di saper vivere nel momento: il punto \u00e8 in che senso di debba interpretare una tale espressione.<\/p>\n<p>Vi sono momenti che imprigionano nel flusso del tempo che si perde, e momenti che dischiudono prospettive fatte di eternit\u00e0: attimi che vivranno per sempre, sino alla fine del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abFermati, attimo, sei bello!\u00bb, esclamava Goethe nel \u00abFaust\u00bb, a indicare la struggente nostalgia nei confronti degli istanti felici che, in apparenza, corrono via trascinati dal tempo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[270],"class_list":["post-23499","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-william-shakespeare"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}