{"id":23498,"date":"2016-05-23T05:24:00","date_gmt":"2016-05-23T05:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/23\/che-rapporto-ce-fra-la-bellezza-dellapparire-e-quella-dellessere\/"},"modified":"2016-05-23T05:24:00","modified_gmt":"2016-05-23T05:24:00","slug":"che-rapporto-ce-fra-la-bellezza-dellapparire-e-quella-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/23\/che-rapporto-ce-fra-la-bellezza-dellapparire-e-quella-dellessere\/","title":{"rendered":"Che rapporto c\u2019\u00e8 fra la bellezza dell\u2019apparire e quella dell\u2019essere?"},"content":{"rendered":"<p>La bellezza dell&#8217;anima, si usa dire, quasi per risarcirsi della mancanza di bellezza del corpo: ma che cos&#8217;\u00e8? Esiste davvero, o \u00e8 solo un premio di consolazione, un concetto vuoto, inventato da filosofi come Platone, inguaribilmente malati d&#8217;idealismo?<\/p>\n<p>La questione \u00e8 di estrema importanza: primo, perch\u00e9 la bellezza \u00e8 una categoria che riveste, nella nostra vita, un ruolo che sarebbe ben difficile sopravvalutare; secondo, perch\u00e9 viviamo in una societ\u00e0 (come quella greca) letteralmente ossessionata dal mito della bellezza; terzo, per acquisire una pi\u00f9 salda consapevolezza di noi stesi e dell&#8217;altro, mediante la quale stimare in maniera pi\u00f9 esatta e veritiera quel che appartiene all&#8217;apparire e quel che appartiene all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Un bel paesaggio; una bella donna; un bel corpo: tutti sappiamo, o crediamo di sapere, che cosa significano simili espressioni; perch\u00e9 il linguaggio della bellezza \u00e8 universale. Per\u00f2 basta che dall&#8217;ambito della natura ci spostiamo in quello dello spirito, ed ecco che subito le cose diventano pi\u00f9 complesse, sfumate, quasi ambigue: perch\u00e9 non tutti saranno d&#8217;accordo su quel che si pu\u00f2 definire un bel quadro, un bell&#8217;edificio o una bella musica. Il quadro, l&#8217;edificio, la musica, infatti, apaprtengono alle creazioni dello spirito: sono nate nella mente e nell&#8217;anima di un artista e poi, in seconda istanza, sono state tradotte nel linguaggio del colore, della forma, del suono: pi\u00f9 o meno fedelmente, ma sempre imperfettamente, rispetto all&#8217;originale. Sulla bellezza di un paesaggio, pi\u00f9 o meno, saremo tutti d&#8217;accordo; al massimo, qualcuno potr\u00e0 aggiungere: <em>Riconosco che \u00e8 bello, ma mi mette malinconia<\/em>; oppure: <em>Ammetto senz&#8217;altro che sia bello, per\u00f2 in quel luogo io non ci vorrei vivere, non so perch\u00e9<\/em>. Davanti a un quadro, a un palazzo, a un brano musicale, invece, sar\u00e0 molto pi\u00f9 facile andare incontro a radicali discordanze di giudizio, gi\u00e0 di primo acchito; e non parliamo di una poesia, di un romanzo, di un film.<\/p>\n<p>Ora, la bellezza creata mediante il linguaggio dell&#8217;arte appartiene ad un genere analogo a quello della bellezza interiore; anzi, per parlare con maggiore precisione, ne \u00e8 l&#8217;espressione naturale e immediata, mentre la bellezza dell&#8217;opera d&#8217;arte \u00e8 una espressione mediata e riflessa. Il musicista si pone davanti allo spartito musicale e compone la sua musica; ma la persona interiormente bella non compie alcuno sforzo per apparire in un modo piuttosto che in un altro, o, comunque, nessuno sforzo particolare, oltre alla normale cura di s\u00e9 e del proprio aspetto. A dedicare una cura esagerata al proprio apparire non \u00e8 mai la persona interiormente bella, ma quella che vuole compensare con l&#8217;avvenenza esteriore, o rafforzando la propria avvenenza, una carenza di bellezza e di luminosit\u00e0 interiore. Pertanto si pu\u00f2 dedurne che la bellezza interiore esiste, ed esiste naturalmente, purch\u00e9 vi sia qualcuno che la sa vedere; mentre la bellezza esteriore esiste per tutti, \u00e8 oggettiva, ma, nello stesso tempo, \u00e8 pi\u00f9 fragile e non appartiene interamene a colui che la possiede: sia per il naturale invecchiamento del corpo, che la corrode e la distrugge, giorno dopo giorno (una bella fanciulla di sedici anni non deve compiere quasi alcuno sforzo per apparire in tutto il suo splendore: n\u00e9 diete, n\u00e9 cosmesi, n\u00e9 palestra, eccetera; ma quella stessa fanciulla, arrivata ai sessant&#8217;anni di et\u00e0, certo non potr\u00e0 godere del medesimo privilegio), sia perch\u00e9 \u00e8 misteriosamente, ma inscindibilmente, legata alla presenza, o all&#8217;assenza, della bellezza interiore.<\/p>\n<p>Vogliamo dire che una persona dalla bellissima apparenza, se, dopo che l&#8217;abbiamo conosciuta, rivela dei gravi difetti d&#8217;intelligenza, o di buon gusto, o nei valori e nel comportamento morale, inevitabilmente ci apparir\u00e0 meno bella, o meglio, la sua bellezza ci si presenter\u00e0 sotto una luce nuova e diversa, che non c&#8217;incanta pi\u00f9, non ci trascina, non ci fa sognare, anzi genera un senso di freddezza e una impressione di disarmonia, come una promessa non mantenuta o come un amico che ci abbia deluso. E ci\u00f2 dimostra che la bellezza esteriore \u00e8 un riflesso di quella interiore. Se ci rendiamo conto che alla prima non corrisponde la seconda, ci sentiamo traditi, come chi scoprisse che la bella e fastosa citt\u00e0, vista nelle immagini del cinema, non \u00e8 fatta di altro che delle facciate di legno delle case e dei palazzi: che \u00e8 una citt\u00e0 fasulla, priva di consistenza. Il che non pu\u00f2 dirsi nella situazione inversa. Davanti a una persona interiormente bella, ma priva di bellezza esteriore, non proviamo la stessa sensazione di promessa non mantenuta; al contrario, \u00e8 quasi impossibile che non finiamo per mutare giudizio anche davanti al suo aspetto fisico: perch\u00e9 pi\u00f9 si frequenta una persona moralmente e spiritualmente bella, pi\u00f9 se ne apprezza tutto il valore, ed \u00e8 frequente che ci s&#8217;innamori, in un certo senso, di tutta la sua persona, dunque anche del suo aspetto. Non sono poche le donne, anche bellissime, che si sono innamorate, in questo modo, di uomini fisicamente poco attraenti; e, a volte, la stessa cosa \u00e8 capitata con uomini belli nei confronti di donne assai meno avvenenti, per\u00f2 riccamente dotate sul piano interiore.<\/p>\n<p>Ha scritto in proposito Piero Ferrucci, psicoterapeuta e filosofo, seguace della psicosintesi di Roberto Assagioli (in: P. Ferrucci, <em>La bellezza dell&#8217;anima<\/em>, Milano, Mondadori, 2009, pp. 146-147):<\/p>\n<p><em>Qualcuno dice: non \u00e8 la bellezza dell&#8217;apparire quella che conta, ma quella dell&#8217;essere. Alla luce delle ricerche appena viste, e anche dei modi di vita che contraddistinguono oggi le societ\u00e0 occidentali, pare una posizione insostenibile, per non dire patetica. &quot;La bellezza interiore non ti servir\u00e0 per farti scopare&quot; ammonisce con brutale realismo una bella ragazza su un adesivo per auto. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se (negli Stati Uniti) l&#8217;investimento sociale nella bellezza (cosmetici, chirurgia estetica, ecc.) supera quello nell&#8217;educazione: si investe nell&#8217;estetica per garantirsi di essere amati. La bellezza fisica suscita emozioni, muove denaro, crea potere, e fa cadere imperi.<\/em><\/p>\n<p><em>E invece, quando si parla di bellezza dell&#8217;anima o bellezza interiore, si rischia subito di cadere nell&#8217;idealismo e nella retorica. C&#8217;\u00e8 poco da fare: per la maggior parte delle persone conta di pi\u00f9 la bellezza esteriore, quella interiore rimane un&#8217;ipotesi o una favola.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure, in questo modo, non stiamo forse commettendo l&#8217;errore di dimenticare qualcosa di essenziale? Basta riflettere un momento; la qualifica di bello pu\u00f2 venire utilizzata non solo per ci\u00f2 che \u00e8 visibile, ma anche per ci\u00f2 che \u00e8 invisibile e soggettivo. Parliamo per esempio di un magnifico carattere, di una bella mente, di una persona stupenda. Molto pi\u00f9 di quanto non ce ne rendiamo conto, la bellezza dell&#8217;anima \u00e8 un punto di riferimento per capire una persona. Forse la bellezza del corpo non \u00e8 l&#8217;unico fattore importante. Immaginate di essere spostai con una persona bellissima esteriormente ma dal carattere pestifero. Siete proprio sicuri che la bellezza fisica sia l&#8217;unico fattore che conta?<\/em><\/p>\n<p><em>Forse il modo migliore per capire questo punto \u00e8 di pensare alla bruttezza morale. Di fronte a un delitto tremendo, come ne leggiamo ogni giorno sui giornali, a una persona squartata o a un bambino violentato, siamo presi dal disgusto e dallo sdegno, ed esclamiamo; che cosa orrenda! Cio\u00e8 applichiamo a quel fatto una categoria estetica. Quando qualcuno approfitta dei pi\u00f9 deboli, quando tradisce un amico, o non soccorre un ferito, per esempio, ecco, non definiamo forse brutti questi atti al punto di prendere risolutamente le distanze da chi i ha commessi?<\/em><\/p>\n<p><em>Se c&#8217;\u00e8 la bruttezza morale, ci deve essere anche la bellezza morale. I giornali non ne parlano tanto, perch\u00e9 non incrementa le vendite. Meglio i mostri, i sadici, i guerrafondai, gli inventori del male. Fanno pi\u00f9 effetto. Ma la bellezza morale c&#8217;\u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em>La verit\u00e0 \u00e8 che ci sono tutt&#8217;e due le bellezze, quella esteriore e quella interiore. La prima \u00e8 pi\u00f9 evidente, pi\u00f9 atta a suscitare emozioni, pi\u00f9 immediata, pi\u00f9 gratificante a breve scadenza. La seconda \u00e8 pi\u00f9 sottile, di solito richiede pi\u00f9 tempo per essere percepita, \u00e8 pi\u00f9 profonda. E non sempre si rivela appieno a un&#8217;occhiata distratta. La bellezza fisica \u00e8 un velocista: nei percorsi brevi arriva sempre prima. La bellezza dell&#8217;anima \u00e8 un maratoneta: viene fuori alla distanza.<\/em><\/p>\n<p><em>La bellezza dell&#8217;anima: \u00e8 la bellezza, per esempio, dell&#8217;intelligenza, dell&#8217;onest\u00e0, della coerenza, o della generosit\u00e0. \u00c8 una bellezza che non ha niente a che fare con i cosmetici, che non \u00e8 dovuta a un abito elegante o a un&#8217;automobile ultimo modello, che non pu\u00f2 diventare nostra in cambio di un assegno, ma che, se la riusciamo al di l\u00e0 delle apparenze, ci ispira, ci guida, trasforma la nostra vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Varie ricerche hanno dimostrato che la nostra percezione della bellezza fisica di una persona \u00e8 influenzata da ci\u00f2 che conosciamo di lei. Se non l&#8217;abbiamo mai incontrata prima, allora il nostro giudizio estetico sar\u00e0 puramente esteriore. Ma dopo averla conosciuta ci apparir\u00e0 pi\u00f9 bella se ne apprezziamo aspetti non fisici e non immediatamente visibili, come la disponibilit\u00e0 a collaborare o l&#8217;affidabilit\u00e0. Per esempio, ai partecipanti di un corso di archeologia sul campo, venne chiesto di valutare la bellezza fisica di tutti gli altri al principio del corso, e poi di nuovo alla fine. Ci furono dei cambiamenti notevoli nelle valutazioni, dovuti al fatto che era stata data loro la possibilit\u00e0 di conoscersi e apprezzarsi al di l\u00e0 delle apparenze.<\/em><\/p>\n<p>La bellezza, in definitiva, \u00e8 un segno di contraddizione: fa esplodere ci\u00f2 che in noi non abbiamo risolto, fa emergere la nostra maturit\u00e0 o la nostra immaturit\u00e0. Una persona irrisolta, immatura, superficiale, non ha occhi che per la bellezza esteriore, e quanto pi\u00f9 essa \u00e8 vistosa, fosse anche volgare, tanto meglio: perch\u00e9 un simile genere di persone preferisce sempre la dimensione della quantit\u00e0 a quella della qualit\u00e0. Una tale persona far\u00e0 di tutto per &quot;possedere&quot; la bellezza, perch\u00e9, nella sua ignoranza, non sa che nulla si pu\u00f2 possedere, tranne se stessi, e che c&#8217;\u00e8 una sola maniera per apprezzare nel giusto modo le cose belle: lasciare che siano se stesse, quanto pi\u00f9 naturali possibile, non certo ingabbiarle per appropriarsene: perch\u00e9, cos\u00ec facendo, tutto quel che si riuscirebbe a possedere sarebbe una veste vuota, un simulacro privo di sostanza.<\/p>\n<p>Soltanto la persona risolta e matura, ma pur sempre alla ricerca &#8211; perch\u00e9 le persone autentiche sono perennemente alla ricerca e non hanno mai finito di sciogliere la loro missione, che \u00e8 conoscere e amare, o meglio, conoscere amando, conoscere attraverso l&#8217;amore &#8212; \u00e8 capace di apprezzare sia la bellezza esteriore, sia quella interiore, ma senza lasciarsi prendere all&#8217;amo dalla prima, e senza disperarsi quando essa si sottrae, e, anzi, godendo sempre pi\u00f9 della seconda, apprezzandola sempre pi\u00f9 nel suo giusto valore, e cercando, per quanto possibile, di lasciarsene contagiare, di lasciarsene riempire, di lasciarsene possedere.<\/p>\n<p>Insomma: la persona che ha <em>compreso<\/em> ci\u00f2 che conta nella vita<em>,<\/em> cerca di lasciarsi sollecitare dalla bellezza, e specialmente da quella spirituale, per imparare a divenire ci\u00f2 che deve essere, e per diventare migliore; la persona ignorante, al contrario, crede e s&#8217;illude di poter controllare, possedere e manipolare la bellezza, e intanto non si accorge di ci\u00f2 che tutti gli altri vedono perfettamente: che proprio il suo comportamento puerile, egoista, immaturo, fa risaltare la pochezza o la mancanza della sua bellezza interiore, e che nessuna strategia basata sullo sfoggio della bellezza esteriore riuscir\u00e0 mai a nascondere tale evidenza. Insomma: la bellezza \u00e8 un dono, ma solo per chi sa apprezzarlo e goderlo nella maniera giusta; per gli altri, \u00e8 un castigo e una maledizione. E, di fatto, il mondo \u00e8 pieno di persone fisicamente belle, ammirate e ricercate da tutti per la loro avvenenza, le quali, per\u00f2, non trovano n\u00e9 l&#8217;amore, n\u00e9, tanto meno, la felicit\u00e0, ma fanno collezione di delusioni, amarezze, rimpianti: sono quelle persone che non sanno portare la bellezza che la natura, nella sua prodigalit\u00e0, ha donato loro, ma a patto che ne facessero un uso adeguato; che non ne sono state all&#8217;altezza, perch\u00e9 sono simili a pesci d&#8217;acque basse, mentre la bellezza \u00e8 un dono abissale, che, per dispiegarsi, richiede di essere condotto audacemente al largo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, davanti al mistero della bellezza, non dovremmo chiederci se siamo stati fortunati o sfortunati, o se abbiamo saputo impadronirci di quelle tecniche (che pure esistono, ma che sono adatte alle persone di poco o nessun valore) mediante le quali si pu\u00f2 &quot;rubare&quot; la bellezza altrui; perch\u00e9 davanti ad esso, alla lunga, non \u00e8 possibile fingere, non si pu\u00f2 far credere a nessuno, e neppure a se stessi, di essere ci\u00f2 che non si \u00e8. Bellezza chiama bellezza; e soltanto la bellezza spirituale sa comprende quella fisica, non viceversa. Nel romanzo di Victor Hugo <em>L&#8217;uomo che ride<\/em>, la bellissima Dea, cieca, ama teneramente l&#8217;orrido Gwynplaine, che non ha mai visto: lo ama perch\u00e9, non avendo la vista degli occhi, possiede la vista del cuore, che non inganna, e ne ha percepito tutta la profonda bellezza interiore. Ma \u00e8 un segreto, quello della bellezza, riservato a pochi: chi ha paura delle rughe, non lo comprender\u00e0 mai, come chi non ha orecchio per la musica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bellezza dell&#8217;anima, si usa dire, quasi per risarcirsi della mancanza di bellezza del corpo: ma che cos&#8217;\u00e8? 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