{"id":23490,"date":"2008-01-10T09:01:00","date_gmt":"2008-01-10T09:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/10\/lucio-battisti-le-viscere-e-la-ragione\/"},"modified":"2008-01-10T09:01:00","modified_gmt":"2008-01-10T09:01:00","slug":"lucio-battisti-le-viscere-e-la-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/10\/lucio-battisti-le-viscere-e-la-ragione\/","title":{"rendered":"Lucio Battisti, le viscere e la ragione"},"content":{"rendered":"<p>Le reazioni indignate e inviperite dei fans di Lucio Battisti al nostro articolo <em>Dalla sofferta poesia di Tenco ai lazzi furbeschi di Battisti-Mogol<\/em> (del resto, largamente previste), ci suggeriscono una breve e, se possibile, pacata riflessione non tanto sulle canzoni di Battisti, sulle quali abbiamo gi\u00e0 detto quel che avevamo da dire, quanto sulla difficolt\u00e0 di ragionare obiettivamente sulla musica leggera, e di distinguere il piano della musica d&#8217;autore da quella commerciale.<\/p>\n<p>Viviamo immersi in un generale relativismo filosofico, storico, etico, religioso, per cui non esiste nulla di pi\u00f9 &quot;normale&quot; del relativismo estetico. In base ad esso, ciascuno pensa che la propria verit\u00e0 valga quanto qualsiasi altra. Dal momento che si nega l&#8217;esistenza di <em>una<\/em> verit\u00e0 e, in omaggio a un malinteso sentimento pluralista e democratico, si pensa che il solo fatto di postulare l&#8217;esistenza <em>della<\/em> verit\u00e0, al singolare, sia un atto di inqualificabile autoritarismo, se non addirittura di nazifascismo, qualsiasi somaro si mette a ragliare pi\u00f9 forte che pu\u00f2 e, dal momento che non si interessa di quel che stanno ragliando gli altri somari suoi pari, si meraviglia altamente se qualcuno gli fa notare che i suoi versi non sono propriamente melodiosi e gradevoli. \u00abMa come &#8211; si arrabbia l&#8217;asino &#8211; io ho la mia verit\u00e0, voi la vostra; e se io non metto il naso in quel che fate voi, voi lasciatemi ragliare quanto mi pare e piace. Possibile che nessuno vi abbia spiegato che questa \u00e8 la libert\u00e0, e che la democrazia funziona cos\u00ec?\u00bb.<\/p>\n<p>In effetti, nel precedente articolo noi abbiamo <em>argomentato<\/em> per quali ragioni riteniamo che Tenco sia stato un vero poeta, e la coppia Battisti-Mogol una semplice ditta commerciale. Abbiamo confrontato testi, ragionato sui contenuti, contestualizzato i rispettivi paradigmi culturali: quello dei cantautori, che volevano innalzare la musica leggera al livello dell&#8217;opera d&#8217;arte e, al tempo stesso, farne uno strumento di critica sociale; e quello dei cantanti da cassetta, che volevano abbassarla al livello di pura merce di consumo, di mezzo d&#8217;evasione e di scadente surrogato di una mai realizzata liberazione personale.<\/p>\n<p>Ovviamente, si pu\u00f2 non essere d&#8217;accordo con le nostre tesi, perch\u00e9 <em>questa<\/em> \u00e8 la caratteristica della democrazia: il dissenso dalle opinioni altrui, civile e, possibilmente, motivato.<\/p>\n<p>Persone che hanno sempre amato la musica di Battisti e che, inizialmente, non condividevano le nostre idee, si sono ricredute e si son dette persuase, dopo aver seguito i ragionamenti da noi sviluppati e, soprattutto, dopo aver operato un confronto testuale, critico e spassionato, dei singoli brani musicali. Hanno convenuto che nei testi di Tenco ci sono idee, sentimenti, passione, il tutto formulato in maniera non banale; mentre in quelli di Battisti-Mogol c&#8217;\u00e8 una verniciatura superficiale e alquanto furbetta di pseudoemozioni, per giunta involgarite da una presunzione intellettualistica a un tanto il chilo, e null&#8217;altro.<\/p>\n<p>Aria fritta, sia come parole che come musica.<\/p>\n<p>Per le parole, basta prendere un testo a caso; quanto alla musica, qualunque principiante di chitarra degli anni Settanta conosce il motivetto battistiano <em>Le tue scarpette rosse ecc.<\/em>, perch\u00e9 \u00e8 la musica pi\u00f9 elementare e meno originale che si possa comporre con le sette note; un po&#8217; come i deliranti colloqui del signor Martin e della signora Martin ne <em>La cantatrice calva<\/em> di Ionesco, fatti di frasi come: \u00abQuesta \u00e8 una camera da letto\u00bb; \u00abTu sei nella camera da letto\u00bb;\u00abNoi siamo nella camera da letto\u00bb; ma, ovviamente, senza l&#8217;ironia e il surrealismo di Ionesco.<\/p>\n<p>Altri ammiratori di Battisti, invece, hanno preferito passare direttamente agli insulti pi\u00f9 banali. I pi\u00f9 gentili sono stati quelli di &quot;disinformazione&quot; da parte nostra, e sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 nel nostro articolo si leggeva &quot;Gianni Bergna&quot; invece che &quot;Gianni Borgna&quot;. Pare che a quel signore non sia venuto in mente che, forse, si trattava semplicemente di un banalissimo refuso. Ma, a parte questo, nessuna discussione sul <em>contenuto<\/em> delle nostre affermazioni; nessuna argomentazione; niente di niente.<\/p>\n<p>Un altro se l&#8217;\u00e8 presa con quello &quot;sconosciuto&quot; che aveva osato criticare la musica di Battisti. Eh gi\u00e0, se non sei famoso, come ti permetti di parlare? Ma anche in ci\u00f2, nessuna particolare meraviglia. In una societ\u00e0 come l&#8217;attuale, dove la pedagogia \u00e8 fatta da programmi televisivi quali <em>Il Grande fratello<\/em> e <em>L&#8217;isola dei famosi<\/em>, non desta stupore il fatto che si riconosca il diritto di interloquire solo agli squallidi vip del piccolo schermo; e che le idee non contino assolutamente nulla, ma solo il nome di chi grida pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Se ci soffermiamo su questi malinconici particolari non \u00e8 certo perch\u00e9 il livello della discussione ne valga la pena, ma solo e unicamente per evidenziare, ancora una volta, come sia difficile, per non dire impossibile, discutere di musica leggera (e di musica in genere, e di arte in genere), nel clima dominante di relativismo assoluto, dove tutto \u00e8 uguale a tutto e una torta alle mele vale quanto una ciambella fumante di bovino.<\/p>\n<p>La musica leggera, in particolare, coinvolge emozioni, sensibilit\u00e0, ricordi in misura tale &#8211; e specialmente per certe categorie di persone &#8211; che diviene semplicemente impossibile poterne fare una analisi lucida e razionale. A quelle persone non interessa <em>capirla<\/em>, ad esse \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente <em>sentirla<\/em>: con la pancia, con i visceri. E con i visceri non c&#8217;\u00e8 niente da fare, \u00e8 come quando si tratta della squadra del cuore: a parlarne male, si rischia come minimo una coltellata.<\/p>\n<p>E questa \u00e8 la prima riflessione.<\/p>\n<p>La seconda riflessione \u00e8 che, <em>sentendo<\/em> la musica con i visceri, cade qualunque possibilit\u00e0 di operare un minimo di distinzione fra musica d&#8217;autore, artistica, impegnata, e musica puramente commerciale. Con simili premesse, la musica piace o non piace, e basta; e, se piace, la si difende <em>in toto.<\/em> Di pi\u00f9: non si difende <em>la musica<\/em>, ma il cantante che c&#8217;\u00e8 dietro ad essa: anche se non l&#8217;ha composta lui, ma solo eseguita; anche se non ha scritto i testi, perch\u00e9 non ne sa scrivere o perch\u00e9 preferiva puntare comunque sul prodotto di sicuro successo.<\/p>\n<p>Eppure, saper fare quella distinzione dovrebbe essere un fatto di pura e semplice onest\u00e0 intellettuale. Uno, cio\u00e8, pu\u00f2 anche dire: \u00abS\u00ec, \u00e8 vero, \u00e8 musica commerciale: con tutti i trucchi del caso, con il motivetto orecchiabile e perfino con la rima nel testo; per\u00f2 a me piace, che volete farci: mi rilassa\u00bb. <em>Questo<\/em> sarebbe un discorso onesto.<\/p>\n<p>Invece no.<\/p>\n<p>Innamorati con i visceri di quelle canzoni e di quel personaggio, si nega l&#8217;evidenza e si pretende che si tratti di musica d&#8217;arte, per giunta intelligente quanto lo si potrebbe desiderare. Insomma si applaude il re in mutande, come nella fiaba di Andersen; e poi, lo fanno tutti. Se tutti applaudono, qualche motivo ci dovr\u00e0 pur essere. Il numero fa il valore delle cose. Cos\u00ec pensa chi non ha capito niente della democrazia o chi l&#8217;ha capita anche troppo bene: cio\u00e8 come <em>la dittatura della maggioranza.<\/em><\/p>\n<p>Ahim\u00e9, la maggioranza, nella societ\u00e0 di massa &#8211; proprio per quei meccanismi psicologici e sociali che sono gi\u00e0 stati analizzati mille volte &#8211; non \u00e8 <em>mai<\/em> intelligente. \u00c8 intelligente bruciare i cassonetti e assaltare con le bombe i vigili del fuoco nell&#8217;<em>hinterland<\/em> napoletano, mentre 100.000 tonnellate di rifiuti dannosissimi per la salute invadono le strade e ammorbano l&#8217;aria? Per\u00f2 lo fanno in molti; dunque, qualche cosa di giusto ci sar\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, tornando a Battisti, noi non vogliamo negare che egli avesse delle conoscenze, delle capacit\u00e0 e delle possibilit\u00e0 tali da consentirgli di comporre della buona musica, della musica valida e intelligente. Anzi, pensiamo che le avesse. Solo che non gli interessava di seguire la strada stretta e malagevole del compositore di qualit\u00e0; o, almeno, non gli interessava di sacrificare la sua carriera ai sacrifici e alle scarse soddisfazioni materiali connesse con una scelta di quel tipo.<\/p>\n<p>No, lui preferiva il successo a colpo sicuro: e, per ottenerlo, ha svenduto il suo talento per sfornare &#8211; in coppia col paroliere Mogol &#8211; una lunga serie di prodotti musicali astuti e dolciastri, dove tutto, anche le famose &quot;emozioni&quot; (per fare il verso a un suo pezzo tra i pi\u00f9 celebrati), \u00e8 artificiale e costruito con furbizia e con cinismo, al solo e unico scopo di vendere la maggior quantit\u00e0 possibile di dischi.<\/p>\n<p>Tutto qui.<\/p>\n<p>\u00c8 molto semplice; e, se si vuole, anche assai banale.<\/p>\n<p>In fondo, il discorso sulla musica leggera &#8211; cos\u00ec come qualunque altro discorso sull&#8217;arte &#8211; riconduce alla distinzione antropologica fondamentale: quella fra i &quot;puri&quot; e i &quot;venduti&quot;. Con brutale sincerit\u00e0 affermiamo che <em>tertium non datur<\/em>: e mai lo si \u00e8 visto con pi\u00f9 chiarezza come alla svolta cruciale fra gli anni Sessanta, generosi ed utopistici, e i Settanta, narcisisti e pragmatici.<\/p>\n<p>Ci sono due categorie di artisti, cos\u00ec come ci sono due categorie di intellettuali e, in generale, di esseri umani: i puri e i venduti. Quelli che hanno qualcosa da dire, e che per dirla sono disposti ad affrontare solitudine, amarezze e incomprensione; e quelli che non hanno nulla da dire, ma desiderano il denaro e il successo, e son disposti a vendersi sul grande, inesauribile mercato del consumismo.<\/p>\n<p>Luigi Tenco era un puro e Lucio Battisti, un venduto.<\/p>\n<p>Semplice, chiaro.<\/p>\n<p>Per questo motivo non abbiamo mai potuto comprendere coloro che dicono &#8211; e sono tanti -: \u00abS\u00ec, mi piace Tenco, era un grande; ma anche Battisti mi piace, anche lui era un grande\u00bb. Grande l&#8217;uno e grande l&#8217;altro; e contenti tutti.<\/p>\n<p>Torniamo sempre l\u00ec, a quel relativismo assoluto di cui parlavamo prima: io ho la mia verit\u00e0; tu hai la tua; lui ha la sua; e sono tutte verit\u00e0, tutte possono andare a braccetto appassionatamente, senza conflitti e senza drammi.<\/p>\n<p>No, amici, cos\u00ec non va.<\/p>\n<p>Lo ripetiamo: una torta di mele \u00e8 una torta di mele, e un escremento di mucca \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 nulla di male nel preferire gli escrementi alle torte di mele, o nel trovare buoni entrambi: le mosche, per esempio, lo fanno. In omaggio alla democrazia, si posano con equanimit\u00e0 sulle torte e sulle cacche, succhiano tutto, son soddisfatte di tutto.<\/p>\n<p>Appunto, le mosche.<\/p>\n<p>Gli esseri umani, per\u00f2, dovrebbero avere un po&#8217; di onest\u00e0 intellettuale. Dovrebbero dire, per esempio: \u00abS\u00ec, questa \u00e8 musica commerciale; non \u00e8 un gran che; per\u00f2 mi diverte, la ascolto volentieri; lasciate che me la goda\u00bb.<\/p>\n<p>E sapete perch\u00e9 questo tipo di onest\u00e0 intellettuale dovrebbe essere doverosa?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci sono migliaia di artisti veri, di musicisti veri, che compongono musica di altissima qualit\u00e0, ma non riescono e non riusciranno mai a farsi conoscere, a fare alla societ\u00e0 il dono della loro bravura e della loro arte: poich\u00e9 il mercato della musica leggera \u00e8 drogato dalle <em>star<\/em> che si vendono, senza pudore, imbarbarendo il gusto e chiudendo ogni spazio ai giovani talenti.<\/p>\n<p>Una faccenda che, specialmente in Italia, si ripete anche in altri campi: dalla poesia alla pittura, dalla filosofia alla politica, ovunque \u00e8 lo stesso spettacolo. I furbetti, i venduti, che impediscono di emergere a coloro che hanno idee e qualcosa da dire.<\/p>\n<p>Che hanno una spina dorsale.<\/p>\n<p>E questa selezione alla rovescia, questa progressiva involuzione, questo progressivo imbarbarimento non \u00e8 affatto opera del caso e non \u00e8 neanche dovuto a un avverso, imperscrutabile destino.<\/p>\n<p>Ha una causa molto precisa e molto semplice: la pigrizia morale e la disonest\u00e0 intellettuale del pubblico che non ragiona, ma che <em>sente<\/em> con le viscere, e basta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le reazioni indignate e inviperite dei fans di Lucio Battisti al nostro articolo Dalla sofferta poesia di Tenco ai lazzi furbeschi di Battisti-Mogol (del resto, largamente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30171,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[205,263],"class_list":["post-23490","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica","tag-musica","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-musica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23490"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23490\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30171"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}