{"id":23478,"date":"2011-03-10T11:04:00","date_gmt":"2011-03-10T11:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/10\/la-passione-demoniaca-di-heathcliff-e-la-rivolta-dellinfanzia-contro-la-dura-legge-del-mondo-adulto\/"},"modified":"2011-03-10T11:04:00","modified_gmt":"2011-03-10T11:04:00","slug":"la-passione-demoniaca-di-heathcliff-e-la-rivolta-dellinfanzia-contro-la-dura-legge-del-mondo-adulto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/10\/la-passione-demoniaca-di-heathcliff-e-la-rivolta-dellinfanzia-contro-la-dura-legge-del-mondo-adulto\/","title":{"rendered":"La passione demoniaca di Heathcliff \u00e8 la rivolta dell\u2019infanzia contro la dura legge del mondo adulto"},"content":{"rendered":"<p>Parlando in generale, gli adulti tendono a sottovalutare eccessivamente &#8211; il che \u00e8 come dire che tendono a dimenticare, dato che lo hanno vissuto &#8211; il trauma che il passaggio all&#8217;et\u00e0 adulta comporta per la dimensione sognante, assoluta, &quot;romantica&quot; dell&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>Si tratta di due mondi inconciliabili: da una parte, una realt\u00e0 ove tutto \u00e8 possibile, anche che il cavaliere dall&#8217;armatura scintillante giunga all&#8217;ultimo istante per salvare la fanciulla incatenata sulla roccia, mentre gi\u00e0 il drago emerso dalle onde del mare si accinge a divorarla; dall&#8217;altra, una esistenza fatta di &quot;idee chiare e distinte&quot;, per dirla con Cartesio, ossia di lucida ragionevolezza, di ponderata mediocrit\u00e0, di calcolante furbizia.<\/p>\n<p>Da una parte la generosit\u00e0 assoluta, l&#8217;impulso come norma suprema dell&#8217;agire, il sentimento fantastico che non conosce ostacoli; dall&#8217;altra parte l&#8217;equilibrio, la misura, la pacatezza, in una parola: la morale, intesa nel suo significato prettamente sociale.<\/p>\n<p>Come si vede, lo scontro fondamentale \u00e8 quello fra la dimensione individuale e quella collettiva; fra le tendenze egoistiche, e perci\u00f2 &quot;immorali&quot; del bambino, e quelle altruistiche, e perci\u00f2 socialmente apprezzate, dell&#8217;individuo adulto, che \u00e8 divenuto capace di sacrificarsi per gli altri.<\/p>\n<p>Quante volte il bambino si sente ripetere, dagli adulti, che non deve comportarsi da egoista; che non deve credere che il mondo giri solamente attorno a lui; che deve fare spazio agli altri ed aprirsi alle loro esigenze, per esempio dividendo i suoi giocattoli &#8211; ossia le cose pi\u00f9 intime e preziose che possieda al mondo &#8211; con il fratellino o con l&#8217;amichetto?<\/p>\n<p>Beninteso, \u00e8 giusto e necessario che gli adulti educhino il bambino ad uscire dal suo egoismo istintivo e a rendersi conto dell&#8217;esistenza dei bisogni degli altri; il problema \u00e8 &#8211; a prescindere dai tempi e dai modi in cui ci\u00f2 viene fatto &#8211; che l&#8217;adulto, forse per risarcire se stesso di una perdita irreparabile avvenuta nella propria infanzia, tende a trascurare la circostanza, innegabile e dolorosa, che per mezzo di una tale educazione alla moralit\u00e0 va perduta, per sempre, la fragranza di una dimensione inesprimibile, ineffabile, radiosa dell&#8217;et\u00e0 infantile: quel beato senso di assolutezza che fa aderire il mondo esterno all&#8217;io del bambino e che trasforma il primo in un felice prolungamento del secondo.<\/p>\n<p>La cosiddetta felicit\u00e0 innocente del bambino \u00e8 tutta qui: nella spontanea persuasione che fra lui e la realt\u00e0 esterna non vi sia soluzione di continuit\u00e0; che il mondo sia nato con lui e che coincida con lui; che con lui viva, respiri, osservi e si stupisca; che gli basti alzare una mano per raggiungere la luna, e che gli basti esprimere intensamente un desiderio per vederlo realizzato. Per il bambino, il diaframma della ragione e della volont\u00e0 da essa educata, non esiste: sentimento e realt\u00e0 sono un&#8217;unica cosa, e ci\u00f2 che vi si oppone \u00e8 il Male, \u00e8 la &quot;cattiveria&quot;.<\/p>\n<p>Per l&#8217;adulto, vale esattamente la regola contraria: il bambino che trasgredisce le norme \u00e8 &quot;cattivo&quot;: il Bene \u00e8 la legge &#8211; beninteso, la legge razionale del mondo adulto &#8211; ed il Male \u00e8 la sua ignoranza, la sua trascuratezza o la sua trasgressione.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 sembrerebbe chiaro e ben definito; in pratica, invece, la faccenda si complica enormemente, per almeno due ragioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che gli adulti, quasi sempre, ignorano il vero impulso che li spinge a voler spegnere il pi\u00f9 presto possibile il mondo beato dell&#8217;infanzia. E che altro \u00e8 questa smania di abolire e desacralizzare il mondo delle fiabe, ivi compresa quella di Babbo Natale; di anticipare l&#8217;et\u00e0 scolare, allo scopo di rimpinzare la mente del bambino di nozioni da &quot;grandi&quot; (la lingua straniera, l&#8217;informatica); questo voler sovraccaricare l&#8217;agenda del bambino di mille e mille impegni, come fosse un piccolo adulto, se non la volont\u00e0 inconscia, travestita con mille pretesti razionali, di vendicarsi per la violenza da essi medesimi subita, a suo tempo, con l&#8217;espropriazione del mondo incantato dell&#8217;infanzia?<\/p>\n<p>La seconda ragione \u00e8 che la polarit\u00e0 fra ci\u00f2 che \u00e8 Bene e Male per il bambino e ci\u00f2 che lo \u00e8, al contrario, per l&#8217;adulto, scaturisce da una contraddizione che \u00e8 insita nell&#8217;esistenza e, in quanto tale, fondamentalmente ineliminabile: la contraddizione fra il relativo e l&#8217;assoluto; da cui la grande difficolt\u00e0 di trovare una ricomposizione delle loro opposte esigenze.<\/p>\n<p>Ci spieghiamo meglio: il Bene, per il bambino, \u00e8 ci\u00f2 che coincide con la soddisfazione dei suoi impulsi, dei suoi desideri non (ancora) mediati dalla coscienza e dalla volont\u00e0; il Male \u00e8 tutto ci\u00f2 che si oppone alla loro soddisfazione. Il bene del bambino, dunque, \u00e8 un bene relativo: coincide con ci\u00f2 che \u00e8 bene per lui, esclusivamente per lui.<\/p>\n<p>Per l&#8217;adulto, il Bene \u00e8 l&#8217;osservanza delle leggi sociali, il cui scopo \u00e8 assicurare un vantaggio al maggior numero possibile di individui: sacrificando, necessariamente, quella minoranza che non riconosce un tale principio, ma anche &#8211; ecco il punto &#8211; quella parte di ciascun essere umano, ivi compresi i pi\u00f9 accesi sostenitori della morale, che \u00e8 rimasta bambina anche nell&#8217;et\u00e0 adulta e che soffre e protesta, perch\u00e9 avverte che le \u00e8 stata fatta una terribile violenza.<\/p>\n<p>La cosa diventa particolarmente chiara a proposito dell&#8217;amore: e chi ignora come il bambino sia realmente capace di amare, con tutto se stesso e con forza anche maggiore dell&#8217;adulto, si pu\u00f2 dire che ignora tutto dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Quando il bambino ama qualcuno, lo ama con la radicale totalit\u00e0 del suo essere; lo ama con la forza primigenia, intrepida, terribile, che nulla sa di ragionamenti e mediazioni: nessuna passione dell&#8217;et\u00e0 adulta potrebbe paragonarsi alla sua forza irresistibile.<\/p>\n<p>Tuttavia quell&#8217;amore, il pi\u00f9 delle volte, si rivela non solo irraggiungibile, ma anche proibito dalle leggi del mondo adulto: vuoi perch\u00e9 indirizzato verso un soggetto non appropriato (un genitore; una sorellina o un fratellino; una maestra o una baby sitter), vuoi perch\u00e9 talmente assoluto, da configgere con tutta una serie di altre norme, obblighi e divieti, primo fra tutti quello di comportarsi ragionevolmente, ossia da &quot;bravo ometto&quot; o da &quot;brava donnina&quot;.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 determina un trauma. Il bambino ama, ma in silenzio; sente in se stesso una potenza misteriosa e fatale, incontrollabile: e tuttavia intuisce che non potrebbe confidarsi con gli adulti, n\u00e9 sperare da loro alcuna comprensione; al contrario, tutto ci\u00f2 che essi gli chiedono \u00e8 di fare come se in lui quella passione non esistesse neppure, di mostrarsi sempre ragionevole, collaborativo, vale a dire obbediente e remissivo.<\/p>\n<p>Tutto questo corrisponde a una violenza, che il bambino vive in profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Accade, pertanto, che il bambino violentato dalla Legge del mondo adulto, talvolta si rifiuti di arrendersi e di scomparire; che Pinocchio rifiuti di trasformarsi da burattino capriccioso ed egoista in un &quot;bravo&quot; bambino, serio e posato. Allora, nell&#8217;anima dell&#8217;adulto continua a bruciare, nascosto, l&#8217;incendio dell&#8217;amore infantile: un amore disperato, impossibile, perch\u00e9 respinto e condannato dal mondo intero; dunque, un amore autodistruttivo, di terribile potenza.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 stato l&#8217;amore &#8211; un amore letteralmente diabolico, ma al tempo stesso divinamente tenero e appassionato &#8211; di Heathcliff per Catherine, nello straordinario romanzo \u00abWuthering Heights\u00bb (\u00abCime tempestose\u00bb) della scrittrice inglese Emily Bront\u00eb, pubblicato per la prima volta nel 1847, sotto lo pseudonimo di Ellis Bell.<\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;opera che non finisce di stupire anche lo smaliziato lettore della post-modernit\u00e0, per la sua straordinaria potenza drammatica e per la capacit\u00e0 di penetrazione psicologica mostrata dall&#8217;autrice, tanto pi\u00f9 che fu scritto da una fanciulla che visse quieta e isolata, apparentemente ignara del mondo e della sua sottile, inestricabile complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo scrittore, filosofo e antropologo francese Georges Bataille (1897-1962) aveva le idee ben chiare sul significato ultimo del dramma di Catherine e di Heathcliff: per lui, era &#8211; come nel teatro tragico greco &#8211; la trasgressione della legge; e, in particolare, la trasgressione della legge del mondo adulto, che la societ\u00e0 identifica con il Bene, da parte dell&#8217;io bambino, libero e selvaggio, che rifiuta le convenzioni e le costrizioni e che vorrebbe prolungare indefinitamente la propria felice innocenza che, in ultima analisi, coincide con le ragioni della poesia, romanticamente intesa.<\/p>\n<p>Scriveva, infatti, Bataille, a proposito del senso ultimo dello straordinario romanzo di Emily Bront\u00eb (da: G. Bataille, \u00abLa letteratura e il male\u00bb, Parigi, Editions Gallimard, 1957, traduzione italiana di Andrea Zanzotto, Milano, Rizzoli, 1973; cit. in E. Bront\u00eb, \u00abCime tempestose\u00bb, Milano, Rizzoli, 1978, 1991, pp. IV-XI):<\/p>\n<p>\u00abSe si eccettuano le forme sadiche del vizio, il Male, come si incarna nel libro di Emily Bront\u00eb, appare forse nella sua forma pi\u00f9 perfetta. [&#8230;]<\/p>\n<p>Per rappresentare meglio il quadro del Bene e del Male, risalir\u00f2 alla situazione fondamentale di &quot;Wuthering Heights&quot;, all&#8217;infanzia, da cui prende inizio nella sua interezza l&#8217;amore di Catherine e Heathcliff. \u00c8 la vita, passata in corse selvagge nella landa, dei due ragazzi abbandonati a se stessi, liberi da ogni costrizione, e da ogni convenzione (eccettuata quella che vieta i giochi della sensualit\u00e0: ma, nella sua innocenza, l&#8217;amore indistruttibile dei due ragazzi si poneva su un altro piano). E forse questo amore non era altro che la decisione di non rinunciare alla libert\u00e0 di un&#8217;infanzia selvaggia, non corretta dalle norme della socievolezza e dell&#8217;educazione convenzionale. Le condizioni di questa vita selvaggia (al di fuori del mondo) sono elementari. Emily Bront\u00eb ce ne rende sensibili: sono le condizioni stesse della poesia, di una poesia senza premeditazione,, alla quale i due ragazzi non vollero negarsi. La societ\u00e0 oppone al libero gioco dell&#8217;innocenza la ragione che si fonda sul calcolo interessato, e la societ\u00e0 si ordina in modo da renderne possibile la durata. La societ\u00e0 non potrebbe sussistere se questi impulsi primordiali dell&#8217;infanzia (quelli che avevano legato i due ragazzi in un sentimento di complicit\u00e0) potessero imporsi. La costrizione sociale avrebbe richiesto a quei giovani liberi di perdere la loro innocente sovranit\u00e0, di piegarsi alle convenzioni ragionate degli adulti, cio\u00e8 calcolate in modo tale che ne risulti l&#8217;utile della collettivit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il tema del libro \u00e8 la rivolta dell&#8217;uomo maledetto, che il destino caccia dal suo regno, e che niente pu\u00f2 ostacolare nel suo desiderio bruciante di ritrovare il regno perduto. Rinuncio a riportare nei particolari la successione degli episodi, che sono di una intensit\u00e0 affascinante. Mi limito a ricordare che non c&#8217;\u00e8 legge, n\u00e9 forza, non c&#8217;\u00e8 sentimento di piet\u00e0, n\u00e9 convenzione che freni per un istante il furore di Heathcliff: neanche la morte, perch\u00e9 Heathcliff, nella sua passione priva di rimorsi, \u00e8 causa della malattia e della morte di Catherine, che tuttavia egli pensa gli appartenga.<\/p>\n<p>Mi soffermer\u00f2 sul significato morale della rivolta nata nella fantasia e nel sogno di Emily Bront\u00eb.<\/p>\n<p>Questa rivolta \u00e8 quella del Male contro il Bene. Essa \u00e8 formalmente irragionevole. Che cos&#8217;\u00e8 questo regno dell&#8217;infanzia, al quale la volont\u00e0 demoniaca di Heatchcliff non vuol rinunciare? Non possono essere che L&#8217;IMPOSSIBILE e la morte. Contro questo mondo reale, dominato dalla ragione, fondato dalla volont\u00e0 di sopravvivere, ci sono due possibilit\u00e0 di rivolta. La pi\u00f9 comune, qui presente, si traduce nella contestazione del suo carattere &quot;ragionevole&quot;. \u00c8 facile constatare che il principio di questo mondo reale non \u00e8 veramente la ragione, ma la ragione che si compone con l&#8217;arbitrario, nato da violenze o da impulsi infantili del passato. Questa rivolta rende esplicita la rivolta del Bene contro il Male, che \u00e8 rappresentato da quelle violenze e da quei vani impulsi. Heathcliff giudica il mondo cui si oppone: non pu\u00f2 certo identificarlo col Bene, poich\u00e9 lo combatte. Ma lo combatte, seppure rabbiosamente, con lucidit\u00e0: s che esso rappresenta il bene e la ragione. Odia l&#8217;umanit\u00e0 e la bont\u00e0, che eccitano in lui lo spirito sarcastico. [&#8230;]<\/p>\n<p>In questa sua rivolta, non vi \u00e8 legge che Heathcliff non si compiaccia d trasgredire. Egli si accorge che la cognata di Catherine \u00e8 invaghita di lui: senza esitazione la sposa, per poter procurare al marito di Catherine il maggior danno possibile. La porta con s\u00e9 e, subito dopo le nozze, se ne fa gioco; infine senza averne il minio riguardo, la riduce alla disperazione. Giustamente Jacques Blondel ravvicina le seguenti due fasi di Sade e di Emily Bront\u00eb. Sade fa dire a uno degli aguzzini di Justine: &quot;Che azione voluttuosa la distruzione! Non ne conosco altre che solletichino in modo pi\u00f9 delizioso: non c&#8217;\u00e8 estasi paragonabile a quella che si prova quando ci si abbandona a questa divina infamia&quot;. Emily Bront\u00eb da parte sua fa dire a Heatchliff: &quot;Se fossi nato in un paese in cui le leggi sono meno rigorose e i gusti meno delicati, mi concederei la gioia di procedere a una lenta vivisezione di questi due esseri, per passare una serata divertente&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;invenzione, da parte di una buona ragazza, morale e senza esperienze, di un personaggio cos\u00ec perfettamente consacrato al male, rappresenterebbe di per s\u00e9 un paradosso. Ma ecco il motivo per il quale, soprattutto, l&#8217;invenzione del personaggio di Heathcliff \u00e8 conturbante. La figura di Catherine Hearnshaw \u00e8 essa stessa morale in modo assoluto. Lo \u00e8 fino morire per non potersi distaccare da colui che amava fin da bambina. Ma pur sapendo che il Male \u00e8 profondamente radicato in lui, lo ama al punto da dire di lui la frase decisiva: &quot;I AM HEATHCLIFF&quot; (io sono Heathcliff&quot;). In tal modo il Male, considerato autenticamente, non \u00e8 soltanto il sogno del malvagio, ma \u00e8 in un certo senso il sogno del Bene. La morte \u00e8 la punizione cercata, accettata, di questo sogno privo di senso., ma nulla pu\u00f2 impedire che questo sogno venga sognato. Ci\u00f2 avvenne a Catherine Hearnshaw; e bisogna dire che, nella stessa misura, avvenne a Emily Bront\u00eb. Non vi \u00e8 dubbio che Emily Bront\u00eb, morta per avere vissuto gli stati psicologici che ha descritto, si \u00e8 in un certo modo identificata con Catherine Hearnshaw. [&#8230;]<\/p>\n<p>In &quot;Wuthering Heights&quot; come nella tragedia greca, la legge non \u00e8 denunciata per se stessa, ma ma ci\u00f2 che essa interdice non \u00e8 una zona estranea all&#8217;uomo. La zona \u00e8 interdetta \u00e8 quella tragica, o meglio sacra. L&#8217;umanit\u00e0 la esclude, \u00e8 verro, ma per magnificarla. Essa subordina questo accesso all&#8217;espiazione &#8211; alla morte &#8211; ma resta ugualmente come invito, oltre che come ostacolo. &quot;Wuthering Heights&quot;, la tragedia greca &#8211; e, in modo pi\u00f9 ampio, ogni religione &#8211; insegnano l&#8217;esistenza di un impulso di divina ebbrezza, che il mondo ragionato del calcolo non pu\u00f2 sopportare. Questo impulso \u00e8 il contrario del Bene. Il Bene \u00e8 fondato sulla preoccupazione dell&#8217;interesse comune ed implica quindi, in modo essenziale, che si prenda in considerazione il futuro. La divina ebbrezza, che \u00e8 imparentata con lo slancio primordiale&quot; dell&#8217;infanzia, \u00e8 invece tutta nel presente. [&#8230;]<\/p>\n<p>All&#8217;origine della sfida morale che IN PRIMO LUOGO \u00e8 il senso di Wuthering Heights&quot;, vi \u00e8 una ipermorale. [&#8230;] Jacques Blondel dimostra di avere il giusto senso di questa relazione. &quot;Emily Bront\u00eb &#8211; scrive &#8211; si rivela capace di un affrancamento che la libera da ogni pregiudizio di ordine etico e sociale. Cos\u00ec si sviluppano diverse vite, come in un fascio, e ciascuna, se si pensa ai principali antagonisti del dramma, traduce una totale liberazione di fronte alla societ\u00e0 e alla morale. C&#8217;\u00e8 una volont\u00e0 di riottura col mondo, per meglio cogliere la vita nella sua pienezza e scoprire nella creazione artistica ci\u00f2 che la societ\u00e0 rifiuta. \u00c8 il risveglio, la vera utilizzazione di virtualit\u00e0 ancora insospettate. \u00c8 incontestabile che questa liberazione \u00e8 necessaria ad ogni artista; ESSA PU\u00d2 ESSERE PROVATA IN FORMA PI\u00d9 INTENSA DA COLORO NEI QUALI I VAORI ETICI SONO PI\u00d9 TENACEMENTE RADICATI.&quot; Infine questo accordo intimo tra la trasgressione della legge morale e l&#8217;ipermorale \u00e8 il SIGNIFICATO ULTIMO di &quot;Wuthering Heights&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel cristianesimo vi \u00e8 un equivoco fra Dio e la ragione, equivoco che del resto suscita un senso di malessere; da cui lo sforzo in senso contrario, per esempio, del giansenismo. Ci\u00f2 che, al termine del lungo equivoco cristiano, prorompe nell&#8217;atteggiamento di Emily Bront\u00eb, sull&#8217;attivo sfondo di una solidit\u00e0 morale intangibile, \u00e8 il sogno di una violenza sacra che nessuna composizione, nessun accordo con la societ\u00e0 organizzata potrebbero attenuare.<\/p>\n<p>Si ritrova in questo modo, NELL&#8217;ORRORE DELL&#8217;ESPIAZIONE, la via del regno dell&#8217;infanzia i cui impulsi nascono dalla semplicit\u00e0 e dall&#8217;innocenza.<\/p>\n<p>E si ritrova la purezza dell&#8217;amore nella sua verit\u00e0 intima che, come ho detto, \u00e8 quella della morte.<\/p>\n<p>La morte e l&#8217;ISTANTE di una ebbrezza divina coincidono ne fato che ambedue si oppongono alle intenzioni del Bene, fondate sul calcolo della ragione.\u00bb<\/p>\n<p>Anche se il ragionamento di Bataille, per certi versi, tende a schematizzare troppo gli elementi in gioco, ci sembra il filosofo francese, nel complesso, abbia saputo vedere molto a fondo nelle dinamiche che si creano sotto le spinte contrastanti del senso morale e dell&#8217;esigenza di soddisfare i propri impulsi pi\u00f9 imperiosi, specie in campo sessuale.<\/p>\n<p>Ma l\u00e0 dove ha saputo vedere pi\u00f9 lontano, non \u00e8 tanto nell&#8217;analisi della personalit\u00e0, tutto sommato lineare e coerente, di Heathcliff, quanto in quella pi\u00f9 complessa di Catherine, e, pi\u00f9 in particolare, nel corto circuito che viene a crearsi tra la sua fedelt\u00e0 incondizionata all&#8217;amore per Heathcliff, di cui pure ha riconosciuto il lato diabolico, e il bisogno di auto-punizione per aver ceduto a quel richiamo e aver trasgredito alla legge del Bene: un rimorso che finisce per distruggerla.<\/p>\n<p>Nel delineare il dramma di Catherine, pi\u00f9 ancora che in quello di Heathcliff, Emily Bront\u00eb &#8211; che, senza dubbio, si \u00e8 identificata con la sua eroina, ma, in parte (Jung avrebbe detto: con il suo &quot;animus&quot;), anche con Heathcliff &#8211; \u00e8 stata superba: lei, la figlia del curato di campagna, zitella e inesperta della vita, morta di tubercolosi a soli trent&#8217;anni.<\/p>\n<p>E anche Bataille \u00e8 stato eccezionalmente acuto nello scandagliare quel dramma nascosto, quel dramma cifrato, simile ad un messaggio infilato in una bottiglia e affidato alle onde del mare, affinch\u00e9 qualcuno, prima o dopo, lo trovasse, lo leggesse e riuscisse a comprenderne tutta la sconvolgente portata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlando in generale, gli adulti tendono a sottovalutare eccessivamente &#8211; il che \u00e8 come dire che tendono a dimenticare, dato che lo hanno vissuto &#8211; il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23478\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}