{"id":23477,"date":"2009-12-23T09:10:00","date_gmt":"2009-12-23T09:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/12\/23\/basta-un-raggio-improvviso-di-sole-per-far-rinascere-nel-cuore-la-speranza\/"},"modified":"2009-12-23T09:10:00","modified_gmt":"2009-12-23T09:10:00","slug":"basta-un-raggio-improvviso-di-sole-per-far-rinascere-nel-cuore-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/12\/23\/basta-un-raggio-improvviso-di-sole-per-far-rinascere-nel-cuore-la-speranza\/","title":{"rendered":"Basta un raggio improvviso di Sole per far rinascere nel cuore la speranza"},"content":{"rendered":"<p>Indubbiamente colui che ha raggiunto un certo grado di evoluzione spirituale non si lascia condizionare da fattori meteorologici, perch\u00e9 l&#8217;equilibrio da lui consolidato e l&#8217;atteggiamento complessivo di apertura e fiducia verso la realt\u00e0 lo inducono a vedere la bellezza in qualunque stagione e in qualunque aspetto della natura.<\/p>\n<p>Per le persone meno evolute, tuttavia, l&#8217;influsso che le condizioni del tempo ed il paesaggio circostante esercitano sull&#8217;anima costituisce un fattore tutt&#8217;altro che secondario. Vi sono persone che, al sopraggiungere della brutta stagione, entrano in una specie di crepuscolo dell&#8217;anima; persone che un lungo periodo di pioggia e di maltempo getta nello sconforto, se non addirittura nella depressione; persone che soffrono un paesaggio chiuso e malinconico, come pu\u00f2 esserlo un lago di montagna, come se fosse una vera e propria malattia, che si traduce in un senso di oppressione, quasi di claustrofobia, e in stati d&#8217;animo di pessimismo e di negativit\u00e0.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 nulla di strano in questo: troppo facilmente tendiamo a dimenticare il nostro legame organico con la natura, di cui siamo parte. A dispetto di tutto il nostro esasperato razionalismo e di tutta la nostra avveniristica tecnologia, noi siamo pur sempre immersi nella dimensione fisica dello spazio e del tempo: soggetti alla fame, alla sete, al sonno, alla paura ed alle malattie, come qualsiasi altro animale.<\/p>\n<p>Basta un banalissimo black-out dell&#8217;elettricit\u00e0 nelle ore notturne, per precipitare una grande citt\u00e0 moderna, con tutti i suoi grattacieli, i suoi autoveicoli ed i suoi computer, in una apocalittica foresta pietrificata, ove si aggirano persone terrorizzate e vulnerabili, pi\u00f9 o meno come lo erano i loro progenitori antichissimi, cacciatori e raccoglitori. \u00c8 una cosa che dovrebbe farci riflettere ed insegnare un po&#8217; di salutare umilt\u00e0 di fronte alla grandiosit\u00e0 della natura.<\/p>\n<p>I bambini, un po&#8217; come gli animali, hanno conservato pi\u00f9 stretto il legame con la natura, di quel che non accada all&#8217;uomo adulto; e gli uomini &quot;primitivi&quot; pi\u00f9 di quelli che si definiscono da se stessi &quot;civilizzati&quot;. Un esempio \u00e8 offerto dalla circostanza che il terremoto \u00e8 presentito da molti animali, cos\u00ec come da popolazioni &quot;primitive&quot;: \u00e8 noto che lo &quot;tsunami&quot; che nel 2004 devast\u00f2 le coste dell&#8217;Oceano Indiano , facendo centinaia di migliaia di vittime nelle zone urbanizzate, non caus\u00f2 neppure un morto nelle Isole Andamane, che pure vi erano totalmente esposte, abitate da una popolazione considerata alquanto primitiva.<\/p>\n<p>Un aspro e selvaggio paesaggio montuoso, con le pareti di roccia strapiombanti, pu\u00f2 generare nell&#8217;animo un vago sentimento di disagio e di timore reverenziale, come una oscura minaccia incombente.<\/p>\n<p>Si prenda ad esempio questo racconto di un ufficiale di marina che, nell&#8217;ottobre del 1914, si trov\u00f2 ad incrociare con la sua squadra navale davanti all&#8217;isola di Mas a Fuera, nell&#8217;arcipelago Juan Fernandez, molto al largo delle coste del Cile (da: Hans Pochhammer, \u00abL&#8217;ultima crociera dell&#8217;Ammiraglio Spee\u00bb, Marangoni ed., 1932, p.160):<\/p>\n<p>\u00abSulla costa occidentale dell&#8217;isola una parete a picco rocciosa si eleva rapidamente a pi\u00f9 di 1.000 metri sul livello del mare. Ci\u00f2 d\u00e0 una grande impressione appare talmente inospitale da indurre ben difficilmente le navi a soggiornarvi a lungo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ancorati al riparo di questo gigantesco blocco di rocce, che sembravano guardare dall&#8217;alto in basso le microscopiche sagome delle nostre navi, noi vi trascorremmo alcuni giorni penosi, di lavoro febbrile. Oggi ancora \u00e8 viva in me la prima impressione datami da quell&#8217;incombente colosso, che ci dominava.\u00bb<\/p>\n<p>Viceversa, il paesaggio della Pampa sudamericana, alle estrema latitudini australi, con gli orizzonti infiniti, i cieli smisurati e il mare d&#8217;erba che si piega sotto il soffio del vento, pu\u00f2 produrre una sensazione molto simile a quella evocata magistralmente da Giacomo Leopardi nella poesia \u00abL&#8217;infinito\u00bb.<\/p>\n<p>Tale sensazione \u00e8 stata molto ben descritta, in un brano di prosa, da un viaggiatore italiano, studioso e missionario, che era anche un eccellente scrittore (da: Alberto Maria De Agostini, \u00abI miei viaggi alla Terra del Fuoco\u00bb, Paravia, Torino, 1934):<\/p>\n<p>\u00abNei solitari recessi della Cordigliera, in mezzo a questo intricato labirinto di canali, appariscono i contrasti pi\u00f9 sorprendenti, le pi\u00f9 straordinarie manifestazioni del bello.<\/p>\n<p>Foreste sempre vergini di faggi, mirti, cipressi e magnolie di un verde intenso e perenne, fanno stupenda cornice a ghiacciai eterni, che discendono dall&#8217;alta montagna in immani pareti di seracchi bianco-azzurri fino a lambire e precipitare nelle acque del mare; una vegetazione che evoca le regioni tropicali, circoscritta da bracci di mare percorsi in piena estate da ghiacci galleggianti, rallegrata dal chiassoso strido del pappagallo equatoriale e dal cupo e monotono boato del pinguino antartico. [&#8230;]<\/p>\n<p>Sopra tutto quest&#8217;incanto del paesaggio domina per\u00f2 uno spirito di morte, un silenzio che opprime; anche quando il sole brilla nella magnificenza dei suoi colori e spande all&#8217;intorno calore e vita, anche quando la luna accarezza soavemente di bianca luce le acque tranquille del mare o le aspre pendici dei monti, sempre traspare un bello, grandioso s\u00ec, ma velato di tristezza.\u00bb<\/p>\n<p>Le persone altamente spirituali hanno in parte superato questo condizionamento psicologico da parte dei fattori ambientali, non perch\u00e9 non abbiano pi\u00f9 occhi e orecchi per godere sino in fondo l&#8217;infinit\u00e0 ricchezza e variet\u00e0 delle stagioni, delle ore, del paesaggio &#8211; al contrario, ne sanno godere anche pi\u00f9 dell&#8217;uomo comune; ma perch\u00e9 sono state capaci di trasportare tale legame, che indubbiamente esiste, fra l&#8217;anima e la realt\u00e0 esterna, su di un piano pi\u00f9 alto e luminoso, ove tutto appare nella sua luce di bene: anche ci\u00f2 che, alle persone ordinarie, non si presenta se non come negativit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 grazia, per il sapiente: tutto \u00e8 occasione di intima gioia, il Sole come la pioggia, l&#8217;estate come l&#8217;inverno, il cielo sereno come la fitta nebbia, un paesaggio aperto ed ameno cos\u00ec come un paesaggio severo e malinconico.<\/p>\n<p>In altre parole, non si tratta di conquistare l&#8217;impassibilit\u00e0, cos\u00ec come, ad esempio, la concepivano gli antichi filosofi stoici: impassibilit\u00e0 e imperturbabilit\u00e0 non possono essere un approccio al reale a misura d&#8217;uomo, dal momento che, adottandole come una severa veste dell&#8217;anima, l&#8217;uomo si impoverisce e non si arricchisce, cauterizzando, in certo qual senso, la sua capacit\u00e0 di vedere e apprezzare la bellezza.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che un animo sensibile alla bellezza \u00e8, per\u00f2, anche sensibile alla bruttezza; e, qualora si risponda che l&#8217;animo di una persona spiritualmente evoluta riesce a scorgere la bellezza ovunque, si potr\u00e0 ancora obiettare che un animo sensibile alla bellezza \u00e8 comunque vulnerabile al dolore. A ci\u00f2 rispondiamo che, se per crearsi uno scudo contro il dolore bisogna chiudere gli occhi alla bellezza del mondo e diminuire la propria sensibilit\u00e0, questa \u00e8 una strategia che ricorda il metodo di curare il mal di testa mediante le decapitazioni.<\/p>\n<p>La persona spiritualmente evoluta, il sapiente, il maestro, non \u00e8 colui che, per rendersi invulnerabile al dolore, cede una quota della propria umanit\u00e0; ma, al contrario, colui che sa approfondire e sviluppare quest&#8217;ultima fino ai limiti estremi, abbracciando, per cos\u00ec dire, tutto il mondo nella propria anima, con sentimento equanime, benevolente e non giudicante.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse questa la ragione per cui si racconta che perfino le belve feroci divengono mansuete e si accucciano come cagnolini ai piedi dei grandi maestri?<\/p>\n<p>Non \u00e8 perch\u00e9 esse colgono infallibilmente le vibrazioni positive emanate da quegli individui eccezionali, la loro assoluta amorevolezza e mitezza, la loro assoluta mancanza di aggressivit\u00e0, di paura, di repulsione?<\/p>\n<p>Il maestro, dunque, \u00e8 colui che non si turba davanti al paesaggio, ai mutamenti delle ore e delle stagioni, non perch\u00e9 egli abbia raggiunto l&#8217;indifferenza verso il mondo esterno, ma perch\u00e9, avendo percorso sino in fondo, con tutta la sua umanit\u00e0, il sentiero dell&#8217;amore, scopre che tutto \u00e8 bellezza, gioia e splendore, che tutto \u00e8 un inno alla verit\u00e0 e alla vita.<\/p>\n<p>Intendiamoci: un maremoto, uno sconvolgimento tellurico, una eruzione vulcanica, sono eventi che fanno paura; un mare in tempesta, una tromba d&#8217;aria, un gelo intensissimo, allarmano e intimoriscono: la natura non \u00e8 sempre a misura del benessere umano, questo \u00e8 certo. Ma il maestro sa che tutti i suoi fenomeni sono necessari; che, senza di essi, non vi sarebbe vita: e perci\u00f2 li accoglie con animo sereno e anche grato, poich\u00e9 vede in essi i fili misteriosi di un grande disegno cosmico che \u00e8, nella sua essenza, intelligente e benevolo.<\/p>\n<p>Questo tipo di atteggiamento davanti al mistero della natura \u00e8 &#8211; o, piuttosto, bisognerebbe dire: era &#8211; assai diffuso nelle societ\u00e0 &quot;primitive&quot; ed anche fra quelle pi\u00f9 evolute dell&#8217;area asiatica; mentre, in Occidente, \u00e8 sempre stato pi\u00f9 raro: se non, appunto, nella versione dell&#8217;imperturbabilit\u00e0 stoica, come attesta, ad esempio, il \u00abDe rerum natura\u00bb di Lucrezio; e ci\u00f2 a causa dell&#8217;insopprimibile tendenza antropocentrica e manipolatrice dell&#8217;uomo greco e, pi\u00f9 tardi, dell&#8217;uomo occidentale moderno.<\/p>\n<p>Il canto pi\u00f9 alto che la cultura occidentale abbia saputo innalzare alla magnificenza della creazione, in ogni sua forma e manifestazione, \u00e8 stato sciolto, guarda caso, nel cuore del \u00abbuio\u00bb Medioevo (cos\u00ec, almeno, amano raffigurarcelo i depositari della cultura neopositivista oggi dominante): quel \u00abCantico delle creature\u00bb di San Francesco d&#8217;Assisi che magnifica il Creatore attraverso il Sole, le stelle, l&#8217;aria, l&#8217;acqua, il vento, il fuoco, le nubi ed ogni tempo; nonch\u00e9 attraverso la morte stessa, chiamata anch&#8217;essa \u00absorella\u00bb e dipinta non certo come una ladra, cos\u00ec come noi moderni, invece, di solito la pensiamo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che per tutti, uomini comuni e uomini sapienti, l&#8217;irrompere improvviso di un raggio di Sole dalle nubi squarciate, dopo lunghi giorni di neve o di pioggia, di cielo chiuso e plumbeo e di precoce oscurit\u00e0, costituisce una gradita sorpresa ed introduce una nota di gaiezza e di ottimismo, di cui l&#8217;arcobaleno \u00e8 l&#8217;emozionante suggello: quassi un patto di pacificazione fra noi e le forze della natura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo descrive il libro della \u00abGenesi\u00bb, al termine del racconto del Diluvio universale (9, 12-17; traduzione della \u00abBibbia di Gerusalemme\u00bb):<\/p>\n<p>\u00abDio disse:<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il segno dell&#8217;alleanza,<\/p>\n<p>che io pongo<\/p>\n<p>tra me e voi<\/p>\n<p>e tra ogni essere vivente<\/p>\n<p>che \u00e8 con voi<\/p>\n<p>per le generazioni eterne.<\/p>\n<p>Il mio arco pongo sulle nubi<\/p>\n<p>ed esso sar\u00e0 il segno dell&#8217;alleanza<\/p>\n<p>tra me e la terra.<\/p>\n<p>Quando raduner\u00f2 le nubi sulla terra<\/p>\n<p>e apparir\u00e0 l&#8217;arco sulle nubi<\/p>\n<p>ricorder\u00f2 la mia alleanza<\/p>\n<p>che \u00e8 tra me e voi<\/p>\n<p>e tra ogni essere che vive in ogni carne<\/p>\n<p>e non ci saranno pi\u00f9 le acque<\/p>\n<p>per il diluvio, per distruggere ogni carne.<\/p>\n<p>L&#8217;arco sar\u00e0 sulle nubi<\/p>\n<p>e io lo guarder\u00f2 per ricordare l&#8217;alleanza eterna<\/p>\n<p>tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne<\/p>\n<p>che \u00e8 sulla terra.<\/p>\n<p>Disse Dio a No\u00e8: &quot;Questo \u00e8 il segno dell&#8217;alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che \u00e8 sulla terra&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Un poeta latino della tarda romanit\u00e0, Claudio Claudiano, a sua volta, aveva cantato in questi magnifici versi lo splendore dell&#8217;arcobaleno (\u00abDe Raptu Proserpinae\u00bb, II, 99-100):\u00ab&#8230; cum tramite flexo \/ semita discretis interviret umida nimbis\u00bb: \u00abcon linea ricurva \/ un umido sentiero verdeggia fra le nubi squarciate\u00bb.<\/p>\n<p>S\u00ec: l&#8217;arcobaleno \u00e8 davvero come un simbolo ed un pegno di pace fra la terra ed il cielo, fra gli uomini e la pienezza dell&#8217;Essere, di cui le manifestazioni del mondo naturale, per quanto meravigliose in se stesse, non sono che una pallidissima ombra.<\/p>\n<p>Ma anche un umile raggio di Sole, quando si apre un varco fra le nubi dopo giorni di neve o di pioggia incessante e penetra nelle case per posarsi sulla fronte di un bambino, di un malato, di un uomo o di una donna oberati dalle preoccupazioni e dai dispiaceri, \u00e8 un messaggero di pace e di speranza altrettanto prezioso e gradito, bench\u00e9 meno spettacolare.<\/p>\n<p>Basta, talvolta, un raggio improvviso di Sole per riaprire il cuore degli esseri umani alla fiducia nel domani e all&#8217;amore per la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indubbiamente colui che ha raggiunto un certo grado di evoluzione spirituale non si lascia condizionare da fattori meteorologici, perch\u00e9 l&#8217;equilibrio da lui consolidato e l&#8217;atteggiamento complessivo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23477","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}