{"id":23475,"date":"2019-12-13T09:49:00","date_gmt":"2019-12-13T09:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/13\/basta-giochi-di-parole-il-concilio-fu-la-rivoluzione\/"},"modified":"2019-12-13T09:49:00","modified_gmt":"2019-12-13T09:49:00","slug":"basta-giochi-di-parole-il-concilio-fu-la-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/13\/basta-giochi-di-parole-il-concilio-fu-la-rivoluzione\/","title":{"rendered":"Basta giochi di parole: il Concilio fu la rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>Sono cinquant&#8217;anni che ci tocca sentire i funambolismi verbali dei <em>laudatores<\/em> del Concilio, ben decisi a dimostrare l&#8217;indimostrabile, cio\u00e8 che il Concilio <em>non<\/em> fu una rottura, <em>non<\/em> spezz\u00f2 la continuit\u00e0 del Magistero e <em>non<\/em> sovvert\u00ec la Tradizione; mentre \u00e8 vero l&#8217;esatto contrario: il Concilio fu una rivoluzione; di pi\u00f9: il Concilio fu <em>la<\/em> rivoluzione nella Chiesa cattolica, come gli Stati Generali del 1789 furono la rivoluzione nell&#8217;<em>Ancien R\u00e9gime<\/em>. E questo perch\u00e9 Giovanni XXIII, nel convocarlo, anche se forse non se ne rendeva pienamente conto &#8212; questo punto non \u00e8 stato sufficientemente chiarito; molto dipende se si riuscir\u00e0 a provare oltre ogni ragionevole dubbio che egli era affiliato alla massoneria &#8212; accettava nondimeno, implicitamente e in via preliminare, tutte le principali acquisizioni della civilt\u00e0 moderna: il liberalismo, la democrazia, la teoria e la pratica assembleare, la sovranit\u00e0 superiore delle Nazioni Unite, il laicismo, la cultura dei diritti della persona e dei diritti dei popoli, la libert\u00e0 religiosa e il conseguente pluralismo e l&#8217;indifferentismo religioso. Pertanto, anche se non ci fosse stato &#8212; e invece c&#8217;era, eccome! &#8212; un complotto dei vescovi modernisti, giudaizzanti e filo-protestanti, ben decisi a sfruttare l&#8217;occasione per introdurre, col cavallo di Troia del rinnovamento pastorale e liturgico, un radicale mutamento della dottrina, vale a dire a realizzare un colpo di stato, ma in maniera dolce e inavvertita, Giovanni XXIII era comunque ben deciso a consegnare la Chiesa e i cattolici a tutte le richieste, per loro natura anticristiane e anti-umane, della modernit\u00e0, sia pure ammantate di belle parole e di espressioni demagogiche e trionfalistiche, tali da confondere le idee agli ingenui e veicolare la pestilenza dell&#8217;eresia e dell&#8217;apostasia, senza per\u00f2 che i fedeli, in buona sostanza, se ne rendessero conto.<\/p>\n<p>Si provi, infatti, a porsi la domanda: senza il Concilio, i cattolici avrebbero preso posizione a favore del divorzio e dell&#8217;aborto, nel decennio successivo, o avrebbero considerato tali questioni come afferenti la fera della libert\u00e0 privata, e rispetto alle quali loro, i cattolici, dovevano astenersi o essere favorevoli, per rispetto a chi cattolico non era? Se qualcuno avr\u00e0 il coraggio di rispondere che non esiste alcuna relazione fra il clima instaurato dal Concilio fra i cattolici, e il loro comportamento privato e sociale nell&#8217;ambito della morale sessuale, allora noi possiamo anche ammettere che il Concilio <em>non<\/em> fu una rivoluzione e che <em>non<\/em> fu una resa a discrezione al mondo moderno. Ma se si risponde in senso affermativo; se si riconosce che, senza il Concilio, padre David Maria Turoldo non avrebbe osato schierarsi a favore di quelle leggi, distinguendo fra il suo essere cattolico (fatto privato) e l&#8217;essere cittadino italiano (fatto pubblico e, a quanto pare, decisivo), allora bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di ammettere che il Concilio \u00e8 stato una rivoluzione; qualcosa di simile agli Stati Generali francesi del 1789. E questa valenza modernizzatrice, liberale e quindi intrinsecamente contraria al vero Magistero e alla Tradizione, non \u00e8 sfuggita agli studiosi pi\u00f9 avveduti, ancorch\u00e9 partigiani del liberalismo e della modernit\u00e0: per essi \u00e8 sempre stato chiaro ci\u00f2 che stranamente, pare che non sia chiaro affatto a tanti cattolici, e cio\u00e8 che da quelle premesse non poteva che uscire un Concilio liberale, modernista, giudaizzante e filo-protestante, mirante a sospingere la Chiesa, negli anni seguenti, sempre pi\u00f9 addentro sul terreno del liberalismo, del modernismo, del giudaismo e del protestantesimo. E tutto ci\u00f2 che sta accadendo ai nostri d\u00ec, sotto il terribile pontificato del falso papa Bergoglio, non \u00e8 che l&#8217;approdo logico e inevitabile di quelle premesse e quegl&#8217;indirizzi politici, culturali e spirituali.<\/p>\n<p>Ecco cosa osservava in proposito Edward E. Y. Hales, che fu docente di Storia moderna alla Yale University, nel suo libro significativamente intitolato <em>La rivoluzione di papa Giovanni<\/em>, scritto&quot;a caldo&quot;, cio\u00e8 senza nemmeno aspettare la conclusone del Concilio, coi suoi tre documenti pi\u00f9 significativi e pi\u00f9 controversi: la <em>Dignitatis humanae<\/em>, la <em>Nostra aetate<\/em> e la <em>Gaudium et spes<\/em> (titolo originale: <em>Pope John and his Revolution<\/em>, 1965; traduzione dall&#8217;inglese di Elisabetta Rispoli, Milano, Il Saggiatore, 1968, pp. 232-235):<\/p>\n<p><em>Ed ecco che un giorno, mentre curiosava tra i libri della biblioteca vaticana, nell&#8217;autunno del 1960, gli capit\u00f2 tra e mani uni dei trattai del Mazzini. Sfortunatamente era uno dei pi\u00f9 anticlericali. Se avesse invece letto le pagine, diciamo, di &quot;Fede e avvenire&quot; o de &quot;I doveri dell&#8217;uomo&quot; vi avrebbe trovato riflessa nient&#8217;altro che la sua visione sociale. Tuttavia il trattato che gli capit\u00f2 tra le mani era &quot;dal Concilio a Dio&quot;, nel quale, al tempo del Concilio Vaticano I, il patriota deluso e invecchiato si esprimeva con amara ironia alle spalle di una Chiesa che tuttora ostacolava la libert\u00e0 d&#8217;Italia.<\/em><\/p>\n<p><em>Roncalli pens\u00f2 che le commissioni preparatorie del Concilio Vaticano II avrebbero dimostrato interesse per questo trattato e cos\u00ec disse loro ci\u00f2 che aveva scoperto (&#8230;).<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver condannato il Mazzini per la sua apostasia e la sua eresia e l&#8217;insolenza del suo trattato, Roncalli continu\u00f2 ad esprimere, in numerose occasioni, la profondit\u00e0 della sua devozione per Pio IX, il papa del 1870, e la speranza di poterlo canonizzare nel corso del Concilio Vaticano II. &quot;Io penso sempre &#8212; scrisse nel suo diario &#8212; a Pio IX di santa e gloriosa memoria, ed imitandolo nei suoi sacrifici, vorrei essere degno di celebrarne la canonizzazione&quot;. Come sarebbe stato bello se i Padri della Chiesa, riuniti in un nuovo Concilio generale, successori dei Padri del 1869-70, avessero potuto in questo modo rendere omaggio a quel papa che aveva resistito all&#8217;assalto e aveva mantenuto accesa la fiaccola rendendo possibili i gloriosi avvenimenti del 1962!<\/em><\/p>\n<p><em>Sul piano religioso nulla avrebbe potuto essere pi\u00f9 naturale da parte di Roncalli della sua esaltazione di Pio IX o della condanna del Mazzini. E tuttavia sul piano politico la posizione \u00e8 (o dovrebbe essere) inversa. Pio IX, infatti, fu il pi\u00f9 risoluto oppositore dei suoi tempi proprio di quelle libert\u00e0 (e specialmente della libert\u00e0 italiana) auspicate da papa Giovanna nella &quot;Mater et Magistra&quot; e nella &quot;Pacem in Terris&quot;. N\u00e9 le profezie politiche del Mazzini erano state insensate o la sua visione &quot;falsa et stulta&quot;. Anzi, le sue visioni e quelle dei suoi compagni liberali avevano creato un mondo nuovo, un mondo che Roncalli accolse come migliore del precedente, insistendo che gli uomini avevano DIRITTO a quelle libert\u00e0 che il Mazzini aveva rivendicato e Pio IX aveva respinto. Se il mondo avesse seguito i consigli politici di Pio IX anzich\u00e9 quelli del Mazzini, papa Giovanni non avrebbe potuto accogliere o istruire popoli liberi. Roncalli non era in grado di capirlo, ma di fatto il suo mondo era stato creato dal Mazzini e dagli altri liberali. Senza di essi il progresso, il liberalismo e la civilt\u00e0 moderna, accolti favorevolmente da papa Giovanni e condannati da Pio IX, non sarebbero strati immaginabili. Storicamente parlando, Roncalli non fu l&#8217;erede di Pio IX ma del Mazzini. Cos\u00ec, lungi dall&#8217;essere &quot;falsa et stulta&quot;, la visione politica del futuro nutrita dal Mazzini si era rivelata sorprendentemente esatta: l&#8217;Italia libera, unita e repubblicana; un mondo di popoli indipendenti, costruito sulle rovine degli antichi imperi, e tuttavia unito dalla partecipazione ad una societ\u00e0 internazionale comune; l&#8217;insistenza sui diritti dell&#8217;individuo, della famiglia, della religione, in breve sui diritti dello statuto delle Nazioni Unite o su quelli adombrati da papa Giovanni. Nessuno dei profeti della met\u00e0 del secolo XIX, neppure Montalembert (il quale pensava che il papati avrebbe sempre avuto bisogno dell&#8217;appoggio degli stati pontifici), fu giustificato pi\u00f9 di quanto lo sia stato il Mazzini dagli avvenimenti del XX secolo.<\/em><\/p>\n<p><em>E tuttavia egli aveva sbagliato riguardo alla Chiesa supponendo che il papato e, per meglio dire, il cattolicesimo fossero moribondi. In questo senso era l&#8217;erede dell&#8217;illuminismo del XVIII secolo e della rivoluzione francese; il risveglio cattolico dei suoi tempi non cessava di stupirlo e maggiormente stupito sarebbe rimasto dalla capacit\u00e0 di recupero cattolica nel XX secolo e dalla celebrazione del Concilio Vaticano II. Seriamente religioso, con un senso giansenistico del dovere, egli non arriv\u00f2 mai a sospettare la perenne vitalit\u00e0 del cattolicesimo ortodosso della Chiesa di Roma.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;analisi di Edward Hales ha una sua coerenza rigorosa e dovrebbe fare l&#8217;effetto di una manciata di sale versato sulla ferita dei cattolici, se solo costoro si rendessero conto che la loro ferita si chiama Concilio Vaticano II. \u00c8 verissimo, infatti, che, una volta accettati tutti i punti chiave della civilt\u00e0 moderna, liberalismo, diritti, ideologia del progresso, non ha molto senso sbandierare la propria ammirazione per Pio IX, mentre sarebbe pi\u00f9 coerente riconoscere il proprio debito verso Mazzini e tutti i liberali (Hayes tace, forse per pudore, l&#8217;espressione <em>massoni<\/em>) del XIX secolo. D&#8217;altra parte, il ragionamento di questo storico fa acqua laddove pare non accorgersi che \u00e8 a sua volta incoerente accusare i cattolici d&#8217;incoerenza se non plaudono alle conquiste del liberalismo, dopo aver riconosciuto che ci\u00f2 afferisce la sfera del politico, mentre nella sfera del religioso aveva ragione Pio IX, e quindi aveva ragione anche Roncalli a volerlo canonizzare. La distinzione fra politico e religioso, per un cattolico, \u00e8, in effetti, una tipica distinzione moderna: chi l&#8217;accetta \u00e8 per prima cosa un modernista, poi, forse, un cattolico, o sedicente tale; mentre il vero cattolico nega una tale distinzione quando subentrano le questioni morali: ed ecco perch\u00e9 aveva torto marcio padre Turoldo e con lui tutti i cattolici, laici e sacerdoti, che negli anni &#8217;70 non si opposero, o persino favorirono, le leggi sul divorzio e l&#8217;aborto, con la motivazione che non potevano, n\u00e9 volevano imporre ad altri le proprie convinzioni religiose. Su questa strada ha ragione il signor Bergoglio a negare la benedizione cattolica ai fedeli, con la motivazione che forse, tra loro, ci potrebbe essere qualche non credente, o qualche seguace di altre religioni; o quando il suddetto Bergoglio fa un viaggio <em>apostolico<\/em> in Paesi pagani ed evita perfino di nominare Ges\u00f9 Cristo, per non offendere la sensibilit\u00e0 di quelle popolazioni. Tale l&#8217;albero, tali i frutti. E bisogna essere sciocchi o ipocriti per non vedere che se l&#8217;albero \u00e8 buono, non potr\u00e0 mai dare frutti cattivi; ma che se i frutti sono cattivi, allora ci\u00f2 significa che l&#8217;albero non era buono. Ma \u00e8 evidente che Hayes, da studioso <em>moderno<\/em>, non si pone neanche il problema che un vero cattolico non potr\u00e0 mai accettare il suo paradigma culturale come base per una ricostruzione storica del cattolicesimo. Quando dice, ad esempio, che senza Mazzini e gli altri liberali, n\u00e9 il progresso, n\u00e9 il liberalismo, n\u00e9 la civilt\u00e0 moderna, accolti favorevolmente da papa Giovanni e condannati da Pio IX, sarebbero strati immaginabili, d\u00e0 per scontato ci\u00f2 che non lo \u00e8: che per un cattolico le parole <em>progresso<\/em>, <em>liberalismo<\/em> e <em>civilt\u00e0 moderna<\/em> abbiano lo stesso significato e la stessa valenza, totalmente positiva, che hanno per un non cattolico, laicista e progressista. Se <em>liberalismo<\/em>, ad esempio, significa libert\u00e0 di divorziare, di abortire, di praticare l&#8217;eutanasia, di sposare una persona del proprio sesso, di consumare liberamente le droghe, o almeno quelle giudicate &quot;leggere&quot;, allora \u00e8 pi\u00f9 che evidente che un cattolico non pu\u00f2 essere d&#8217;accordo con nessuna di queste cose. Se poi lo \u00e8, come ai nostri d\u00ec vediamo sempre pi\u00f9 frequentemente, anche da parte di &quot;autorevoli&quot; esponenti del clero, vescovi e cardinali compresi, allora c&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra: qualcuno sta barando; qualcuno sta adoperando la parola <em>cattolico<\/em> per intendere un insieme di credenze che col cattolicesimo non hanno niente a che fare, semmai ne sono l&#8217;esatta e diabolica contraffazione. In questo, infatti, sta la profonda disonest\u00e0 di quei signori che si dicono cattolici e vestono da pastori della Chiesa cattolica, ma pensano, parlano e si comportano piuttosto come i seguaci della Sinagoga di Satana.<\/p>\n<p>L\u00e0 dove Hayes sbaglia completamente nel formulare un giudizio storico, per\u00f2, \u00e8 nella parte finale del suo discorso. Egli afferma che Giovanni XXIII non ebbe abbastanza fiducia nelle capacit\u00e0 di ripresa del cattolicesimo e anzi pensava, da erede dell&#8217;illuminismo, che il cattolicesimo fosse ormai moribondo. Senza rilevare, in apparenza, la contraddizione fra il definire Roncalli animato da <em>un senso giansenista del dovere<\/em> e presentarlo come un buon papa (un buon papa evidentemente non pu\u00f2 essere eretico, e i giansenisti lo furono; ma ci\u00f2 \u00e8 tipico della storiografia filo-protestante, che apprezza nei cattolici tutto ci\u00f2 che \u00e8 poco o niente cattolico), afferma che il cattolicesimo di Roma possiede una intrinseca, indistruttibile vitalit\u00e0. Egli ebbe troppa fretta di esprimere questo parere: nel 1965 tutti, cominciando dai cattolici, si aspettavano, proprio grazie al Concilio, una formidabile ripresa, che invece non ci fu. Si costruirono chiese, conventi e semiari che gi\u00e0 nella prima met\u00e0 degli anni &#8217;70 restarono vuoti e furono venduti alle pubbliche amministrazioni. <em>Aspettavamo la primavera, invece \u00e8 venuto l&#8217;inverno<\/em>, osserv\u00f2 malinconicamente Paolo VI, pochi anni dopo la chiusura (trionfalistica) del Concilio. Pertanto, se Giovanni XXIII volle il Concilio &#8211; rifiutando le obiezioni che avevano trattenuto i suoi predecessori &#8211; per rivitalizzare una Chiesa che credeva moribonda, sbagli\u00f2 nella scelta dei mezzi. Se invece volle il Concilio per attuare i piani della massoneria, cio\u00e8 sapendo quel che faceva e quali conseguenze avrebbe avuto, allora ag\u00ec da nemico: un nemico occulto e perci\u00f2 subdolo, che si spacciava per <em>il<\/em> <em>papa buono<\/em>. Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono cinquant&#8217;anni che ci tocca sentire i funambolismi verbali dei laudatores del Concilio, ben decisi a dimostrare l&#8217;indimostrabile, cio\u00e8 che il Concilio non fu una rottura,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[107,109,259,262],"class_list":["post-23475","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-tradizione","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23475"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23475\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}