{"id":23468,"date":"2015-08-17T09:40:00","date_gmt":"2015-08-17T09:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/17\/franco-basaglia-un-grande-psichiatra-un-cattivo-filosofo-un-pessimo-maestro\/"},"modified":"2015-08-17T09:40:00","modified_gmt":"2015-08-17T09:40:00","slug":"franco-basaglia-un-grande-psichiatra-un-cattivo-filosofo-un-pessimo-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/17\/franco-basaglia-un-grande-psichiatra-un-cattivo-filosofo-un-pessimo-maestro\/","title":{"rendered":"Franco Basaglia? Un grande psichiatra, un cattivo filosofo, un pessimo maestro"},"content":{"rendered":"<p>I meriti di Franco Basaglia (nato a Venezia nel 1924 e spentosi nella sua citt\u00e0 nel 1980, due anni dopo aver visto il varo della legge che da lui prende il nome), consistenti nell&#8217;abbandono di una concezione puramente negativa e repressiva della psichiatria e nella riscoperta della umanit\u00e0 del paziente malato di mente, sono indubbi: negarli, sarebbe ingiusto, oltre che anti-storico.<\/p>\n<p>Partendo da alcune riflessioni dello psichiatra francese di origine russa Eug\u00e8ne Minkowski (San Pietroburgo, 1885-Parigi, 1972), appartenente all&#8217;indirizzo fenomenologico, Basaglia ha sviluppato un&#8217;idea assolutamente condivisibile: che la cura della malattia mentale non pu\u00f2 essere puramente negativa, non pu\u00f2 fare perno sulla malattia, ma deve puntare, ove possibile, a restituire il paziente al contesto sociale dal quale la malattia stessa lo ha strappato &#8212; un&#8217;idea, fra parentesi, che \u00e8 valida per la malattia in generale, perch\u00e9 scaturisce da un approccio olistico e non riduzionistico al problema del malato, che \u00e8 una persona viva e vegeta, un organismo globale, non una entit\u00e0 puramente subordinata e passiva.<\/p>\n<p>A Basaglia, tuttavia, \u00e8 accaduto quel che \u00e8 accaduto ad altri personaggi della sua generazione, ad esempio per il fin tropo lodato e sbandierato (dai cattolici di sinistra) don Lorenzo Milani, per non parlare di tutta una schiera di scrittori, giornalisti, registi, attori, critici e intellettuali vari, da Alberto Moravia a Dario Fo: i suoi meriti sono stati assolutizzati, i suoi demeriti sono stati totalmente ignorati; di lui si \u00e8 fatto un santino, un idolo intoccabile, una specie di redentore laico.<\/p>\n<p>Parlando dei suoi demeriti, non ci riferiamo al fatto che la parte propositiva della legge Basaglia, quella che avrebbe dovuto individuare ed attuare una serie di soluzioni alternative al ricovero in ospedale psichiatrico, non \u00e8 mai stata attuata: non sarebbe giusto farne una colpa a lui. La colpa ricade sui politici e sui pubblici amministratori, e anche &#8211; un poco &#8211; sui suoi ammiratori a senso unico, sui suoi seguaci pi\u00f9 realisti del re, che negano addirittura la malattia psichiatrica e se ne fregano del dramma in cui, di fatto, sono state gettate migliaia di famiglie, costerette a vivere sotto l&#8217;incubo di un parente malato di mente, che non sanno come gestire, le quali sono state praticamente abbandonate a se stesse.<\/p>\n<p>Ci riferiamo, piuttosto, alla impostazione di fondo del suo pensiero, figlio della filosofia &#8212; mediocre &#8212; dell&#8217;esistenzialismo e del vitalismo, un po&#8217; di Heidegger e un po&#8217; di Bergson, nonch\u00e9 generose spruzzate di fenomenologia, di Husserl e di Merleau-Ponty, con la mediazione di Minkowski; ma figlia, soprattutto, di J. P. Sartre, cio\u00e8 dell&#8217;ideologia del Maggio francese, del &quot;glorioso&quot; maggio libertario del 1968: un misto sconcertante di retorica parolaia e di estremismo populista, tenuto insieme da un&#8217;unica, misera, semplicistica idea di fondo: l&#8217;individuo \u00e8 il bene, la societ\u00e0 \u00e8 il male; la libert\u00e0 \u00e8 giusta, l&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 ingiusta; gli istinti sono buoni, le regole sono repressive, e dunque cattive. Gira e rigira, \u00e8 sempre il vecchio Rousseau, col suo sciocco mito di un individuo sano e felice, minacciato da una &quot;civilt\u00e0&quot; brutta e cattiva, un mostro insaziabile che cerca vite umane da divorare; di un sacrosanto &quot;diritto&quot; alla felicit\u00e0 individuale, che non pu\u00f2 venire se non da una lotta senza quartiere contro tutto ci\u00f2 che \u00e8 famiglia, societ\u00e0, stato, chiesa, istituzione. E, soprattutto, la fantasia al potere: perch\u00e9 \u00abla bellezza \u00e8 nella strada\u00bb.<\/p>\n<p>Questa cultura ribellistica facile facile, adatta ai microcefali che sfilavano nei cortei scandendo, magari in buona fede, i soliti slogan triti e ritriti, sentendosi forti del numero, e, pi\u00f9 ancora, della ferma convinzione di rappresentare la giovent\u00f9, la freschezza, la verit\u00e0 e l&#8217;amore, in un mondo di &quot;vecchi&quot; dominato dall&#8217;egoismo, dall&#8217;avidit\u00e0, dall&#8217;ipocrisia ottusa e ferocemente conservatrice di una borghesia cinica e senz&#8217;anima, costretta ad appoggiarsi, per sopravvivere, alle baionette dei soldati e ai candelotti lacrimogeni della polizia, vede nelle istituzioni, in qualsiasi istituzione, una forma insopportabile di violenza organizzata nei confronti dell&#8217;individuo; una violenza di chi \u00abha il coltello dalla parte del manico\u00bb (per usare le parole precise di Basaglia) nei confronti di chi non ce l&#8217;ha, e si trova, inerme e impotente, in balia di qualunque arbitrio.<\/p>\n<p>Naturalmente, tutto questo nasce da un sottinteso: che il potere sia sempre e comunque ingiusto e repressivo, e che le istituzioni saranno sempre nemiche dei cittadini, fino a quando non saranno rovesciate da un sommovimento generale che le metta al servizio del popolo. La cosa non viene detta esplicitamente, ma \u00e8 sottintesa. Altrimenti non si capisce come mai le istituzioni, che sono pur sempre formate da esseri umani, potrebbero diventare, da repressive, positive: non si capisce chi o che cosa le renderebbe &quot;buone&quot;, vista la loro inclinazione alla violenza. (E si noti che, nella terminologia di intellettuali come Basaglia, la &quot;violenza&quot; \u00e8 sempre quella che viene dallo Stato; meglio ancora, dallo Stato borghese: sicch\u00e9 quella della Rivoluzione culturale cinese, per fare un esempio, comandata a distanza da Mao e dai vertici del Partito comunista cinese, pur avendo fatto parecchi milioni di morti, non scandalizz\u00f2 nessuno, tanto meno a sinistra, perch\u00e9 era vista, semmai, come una violenza &quot;giusta&quot;, in quanto &quot;proletaria&quot;.)<\/p>\n<p>Tale approccio sociologico, quanto mai demagogico e irresponsabile, \u00e8 perfettamente esemplificato in questo brano di Franco Basaglia, tratto dal libro da lui pubblicato nel 1968, \u00abL&#8217;Istituzione negata\u00bb, sulla base della sua esperienza presso l&#8217;ospedale Psichiatrico di Gorizia (Bompiani, Milano, 1968, pp. 769-773):<\/p>\n<p>\u00abNegli ospedali psichiatrici \u00e8 d&#8217;uso ammassare i pazienti in grandi sale, da dove nessuno pu\u00f2 uscire, nemmeno per andare al gabinetto. In caso di necessit\u00e0 l&#8217;infermiere sorvegliante interno suona il campanello, perch\u00e9 un secondo infermiere venga a prendere il paziente e lo accompagni. La cerimonia \u00e8 cos\u00ec lunga che molti pazienti si riducono a fare i loro bisogni sul posto. Questa risposta del paziente ad una regola disumana, viene interpretata come un &quot;dispetto&quot; nei confronti del personale curante, o come espressione del livello di incontinenza del malato, strettamente dipendente dalla malattia.<\/p>\n<p>In un ospedale psichiatrico due persone giacciono immobili nello stesso letto. In mancanza di spazio, si approfitta del fatto che i catatonici non si danno reciprocamente fastidio, per sistemarne due per letto.<\/p>\n<p>In una scuola media, il professore di disegno straccia il foglio dove un bambino ha disegnato un cigno con le zampe, dicendo che a lui &quot;i cigni piacciono sull&#8217;acqua&quot;.<\/p>\n<p>In un asilo i bambini sono costretti a sedere sui banchi senza parlare mentre la maestra si dedica a piccoli lavoretti a maglia personali; minacciati di restare ore con le braccia alzate &#8212; il che \u00e8 molto doloroso &#8212; qualora si muovano o chiacchierino fra loro, o facciano comunque qualcosa che disturba la maestra e il suo lavoro.<\/p>\n<p>Un malato ricoverato in qualsiasi reparto di ospedale civile &#8212; se non \u00e8 pagante in proprio &#8212; \u00e8 certo di essere in balia degli umori del medico, che pu\u00f2 sfogare su di lui aggressivit\u00e0 a lui completamente estranee.<\/p>\n<p>In un ospedale psichiatrico ad un malato &quot;agiato&quot; viene fatta la &quot;strozzina&quot;. Chi non conosce l&#8217;ambiente manicomiale ignora di che cosa si tratti: \u00e8 un sistema molto rudimentale &#8212; in uso un po&#8217; dovunque &#8211; di far perdere coscienza al malato, soffocandolo. Gli viene buttato sulla testa un lenzuolo, spesso bagnato &#8212; cos\u00ec da non permettergli di respirare &#8211; che si avvita strettamente all&#8217;altezza del collo: la perdita di coscienza \u00e8 immediata.<\/p>\n<p>La frustrazione dei padri e delle madri, si risolve generalmente in violenze costanti sui figli, che non ne soddisfano le aspirazioni competitive: il figlio \u00e8 inevitabilmente costretto ad essere meglio di un altro, e a vivere come un fallimento la propria <em>diversit\u00e0<\/em>. Un brutto voto a scuola viene punto, come se la punizione corporea o psicologica servisse a risolvere l&#8217;insufficienza scolastica.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ospedale psichiatrico in cui lavoro, anni fa era in uso un sistema elaboratissimo per mezzo del quale l&#8217;infermiere di turno notturno si garantiva di essere svegliato ogni mezz&#8217;ora da un malato, per poter timbrare la sua scheda di presenza, cos\u00ec com&#8217;era d&#8217;obbligo. La tecnica consisteva nell&#8217;incaricare un malato (che fra l&#8217;altro non poteva dormire) di dividere il tabacco di una sigaretta dalle briciole di pane che vi erano state mescolate. L&#8217;esperienza aveva dimostrato che per questo lavoro di smistamento, occorreva appunto mezz&#8217;ora, dopo di che il malato svegliava l&#8217;infermiere e riceveva in premio il tabacco. L&#8217;infermiere timbrava la sua scheda (era necessario che testimoniasse ogni mezz&#8217;ora di essere sveglio) e riprendeva a dormire, incaricando un altro malato o lo stesso malato di ricominciare &#8212; nuova clessidra umana &#8212; il suo lavoro alienante.<\/p>\n<p>Da &quot;Il Giorno&quot; di qualche tempo fa: &quot;Basta con la tristezza! Il carcere di san Vittore perder\u00e0 finalmente il suo aspetto grigio e tetro. Da alcuni giorni infatti, alcuni imbianchini sono al lavoro e un lato di uno dei raggi, che d\u00e0 sul viale Papiniano, appare gi\u00e0 dipinto di un bel giallo shocking, che allarga il cuore. Quando tutto il complesso sar\u00e0 rinfrescato, San Vittore acquister\u00e0 un volto pi\u00f9 dignitoso, meno pesante e angoscioso del passato&quot;. E all&#8217;interno? Ci sono ancora i &quot;buioli&quot; nelle celle, ma il muro giallo shocking intanto ci &quot;allarga il cuore&quot;.<\/p>\n<p>Gli esempi potrebbero continuare all&#8217;infinito, toccando tutte le istituzioni su cui si organizza la nostra societ\u00e0. Ci\u00f2 che accomuna le situazioni limite riportate, \u00e8 la <em>violenza esercitata da chi ha il coltello dalla parte del manico, nei confronti di chi \u00e8 irrimediabilmente succube<\/em>. Famiglia, scuola, fabbrica, universit\u00e0, ospedale, sono istituzioni basate sulla netta divisione dei ruoli: la divisione del lavoro (servo e signore, maestro e scolaro, datore di lavoro e lavoratore, medico e malato, organizzatore e organizzato). Ci\u00f2 significa che quello che caratterizza le istituzioni \u00e8 la netta divisione fra chi ha il potere e chi non ne ha. Dal che si pu\u00f2 ancora dedurre che la suddivisione dei ruoli \u00e8 il <em>rapporto di sopraffazione e di violenza fra potere e non potere, che si tramuta nell&#8217;esclusone, da parte del potere, del non potere<\/em>: la violenza e l&#8217;esclusione sono alla base di ogni rapporto che si instauri nella nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>I gradi in cui questa violenza viene gestita sono, tuttavia, diversi a seconda del bisogno che chi detiene il potere ha di velarla e di mascherarla. Di qui nascono le diverse istituzioni che vanno da quella famigliare, scolastica, a quelle carcerarie e manicomiali; la violenza e l&#8217;esclusione vengono a giustificarsi sul paiano della necessit\u00e0, come conseguenza le prime della finalit\u00e0 educativa, le altre della &quot;colpa&quot; e della &quot;malattia&quot;. Queste istituzioni possono essere definite come le istituzioni della violenza.<\/p>\n<p>Questa la storia recente (in parte attuale) di una societ\u00e0 organizzata sulla netta divisone fra chi ha (chi possiede in senso reale, concreto) e chi non ha; da cui deriva la mistificata suddivisione fra il buono e il cattivo, il sano e il malato, il rispettabile e il non rispettabile. Le posizioni sono &#8212; in questa dimensione &#8212; ancora chiare e precise: l&#8217;autorit\u00e0 paterna \u00e8 oppressiva e arbitraria; la scuola si fonda sul ricatto e sulla moinaccia; il datore di lavoro sfrutta il lavoratore, il manicomio distrugge il malato mentale.\u00bb<\/p>\n<p>Eccolo, dunque, il cattivo filosofo e il pessimo maestro: che semplifica all&#8217;eccesso, che generalizza, che istiga all&#8217;odio di classe, che mette i figli contro i genitori. Dal fatto che vi siano, nella societ\u00e0, delle istituzioni gestite in maniera sbagliata, talvolta aberrante, egli deduce che tutte le istituzioni sono repressive e immorali: tutte, a cominciare dalla famiglia. La scuola \u00e8 fatta di maestre che lavorano a maglia e terrorizzano i bambini; la famiglia, di padri brutali e oppressivi, che ricattano e puniscono ingiustamente i ragazzi; nelle industrie, i padroni sfruttano sistematicamente gli operai; ovunque si assiste allo stesso copione: chi ha il potere, opprime chi non ce l&#8217;ha. Una filosofia da quattro soldi; e, quel che \u00e8 peggio, un consapevole incitamento all&#8217;odio sociale, al rancore, alla ribellione cieca e universale. Basaglia ha il diritto di criticare certi aspetti degli ospedali psichiatrici, perch\u00e9 li conosce dall&#8217;interno; ha anche il diritto di criticare aspetti di altre istituzioni, anche se non dovrebbe mescolare i due discorsi, perch\u00e9 abusa del suo ruolo di psichiatra per supportare affermazioni gratuite che si riferiscono ad altri contesti, che non conosce personalmente, e dei quali ha una immagine stereotipata e ideologica. Quello che \u00e8 inaccettabile, \u00e8 che, dall&#8217;alto del suo ruolo di &quot;intellettuale&quot;, tranci giudizi sommari contro tutto e tutti, col sottinteso che le cose andrebbero meglio se la fantasia andasse al potere e ciascuno fosse libero di fare tutto ci\u00f2 che gli pare e piace&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I meriti di Franco Basaglia (nato a Venezia nel 1924 e spentosi nella sua citt\u00e0 nel 1980, due anni dopo aver visto il varo della legge<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[171,194],"class_list":["post-23468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-henri-bergson","tag-martin-heidegger"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23468"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23468\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}