{"id":23460,"date":"2011-10-27T12:07:00","date_gmt":"2011-10-27T12:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/27\/la-banalizzazione-del-corpo-e-il-frutto-di-una-erotizzazione-esasperata-che-ottunde-le-emozioni\/"},"modified":"2011-10-27T12:07:00","modified_gmt":"2011-10-27T12:07:00","slug":"la-banalizzazione-del-corpo-e-il-frutto-di-una-erotizzazione-esasperata-che-ottunde-le-emozioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/27\/la-banalizzazione-del-corpo-e-il-frutto-di-una-erotizzazione-esasperata-che-ottunde-le-emozioni\/","title":{"rendered":"La banalizzazione del corpo \u00e8 il frutto di una erotizzazione esasperata che ottunde le emozioni"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe un grave errore pensare che la ossessiva esibizione del corpo, propria della societ\u00e0 edonista e permissiva, corrisponda ad un accrescimento dell&#8217;erotismo; al contrario, l&#8217;erotizzazione esasperata \u00e8 quanto di meno erotico si possa immaginare.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>L&#8217;ostentazione insistita, ripetitiva, compulsiva del corpo, di un corpo il pi\u00f9 possibile scoperto, ma artificiale, depilato, abbronzato, palestrato, dai capelli ossigenati e dai muscoli rifatti chirurgicamente, finisce per ottundere la capacit\u00e0 di suscitare emozioni, che sono qualcosa di pi\u00f9 raffinato del puro e semplice istinto sessuale.<\/p>\n<p>A sua volta, lo spegnimento della capacit\u00e0 emozionale corrisponde a una banalizzazione del corpo non solo da parte di colui al quale viene offerto, ma anche da parte di colui, o colei, che lo offre &#8211; che lo offre visivamente, s&#8217;intende, perch\u00e9 alla provocazione visiva (e olfattiva) non corrisponde una vera offerta di s\u00e9, una offerta completa: il che, fra parentesi, \u00e8 causa di frequenti malintesi, generati dalla profonda ignoranza del linguaggio corporeo.<\/p>\n<p>Ora, quando colui, o colei, che offre visivamente il proprio corpo, scoperto e artificiale, non \u00e8 pi\u00f9 capace di provare emozioni, sar\u00e0 portato ad aumentare continuamente le dosi, diciamo cos\u00ec, di esposizione, proprio come il drogato che deve aumentare le dosi di sostanza stupefacente per poterne sentire gli effetti; e questo non fa che aggravare l&#8217;equivoco con l&#8217;altro, perch\u00e9 la maggiore esposizione corporea viene interpretata come una pi\u00f9 esplicita offerta sessuale.<\/p>\n<p>Una cultura ipocrita, in gran parte di matrice femminista, sostiene che l&#8217;esposizione generosa del corpo seminudo non implica alcuna offerta sessuale, ma che viene fatta per piacere a se stessi e per godere, tra s\u00e9 e s\u00e9, di un maggiore senso di libert\u00e0; lasciamo che questi signori e queste signore continuino a lanciare il sasso e a nascondere la mano e che si raccontino tutte le favolette che vogliono, per l&#8217;incapacit\u00e0 di guardare onestamente dentro se stessi.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;esposizione del corpo nasce da un desiderio verso l&#8217;altro, comunque ci\u00f2 si voglia chiamare e comunque lo si voglia camuffare; che, poi, un tale bisogno si intrecci e sovente si ingarbugli con altri bisogni, con altri impulsi, di matrice diversa e magari opposta, questo la dice lunga sull&#8217;inconsapevolezza delle persone: esse ignorano, o fingono di ignorare, le implicazioni verso l&#8217;altro del proprio linguaggio corporeo, perch\u00e9 ignorano ci\u00f2 che loro stesse provano, ci\u00f2 che sentono, ci\u00f2 che desiderano.<\/p>\n<p>Sta di fatto che all&#8217;offerta visiva non corrisponde, il pi\u00f9 delle volte, una reale offerta sessuale: per cui non si tratta di erotismo, che sottintende sempre una disponibilit\u00e0 a mettersi in gioco, ma di un rituale sempre pi\u00f9 stanco e sempre pi\u00f9 banale di erotizzazione consumista; un rituale che, come dicevamo, tende a riflettersi negativamente anche su chi lo pratica.<\/p>\n<p>La persona che si \u00e8 abituata ad esporre visivamente, in dosi sempre pi\u00f9 massicce, il proprio corpo seminudo e reso artificiale, finisce per instaurare uno strano rapporto con gli altri e con le sue stesse emozioni: con gli altri, perch\u00e9 pretende di eccitarli ma, al tempo stesso, di respingerli; con se stessa, perch\u00e9 finisce per smarrire la propria capacit\u00e0 di emozionarsi e di lasciarsi emozionare dalle emozioni, ci si perdoni l&#8217;apparente gioco di parole, che suscita nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ed ecco che una persona del genere finisce per accettare sguardi, gesti, parole e carezze sempre pi\u00f9 intimi da parte dell&#8217;altro, restando per\u00f2 emozionalmente tiepida o indifferente e, quindi, lasciando seguitare il gioco, salvo, a un certo punto, meravigliarsi e quasi offendersi allorch\u00e9 la richiesta sessuale viene esplicitata da parte dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>\u00c8 molto probabile che una persona siffatta si sia creata delle relazioni di amicizia, pi\u00f9 o meno superficiali, con delle persone altrettanto fredde dal punto di vista emozionale, se non proprio sessualmente invertite: solo cos\u00ec si spiega la familiarit\u00e0 con cui si \u00e8 abituata ad esporre il proprio corpo, a mostrarne anche le parti pi\u00f9 intime, non solo senza imbarazzo, ma anche senza desiderio e senza aspettazione: cos\u00ec, cameratescamente, come si potrebbe fare con la propria madre o con il proprio fratello o la propria sorella.<\/p>\n<p>\u00c8 piuttosto penoso vedere delle persone adulte e vaccinate che si muovono nella pi\u00f9 assoluta ignoranza dei segnali che stanno mandando intorno con il proprio corpo; ma lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 osservare come un certo grado crescente di trasandatezza e quasi di sciatteria si insinui nelle pieghe del loro comportamento e del loro abbigliamento, mescolandosi, magari, con pretese di raffinatezza e di erotismo &quot;di classe&quot;.<\/p>\n<p>Anche questo \u00e8 un aspetto della banalizzazione del corpo, cui siamo debitori verso i miti e i riti della societ\u00e0 massificata, che la televisione ha trasformato in un gigantesco spettacolo del Grande Fratello, intriso di narcisismo e di esibizionismo cialtrone: la mescolanza di stili diversi, la Babele e la contraddittoriet\u00e0 dei linguaggi corporei.<\/p>\n<p>Si vede cos\u00ec, per esempio, una donna che vorrebbe apparire originale e seduttiva, sfoggiando un abito di seta aderentissimo, che lascia poco o nulla all&#8217;immaginazione; ma che, al tempo stesso, per il modo in cui lo indossa e per la natura stessa di quel determinato capo, risulta, invece, terribilmente kitsch e irrimediabilmente volgare.<\/p>\n<p>Un tal genere di persone non sa pi\u00f9 riconoscere i preamboli; ignora, o finge di ignorare, che certe situazioni, certe complicit\u00e0, certe intimit\u00e0 sono gi\u00e0, di per s\u00e9 stesse, un concedersi all&#8217;altro e che mettono in gioco delle energie emozionali potenti, che non possono essere ritirate a comando, n\u00e9 riposte nella tasca della giacca, come si farebbe con un fazzoletto caduto a terra.<\/p>\n<p>Indossare un certo vestito per vedere una certa persona ha un certo significato ben preciso, come lo ha guardarla in un certo modo, lasciarsi parlare in un certo modo: tutto, nel rapporto fra i due sessi, ha un significato preciso, perfino quando non \u00e8 intenzionale; figuriamoci quando lo \u00e8, ma si finge con se stessi che cos\u00ec non sia, che sia solo &quot;naturale&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 un animale culturale, non naturale: non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 artefatto, di pi\u00f9 studiato e di pi\u00f9 ipocrita che il voler contrabbandare per naturali dei comportamenti che scaturiscono da una precisa strategia, ancorch\u00e9 solo parzialmente consapevole.<\/p>\n<p>Torniamo sempre, pertanto, allo stesso punto fondamentale: la necessit\u00e0 di risvegliarsi, di diventare consapevoli, di sapere chi si \u00e8, cosa si vuole, quali sono i propri desideri, le proprie speranze, le proprie paure, le proprie angosce, i propri fantasmi; cosa ci si aspetta dall&#8217;altro, cosa si spera da lui, cosa si teme, cosa si vuole e cosa si rifiuta.<\/p>\n<p>Ma come ci si dovrebbe, dunque, rapportare con il proprio corpo e come lo si dovrebbe amministrare nella relazione con gli altri?<\/p>\n<p>Ecco una specie di decalogo con le istruzioni per l&#8217;uso.<\/p>\n<p>Punto primo: il corpo \u00e8 uno strumento prezioso al servizio del nostro progetto di vita: \u00e8 per mezzo di esso che entriamo nel mondo meraviglioso delle sensazioni, delle emozioni, dei sentimenti; ed \u00e8 esso stesso una fonte notevolissima di piacere estetico.<\/p>\n<p>Punto secondo: il corpo non \u00e8 una parte a s\u00e9 stante, ma l&#8217;espressione visibile e tangibile della nostra personalit\u00e0, del nostro essere; tutto il corpo, non solo lo sguardo o la voce: ogni centimetro, ogni millimetro di esso.<\/p>\n<p>Punto terzo: sia quando lo mostriamo, sia quando lo copriamo, come abbiamo cercato di chiarire in un articolo precedente, noi comunque abbiamo una relazione con esso, una relazione che si riflette anche sugli altri; lo statuto ontologico dell&#8217;abito, infatti, \u00e8 l&#8217;ambiguit\u00e0: perfino quando esso copre, inevitabilmente lascia scoperto qualcosa e, quindi, allude.<\/p>\n<p>Punto quarto: se noi abbiamo rispetto di noi stessi, se pensiamo di possedere una essenza spirituale simile ad un tesoro d&#8217;inestimabile valore, allora il nostro corpo \u00e8 il palazzo di quella essenza; ne consegue che dobbiamo avere il massimo rispetto anche per esso e che non dovremmo mai banalizzarlo, ma rendergli sempre il dovuto riconoscimento.<\/p>\n<p>Punto quinto: se noi permettiamo al nostro corpo di mandare agli altri dei messaggi ambigui; se gli consentiamo di fare delle promesse che non abbiamo alcuna intenzione di mantenere, allora vuol dire che siamo noi stessi in uno stato confusionale: che non sappiamo, letteralmente, quel che vogliamo, per cui lasciamo che dal nostro corpo partano dei messaggi che non corrispondono a ci\u00f2 che vorremmo realmente dire.<\/p>\n<p>Punto sesto: cos\u00ec come dobbiamo rispetto al nostro corpo, allo stesso modo ne dobbiamo al corpo dell&#8217;altro; pertanto non dobbiamo provocarlo come se fosse un oggetto a disposizione della nostra vanit\u00e0; dobbiamo imparare a gratificarci senza bisogno di manipolare l&#8217;altro, cio\u00e8 dobbiamo imparare a volerci pi\u00f9 bene e ad avere maggiore autostima.<\/p>\n<p>Punto settimo: il bisogno compulsivo di offrire visivamente il proprio corpo in maniera conturbante nasce da una scarsa stima di s\u00e9 e da un insufficiente amore per s\u00e9: si vorrebbero ricevere dagli altri quel calore, quell&#8217;apprezzamento che non si sanno dare a se stessi; ma questo \u00e8 impossibile, perch\u00e9 nessuno, proprio nessuno, pu\u00f2 volerci pi\u00f9 bene di quanto possiamo e dobbiamo imparare a volercene noi stessi.<\/p>\n<p>Punto ottavo: quando si incomincia a lavorare su se stessi, quando si incomincia ad accettare se stessi e, quindi, ad accettare anche il proprio corpo, diminuisce e scompare, a poco a poco, quel bisogno spasmodico di esibire il corpo e di provocare l&#8217;altro.<\/p>\n<p>Punto nono: la persona che ha trovato il proprio equilibrio interiore realizza anche un rapporto pi\u00f9 armonioso con il proprio corpo: non cerca pi\u00f9 di piacere a tutti nella maniera pi\u00f9 facile e superficiale, provocandoli sessualmente, ma bada ad essere se stessa, a rimanere fedele a ci\u00f2 che essa \u00e8; saranno gli altri, a quel punto &#8211; beninteso, quelli che viaggiano sulla stessa lunghezza d&#8217;onda &#8211; a notarla, a cercarla, a venirle incontro.<\/p>\n<p>Punto decimo: il corpo della persona consapevole \u00e8 un corpo ritrovato; pu\u00f2 essere erotico oppure no, sar\u00e0 sempre un corpo luminoso, affascinante, realizzato: anche senza l&#8217;abito firmato, anche con le rughe della vecchiaia e perfino con i segni della malattia.<\/p>\n<p>In altre parole: una persona bella rende bello anche l&#8217;abito che indossa; ma la bellezza scaturisce dall&#8217;interno della persona, non dal corpo in se stesso.<\/p>\n<p>Ricordiamolo ancora una volta: il corpo \u00e8 uno strumento, non il fine; e, come per tutti gli strumenti, quello che conta \u00e8 la musica che suona, non la sua bellezza intrinseca.<\/p>\n<p>Chi ha poca stima di s\u00e9, chi ha poca personalit\u00e0, cerca di valorizzare esclusivamente il corpo; ma, in genere, lo fa nella maniera sbagliata: perch\u00e9 solo chi ha raggiunto un certo grado di consapevolezza spirituale sa come vada valorizzato lo strumento del corpo.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 vale non soltanto per il proprio corpo, ma anche per il corpo dall&#8217;altro: perch\u00e9 se non si conosce e non si ama nel modo giusto il proprio corpo, non si sapr\u00e0 mai capire, amare e valorizzare il corpo dell&#8217;altro; gli amanti peggiori, i pi\u00f9 distratti, i pi\u00f9 egoisti, i pi\u00f9 immaturi, sono proprio gli analfabeti del proprio corpo.<\/p>\n<p>L&#8217;erotismo, comunque, \u00e8 una cosa seria, ed \u00e8 una cosa per aristocratici, nel senso originario della parola, ossia i migliori. Non \u00e8 e non potr\u00e0 mai essere una pratica di massa, salvo scivolare nel proprio contrario, l&#8217;erotizzazione banale e pornografica.<\/p>\n<p>Lo lascino perdere, dunque, coloro i quali non sono disposti a intraprendere un energico lavoro su di s\u00e9 per avviarsi al risveglio spirituale, ma vogliono seguitare a vivere come pecore nel gregge; e si accontentino della banalit\u00e0 e della pornografia.<\/p>\n<p>Anche questo, per\u00f2, richiederebbe, e sia pure in negativo, un certo grado di consapevolezza: non \u00e8 cosa da poco riconoscere il proprio limite e saperne trarre le debite conseguenze. \u00c8 ben per questo che oggi dominano la confusione pi\u00f9 totale circa le proprie motivazioni e la mescolanza pi\u00f9 stridente degli stili.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio per questo che si notano subito, di primo acchito, quelle rare persone che, avendo iniziato il risveglio spirituale, si muovono disinvolte e naturali, loro s\u00ec prive di affettazione e d&#8217;ipocrisia; si notano perch\u00e9 sprigionano un fascino irresistibile, nel desolato grigiore della massa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe un grave errore pensare che la ossessiva esibizione del corpo, propria della societ\u00e0 edonista e permissiva, corrisponda ad un accrescimento dell&#8217;erotismo; al contrario, l&#8217;erotizzazione esasperata<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23460\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}