{"id":23451,"date":"2015-07-28T09:15:00","date_gmt":"2015-07-28T09:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/pierre-simon-ballanche-vede-la-storia-umana-come-perpetuo-processo-di-caduta-e-redenzione\/"},"modified":"2015-07-28T09:15:00","modified_gmt":"2015-07-28T09:15:00","slug":"pierre-simon-ballanche-vede-la-storia-umana-come-perpetuo-processo-di-caduta-e-redenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/pierre-simon-ballanche-vede-la-storia-umana-come-perpetuo-processo-di-caduta-e-redenzione\/","title":{"rendered":"Pierre-Simon Ballanche vede la storia umana come perpetuo processo di caduta e redenzione"},"content":{"rendered":"<p>Pierre-Simon Ballanche (nato a Lione il 4 agosto 1776 e morto a Parigi il 12 giugno 1847) \u00e8 un filosofo e scrittore francese relativamente poco conosciuto nella sua stessa patria, e praticamente sconosciuto al di fuori di essa.<\/p>\n<p>La cosa non stupisce per niente: Ballanche, dopo la Restaurazione, si era alquanto avvicinato al movimento degli &quot;ultras&quot; e tanto basta e avanza, nella cultura francese moderna &#8211; laicista, progressista, massonica, anticlericale, positivista &#8211;, per decretare l&#8217;ostracismo nei confronti di chiunque ricordi l&#8217;esistenza di una Francia &quot;diversa&quot;, religiosa, legata ai valori della tradizione, critica nei confronti di ci\u00f2 che, a partire dall&#8217;epoca dei &quot;lumi&quot;, viene fatto passare per il progresso della nazione, mentre non \u00e8 altro che la pretesa di cancellare dieci secoli di storia e, insieme ad essi, la dimensione spirituale e trascendente della vita.<\/p>\n<p>Eppure, va detto subito che Ballanche non \u00e8 un cieco reazionario, n\u00e9, come cattolico, un uomo arroccato su posizioni temporaliste e indifendibili; pur non essendo un liberale, non \u00e8 nemmeno accostabile a De Maistre, e perfino rispetto a Chateaubriand appare pi\u00f9 dinamico, pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 propenso ad ascoltare tutti, a tener conto di tutto, e insomma, per dirla con una espressione forse semplicistica e un po&#8217; abusata, ma certamente efficace, ben consapevole del fatto che Dio riesce ascrivere dritto anche sulle righe storte. Per lui, infatti, non ci sono eventi della storia, per quanto in se stessi negativi, che non possano entrare a far parte di un circuito virtuoso, esattamente come il peccato, qualora il peccatore ne prenda piena coscienza e si apra a un bisogno di espiazione e di riparazione, pu\u00f2 aprire la strada al cammino dell&#8217;anima verso la riconciliazione con Dio e, di conseguenza, verso la propria redenzione.<\/p>\n<p>Come pensatore, e specificamente come filosofo della storia, Ballanche era affascinato da una questione in particolare: esplorare la connessione che, secondo lui, esiste fra il dramma collettivo della generazione e distruzione delle societ\u00e0 umane, che continuamente si rinnova, e il dramma individuale della caduta e redenzione dell&#8217;uomo, a partire dal Peccato originale; connessione che, sempre a suo avviso, \u00e8 rintracciabile nella dottrina della perfettibilit\u00e0 umana. Gli esseri umani, sia considerati singolarmente, sia considerati quali membri del gruppo sociale, sono suscettibili di imparare e di migliorarsi, proprio sfruttando gli errori e le sconfitte; e cos\u00ec come il cristiano sa come rialzarsi dal peccato, anche i popoli e le civilt\u00e0 possono innalzarsi e rigenerarsi, mettendo a frutto le esperienze, anche dolorose, delle generazioni precedenti.<\/p>\n<p>Caduta, espiazione, progresso: ecco la triade fondamentale operante nel divenire della storia, cos\u00ec come nella vita del singolo; laddove, come si vede, il &quot;progresso&quot; cui pensa Ballanche \u00e8 cosa ben diversa da ci\u00f2 che intendono, con lo steso nome, gli esponenti del pensiero secolarizzato e materialista, che si sono proclamati eredi e diffusori dei principi dell&#8217;89: perch\u00e9 si tratta, per lui, di un progresso eminentemente spirituale. In altri termini, Ballanche \u00e8 stato uno dei pochi, dei pochissimi, che hanno osato parlare di progresso non in senso puramente edonista e utilitarista, e questo in piena ideologia progressista; e, nello stesso tempo, uno dei pochi, dei pochissimi, che hanno avuto la franchezza di recuperare la grande tradizione cattolica e di presentare il cristianesimo come un sistema di valori quanto mai adatto per dare una risposta anche ai bisogni dell&#8217;uomo moderno, perch\u00e9 i problemi nuovi della societ\u00e0 moderna non modificano il fatto che la struttura morale ed esistenziale dell&#8217;uomo \u00e8 sempre uguale, e che il vero progresso o \u00e8 un processo di avanzamento e perfezionamento intimo, sofferto, come lo \u00e8 il cammino del cristiano verso Dio, oppure, semplicemente, non \u00e8 nulla.<\/p>\n<p>Acuta la sintesi del suo pensiero proposta da Mario Luzi in un saggio composto assai prima che il suo autore diventasse uno dei pi\u00f9 famosi poeti italiani viventi, e intitolato \u00abUn filosofo dimenticato\u00bb, di cui riportiamo i passaggi salienti (da: M. Luzi, \u00abAspetti della generazione napoleonica ed altri saggi di letteratura francese\u00bb, Parma, Guanda Editore, 1956, pp. 66-70):<\/p>\n<p>\u00abIndubbiamente egli sembra ignorare i termini dell&#8217;arte come quelli di una filosofia metodica e troppo spesso i suoi scritti hanno l&#8217;apparenza di sogni o effusioni di un&#8217;anima candida e di un ingegno indisciplinato; eppure, cos\u00ec indifese e aleatorie oppure cos\u00ec chiuse in simboli lontani, le sue intuizioni riflettono assai fedelmente e non di rado in modo geniale i temi che preoccupavano il suo tempo. Sono i temi della trasformazione e della rigenerazione sociale che gli scrittori contemporanei trattavano criticamente o tecnicamente: in un pensatore come Ballanche lo spostamento sul piano della metafisica era inevitabile, pure sono gli stessi temi fondati sulla stessa sensibilit\u00e0. Ma in quest&#8217;uomo mite e serafico in cui non esistono certo riguardi n\u00e9 calcoli n\u00e9 intenzioni reali e in cui fa evidentemente difetto il senso concreto dei limiti, le proposizioni comuni alla pubblicistica del suo tempo vanno impavide fino all&#8217;utopia e alle affermazioni estreme. N\u00e9 il suo cattolicesimo si arresta di fronte alle interpretazioni pi\u00f9 ardite o diventa comunque una remora o assume una coloritura conservatrice come in altri scrittori dell&#8217;epoca da De Maistre allo stesso Chateaubriand, ma anzi alimenta una percezione del dinamismo profondo della storia, prospetta la drammatica necessit\u00e0 dell&#8217;evoluzione umana, giustifica i cruenti sussulti della vicenda inesauribile. In realt\u00e0 le leggi che regolano ciclicamente il corso dell&#8217;umanit\u00e0 sono per Ballanche le stesse che implica il mistero cristiano: la caduta, l&#8217;espiazione, il progresso. Dovunque e in qualsiasi tempo noi possiamo attingere la conferma dell&#8217;umanit\u00e0 che volontariamente, per il peccato di alcuni, decade e della vittima espiatoria, sia essa Antigone o Luigi XVI, che con il suo sacrificio riabilita l&#8217;uomo e riapre il cammino della libert\u00e0 e del progresso. Questa legge cristiana \u00e8 onnipotente nella storia, perch\u00e9 la rivelazione ha avuto luogo in tutti i tempi e in tutte le epoche ha preso forme diverse secondo il genio dei popoli; e se essa si ripete indefinitamente \u00e8 che l&#8217;uomo \u00e8 perfettibile e attraverso successive iniziazioni, attraverso cadute e riabilitazioni ci si incammina verso la vera legge di Cristo la quale, tradotta in termini sociali, corrisponde allo stato plebeo, vale a dire per usare le stesse parole di Ballanche, &quot;\u00e0 l&#8217;homme \u00e9volutif et progressif&quot;: tale stato democratico si fa luce faticosamente attraverso i secoli e i millenni passando per la barbarie, la teocrazia, l&#8217;aristocrazia. Questa \u00e8 una sintesi davvero troppo rapida per il pensiero di Ballanche quando scrive la sua opera centrale, gli &quot;Essais de Paling\u00e9n\u00e9sie sociale&quot;, il cui primo libro (&quot;Prol\u00e9gom\u00e9nes&quot;) apparve nel 1827 e il secondo (&quot;Orph\u00e9e&quot;) nel 1829. Appropriazioni remote e vicine, da Vico agli idealisti, sostanziano una interpretazione integralmente cristiana della storia umana con procedimenti che dalla speculazione vera vanno fino al simbolismo, alla gnosi e alla profezia. E a questo proposito potremo sbagliarci, ma l&#8217;avere assunto i tre sublimi momenti della dottrina cristiana a vera e propria dialettica della vita del mondo, d\u00e0 a Ballanche il titolo di vero filosofo e lo colloca genialmente nella cornice del pensiero romantico, nonostante gli elementi filosoficamente spuri che muovono da codesta identificazione. [&#8230;] Si \u00e8 forse troppo vantata l&#8217;antecedenza del &quot;Du sentiment&quot; sul &quot;G\u00e9nie du Christianisme&quot;; esso rimane al confronto un&#8217;ingenua, idillica effusione senza la profondit\u00e0 del moto e la carica di umanit\u00e0 tormentata dell&#8217;opera maggiore, senza dire delle &quot;canne d&#8217;organo&quot; dello stile di Chateaubriand; \u00e8 tuttavia innegabile che predicando la supremazia del sentimento &#8212; che offre all&#8217;uomo tutti i tesori, le arti, la morale, l&#8217;amore della natura (e Ballanche dice &quot;campagne&quot;), la malinconia &#8212; sulla ragione i cui errori erano allora dolorosamente recenti; sostenendo il potere della religione sulle anime e la virt\u00f9 ispiratrice del cristianesimo, Ballanche ci porta gi\u00e0 nella sfera del romanticismo cattolico, sia pure in uno stato di r\u00eaverie -, pi\u00f9 che di convinzione motivata e certa. Il libro passa comunque inosservato e solo come editore Ballanche potr\u00e0 consolarsi con lo strepitoso successo del &quot;G\u00e9nie&quot; il cui autore \u00e8 d&#8217;ora in poi un amico al quale rester\u00e0 devoto tutta la vita. Quel tanto di astruso e di sottilmente infiammato ha tolto e toglier\u00e0 ancora i denti e le unghie al suo pensiero; ci\u00f2 si riflette anche sulla forma e sulla struttura dei suoi scritti che appunto per questo riesce difficile classificare e apprezzare in una sede distinta. [&#8230;] Si deve probabilmente a tale vaghezza di propositi formali e a tale astrusa fertilit\u00e0 d&#8217;immaginazione se il dolce &quot;philosophe de l&#8217;Abbaye-aux-Bois&quot; concep\u00ec un&#8217;opera come &quot;Antigone&quot;, artisticamente indefinibile, ma ricca di tante intuizioni che lo avrebbero portato rapidamente al centro del proprio pensiero. Il tentativo \u00e8 di ricreare e insieme di interpretare cristianamente la figura della figlia di Edipo secondo quell&#8217;assunto che da qui prende forma: che la mitologia \u00e8 un primo aspetto della rivelazione, n\u00e9 \u00e8 pensabile un&#8217;et\u00e0 da cui il Verbo sia assente; assunto, possiamo notare, che inversamente inteso porter\u00e0 ai nostri giorni Simone Weil a rifiutarsi al cristianesimo. Antigone \u00e8 dunque una santa, provata dal dolore ed eletta alla espiazione che riabiliter\u00e0 col suo sacrificio i suoi simili dall&#8217;errore e dalla colpa significata dal padre. L&#8217;intuizione qui contenuta del cammino dell&#8217;umanit\u00e0 accende ora arditamente il pensiero di Ballanche e quando nel 1820 scrive &quot;l&#8217;homme sans nom&quot;, il mite e serafico &quot;hi\u00e9rophante&quot; \u00e8 gi\u00e0 pervenuto a riconoscere nella Rivoluzione una crisi necessaria all&#8217;evoluzione umana; il martire espiatorio \u00e8 questa volta Luigi XVI che col suo sacrificio ha convalidato il tragico sforzo dell&#8217;umanit\u00e0 verso la libert\u00e0 e la riabilitazione. A questo punto Ballanche \u00e8 maturo per la &quot;Paling\u00e9ni\u00e9sie&quot; che, abbiamo detto, resta l&#8217;opera centrale e segna il momento in cui, a nostro avviso, \u00e8 vero e geniale filosofo. Ma, qual era la sua natura indecisa tra il sognatore e il pensatore, tra il profeta e il filosofo, non poteva tenersi a lungo su quella posizione di persuasivo rigore. Con la &quot;Ville des expiations&quot;, apparsa nella &quot;France litt\u00e9raire&quot; nel 1832 e raccolta in volume dagli &quot;Entretiens Id\u00e9alistes&quot;, Ballanche ci riporta infatti all&#8217;indefinita vaghezza delle sue prime aspirazioni che ora spaziano senza freno nel campo di un augurato avvenire: l&#8217;evoluzione dei tempi pu\u00f2 aver tolto molta parte del suo carattere utopistico all&#8217;immagine della citt\u00e0 ideale, minuziosamente ordinata e regolata, dove i criminali, una volta abolita la pena di morte, sarebbero stati condotti a purificarsi nel lavoro e nella preghiera e liberati dall&#8217;ignoranza da missionari e corretti da giudici ispirati da santo zelo cristiano; non \u00e8 meno certo che Ballanche abbandona il suo atteggiamento filosofico, rompe il suo passo meditativo per abbandonarsi a una nobile profezia filantropica.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto, secondo noi, pi\u00f9 interessante e originale della filosofia della storia di Ballanche \u00e8 la sua capacit\u00e0 di fornire una spiegazione &quot;progressiva&quot; e sostanzialmente ottimistica del grande problema che stava turbando, negli stessi anni, anche i due massimi esponenti del Romanticismo italiano, pensatori, oltre che poeti, l&#8217;uno e l&#8217;altro: il cattolico Manzoni e l&#8217;ateo Leopardi; vale a dire il problema del male, sia nella piccola storia del singolo individuo, sia nella grande storia dei popoli e delle civilt\u00e0 umane. Il male \u00e8 qualcosa di reale, e, pi\u00f9 precisamente, \u00e8 un allontanamento dal piano di salvezza ordinato da Dio in favore dell&#8217;uomo; eppure, esso \u00e8 anche una possibile via di redenzione, tanto \u00e8 vero che la stessa Redenzione dell&#8217;umanit\u00e0 ad opera di Cristo \u00e8 stata originata da una colpa, s\u00ec, ma da una &quot;felix culpa&quot;, che ha riaperto al genere umano la via della salvezza.<\/p>\n<p>Rimane, peraltro, il mistero del male che viene assunto su di s\u00e9 da quanti si offrono come vittime sacrificali: e, su questo aspetto, Ballanche si sofferma su una figura esemplare, quella di Antigone, in uno dei suoi pi\u00f9 importanti poemi filosofici, vedendo nella figura dell&#8217;eroina greca &#8211; dolce, dolente, e tuttavia forte e serena -, il simbolo della perenne volont\u00e0 e capacit\u00e0 di riscatto degli uomini nei confronti della palude dell&#8217;ingiustizia, della crudelt\u00e0 e di tutti gli altri mali che allontanano gli uomini dal sentiero della verit\u00e0, della giustizia e dell&#8217;amore. In questo, Ballanche \u00e8 stato veramente grande, perch\u00e9 ha saputo vedere ci\u00f2 che sfuggiva a tanti altri.<\/p>\n<p>E se a qualcuno ci\u00f2 sembrasse poco, vogliamo ricordare che quasi tutti i pensatori e gli scrittori moderni, prima e soprattutto dopo di lui, sono rimasti invischiati nelle aporie paralizzanti e nella amara frustrazione di non riuscire a trovare la bench\u00e9 minima spiegazione, convincente e rasserenante, del male morale, e specialmente di quello che colpisce gli innocenti. Per Ballanche, invece, la risposta \u00e8 chiara: la sofferenza non \u00e8 inutile, n\u00e9 una beffa incomprensibile, che colpisce a casaccio; se assunta volontariamente e serenamente, e offerta a Dio, diviene quanto di pi\u00f9 prezioso possa darsi nella storia umana: un&#8217;incessante occasione di bene, d&#8217;innalzamento e perfezionamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierre-Simon Ballanche (nato a Lione il 4 agosto 1776 e morto a Parigi il 12 giugno 1847) \u00e8 un filosofo e scrittore francese relativamente poco conosciuto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-23451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23451\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}