{"id":23448,"date":"2012-02-01T11:08:00","date_gmt":"2012-02-01T11:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/01\/baia-sholl-nel-canale-maddalena-e-laspra-vivificante-nostalgia-dellinfinto\/"},"modified":"2012-02-01T11:08:00","modified_gmt":"2012-02-01T11:08:00","slug":"baia-sholl-nel-canale-maddalena-e-laspra-vivificante-nostalgia-dellinfinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/01\/baia-sholl-nel-canale-maddalena-e-laspra-vivificante-nostalgia-dellinfinto\/","title":{"rendered":"Baia Sholl nel Canale Maddalena e l\u2019aspra, vivificante nostalgia dell\u2019infinto"},"content":{"rendered":"<p>La vita del bambino e dell&#8217;adolescente sono cosparse di segni, di indizi, di epifanie, capaci di orientare tutti i suoi sviluppi futuri in una particolare direzione, oscura e incomprensibile agli altri, ma per lui chiarissima, una volta che abbia deciso di porgere ascolto alla voce interiore e di prestare attenzione a quei tali segni, invece di scordarli in fretta, con un&#8217;alzata di spalle.<\/p>\n<p>Epifanie, rivelazioni: pu\u00f2 trattarsi di segni in s\u00e9 modestissimi, quasi impercettibili: eppure la loro risonanza pu\u00f2 essere enorme, decisiva: non afferma da sempre, la saggezza Zen, che l&#8217;infinita variet\u00e0 e complessit\u00e0 dell&#8217;universo si trovano racchiuse in una singola goccia d&#8217;acqua, perfino in un singolo granello di sabbia?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere una parola, una immagine, un profumo (oh, il mondo olfattivo: quanti misteri racchiude, che s&#8217;incrociano continuamente con i nostri passi!); pu\u00f2 essere il riflesso della luce al tramonto sui vetri di una finestra; pu\u00f2 essere un uccello che si leva in volo dai rami pi\u00f9 alti di un abete e si slancia leggero nel cielo azzurro, quasi a voler raggiungere le nuvole.<\/p>\n<p>Il bambino \u00e8 quanto mai ricettivo: sa vedere e sa cogliere messaggi dei quali l&#8217;adulto non si accorgerebbe nemmeno se andasse a sbattervi contro, con tutta la sua scienza e la sua presunzione; vive un una dimensione parallela a quella dell&#8217;adulto, vede perfino le stesse cose, ma non le vede allo stesso modo, non le chiama allo stesso modo, non le interpreta allo stesso modo.<\/p>\n<p>Quel che vedono gli occhi di un bambino rester\u00e0 per sempre nascosto allo sguardo dell&#8217;adulto; quel che sa il cuore di un bambino \u00e8 tutt&#8217;altra cosa da quel che sa, o crede di sapere, l&#8217;intelligenza dell&#8217;adulto, abituata a soppesare, a confrontare, a catalogare e a quantificare ogni cosa, a trovare per ogni cosa un come e un perch\u00e9, una causa e un effetto.<\/p>\n<p>Il bambino intende il linguaggio delle fiabe, le ascolta e le comprende in una maniera che \u00e8 preclusa all&#8217;adulto: per lui sono altrettante porte spalancate su un&#8217;altra dimensione; per quello, sono solo un passatempo e un gioco della fantasia, finito il quale bisogna affrettarsi a tornare nella terra nota, nella terra dove la ragione pretende di spiegare tutto e di aver sempre l&#8217;ultima parola.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una novella del \u00abDecameron\u00bb che esordisce con i toni stupefatti e la cadenza misteriosa e un po&#8217; solenne d&#8217;una autentica fiaba per bambini: \u00abIn Frioli, paese, quantunque freddo, lieto di belle montagne, di pi\u00f9 fiumi e di chiare fontane, \u00e8 una terra chiamata Udine, nella quale fu gi\u00e0 una bella e nobile donna, chiamata madonna Dianora, e moglie d&#8217;un gran ricco uomo nominato Gilberto, assai piacevole e di buona aria&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>In quel paese favoloso, dagli inverni severi e tuttavia rallegrato da monti, fiumi e laghi dalle acque nitide e trasparenti, un bambino cresceva ascoltando le voci, prestando attenzione agli indizi: ovunque vedeva i segni di un linguaggio cifrato, che promettevano di rivelargli le incomparabili bellezze dell&#8217;altra dimensione; e lui vi prestava fede, n\u00e9 mai ebbe il dubbio di potersi ingannare o il timore di poter rimanere deluso.<\/p>\n<p>Quando penetrava nel minuscolo giardino dei nonni, popolato di vite selvatica e con i muri tappezzati d&#8217;edera, era un mondo arcano e gentile che gli si rivelava; quando, giocando con gli amici, si arrampicava su per i rami di un alto pioppo e giungeva quasi fino alla cima, le colline che gli si aprivano allo sguardo erano le avanguardie di un regno incantato; una collinetta boscosa era un&#8217;amba abissina pullulante di guerrieri pronti a balzar fuori in armi; una vallata alpina, specchiantesi in un lago azzurro, era lo scenario ideale per la comparsa improvvisa di un&#8217;astronave, che avrebbe potuto posarsi piano, fra il canto dei grilli, nella chiara notte estiva.<\/p>\n<p>Quando quel bambino, ormai cresciuto, ebbe il permesso di passare dalla sala della biblioteca comunale riservata ai piccoli, all&#8217;ampio scalone e alla sala imponente della sezione per gli adulti, e si trov\u00f2 fra le mani un libro di viaggi alla Terra del Fuoco, gli indizi si moltiplicarono e parlavano tutti il medesimo linguaggio, alludevano tutti a un altrove remoto, e tuttavia possibile, anzi reale, carico delle pi\u00f9 raffinate seduzioni del primitivo e dell&#8217;esotico.<\/p>\n<p>Era un bellissimo libro, con una splendida copertina rigida, ben rilegato e di grande formato, come gi\u00e0 allora non se ne facevano quasi pi\u00f9; arricchito da un gran numero di illustrazioni in bianco e nero ed a colori, queste ultime, specialmente, pi\u00f9 che mai suggestive: erano state scattate dall&#8217;autore, un missionario piemontese che, per trent&#8217;anni, aveva soggiornato in quelle estreme regioni dell&#8217;ecumene, in cerca degli ultimi indigeni da convertire e da proteggere contro la spietata rapacit\u00e0 degli uomini bianchi.<\/p>\n<p>Il testo, scritto in una prosa elegante, evocativa, carica di suggestioni poetiche, prendeva ancor pi\u00f9 vita dalla meravigliosa documentazione fotografica: la pampa verdissima battuta dal vento; il guanaco con le orecchie ritte e le narici frementi, che presente l&#8217;agguato dei cacciatori Ona, armati di archi e frecce infallibili; le foreste intricate, impenetrabili, avvolte di liane, tappezzate di muschi, disseminate di tronchi marciti, di radici contorte, di festoni di epifite, di felci elegantissime e rigogliose, di fiori multicolori; i ghiacciai alpini che scendono fino al mare e vi affondano le fronti grandiose, dalle quali la luce dell&#8217;alba trae meravigliosi tonalit\u00e0 opalescenti, azzurrine e di alabastro, come in un autentico regno delle fate; ed i fiordi che penetrano nelle rive boscose, si spingono in profondit\u00e0 tra le montagne bianche di neve, in una atmosfera sospesa e trasognata da creazione del mondo&#8230;<\/p>\n<p>Quante volte quel ragazzino aveva preso in prestito il libro stupendo per portarselo a casa e leggerlo avidamente, per bearsi alla vista di quelle immagini, per sognare davanti alla loro bellezza impareggiabile, sontuosa, tale da mozzare il fiato!&#8230;<\/p>\n<p>E quante volte aveva provato quella sensazione di immensa libert\u00e0, ma anche di malinconia, davanti a quegli alberi contorti e piegati dal vento, a quelle foreste senza luce, a quegli orizzonti perduti, a quelle spiagge desolate, a quel senso d&#8217;immensa, invincibile solitudine, a quella coltre di silenzio che pareva emanare dalle cose e risuonare stranamente, come una cosa viva&#8230;<\/p>\n<p>Vento, silenzio, solitudine, smisurati spazi, paesaggi fuori dal tempo, distanze incolmabili, non tanto geograficamente, quanto psicologicamente: distanze che non si possono misurare in metri o in chilometri, ma in un&#8217;altra maniera, forse, a noi sconosciuta; o che, per dir meglio, non si possono misurare affatto, perch\u00e9 non sono di questo mondo, ma appartengono all&#8217;altrove.<\/p>\n<p>E quante volte quel ragazzino, diventato uomo, si \u00e8 chiesto da cosa dipendesse quella indescrivibile sensazione di pienezza, di rapimento, di felicit\u00e0; quella esaltante sensazione di essere, nello stesso tempo, qui e altrove, nel mondo nascosto, al di l\u00e0 della comune percezione; di essere in possesso, con estrema naturalezza, della chiave magica per spingere oltre lo sguardo, per respirare un&#8217;altra aria e altri profumi, altre atmosfere&#8230;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, giovane uomo, si \u00e8 recato, finalmente, al di l\u00e0 dell&#8217;oceano, nell&#8217;America del Sud; ma laggi\u00f9, nella Terra del Fuoco, non \u00e8 mai voluto andare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come non ha mai voluto ritornare, da molti anni, alla sua cara terra dell&#8217;infanzia, fredda, ma lieta di belle montagne, di numerosi fiumi e di chiare fontane; e a quella straordinaria citt\u00e0 raccolta ai piedi del colle e del castello, mezza tedesca e mezza veneziana, nei cui borghi acciottolati, incorniciati da antiche case coi portoni seicenteschi, con il verde dei cortili interni che si affaccia da dietro i muretti di recinzione, sembra che il tempo si sia fermato per incanto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, almeno, lui la ricorda; e forse la realt\u00e0 \u00e8 diversa.<\/p>\n<p>Forse tutto \u00e8 cambiato, quell&#8217;incanto \u00e8 svanito; o forse esso \u00e8 sempre esistito solo nella sua anima, capace di leggere quei segni, di contemplare quelle epifanie.<\/p>\n<p>Per qualche anno ha continuato a visitarla quasi di nascosto, da solo, senza cercare pi\u00f9 nessuno, gli amici, i compagni di un tempo: partiva nel cuore della notte, col buio, e giungeva alle prime luci dell&#8217;alba, nel rosa e nel viola dell&#8217;inverno, quando ancora la citt\u00e0 dormiva; poi camminava lungo le antiche strade, entrava nelle chiese quiete, sostava davanti ai portoni socchiusi, carichi di storia e di memorie: cercava gli indizi d&#8217;un tempo, e non li trovava.<\/p>\n<p>Poi smise bruscamente quelle segrete visite d&#8217;amore, che gli straziavano il cuore con l&#8217;intensit\u00e0 bruciante dei ricordi: ogni finestra, ogni angolo, ogni pietra, avevano un legame col passato; ma quel legame sembrava svanire ogni volta che faceva un altro passo avanti, ogni volta che allungava la mano per toccare le dolci cose d&#8217;un tempo.<\/p>\n<p>Anche nella vita adulta vi possono essere segni ed epifanie, anzi, ve ne sono continuamente, purch\u00e9 li si sappia scorgere; ma quelli dell&#8217;infanzia non possono tornare, perch\u00e9, con buona pace del Fanciullino di pascoliana memoria, ogni et\u00e0 ha un suo modo di leggere quei segni e di riconoscere quelle epifanie: e, nella vita, bisogna procedere, procedere ricordando &#8211; per dirla con Kierkegaard -, ma non retrocedere mai, perch\u00e9 tutta la vita non \u00e8 che una ripresa.<\/p>\n<p>Per questa ragione non \u00e8 consigliabile tornare sui luoghi dove si sono avute le prime rivelazioni: si resterebbe delusi e non servirebbe a niente, non gioverebbe in alcun modo al movimento complessivo della propria vita.<\/p>\n<p>E, per la stessa ragione, non \u00e8 consigliabile voler visitare quei luoghi esotici che abbiamo a lungo sognato, con struggente intensit\u00e0: perch\u00e9 tali luoghi non sono mai stati veramente fuori di noi, ma erano e sono luoghi dello spirito, di una nostra geografia tutta interiore: quale immensa ingenuit\u00e0 sarebbe quella di pretendere di poterli concretizzare, fermare, &quot;possedere&quot;: sarebbe come voler stringere in mano un fiocco di neve, oppure come voler staccare una ragnatela e metterla, intatta, dentro una cornice.<\/p>\n<p>La vera saggezza \u00e8 sapersi fermare qualche metro prima della vetta: perch\u00e9, una volta arrivati sulla cima della montagna incantata, l&#8217;incanto svanisce, inevitabilmente, e il paesaggio che potremo ammirare dall&#8217;alto, per quanto bello, non potr\u00e0 mai reggere il confronto con quell&#8217;altro paesaggio, quello della nostra immaginazione, il quale, proprio perch\u00e9 indefinito, contiene tutte le meravigliose possibilit\u00e0 del reale, e anche qualcuna in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Anche nel bambino vi sono tutte le meravigliose possibilit\u00e0 del reale, e forse qualcuna di pi\u00f9; \u00e8 per questo che l&#8217;adulto ricorda la propria infanzia con tanta nostalgia: perch\u00e9 gli sembra che, allora, avrebbe potuto intraprendere ogni strada, mentre adesso, mano a mano che procede nella vita, l&#8217;adulto sa che le possibilit\u00e0 si riducono continuamente, giorno dopo giorno, finch\u00e9 non ne rester\u00e0 pi\u00f9 che una soltanto: quella di morire.<\/p>\n<p>Il bambino si sente immortale, o, per dir meglio, si sente altra cosa dal tempo: non comprende che cosa sia la vecchiaia, non comprende cosa significhi invecchiare; vede il nonno, vede la nonna e sa che sono vecchi, ma non capisce perch\u00e9: non lo sfiora il pensiero che anche lui sar\u00e0 vecchio, un giorno, proprio come loro, e anche lui si vedr\u00e0 accanto dei nipotini che lo guarderanno senza capire, sentendosi immuni dalla legge del tempo.<\/p>\n<p>Eppure, per quanto belle siano le epifanie dell&#8217;infanzia, quando tutto sembra possibile, anche entrare nel regno delle fate e dei folletti, cos\u00ec, da un momento all&#8217;altro, con un colpo di bacchetta magica, la vera epifania \u00e8 quella dell&#8217;et\u00e0 adulta: perch\u00e9 \u00e8 una epifania che si accompagna alla consapevolezza, la rischiara e la sostiene; mentre quelle dell&#8217;infanzia, per quanto affascinanti, cadono sul terreno acerbo della inconsapevolezza, e raramente danno frutto.<\/p>\n<p>\u00c8 raro, infatti, che il bambino, crescendo, rimanga fedele a se stesso, alla propria parte migliore e pi\u00f9 vitale; \u00e8 pi\u00f9 facile che l&#8217;adulto bamboleggi con se stesso, rendendosi patetico, perch\u00e9, cos\u00ec facendo, si getta dietro le spalle la cosa pi\u00f9 preziosa che insegna l&#8217;et\u00e0 adulta: la consapevolezza del tempo, la responsabilit\u00e0 verso la propria vita.<\/p>\n<p>Noi siamo responsabili verso la nostra vita, siamo responsabili dei frutti che d\u00e0 la nostra pianta: niente e nessuno possono sollevarci da una tale responsabilit\u00e0; e i nostri frutti, buoni o cattivi, saranno testimoni dell&#8217;uso che avremo saputo fare di noi stessi.<\/p>\n<p>Le epifanie non sono inutili, tutt&#8217;altro: servono a darci forza, a farci intravedere qualche squarcio di cielo limpido, oltre la cortina grigia delle nubi.<\/p>\n<p>Ma, per realizzare la nostra vita e per fare di essa una continua ripresa, dobbiamo imparare a fermarci un poco prima della vetta: in altre parole, ad essere virili, e non degli eterni voluttuosi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita del bambino e dell&#8217;adolescente sono cosparse di segni, di indizi, di epifanie, capaci di orientare tutti i suoi sviluppi futuri in una particolare direzione,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23448","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23448","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23448"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23448\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}