{"id":23442,"date":"2016-01-27T09:34:00","date_gmt":"2016-01-27T09:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/27\/baci-rubati-marta-e-maria-di-palacio-valdes\/"},"modified":"2016-01-27T09:34:00","modified_gmt":"2016-01-27T09:34:00","slug":"baci-rubati-marta-e-maria-di-palacio-valdes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/27\/baci-rubati-marta-e-maria-di-palacio-valdes\/","title":{"rendered":"Baci rubati (Marta e Maria, di Palacio Valdes)"},"content":{"rendered":"<p>&quot;Baci rubati&quot; \u00e8 un&#8217;espressione divenuta celebre nel 1968, con l&#8217;uscita, nelle sale cinematografiche del film omonimo di Fran\u00e7ois Truffaut, pietra miliare nell&#8217;evoluzione del personaggio-simbolo di Antoine Doinel, colto nella fase di passaggio da una difficile giovinezza, piena d&#8217;insicurezze, esistenziali e anche affettive, alla maturazione umana e sessuale. In effetti, quando si parla di baci rubati, viene subito alla mente l&#8217;immagine dell&#8217;attore Jean-Pierre L\u00e9aud, tutto intento a strappare qualche bacio immaturo alle donne che incontra nella sua vita; ma esiste un precedente letterario molto illustre, l&#8217;\u00abAminta\u00bb di Torquato Tasso (1573), nella quale il protagonista, il pastore Aminta, era riuscito a rubare un bacio sulla bocca alla ninfa Silvia, di cui era segretamente innamorato, fingendo di essere stato punto sulle labbra da un&#8217;ape, dopo aver visto che Silvia, con l&#8217;amica Fillide, aveva fatto la stessa cosa, per estrarle il veleno, succhiandolo dalla ferita.<\/p>\n<p>Ma a rubare i baci pu\u00f2 anche essere una donna, nei confronti di un uomo. E quale situazione pi\u00f9 favorevole di quella d&#8217;una giovanissima ragazza, considerata ancora da tutti poco pi\u00f9 di una bambina, la quale, sfruttando l&#8217;innocenza e la supposta ingenuit\u00e0 della sua et\u00e0, riesce a farsi baciare, quasi per gioco, da un uomo, e precisamente dal fidanzato della sorella maggiore, abituato a girare per casa e a vedersela intorno, anche a baciarla, ma cos\u00ec, in maniera scherzosa e del tutto innocente, come si farebbe con una sorellina? Ora, per\u00f2, la &quot;sorellina&quot; si sta facendo donna: gli altri non se ne sono accorti, tanto pi\u00f9 che la storia d&#8217;amore fra il giovane e la sua promessa sposa va male, molto male: lei, temperamento mistico, un po&#8217; esaltato, e, per giunta, disposta a gettarsi anima e corpo nella guerra civile per difendere i valori religiosi e morali in cui crede fermissimamente, non sembra ricambiare con uguale passione il vivo sentimento di lui, animo forse pi\u00f9 limitato, ma leale e generoso, che vorrebbe avere accanto a s\u00e9 una sposa con i piedi per terra e che, essendo ufficiale di carriera, certo non potrebbe unirsi a una donna che ha gravemente infranto le leggi dello Stato, e sia pure per motivazioni indubbiamente idealistiche.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la situazione descritta nel romanzo \u00abMarta e Maria\u00bb, del 1883, da Armando Palacio Vald\u00e9s, uno dei pi\u00f9 prolifici e popolari scrittori spagnoli appartenenti alla generazione a cavallo fra XIX e XX secolo, nato a Entralgo, presso Laviana, nelle Asturie, il 4 ottobre 1853 e morto a Madrid il 9 gennaio 1938, in piena guerra civile tra franchisti e repubblicani. La guerra civile di cui si parla nel romanzo \u00e8, invece, un&#8217;altra: quella carlista, nella quale la bellissima, bionda e romantica Maria, gran lettrice dei romanzi storici di Walter Scott, compromessa in un&#8217;azione insurrezionale, evita la prigione scegliendo volontariamente la via del convento, pi\u00f9 vicina al suo intimo sentire che non la vita matrimoniale. Ci\u00f2 lascia campo libero alla sorellina quattordicenne, Marta, una brunetta della quale nessuno s&#8217;era curato gran che, essendo considerata da tutti una bimba innocente e non molto interessante, messa completamente in ombra dalla forte personalit\u00e0 e dal fascino innegabile della brillante sorella. Marta, per\u00f2, ha un segreto indicibile: \u00e8 innamorata, da sempre, del bel fidanzato di Maria, il marchese Riccardo di Pe\u00f1alta, ufficiale d&#8217;artiglieria, d&#8217;un amore fanciullesco, ma totale, che, forse, non ha mai osato confessar pienamente neppure a se stessa, e che tuttavia, al momento della rottura del fidanzamento &#8211; con Riccardo che visita ancora la sua casa, per amicizia verso il padre, ma gi\u00e0 in attesa di ottenere il trasferimento, da lui richiesto per dimenticare -, riuscir\u00e0, alla fine, e quasi inaspettatamente, ad attirare l&#8217;attenzione del mancato cognato e a rivelare a lui stesso il silenzioso legame che si era creato fra loro, e che egli non aveva saputo vedere, n\u00e9 riconoscere, pur essendone gi\u00e0, in qualche modo, sottilmente pervaso.<\/p>\n<p>Non che la birichina non avesse gi\u00e0 fatto qualche passo abbastanza esplicito per dire, nonostante tutto, il suo amore, ma solo allorch\u00e9 il fidanzamento fra la sorella e Riccardo era ormai gi\u00e0 seriamente compromesso. In particolare, durante una gita della famiglia, con un gruppo di amici, ad un&#8217;isola presso la costa delle Asturie, dove \u00e8 ambientata la vicenda, ella aveva trovato il modo di restare sola con lui, di stringerglisi accanto, e persino di farsi baciare, prima sulle mani, poi addirittura sulla bocca, ma sempre cos\u00ec, con finta innocenza, quasi per gioco, mentre gi\u00e0 l&#8217;alta marea stava montando e Riccardo appariva distratto e un po&#8217; preoccupato perch\u00e9 lei non capiva l&#8217;urgenza di allontanarsi da quella roccia, che, fra pochi minuti, sarebbe stata sommersa dalle onde dell&#8217;Oceano Atlantico.<\/p>\n<p>Il confine tra l&#8217;ingenuit\u00e0 della ragazzina sognante e la malizia istintiva della donna gi\u00e0 scaltra \u00e8, qui, sottilissimo; e, anche se l&#8217;arte di Palacio Vald\u00e9s rifugge dalle situazioni fosche, drammatiche, e anche dal profondo scavo psicologico, e preferisce mantenersi su d&#8217;un piano di sorridente e bonaria quotidianit\u00e0, smussando gli angoli e arrotondando ogni asprezza, si ha, nondimeno, la netta sensazione che lo scrittore dica volutamente assai meno di quel che avrebbe potuto, e, forse, dovuto dire; che ci abbia messo davanti agli occhi una situazione fortemente ambigua, carica di un erotismo tanto pi\u00f9 teso, quanto pi\u00f9, in apparenza, inconsapevole; e che sia Riccardo, sia, soprattutto, la stessa Marta, non possano essere proprio cos\u00ec ingenui e spensierati come vorrebbero far credere e a se stessi e l&#8217;uno al&#8217;altra. Con il curioso &#8212; e un po&#8217; ingiusto &#8212; risultato che il lettore finisce per sentirsi lui un po&#8217; a disagio, come chi si trovi a passare davanti a una porta socchiusa e veda qualcosa che avrebbe dovuto rimanere segreto, salvo poi supporre che chi si trovava in quella stanza non abbia chiuso l&#8217;uscio a bella posta, per qualche suo particolare motivo, potendo, cos\u00ec, seguitare a far l&#8217;innocente, come se la malizia fosse tutta e soltanto degli altri, che hanno visto.<\/p>\n<p>Ma ecco il momento culminante della gita-rivelazione in riva all&#8217;oceano (da: A. Palacio Val\u00e9s, \u00abMarta e Maria\u00bb; titolo originale: \u00abMarta y Mar\u00eda\u00bb; traduzione dallo spagnolo di Antonio Gasparetti, Milano, Rizzoli, 1958, cap. X, pp. 211-214):<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230; Lo scoglio su cui stavano stendeva anch&#8217;esso la sua ombra sull&#8217;acqua, il cui verde cupo s&#8217;andava trasformando in nero a poco a poco. I ruggiti delle onde si smorzavano e la brezza spirava dolcemente come il pigro respiro di chi sta per addormentarsi. Un silenzio augusto e commovente cominciava a levarsi dal seno delle acque. Nelle caverne dello scoglio Marta non sentiva pi\u00f9 il grido angoscioso che l&#8217;aveva spaventata, e i tuoni e il basso d&#8217;organo s&#8217;erano andati mutando lentamente in un gorgoglio soave e languido.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non dormi?&quot; torn\u00f2 a chiedere Riccardo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;T&#8217;ho gi\u00e0 detto una volta che non mi voglio addormentare&#8230; Sto cos\u00ec bene sveglia!&#8230; Chi non dorme non soffre, ma nemmeno gode&#8230; \u00e8 bello dormire solo quando si sognano cose belle, e io non ne sogno quasi mai&#8230; Ora mi pare di star dormendo e sognando&#8230; Ti vedo in un modo cos\u00ec diverso!&#8230; Sto vedendo il cielo gi\u00f9 e il mare su in alto. Hai la testa che pare bagnata da un vapore azzurro&#8230; Quando la muovi, pare che oscilli tutta la volta del cielo che ci ricopre, e quando parli, pare che la tua voce esca dal profondo del mare&#8230; Non chiuder gli occhi, per amor di Dio, che mi fai soffrire!&#8230; Mi d\u00e0 l&#8217;impressione che tu sia morto e che mi abbia lasciato qua sola. Non vedi come li tengo aperti io? Non ho mai avuto meno voglia di dormire che adesso. Senti: avvicina un po&#8217; il tuo viso al mio. Ti dispiacerebbe tanto se il mare salisse a poco a poco e arrivasse a coprirci?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Riccardo rabbrivid\u00ec lievemente. Volse attorno uno sguardo e not\u00f2 che l&#8217;acqua cominciava a tagliare l&#8217;istmo che univa lo scoglio alla costa,. Gli occhi di Martuccia, quando si volse a guarda darla, brillavano d&#8217;una luce strana e maliziosa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Andiamocene, che siamo quasi circondati dall&#8217;acqua!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Aspetta ancora un po&#8217;&#8230; Ti devo dire una cosa&#8230; E te la voglio dire piano piano perch\u00e9 non la sappia nessuno&#8230; Nessuno tranne te&#8230; Riccardo, sarei tanto felice se il mare salisse ora, tutt&#8217;a un tratto, e ci seppellisse per sempre&#8230; Cos\u00ec staremmo in eterno sotto l&#8217;acqua, in fondo in fondo, tu seduto ed io appoggiata sul tuo grembo, con gli occhi aperti, cos\u00ec&#8230; Allora s\u00ec, che dormirei ogni tanto; e tu veglieresti il mio sonno&#8230; Vero? Le onde ci passerebbero sulla testa e ci verrebbero a raccontare quel che succede nel mondo&#8230; E i pesci bianchi e azzurri che i pescatori prendono con la lenza, verrebbero a visitarci in silenzio e ci lascerebbero passar la mano sulle loro squame d&#8217;argento&#8230; Le alghe s&#8217;aggroviglierebbero ai nostri piedi, a formare morbidi cuscini, e quando il sole spunta noi lo vedemmo attraverso il cristallo dell&#8217;acqua, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 bello; e vedremmo i suoi raggi di mille coloro filtrarvi attraverso e abbagliarci con il loro splendore&#8230; D\u00ec: non ti piacerebbe?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Taci, Martuccia! Stai delirando,&#8230;. Andiamo via, che l&#8217;acqua sale&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Aspetta ancora un momento&#8230; \u00c8 un&#8217;ora che siamo qua e il vento non \u00e8 neppure riuscito a rinfrescarmi le guance&#8230; Me le sento sempre cos\u00ec calde&#8230; Ma non importa&#8230; Sto bene cos\u00ec&#8230; Mi vuoi fare un piacere?&#8230; Alitami sul viso, per vedere se mi passa questo gran caldo&#8230; Cos\u00ec, cos\u00ec&#8230; Come sei caro!&#8230; hanno ragione, quando dicono che sei tanto simpatico&#8230; Hai un carattere un po&#8217; troppo vivace, ma a me piacciono gli uomini dal carattere come il tuo&#8230; Senti: lo sai che ti devo chiedere perdono?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E di che?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dello spavento che t&#8217;ho fatto prendere l&#8217;altro giorno, . Ti ricordi, quando stavamo insieme in giardino, a fare un mazzo di fiori? .. Poi tu volevi farmi una carezza, e io sono stata tanto sciocca da avermene a male e da mettermi a piangere&#8230; Devi esserci rimasto ben male! E chiss\u00e0 come t&#8217;\u00e8 dispiaciuto!&#8230; Sono un sciocca, lo confesso, e non merito che nessuno mi voglia bene&#8230; Eppure, mi devi credere, se ti dico che non ero seccata con te&#8230; Piangevo cos\u00ec&#8230; senza sapere perch\u00e9&#8230; E che motivo avrei avuto, per piangere? &#8230; Tu non volevi certo farmi del male!&#8230; Non volevi far altro che baciarmi le mani; non \u00e8 vero?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nient&#8217;altro, bimba mia&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ebbene, mi piace tanto che tu me le baci, Riccardo&#8230; Prendile&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>E la ragazza sollev\u00f2 in alto le belle mani che si agitarono in aria allegre e candide come due colombelle appena uscite dal nido. Riccardo le baci\u00f2 con effusione pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma questo non mi basta&quot; riprese la ragazza ridendo. &quot;Prima mi baciavi in viso ogni volta che m&#8217;incontravi o quando salutavi per andartene&#8230;. Perch\u00e9 adesso non lo fai pi\u00f9?&#8230; Hai paura di me?&#8230; Io non sono una donna&#8230; Sono ancora una bambina&#8230; Finch\u00e9 non mi mettono i vestiti lunghi hai diritto di baciarmi&#8230; Poi, sar\u00e0 un&#8217;altra cosa&#8230; Su, dammi un bacio sulla fronte&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Il giovane si chin\u00f2 e la baci\u00f2 in fronte.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E adesso dammi un bacio su ciascuna guancia&#8230; Sono ancora calde,non \u00e8 vero?&#8230; E ora voglio che mi baci le trecce&#8230; Aspetta&#8230; Fammele tirar fuori da qua sotto: mi ci sono sdraiata sopra&#8230; A te i capelli neri non piacciono&#8230; lo so benissimo&#8230; Ma sei tanto caro, e bacerai i miei per farmi piacere&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Riccardo andava baciando con tenerezza i punti che Marta gl&#8217;indicava; alla fine si ferm\u00f2 e si mise a giocherellare con le lunghe trecce nere, sferzando lievemente con esse il viso della bomba. Negli occhi di lei luceva ancora quello stesso fuoco malizioso. Riccardo si sent\u00ec un po&#8217; turbato e cerc\u00f2 di distogliere i suoi per guardare il mare; ma lei gli disse sorridendo:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non ti secchi, se ti chiedo di darmene uno qua?&quot; e indic\u00f2 col dito le proprie labbra rosse e umide.<\/em><\/p>\n<p><em>Il volto del giovane marchese si tinse di scarlatto. Rimase un momento incerto, immobile; e poi, chinando il capo, un\u00ec le sue labbra a quelle della ragazza in un lungo bacio&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 che dire, i casi sono due: o il marchese di Pe\u00f1alta se la sta raccontando, oppure no: nel primo caso \u00e8 un perfetto ipocrita, e sta scherzando col fuoco; nel secondo, \u00e8 un uomo che lotta per tenere sotto controllo il ribollimento interiore che quella focosa ragazzina gli sta provocando. Quanto a lei, fra i due, \u00e8, senza dubbio, la pi\u00f9 sveglia, la pi\u00f9 sincera e la pi\u00f9 interessante. Sincera, ma non nel senso che un adulto darebbe a questa parola: sincera come pu\u00f2 esserlo una adolescente che fantastica di morire insieme al suo amato, sommersa dalle acque del mare, ma abbracciata a lui: sincera nel suo desiderio di morte (l&#8217;alta marea continua a salire ed \u00e8 un miracolo se, alla fine, i due non annegano per davvero), proprio perch\u00e9 sente, oscuramente, che il suo amore \u00e8 doppiamente proibito: perch\u00e9 lei \u00e8 troppo acerba e perch\u00e9 lui \u00e8 legato alla sorella maggiore. In questo, s\u00ec, \u00e8 sincera: vorrebbe morire, portando con s\u00e9 la felicit\u00e0 di quegli attimi, di quei baci rubati&#8230; Fantasie morbose da adolescente un po&#8217; precoce? Forse. Ma chi non ridiventa adolescente, quando perde la testa per amore? Succeder\u00e0 anche al serissimo Gustav von Aschenbach, ne \u00abLa morte a Venezia\u00bb&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&quot;Baci rubati&quot; \u00e8 un&#8217;espressione divenuta celebre nel 1968, con l&#8217;uscita, nelle sale cinematografiche del film omonimo di Fran\u00e7ois Truffaut, pietra miliare nell&#8217;evoluzione del personaggio-simbolo di Antoine<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23442","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23442"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23442\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}