{"id":23438,"date":"2009-05-26T11:28:00","date_gmt":"2009-05-26T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/26\/ci-e-stata-offerta-una-bacchetta-magica-per-entrare-nel-mondo-con-stupita-gratitudine\/"},"modified":"2009-05-26T11:28:00","modified_gmt":"2009-05-26T11:28:00","slug":"ci-e-stata-offerta-una-bacchetta-magica-per-entrare-nel-mondo-con-stupita-gratitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/26\/ci-e-stata-offerta-una-bacchetta-magica-per-entrare-nel-mondo-con-stupita-gratitudine\/","title":{"rendered":"Ci \u00e8 stata offerta una bacchetta magica per entrare nel mondo con stupita gratitudine"},"content":{"rendered":"<p>Noi tutti, entrando nel mondo, abbiamo ricevuto in dono una bacchetta magica, grazie alla quale potevamo trasformare in oro tutto ci\u00f2 che toccavamo; ma, di essa, siamo stati fatti gli unici custodi, e abbiamo finito per non credervi pi\u00f9 e a non averne cura. Molti di noi l&#8217;hanno smarrita; alcuni, non si sono neppure resi conto d&#8217;averla avuta in mano.<\/p>\n<p>Quella bacchetta magica non \u00e8 l&#8217;infanzia, ma qualche cosa che si trova dentro l&#8217;infanzia e che, pur esprimendosi con pi\u00f9 forza e profondit\u00e0 in quella et\u00e0 della vita, nondimeno non le appartiene, pi\u00f9 di quanto i cavalloni del mare appartengano alla conchiglia che teniamo posata sul tavolo, come oggetto di bellezza o come fermacarte.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8, allora, la bacchetta magica che abbiamo ricevuto, in una et\u00e0 in cui difficilmente potevamo capire ed apprezzare l&#8217;enormit\u00e0 del dono che ci veniva fatto; anche perch\u00e9, se lo avessimo capito, esso avrebbe perduto irrimediabilmente gran parte del suo impalpabile incanto? La bacchetta magica \u00e8 lo STUPORE, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno.<\/p>\n<p>Il bambino guarda al mondo con infinito stupore: tutto \u00e8, per lui, motivo di rarefatta meraviglia, perch\u00e9 tutto pu\u00f2 divenire possibile. Lo stupore nasce dalla freschezza e conferisce all&#8217;anima il senso dell&#8217;indeterminatezza. Ecco perch\u00e9 l&#8217;adulto non gode mai quanto il bambino, neppure davanti alle cose pi\u00f9 belle: perch\u00e9 l&#8217;adulto le vede comunque come definite, con un principio e una fine, con una superficie o un volume, che non oltrepassano certe dimensioni; mentre il bambino vede le cose come incommensurabili.<\/p>\n<p>Bisognerebbe essere molto cauti nel trarne la conclusione che la fortuna del bambino, dunque, \u00e8 l&#8217;incosapevolezza: perch\u00e9 quella che, per l&#8217;adulto, \u00e8 inconsapevolezza, ossia incapacit\u00e0 di cogliere cause, effetti, relazioni, e soprattutto misure e durata, per il bambino \u00e8 un modo d&#8217;essere in comunione con il mondo; modo d&#8217;essere che si serve di canali diversi da quelli del Logos strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>Nessuno ha il diritto di affermare che il bambino \u00e8 felice, perch\u00e9 non sa come stanno realmente le cose; dal momento che ci\u00f2 presupporrebbe che l&#8217;adulto lo sappia: ma qui, colui che sperimenta e colui che formula le leggi sono il medesimo soggetto, per cui l&#8217;intero procedimento \u00e8 viziato dalla soggettivit\u00e0. Siccome l&#8217;adulto crede di sapere cosa sia il mondo, si permette di giudicare che il bambino non lo sappia (ancora) e, quindi, che il bambino viva in una felice ignoranza, mentre lui vive in una triste verit\u00e0.<\/p>\n<p>Al contrario, nessuno pu\u00f2 sapere davvero cosa sia il mondo; esistono, semmai, tanti modi di interrogarne il mistero, quanti sono gli esseri umani che vivono, che vissero o che vivranno (anzi, perch\u00e9 solo gli esseri umani?; anche questa \u00e8 una presunzione antropocentrica). Ora, a parit\u00e0 di percezioni de mondo, quella del bambino non vale di meno, non \u00e8 meno veritiera, in se stessa, di quella dell&#8217;adulto; \u00e8, semplicemente, diversa. E la diversit\u00e0 consiste, appunto, nella inesauribile capacit\u00e0 di provare stupore di fronte al suo spettacolo.<\/p>\n<p>\u00c8 questo, e soltanto questo, che rende cos\u00ec azzurri i risvegli del bambino, al mattino, dopo che per tutta la notte ha sognato Babbo Natale che gli porter\u00e0 i regali tanto desiderati; o, pi\u00f9 semplicemente, in vista di una nuova giornata, che si presenta come vaga e indefinita, perch\u00e9 suscettibile di tutto il possibile, dunque d&#8217;infinite sorprese e novit\u00e0. Potrebbe capitare qualsiasi cosa, ogni giorno: dalla pi\u00f9 comune alla pi\u00f9 straordinaria; e questo d\u00e0 alla sua vita un profumo delizioso.<\/p>\n<p>Parliamo del bambino normale, naturalmente, e non di quel triste vecchietto di quattro, sei o nove anni, che si trascina con fatica sulle strade del mondo, viziato e annoiato fino al punto di non desiderare pi\u00f9 nulla, scettico fino al punto di non credere pi\u00f9 a nulla, che gli adulti della societ\u00e0 consumista sono riusciti a produrre.<\/p>\n<p>Il campanello d&#8217;allarme c&#8217;era stato, ma noi non abbiamo saputo vederlo. Basta entrare in un grande negozio di giocattoli, per capire che cosa \u00e8 avvenuto: \u00e8 andata persa la bacchetta magica, \u00e8 stato bandito e cancellato lo stupore dall&#8217;orizzonte del bambino. I giocattoli che ingombrano gli scaffali, quasi tutti tecnologici e quasi tutti costosi e prosaici, sono fatti apposta per sostituirsi alla fantasia e alla creativit\u00e0 del bambino, ossia per spossessarlo della cosa pi\u00f9 importante del gioco. A quel punto, il bambino imparer\u00e0 a giocare a dei giochi che non sono giochi, a giocare senza pi\u00f9 fantasia, senza pi\u00f9 stupore; peggio: a far giocare i suoi giocattoli, come un rito da assolvere in onore di una divinit\u00e0 superiore, esigente e implacabile. Giuocher\u00e0 senza gioia e senza bellezza, imparando la stanca filosofia che il giuoco \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 profana come qualsiasi altra, e non la porta meravigliosa che immette nel regno incantato di un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>Dunque, la bacchetta magica \u00e8 lo stupore: e non \u00e8 detto che la si debba smarrire con la fine dell&#8217;infanzia. Ci \u00e8 stata data in custodia insieme all&#8217;infanzia, ma nessuno ci ha ordinato di disfarcene, a un certo punto, per celebrare la solennit\u00e0 del passaggio all&#8217;et\u00e0 adulta. Se l&#8217;abbiamo smarrita, la colpa \u00e8 solo nostra: non del fatto che l&#8217;infanzia sia finita &#8211; sia che riteniamo quella fine come un passaggio di cui andare fieri, sia che la guardiamo con infinita nostalgia, come il congedo dalla parte migliore di noi stessi.<\/p>\n<p>Ora, da che cosa nasce il sentimento dello stupore? Non certo dalla meraviglia, di cui \u00e8, piuttosto, la manifestazione e l&#8217;effetto; ma, semmai, di qualche cosa che ha a che fare con il sentimento della gratitudine. Gratitudine inconsapevole e indeterminata, sia ben chiaro; e, tuttavia, gratitudine, come per un dono ricevuto gratuitamente, senza averlo domandato e senza essersene ritenuti meritevoli: e nondimeno, di un dono che risponde a un&#8217;esigenza profonda ed essenziale.<\/p>\n<p>N\u00e9 si dica che la gratitudine deve essere consapevole, o non sarebbe tale: perch\u00e9 esiste anche una gratitudine istintiva e irriflessa, tanto valida e radicale, quanto lo \u00e8 quella razionale, che nasce da un ragionamento ben preciso e da una valutazione obiettiva, spassionata dei fatti. Vi sono ragioni del cuore, che la mente non conosce e delle quali nemmeno sospetta l&#8217;esistenza; e vi sono gratitudini profonde, che non scaturiscono da una mente raziocinante e calcolante, ma dall&#8217;assenso istintivo e immediato alla vita.<\/p>\n<p>Il bambino aderisce alla vita con tutto se stesso, non distingue fra s\u00e9 e la vita e, quindi, non si chiede per quale ragione dovrebbe essere grato alla vita, o per quale ragione la dovrebbe odiare e maledire: lui e la vita sono una cosa sola. E in questo atteggiamento, in questa disposizione dell&#8217;animo, in questo modo di essere, consiste la gratitudine profonda e irriflessa, di cui abbiamo detto. Pu\u00f2 darsi che somigli alla gratitudine dell&#8217;animale o della pianta, i quali &#8211; senza dubbio &#8211; godono di essere al mondo e riflettono istintivamente la gioia di esserci, in ogni singolo atto della loro vita. Non \u00e8 un paragone da cui l&#8217;essere umano debba sentirsi sminuito; al contrario: \u00e8 la conferma del profondo legame che lo lega a tutti gli altri viventi.<\/p>\n<p>Pure, ad un certo punto, quella gioia istintiva che nasce dallo stupore, quella gratitudine alla vita che scaturisce dal puro e semplice fatto di esserci, si appanna e dilegua rapidamente. Poich\u00e9 ci\u00f2 avviene, nella maggior parte dei casi, con la fine dell&#8217;infanzia e con il sopraggiungere dell&#8217;et\u00e0 adulta, si tende a istituire un nesso causale tra le due cose, e a considerare la perdita dello stupore e della gioia come l&#8217;inevitabile conseguenza della crescita. Ma, cos\u00ec facendo, si confondono gli effetti con le cause.<\/p>\n<p>Se lo stupore nasce dalla gratitudine esistenziale, e se quest&#8217;ultima \u00e8 un prodotto dell&#8217;assenso alla vita, allora \u00e8 chiaro che tanto lo stupore, quanto la gratitudine, cominciano a dileguare allorch\u00e9 l&#8217;anima smarrisce le ragioni del proprio assenso, immediato e radicale, al progetto esistenziale di cui essa fa parte, insieme a tutti gli altri viventi. \u00c8 colpa della ragione, allora, come pensava &#8211; a un certo punto &#8211; Leopardi, la quale distruggerebbe le beate illusioni dell&#8217;infanzia?<\/p>\n<p>Niente affatto: anche perch\u00e9 il \u00abs\u00ec\u00bb alla vita, istintivo e gioioso, non \u00e8 affatto illusione, ma il modo d&#8217;essere di tutto ci\u00f2 che vive; e la ragione non potrebbe incrinarne le basi, se non si fosse gi\u00e0 alienata e separata dalla vita.<\/p>\n<p>Ma come avviene che la ragione, a un dato momento, scopre in s\u00e9 la capacit\u00e0 di guardarsi come cosa estranea al processo vitale, e arriva a domandarsi se sia bene o male il fatto di esistere? La ragione, dunque, non ci \u00e8 stata data come strumento di maggiore perfezionamento dell&#8217;anima, come mezzo per aumentare l&#8217;armonia che la lega al mondo; ma come pietra d&#8217;inciampo e come causa di scandalo e di disincanto?<\/p>\n<p>Queste domande ci conducono alle soglie del mistero dei misteri: quello della libert\u00e0 del volere. La pianta o l&#8217;animale non conoscono la domanda di senso (almeno per quel che ne sappiamo: che, in verit\u00e0, non \u00e8 molto), per cui la loro armonia col creato \u00e8 immediata e istintiva. Nell&#8217;essere umano, invece, la domanda di senso si configura come l&#8217;elemento decisivo della sua specificit\u00e0, alla quale non potrebbe sottrarsi, senza tradire la propria natura.<\/p>\n<p>Eppure, anche qui, bisogna fare attenzione. Non \u00e8 la domanda di senso la \u00abresponsabile\u00bb del dualismo fra l&#8217;anima e il mondo, da cui nascono disincanto e delusione; bens\u00ec il modo in cui l&#8217;essere umano la pone alla propria coscienza. Se la pone con \u00abhybris\u00bb, con dismisura ed arroganza (come l&#8217;Ulisse dantesco), trover\u00e0 in essa la propria condanna, perder\u00e0 le ali e precipiter\u00e0 in basso, trascinandosi a fatica per le vie del mondo, straziato dai rimorsi e dai rimpianti. Se, al contrario, la pone con umilt\u00e0 e con infinita apertura all&#8217;Essere, da cui \u00e8 stata tratta all&#8217;esistenza e alla consapevolezza, potr\u00e0 trovare in essa l&#8217;appagamento e la gioia.<\/p>\n<p>La domanda di senso non \u00e8 straziante in se stessa, checch\u00e9 ne abbia detto e pensato Leopardi (fra l&#8217;altro, nel \u00abCanto notturno di un pastore errante dell&#8217;Asia\u00bb); lo \u00e8 solo quando essa divine simile a una ruota che gira vanamente su se stessa, irretita dal miraggio dell&#8217;autosufficienza, ossia della separazione. L&#8217;anima separata da se stessa e dal mondo, l&#8217;anima separata dall&#8217;Essere, \u00e8 alienata e infelice, dunque rabbiosa e distruttiva; l&#8217;anima coesa e pacificata con s\u00e9, con il mondo e con l&#8217;Essere, si rasserena e ritrova, potenziate anzich\u00e9 diminuite, tutte le ragioni iniziali &#8211; ossia istintive e immediate, proprie dell&#8217;infanzia &#8211; del \u00abs\u00ec\u00bb alla vita, del \u00abs\u00ec\u00bb all&#8217;esserci.<\/p>\n<p>Noi siamo \u00abesseri-per-la-morte\u00bb, come affermava Heidegger, solo se ci distacchiamo dall&#8217;Essere, cos\u00ec come il tralcio che si stacca dalla vite non serve pi\u00f9 a nulla, e &#8211; come \u00e8 scritto nel Vangelo &#8211; viene gettato a bruciare nel fuoco.<\/p>\n<p>Questo, dunque, \u00e8 l&#8217;arcano: saper tenere insieme le ragioni della gratitudine, dello stupore, del grande \u00abs\u00ec\u00bb esistenziale, con quelle della libert\u00e0, ossia della scelta consapevole del bene che \u00e8 &#8211; per noi, come per ogni altro vivente &#8211; l&#8217;adesione totale e incondizionata al progetto complessivo dell&#8217;Essere, di cui siamo parte.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 bene, per l&#8217;anima, se non nel ritorno alle sorgenti dell&#8217;Essere. Tutte le filosofie e tutti i comportamenti che conducono in questa direzione sono, di per se stessi, buoni; tutte le filosofie e tutti i comportamenti che vanno verso la pretesa dell&#8217;autosufficienza, e dunque della separazione, sono alienanti, cio\u00e8 cattivi. Cattive filosofie e cattivi esempi quotidiani ci hanno traviati al punto da farci smarrire questa semplice verit\u00e0.<\/p>\n<p>La bacchetta magica, dunque, \u00e8 ancora nostra, se noi vogliamo veramente farne buon uso. Il bambino ne fa un buon uso istintivo, se il suo modo d&#8217;essere non viene pervertito dalle circostanze esterne. L&#8217;adulto pu\u00f2 farne buon uso, se si ricollega consapevolmente a quello stupore ed a quella gratitudine, da cui scaturisce il \u00abs\u00ec\u00bb iniziale.<\/p>\n<p>Tutte le cose, per il solo fatto di esistere, hanno detto \u00abs\u00ec\u00bb. L&#8217;Essere, infatti, le ha chiamate all&#8217;esistenza, non glie l&#8217;ha imposta con tirannica violenza.<\/p>\n<p>Solamente l&#8217;uomo adulto, facendosi tiranno di se stesso, ha la possibilit\u00e0 di spezzare il legame benevolo e necessario che esiste tra s\u00e9 e la propria anima, tra s\u00e9 e il mondo, tra s\u00e9 e l&#8217;Essere, introducendo e diffondendo un elemento di disordine e di disgregazione.<\/p>\n<p>Eppure l&#8217;incanto del mondo, l&#8217;incanto della vita, \u00e8 ancora l\u00ec, davanti a lui, come lo era quando egli aveva pochi anni, e guardava ogni cosa con infinito stupore e con illimitata gratitudine.<\/p>\n<p>Dipende unicamente da una sua decisione tornare a quelle sorgenti, e da nessun altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi tutti, entrando nel mondo, abbiamo ricevuto in dono una bacchetta magica, grazie alla quale potevamo trasformare in oro tutto ci\u00f2 che toccavamo; ma, di essa,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23438","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23438","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23438"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23438\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}