{"id":23437,"date":"2006-12-24T06:45:00","date_gmt":"2006-12-24T06:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/12\/24\/babaji-e-il-mistero-dei-maestri-immortali-dellhimalaya\/"},"modified":"2006-12-24T06:45:00","modified_gmt":"2006-12-24T06:45:00","slug":"babaji-e-il-mistero-dei-maestri-immortali-dellhimalaya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/12\/24\/babaji-e-il-mistero-dei-maestri-immortali-dellhimalaya\/","title":{"rendered":"Babaji e il mistero dei maestri immortali dell&#8217;Himalaya"},"content":{"rendered":"<p>Da tempi immemorabili le popolazioni indiane e nepalesi che vivono nelle solitarie vallate pre-himalayane parlano di santi uomini che vivono ad alta quota, in perfetta solitudine, dediti alla meditazione e alla preghiera. Non hanno fuoco per scaldarsi nelle gelide notti, anzi sono soliti fare il bagno nelle acque freddissime del sacro Gange, vicino alle sorgenti. Non hanno neanche scorte di cibo, e loro unico riparo sono anfratti e grotte naturali. Pochi li hanno visti, sebbene molti ne parlino; pellegrini diretti alle sorgenti del sacro fiumi, contadini e pastori, di tanto in tanto, ne danno notizia.<\/p>\n<p>Quello che pi\u00f9 colpisce, in tali venerabili eremiti, \u00e8 l&#8217;estremo vigore fisico, la giovinezza senza et\u00e0, talvolta una sorta di alone luminoso che sembra risplendere loro sulla fronte e che pare emani dal loro capo; e la bruciante intensit\u00e0 dello sguardo. Spesso sono poco vestiti, eppure paiono sopportare il rigido clima montano con particolare naturalezza; si dice che possano asciugare una tunica bagnata nell&#8217;acqua fredda in pochi minuti, semplicemente indossandola, col calore che si sprigiona dal loro corpo.<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 stupefacente e, per una mente occidentale, pi\u00f9 difficile da credere \u00e8 che a questi santoni (che, a parere di alcuni, potrebbero anche essere diverse manifestazioni di un&#8217;unica persona) viene attribuita un&#8217;et\u00e0 molto, ma molto pi\u00f9 avanzata di quella che dimostrano; anzi, molto pi\u00f9 avanzata di quella di un comune essere umano. Si parla di cento anni, ma anche pi\u00f9; si sussurra che alcuni di essi sono stati visti a intervalli di decenni, perfino di secoli, e sempre col medesimo aspetto vigoroso e giovanile. Il pensiero corre ai &quot;santi immortali&quot; del taoismo o, nel caso delle culture europee, agli artefici vittoriosi della &quot;Grande Opera&quot; alchemica, al conte di Saint-Germain e, in pieno XX secolo, al mitico Fulcanelli, l&#8217;elusivo autore di opere come <em>Le dimore filosofali<\/em> e <em>Il mistero delle cattedrali.<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; verosimile che, in accordo con gli insegnamenti dello Yoga, alcuni abbiano raggiunto lo stadio di <em>siddha<\/em>, essere perfetto; altri di <em>jivanmukta<\/em>, liberato mentre vive; altri ancora, forse, lo stadio supremo di <em>paranmukta<\/em>, supremamente libero, anche dalla morte: che \u00e8 l&#8217;ultimo stadio trans-umano, prima di giungere alla suprema liberazione dell&#8217;<em>avatar<\/em>, dotato di un corpo di luce e ormai pienamente liberato da ogni vincolo della natura, compresi lo spazio e il tempo.<\/p>\n<p>Davanti a tali possibilit\u00e0, inevitabilmente il pensiero analitico-razionale dell&#8217;emisfero sinistro si domanda: &quot;Possono succedere simili cose?&quot;. Se lo \u00e8 chiesto anche il bravo Tiziano Terzani che, nella sua ultima intervista, ha parlato di uno sciamano siberiano di trecento anni, capace, si diceva, di curare qualunque malattia; salvo poi verificare che era solo una leggenda, &quot;perch\u00e9 &#8212; sue testuali parole &#8212; nessun uomo pu\u00f2 vivere fino a trecento anni.&quot; E se lo \u00e8 chiesto anche quella strana figura di studioso del taoismo che \u00e8 stato il francese Puget, ex militare nell&#8217;Indocina del primo Novecento, autore del suggestivo saggio <em>L&#8217;immortalit\u00e0 fisica.<\/em><\/p>\n<p>Ma il problema, crediamo, posto in questi termini, risulta difficilmente comprensibile. Infatti, non si pu\u00f2 comprendere un fenomeno di tale natura con le categorie mentali proprie della ragione strumentale e calcolante.Giustamente Mircea Eliade, il grande storico delle religioni (per fare solo un esempio), quando descriveva il &quot;volo&quot; dello sciamano nella sua opera fondamentale <em>Lo sciamanismo e le tecniche dell&#8217;estasi<\/em>, si rifiutava di entrare nel merito se il volo fosse da intendersi esclusivamente in senso mistico e psichico o anche in senso fisico-materiale. E la stessa attitudine assumono gli studiosi dello sciamanismo presso i popoli indiani delle due Americhe. Chiedersi se sia solo la mente a &quot;volare&quot;, magari con l&#8217;aiuto di sostanze allucinogene o, comunque, di stati alterati di coscienza(e ci\u00f2 vale anche per i dervisci ruotanti, nella tradizione sufi dell&#8217;Islam) oppure se ci\u00f2 avvenga anche con il corpo, significa ricadere in quello sdoppiamento artificiale di <em>res cogitans<\/em> e <em>res extensa<\/em> di cartesiana memoria, che mutilando l&#8217;essenziale unit\u00e0 dell&#8217;Essere, tanto male ha recatoalla filosofia occidentale negli ultimi quattro secoli.<\/p>\n<p>Il concetto fondamentale che bisogna adottare, infatti, \u00e8 a nostro avviso che non esiste alcun &quot;occhio esterno&quot; capace di operare una tale distinzione perch\u00e9, se esistesse, esso non potrebbe vedere se non ci\u00f2 che l&#8217;occhio fisico (ma non l&#8217;occhio spirituale) \u00e8 abituato a vedere, misurare e calcolare. Una tale visione distaccata, oggettiva e, per cos\u00ec dire, neutrale non esiste n\u00e9 potrebbe esistere: la ragione strumentale non d\u00e0 che ragione strumentale, <em>tertium non datur.<\/em> Ben lo sanno anche i mistici e i veggenti della tradizione occidentale, sottoposti di tanto in tanto a minuziose indagini allo scopo di smascherarne le &quot;frodi&quot;. Esistevano le &quot;voci&quot; di santa Giovanna d&#8217;Arco, <em>fuori del suo orecchio interiore<\/em>? Il diavolo veniva realmente, cio\u00e8 <em>come un&#8217;entit\u00e0 esterna e oggettiva<\/em>, a turbare le notti del curato d&#8217;Ars? Vedeva o udiva la Signora splendente di luce, <em>fuori della sua psiche in stato di estasi<\/em>, la giovane Bernadette Soubirous?<\/p>\n<p>Ma torniamo agli antichissimi santi anacoreti dell&#8217;Himalaya. E cominciamo col puntualizzare che quei monti non sono, per i popoli che da millenni ne abitano le pendici &#8212; sia induisti, che buddhisti &#8212; una serie di pieghe tettoniche della crosta terrestre, prodotte dallo scontro della zolla indiana con la zolla euro-asiatica (come dicono i nostri sapienti geologi); n\u00e9, tanto meno, la magnifica palestra naturale per la smania di gloria e di conquista delle spedizioni alpinistiche occidentali (e, oggi, anche indiane, cinesi e giapponesi) che hanno disseminato di croci i loro fianchi dirupati e che hanno portato fin sopra gli ottomila metri di quota, insieme ai chiodi a pressione piantati nella roccia, alle bombole di ossigeno e a migliaia di tonnellate di rifiuti abbandonati, tutta la loro avidit\u00e0 di conquista e di possesso, la loro vanit\u00e0 narcisistica di primeggiare, il loro sfrenato spirito di competizione, le loro spietate rivalit\u00e0 e inimicizie (al punto di danneggiarsi l&#8217;un&#8217;altra con incoscienza criminale, per esempio provocando valanghe per ritardare l&#8217;avanzata dei rivali).<\/p>\n<p>No: per le popolazioni locali, quei monti sono, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, la dimora degli d\u00e8i. Non basta: sono esseri viventi essi medesimi, sono a lor volta delle potenti divinit\u00e0 che possono rivelarsi benevole o malevole, a seconda della purezza di spirito, dell&#8217;umilt\u00e0 o dell&#8217;arroganza degli occasionali viandanti e pellegrini. Chi sale le loro pendici \u00e8 indotto a farlo con profonda consapevolezza della propria fragilit\u00e0, con profonda gratitudine verso una natura viva e animata, dunque con profonda sensibilit\u00e0 &quot;ecologica&quot;, avanzando con passo leggero e rispettoso, evitando ogni inutile rumore e ogni sacrilega sporcizia lungo il proprio cammino.<\/p>\n<p>Superstizioni, leggende, miti di un&#8217;umanit\u00e0 &quot;bambina&quot;? Eppure non sono stati pochi gli occidentali che, dismesso l&#8217;usato orgoglio e l&#8217;abituale supponenza eurocentrica, hanno potuto esperire una tale dimensione spirituale nel rapporto con i monti himalayani; e non solo studisoi e viaggiatori colti, come la francese Alexandra David-Neel, ma anche alpinisti &quot;sportivi&quot; puri, come il tedesco Kurt Diemberger, che ne ha parlato in alcune sue pagine famose.<\/p>\n<p>In un tale contesto, si capisce che il santo immortale dell&#8217;Himalaya \u00e8 una creatura d&#8217;eccezione, che ha saputo recidere per sempre ogni legame karmico e che, abbandonandosi con perfetta lucidit\u00e0 e con perfetta fede nell&#8217;abisso dell&#8217;assoluto, ha superato vittoriosamente gli angusti (e illusori) confini tra lo spirito e la materia, entro i quali, invece, la massa degli uomini quotidianamente si dibatte, simile a ranocchie immerse in uno stagno fangoso, e che scambiano la propria minuscola pozza per l&#8217;universo infinito. Nel celebre libro <em>Autobiografia di uno Yogi,<\/em> Paramahansa Yogananda parla di un santo venerato, Babaij, capace di portare grandi benefici a coloro che lo invochino e perfino a coloro che ne pronunzino soltanto il nome. Babaij vive da secoli nei recessi pi\u00f9 alti delle vallate himalayane, immerso in preghiera e legato alla vita terrena unicamente dal desiderio compassionevole di portare benefici all&#8217;umanit\u00e0 ignorante e sofferente, immersa in questo nero Kali Yuga.<\/p>\n<p>Di tanto in tanto si parla di avvistamenti, di incontri, di sconvolgenti esperienze di uomini comuni (ma dallo spirito puro e devoto) con questo essere straordinario che, per usare l&#8217;espressione di Sri Aurobindo, ha saputo varcare i limiti della condizione umana e ha raggiunto, mediante l&#8217;illuminazione, quella natura sovrumana che \u00e8 frutto del Risveglio; anzi quella natura pi\u00f9 che divina, se \u00e8 vero che gli d\u00e8i, nella concezione del Buddha, vivono beati per innumerevoli millenni, ma infine anch&#8217;essi muoiono perch\u00e9 anch&#8217;essi appartengono all&#8217;impermanenza dell&#8217;illusorio mondo fenomenico.<\/p>\n<p>Hariakhan Baba Maharaj \u00e8 stato visto da testimoni fra il 1800 e il 1900. Parlava una mescolanza di nepalese, hindi e kurmachal,ma era anche in grado di esprimersi nella parlata del suo interlocutore, da qualunque parte dell&#8217;India questi provenisse. Nessuno sapeva di dove fosse giunto, ove fosse nato e quando. Possedeva tutti i <em>siddhas<\/em> (poteri) di cui parla il terzo libro degli <em>Yogasutra<\/em> di Patanjali: capacit\u00e0 di rendere il proprio corpo grandissimo o piccolissimo, levitazione, invisibilit\u00e0, forza sovrumana, telepatia, chiaroveggenza. Era in grado di compiere miracoli; ma, soprattutto, esercitava un particolare fascino, emanava una particolare energia cui era praticamente impossibile resistere.<\/p>\n<p>Fu visto in diversi luoghi dell&#8217;India settentrionale fra il 1961 e il 1924; nelle diverse occasioni era segnalato con nomi diversi, ma divenne chiaro che si trattava della stessa persona allorch\u00e8 un certo Mahendra Brahmachari ebbe una visione nel 1949. Dopo tale evento, quest&#8217;ultimo ebbe una intensa conversione spirituale e dedic\u00f2 i successivi trentacinque anni della sua vita a viaggiare attraverso l&#8217;India, raccogliendo ogni testimonianza riguardo a Babaji, di cui era diventato fervente seguace. Ne risult\u00f2 un libro di testimonianze, intitolato <em>Punya Smriti<\/em>, adoperando il nome fittizio di Guru Charnasrit.<\/p>\n<p>Un altro libro dedicato alla figura di Babaji, intitolato <em>Hariakhan Baba, known, unknown<\/em> (&quot;conosciuto, sconosciuto&quot;), di Baba Hari Dass, \u00e8 stato pubblicato nel 1975 negli Stati Uniti d&#8217;America, a cura della Sri Rama Foundation. Altre notizie su questo straordinario personaggio, e specialmente sulla esperienza mistica e devozionale di un certo Gumani, che divenne suo discepolo, nonch\u00e9 su un curioso episodio avvenuto nel 1914, quando il ministro dell&#8217;educazione, Pandit Iwala Datt di Almora voleva far punire Babaji (non riconosciuto come tale) per avergli sorriso, cosa che parve al ministro una mancanza di rispetto, metre poi si vide che quel sorriso nasceva da un reale episodio di chiaroveggenza che lasci\u00f2 tutti senza parole, si possono trovare su Internet. Vi sono perfino due fotografie che lo ritraggono seduto in meditazione, nella posizione del loto, e che sarebbero state scattate da un certo Sorabij, che poi, al momento di svilupparle, con sua enorme sorpresa, mostrarono due diversi aspetti del personaggio, bench\u00e9 fossero state scattate l&#8217;una dopo l&#8217;altra: nella prima Babaji indossa una tunica e un copricapo tibetano, nell&#8217;altra solo un succinto pezzo di stoffa intorno ai fianchi.<\/p>\n<p>Ricordiamo, infine, che uno dei pi\u00f9 famopsi discepoli di Babaji \u00e8 stato Lahiri Mahasaya, nato nel 1828, che lo incontr\u00f2 nel 1861 e che ricevette dal Maestro il dono della conoscenza delle sue vite anteriori, e che ebbe l&#8217;immenso privilegio di permanere nello stato del <em>samadhi<\/em>, in cui l&#8217;individuo si immerge nel grande flusso della Coscienza Cosmica, per ben sette giorni conscutivi, ricevendo poi la missione di diffondere l&#8217;insegnamento dello Yoga nelle regioni periferiche dell&#8217;India.<\/p>\n<p>Dopo un lungio periodo di discepolato in solitudine, Lahiri Mahasaya torn\u00f2 a vivere nel mondo, riprendendo contatto con la sua famiglia e tornando a svolgere il suo lavoro, esempio radioso di un grande illuminato che non volge le spalle all&#8217;umanit\u00e0, ma rimane in mezzo ad essa per guidarla e incoraggiarla con il proprio esempio. Il suo discepolo diretto, Sri Priya Yukteswar, \u00e8 stato a sua volta il maestro di Paramahansa Yogananda e gli ha trasmesso, come ben sanno i lettori di quest&#8217;ultimo, quell&#8217;interesse e quell&#8217;amore per le affinit\u00e0 tra Cristianesimo e Induismo, viste come molto pi\u00f9 forti degli elementi di diversit\u00e0 (spesso solo apparente). Yogananda, partendo dalla California, ha dispiegato a sua volta un&#8217;intensa opera di predicazione in Occidente, facendosi conoscere da un pubblico vastissimo.<\/p>\n<p>Qualcuno, sentendo parlare di un maestro che vive nascosto, alle pendixci dell&#8217;Himalaya, da almeno un secolo e mezzo, scuoter\u00e0 la testa e penser\u00e0 che molti esseri umani vogliono ancora credere alle favole in questa nostra epoca di vertiginoso progresso (?) scientifico-tecnologico.<\/p>\n<p>Forse, chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Del resto, sarebbe inutile discutere con un tale scettico: per la mentalit\u00e0 scientista e materialista oggi dominante, tutto ci\u00f2 che non \u00e8 spiegabile, misurabile e &#8211;possibilmente &#8212; riproducibile in laboratorio, \u00e8 solo frode o ignoranza. Se fosse per i nostri Soloni alla Piero Angela, qualche tipo di C.I.C.A.P. (Centro Italiano di Controllo per le Affermazioni sul Paranormale) internazionale dovrebbe organizzare quanto prima una spedizione alle falde dell&#8217;Himalaya per sfatare la &quot;leggenda&quot; di Babaji (cos\u00ec come, in Occidente &#8212; sia detto fra parentesi &#8212; molti credono di aver sfatato per sempre la &quot;leggenda&quot; dello Yeti). Lasciamoli alle loro tetragone certezze, ai loro tristi dogmi. Essi sono culturalmente cos\u00ec attardati, da non sapere che la stessa scienza pi\u00f9 avanzata, in particolar modo la fisica delle particelle sub-atomiche, \u00e8 pronta a riconoscere la possibilit\u00e0 di tutta una serie di fenomeni ritenuti &quot;impossibili&quot; dalla fisica classica (vedi, ad esempio, il libro di Ugo Plez).<\/p>\n<p>Ma \u00e8 certo che anche la scienza pi\u00f9 avanzata pu\u00f2 solo distruggere certe nostre positivistiche presunzioni: per accedere alle verit\u00e0 superiori \u00e8 comunque necessario un &quot;salto spitituale che, dall&#8217;esterno (cio\u00e8, oggettivamente) non pu\u00f2 essere n\u00e9 descritto, n\u00e9 compreso. E tuttavia rimane sempre attuale l&#8217;osservazione di Shakespeare, nell&#8217;atto primo dell&#8217;<em>Amleto<\/em>: &quot;Vi sono pi\u00f9 cose fra terra e cielo, di quante tutta la vostra filosofia riesca solo ad immaginare. E soltanto l&#8217;occhio interiore, allenato dalla meditazione e illuminato dalla Conoscenza, pu\u00f2 incominciare a vederle, udirle, accettarle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempi immemorabili le popolazioni indiane e nepalesi che vivono nelle solitarie vallate pre-himalayane parlano di santi uomini che vivono ad alta quota, in perfetta solitudine,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[92],"class_list":["post-23437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}