{"id":23433,"date":"2010-09-25T12:41:00","date_gmt":"2010-09-25T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/25\/avventura\/"},"modified":"2010-09-25T12:41:00","modified_gmt":"2010-09-25T12:41:00","slug":"avventura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/25\/avventura\/","title":{"rendered":"Avventura"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 bisogno di avventura.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 bambino che non si sia immedesimato in Sandokan, Buffalo Bill o Michele Strogoff; o, per venire agli eroi pi\u00f9 recenti del cinema e dei fumetti (talvolta decisamente discutibili: ma questo \u00e8 un altro discorso), in Mazinga, Harry Potter o, nel caso delle bambine, in Pochaontas o in Anastasia Romanov.<\/p>\n<p>E non c&#8217;\u00e8 adulto che, leggendo i fumetti di Tex Willer o guardando i telefilm di Star Trek, non si sia lasciato coinvolgere fino al punto di identificarsi, inconsciamente, nei suoi eroi preferiti, siano essi dei pistoleri e giustizieri del selvaggio West di fine Ottocento, oppure degli audaci astronauti di un futuro pi\u00f9 o meno remoto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che il bisogno di avventura fa parte della natura umana. Lo riconosciamo, esplicito, nei giochi del bambino, nei suoi sogni, nei suoi passatempi; lo ritroviamo, magari abilmente mascherato, nel bel mezzo dell&#8217;et\u00e0 adulta: segno (direbbe il Pascoli) che il fanciullino che esiste in ogni individuo, \u00e8 ben vivo e vegeto a qualunque et\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;avventura, nell&#8217;accezione comune, \u00e8 quella che si esplica sul piano fisico e, possibilmente, anche geografico: giungle equatoriali pullulanti di coccodrilli e infestate da nugoli di insetti, distese ghiacciate dai riflessi d&#8217;alabastro che accendono le montagne ed i fiordi, al tramonto, di tonalit\u00e0 dalla struggente malinconia: tale \u00e8 lo scenario ideale che ciascuno vorrebbe.<\/p>\n<p>E infatti, sia nella sua versione pi\u00f9 &quot;popolare&quot;, alla Kipling, alla Jack London o alla Coloane, sia in quella pi\u00f9 raffinata e &quot;colta&quot;, alla Conrad, alla Malraux ed alla Prokorsch, la letteratura moderna testimonia questo eterno bisogno dell&#8217;animo umano; per non parlare di quella medievale, ad esempio con Chr\u00e9tien de Troyes, ma anche con \u00abIl Milione\u00bb di Marco Polo, e di quella antica, con le peripezie di Ulisse o con quelle degli Argonauti alla ricerca del Vello d&#8217;Oro.<\/p>\n<p>Si sogna l&#8217;avventura, dunque; e, se non basta quella dei luoghi, del clima, delle bestie feroci, anche quella provocata dalle insidie degli uomini; ma sempre, possibilmente, in uno scenario esotico e selvaggio: come ne \u00abL&#8217;isola del tesoro\u00bb di Stevenson o nei romanzi di Salgari e Verne. L&#8217;avventura ideale, infatti, \u00e8 un misto di sfida alla natura, al destino, ai malintenzionati e, naturalmente, all&#8217;amore: perch\u00e9, diciamo il vero, non c&#8217;\u00e8 avventura che si rispetti, dalla quale sia del tutto escluso l&#8217;orizzonte sentimentale.<\/p>\n<p>Con le debite eccezioni, certo, quali \u00abGordon Pym\u00bb e \u00abViaggio al centro della Terra\u00bb; e aggiungiamoci pure \u00abUn mondo perduto\u00bb di Conan Doyle, capostipite di tutte le odierne variazioni sul tema di \u00abJurassik Park\u00bb. L&#8217;avventura per eccellenza, infatti, \u00e8 quella che culmina nella rivelazione dell&#8217;amore; e ben lo sapeva uno scrittore che di temi avventurosi se ne intendeva parecchio, come Rider Haggard, il cui romanzo pi\u00f9 significativo \u00e8, appunto, \u00abLei\u00bb: prototipo di tutte le Antinea e di tutte le sovrane di regni misteriosi e dimenticati.<\/p>\n<p>Ma come immaginare che il cuore di un Sandokan non batta per la Perla di Labuan, o che quello di Martin Eden non frema per un paio di begli occhi femminili; anche se quello sguardo, almeno nel secondo caso, si riveler\u00e0 l&#8217;inizio dell&#8217;autodistruzione?<\/p>\n<p>Del resto, correre l&#8217;avventura vuol dire giocare consapevolmente con la possibilit\u00e0 della propria distruzione; significa mettersi interamente in gioco, o la va o la spacca: da una parte una vita grigia e noiosa, fatta di desolanti sicurezze e di intollerabili punti fermi; dall&#8217;altra, un buttarsi allo sbaraglio nell&#8217;ignoto, senza certezze, senza punti d&#8217;appoggio, interamente soli con le proprie forze, con la propria intelligenza, con la propria capacit\u00e0 d&#8217;improvvisazione.<\/p>\n<p>Intendiamoci: l&#8217;avventura, nel senso pi\u00f9 vero e profondo del termine, non \u00e8 mai un mezzo, ma sempre fine a se stessa. Chi affronta l&#8217;avventura per raggiungere il denaro e il successo, o mente a se stesso o non sta cercando affatto l&#8217;avventura, la sta subendo come un passaggio obbligato, come un male inevitabile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 credibile che i &quot;conquistadores&quot; affrontassero inenarrabili fatiche e angosciose solitudini solamente per impadronirsi dei tesori dell&#8217;Eldorado; l&#8217;Eldorado, in realt\u00e0, era solo un pretesto. In fondo alla loro anima, in fondo all&#8217;anima di un Fitzcarraldo (pensiamo al film di Werner Herzog, ma anche a tanti reali personaggi storici di quella natura e di quella tempra), essi erano rabbiosamente assetati di ben altro&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;avventura, dunque, come esigenza dell&#8217;anima; come esigenza non solo di tipo materiale, ma anche e soprattutto come esigenza profonda, metafisica. Anche l&#8217;avventura sentimentale, parte quasi sempre irrinunciabile del pi\u00f9 vasto contenitore denominato &quot;avventura&quot;, \u00e8 una spia di tale esigenza radicale, che travalica la dimensione puramente materiale.<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati al punto.<\/p>\n<p>La vera avventura \u00e8 sempre, in ultima analisi, avventura dell&#8217;anima: dunque, avventura interiore e non esteriore.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 imbarcare per i mari della Malesia e magari farlo a bordo di un veliero, come ai tempi di Sandokan, e tuttavia possedere un&#8217;anima spenta e incapace di sognare l&#8217;avventura, di gustarla, di meritarla; perfino di riconoscerla, quando essa si presenta. Viceversa, si pu\u00f2 rimanere confinati per l&#8217;intera vita dentro le mura di casa, come scelse &#8211; volontariamente &#8212; un gigante dello spirito quale Aurobindo, eppure vivere sino in fondo la pi\u00f9 straordinaria di tutte le avventure: quella dell&#8217;incontro dell&#8217;anima con la luce divina.<\/p>\n<p>Le avventure dell&#8217;anima sono sublimi e offrono molto pi\u00f9 di quanto potrebbe mai fare qualunque avventura di tipo puramente materiale, sia in termini di bellezza e di emozioni, sia &#8211; soprattutto &#8211; in termini di arricchimento e di crescita spirituale. Non sono per\u00f2 scontate: anche l&#8217;anima pu\u00f2 scegliere di restarsene al calduccio in pantofole, senza mai mettersi in discussione; e pu\u00f2 farlo &#8211; questo \u00e8 il paradosso &#8211; proprio mentre il corpo si sta agitando di qua \u00e8 di l\u00e0, viaggiando ai quattro angoli del globo o abbandonandosi a mille fuggevoli amori.<\/p>\n<p>L&#8217;anima avventurosa \u00e8 un&#8217;anima generosa, che sente il richiamo dell&#8217;infinito, cos\u00ec come il giovane salmone avverte il richiamo possente dell&#8217;oceano. L&#8217;anima pigra \u00e8 quella che finge di non sentire alcun richiamo e che si appaga del proprio orizzonte meschino, fatto di abitudini sempre pi\u00f9 logore e di riti sempre pi\u00f9 ripetitivi; quella che non ama mettersi mai in gioco, ma preferisce fingerlo solamente, aspettando che a mettersi in gioco siano gli altri.<\/p>\n<p>L&#8217;odore intenso, pungente della salsedine non esercita alcun richiamo su quei pesci d&#8217;acqua bassa, che preferiscono diguazzare nello stagno fangoso invece di affrontare la grande avventura di misurarsi con l&#8217;ignoto.<\/p>\n<p>L&#8217;aspro odore del salmastro trasmette un richiamo irresistibile solo alle anime limpide e assetate di verit\u00e0, nate per gli orizzonti sconfinati dove soffiano liberi i venti e dove galoppano come vascelli incantati i grandi nuvoloni temporaleschi, che un tramonto da fine del mondo accende per un istante dei colori pi\u00f9 vivi ed elettrici.<\/p>\n<p>Le avventure dell&#8217;anima, inoltre &#8211; a differenza di quelle che appartengono alla dimensione puramente esteriore &#8211; non sono mai soltanto di tipo edonistico. Si cerca l&#8217;avventura per l&#8217;avventura: ma, in fondo, si cerca se stessi. E questo non \u00e8 uno slancio edonistico, ma \u00e8 il compito pi\u00f9 nobile e serio che un essere umano possa porre a se medesimo.<\/p>\n<p>Nobile \u00e8 l&#8217;anima che lascia il calduccio confortante del caminetto e si mette per la via, senza lasciarsi intimidire dal soffio possente del mistero, seguendo un richiamo che parte da lontano e di cui, forse, ignora &#8211; almeno in principio &#8211; l&#8217;esatta natura; ma della cui voce, tuttavia, si fida, cos\u00ec come Abramo si fid\u00f2 del richiamo divino e lasci\u00f2 ogni cosa per seguirlo, lui gi\u00e0 avanti negli anni, credendo contro ogni ragionevole speranza.<\/p>\n<p>Ora, non bisogna credere che correre l&#8217;avventura dell&#8217;anima sia qualche cosa che viene dato solo in circostanze eccezionali, esclusivamente ad uomini e donne eccezionali; qualcosa, insomma, che non riguarda affatto la stragrande maggioranza degli esseri umani e che a noi non capiter\u00e0 mai; perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Spiegare le vele al vento dell&#8217;avventura spirituale significa, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, aprirsi ad una maggiore consapevolezza che riguarda anche, di riflesso, la vita di tutti i giorni, la vita di noi tutti, senza eccezione alcuna. Tutti siamo chiamati a rispondere alla voce interiore, dunque tutti siamo chiamati a farci esploratori dei regni dell&#8217;anima, delle sue possibilit\u00e0 sconfinate.<\/p>\n<p>Ecco, lo abbiamo detto: le possibilit\u00e0 dell&#8217;anima sono sconfinate; nessuno ne ha mai visti i confini, nessuno pu\u00f2 dire dove essi siano.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una dimensione infinita, all&#8217;interno della nostra anima, anche se noi non ne siamo consapevoli o se tendiamo a dimenticarcene con troppa facilit\u00e0; c&#8217;\u00e8 una scintilla divina che ci chiama a grandi cose, che fa di ciascuno di noi un privilegiato e un predestinato.<\/p>\n<p>A ciascuno di noi sta la possibilit\u00e0 di rispondere o meno e di scegliere se realizzare, oppure no, le immense potenzialit\u00e0 che giacciono in noi stessi.<\/p>\n<p>Come ogni avventura che si rispetti, anche quella dell&#8217;anima presenta i suoi rischi: il minimo che si possa dire, \u00e8 che non si tratter\u00e0, in alcun caso, di una passeggiata.<\/p>\n<p>E allora, perch\u00e9 mai bisognerebbe esporsi al pericolo, lasciare il certo per l&#8217;incerto, mettersi in gioco cos\u00ec radicalmente?<\/p>\n<p>In effetti, se i rischi sono abbastanza evidenti &#8211; ogni vascello che affronti a vele spiegate dei mari ignoti, si offre per ci\u00f2 stesso alla possibilit\u00e0 del naufragio -, si tende a dimenticare o a sottovalutare i grandi ed importanti vantaggi che offre.<\/p>\n<p>Innanzitutto, quello di una maggiore consapevolezza esistenziale, di una pi\u00f9 elevata spiritualit\u00e0, da cui discendono immediatamente una pacificazione interiore (anche se relativa, perch\u00e9 la vita \u00e8 comunque lotta) e un ritrovato benessere dell&#8217;anima con se stessa.<\/p>\n<p>In secondo luogo, una maggiore resistenza alle avversit\u00e0 della vita, una maggior capacit\u00e0 di superare vittoriosamente i momenti difficili, grazie alle impensate riserve di energia spirituale che vengono ravvivate e messe in circolo.<\/p>\n<p>In terzo luogo, un occhio interiore pi\u00f9 limpido e trasparente, che ci consente di adottare anche il punto di vista altrui e, quindi, di sentirci maggiormente solidali con l&#8217;altro, di essere pi\u00f9 misericordiosi e compassionevoli, pi\u00f9 inclini a perdonare e ad amare in modo maturo e responsabile, cio\u00e8 disinteressato.<\/p>\n<p>In quarto luogo, una attitudine pi\u00f9 benevola e pi\u00f9 affettuosa verso tutto ci\u00f2 che esiste, comprese le creature non umane; una simpatia pi\u00f9 viva e sincera verso tutto ci\u00f2 che condivide con noi il prodigioso fenomeno dell&#8217;esistenza, ivi compresi coloro che non abbiamo conosciuto (ad esempio, nonni e bisnonni) e quelli che non conosceremo mai, almeno in questa vita (ad esempio, nipoti e pronipoti), maturando gratitudine e riconoscenza verso gli uni, senso di responsabilit\u00e0 e lungimiranza verso gli altri.<\/p>\n<p>L&#8217;anima avventurosa, infatti, che si protende coraggiosamente alla ricerca della verit\u00e0, non \u00e8 mai sola, n\u00e9 deve contare solamente su se stessa. Sa di far parte di un cosmo vivo, di una rete di presenze invisibili, ma operanti ed efficaci; e sa di poter contare sull&#8217;aiuto e sul sostegno di quelle benevole, se essa \u00e8 pura e le sue intenzioni sono disinteressate.<\/p>\n<p>Sa, soprattutto, di poter contare sul conforto di una forza immensa, inesauribile, luminosa: la forza dell&#8217;Essere, alla quale nessun ostacolo pu\u00f2 resistere, nessuna volont\u00e0 protervamente orientata al male pu\u00f2 fare mai da inciampo.<\/p>\n<p>L&#8217;anima che si mette in gioco sino in fondo, che corre l&#8217;avventura di realizzare il compito cui \u00e8 stata chiamata, possiede una forza sovrumana, tale da consentirle di rialzarsi dopo ogni caduta, dopo ogni (apparente) sconfitta: una forza che non le viene da se stessa, ma dall&#8217;alto, e alla quale essa si apre fiduciosamente, gioiosamente, incondizionatamente.<\/p>\n<p>Fino a tanto che essa si tiene collegata a tale forza, fino a tanto che essa \u00e8 abbastanza umile da riconoscere la propria piccolezza e l&#8217;immensa potenza di quella, nulla e nessuno potranno fermarla, danneggiarla, sporcarla.<\/p>\n<p>Infatti, come lo potrebbero?<\/p>\n<p>L&#8217;anima che si apre al mistero dell&#8217;Essere, diviene una scintilla dell&#8217;Essere medesimo: e chi o che cosa potrebbero mai impedirne il cammino, spogliarla dei suoi incalcolabili tesori?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 bisogno di avventura. 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