{"id":23431,"date":"2021-03-19T08:56:00","date_gmt":"2021-03-19T08:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/19\/avete-mai-notato-quanto-sono-brutti\/"},"modified":"2021-03-19T08:56:00","modified_gmt":"2021-03-19T08:56:00","slug":"avete-mai-notato-quanto-sono-brutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/19\/avete-mai-notato-quanto-sono-brutti\/","title":{"rendered":"Avete mai notato quanto sono brutti?"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 necessario essere discepoli in senso stretto di Cesare Lombroso &#8211; il quale vedeva una chiara connessione fra l&#8217;aspetto fisico di una persona, e specialmente i tratti del volto, e la personalit\u00e0 criminale &#8211; per giungere alla conclusione, sulla base non di teorie, ma della concreta esperienza di vita, che il nostro carattere, il nostro vissuto, le nostre inclinazioni, la nostra interiorit\u00e0 si imprimono nel nostro corpo, compreso il modo di camminare e di portare la testa sulle spalle, ma specialmente nel nostro volto e pi\u00f9 di tutto nello sguardo. \u00c8 quasi impossibile ingannare un osservatore ben esercitato: pensieri e sentimenti si stampano un poco alla volta nel nostro aspetto, modellano l&#8217;espressione, conferiscono agli occhi una luce particolare. Attenzione: non stiamo affermando che una persona interiormente bella \u00e8 anche avvenente sul piano fisico: questa era l&#8217;ossessione degli antichi greci, i quali la chiamavano <em>kalokagathia<\/em>, l&#8217;idea della inseparabilit\u00e0 di bellezza e bont\u00e0 in una stessa persona. La bellezza \u00e8 fatta di armonia e giuste proporzioni, oltre che di freschezza e perci\u00f2, necessariamente, di giovinezza; ci\u00f2 tuttavia non toglie che una persona possa essere non bella e neppure giovane, e avere nondimeno fascino da vendere e cos\u00ec pure il contrario, una persona pu\u00f2 essere sia giovane che bella, eppure non avere neanche un po&#8217; di fascino o qualsiasi altra forma di attrattiva, tranne forse quella che si origina dal puro e semplice istinto sessuale, senza alcun elemento un po&#8217; meno rozzo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non stiamo parlando questo. Stiamo dicendo che un&#8217;anima vile, abietta, spregevole, quasi sempre si riflette nella figura del corpo, nella postura, nel modo complessivo di porsi, o quantomeno nei tratti del viso e nello sguardo, che, come si dice da sempre, \u00e8 lo specchio dell&#8217;anima. Come pure vale la regola opposta: un&#8217;anima bella, pura, innocente, generosa e disinteressata ha uno sguardo limpido e trasparente, quanto quello della persona cattiva \u00e8 torbido e inquietante. Non ci sono peraltro solo la bont\u00e0 e la cattiveria, ma anche la serenit\u00e0 e l&#8217;angoscia, la decisione e l&#8217;indecisione, la comprensione e il rancore, la pace e la disperazione: e ciascuno di tali sentimenti e stati d&#8217;animo si riflette nello sguardo e, in una certa misura, negli altri particolari dell&#8217;aspetto. Quando uno stato d&#8217;animo perdura e tende a fissarsi, diviene un sentimento; e quando un sentimento s&#8217;insignorisce dell&#8217;anima, oscurando tutti gi altri, determina il carattere. Lo sguardo e gli altri elementi del corpo rispecchiano il carattere, che \u00e8 un fattore durevole, mentre \u00e8 relativamente pi\u00f9 facile mascherare gli stati d&#8217;animo passeggeri. Nessuna emozione, tuttavia, e nessuna esperienza interiore scivola via come l&#8217;acqua sul greto d&#8217;un torrente; ciascuna di esse \u00e8 un piccolo mondo, un frammento di eternit\u00e0 che s&#8217;incide nell&#8217;anima, e vi si incide con forza tanto maggiore, quanto pi\u00f9 profonda e ricettiva \u00e8 quella persona. Una persona superficiale pu\u00f2 vivere ripetutamente le stesse esperienze, magari anche molto forti (sia in positivo che in negativo) e tuttavia non restarne &quot;segnata&quot;, perch\u00e9 non aderisce intimamente a ci\u00f2 che le accade sul piano della vita concreta; mentre un temperamento sensibile riceve influssi duraturi anche da esperienze che, misurate sulla scala temporale, o comunque considerate da un punto di vista esterno e oggettivo, sono brevissime e forse in apparenza insignificanti. All&#8217;estremo opposto della persona superficiale, che non si lascia influenzare perch\u00e9 \u00e8 troppo piena di ego, sicch\u00e9 non rimane spazio per nient&#8217;altro, c&#8217;\u00e8 la persona spiritualmente evoluta: anch&#8217;essa passa attraverso le proprie esperienze senza lasciarsene condizionare, ma per la ragione diametralmente opposta, ossia perch\u00e9 ha raggiunto un tale grado di distacco dall&#8217;ego e una tale capacit\u00e0 di contemplazione spassionata, che pur facendo tesoro di ogni esperienza, non permette ad alcuna di dominarla e condizionarla, ma conserva sempre intatta la propria libert\u00e0 interiore. E tutte queste cose, inevitabilmente, lasciano la loro impronta sul corpo, sul viso e sullo sguardo: perch\u00e9 lo sguardo possiede due direzioni, da un lato \u00e8 l&#8217;anima che, attraverso l&#8217;occhio, guarda il mondo esterno, ma dall&#8217;altro lato \u00e8 il mondo esterno che, attraverso l&#8217;occhio, guarda l&#8217;anima di quel tale individuo.<\/p>\n<p>Oggi la fisiognomica viene considerata una pseudo-scienza e la cultura moderna guarda dall&#8217;alto la credulit\u00e0 e l&#8217;inverosimile superstizione degli studiosi dei secoli passati, che pretendevano di dedurre le caratteristiche psicologiche e spirituali di un individuo osservando i tratti del suo aspetto fisico. Il fatto che a tale pseudo-scienza si siano dedicati, con la massima seriet\u00e0, due fra i pi\u00f9 grandi geni di tutti i tempi, Aristotele e Leonardo da Vinci, non li turba minimamente. Da parte nostra, invece, che ci sentiamo molto piccoli a paragone di un Aristotele e di un Leonardo, e desiderosi d&#8217;imparare da essi, sorge il dubbio se la cultura moderna abbia avuto troppa fretta a liquidare come improbabili e assurde le teorie della fisiognomica, e ancor pi\u00f9 le sue applicazioni pratiche; e spingiamo la nostra irriverenza fino a sospettare che sia la tanto decantata scienza moderna, intesa come sapere puramente matematico, strumentale e calcolante, ad avere in s\u00e9 qualcosa di anti-scientifico, visto che non vuole prendersi il disturbo di studiare la scienza antica e magari imparare qualcosa da essa, ma pretende di distruggere ogni sapere passato per edificare un edificio totalmente nuovo. E non solamente ai lineamenti del viso e alla figura del corpo rivolgevano la loro attenzione gli studiosi di fisiognomica, ma anche alla cura del corpo e quindi all&#8217;ordine, alla pulizia, alla propriet\u00e0 dell&#8217;abbigliamento: tutte cose che oggi sono considerate irrilevanti e in ogni caso non significative circa la natura intima delle persone. Cosa spiegabilissima dal momento che in pochi altri ambiti come nell&#8217;abbigliamento si \u00e8 diffuso un conformismo universale, che appiattisce ogni individualit\u00e0 e livella qualsiasi caratteristica specificamente personale.<\/p>\n<p>Ecco, per esempio, cosa pensava della sporcizia il filosofo Teofrasto, vissuto a cavallo fra il IV e il III secolo a. C., e come la poneva in relazione con un comportamento socialmente disdicevole (da: <em>I caratteri<\/em>, in Giuseppe Rosati, <em>Scrittori di Grecia<\/em>, Firenze, Sansoni Editore, vol. 2, <em>Il periodo attico<\/em>, pp. 868-869):<\/p>\n<p><em>La sudiceria \u00e8 trascuranza del proprio corpo capace di produr fastidio, e il sudicione suppergi\u00f9 un tale che va in giro con addosso lebbra e croste bianche e con le unghie nere, e racconta che questi sono per lui incomodi di famiglia, perch\u00e9, prima di lui, li avevano gi\u00e0 il suo babbo e il suo nonno, e che non \u00e8 facole insinuarsi di straforo nella loro prosapia. Evidentemente egli \u00e8 capace di avere piaghe negli stinchi e scorticature nelle dita dei piedi e, piuttosto che curarle, di lasciarle divenire maligne, e di tenersi le ascelle tutte coperte di peli, come una bestia, fin gi\u00f9 per un buon tratto delle costole, e di ve ei denti neri e tutti mangiati, [s\u00ec da riuscir disgustoso a starci insieme e ributtante].<\/em><\/p>\n<p><em>E simili particolarit\u00e0: soffiarsi il naso a tavola [com&#8217;\u00e8 probabile, non con il fazzoletto, n. d. trad.]; grattarsi mentre sacrifica; schizzare con la bocca, mentre conversa; ruttare tra il bere; mettersi a letto con la moglie senz&#8217;essersi lavato; ungersi nel bagno pubblico con olio rancido; uscire in piazza con addosso una camiciola grave e un abito leggerissimo e pieno di macchie.<\/em><\/p>\n<p><em>E, mentre la mamma \u00e8 avviata dall&#8217;indovino, profferisce parole di malaugurio. E, mentre stanno dicendo la preghiera e libando, getta via la sua coppa e d\u00e0 in uno scroscio di risa, quasi avesse compiuto una prodezza mirabile. E, assistendo a un&#8217;audizione di flauto, solo fra tutti batte il tempo con le mani e accompagna l&#8217;istrumento a voce spiegata, e chiede con aria di rimprovero alla flautista, perch\u00e9 abbia smesso cos\u00ec presto. E, volendo sputare di l\u00e0 dalla tavola, sputa in faccia al coppiere.<\/em><\/p>\n<p>Per quanto colorito e, a suo modo, pittoresco, questo ritratto dello sporcaccione (anche nell&#8217;italiano moderno \u00e8 passato nella parola il senso prioritario di sporcizia morale, che si sovrappone a quella materiale) non brilla per acutezza psicologica, e soprattutto non approfondisce l&#8217;aspetto filosofico insito nella teoria fisiognomica: che il corpo e lo sguardo sono il riflesso della personalit\u00e0 e della vita interiore. Inoltre Teofrasto passa in rassegna una serie di caratteri &#8212; oltre al sudicione, ci sono lo spilorcio, l&#8217;adulatore, il chiacchierone, il selvatico, il maleducato, il sospettoso &#8212; tutta una galleria a tratti spassosissima e perfino esilarante &#8212; colti nella loro individualit\u00e0 e posti un po&#8217; meccanicamente sul palcoscenico della societ\u00e0 ateniese, ove spiccano come dei barbari piovuti da contrade remote. A noi pare invece che molto abbia da insegnarci i caratteri umani, messi in rapporto con l&#8217;aspetto esteriore, se colti nella loro universalit\u00e0, non come tipi strani, ma come figure abituali del paesaggio umano nel quale ci muoviamo; e al tempo stesso colti nella relazione logica e necessaria con la societ\u00e0 da cui provengono e nella quale si muovono per lo pi\u00f9 disinvoltamente, con l&#8217;aria di trovarcisi benissimo, tanto meglio quanto pi\u00f9 cialtroni e sfrontati &#8212; un po&#8217; meno bene quelli che, formati sui sani valori del buon tempo antico, devono subirne ogni giorno la presenza e la prepotenza. Infatti questo non \u00e8 un momento storico come tanti altri, ma un momento di svolta radicale: mai come oggi l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 trovata di fronte a un cambiamento cos\u00ec rapido e cos\u00ec totale. \u00c8 logico, pertanto, che anche il paesaggio umano muti con straordinaria velocit\u00e0: nell&#8217;arco di una sola generazione \u00e8 gi\u00e0 possibile osservarne parecchie varianti, al punto che un diciottenne, oggi, stenta alquanto a riconoscere il se stesso di dieci anni prima nei bambini di adesso. Non \u00e8 cambiata solo la tecnologia, ma tutto il modo di sentire, di pensare e di vivere, perch\u00e9 la tecnologia, quando viene usata in maniera indiscriminata, come avviene allorch\u00e9 si mette un telefonino cellulare nelle mani di un bambino di sei anni, ha il (malvagio) potere di far s\u00ec che le persone non siano pi\u00f9 loro. Altro esempio: date le chiavi di una Ferrari all&#8217;ometto pi\u00f9 mite e prudente di questo mondo; ditegli che pu\u00f2 servirsene per andare dove vuole, e vedrete che non solo il suo modo di guidare, ma proprio tutto il suo essere subir\u00e0 una trasformazione radicale e pressoch\u00e9 immediata. Inebriato dalla velocit\u00e0 e dal senso di potenza che ne ricava, diverr\u00e0 impaziente nei confronti delle altre auto che viaggiano pi\u00f9 lente, per non parlare dei ciclisti o dei pedoni che vogliono attraversare la strada. Tale trasformazione non \u00e8 automatica, ma riguarda il novantacinque per cento delle persone; per rimaner se stessi, almeno sino a un cero punto, in circostanze cos\u00ec mutate, bisogna essere veramente persone ben centrate in se stesse, che non s&#8217;identificano con gli strumenti dei quali dispongono. E persone cosiffatte, ormai, ne nascono sempre meno. Da ci\u00f2 la caratteristica fragilit\u00e0 dell&#8217;ego degli uomini odierni: basta un niente a dar loro ombra, perch\u00e9 hanno pochissima autostima. Sanno, nel profondo, di valere poco, ed \u00e8 per questo che sono smaniosi di apparire pi\u00f9 di quel che sono.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla fisiognomica e alla lezione di Teofrasto. Il mondo di oggi ha creato un ambiente sociale particolarmente adatto agli arrivisti, ai presuntuosi, ai ciarlatani, ai narcisisti, agli spudorati, ai viziosi e ai disonesti: \u00e8 un mondo nel quale i nostri nonni si troverebbero gravemente a disagio e forse desidererebbero uscirne, con la morte &#8212; che a loro non faceva la stessa paura che fa agli uomini d&#8217;oggi, perch\u00e9 avevano l&#8217;immensa risorsa della fede, e la vedevano come il desiderato ritorno a Dio &#8211; il pi\u00f9 presto possibile. Si pensi alla politica, ma anche alla magistratura, al giornalismo, alla medicina, alla docenza universitaria; si pensi soprattutto all&#8217;economia e alla finanza, specie a quest&#8217;ultima, divenuta il cancro che divora i tessuti vivi della societ\u00e0 e si gonfia mostruosamente, come una sanguisuga gonfia di sangue: i tipi umani caratteristici di tali ambiti sono <em>fisicamente<\/em> riconoscibili dal modo di porsi, dai tratti del volto, dalla mimica facciale, dallo sguardo nel quale si leggono un&#8217;immensa avidit\u00e0, un&#8217;astuzia perversa e una totale mancanza di scrupoli. Chi non \u00e8 cos\u00ec non fa carriera, e quindi non lo si vede, non compare, non svolge un ruolo di primo piano. Poich\u00e9 non vogliamo fornire ulteriori armi al nemico, che ne ha gi\u00e0 tante per ridurci al silenzio, non faremo nomi e cognomi: domandiamo a chi ci legge o ci ascolta d&#8217;immaginare lui stesso, come assistesse a un filmino, i volti dei personaggi corrispondenti alle varie categorie. Provi a immaginare il volto e lo sguardo del giudice dalla faccia di tonno, del politico cialtrone, del giornalista venduto, dell&#8217;intellettuale arrogante, dello scrittore saccente e progressista, del cantante stralunato, dell&#8217;attore o dell&#8217;attrice narcisista (e satanista). Provi a immaginare i volti dei responsabili della politica, della pubblica amministrazione e soprattutto della sanit\u00e0, i quali ci hanno chiusi in casa, costretti a fermare gli esercizi commerciali e obbligati a girare con la mascherina, come fossimo banditi, e a mettere la mascherina ai nostri bambini di sei anni, per tutte le ore che devono stare a scuola. Osservate bene le loro facce, le loro espressioni, la luce dei loro occhi. E gli occhi di un signore biancovestito che dice di essere il capo spirituale di oltre un miliardo di persone: osservateli quando ride, sfilando la mano dalle dita dei fedeli che vorrebbero baciargli l&#8217;anello, oppure quando si gira infuriato perch\u00e9, nella folla, qualcuno gli ha tirato il braccio o la veste, per richiamare la sua attenzione. Guardate bene quei tratti, quello sguardo. Cosa vedete in tutti quei volti, in quelle espressioni, in quei sorrisi, in quelle bocche, in quegli occhi? Ges\u00f9 dice che dove c&#8217;\u00e8 il tesoro di un uomo, l\u00ec c&#8217;\u00e8 anche il suo cuore (cfr. <em>Mt<\/em> 6,21). Ebbene: dov&#8217;\u00e8 il tesoro di tutti costoro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 necessario essere discepoli in senso stretto di Cesare Lombroso &#8211; il quale vedeva una chiara connessione fra l&#8217;aspetto fisico di una persona, e specialmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23431","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23431"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23431\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}