{"id":23428,"date":"2008-11-25T07:53:00","date_gmt":"2008-11-25T07:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/25\/aver-fiducia-nel-proprio-posto-nel-mondo-conferisce-una-dignita-che-nulla-puo-intaccare\/"},"modified":"2008-11-25T07:53:00","modified_gmt":"2008-11-25T07:53:00","slug":"aver-fiducia-nel-proprio-posto-nel-mondo-conferisce-una-dignita-che-nulla-puo-intaccare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/25\/aver-fiducia-nel-proprio-posto-nel-mondo-conferisce-una-dignita-che-nulla-puo-intaccare\/","title":{"rendered":"Aver fiducia nel proprio posto nel mondo conferisce una dignit\u00e0 che nulla pu\u00f2 intaccare"},"content":{"rendered":"<p>Una bella, brava e intelligente attrice cinematografica, Liv Ullmann &#8211; una delle interpreti predilette di Ingmar Bergman, che gli fu anche compagna per cinque anni e che gli diede un figlio &#8211; ha scritto, a proposito dell&#8217;isola di F\u00e4r\u00f6, ove fu girato &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; il film \u00abPersona\u00bb (in \u00abCambiare\u00bb; titolo originale: \u00abChanging\u00bb, 1976; traduzione italiana di Lucia Krasnik, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1977, pp. 134-45):<\/p>\n<p>\u00abCercavo qualcosa su un&#8217;isola.<\/p>\n<p>Qui la gente viveva vicina alla terra, vicina al mare, in intimit\u00e0 con tutto ci\u00f2 che \u00e8 naturale e predeterminato per noi.<\/p>\n<p>Il segno che distingueva coloro che incontravo (dopo che i turisti se ne erano andati alla fine dell&#8217;estate) era la loro semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Nessuno di questi uomini o donne, lo sentivo, poteva mai essere umiliato. Essi vivevano in armonia con se stessi, con tutto ci\u00f2 che di buono e di cattivo era in loro. Nessun estraneo avrebbe potuto additarli e farli sentire inferiori.<\/p>\n<p>Erano persone che riponevano fiducia nel loro posto nel mondo. Non che non avessero complicazioni, esigenze, odi e aggressivit\u00e0. Ma avevano orgoglio, una dignit\u00e0 che nessuno avrebbe potuto ledere. Avevano radici che penetravano nello stesso pezzo di terra per tutta la durata della loro vita.<\/p>\n<p>Molti vecchi sono cos\u00ec. Hanno rinunciato a far finta, lasciato cadere sogni falsi, fermato la corsa pazza.<\/p>\n<p>Anch&#8217;essi sono abitanti di isole in mezzo alla nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Come i bambini.<\/p>\n<p>Gente che non si preoccupa di tenere in ordine la maschera e la facciata. Che osano mostrarsi come sono.<\/p>\n<p>Abitanti di un&#8217;isola.<\/p>\n<p>Quelli che vivono ci\u00f2 che pensano. Pensieri, magari, che non sono molto notevoli.<\/p>\n<p>Da alcun di loro emana un senso di sicurezza, di semplice sicurezza, che potrebbe essere la dignit\u00e0 del cuore.\u00bb<\/p>\n<p>Al centro di questa pagina di prosa, scritta da una persona riflessiva e sensibile che non \u00e8 una scrittrice di professione, si trova il concetto della relazione esistente fra la coscienza del proprio posto nel mondo e l&#8217;orgoglio, la dignit\u00e0 che nessuna forza esterna possono strappare a un essere umano, se questi non vi consente con un moto spontaneo del proprio animo.<\/p>\n<p>Ma che cosa significa, esattamente, riporre fiducia nel proprio posto nel mondo? E, soprattutto, come si fa ad acquisire una simile fiducia?<\/p>\n<p>La gente dell&#8217;isola di F\u00e4r\u00f6, posta nel Mar Baltico a nord di G\u00f6tland, avr\u00e0 anche rappresentato, per l&#8217;attrice ormai famosa a livello internazionale, una sorta di versione personale del mito del \u00abbuon selvaggio\u00bb, un Eden favoloso da contrapporre alla finzione e all&#8217;artificiosit\u00e0 del mondo dello spettacolo; oppure lei pu\u00f2 aver trovato realmente, in essa, le caratteristiche di naturalit\u00e0 del mondo patriarcale, peraltro giunto ormai alla fine quasi ovunque (gli anni sono quelli: \u00abPersona\u00bb fu girato nel 1966).<\/p>\n<p>Sia come sia, quegli isolani le apparvero come l&#8217;espressione di una vita semplice, che non pu\u00f2 essere umiliata da alcuno, perch\u00e9 vive in armonia con se stessa. E il segreto di quella loro intima armonia &#8211; che costituiva, poi, anche il segreto della loro fierezza e della loro dignit\u00e0 &#8211; era che essi \u00abavevano radici che penetravano nello stesso pezzo di terra per tutta la durata della loro vita\u00bb.<\/p>\n<p>Questo, dunque, era il segreto, da cui discendeva anche quella loro caratteristica fiducia nel proprio posto nel mondo: il fatto di avere radici, di essere profondamente legati alla propria terra per sempre, come in un matrimonio indissolubile.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che questa \u00e8, in fondo, letteratura.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che il vivere in armonia con tutto il bene e con tutto il male di cui si \u00e8 capaci, ricorda molto lo Zarathustra di Nietzsche; e che il trarre fierezza e coscienza del proprio posto nel mondo dal legame indistruttibile con la terra in cui si \u00e8 nati, ricorda molto i personaggi dei romanzi di Knut Hamsun, e specialmente il tenente Thomas Glahn di \u00abPan\u00bb.<\/p>\n<p>Forse.<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 letteratura il fatto che solo da un profondo legame con la terra, simile a quello che il contadino provava per il luogo natio, gli esseri umani possono attingere quel senso di armonia con se stessi, quella dignit\u00e0 che li rende fieri davanti alla ostentazione della ricchezza altrui, e soprattutto quella fiducia del proprio posto nel mondo, senza i quali la vita stessa perde fascino e profondit\u00e0 e diviene incerta, nevrotica, intimamente lacerata e contraddittoria; in una parola: diviene fragile.<\/p>\n<p>La modernit\u00e0 \u00e8 popolata di esseri umani titubanti di se stessi, attanagliati da un incessante senso di precariet\u00e0, di casualit\u00e0, di disarmonia: per quanto possiedano molte cose, e non si facciano mancare nulla di quanto \u00e8 nelle loro possibilit\u00e0 (e, non di rado, anche al di l\u00e0 di esse), nondimeno appaiono terribilmente smarriti e confusi, poco convinti del fatto di esserci, di avere una ragione per esistere, di essere stati chiamati a svolgere un compito.<\/p>\n<p>Ha incominciato Petrarca il quale, della tormentosa e inconcludente auto analisi, del proprio senso di spaesamento esistenziale, ha fatto il filo conduttore dell&#8217;intera sua opera e la ragion d&#8217;essere della sua stessa vita (spesso confondendo le due cose, al punto da non capire pi\u00f9 lui stesso quando era sincero e quando posava a letterato pensoso e malinconico).<\/p>\n<p>Con lui compare, nella cultura occidentale, una malattia nuova: la malattia della modernit\u00e0, della perdita delle radici, del disincanto del mondo.<\/p>\n<p>Petrarca non aveva radici, n\u00e9 materiali n\u00e9 ideali: si sentiva a casa sua presso qualunque corte, purch\u00e9 non gli mancassero onori e riconoscimenti; poi, preso da bizze e capricci un po&#8217; muliebri, correva a isolarsi nel suo <em>&quot;locus amoenus&quot;<\/em> di Valchiusa; finch\u00e9 gli passava e tornava a smaniare per essere al centro della scena, per sollecitare lauri e corone poetiche.<\/p>\n<p>Ma non era felice: e, per quanto avesse fatto di ci\u00f2 un vezzo e una posa, pure, al fondo, la sua infelicit\u00e0 era autentica; come lo sar\u00e0, nonostante le mode e gli atteggiamenti byroniani e \u00abmaledetti\u00bb, l&#8217;infelicit\u00e0 dei poeti romantici di cinque secoli dopo; e poi quella dei decadentisti; e infine degli esistenzialisti di ogni ordine e grado.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;infelicit\u00e0 di chi si sente trasportato dalla corrente della vita, ma in nessun momento si sente sicuro di se stesso o, almeno, del proprio posto nel mondo.<\/p>\n<p>La maggior parte delle persone, al giorno d&#8217;oggi, vivono cos\u00ec.<\/p>\n<p>Che viaggino o che stiano ferme, che possiedano beni di fortuna oppure no, che abbiano o meno raggiunto l&#8217;equivalente odierno della fama &#8211; ossia quella cosa puramente esteriore che \u00e8 la visibilit\u00e0, specialmente televisiva &#8211; hanno tutte, nel passo, sul volto e nello sguardo, quella caratteristica evasivit\u00e0, quella nota elusiva e sfuggente che deriva dal sentirsi fuori luogo, dal sapersi casuali e precari.<\/p>\n<p>Manca loro un legame profondo con le cose, con la terra e, di conseguenza, con la vita.<\/p>\n<p>\u00c8 come se fossero troppo leggeri per tuffarsi e scendere alla ricerca dei tesori che si intravedono in fondo al lago; \u00e8 come se la loro leggerezza le costringesse a tornare in superficie, le condannasse a rimanere sempre a galla.<\/p>\n<p>Nemmeno legandosi una pietra alla caviglia riuscirebbero ad immergersi: il loro vuoto interiore le riporterebbe fatalmente fuori dall&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Gente che non sa immergersi: gente che non si \u00e8 mai guardata dentro, n\u00e9 ha mai visto le meraviglie che giacciono in profondit\u00e0. Poveri marinai d&#8217;acqua dolce, i quali neanche immaginano quanto sia ricca e profonda la vita, perch\u00e9 non si sono mai bagnati pi\u00f9 in su del calcagno.<\/p>\n<p>Restare legati alla terra, dunque; rimanere ancorati alle cose.<\/p>\n<p>Non necessariamente in senso materiale.<\/p>\n<p>La vera patria dell&#8217;uomo \u00e8 sempre una patria spirituale; perci\u00f2 non \u00e8 indispensabile, per trovare il proprio posto nel mondo, rimanere fisicamente legati alla terra.<\/p>\n<p>Una persona pu\u00f2 trascorrere l&#8217;intera vita legata ad un luogo e, tuttavia, non avervi messo le radici dell&#8217;anima; un&#8217;altra, invece, pu\u00f2 aver trascorso gran parte dei suoi giorni lontano dalla terra natale, ma aver conservato un legame indissolubile con essa, fino alla morte &#8211; e oltre.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che il legame con la terra non va divinizzato, come tendono a fare &#8211; talvolta in forme un po&#8217; ridicole e <em>kitsch<\/em> &#8211; certi cultori di pseudo paganesimo in salsa New Age.<\/p>\n<p>Il legame con la terra non \u00e8 l&#8217;essenza della nostra identit\u00e0 (come pensavano, invece, i nazisti), pur se ne \u00e8 una componente importantissima; in ogni caso, non deve essere inteso in senso grossolanamente materiale. Che legame con la propria terra pu\u00f2 avere, ad esempio, un cittadino di Milano, di Amburgo, di Londra, di Chicago, di Los Angeles?<\/p>\n<p>Non tutti hanno la fortuna di essere nati a contatto con la terra o di vivere in una comunit\u00e0 che ha conservato il rispetto per essa; molti sono nati, o sono costretti a vivere, in mezzo al cemento. Ma il legame con la terra \u00e8 una cosa pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 spirituale: non dipende dal numero degli alberi o dalla quantit\u00e0 di verde che si pu\u00f2 ammirare dalla finestra di casa.<\/p>\n<p>Inoltre, gli oggetti della terra non sono il destinatario ultimo della nostra ammirazione e della nostra gratitudine. Come scrive il Libro della Sapienza (13, 1):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Vedono le cose buone<\/p>\n<p>ma non sanno risalire alla loro fonte;<\/p>\n<p>prendono in considerazione le opere,<\/p>\n<p>ma non sanno riconoscere l&#8217;artista che le ha fatte&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Avere delle radici significa essere ancorati non alla terra in senso materiale, ma al senso profondo della vita; e non vi \u00e8 altra strada per fare questo, che amarla.<\/p>\n<p>Amarla nel senso giusto, significa lodarla e ringraziarla, senza perdere di vista la fonte da cui essa promana: quell&#8217;Essere che ha manifestato ogni cosa, e al quale ogni cosa aspira incessantemente a ricongiungersi.<\/p>\n<p>La vita semplice, di cui parla Liv Ullmann descrivendo gli isolani di F\u00e4r\u00f6, \u00e8 un mezzo e, al tempo stesso, un effetto di questo sviluppo delle proprie radici attraverso la terra, come patria ideale e come luogo dello spirito che ci lega a tutte le cose e le persone che hanno contribuito a fare di noi quello che siamo e anche quello che stiamo continuando a diventare.<\/p>\n<p>La vita del contadino era semplice perch\u00e9 legata ai ritmi della natura, alla luce del giorno, al succedersi delle stagioni; e perch\u00e9 non distratta da alcun elemento estraneo, se non in misura occasionale e modestissima.<\/p>\n<p>Oggi, tranne che in un convento di clausura, questo non \u00e8 pi\u00f9 possibile, nemmeno per quella piccola minoranza di individui che vivono ancora di una attivit\u00e0 agricola.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che non possiamo sviluppare e proteggere una semplicit\u00e0 del cuore, imparando a concentrarci su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e riscoprendo la facolt\u00e0, ormai quasi dimenticata, di tornare a stupirci per i piccoli, grandi prodigi che il mondo ci offre ogni giorno.<\/p>\n<p>La vita semplice \u00e8 un modo di vivere, un abito interiore, una prospettiva su noi stessi e sulla realt\u00e0 che ci circonda; e cos\u00ec come possiamo conquistarci degli spazi di benefica solitudine anche in mezzo al chiasso della folla, del pari possiamo perseguire l&#8217;obiettivo di una vita semplice anche nel contesto di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 artificiosa, che ha dimenticato l&#8217;essenziale e messo le cose effimere in cima a un piedistallo.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 strapparci la nostra semplicit\u00e0, se non vi consentiamo.<\/p>\n<p>Certo che la semplicit\u00e0 \u00e8 fatta anche di coerenza: la signora in pelliccia e il signorino che veste firmato farebbero meglio a parlare di altri argomenti.<\/p>\n<p>Tuttavia, la vera semplicit\u00e0 non \u00e8 quella delle cose, ma del cuore; e non esistono criteri oggettivi per misurarla e valutarla, n\u00e9 diplomi che la possano attestare.<\/p>\n<p>Chi la possiede, la sente in se stesso; e traspare dai suoi atti, dalle sue parole, dal suo volto.<\/p>\n<p>A patto di averlo ancora, un volto: un volto che rifletta la vita dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Molti individui non hanno pi\u00f9 volto, perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 anima; e hanno perduto la propria anima, perch\u00e9 hanno smarrito le proprie radici. Insieme ad esse hanno perso orgoglio, fierezza e dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ritrovare le radici, quindi, significa ritrovare l&#8217;anima, il volto, la dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Significa, al tempo stesso, riscoprire la bellezza del tutto, e l&#8217;infinita gratitudine che sgorga dalla sua contemplazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una bella, brava e intelligente attrice cinematografica, Liv Ullmann &#8211; una delle interpreti predilette di Ingmar Bergman, che gli fu anche compagna per cinque anni e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23428"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23428\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}