{"id":23420,"date":"2015-07-28T04:27:00","date_gmt":"2015-07-28T04:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-teologia-si-e-autodistrutta-quando-ha-fatto-suo-il-messianesimo-marxista\/"},"modified":"2015-07-28T04:27:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:27:00","slug":"la-teologia-si-e-autodistrutta-quando-ha-fatto-suo-il-messianesimo-marxista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-teologia-si-e-autodistrutta-quando-ha-fatto-suo-il-messianesimo-marxista\/","title":{"rendered":"La teologia si \u00e8 autodistrutta quando ha fatto suo il messianesimo marxista"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un momento nella storia d&#8217;Europa &#8212; anzi, una lunghissima fase &#8212; in cui la teologia \u00e8 stata al vertice della piramide culturale e spirituale: insegnata e ammirata nelle migliori universit\u00e0, coltivata da una classe di professori che rappresentava quanto di meglio il nostro continente potesse vantare in fatto di sapere, speculazione e discernimento.<\/p>\n<p>Il tramonto \u00e8 stato relativamente rapido, anche se, in realt\u00e0, preparato da un cambiamento di paradigma culturale durato alcuni secoli; l&#8217;ultimo atto di questo dramma, per\u00f2, non si \u00e8 consumato che nella seconda met\u00e0 del Novecento e non \u00e8 stato perpetrato ad opera di forze esterne, ma dall&#8217;interno: la teologia, puramente e semplicemente, si \u00e8 autodistrutta.<\/p>\n<p>Il suicidio della teologia cattolica si \u00e8 consumato allorch\u00e9 i suoi professori e i suoi studenti sono passati, quasi nello spazio di una notte, nel campo della cultura laica, &quot;progressista&quot; e di sinistra; ha fatto sue l molte categorie dell&#8217;esistenzialismo (richiamandosi, per\u00f2, pi\u00f9 a Heidegger, e poi, addirittura, a Sartre ed a Simone de Beauvoir, che al vero ed unico &quot;padre nobile&quot; Kierkegaard); ha sposato, in alcuni casi, pi\u00f9 o meno apertamente, pi\u00f9 o meno sfacciatamente, la causa del marxismo rivoluzionario, spacciandosi per &quot;teologia della liberazione&quot;; in effetti, per\u00f2, il morbo \u00e8 venuto incubandosi nei due decenni precedenti, quando la filosofia esistenzialista e la teologia protestante si erano incontrate, neanche tanto in sordina, e avevano fiaccato dall&#8217;interno, come un morbo silenzioso, la sua solidit\u00e0 e la sua capacit\u00e0 di resistenza.<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare l&#8217;analisi che, del fenomeno, ha fatto uno che lo visse dall&#8217;interno, Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, che &#8211; dal 1966 &#8211; era professore a Tubinga, dopo esserlo stato a M\u00fcnster, qualche anno prima, ossia all&#8217;epoca del Concilio Vaticano II (da: J. Ratzinger, \u00abLa mia vita\u00bb; titolo originale: \u00abAus meinem Leben. Erinnerungen 1927-1977\u00bb; traduzione dal tedesco di Giuseppe Reguzzoni, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1997, pp. 102-105):<\/p>\n<p>\u00abCominciai le mie lezioni a Tubinga fin dal semestre estivo del 1966, peraltro in un stato di salute piuttosto precario, dopo le eccessive fatiche del periodo conciliare, della conclusione del Concilio e dell&#8217;iniziale pendolarismo tra M\u00fcnster e Tubinga. [&#8230;]<\/p>\n<p>I &quot;segni dei tempio&quot;, che a M\u00fcnster avevo percepito sempre pi\u00f9 chiaramente, assumevano ormai tratti drammatici. All&#8217;inizio, il clima generale era ancora dominato dalla teologia di Rudolf Bultmann &#8212; con i cambiamenti che a essa aveva apportato Ernst K\u00e4semann. Il mio corso di cristologia nell&#8217;inverno 1966\/67 fu tutto pensato in questa situazione di dialogo. Nel 1967 potemmo ancora celebrare splendidamente i centocinquanta anni della facolt\u00e0 cattolica di teologia, ma si tratt\u00f2 anche dell&#8217;ultima festa accademica nel vecchio stile. Quasi fulmineamente cambi\u00f2 il &quot;paradigma&quot; culturale, a partire dal quale pensavano gli studenti e una parte dei docenti. Fin allora il modo di pensare era stato determinato dalla teologia di Bultmann e dalla filosofia di Heidegger; in breve tempo, quassi nello spazio di una notte, lo schema esistenzialistico croll\u00f2 e fu sostituito da quello marxista. Ernst Bloch insegnava allora a Tubinga e nelle sue lezioni denigrava Heidegger, come piccolo borghese; quasi contemporaneamente al mio arrivo, nella facolt\u00e0 evangelica di teologia fu chiamato J\u00fcrgen Moltmann, che nel suo affascinante libro &quot;Teologia della speranza&quot; ripensava completamente la teologia a partire da Bloch. L&#8217;esistenzialismo andava a pezzi e la rivoluzione marxista si accendeva in tutta l&#8217;universit\u00e0, la scuoteva fin dalle fondamenta.<\/p>\n<p>Qualche anno prima ci si sarebbe potuti aspettare che le facolt\u00e0 di teologia sarebbero state un baluardo contro la tentazione marxista. Ora, invece, avveniva proprio il contrario: esse ne divenivano il vero centro ideologico. La recezione dell&#8217;esistenzialismo, cos\u00ec come era stata attuata da Bultmann, non era rimasta senza conseguenze per la teologia. Come ho gi\u00e0 ricordato, nel mio corso di cristologia avevo cercato di reagire alla riduzione esistenzialistica e qua e l\u00e0 &#8212; soprattutto nel corso su Dio che tenni subito dopo &#8212; avevo persino cercato di porre ad essa dei contrappesi desunti dal pensiero marxista, che, proprio per le sue origini giudaico-messianche, conserva ancora degli elementi cristiani.\u00bb Ma la distruzione della teologia, che avveniva attraverso la sua politicizzazione in direzione del messianesimo marxista, era incomparabilmente pi\u00f9 radicale proprio perch\u00e9 si basava sulla speranza biblica, ma la stravolgeva, cos\u00ec da conservare il fervore religioso, eliminando, per\u00f2, Dio e sostituendolo con l&#8217;azione politica dell&#8217;uomo. Resta la speranza, ma al posto di Dio subentra il partito e, quindi, il totalitarismo di un culto ateistico, che \u00e8 disposto a sacrificare ogni umanit\u00e0 al suo falso dio. Ho visto senza veli il volto crudele di questa devozione ateistica, il terrore psicologico, la sfrenatezza con cui si arrivava a rinunciare a ogni riflessione morale, considerata come un residuo borghese, laddove era in questione il fine ideologico. Tutto ci\u00f2 \u00e8 di per s\u00e9 sufficientemente allarmante, ma diventa una sfida inevitabile per i teologi, quando l&#8217;ideologia \u00e8 portata avanti in nome della fede e la Chiesa \u00e8 usata come suo strumento. Il modo blasfemo con cui la croce veniva dileggiata come sado-masochismo, l&#8217;ipocrisia con cui ci si continuava a dichiarare credenti &#8212; quando ci\u00f2 era ritenuto utile &#8212; per non mettere a rischio gli strumenti per i propri scopi, tutto ci\u00f2 non lo si poteva e non lo si doveva minimizzare o ridurre a una sorta di polemica accademica. Ho vissuto tutto questo sulla mia pelle, dato che, nel momento del culmine dello scontro, ero decano della mia facolt\u00e0, membro del Grande e Piccolo Senato Accademico e membro della commissione incaricata di elaborare una nuova costituzione per l&#8217;universit\u00e0. Naturalmente continuavano a esserci molti normalissimi studenti di teologia.\u00bb<\/p>\n<p>Le facolt\u00e0 cattoliche di teologia della Germania, dunque, nella seconda met\u00e0 degli anni Sessanta del Novecento, erano diventate, nello spazio di un mattino, i veri centri ideologici della cultura rivoluzionaria marxista. Com&#8217;era potuto accadere?<\/p>\n<p>\u00c8 stupefacente che Ratzinger descriva, come cosa del tutto normale, la diffusione del pensiero di Bultmann e di Heidegger nelle facolt\u00e0 di teologia cattoliche: di Bultmann, il teologo protestante che ha demolito quasi l&#8217;intera costruzione del cristianesimo sotto il pretesto della critica al &quot;mito&quot; (riducendo a &quot;mito&quot; gran parte della Bibbia, Vangelo compreso), e di Heidegger, il padre dell&#8217;esistenzialismo contemporaneo (poco o nulla a che fare con la nobile, ardita pensosit\u00e0 di Kierkiegaard), per il quale l&#8217;uomo \u00e8 un essere-per-la-morte, e quale Sartre ha sviluppato, poi, i temi nichilisti &#8212; e marxisti &#8211; della sua filosofia. Bultmann, inoltre &#8211; si noti &#8211; era entrato alla grande nelle universit\u00e0 cattoliche non con la mediazione di qualche teologo cattolico, ma con quella di un altro pastore luterano, Ernst K\u00e4semann; ed Heidegger, a quanto pare, furoreggiava al posto di un pensatore cattolico che sarebbe stato in tutto degno di essergli alla pari, come Romano Guardini, e che avrebbe dovuto essere il naturale punto di riferimento per la cultura cattolica tedesca, se questa non si fosse ormai avviata sulla strada della pazzia e dell&#8217;auto-distruzione.<\/p>\n<p>Che da queste premesse non ci si potesse attendere nulla di buono per la teologia cattolica; che la malattia fosse gi\u00e0 profondamente incubata e non aspettasse altro che l&#8217;occasione per manifestarsi in tutta la sua virulenza, ci sembra perfettamente chiaro: e l&#8217;occasione, ovviamente, \u00e8 stata offerta dal 1968, che ha colpito i seminari cattolici con la stessa violenza del fulmine, li ha rivoluzionati, li ha stravolti, e, nel giro di pochissimi anni &#8212; talvolta di pochissimi mesi, o settimane -, li ha letteralmente svuotati, non senza aver lanciato una critica impietosa, radicale, implacabile, sia contro la direzione didattica di essi, sia contro la cultura cattolica &quot;tradizione&quot; in genere, e, spesso, contro la stessa gerarchia della Chiesa.<\/p>\n<p>Questo fenomeno \u00e8 stato particolarmente sensibile nei Pesi di lingua tedesca: quasi una riedizione, in scala minore, della rivoluzione luterana (ch\u00e9 di rivoluzione si \u00e8 trattato, e non di &quot;riforma&quot;, come continuano a ripetere tutti, libri di testo compresi, in barba alla logica ed in sprezzo di un minimo di onest\u00e0 intellettuale); solo che questa volta la rivoluzione era in salsa marxista e preparava la strada a una deviazione ancora pi\u00f9 pericolosa, la cosiddetta &quot;teologia della liberazione&quot;, che, dietro il pretesto di realizzare la &quot;Chiesa del popolo&quot;, la &quot;Chiesa dei poveri&quot;, restringeva, di fatto, immiseriva, e svuotava dall&#8217;interno, il contenuto religioso del cristianesimo e lo equiparava ad una delle tante ideologie laiche, oltretutto destinata a fallire clamorosamente nel giro di neanche due decenni: il marxismo. Non solo: la &quot;teologia della liberazione&quot; ha assestato un colpo durissimo all&#8217;idea che la Chiesa aveva di se stessa, riducendola, a un dipresso, alle proporzioni di una istituzione democratica, nella quale si vota a maggioranza e si pu\u00f2 cambiare tutto, purch\u00e9 si disponga della forza numerica a ci\u00f2 necessaria.<\/p>\n<p>Quasi patetico, poi, nel racconto di Ratzinger, \u00e8 la sua franca confessione di come, per cercar di arginare la marea esistenzialista, egli abbia cercato di avvalersi, in chiave cristiana e cattolica, dello stesso pensiero marxista, con la motivazione che in esso, almeno, per le sue origini giudaiche e messianiche, traluceva qualcosa di vagamente simile alla speranza cristiana nell&#8217;avvento di un mondo migliore. Ahim\u00e8: il &quot;mondo migliore&quot; del marxismo \u00e8 radicalmente, esclusivamente racchiuso nella sfera immanente, ed \u00e8 dichiaratamente ateo e anti-cristiano; e il tentativo di strumentalizzarlo in chiave cristiana si \u00e8 ritorto contro gli apprendisti stregoni, inquinando alla radice il cristianesimo stesso, vale a dire laicizzandolo e politicizzandolo. La &quot;teologia della liberazione&quot; non \u00e8 che il coerente approdo finale di questa deriva inesorabile che, nella misura in cui \u00e8 stata da taluni, bench\u00e9 vedessero il pericolo, assecondata &#8211; e sia pure in senso machiavellico e strumentale &#8212; si pu\u00f2 ben definire anche irresponsabile.<\/p>\n<p>Si raccoglie quel che si \u00e8 seminato: e, se si \u00e8 seminato, o si \u00e8 permesso che venisse seminato, nelle facolt\u00e0 cattoliche di teologia, il pensiero di Bultmann, di Heidegger, di Marx, non si possono che raccogliere i frutti di una concezione del reale radicalmente svuotata del senso del sacro e del mistero, radicalmente laicizzata e secolarizzata, radicalmente intrisa di materialismo e permeata dalle categorie rivoluzionarie del &quot;proletariato&quot;, della &quot;borghesia&quot; e della inevitabile, necessaria &quot;lotta di classe&quot; fra l&#8217;uno e l&#8217;altra, con Ges\u00f9 arruolato a forza tra le schiere dei &quot;poveri&quot;, vale a dire dei rivoluzionari, e la religione cristiana, il sublime messaggio di amore e riconciliazione del Vangelo, ridotti a fornire l&#8217;impalcatura esterna di un disegno tutto ideologico, politico e sociale di matrice &quot;progressista&quot;, in cui l&#8217;uomo \u00e8 considerato soltanto al livello dei suoi bisogni primari e Dio rimpicciolisce sullo sfondo, fino a scomparire, come \u00e8 giusto che sia per una variabile, tutto sommato, secondaria e inessenziale.<\/p>\n<p>Certo, nessun dubbio sulla buona fede di chi ha visto avanzare la marea, e ha cercato e creduto di salvare il salvabile, in attesa di tempi migliori; ma \u00e8 altrettanto chiaro ed intuitivo che, quando si avvicina la tempesta, il buon marinaio non scende a patti con i marosi, non abbandona la barra del timone, ma affronta il pericolo per quello che realmente \u00e8, col vento in faccia, costi quel che costi e avvenga quel che deve avvenire, senza farsi illusioni di sorta e senza confidare in espedienti e mezzucci di seconda scelta. Del resto, alla forza delle idee si pu\u00f2 rispondere solo con altrettanta forza nelle idee che si difendono; senza dimenticare, nel caso della teologia, che non di costruzioni puramente umane si tratta, ma che, dietro e al di sopra di esse, vi \u00e8 lo Spirito, che soffia dove e quando vuole, e che porter\u00e0 in salvo l&#8217;imbarcazione, se cos\u00ec vuole, e infatti cos\u00ec ha promesso Ges\u00f9 Cristo, anche se tutti i marinai disertassero e, per paura o per pochezza, abbandonassero, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, i propri posti di manovra.<\/p>\n<p>Tutto possono fare gli uomini, quando sono stati accecati dalla vanit\u00e0 e dalla superbia intellettuale, e sedotti dallo spirito di contraddizione, che si compiace di seminare e diffondere ovunque la confusione e il turbamento morale; tutto, tranne una cosa: opporsi al soffio dello Spirito. Questa \u00e8 l&#8217;unica cosa che non possono assolutamente fare, anzi, che non \u00e8 neppure immaginabile; ed \u00e8 qui che si vede la differenza fra chi si ricorda che l&#8217;uomo \u00e8 solo l&#8217;operaio della vigna, e chi, invece, crede di esserne diventato il padrone onnipotente. I teologi dovrebbero sempre ricordarsi di essere, proprio come tutte le altre creature umane, dei semplici ed umili operai: che portano molto frutto, quando sono pieni di umilt\u00e0 e di fedelt\u00e0 verso la Scrittura e la Tradizione; ma che non raccolgono nulla, ed impediscono agli altri di raccogliere, se montano in superbia e cominciano a sragionare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un momento nella storia d&#8217;Europa &#8212; anzi, una lunghissima fase &#8212; in cui la teologia \u00e8 stata al vertice della piramide culturale e spirituale:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[130,157,194,257],"class_list":["post-23420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-esistenzialismo","tag-gesu-cristo","tag-martin-heidegger","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23420\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}