{"id":23406,"date":"2016-02-16T08:12:00","date_gmt":"2016-02-16T08:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/16\/augias-e-pesce-se-li-conosci-li-eviti\/"},"modified":"2016-02-16T08:12:00","modified_gmt":"2016-02-16T08:12:00","slug":"augias-e-pesce-se-li-conosci-li-eviti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/16\/augias-e-pesce-se-li-conosci-li-eviti\/","title":{"rendered":"Augias e Pesce: se li conosci, li eviti"},"content":{"rendered":"<p>Corrado Augias, nato a Roma nel 1935, \u00e8 un giornalista scaltrito e molto noto al pubblico, poich\u00e9 ha collaborato a importanti giornali nazionali, specialmente \u00abLa Repubblica\u00bb, ha tenuto a lungo rubriche televisive (in particolare \u00abLe Storie-Diario italiano\u00bb, andata in onda, quotidianamente, per un decennio, dal 2003 al 2013) e, infine, ha pubblicato una quantit\u00e0 impressionante di libri, fra romanzi, inchieste e saggi, qualcosa come trentacinque volumi. Mauro Pesce, nato a Genova nel 1941, \u00e8 un docente universitario specializzato in storia del cristianesimo, biblista e fondatore dell&#8217;Associazione italiana per lo studio del Giudaismo e del Centro interdipartimentale di studi per l&#8217;Ebraismo e il Cristianesimo; ha pubblicato una ventina di volumi, alcuni titoli dei quali possono dare un&#8217;idea del suo tipo di approccio storico-religioso: \u00abDio senza mediatori. Una tradizione teologica dal giudaismo al cristianesimo\u00bb; \u00abIl cristianesimo e la sua radice ebraica\u00bb; \u00abL&#8217;ermeneutica biblica di Galileo e le due strade della teologia cristiana\u00bb; \u00a0\u00abLe parole dimenticate di Ges\u00f9\u00bb; e \u00abChi ha paura del Ges\u00f9 storico?\u00bb.<\/p>\n<p>Insieme, essi hanno dato alle stampe un libro-intervista, nel senso che Augias fa le domande e Pesce d\u00e0 le risposte, intitolato \u00abInchiesta su Ges\u00f9\u00bb, pubblicato nel 2006 con gran<em>\u00a0battage<\/em>\u00a0pubblicitario e mediatico e presentato come un libro che, finalmente, quasi fosse la prima volta nella storia, fa un discorso di verit\u00e0, aperto e coraggioso, su Ges\u00f9 Cristo, la sua figura storica, il suo messaggio, la religione che a lui si ispira: un libro che non pretende di fare delle &quot;rivelazioni&quot;, che non punta ad alcuna forma di scanalo, anzi, critica la superficialit\u00e0 del polpettone di Dan Brown \u00abIl Codice Da Vinci\u00bb; ma poi procede citando teologi e biblisti come Han K\u00fcng e come Elaine Pagels, o come Harold Bloom (che \u00e8 un critico letterario e non certo un biblista o un esperto di storia del cristianesimo) e perfino Voltaire (citato tre volte) e guardandosi bene dal richiamarsi alle massime autorit\u00e0 della teologia e della critica neotestamentaria di parte cattolica. Tommaso d&#8217;Aquino \u00e8 citato una sola volta, e fuori contesto; Joseph Ratzinger \u00e8 citato due volte, la prima per metterlo in una luce malevola (avrebbe mostrato &quot;mancanza di delicatezza&quot; verso i Giudei per la scelta del cardinale Lustiger, un ebreo convertito, per farsi rappresentare alla commemorazione del quarantennale della \u00abNostra aetate\u00bb, il documento del Concilio Vaticano II che inaugurava il &quot;disgelo&quot; verso il Giudaismo; cosa che avrebbe tanto irritato il rabbino capo di Roma, da indurlo a disertare la cerimonia); la seconda, per fargli un processo alle intenzioni, attribuendogli scarsa propensione per il &quot;dialogo&quot; con il Giudaismo, inteso come riconoscimento a senso unico delle &quot;colpe&quot; dei cristiani, nonch\u00e9 una interpretazione non abbastanza giudaica, e tropo &quot;cristiana&quot;, della figura e della predicazione di Ges\u00f9 Cristo!<\/p>\n<p>Sforzo costante di tutto il libro, molto ben dissimulato, \u00e8, da un lato, &quot;recuperare&quot; Ges\u00f9 Cristo alla tradizione religiosa giudaica, senza residui e senza riserve, dall&#8217;altro, quello di offrire una chiave di lettura prevalentemente politica e sociale del suo messaggio, come una attesa della realizzazione del Regno di Dio sulla terra, in un prossimo futuro, e nella instaurazione della giustizia nei rapporti umani, insomma una &quot;redenzione&quot; tutta laica e immanente.<\/p>\n<p>Il primo punto si avvale di una serie incessante di luoghi comuni, ulteriormente ribaditi e rafforzati, il cui nucleo \u00e8 il seguente: il cristianesimo, e la Chiesa cattolica in particolare, sono sempre stati anti-giudaici; hanno sempre discriminato gli Ebrei; hanno accettato malvolentieri l&#8217;instaurazione dei &quot;diritti dell&#8217;uomo&quot; nella modernit\u00e0, poi, la fondazione dello Stato d&#8217;Israele. In compenso, a partire dal Concilio Vaticano II, hanno incominciato a fare doverosa ammenda dei loro atteggiamenti antisemiti, delle loro responsabilit\u00e0 e delle loro colpe, se non altro di omissione e di silenzio&quot;, rispetto all&#8217;Olocausto; solo che queste lodevoli iniziative sono tuttora tenacemente contrastate da uno &quot;zoccolo duro&quot; di anti-giudaismo presente nel cuore della Chiesa, da un persistente sentimento di ostilit\u00e0, o almeno di diffidenza; da una mai sopita insofferenza venata di pregiudizi, e, in particolare, dalla vecchia accusa di &quot;deicidio&quot; rivolta al popolo ebreo nel suo complesso.<\/p>\n<p>Dell&#8217;ostilit\u00e0 al cristianesimo dei Giudei, nemmeno una parola; del fatto che non solo Ges\u00f9, ma anche i suoi primi apostoli, siano stati perseguitati a morte dal Sinedrio, con ogni mezzo, legale e illegale (nel caso di San Paolo, un tentativo di farlo assassinare mentre i soldati romani lo scortavano da Gerusalemme a Cesarea, perch\u00e9 vi fosse giudicato), nulla; del fatto che, in tutte le comunit\u00e0 giudaiche sparse nell&#8217;Impero romano, e specialmente \u00a0a Roma, presso gli imperatori, i Giudei si siano serviti di ogni occasione per istigare la persecuzione dello Stato contro i cristiani, ancora nulla. Nulla sul fatto che i Giudei aprirono le porte ai Persiani e, poco pi\u00f9 tardi, agli Arabi, quando le terre cristiane del Vicino Oriente dell&#8217;Egitto sfuggirono al controllo degli imperatori bizantini; e che in pi\u00f9 occasioni si siano resi protagonisti, in prima persona, di giganteschi massacri di cristiani, come appunto a Gerusalemme, all&#8217;epoca della conquista sassanide. Nulla anche della ferma volont\u00e0 di non integrarsi, di considerare tutti i Gentili, cio\u00e8 i cristiani, come massa dannata, meritevole dell&#8217;Inferno e di ogni maledizione, come peraltro raccomanda, e, anzi impone, il \u00abTalmud\u00bb; o del fatto che i Giudei, nell&#8217;Europa medievale, esercitassero l&#8217;usura in misura tale, da attirarsi l&#8217;odio delle popolazioni, non per ragioni religiose, ma economico-sociali. Allo stesso modo, non si accenna mai a una distinzione fra anti-giudaismo e anti-semitismo; si mescolano le due cose; si tace che le riserve della Chiesa cattolica verso il giudaismo erano di natura religiosa, n\u00e9 avevano a che fare con l&#8217;antisemitismo razzista, tanto \u00e8\u00a0vero che i Giudei convertiti al cristianesimo venivano &#8211; e vengono &#8211; accolti senza riserve nell&#8217;ambito della cristianit\u00e0, con pari diritti e doveri; e che alcuni grandi santi e personaggi insigni del cristianesimo sono stati dei Giudei convertiti, dallo stesso San Paolo alla luminosa figura di Edith Stein, monaca carmelitana perita ad Auschwitz.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il secondo aspetto, in verit\u00e0 meno fortemente sottolineato, si sostiene che Ges\u00f9 non voleva altro, in fondo, che l&#8217;instaurazione di un regno di Dio che equivalesse al regno della giustizia e della pace sulla terra, come lo voleva qualunque giudeo osservante; che il \u00abPadre nostro\u00bb non ha alcunch\u00e9 d&#8217;innovativo, ma \u00e8 una preghiera che qualunque giudeo osservante avrebbe potuto recitare in perfetta coscienza; che il Sermone della Montagna, evidentemente, non ha quella valenza rivoluzionaria che gli \u00e8 stata attribuita, se non, appunto, in senso politico e sociale.<\/p>\n<p>Citiamo qualche estratto del libro, per mostrare le tesi precostituite che gli Autori si propongono di smerciare come moneta buona, ossia come disamina serena e spassionata, storicamente oggettiva e intellettualmente &quot;onesta&quot;, cio\u00e8 scevra di pregiudizi, scegliendo quasi a caso;dal momento che tutto il libro, dal principio alla fine, \u00e8 un&#8217;opera &quot;a tesi&quot;, spacciata, per\u00f2, all&#8217;opposto, per una inchiesta disinteressata, neutra, equa e imparziale (da: C. Augias-M. Pesce, &quot;Inchiesta su Ges\u00f9. Chi era l&#8217;uomo che ha cambiato il mondo&quot; (Milano, Mondadori, 2006):<\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo \u00e8 un movimento sorto dopo Ges\u00f9 e che, per molti versi, ne ha nascosto l&#8217;ebraicit\u00e0, allontanando da lui le Chiese di oggi. Gli studi storici ne hanno dimostrato l&#8217;ebraicit\u00e0, tuttavia questa conquista \u00e8 spesso ignorata dai fedeli e, anche quando \u00e8 conosciuta, non \u00e8 percepita in tutte le sue conseguenze\u00bb (p. 23).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon c&#8217;\u00e8 una sola idea o consuetudine, una sola delle principali iniziative di Ges\u00f9 che non siano integralmente ebraiche\u00bb (p. 26).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abForse il cristianesimo nasce addirittura nella met\u00e0 del II secolo. \u00a0In quel momento portano il nome di &quot;cristiani&quot; quasi soltanto i non ebrei che credono in Ges\u00f9; il cristianesimo \u00e8 la loro religione\u00bb (p. 201).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl Dio in cui Ges\u00f9 mostra assoluta fiducia \u00e8 il Dio ebraico che ha espresso la sua volont\u00e0 nella Legge biblica. Per Ges\u00f9 il cuore di questa legge sta nel Decalogo: l\u00ec Dio rivela ci\u00f2 che in concreto si deve fare, su quelle norme esige assoluta obbedienza.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 aspetta l&#8217;avvento del regno di Dio che avr\u00e0 luogo in due modi diversi. Quando arriver\u00e0 il regno di Dio, si avr\u00e0 un giudizio universale, ma anche un periodo intermedio in cui il messia regner\u00e0 e la terra sar\u00e0 rinnovata: una specie di sogno utopico in cui le forze della natura diventeranno benefiche, ogni contrasto avr\u00e0 fine. In seguito, questa idea del regno intermedio sembra essere rimasta solo in alcuni gruppi di seguaci, per poi essere trascurata dalla maggior parte dell&#8217;esperienza cristiana. Solo in certe correnti marginali del cristianesimo \u00e8 di tanto in tanto riaffiorata nel corso dei secoli. Di ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha lasciato fa quindi parte anche la smisurata speranza che il mondo possa essere redento in termini non solo teologici ma concreti, che il mondo cio\u00e8 ossa davvero cambiare. Ges\u00f9 era certo di questo rinnovamento e anche il grande mutamento non ebbe luogo, egli ha lasciati ai seguaci una speranza che ha continuato a incendiare il cuore degli uomini\u00bb (p. 220).<\/em><\/p>\n<p>Insomma: i cristiani hanno &quot;scippato&quot; Ges\u00f9 all&#8217;ebraismo e si sono serviti di lui per &quot;costruire&quot; una religione tendenzialmente anti-giudaica. Strano: avevamo sempre saputo che fu il Giudaismo a rifiutare Ges\u00f9, e che fu il Sinedrio a volerne la morte di croce. O si tratta di dettagli irrilevanti? Eppure \u00e8 stato Ges\u00f9 a osservare che la pietra, rifiutata dai costruttori, \u00e8 diventata la pietra d&#8217;angolo. E quanto al fatto che l&#8217;aver &quot;nascosto&quot; l&#8217;ebraicit\u00e0 di Ges\u00f9 (ma chi mai si \u00e8 sognato di negare, o adombrare, il fatto che Ges\u00f9 era ebreo?), avrebbe allontanato i cristiani da lui, dalla sua vera figura e dal suo vero messaggio, travisandolo in senso, appunto, &quot;cristiano&quot; (paolino? o, come azzardano gli Autori, di san&#8217;Ireneo di Lione?), come mai, allora, i Giudei lo hanno sempre percepito come estraneo e blasfemo rispetto al loro credo? Se Ges\u00f9 era cos\u00ec &quot;ebreo&quot;, cos\u00ec ligio alla Legge mosaica, perch\u00e9 mai i Giudei hanno voluto farlo morire? Resterebbe un mistero inspiegabile. La verit\u00e0 \u00e8 completamente diversa: Ges\u00f9, pur essendo ebreo, predic\u00f2 una Lieta Novella che andava molto al di l\u00e0 degli orizzonti, mentali, religiosi ed etici, del Giudaismo: \u00abVoi avete sentito che \u00e8 stato detto&#8230; ma io vi dico\u00bb: ecco il Discorso della Montagna; ecco l&#8217;essenza del cristianesimo. Che \u00e8 realmente un&#8217;altra cosa, rispetto al Giudaismo. E non occorre certo aspettare la seconda met\u00e0 del II secolo, cio\u00e8 un secolo e mezzo dopo la morte di Ges\u00f9, per trovare i cristiani: i cristiani sono gi\u00e0 l\u00ec, fra coloro che ascoltano le parole di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Questo per quanto riguarda l&#8217;ebraicit\u00e0 di Ges\u00f9, della quale altra volta ci siamo occupati (cfr. il nostro articolo: \u00abGes\u00f9 ebreo? No, grazie\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 29\/09\/2010, e ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 09\/12\/2014). Per quanto riguarda la sua attesa di una &quot;redenzione&quot; del mondo che sarebbe avvenuta non solo in termini teologici, ma concreti, e insomma che il mondo potesse davvero cambiare, non si pu\u00f2 non notare la disinvoltura con cui gli Autori sottintendono che un &quot;vero&quot; cambiamento \u00e8 sempre e solo un cambiamento concreto, e che un cambiamento di tipo spirituale e morale \u00e8 solo, evidentemente, e nel migliore dei casi, un &quot;mezzo&quot; cambiamento. Ma era questa la prospettiva di Ges\u00f9? Rispondere in senso affermativo, significa fare di Ges\u00f9 un agitatore politico e sociale: interpretazione vecchia, vecchissima, anche se &quot;rinverdita&quot; (abusivamente) dalla sottocultura sessantottina, che voleva fare di Ges\u00f9 un precursore di Ernesto Che Guevara; ma ormai non pi\u00f9 presa sul serio quasi da alcuno studioso (semmai, da certi sedicenti teologi, progressisti e di sinistra: i cosiddetti &quot;teologi della liberazione&quot;). Augias e Pesce hanno preteso di offrirci una &quot;nuova&quot; lettura dell&#8217;uomo Ges\u00f9, ma essa \u00e8, in realt\u00e0, fatta di cascami di cose vecchie e screditate.<\/p>\n<p>E infine, sommessamente, ci permettiamo di fare una piccola, indiscreta domanda: come mai non si parla mai, nel loro libro, neppure in via d&#8217;ipotesi, neppure per rispetto a un paio di miliardi e passa di abitanti del pianeta Terra, di Ges\u00f9 Cristo come Figlio di Dio? Nel libro, si d\u00e0 semplicemente per scontato che ci\u00f2 sarebbe assurdo e indegno di una indagine seria; basta vedere come \u00e8 trattato il discorso sulla paternit\u00e0 di Giuseppe e sulla verginit\u00e0 di Maria: pi\u00f9 o meno come avrebbe potuto trattarlo un <em>philosophe<\/em> deista e anticristiano del XVIII secolo; meglio ancora: pi\u00f9 o meno come lo ha trattato il filosofo pagano Celso, lui pure anticristiano arrabbiato, fin dal II secolo (cfr. il nostro articolo: \u00abGes\u00f9 Cristo, as you like it, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 03\/03\/2015, e su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 04\/03\/2015). Tanto \u00e8 vero che si cita perfino Voltaire, e sia pure per criticarne l&#8217;antisemitismo e per adoperarlo, vecchio trucco del mestiere, per negare ipocritamente la sua credibilit\u00e0 come storico della religione; ma intanto accreditando e passando per buona la sua idea che il Ges\u00f9 storico e il Ges\u00f9 della Chiesa cattolica siano due figure molto diverse tra loro.<\/p>\n<p>Insomma: Augias e Pesce, se li conosci, li eviti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corrado Augias, nato a Roma nel 1935, \u00e8 un giornalista scaltrito e molto noto al pubblico, poich\u00e9 ha collaborato a importanti giornali nazionali, specialmente \u00abLa Repubblica\u00bb,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30155,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[107,120,157],"class_list":["post-23406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-false-religioni","tag-cattolicesimo","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-false-religioni.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23406"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23406\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30155"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}