{"id":23401,"date":"2011-08-22T09:09:00","date_gmt":"2011-08-22T09:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/22\/lelemento-divino-presente-nellattimo-e-pungolo-e-caparra-delleterno\/"},"modified":"2011-08-22T09:09:00","modified_gmt":"2011-08-22T09:09:00","slug":"lelemento-divino-presente-nellattimo-e-pungolo-e-caparra-delleterno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/22\/lelemento-divino-presente-nellattimo-e-pungolo-e-caparra-delleterno\/","title":{"rendered":"L\u2019elemento divino presente nell\u2019attimo \u00e8 pungolo e caparra dell\u2019Eterno"},"content":{"rendered":"<p>Un cielo chiaro, luminosissimo, immenso, sopra di noi.<\/p>\n<p>La brezza marina che accarezza la pelle con impalpabili dita sensuali.<\/p>\n<p>Gli schizzi della spuma che si frangono sugli scogli ed esplodono nell&#8217;aria come lampi salmastri e festosi.<\/p>\n<p>E lei, lei, con il suo sorriso incantevole, con la sua aria maliziosa e divertita.<\/p>\n<p>Gli sguardi complici, le fossette sotto gli occhi, la risata argentina.<\/p>\n<p>Attimi di eternit\u00e0, attimi che sembrano rubati agli dei.<\/p>\n<p>Come sarebbe bello se si fermassero per sempre; se quest&#8217;ora impareggiabile, che ti fa groppo in gola come un frutto succoso e proibito, rimanesse qui e non se ne andasse mai.<\/p>\n<p>Se questa estate grande, possente, libera, si innalzasse fino all&#8217;estremo orizzonte e inglobasse passato e futuro, qui e altrove, dentro e fuori, luce e ombra.<\/p>\n<p>Se la sua risata argentina, se i suoi occhioni vivaci potessero brillare per sempre e rischiarare senza fine ogni passo della vita che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Anzi, se non ci fosse pi\u00f9 una vita che verr\u00e0, ma solo questa vita che \u00e8 qui e adesso, in questo riflesso del mare, in questi spruzzi della schiuma, in queste strida dei gabbiani.<\/p>\n<p>Oh s\u00ec, sarebbe stupendo; sarebbe abbastanza per placare la fame e la sete di qualunque Faust, di qualunque viandante dai piedi feriti, che vaga sulle strade polverose del mondo&#8230;<\/p>\n<p>Oppure no?<\/p>\n<p>Oppure, se un tale prodigio divino potesse mai realizzarsi, subentrerebbero lentamente, impercettibilmente, inesorabilmente, il senso della ripetizione, della stanchezza, perfino della noia, se non addirittura della saziet\u00e0?<\/p>\n<p>Chi siamo noi uomini: esseri eternamente desideranti, sempre protesi un passo o un oceano oltre di noi; o bruti grufolanti nella melma, pasciuti e soddisfatti del piacere momentaneo?<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 giusto che ci incanti, che ci attragga, che ci risucchi: la gratitudine verso il qui ed ora o la tensione verso l&#8217;altrove e il domani?<\/p>\n<p>Questi pensieri mi si rivolgono nella mente, nitidi, chiari, mentre mi siedo in riva al mare immenso, dopo aver giocato e scherzato con Sabina che, lanciando i suoi gridolini, fingeva di resistere a un assalto in piena regola, e ad entrambi doleva lo stomaco dal gran ridere.<\/p>\n<p>Tiro il fiato mediante una serie di profondi respiri e mi lascio abbacinare dalla luce che scende dall&#8217;alto ed esplode nelle iridi come un ineguagliabile fuoco d&#8217;artificio.<\/p>\n<p>Il mio respiro si \u00e8 messo in sintonia con il respiro del mare; la mia vista, con il tremolare dell&#8217;aura che, all&#8217;orizzonte, avvolge le montagne lontane della sponda opposta.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 pace, quiete, silenzio.<\/p>\n<p>Un gabbiano si libra solitario, ad ali spiegate, sfruttando con suprema eleganza una possente, interminabile corrente ascensionale.<\/p>\n<p>E tutto \u00e8 come nuovo, bagnato in questa luce di mezza estate che dissolve in un liquido scintillio le forme e i colori delle cose.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 bello, leggero, commovente, come in una perfetta sequenza di danza classica; come nel volteggiare impareggiabile di una pattinatrice sul ghiaccio.<\/p>\n<p>La natura \u00e8 in pace e anche noi siamo in pace, abbandonandoci dolcemente nel suo seno, uniformandoci al suo respiro profondo e regolare.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 come deve essere; come \u00e8 sempre stato e come sempre sar\u00e0.<\/p>\n<p>Il mare respira come respirava milioni di anni fa; il sole spende in cielo come splendeva prima della creazione del mondo.<\/p>\n<p>Sabina scherza e mi sorride come hanno scherzato e sorriso ai loro uomini milioni di donne prima di lei e come scherzeranno e sorrideranno milioni di donne dopo di lei.<\/p>\n<p>Anche i miei pensieri, le mie emozioni, il mio interrogarmi, sono gi\u00e0 stati esperiti infinite volte, sotto innumerevoli cieli e continueranno ad esserlo in futuro.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 gi\u00e0 stato, eppure tutto \u00e8 sempre nuovo.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 uguale a se stesso, eppure tutto \u00e8 unico, prodigioso, irripetibile.<\/p>\n<p>Forse siamo gi\u00e0 stati qui anche noi e forse ci ritorneremo, sotto altre vesti corporee, in altre circostanze e situazioni.<\/p>\n<p>Forse questi stessi spruzzi di schiuma, che ora si stanno rompendo ed esplodono gioiosamente sopra gli scogli, hanno gi\u00e0 sferzato un&#8217;altra Sabina e un altro me stesso; forse questa nostalgia che ci afferra alla gola non \u00e8 che il ricordo confuso di un altro mattino di mezza estate, simile a questo, che per\u00f2 abbiamo vissuto cento, mille o diecimila anni or sono.<\/p>\n<p>Forse siamo gi\u00e0 stati qui, abbiamo gi\u00e0 respirato quest&#8217;aria carica di salsedine, ci siamo gi\u00e0 abbronzato sotto i raggi di questo sole, quando abitavamo un altro involucro fisico, chiss\u00e0 quando, chiss\u00e0 quando&#8230;<\/p>\n<p>Forse&#8230;<\/p>\n<p>Eppure ci sono dei momenti, come questo, in cui si vorrebbe stringere il pugno e dire loro: \u00abVi prego, rimanete! Non andate via&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Ci sono dei momenti in cui la gioia perfetta dell&#8217;attimo \u00e8 quasi dolorosa e gi\u00e0 porta in s\u00e9, impercettibile, come un rovello sottile ma implacabile, la consapevolezza che il tempo si porter\u00e0 via tutto; che stasera scender\u00e0 la notte e che domani sar\u00e0 tutto diverso e noi non saremo pi\u00f9 noi, saremo irrimediabilmente altri.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 nell&#8217;attimo fuggente che si disvela, talvolta, cos\u00ec, senza preavviso, la nostra parte pi\u00f9 vera e profonda: quella che non mostriamo mai agli altri, quella che, forse, non conosciamo realmente neppure noi stessi.<\/p>\n<p>Sono momenti impalpabili, quasi evanescenti, di una bellezza da mozzare il fiato: quando, per esempio, un uomo e una donna si avvicinano l&#8217;uno all&#8217;altra pi\u00f9 di quanto sembra che potrebbero mai fare due esseri umani, non solo fisicamente, ma con la pi\u00f9 riposte profondit\u00e0 dell&#8217;anima; in cui essi lasciano cadere maschere e veli, calcoli e prudenze, pudori e convenienze, per lasciarsi vedere cos\u00ec come sono realmente, sino in fondo, nella loro pi\u00f9 intima essenza&#8230;<\/p>\n<p>Sono momenti in cui non sembra pi\u00f9 di essere ancora in due, ma di essere diventati uno: una sola anima e, quasi, un corpo solo, che respira, sente e ama all&#8217;unisono&#8230;<\/p>\n<p>Momenti, certo: momenti che valgono un&#8217;eternit\u00e0; e, nondimeno, momenti che devono essere oltrepassati.<\/p>\n<p>Non ci si pu\u00f2 fermare, nemmeno quando si ha la ventura di entrare in un giardino di delizie; non siamo qui per questo, non siamo dei turisti sfaccendati e voluttuosi.<\/p>\n<p>Siamo viandanti con una meta, con una chiamata cui rispondere, con un lavoro da compiere: il lavoro della nostra stessa evoluzione, della nostra chiarificazione interiore.<\/p>\n<p>Siamo qui per rendere sempre pi\u00f9 terso e trasparente il nostro sguardo; per affinare sempre di pi\u00f9 la nostra seconda vista.<\/p>\n<p>La nostra pace, il nostro significato, il senso del nostro esserci, sono la posta in gioco di questo pellegrinaggio, di questa ricerca inesausta, che sempre rinasce e sempre si rinnova; che mai potrebbe sedere sugli allori di una verit\u00e0 parziale.<\/p>\n<p>Abbiamo un compito da svolgere, siamo stati chiamati per questo; e tale compito consiste nella nostra suprema fedelt\u00e0 a noi stessi, non in qualcosa che sia fuori di noi e altro da noi.<\/p>\n<p>Non dobbiamo alienarci e tanto meno annullarci in qualcos&#8217;altro; dobbiamo realizzare la nostra parte pi\u00f9 vera e profonda, dare una forma definita alla nostra anima.<\/p>\n<p>Non vogliamo negare la vita, ma portarla a compimento nelle sue pi\u00f9 alte potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed esserle intimamente grati.<\/p>\n<p>La gratitudine verso la vita \u00e8 la cifra, la misura della nostra comprensione del reale; se non abbiamo gratitudine verso di essa, allora siamo ancora al principio del cammino.<\/p>\n<p>Lo sviluppo della consapevolezza \u00e8 la graduale presa di coscienza che tutto \u00e8 grazia, che tutto \u00e8 per il bene, che tutto merita la nostra riconoscenza infinita.<\/p>\n<p>Dunque, anche l&#8217;attimo.<\/p>\n<p>L&#8217;attimo va superato, ma con il cuore colmo di gratitudine verso di esso: la dolcezza che talvolta ci regala ha veramente in s\u00e9 qualche cosa di sublime, quasi di divino.<\/p>\n<p>Esso non ci viene dato per una sorta di ironia del destino, per una specie di beffa nei confronti del nostro radicale bisogno di stabilit\u00e0 e permanenza; al contrario.<\/p>\n<p>L&#8217;attimo \u00e8 il pungolo che ci sprona a rivolgere lo sguardo verso l&#8217;Eterno e, al tempo stesso, \u00e8 la caparra che l&#8217;Eterno ci consegna, in attesa di completare interamente la promessa.<\/p>\n<p>Noi non saremmo qui, non saremmo stati chiamati dal non essere all&#8217;essere, se non ci fosse stata fatta, nel medesimo tempo, una tacita, sacra promessa: che non scompariremo nel fluire degli attimi, che nulla si perder\u00e0 nel flusso degli istanti; ma che ogni cosa, e noi con essa, \u00e8 destinata a rientrare nel grandioso fluire dell&#8217;Essere, da cui tutto ha preso inizio.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che l&#8217;attimo \u00e8 per noi una realt\u00e0 immanente di pura gioia, di pienezza luminosa ma fugace; e, contemporaneamente, una finestra spalancata sul mistero dell&#8217;Essere, che rimanda ad altro da s\u00e9, verso gli orizzonti sconfinati dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Bisogna imparare, per cos\u00ec dire, a leggere l&#8217;attimo secondo lo schema di una doppia partitura: chi vi legge solo quella del presente, rimane schiavo dell&#8217;impermanenza e si attacca a ci\u00f2 che \u00e8 destinato a passare; chi vi legge solo quella dell&#8217;Eterno, saltando la prima a pie&#8217; pari, si comporta come colui che, ignorando l&#8217;alfabeto, vorrebbe mettersi a parlare con il linguaggio impareggiabile di un Demostene o di un Cicerone.<\/p>\n<p>Non cos\u00ec, ma insieme; e, per\u00f2, nel giusto ordine di priorit\u00e0: la partitura inferiore deve costituire il preludio e, per cos\u00ec dire, il trampolino per quella superiore e giammai viceversa; solo cos\u00ec potremo cogliere la superba armonia dell&#8217;insieme.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura dell&#8217;attimo verso la dimensione dell&#8217;Eterno \u00e8 ci\u00f2 che lo redime dalla chiusura in se stesso, dalla malinconia e dalla disperazione del divenire; \u00e8 l&#8217;elemento che gli conferisce un profumo pi\u00f9 intenso, una luminosit\u00e0 pi\u00f9 trasparente, una tonalit\u00e0 pi\u00f9 calda, cose tutte che sfuggono allo sguardo del materialista e del voluttuoso, che rimangono ostinatamente incatenati alla sua fugacit\u00e0.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Ora Sabina ed io ci sediamo sulla sabbia, contemplando silenziosi e commossi lo spettacolo di un grandioso castello di nubi che il sole, salendo nel cielo, illumina dal basso di una luce porporina e dorata, dallo splendore indescrivibile a parole.<\/p>\n<p>\u00c8 bello essere qui, ora, con il corpo ancora ruscellante d&#8217;acqua salmastra, ad asciugarsi sotto i caldi raggi del sole.<\/p>\n<p>\u00c8 bello godere pienamente di questo mattino chiaro, luminoso, che somiglia al primo giorno della creazione del mondo.<\/p>\n<p>E ancora pi\u00f9 bello \u00e8 riuscire a goderne senza attaccamento, senza egoismo, senza l&#8217;assurda pretesa che esso si fermi per sempre.<\/p>\n<p>\u00c8 bello goderne e lasciarlo andare, come un uccellino cui sia stata aperta la porticina della gabbia e che voli felice nell&#8217;aria, riconquistando la sua libert\u00e0.<\/p>\n<p>Noi non dobbiamo aggrapparci al possesso dell&#8217;uccellino in gabbia, ma dobbiamo imparare a vivere con saggezza, ammirando il libero volo degli uccelli nel cielo sconfinato.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec possiamo predisporre la nostra anima al grande salto che essa dovr\u00e0 compiere, quando verr\u00e0 il momento di oltrepassare la porticina della nostra gabbia per affrontare il volo nella vastit\u00e0 sconvolgente dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un cielo chiaro, luminosissimo, immenso, sopra di noi. 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