{"id":23398,"date":"2017-10-04T12:34:00","date_gmt":"2017-10-04T12:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/04\/attenti-ai-falsi-maestri\/"},"modified":"2017-10-04T12:34:00","modified_gmt":"2017-10-04T12:34:00","slug":"attenti-ai-falsi-maestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/04\/attenti-ai-falsi-maestri\/","title":{"rendered":"Attenti ai falsi maestri"},"content":{"rendered":"<p>Come suonano di attualit\u00e0, purtroppo, le parole di san Pietro, nella seconda lettera che porta il suo nome (2, 1-22; tradizione a cura di U. Vanni):<\/p>\n<p><em>Ci furono falsi profeti nel popolo: ugualmente anche tra voi ci saranno falsi maestri, i quali introdurranno divisioni pericolose e, rinnegando il loro padrone che li riscatt\u00f2, attireranno su se stessi una rovina veloce. Molti seguiranno le loro lascivie e per causa loro la via della verit\u00e0 sar\u00e0 denigrata. Nella loro cupidigia cercheranno di comprarvi con discorsi artefatti: ma il loro giudizio di condanna gi\u00e0 da tempo \u00e8 in azione e la loro perdizione non ritarda.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio infatti non perdon\u00f2 agli angeli che avevano peccato, ma, condannandoli al tartaro, li confin\u00f2 nelle fosse tenebrose perch\u00e9 vi fossero trattenuti fino al giudizio. Non perdon\u00f2 al mondo antico, ma quando scaten\u00f2 il diluvio sul mondo degli empi, custod\u00ec No\u00e8 come ottavo in quanto annunciatore di giustizia; condann\u00f2 le citt\u00e0 di Sodoma e Gomorra, incenerendole, dando un esempio agli empi di quanto accadr\u00e0 nei tempi futuri; salv\u00f2 il giusto Lot, tormentato dalla condotta sfrenata di gente senza legge. Infatti abitando, lui giusto, in mezzo a loro, sentiva la sua anima retta tormentata giorno per giorno da ci\u00f2 che vedeva ed udiva in opere inique: il Signore seppe salvare i buoni dalla prova e conservare i cattivi fino al giorno del giudizio per punirli, specialmente coloro che seguivano la carne nella bramosia di turpitudini e disprezzavano la dignit\u00e0 del Signore.<\/em><\/p>\n<p><em>Incoscienti ed egoisti, non tremano e davanti alle manifestazioni della gloria, bestemmiando, mentre gli angeli, pur essendo in potenza e forza superiori, non reggono al giudizio di condanna pronunciato presso il Signore su di loro. Questi invece, come bestie irragionevoli, nate proprio per essere catturate e per morire, bestemmiano ci\u00f2 che non conoscono e periranno della morte loro, subendo a loro danno il contraccambio della malvagit\u00e0; ritengono delizia il piacere di un giorno; macchiati e luridi, si immergono nel piacere, facendo a voi buon viso con sedizioni ingannevoli.<\/em><\/p>\n<p><em>Hanno gli occhi pieni di passione per l&#8217;adultera, non cessano di saziarsi di peccato, adescano le persone deboli, hanno il cuore assuefatto alla cupidigia, sono figli di maledizione; abbandonando la via retta si sono smarriti, hanno seguito la via di Balaam, di Bosor, che am\u00f2 la ricompensa di ingiustizia ed ebbe una lezione per la sua iniquit\u00e0: un giumento muto, esprimendosi in voce umana, fren\u00f2 l&#8217;idiozia del profeta.<\/em><\/p>\n<p><em>Costoro sono sorgenti senz&#8217;acqua, nubi in preda al vento della tempesta: \u00e8 riservato loro il buio delle tenebre. Mediante parole tronfie e vanitose adescano, sollecitando gli istinti lascivi della carne, coloro che non si distaccano del tutto da quanti stanno vivendo nell&#8217;errore. Promettono loro la libert\u00e0, mentre sono, essi stessi, schiavi della corruzione: ciascuno infatti rimane schiavo di ci\u00f2 che lo vince. Se infatti dopo aver fuggito le brutture del mondo mediante la conoscenza approfondita del Signore nostro e salvatore Ges\u00f9 Cristo, impigliandovisi di nuovo, sono vinti, la loro situazione ultima diventa peggiore di quella iniziale. Sarebbe stato infatti meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, tornare indietro dai comandamenti santi loro dati. A loro \u00e8 accaduto quanto dice un proverbio vero: &quot;il cane si rivolge verso ci\u00f2 che ha vomitato&quot;; e &quot;la scrofa, lavata, ritorna a sguazzare nel fango&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 queste parole dovrebbero avere un sapore di amara attualit\u00e0, visto che la chiesa di papa Bergoglio sembra essere, pi\u00f9 che mai, la chiesa dei poveri, degli ultimi, oltre che dei misericordiosi, e quindi di tutto la si pu\u00f2 accusare, ma non certo di indulgere ai vizi e alla crapula? Si rileggano con attenzione le espressioni di san Pietro: egli incomincia il suo discorso dicendo: <em>anche tra voi ci saranno falsi maestri, i quali introdurranno divisioni pericolose<\/em>; e ancora: <em>per causa loro la via della verit\u00e0 sar\u00e0 denigrata<\/em>; e ancora: <em>cercheranno di comprarvi con discorsi artefatti.<\/em> Dunque, i cattivi maestri non sono soltanto quelli che danno il cattivo esempio del vizio, del peccato e dell&#8217;incoerenza morale rispetto al Vangelo. Al contrario, i cattivi maestri possono anche essere moralmente irreprensibili, e condurre una vita casta, perfino ascetica: ci\u00f2, del resto, ricollegandoci con il primo termine di paragone istituito da san Pietro, cio\u00e8 i falsi profeti dell&#8217;antichit\u00e0, storicamente si attaglia a non pochi cattivi maestri che si sono succeduti nella storia della Chiesa, particolarmente agli eretici. Da Pelagio, su, su, fino a Calvino, e passando per i &quot;perfetti&quot; del catarismo, non risulta che questi e altri simili personaggi, ugualmente promotori di lacerazioni dolorosissime, fossero dei viziosi o degli incontinenti; risulta, al contrario, che fossero di costumi intemerati. Ma si pu\u00f2 essere cattivi maestri, anzi pessimi, pure in un altro modo, perfino pi\u00f9 dannoso: propagando dottrine false, che allontanano i fedeli dalla Rivelazione divina. Non solo: pur essendo personalmente casti, si pu\u00f2 essere colpevolmente indulgenti verso i peccati della lussuria, della superbia, della cupidigia, ad esempio predicando una troppo facile e troppo scontata misericordia da parte di Dio, e dando a intendere, contro la verit\u00e0 e contro la buona fede, che i peccati, in fondo, sono qualcosa di rimediabile, esclusivamente in virt\u00f9 della grazia di Dio. Ma questa \u00e8 un&#8217;idea tipicamente protestante. Per un cattolico, il peccato \u00e8 il peccato, cio\u00e8 una cosa estremamente grave; e, anche se ai neopreti e ai neofrati della neochiesa, come padre Ermes Ronchi, questo discorso non piace, perch\u00e9 lo bollano con l&#8217;espressione spregiativa di &quot;pedagogia della paura&quot;, e non vogliono neppur sentirlo, la verit\u00e0, la verit\u00e0 cattolica (e non ci sono altre verit\u00e0, per un cattolico, perch\u00e9 un cattolico non \u00e8, n\u00e9 potrebbe mai essere, un relativista; cos\u00ec come Dio, per un cattolico, \u00e8 certamente cattolico, spiacenti per tutti gli altri, diceva il filosofo Jean Guitton: anche se papa Francesco la pensa in altro modo, ma quello \u00e8 un problema suo) \u00e8 che il peccato mortale conduce l&#8217;anima dritta all&#8217;Inferno.<\/p>\n<p>Che poi Dio sia sempre pronto a perdonare, come un Padre amorevole, su questo non ci piove minimamente: tuttavia, nemmeno Dio pu\u00f2 perdonare chi non chiede di essere perdonato, non pu\u00f2 accogliere chi non vuole essere accolto, non pu\u00f2 rimettere il debito a chi non vuole che gli sia rimesso: se lo facesse, allora Egli stesso calpesterebbe quel dono infinitamente prezioso, il libero arbitrio, che egli ha fatto a ciascun&#8217;anima, e in virt\u00f9 del quale l&#8217;uomo si sceglie il proprio destino, sia terreno che ultraterreno. Che l&#8217;uomo non possieda il libero arbitrio, questa \u00e8 un &#8216;altra idea protestante, una delle idee centrali di Lutero, e anche una delle pi\u00f9 esiziali, forse la pi\u00f9 esiziale in assoluto; dalla quale deriva un&#8217;atra idea gravemente erronea, vale a dire eretica &#8212; perch\u00e9 gli errori teologici si chiamano eresie, anche se pure questa parola \u00e8 stata messa in naftalina, in qualche armadio polveroso che nessuno vuole pi\u00f9 aprire &#8212; e cio\u00e8 che, per la salvezza, \u00e8 sufficiente la sola fede, senza le opere buone. Qualsiasi studente di teologia del primo anno, anzi, qualsiasi studente di scuola media che abbia studiato, anche solo per sommi capi, la cosiddetta Riforma protestante sui libri di storia, sa che la posizione cattolica, sempre affermata dai primi temi della Chiesa, e ribadita nel Concilio di Trento, \u00e8 ben diversa: la salvezza, infatti, \u00e8 il frutto sia della fede, e quindi della grazia di Dio, sia delle opere buone, e cio\u00e8 del libero, volontario impegno dell&#8217;uomo, della sua partecipazione al disegno di redenzione voluto da Dio. Senza questo secondo elemento, l&#8217;uomo sarebbe ridotto a un burattino nelle mani di Dio: ci si salva con la sola fede; comodo! E allora, non c&#8217;\u00e8 bisogno che l&#8217;uomo faccia niente, assolutamente niente. Meglio ancora: pu\u00f2 peccare a volont\u00e0, pu\u00f2 sprofondarsi nei vizi come un maiale nel brago: basta che ripeta, con l&#8217;eretico Lutero: <em>Pecca fortiter, sed crede fortius!<\/em> Bella roba: questa \u00e8 la teologia dell&#8217;accidia, della pigrizia, della furberia da quattro soldi: credo, e cos\u00ec mi dispenso da ogni fatica e sacrificio; credo, e cos\u00ec posso continuare a peccare, basta che poi mi penta e torni a Dio: tanto, fa tutto Lui, io sono sollevato da qualsiasi responsabilit\u00e0, \u00e8 una dottrina morale miserabile, che va bene per i porci, non per gli esseri umani: non per nulla Lutero era noto, nella Chiesa, come <em>il cinghiale di Sassonia<\/em>; e dicevano &quot;il cinghiale&quot; per non dire &quot;il porco&quot;: ma \u00e8 proprio questo che pensavano. E lo pensavano a ragione. Lutero si \u00e8 fatto frate, pare, per sfuggire alle conseguenze di un omicidio, cio\u00e8 per scansare la galera o la forca; poi, non aveva ancora finito di assestare le sue ferite tremende alla Sposa di Cristo, che gi\u00e0 si strappava di dosso la tonaca di frate agostiniano, e convola a nozze con una ex suora, Katharina von Bora, pure lei tratta fuori dal convento dalle assurde, puerili e sacrileghe dottrine sulla salvezza mediante la sola fede e sulla predestinazione. E per ritrovare l&#8217;unit\u00e0 con simili dottrine, i cattolici stanno svendendo, ora, secoli e secoli di retta dottrina? Ma tant&#8217;\u00e8: fin dal giugno del 2016, di ritorno dal suo viaggio pastorale in Armenia, papa Francesco si \u00e8 abbandonato, in una incredibile conferenza stampa improvvisata (pare che le interviste ad alta quota gli piacciano molto, e lo ispirano a spararle sempre pi\u00f9 grosse) a dire che, sulla predestinazione, Lutero aveva ragione; e che su ci\u00f2 &#8212; ha aggiunto, ribadendo il concetto &#8211; oggi siamo tutti d&#8217;accordo, dunque \u00e8 d&#8217;accordo anche la Chiesa cattolica, la quale, nel Concilio di Trento, aveva deciso e stabilito esattamente il contrario.<\/p>\n<p>Cari cattolici, visto che \u00e8 di voi che si sta parlando, voi <em>questo<\/em> lo sapevate? Qualcuno si era preso il disturbo d&#8217;informarvi che, sul punto centralissimo della predestinazione, la dottrina di Lutero \u00e8 stata pienamente riabilitata, che la Chiesa cattolica ha confessato di essersi sbagliata per almeno cinque secoli, e che ora ha fatto doverosa ammenda, inglobando nella propria dottrina questo nuovissimo dogma luterano, che chi si salva e chi si danna, lo fa non per una propria scelta verso il bene o verso il male, ma per una decisione che Iddio ha gi\u00e0 preso, riguardo a ciascuno di noi, prima ancora del nostro concepimento? Come, non lo sapevate? Be&#8217;, adesso lo sapete. E anche se il modo della comunicazione non \u00e8 stato troppo ortodosso &#8212; dopotutto, una conferenza stampa improvvisata a bordo di un aereo non \u00e8 la sede appropriata per comunicare una cosa del genere; ma la celebrazione pubblica, in Svezia, dei cinquecento anni della Riforma luterana, da parte di papa Francesco, lascia pochi dubbi sul fatto che questa sia proprio la sua idea &#8212; l&#8217;importante \u00e8 che il messaggio sia arrivato a destinazione; e ora siete informati. Le cose stanno cos\u00ec: anche per i cattolici, la salvezza viene dalla sola fede; e anche per i cattolici vale il principio della predestinazione. Logico: le due cose sono strettamente collegate. E se questo non vi piace, fatevene una ragione: papa Francesco, il papa democratico e assembleare, il papa che ascolta la gente \u00e8 che \u00e8 vicino all&#8217;umanit\u00e0 che vive sulle strade, ha deciso cos\u00ec. Che bisogno abbiamo di un altro concilio per stabilire una dottrina del genere, quando si possono risparmiare tempo e soldi lasciando fare tutto a lui? In fondo, e lo ha detto pi\u00f9 volte, si tratta &quot;solo&quot; di portare alle logiche conseguenze la &quot;svolta&quot; del Concilio Vaticano II. Che ci sia una continuit\u00e0 o una discontinuit\u00e0 fra il prima e il dopo Concilio, questi sono discorsi raffinati, da specialisti, e lui li lascia volentieri ad altri, per esempio a storici (cattoprogressisti e dossettiani di ferro) come Alberto Melloni. A lui, che ama andare dritto al sodo, senza tanti fronzoli e giri di parole \u00e8 sufficiente dire, a bordo di un aereo che viaggia sopra le montagne del Caucaso, a qualche migliaia di metri d&#8217;altezza, che Lutero aveva ragione e che gli uomini sono predestinati alla salvezza eterna, oppure no. Questa seconda cosa, per\u00f2, ossia che sono predestinati anche all&#8217;eterna dannazione, effettivamente non l&#8217;ha detta. Naturale anche questo: quando mai parla del peccato e dell&#8217;Inferno, il papa &quot;francescano&quot; e misericordioso? Non sia mai: sa troppo di &quot;pedagogia della paura&quot;, sa troppo d&#8217;imposizione e di ricatto. E, soprattutto, sa troppo di cattolico. I cattolici non piacciono molto, a questo papa; e nemmeno ai suoi vescovi e preti di strada. I quali non si stancano di dire, o magari di suggerire, con sottile malizia e strumentalizzando il Vangelo, che la Chiesa di oggi somiglia ai farisei del tempo di Ges\u00f9, e che i peccatori e le prostitute passeranno davanti ai &quot;bravi&quot; cattolici, gente decisamente falsa ed ipocrita.<\/p>\n<p>Curiose certe coincidenze di tempo o di luogo. Mentre papa Francesco diceva quelle enormit\u00e0, quelle eresie (che, un tempo, sarebbero valse la scomunica, il processo e pure il rogo a qualsiasi prete o fraticello che le avesse pronunciate), a bordo dell&#8217;aero che lo riportava in Vaticano dall&#8217;Armenia, sotto di lui brillava al sole il Monte Ararat, sulle cui pendici, secondo la tradizione, si \u00e8 arenata l&#8217;arca di No\u00e8, quando il Diluvio ebbe fine. Il Diluvio non fu un evento meteorologico casuale: fu lo strumento di un castigo divino. Perch\u00e9, come dice san Pietro nel brano che abbiamo sopra ricordato, Dio <em>non perdon\u00f2 al mondo antico, ma (&#8230;) scaten\u00f2 il diluvio sul mondo degli empi.<\/em> Ecco il punto: Dio ama e perdona, ma Dio sa anche punire e castigare, perch\u00e9 Dio \u00e8 somma giustizia, e nemmeno l&#8217;amore \u00e8 perfetto se manca la giustizia. Chi dice il contrario, dice il falso ed \u00e8 un cattivo maestro: un maestro di perdizione, che incoraggia, in un certo senso, gli uomini a peccare, illudendoli che le conseguenze non saranno poi tanto gravi. Cos\u00ec facendo, egli si carica di una responsabilit\u00e0 tremenda. Dice infatti la Parola di Dio (nel <em>Libro di Ezechiele<\/em>): <em>Poich\u00e9 il malvagio perir\u00e0 nel peccato; ma della sua morte, io chieder\u00f2 conto a te, che non l&#8217;hai ammonito&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come suonano di attualit\u00e0, purtroppo, le parole di san Pietro, nella seconda lettera che porta il suo nome (2, 1-22; tradizione a cura di U. 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