{"id":23392,"date":"2017-03-27T01:47:00","date_gmt":"2017-03-27T01:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/27\/lateismo-colpa-dei-cattolici\/"},"modified":"2017-03-27T01:47:00","modified_gmt":"2017-03-27T01:47:00","slug":"lateismo-colpa-dei-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/27\/lateismo-colpa-dei-cattolici\/","title":{"rendered":"L&#8217;ateismo? Colpa dei cattolici"},"content":{"rendered":"<p><em>Se nel mondo moderno c&#8217;\u00e8 l&#8217;ateismo, la \u00e8 colpa dei cattolici<\/em>. No, non \u00e8 l&#8217;ultima &quot;sparata&quot; di papa Francesco; forse &#8212; e non \u00e8 una malignit\u00e0, ma una pura e semplice constatazione &#8212; perch\u00e9 gli atei, a papa Francesco, piacciono, e anche parecchio: tanto \u00e8 vero che si circonda di amici atei, da Eugenio Scalfari a Emma Bonino, da Marco Pannella a Raul Castro. No; il concetto in questione \u00e8 di uno dei pi\u00f9 &quot;insigni&quot; protagonisti della stagione del Concilio Vaticano II, del quale avevamo avuto gi\u00e0 l&#8217;occasione di occuparci: il teologo domenicano Edward Schillebeeckx (cfr. <em>Schillebeeckx e i teologi progressisti: non riforma del cattolicesimo, ma distruzione<\/em>, pubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 16\/03\/20017). Ma \u00e8 dal suo sacco che viene la farina che spinge tanti cattolici odierni, tutti debitamente progressisti e modernisti, a profondersi in scuse e a percuotersi il petto per tutto il male che la Chiesa ha inflitto all&#8217;universo mondo, agli omosessuali, agli ebrei, ai musulmani, ai luterani, agli scienziati, alle donne, ai negri, agli ortodossi, nonch\u00e9 all&#8217;ambiente inquinato e alle piante e agli animali minacciati di estinzione. Infatti, come tutti sanno, anche lo sfruttamento selvaggio del pianeta e i danni provocati all&#8217;atmosfera, alla terra, all&#8217;acqua e alle specie viventi sono una conseguenza dell&#8217;azione nefasta della Chiesa cattolica e del suo atteggiamento insopportabilmente e irresponsabilmente antropocentrico, predatorio, insensato e radicalmente contrario a quello indicato da san Francesco: non il papa, anche se molti lo vorrebbero gi\u00e0 santo in vita; l&#8217;altro Francesco, quello di Assisi, quello meno evoluto e spigliato: perch\u00e9 lui dagli infedeli ci andava, s\u00ec, ma per convertirli, anche a costo di farsi martirizzare; mentre il papa ha orrore della parola &quot;apostolato&quot;, quasi fosse una bestemmia particolarmente abominevole.<\/p>\n<p>Dal sacco di Schillebeeckx, e anche dal sacco di Freud, e precisamente dalla cultura del sospetto, che ha negli psicanalisti freudiani i pi\u00f9 valorosi campioni e sacerdoti: mai fidarsi di quel che uno dice o pensa; no, sarebbe una imperdonabile ingenuit\u00e0 dare retta a quel che la gente dice di sentire e di credere: un uomo al passo coi tempi moderni ha superato, e di molto, questa fase &quot;ingenua&quot;, e <em>va oltre<\/em>; bisogna sempre <em>andare oltre<\/em>. E che cosa c&#8217;\u00e8, <em>oltre<\/em>, se non il contrario di quel che la gente dice di sentire, di pensare, di credere? Il contrario di tutto ci\u00f2 che dice, scrive, insegna e predica? In questo modo, il diabolico meccanismo dell&#8217;inconscio permette a ciascuno di convivere coi propri fantasmi, con le proprie angosce, con le proprie pulsioni pi\u00f9 primitive, selvagge e abominevoli, e di riconciliarsi con se stesso, anestetizzando la consapevolezza delle sue contraddizioni e facendo in modo che il capovolgimento della verit\u00e0 non sia percepito come una forma d&#8217;ipocrisia, anzi, che non sia percepito affatto. Per esempio: un omosessuale latente rimuove la propria inclinazione, e si fissa sulle conquiste femminili: corre sempre dietro alle donne, parla sempre di donne, per non far sapere a se stesso &#8212; e naturalmente agli altri &#8212; la verit\u00e0, ossia che vorrebbe correr dietro agli uomini. In fondo, \u00e8 cos\u00ec semplice! Ma ci voleva un genio come Freud per capirlo; perch\u00e9 le cose pi\u00f9 semplici sono l\u00ec, sotto gli sguardi di tutti, ma sono pochissimi quelli che le vedono; gli altri vi passano accanto senza notarle, proprio perch\u00e9 fanno parte del paesaggio abituale. E perch\u00e9 i nazisti odiavano tanto gli ebrei? Semplicissimo: perch\u00e9 avevano, o &#8212; il che fa lo stesso &#8212; avevano il terrore di avere, un quarto, un ottavo, un sedicesimo di sangue ebreo nelle vene. Anche Hitler e quasi tutti i suoi pezzi grossi. Ed ecco spiegata la faccenda dell&#8217;antisemitismo nazista. Dunque: prendete un po&#8217; di cultura del sospetto freudiana, versatela nel calice della cultura cattolica modernista e progressista, agitate un poco, aggiungete qualche pezzetto di ghiaccio luterano, e il cocktail sar\u00e0 servito: un perfetto cocktail <em>\u00e0 la Schillebeeckx<\/em>.<\/p>\n<p>Ed ecco perch\u00e9 Edward Schillebeeckx pensava che i credenti, sottinteso cattolici, portassero la responsabilit\u00e0 dell&#8217;ateismo (da: E. Schillebeeckx, <em>Dio e l&#8217;uomo<\/em>; traduzione di G. da Vetralla, Roma, Edizioni Paoline, 1969, pp. 17-18 e 27-29):<\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 bisogna porsi lentamente la questione: che non siano per caso gli stessi credenti che hanno provocato l&#8217;ateismo? Non certamente per la loro fede, ma per la loro cattiva maniera di vivere la fede: \u00e8 il modo deforme di rappresentare Dio che ha contribuito maggiormente al successo dell&#8217;ateismo. Ci\u00f2 significa che l&#8217;ateismo non \u00e8 spesso se non la negazione d&#8217;una falsa immagine di Dio, e nel contempo la condanna d&#8217;un cristianesimo in contraddizione con se stesso. Forse i veri atei non sono sempre quelli che noi crediamo. Se \u00e8 cos\u00ec, l&#8217;ateismo contemporaneo [&#8230;] forse rappresenta per noi una grazia: un&#8217;occasione che Dio ci offre per purificare la nostra fede da tutti ci\u00f2 che vi s&#8217;intride di troppo umano e dalle deformazioni interessate che la trasformano in assicurazione sulla vita. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La laicizzazione del mondo e il distacco dalla Chiesa che l&#8217;accompagna costituiscono talvolta, incontestabilmente, uno slittamento verso l&#8217;ateismo. [&#8230;] Allora ci rendiamo conto che la laicizzazione del mondo, che considera Dio come una ipotesi inutile, ha il compito di bonificare a fondo il terreno. Domani il lievito del cristianesimo autentico potr\u00e0 far rivivere l&#8217;antica fede in Dio (che non \u00e8 morto che in apparenza) sotto una forma purificata, la forma dell&#8217;avvenire, che appartiene sempre a Dio.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, sono proprio le idee che costituiscono le linee-guida della neochiesa di papa Francesco, di Walter Kasper, di Enzo Bianchi, di Nunzio Galantino, di Vincenzo Paglia. La diagnosi, in fondo, \u00e8 ben poco originale: \u00e8 sostanzialmente quella fatta da Kierkegaard alla met\u00e0 del XIX secolo, e dunque \u00e8 vecchia di oltre un secolo e mezzo; ma che importa? Questi intellettuali progressisti, laici o sacerdoti che siano, credono sempre di essere all&#8217;avanguardia dell&#8217;avanguardia, e non si accorgono di essere in ritardo di decenni o di secoli. Che differenza, per\u00f2; che abisso, fra un Kierkegaard e uno Schillebeeckx. Nel primo troviamo la profondit\u00e0, la sincerit\u00e0, l&#8217;intelligenza acutissima, l&#8217;autentico tormento, la febbre di Dio di un antico profeta d&#8217;Israele, ma nello spazio concettuale di un uomo moderno; nel secondo, una serie di formule, di schemi, di preconcetti, di semplificazioni quasi caricaturali, che riducono la complessit\u00e0 dei problemi a un mediocre teorema progressista, sfociante, per giunta, in una pericolosissima scommessa. Ed \u00e8 la stessa scommessa del papato di Bergoglio. Dunque, vediamo: si dice che il mondo si \u00e8 secolarizzato, perch\u00e9 deluso dal mediocre dio dei credenti, in questo caso, dei cattolici; e se ne trae la conclusione che la secolarizzazione e lo stesso ateismo sono stati una manna del cielo, perch\u00e9 aiuteranno a bonificare e dissodare il terreno della fede, e permetteranno, forse, la nascita, o piuttosto la rinascita, di una fede autentica, che attualmente non si vede da nessuna parte. Semplificazioni, schematismi, riduzioni arbitrarie per dimostrare una tesi precostituita: ma la cosa pi\u00f9 sconcertante \u00e8 il passaggio inesplicabile dal nerissimo quadro iniziale &#8211; la fede non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, o \u00e8 talmente cattiva da aver spinto l&#8217;umanit\u00e0 a non volerne pi\u00f9 sapere di Dio &#8211; al roseo, idilliaco, beatifico quadretto finale: perch\u00e9 forse, si badi, <em>forse,<\/em> da tutto ci\u00f2 nascer\u00e0 un gran bene, cio\u00e8 il ritorno della fede: ma quella vera, per\u00f2, non la fede bislacca e spiacevole a vedersi, dei credenti odierni. E questa sarebbe la tanto decantata teologia della &quot;svolta antropologica&quot;? Questo sarebbe far filosofia? Non \u00e8 n\u00e9 teologia, n\u00e9 filosofia, ma semplicemente un gioco d&#8217;azzardo: si punta tutto su una carta sola, o la va o la spacca, e intanto si gioca il futuro della Chiesa. Fra l&#8217;altro, si sar\u00e0 notato il piccolo dettaglio che qui si parla di Dio nella maniera pi\u00f9 generica e astratta immaginabile: il ragionamento di Schillebeeckx, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, potrebbe andare altrettanto bene per qualsiasi religione o confessione; e infatti ricorda molto pi\u00f9 il dio di Bonhoeffer o di Tillich o di Bultmann, un dio assai pi\u00f9 protestante che cattolico, dato che tutto ci\u00f2 che conta, per crede in lui, \u00e8 la &quot;purificazione interiore&quot;. Se la va, la fede cristiana torner\u00e0 a fiorire; se no, no; e buonanotte.<\/p>\n<p>Sono curiosi, questi progressisti: sempre pronti a giocar d&#8217;azzardo sulla pelle altrui (e che altro \u00e8, se non un cinico gioco d&#8217;azzardo, la <em>dittatura del proletariato<\/em> nella teoria marxista della rivoluzione; un gioco che \u00e8 <em>sempre<\/em> andato male quando \u00e8 stato giocato nella realt\u00e0?). Ma il fine, oh, santo cielo, il fine \u00e8 lodevole: purificare la fede, bonificare il terreno dalle erbacce. Sono sempre pronti a bonificare e purificare, costoro. Si vede che la purezza \u00e8, per essi, una virt\u00f9 innata e non, come per i comuni mortali, una faticosa conquista quotidiana, che richiede tanta, tanta umilt\u00e0 e il ricorso, attraverso la preghiera, all&#8217;aiuto della grazia divina. Ma se il gioco va male e la fede muore per sempre, tanto peggio: vuol dire che doveva finire cos\u00ec. Ragionano in maniera quantitativa: non hanno a cuore la salvezza di ciascuna anima, ma l&#8217;evoluzione del cristianesimo come fenomeno complessivo; e come fenomeno storico-antropologico, innanzitutto. Nel modo di esprimersi dei vari Schillebeeckx, non si sente il respiro dell&#8217;eterno e dell&#8217;infinito, n\u00e9 il richiamo della trascendenza, della spiritualit\u00e0, della dimensione verticale: c&#8217;\u00e8 solo quella orizzontale. Pare che si stia parlando del grado di persuasione che possiedono, o meno, i componenti di una squadra sportiva, o di un reparto militare, o del personale di una grande azienda. Eppure, qui stiamo riflettendo sul rapporto fra due <em>persone<\/em>: la Persona infinita di Dio e la persona finita dell&#8217;uomo. \u00c8 un rapporto <em>personale<\/em>, e quel che conta sono la profondit\u00e0, l&#8217;intensit\u00e0 delle forze che lo animano. In esso, l&#8217;uomo si vede coinvolto con tutto se stesso: intelligenza, volont\u00e0, amore. Davvero la cattiva fede dei credenti ha una forza negativa cos\u00ec grande da spingere l&#8217;intera societ\u00e0 verso l&#8217;ateismo? Se questo fosse vero, come mai si sarebbe verificato solo adesso? Come mai non prima? Gli uomini di tre o quattro generazioni fa erano migliori credenti di quelli odierni? E, se fosse cos\u00ec, ci\u00f2 non dimostrerebbe, semmai, che \u00e8 la modernit\u00e0 stessa, cio\u00e8 il nucleo ideologico che fonda la civilt\u00e0 moderna, la causa della secolarizzazione (che lui chiama laicizzazione) e della morte di dio nelle coscienze, e non la fede mediocre dei credenti? Questa, allora, sarebbe l&#8217;effetto e non la causa della secolarizzazione. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec: Schillebeeckx scambia l&#8217;effetto per la causa, vede la secolarizzazione e ne deduce che essa (forse) deriva dal brutto spettacolo che danno i fedeli del loro dio; invece il brutto spettacolo deriva dalla perdita di dio, cio\u00e8 dalla secolarizzazione.<\/p>\n<p>Tutto parte, in realt\u00e0, da una tesi precostituita: che i credenti portino la responsabilit\u00e0 della mancanza di fede dei non credenti. Questi cattivi credenti, naturalmente, sono coloro i quali vivono la religione come una forma di assicurazione sulla vita e come una cosa che s&#8217;intride di elementi &quot;troppo umani&quot;. A Schillebeeckx, che essendo il tipico esemplare dell&#8217;intellettuale progressista (pare li abbiano fatti con lo stampino) vede e giudica da un occhio solo, non sfiora neanche la mente che &quot;troppo umana&quot; possa essere anche una fede eccessivamente sbilanciata in senso &quot;sociale&quot;. Eppure \u00e8 precisamente quel che sta accadendo. La fede cristiana odierna, la fede cattolica, non \u00e8 divenuta troppo umana perch\u00e9 troppo attaccata ad elemento esteriori e &quot;tradizionali&quot;: di questo non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcun pericolo, visto che i progressisti, dal Concilio Vaticano II in poi, hanno fatto a pezzettini tutte le forme tradizionali della fede, parendo dalla liturgia, e hanno talmente attaccato e vituperato la fede come &quot;assicurazione sulla vita&quot;, che ben pochi ritardatari sono ancora invischiati in questo antico errore. L&#8217;errore dilagante, oggi, \u00e8 quello opposto, ed \u00e8 una eccessiva e unilaterale umanizzazione del cattolicesimo dovuta alla smania di portare il divino al livello dell&#8217;umano, di abbassarlo, di semplificarlo, di &quot;attualizzarlo&quot;, con il bel risultato che il divino, a un certo punto, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 sparito, evaporato, dissolto, non ne resta pi\u00f9 quasi nemmeno il ricordo. Ci sono due modi di ammazzare il cristianesimo: renderlo troppo formale e renderlo troppo terreno. Nella prima maniera, lo si svuota dell&#8217;interiorit\u00e0; nel secondo, della trascendenza. Nel primo caso lo si riduce ad assicurazione sulla vita, nel secondo a societ\u00e0 di mutuo soccorso. Il papa Francesco, che continua a tuonare contro il &quot;clericalismo&quot;, crede ancora che il bersaglio sia il primo, e non si \u00e8 accorto &#8212; come tutti i progressisti &#8212; di essere in ritardo di almeno due generazioni, perch\u00e9 il vero bersaglio, oggi, dovrebbe essere il secondo. Ma, come tutti progressisti, non se n&#8217;\u00e8 accorto, perch\u00e9 ha il paraocchi: continua a menare terribili fendenti contro un nemico inesistente, scomparso da tempo, e intanto infligge terribili ferite &#8211; ferite reali, che sanguinano abbondantemente e potrebbero causare un completo dissanguamento &#8212; al corpo vivo della Chiesa, uomini e contenuti.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che gli Schillebeeckx e i Bergoglio non hanno abbastanza amore per gli uomini concreti da saper vedere anche dietro la &quot;cattiva&quot; fede di quei cattolici che, a loro insindacabile giudizio, danno scandalo agli altri, spingendoli verso l&#8217;ateismo. Non li sfiora mai l&#8217;idea che forse \u00e8 il loro modo di essere cattolici che spinge tanti cattolici fuori dalla Chiesa. A una tale idea, probabilmente, non arriveranno mai, perch\u00e9 son talmente imbottiti d&#8217;ideologia populista, di demagogia e buonismo, che non ci crederebbero neanche se lo vedessero. Eppure \u00e8 cos\u00ec. Conosciamo personalmente fedeli, e anche sacerdoti, che soffrono molto a causa di questa contro-chiesa, e meditano di andarsene via&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se nel mondo moderno c&#8217;\u00e8 l&#8217;ateismo, la \u00e8 colpa dei cattolici. 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