{"id":23390,"date":"2014-01-28T05:30:00","date_gmt":"2014-01-28T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/28\/lateismo-e-lesito-ultimo-e-consequenziale-di-tutta-la-filosofia-moderna\/"},"modified":"2014-01-28T05:30:00","modified_gmt":"2014-01-28T05:30:00","slug":"lateismo-e-lesito-ultimo-e-consequenziale-di-tutta-la-filosofia-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/28\/lateismo-e-lesito-ultimo-e-consequenziale-di-tutta-la-filosofia-moderna\/","title":{"rendered":"L\u2019ateismo \u00e8 l\u2019esito ultimo e consequenziale di tutta la filosofia moderna"},"content":{"rendered":"<p>La filosofia moderna \u00e8 caratterizzata da un progressivo allontanamento dalla metafisica, dalla filosofia dell&#8217;essere e dall&#8217;idea di Dio (dall&#8217;idea di Dio, si badi: non dal sentimento di Dio, che pu\u00f2 ancora sopravvivere, ma come una manifestazione pratica, come una nostalgia della tradizione, come una abitudine mentale). A partire dall&#8217;Umanesimo e dal Rinascimento, si \u00e8 passati dal concetto dell&#8217;autonomia dell&#8217;essere umano, a quello dell&#8217;autosufficienza della ragione, a forme di laicizzazione e di secolarismo sempre pi\u00f9 spiccate, sempre pi\u00f9 dure, sempre pi\u00f9 aggressive; si \u00e8 passati al &quot;cogito&quot; cartesiano, che fa piazza pulita di secoli di metafisica, all&#8217;autocastrazione del pensiero nel criticismo kantiano, poi al capovolgimento del rapporto tra pensiero ed essere nell&#8217;idealismo di Fichte, Hegel, Croce e Gentile (che Maritain chiamava &quot;ideosofia&quot;, negandogli la qualifica di &quot;filosofia&quot;), all&#8217;annuncio nietzschiano della &quot;morte di Dio&quot;, quindi, con la fenomenologia e con l&#8217;esistenzialismo, all&#8217;eliminazione degli ultimi, possibili spazi di riflessione sull&#8217;essere e alla riduzione del reale, di tutto il reale, alla sola esperienza soggettiva dell&#8217;io pensante.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che ci interessa, dal punto di vista filosofico, \u00e8 la seguente: tale sviluppo era logico e inevitabile, date le premesse, oppure \u00e8 stato determinato da una serie di variabili estemporanee, che non erano necessariamente contenute nelle premesse iniziali? In altre parole: l&#8217;ateismo filosofico \u00e8 un esito necessario della filosofia moderna o \u00e8 il risultato di una certa linea di sviluppo imboccata da una certa parte della filosofia moderna, divenuta infine prevalente nel quadro del paradigma culturale della modernit\u00e0?<\/p>\n<p>La risposta che si vuole dare a questa domanda \u00e8 essenziale per comprendere non solo la natura dell&#8217;ateismo filosofico contemporaneo, ma anche per impostare nella giusta prospettiva ogni eventuale dialogo con la filosofia moderna, da parte di coloro i quali non sono disposti a rinunciare al fondamento filosofico dell&#8217;essere. Non si tratta, pertanto, di una questione di poco conto; n\u00e9 si tratta di una generica volont\u00e0 di dialogare ad ogni costo con la filosofia moderna, ma del riconoscimento della natura e dei limiti che un simile dialogo richiede. Un dialogo, infatti, esige che i soggetti dialoganti siano portatori di una propria specificit\u00e0 e di una alterit\u00e0 reciproca, il che non significa necessariamente scontro o incomprensione fra essi, ma vuole che vi siano chiarezza e distinzione dialettica da parte di ciascuno.<\/p>\n<p>La filosofia classica, se cos\u00ec vogliamo chiamarla, ovvero la filosofia pre-moderna (dalle origini all&#8217;Umanesimo) \u00e8 sempre stata, prima di tutto e sopra tutto, la filosofia dell&#8217;essere. A partire da Cartesio, invece, diventa la filosofia del soggetto pensante: movimento che si accentua e raggiunge proporzioni aberranti con l&#8217;hegelismo: non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;essere che crea il pensiero, ma il pensiero che crea l&#8217;essere. A partire da quel momento, l&#8217;essere diventa non necessario, e scompare, praticamente, dall&#8217;orizzonte filosofico. La filosofia moderna \u00e8 la filosofia dell&#8217;io soggettivo, il delirio solipsistico dell&#8217;io soggettivo, la disperazione, l&#8217;angoscia, la nausea dell&#8217;io soggettivo (Sartre), una lunga marcia verso la morte (Heidegger), dopo che l&#8217;io soggettivo si \u00e8 proposto di creare il paradiso in terra (illuminismo, marxismo, positivismo) e ha miseramente fallito, e dopo la sconcertante scoperta del fondo melmoso da cui partono le pulsioni inconsce (psicanalisi freudiana).<\/p>\n<p>Ora l&#8217;intelligenza si affida alle macchine e chiede ad esse, ai computer ed ai cyborg, di creare le condizioni per la &quot;felicit\u00e0&quot; sulla terra; ma del pensiero in quanto tale, della ricerca filosofica in quanto ricerca intorno all&#8217;essere, non si parla pi\u00f9, essa \u00e8 considerata un intollerabile anacronismo, qualche cosa di cui l&#8217;uomo moderno non sente il bisogno e, quindi, pu\u00f2 benissimo fare a meno. L&#8217;uomo moderno sta diventando, e in parte \u00e8 gi\u00e0 diventato, &quot;naturaliter&quot; ateista, nel senso che la domanda dell&#8217;essere, la nostalgia dell&#8217;essere, la ricerca dell&#8217;essere, sembrano aver perduto per lui qualsiasi significato, sommerse dalla quantit\u00e0 delle cose materiali che la civilt\u00e0 della tecnica immette continuamente nel suo orizzonte esistenziale, mentale, affettivo. La rincorsa degli enti corrisponde all&#8217;oblio dell&#8217;essere, ne \u00e8 la causa e l&#8217;effetto al medesimo tempo; e vede l&#8217;uomo sempre pi\u00f9 auto-centrato, ma, nello stesso tempo, sempre pi\u00f9 alienato da se stesso, sempre pi\u00f9 infelice, sempre pi\u00f9 smarrito e scoraggiato.<\/p>\n<p>Un pensatore moderno non abbastanza conosciuto, Cornelio Fabro (1911-1995), friulano di Talmassons, grande conoscitore e divulgatore del pensiero di Kierkegaard in Italia, \u00e8 stato una delle menti pi\u00f9 lucide nel riconoscere la vera origine e la vera natura dell&#8217;ateismo filosofico contemporaneo. La sua voce, cos\u00ec come quella di un altro grande filosofo e teologo svizzero-italiano, Romano Amerio (1905-1997), \u00e8 giunta solo ad un pubblico ristretto, probabilmente perch\u00e9 troppo lucida e coraggiosa, troppo schietta e in contrasto con il clima di malinteso ecumenismo e di equivocit\u00e0 accomodante che gli ambienti dominanti della cultura filosofica italiana, compresi quelli cattolici, cercavano di imporre negli anni Sessanta e Settanta del secolo appena trascorso, specialmente nel clima creatosi a seguito del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Da buon friulano di ceppo verace, Fabro non era uomo da indulgere in soverchia diplomazia: diceva pane al pane e vino al vino, senza arroganza e senza superbia, ma con assolute linearit\u00e0 e coerenza, senza troppo preoccuparsi se i tempi non erano propizi a una tale franchezza e se, fatalmente, la sua posizione sarebbe stata interpretata come retrograda, reazionaria e di sterile chiusura. Fabro non faceva un discorso ideologico (anche se aveva le idee chiare nell&#8217;ambito del pensiero politico: fu un nemico irriducibile del &quot;compromesso storico&quot;), non cercava di piacere n\u00e9 temeva di dispiacere; si limitava ad una riflessione filosofica in senso stretto, per poi trarne le necessarie conseguenze: se la filosofia \u00e8, prima di tutto, il discorso sull&#8217;essere, e se tale \u00e8 sempre stata, da Platone a Tommaso ed oltre, allora ne consegue che la filosofia moderna ha smesso di essere filosofia, \u00e8 diventata un&#8217;altra cosa; e questa non-filosofia, che si spaccia per\u00f2 per filosofia, non \u00e8 stata frutto di un caso imprevedibile, ma la logica e necessaria conseguenza della svolta inaugurata dal &quot;cogito&quot; cartesiano e, poi, dal criticismo e dall&#8217;idealismo. Quindi, per Fabro, l&#8217;ateismo non \u00e8 stato la molla segreta di un movimento di idee inteso a negare Dio, ma l&#8217;inevitabile conseguenza di una filosofia che, a partire da un certo momento, ha rovesciato la relazione fra il pensiero e l&#8217;essere, fra la creatura e il creatore, e, poi, non ha potuto fare a meno di constatare come non ci fosse pi\u00f9 spazio per un discorso sull&#8217;essere, e dunque su Dio, nel proprio orizzonte concettuale.<\/p>\n<p>Riportiamo una sintesi efficace della posizione di Cornelio Fabro riguardo al problema dell&#8217;ateismo nella cultura moderna, nelle parole di Giuseppe Pirola (\u00abCornelio Fabro, critico della filosofia moderna\u00bb, su \u00abLa civilt\u00e0 cattolica\u00bb, n. 3823, 2009, pp. 26-28):<\/p>\n<p>\u00abIl tema dell&#8217;ateismo fu trattato da Fabro in un volume edito nel 1961 [cio\u00e8 &quot;Introduzione all&#8217;ateismo moderno&quot;]. Esso si stava imponendo all&#8217;attenzione non solo del mondo cattolico. Nello stesso anno era uscito &quot;L&#8217;eclissi del sacro nella civilt\u00e0 industriale&quot; di Sabino Acquaviva, uno studio sociologico che fece scalpore, suscit\u00f2 vivaci discussioni e diede inizio a una nuova e ampia ricerca sociologico-religiosa, con esiti e conclusioni diverse.[&#8230;] Lo stesso tema fu trattato in un Convegno del Centro di studi filosofici di Gallarate sempre nel 1961, i cui atti furono editi soltanto nel 1964, dominato dall&#8217;interpretazione che ne aveva dato Maritain. Al convegno Fabro non fu presente, n\u00e9 risulta fosse stato invitato; la sua interpretazione dell&#8217;ateismo della filosofia moderna non fu neppure menzionata. [&#8230;] Fu in quel convegno che Del Noce, in una comunicazione, present\u00f2 l&#8217;abbozzo della sua interpretazione che poi svilupp\u00f2 nel noto libro, dal titolo &quot;Il problema dell&#8217;ateismo&quot;, edito nel 1964.<\/p>\n<p>Eravamo nel clima del dialogo tra Chiesa e mondo, inaugurato da Giovanni XXIII, e alle soglie del Concilio, aperto a Natale del 1961, che dell&#8217;ateismo moderno si occup\u00f2 nella costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, uscita nel 1965. L&#8217;oggetto della questione anticipava quindi i futuri lavori del Concilio su quel tema. L&#8217;originalit\u00e0 della posizione di Fabro \u00e8 rilevabile attraverso il confronto tra la sua analisi dell&#8217;ateismo e quella di Del Noce. Per Fabro l&#8217;ateismo filosofico \u00e8 l&#8217;esito ultimo consequenziale di cui la modernit\u00e0 filosofica costituisce l&#8217;inizio in forza del principio del &quot;Cogito ergo sum&quot;, la scoperta moderna della soggettivit\u00e0 per alcuni, inficiata per Fabro dall&#8217;immanenza dell&#8217;essere al pensare, cio\u00e8 alla coscienza del soggetto pensante, che pone fine al principio primo della metafisica classica e, soprattutto, tommasiana, la priorit\u00e0 e trascendenza dell&#8217;essere al pensare, su cui poggia la relazione tra uomo e Dio per Tommaso. Questa interpretazione pone in evidenza il principio dell&#8217;ateismo della filosofia moderna e spiega perci\u00f2 di quale ateismo si tratti. L&#8217;ateismo della filosofia moderna non consiste nel negare Dio; la negazione di Dio \u00e8 soltanto logicamente consequenziale a un errore circa il nesso pensiero-essere. La conseguenza logica tra principio primo della filosofia moderna e ateismo \u00e8 ineludibile. Logicamente infatti, l&#8217;assolutizzazione della soggettivit\u00e0 \u00e8 la premessa dell&#8217;ateismo filosofico, per la semplice ragione che se l&#8217;essere \u00e8 immanente alla coscienza pensante, anche Dio non pu\u00f2 risultare che egli stesso un prodotto della coscienza umana stessa, conclusione tratta da Marx stesso. Perdendo il nesso ontologico tra pensiero ed essere, anzich\u00e9 esaltare l&#8217;uomo come soggetto pensante, la filosofia moderna finisce con il perdere il senso ultimo possibile dell&#8217;esistenza umana. E riduce la filosofia moderna stessa a non-filosofia in risposta al problema dell&#8217;essere e dell&#8217;esistenza umana. Questa interpretazione di Fabro dell&#8217;ateismo non si limita all&#8217;ateismo filosofico, o a un problema pertinente e interno alla filosofia, ma indica quel rovesciamento del nesso pensiero-essere che ha rovesciato il modo di pensare il rapporto tra l&#8217;uomo e la realt\u00e0, con un effetto a pioggia su tutti gli ambiti delle scienze settoriali. Fabro conclude: &quot;Incipit tragoedia hominis moderni&quot;.<\/p>\n<p>Una simile condanna senza resti della filosofia moderna sembr\u00f2 eccessiva ad Abbagnano, che ne denunci\u00f2 il rischio di un&#8217;autorescissione della filosofia cristiana dalla filosofia moderna e da ogni possibile dialogo con essa; parve una condanna unilaterale di Cartesio anche a un pensatore cattolico come Del Noce, che propose una propria visione alternativa di Cartesio. La durezza di Fabro per\u00f2 va colta nel suo senso di fondo: Fabro anzich\u00e9 opporre fede cristiana e filosofia moderna, mantiene la questione sul piano filosofico e pone alla filosofia moderna un problema preliminare a quello del suo ateismo consequenziale: che ne \u00e8 della ragione umana e che ne \u00e8 quindi della sua libert\u00e0 nella filosofia moderna, riportando la questione dell&#8217;ateismo alla questione filosofica di fondo: che ne \u00e8 dell&#8217;essere e dell&#8217;esistenza umana nella filosofia? Fabro d\u00e0 ovviamente la sua risposta che conosciamo ormai, cio\u00e8 che la soluzione del problema antropologico consegue alla soluzione del problema ontologico; ma tenendo fermo che la storia della filosofia ha la sua origine e principio dinamico nel problema dell&#8217;essere e dell&#8217;esistenza umana o libert\u00e0. Ed \u00e8 su questo problema che Fabro apre il dibattito con la filosofia moderna e contemporanea, avendo dato prova con la sua analisi della fenomenologia e dell&#8217;esistenzialismo che il richiamo al principio originario e dinamico della storia della filosofia non apre un conflitto tra soluzioni opposte, ma \u00e8 il problema sul quale la filosofia intera \u00e8 convocata perch\u00e9 in quel problema e nelle soluzioni proposte ne va della ragione umana stessa. Questa era la prospettiva di Fabro.\u00bb<\/p>\n<p>Certo, si pu\u00f2 non essere d&#8217;accordo con l&#8217;analisi di Cornelio Fabro; ma \u00e8 difficile, molto difficile negare la linearit\u00e0 e la consequenzialit\u00e0 del suo ragionamento, che \u00e8 un ragionamento, ripetiamo, non ideologico e perci\u00f2 non preconcetto, ma prettamente critico-filosofico. La sua domanda, incalzante, implacabile, risuona tuttora senza risposta: che ne \u00e8 dell&#8217;essere, che ne \u00e8 dell&#8217;esistenza umana nella filosofia contemporanea? Se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto per l&#8217;essere, allora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per un orizzonte di senso nell&#8217;esistenza umana: e la pazzia, la rivolta contro se stessi e contro gli altri enti, diventano la norma, la logica conseguenza di questo vuoto, di questa privazione della tensione ontologica e della speranza.<\/p>\n<p>Oggi stiamo assistendo a una sorta di mutazione antropologica: si direbbe che l&#8217;uomo contemporaneo non avverta pi\u00f9 nemmeno la nostalgia dell&#8217;essere. Avverte per\u00f2, e fin troppo, l&#8217;angoscia che ne deriva: solo che non osa spingere a fondo la domanda sul perch\u00e9, e tende a scaricarne la causa su circostanze del tutto accessorie o su fattori secondari. Si \u00e8 amputato della propria anima, e crede di soffrire perch\u00e9 ha smarrito il cappello o il fazzoletto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La filosofia moderna \u00e8 caratterizzata da un progressivo allontanamento dalla metafisica, dalla filosofia dell&#8217;essere e dall&#8217;idea di Dio (dall&#8217;idea di Dio, si badi: non dal sentimento<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,141,253],"class_list":["post-23390","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-filosofia","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23390"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23390\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}