{"id":23385,"date":"2007-07-26T01:33:00","date_gmt":"2007-07-26T01:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/26\/lassedio-di-przemysl-dal-settembre-1914-al-marzo-1915\/"},"modified":"2007-07-26T01:33:00","modified_gmt":"2007-07-26T01:33:00","slug":"lassedio-di-przemysl-dal-settembre-1914-al-marzo-1915","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/26\/lassedio-di-przemysl-dal-settembre-1914-al-marzo-1915\/","title":{"rendered":"L&#8217;assedio di Przemy\u015bl dal settembre 1914 al marzo 1915"},"content":{"rendered":"<p><em>l&#8217;assedio della fortezza austriaca di Przemy\u015bl (Galizia), che I Russi condussero in due tempi distinti, nel settembre-ottobre 1914 e dal novembre successivo al marzo 1915,\u00e8 un capitolo poco conosciuto ma ricco di interesse della storia militare della prima guerra mondiale. Przemy\u015bl, infatti, fu l&#8217;unica fortezza di terraferma che, nel conflitto 1914-1918, resse a un assedio prolungato e dovette infine arrendersi non per effetto della pressione degli assedianti o dei bombardamenti, ma puramente e semplicemente per l&#8217;esaurimento totale delle scorte della guarnigione, specialmente alimentari, che avevano portato gli uomini alla fame e a uno stato di grave debilitazione.<\/em><\/p>\n<p><em>D&#8217;altra parte, \u00e8 doveroso ricordare che la lunghezza e l&#8217;inconcludenza dell&#8217;assedio fu dovuta soprattutto al fatto che i Russi erano sprovvisti di artiglieria pesante con la quale battere sistematicamente le opere difensive. Per questa ragione, non \u00e8 possibile stabilire un paragone diretto n\u00e9 con l&#8217;assedio di Port-Arthur nella guerra russo-giapponese, n\u00e9 con quelli di Liegi o di Anversa nella stessa prima guerra mondiale. Esso ricorda stranamente le guerre del lontano passato, quando i castelli medioevali si arrendevano allorch\u00e9 l&#8217;acqua e i viveri venivano a mancare, o il famoso assedio della Rochelle nella Francia del cardinale Richelieu. Fu, pertanto, un episodio singolare e tutto sommato anacronistico, che serv\u00ec a dimostrare quanto poco fosse conveniente racchiudere guarnigioni numerose entro la cerchia di opere campali: quando la piazza si arrese, per l&#8217;esercito austro-ungherese si registr\u00f2 la perdita secca di ben 120.000 uomini: quanto un&#8217;intera armata. Truppe che avrebbero potuto svolgere un ruolo decisivo nella contemporanea battaglia dei Carpazi, e che invece furono avviate, in file interminabili, verso i campi di prigionia della Siberia e dell&#8217;Estremo Oriente.<\/em><\/p>\n<p><em>SOMMARIO<\/em><\/p>\n<ol>\n<li>\n<p>LA FORTEZZA DI PRZEMY\u015aL.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>GLI ULTIMI PREPARATIVI AUSTRIACI.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>IL PRIMO ASSEDIO E L&#8217;ATTACCO DI VIVA FORZA.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>4. TRA IL PRIMO E IL SECONDO ASSEDIO.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<p>IL SECONDO ASSEDIO.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>L&#8217;ULTIMO TENTATIVO DI SFONDAMENTO E LA RESA.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>CONCLUSIONI<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>APPENDICE<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<ol>\n<li><em>LA FORTEZZA DI PRZEMY\u015aL.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>La fortezza di Przemy\u015bl costituiva l&#8217;anello pi\u00f9 importante di una catena di piazzeforti costruite in Galizia dagli Austro-Ungheresi per proteggersi &#8211; in vaso di guerra &#8211; dal loro nemico mortale e pi\u00f9 potente: la Russia Ne facevano parte Cracovia, le fortificazioni della linea San-Dniester e le opere di Lemberg (Leopoli; ucraino: L&#8217;vov), la capitale della regione. Esse costituivano una serie di barriere successive aventi il compito di sbarrare all&#8217;avversario, avanzante da Est, le strade adducenti alla Galizia Occidentale ed ai passi dei Carpazi, porta dell&#8217;Ungheria. Oltre a Przemy\u015bl, comunque, solo Cracovia possedeva delle fortificazioni altrettanto poderose e ben munite;lefportificazioni della linea San-Dniester (con le teste di ponte di Sieniawa,Jaroslav,Mikolajow, Halicz e Nizniow) non costituivano un serio ostacolo per una eventuale avanzata russa. Quanto alle opere di Lemberg, prive di forti corazzati e armate con soli 28 pezzi, nonch\u00e9 prive di una guarnigione permanente, erano di scarsissimo valore militare e caddero in mano ai Russi senza colpo ferire, il 3 settembre 1914.Lafunzionespecifica di Przemy\u015bl consisteva nella protezione della ferrovia Lemberg-Cracovia e la copertura dei passi carpatici retrostanti, soprattutto quelli di Lupkow e Dukla. La citt\u00e0di Przemy\u015bl sorge a cavallo del fiume San, a 237 sul livello del mare, ai piedi dell&#8217;anfiteatro montano che dai ripiani ondulati della Galizia sale verso la cresta dei Carpazi. Verso Est,in direzione di Lemberg e Brody, la frontiera rissa distava circa 200 km., mentre nel punto pi\u00f9 vicino -a Nord di Przemy\u015bl &#8211; distava meno di 60 km. in linea d&#8217;aria Un grave inconveniente per la fortezza era dato dal fatto che la ferrovia proveniente da Cracovia, anzich\u00e9 giungere direttamente a Przemy\u015bl con percorso Oves-Est, compiva un giro passando per Jarosla, pi\u00f9 a valle lungo il San, e arrivava in citt\u00e0 da Nord-Est: di modo che un avversario avanzante per la &quot;faccia est&quot; di Galizia (tra il Dniester e il Bug) avrebbe potuto averla ben presto sotto il tiro delle proprie artiglierie. I Comandi austriaci avevano bens\u00ec progettato, in tempo di pace, una &quot;ferrovia della valle del San&quot; che collegasse la fortezza con la Galizia occidentale al sicuro da attacchi russi provenienti da Est, ma essa non era stata mai passata in fase operativa. Cos\u00ec pure la ferrovia Chyrow-Przemy\u015bl, distesa attraverso i contrafforti carpatici, si innestava sul tronco principale Lemberg-Cracovia ad Oriente della fortezza, ed era ugualmente esposta al tiro di un avversario proveniente da Est.<\/p>\n<p>Przemy\u015bl possedeva un anello di forti esterni della circonferenza di 45 km.,con 17 opere principali di cui 5 corazzate, e 19 intermedie (sempre avanzate) di cui 7 corazzate. Una seconda cinta continua di opere in terra era aderente alla citt\u00e0, per una conferenza di 15 km. Non tutti i forti erano di costruzione recente e la fortezza era in parte incompleta e antiquata. L&#8217;armamento era grandioso: 956 pezzi complessivamente, oltre met\u00e0 dei quali, per\u00f2, erano di modello antiquato e a corta gittata. L&#8217;artiglieria pesante era costituita da obici e mortai da 150 mm., posti in cupole girevoli con osservatori corazzati; per il tiro ravvicinato vi erano cannoni a tiro rapido da 80 mm. in torrette girevoli. Esisteva poi una riserva mobile e pesante, che doveva essere portata sul perimetro esterno soltanto dopo che i Russi avessero iniziato l&#8217;attacco in una direzione precisa: essa, infatti, non bastava a guarnire se non tratti limitati della cinta, Vi erano inoltre 114 mitragliatrici, 2\/3 delle quali mobili. Il presidio di sicurezza constava di 22 battaglioni di <em>landsturm<\/em> (truppe della territoriale formate in genere da uomini anziani).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><em>GLI ULTIMI PREPARATIVI AUSTRIACI.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Allo scoppio della guerra le autorit\u00e0 austriache mobilitarono 25.000 lavoratori permettere Przemy\u015bl in stato di difesa: secondo i piani predisposti, ci\u00f2 avrebbe dovuto avvenire entro 6 settimane. Per sgombrare il campo di tiro dell&#8217;artiglieria, vennero spianati 21 villaggi e furono disboscati 1.000 ettari di terreno antistante la linea dei forti. Vennero inoltre costruite alcune nuove opere, scavati trincee e camminamenti, e distesi oltre 1milione di metri di filo spinato davanti alla cinta esterna; alcuni tratti vennero minati. Nonostante l&#8217;imponenza di questi lavori, soltanto la parte principale delle sistemazioni previste venne ultimata in tempo utile, prima che l&#8217;assedio avesse inizio.<\/p>\n<p>L&#8217;11 settembre 1914, terminate sfavorevolmente le due battaglie di Lemberg, le armate da campagna austriache iniziarono il ripiegamento generale verso la linea del San, tallonate dai Russi, il15 la Terza Armata austriaca del gen. Boroevi\u010d giunse nella zona di Przemy\u015bl, mentre i Russi fin dal giorno prima avevano gi\u00e0 forzato il corso inferiore del San. Quello stesso giorno il Comando Supremo austro-ungherese inform\u00f2 il gen- Kusmanek, comandante della piazza, che l&#8217;esercito austriaco avrebbe proseguito la ritirata a Occidente verso i fiumi Bia\u0142a e Dunajec, a Est di Cracovia. Kusmanek ebbe pertanto dal Capo di S.M. generale, gen. Conrad von H\u00f6tzendorf, l&#8217;ordine di &quot;mantenere la piazza fino all&#8217;estremo&quot;, bench\u00e9 le scorte di viveri e munizioni fossero sufficienti persoli tre mesi.<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;esercito austriaco riprendeva la ritirata, dopo brevi combattimenti i Russi conquistarono le teste di ponte di Sieniawa il18 e di Jaroslav il 21 settembre, passando in forze il San e proseguendo l&#8217;inseguimento. La Quinta Armata russa (gen. Plehve) travers\u00f2 il fiume a valle di Przemy\u015bl, dirigendosi poi su di essa, mentre la Terza Armata russa (gen. Radko-Dimitriew) avvolgeva la piazza da Nord e da Sud, talch\u00e9 alla data del 26 settembre quest&#8217;ultima poteva dirsi completamente circondata.<\/p>\n<p>La guarnigione che gli Austriaci vi avevano lasciato contava 65 battaglioni (di cui 40 di <em>landsturm<\/em>), 7 squadroni, 4 batterie da campagna, 43 compagnie di artiglieria da fortezza e 48 gruppi di artiglieria di <em>landsturm,<\/em> pi\u00f9 8 compagnie di zappatori. In totale, compreso il personale amministrativo, essa contava circa 130.000 uomini e 21.000 cavalli: un piccolo esercito, una spina nel fianco che i Russi, certamente, non avrebbero potuto trascurare.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><em>IL PRIMO ASSEDIO E L&#8217;ATTACCO DI VIVA FORZA.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Inizialmente l&#8217;assedio venne posto dalla Terza Armata di Radko-Dimitriew, ma essa ai primi di ottobre si un\u00ec all&#8217;inseguimento degli Austriaci a Ovest del San, e le operazioni d&#8217;assedio furono rilevate da un&#8217;armata appositamente costituita, che pi\u00f9 tardi verr\u00e0 denominata Undicesima, agli ordini del generale \u010cerbacev. Da parte sua, Kusmanek port\u00f2 il perimetro difensivo oltre il tratto sud-occidentale della cinta esterna, davanti a Grochowice; lungo il resto della circonferenza venne mantenuta la linea dei forti.<\/p>\n<p>Il 4 ottobre l&#8217;esercito di campagna austro-ungherese ripart\u00ec all&#8217;attacco lungo tutta la linea del fronte e torn\u00f2 ad avanzare verso il San. Il comando russo si trov\u00f2 pertanto di fronte alla prospettiva di dover sgomberare la riva sinistra del San e, quindi, di togliere l&#8217;assedio a Przemy\u015bl, perdendo l&#8217;opportunit\u00e0 di catturare la sua numerosa guarnigione. Il gen. Brusilv, comandante le forze russe in Galizia, temperamento nervoso e impulsivo, volle tentare l&#8217;assalto di viva forza per conquistare la piazza prima che l&#8217;avanzata delle truppe di Conrad lo forzasse a togliere l&#8217;assedio.<\/p>\n<p>Le fortificazioni di Przemy\u015bl ,invero, erano state costruite appunto in base all&#8217;assunto fondamentale di <em>\u00abgarantire la sicurezza contro assalti\u00bb<\/em>, e perci\u00f2 costringere i Russi, per ridurre i forti al silenzio, ad impiegarvi l&#8217;artiglieria pesante. Tutto al contrario, le truppe del gen. \u010cerbacev non disponevano di materiale d&#8217;assedio n\u00e9 di artiglieria pesante, sia perch\u00e9 l&#8217;esercito russo ne scarseggiava, sia per il pessimo stato delle strade che le piogge autunnali delle ultime settimane avevano reso quasi intransitabili, rendendo problematici i trasporti. Brusilov, tuttavia, faceva assegnamento sulla scarsa solidit\u00e0 del morale dei difensori, formati in gran parte da Ruteni e Ungheresi: ma sbagliava, poich\u00e9 se i primi erano scossi per l&#8217;invasione della natia Galizia e attratti verso i Russi dal sentimento di appartenenza alla grande famiglia slava, i Magiari fornirono all&#8217;esercito austriaco, per tutta la durata del conflitto, dei soldati eccellenti, valorosi, tenaci, fra i migliori del mondo. Inoltre, Brusilov contava sulla scarsa efficienza delle opere, in buona parte antiquate e costruite con mezzi modesti; ma aveva dimenticato, evidentemente, la lezione di Port Arthur, ove nel 1904-05 proprio la guarnigione russa aveva conflitto, prima di capitolare, perdite enormi agli ostinati attaccanti giapponesi.<\/p>\n<p>Il 4 ottobre il gen. Radko-Dimitriew intim\u00f2 la resa al presidio della piazza, e il giorno 5 il gen. \u010cerbacev sferr\u00f2 l&#8217;attacco lanciando le proprie divisioni contro le siepi di filo spinato e le mitragliatrici. Secondo la relazione Ufficiale austriaca, i Russi impiegarono 117 battaglioni e 483 pezzi, dei quali per\u00f2 la stragrande maggioranza erano pezzi leggeri da campagna e appena 1\/12 del totale erano obici campali e cannoni pesanti. Gli attacchi si rinnovarono incessantemente fra il 5 e il 7 ottobre, concentrandosi contro il gruppo delle opere fortificate di Siedliska, nell&#8217;angolo sud-orientale della cinta. In questo settore il gen. \u010cerbacev impieg\u00f2 le Divisioni di fanteria Cinquantottesima (oltre Medyka), Diciannovesima (a Bychow),Sessantanovesima e Sessantesima (presso Popowice).<\/p>\n<p>Ad onta di tutti i loro sforzi e delle pesanti perdite, i Russi non riuscirono a intaccare le difese che in misura assai modesta, penetrando in alcune opere per venirne ben presto ricacciati. Alla fine l&#8217;assalto venne stroncato nel sangue e le perdite russe risultarono ingenti: forse 10.000 uomini (dei quali 3-4.000 morti) secondo la stima del Cerkassov; addirittura 20.000 secondo il Welischo. La Diciannovesima Divisione di fanteria perdette 44 ufficiali e circa 3.000 uomini, pari al 25% dei suoi effettivi di combattimento.<\/p>\n<p>Dopo aver ritirato le forze d&#8217;assedio, nella notte fra il 7 e l&#8217;8 ottobre, dal fronte nord-occidentale di Przemy\u015bl, Brusilov venne forzato dall&#8217;avanzata dell&#8217;esercito austriaco di campagna a portarsi dietro il San. Mentre l&#8217;ala sinistra della Terza Armata di Boroevi\u010d si congiungeva con la Quarta Armata dell&#8217;Arciduca Giuseppe Ferdinando a Jaroslav, la destra prosegu\u00ec l&#8217;avanzata su Nizankowice e, l&#8217;11 ottobre, fece il suo ingresso a Przemy\u015bl, con immenso sollievo della guarnigione. Il primo assedio era cos\u00ec terminato.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><em>TRA IL PRIMO E IL SECONDO ASSEDIO.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>La battaglia di Galizia si protrasse per tutto il mese di ottobre, e Przemy\u015bl si trov\u00f2 al centro della linea di combattimento. Bench\u00e9 le Armate austriache Seconda, Terza e Quarta schierassero ben 38 divisioni contro le 24 divisioni delle Armate russe Terza e Ottava, esse non riuscirono a forzare la linea del San, pur ottenendo qualche successo locale. La guarnigione di Przemy\u015bl partecip\u00f2 attivamente a tali combattimenti. Inoltre, poich\u00e9 i Russi, ritirandosi, avevano distrutto le strade e i ponti tra Dunajec e San, gli Austriaci si trovarono in difficolt\u00e0 per rifornire le proprie armate di campagna e pertanto ricorsero ampiamente alle scorte della piazzaforte. Tale comportamento fu logico, poich\u00e9 l&#8217;importanza di una fortezza deve essere sempre subordinata alle operazioni dell&#8217;esercito di campagna, e non viceversa. A quel tempo, inoltre, gli Austriaci pensavano di riuscire a sfondare il fronte avversario e cos\u00ec, se ci\u00f2 fosse loro riuscito, come diretta conseguenza anche Przemy\u015bl si sarebbe trovata definitivamente al sicuro.<\/p>\n<p>Invece, mentre l&#8217;Ottava Armata russa riusciva a contenere frontalmente la pressione austriaca, il XXIV Corpo russo sferrava un attacco sul fianco della Seconda Armata austriaca (gen. B\u00f6hm-Ermolli), bloccandone l&#8217;avanzata. Subito dopo, l&#8217;andamento della battaglia in Polonia costrinse Conrad a spostare col\u00e0 la seconda Armata, per tamponare una falla. Cos\u00ec gli Austriaci, avendo perduto la loro superiorit\u00e0 numerica sul fronte della Galizia, interruppero gli attacchi e, il 4 novembre, ripresero il ripiegamento verso Occidente. La seconda battaglia di Galizia era durata esattamente un mese (4 ottobre-4 novembre 1914) e, dopo una serie di ondeggiamenti del fronte, si era conclusa con un nulla di fatto.<\/p>\n<p>Mentre la Terza Armata (Boroevi\u010d) arretrava nuovamente fino ai Carpazi e la Quarta (arciduca Giuseppe Ferdinando) si schierava a protezione di Cracovia, i Russi tornarono ad avanzare sulle vecchie posizioni, investendo Przemy\u015bl perla seconda volta. Alla vigilia della loro partenza, gli Austriaci avevano provveduto in gran fretta a reintegrare le scorte della fortezza per fronteggiare anche l&#8217;eventualit\u00e0 di un assedio prolungato. Conrad von H\u00f6tzendorf, infatti, aveva deciso di mantenere ad ogni costo il possesso della piazza, sia per causare difficolt\u00e0 nelle retrovie avversarie, sia per diminuire la pressione dei Russi sul proprio esercito di campagna, costringendoli a distogliere truppe per le operazioni d&#8217;assedio. Egli commise per\u00f2 un errore decisivo: quello di lasciare nella piazza una guarnigione troppo numerosa, press&#8217;a poco pari a quella che aveva sostenuto il primo assedio. In compenso, gran parte della popolazione civile aveva abbandonato la citt\u00e0 di Przemy\u015bl approfittando dell&#8217;intervallo tra i due assedi, diminuendo le necessit\u00e0 alimentari degli assediati. Il numero dei civili che rimasero fu di circa 18.000.<\/p>\n<p>Il gen. Kusmanek aveva sfruttato abilmente il mese di ottobre, provvedendo ad appontare delle nuove posizioni trincerate tutt&#8217;intorno all&#8217;anello esterno dei forti, allo scopo di tenere l&#8217;artiglieria russa alla maggiore distanza possibile dalla piazzaforte. Un distaccamento di aeroplani era inoltre stato aggiunto alla forza del presidio, per consentire la ricognizione sulle linee nemiche e per assicurare i collegamenti con l&#8217;esercito di campagna austro-ungherese, attestato qualche decina di chilometri pi\u00f9 a Occidente.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><em>IL SECONDO ASSEDIO.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il 6 novembre i Russi tornarono ad investire la piazza e il giorno 9 l&#8217;accerchiamento fu reso completo. Le operazioni d&#8217;assedio furono affidate all&#8217;Undicesima Armata del gen. Selivanov, composta da quattro divisioni di truppe di seconda linea. Privo di una adeguata dotazione di artiglieria pesante, Selivanov &#8211; che aveva posto il proprio Comando a Mosciska, sulla strada per Lemberg &#8211; decise di ricorrere a un assedio in piena regola, senza ritentare l&#8217;inutile bagno di sangue del 5-7 ottobre.<\/p>\n<p>Durante i mesi di novembre e dicembre vi furono scontri frequenti e sanguinosi tra le truppe russe e la guarnigione di Przemy\u015bl, che tentava di aprirsi una via attraverso il blocco, muovendosi in concomitanza con le operazioni dell&#8217;esercito di campagna. Quest&#8217;ultimo fece reiterati tentativi per portare soccorso alla fortezza assediata, nonostante la stagione via via pi\u00f9 inclemente, ma sempre invano.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;attacco portato dalla Quarta Armata austriaca contro la Terza Armata russa a Limanowa, importanti forze russe vennero spostate dal Brusilov in quel settore minacciato, e cos\u00ec la Terza Armata del gen. Boroevi\u010d pot\u00e9 occupare i Beschidi e poi scendere dai monti per colpire sul fianco l&#8217;ala sinistra dello schieramento avversario. Tuttavia, dopo un inizio assai promettente, anche l&#8217;offensiva austriaca di Limanowa-Lapanow (3-26 dicembre 1914) si risolse in un nulla di fatto. Intorno al Natale, infatti, gli energici contrattacchi russi avevano costretto gli Austriaci ad abbandonare la lotta presso Jaslo, e a ripiegare verso le posizioni di partenza.<\/p>\n<p>Il 23 gennaio 1915 le forze di Conrad tornarono ad attaccare, questa volta dalla cresta dei Carpazi, con l&#8217;obiettivo principale di liberare Przemy\u015bl. In quei giorni la guarnigione della piazzaforte, che cercava inutilmente do congiungersi ad esse, sostenne violenti combattimenti contro l&#8217;Undicesima Armata russa. Intanto, bloccato dalla neve alta e dal ghiaccio che copriva le strade dei Carpazi ed esposto a temperature notturne che scendevano fino a 40\u00b0 sotto zero, l&#8217;esercito austriaco di campagna era stato contrattaccato e aveva dovuto mettersi sulla difensiva, cedendo anzi terreno. Solo nella prima met\u00e0 di marzo l&#8217;esercito austriaco pot\u00e9 ritentare l&#8217;offensiva invernale attraverso i Carpazi, ma il giorno 15, davanti a un violentissimo contrattacco dei Russi, dovette sospenderla definitivamente.<\/p>\n<p>La situazione delle forze di Kusmanek si era ormai fatta estremamente grave: il vettovagliamento era assicurato solamente fino al 24 e le razioni erano gi\u00e0 molto ridotte, con effetti debilitanti sull&#8217;organismo dei difensori. Dal 9 febbraio le artiglierie russe iniziarono un bombardamento che prosegu\u00ec quasi ininterrottamente sulle posizioni avanzate e sulla cinta esterna, e strinsero il cerchio dell&#8217;assedio tanto nel settore a Nord-Ovest che in quello a Sud-Est, davanti al gruppo di opere di Siedliska. I combattimenti con la difesa mobile della fortezza furono accaniti; nella notte fra il 14 e il 15 marzo i Russi riuscirono a occupare, dopo aspra lotta, le posizioni avanzate di Na Gorach-Batycze, sul fronte settentrionale.<\/p>\n<p>La scarsit\u00e0 di viveri diveniva sempre pi\u00f9 grave; gi\u00e0 9.000 cavalli erano stati abbattuti e macellati per sfamare gli assediati, ma la situazione era vicina al limite dell&#8217;insostenibilit\u00e0. Il 17 marzo tre palloni aerostatici si levarono in volo da Przemy\u015bl per cercar di portare i documenti e le riserve finanziarie nella zona occupata dall&#8217;esercito austriaco. Ma il destino fu loro contrario: le correnti li sospinsero nella direzione opposta a quella desiderata, e finirono per cadere tutti in territorio russo, presso Sokal e Bres-Litovsk.<\/p>\n<p>Durante il secondo assedio gli effettivi di combattimento della guarnigione erano diminuiti di 24.000 unit\u00e0, in gran parte per malattia. Fu cos\u00ec che, prima che l&#8217;esaurimento delle scorte di viveri e munizioni lo costringesse a capitolare, su richiesta del proprio Comando Supremo il gen. Kusmanek decise di compiere un estremo tentativo per rompere l&#8217;assedio e tentare il ricongiungimento con l&#8217;esercito di campagna. Tuttavia, consapevole dello stato di prostrazione delle sue truppe dovuto alla sottoalimentazione, il comandante austriaco non doveva farsi troppe illusioni. \u00c8 chiaro che riteneva pressoch\u00e9 impossibile salvare la guarnigione, e che i suoi obiettivi fondamentali erano l&#8217;onore delle armi e, possibilmente, l&#8217;alleggerimento della pressione russa sui Carpazi, attirando contro di s\u00e9 il maggior numero di forze possibile.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><em>L&#8217;ULTIMO TENTATIVO SI SFONDAMENTO E LA RESA.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Dopo varie indecisioni sulla direzione pi\u00f9 opportuna in cui effettuare quest&#8217;ultimo tentativo, Kusmanek decise di effettuarlo non direttamente verso Ovest, la direzione pi\u00f9 ovvia e naturale, ma verso Grodek e Lemberg, pensando di sorprendere i Russi dalla parte pi\u00f9 inattesa; e in tal senso radiotelegraf\u00f2, il mattino del 19 marzo, al Comando Supremo. Non ritenne, il comandante austriaco, di seguire il consiglio di Conrad per uno sfondamento verso Sambor ,in direzione della quale agiva pure l&#8217;ala destra della Seconda Armata (gen. B\u00f6hm-Ermolli), dalla cresta dei Carpazi. Egli, infatti, giudic\u00f2 che le difficolt\u00e0 del terreno montano a Sud della piazza, ancora coperto di neve, avrebbero aumentato le difficolt\u00e0 della marcia e ne avrebbero rallentato i progressi, mentre invece l&#8217;unica speranza di eseguire la manovra con successo si basava sulla velocit\u00e0, onde non dare ai Russi il tempo di organizzare una resistenza e di far affluire rinforzi nel settore minacciato. Quanto al problema degli approvvigionamenti, avanzando verso Est la guarnigione avrebbe dovuto cercare di impadronirsi dei depositi dell&#8217;Undicesima Armata russa a Mosciska e a Sadowa Wisznia; poi compiendo una serie di marce, avrebbe tentato di congiungersi al Distaccamento d&#8217;Armata Pflanzer-Baltin che combatteva a Sud di Stanislau. L&#8217;operazione di sfondamento era affidata a un cuneo d&#8217;urto, al quale avrebbe poi dovuto tener dietro l&#8217;intera guarnigione, dopo aver fatto altare tutti i forti della cinta, distrutti i cannoni e il materiale da guerra.<\/p>\n<p>Per farsi un&#8217;idea dello stato di prostrazione fisica degli assediati, baster\u00e0 dire che alcuni soldati del gruppo destinato all&#8217;attacco svennero per la fame, non appena ebbero lasciato gli alloggiamenti per concentrarsi. Una situazione analoga, e tuttavia meno disperata, si ripresenter\u00e0 per l&#8217;esercito austro-ungherese alla vigilia del crollo finale: \u00e8 stato infatti calcolato che, durante la sua ultima offensiva sul fronte italiano, da noi chiamata &quot;battaglia del solstizio&quot; (15-21 giugno 1918) le difficolt\u00e0 di approvvigionamento erano tali che il peso medio di un soldato austriaco non superava i 50 kg. Per di pi\u00f9, comunicando via radio con il proprio Comando Supremo per informarlo dell&#8217;imminente tentativo, il gen. Kusmanek aveva permesso al nemico di venirne al corrente, decifrando il messaggio.<\/p>\n<p>Raccolte le truppe destinate alla sortita sotto un tempo inclemente, con pioggia e neve che rendevano pessimo lo stato delle strade, la guarnigione sferr\u00f2 l&#8217;attacco all&#8217;alba del 19 marzo. Mentre le batterie russe rispondevano con un tiro violento, il nucleo delle forze austriache costituito dalla Ventitreesima Divisione <em>honv\u00e8d<\/em> (l&#8217;unica unit\u00e0 attiva dell&#8217;intero presidio) venne contrattaccata violentemente sul fianco dalla Quarantottesima Divisione russa della riserva. Gli Ungheresi perdettero il 68% degli effettivi e furono costretti a ripiegare precipitosamente, insieme a tutte le altre forze austriache, ripassando nel primo pomeriggio dietro ai reticolati. I progressi dell&#8217;avanzata erano stati minimi: a Sud di Medyka, nel punto di massimo guadagno di terreno durante la sortita, gli Austro-Ungheresi non erano riusciti a procedere neppure per 2 km oltre la linea avanzata di protezione.<\/p>\n<p>Il destino di Przemy\u015bl fu con ci\u00f2 deciso. Il 21 marzo si radun\u00f2 il consiglio di difesa, che decise la resa per il giorno seguente, essendo giunta l&#8217;autorizzazione, da Teschen, del Comando Supremo. Vennero quindi distrutti o resi inservibili le opere difensive e il materiale da guerra, le strutture ferroviarie e il materiale rotabile; furono sparati tutti i proiettili rimasti e i cannoni vennero distrutti mediante cariche eccessive o con cartucce di ecrasite, tranne i tipi pi\u00f9 antiquati. All&#8217;ultimo momento vennero fatti saltare anche i cinque ponti che mettevano in comunicazione le due sponde San. Il mattino del 22 marzo 1915 Przemy\u015bl si arrese. Con Kusmanek caddero in prigionia 8 generali, 2.593 ufficiali e 117.000 soldati.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><em>CONCLUSIONI.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>La lunghissima resistenza di Przemy\u015bl durante il secondo assedio suscit\u00f2 grande impressione in tutto il mondo, unita a un profondo senso di rispetto per gli sfortunati difensori austriaci. D&#8217;altra parte, abbiamo gi\u00e0 osservato che il prolungarsi dell&#8217;investimento fu dovuto soprattutto alla mancanza di artiglieria d&#8217;assedio da parte dell&#8217;Undicesima Armata di Selivanov. Dal punto di vista dell&#8217;utilit\u00e0 della resistenza della piazza, tuttavia, \u00e8 stato osservato che essa non rec\u00f2 danni apprezzabili alle operazioni dell&#8217;esercito russo di campagna. Le comunicazioni verso il Dunajec, infatti, vennero ugualmente assicurate dai Russi mediante la costruzione di tronchi ferroviari aggiranti Przemy\u015bl.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, come ha notato uno studioso come il mar. Archibald Percival Wavell, nel secondo assedio il gen. Selivanov si limit\u00f2 semplicemente a porre un blocco con truppe di seconda linea, talch\u00e9 non un solo uomo impegnato sui Carpazi o lungo il Dunajec dovette essere distolto per i compiti dell&#8217;assedio. Dopo aver commesso una vera follia col tentare l&#8217;assalto di forza senza l&#8217;appoggio dell&#8217;artiglieria pesante, il 5-7 ottobre 1914, nel secondo assedio i Russi presero la fortezza per fame ein tal modo conseguirono i massimi risultati con un limitato impiego di forze. D&#8217;altra parte, considerando l&#8217;eccezionale efficacia degli sforzi compiuti dagli Austriaci, alla vigilia del secondo assedio, per rifornire Przemy\u015bl di scorte adeguate, \u00e8 probabile che, se avesse potuto disporre di dotazioni complete di vettovaglie e e munizioni, la fortezza non sarebbe mai caduta. Sarebbe stato sufficiente che Przem\u015bl resistesse ancora due mesi e mezzo: infatti, dopo lo sfondamento austro-tedesco di Tarnow-Gorlice, i Russi la abbandonarono definitivamente il 3 giugno 1915.<\/p>\n<p>I Russi, comunque, sembra abbiano commesso di sopravvalutare la portata della loro vittoria. Certo, il bottino della capitolazione di Kusmanek era stato notevolissimo, ma la situazione strategica generale non ne fu influenzata in maniera decisiva. Pochi giorni dopo la resa di Przemy\u015bl, lo zar Nicola II volle recarsi ad ispezionare le truppe in prima linea, e pass\u00f2 in rassegna i reparti della Guardia Imperiale del gen. Brusilov. Ormai la caduta dei passi carpatici sembrava imminente, e tutti pensavano che l&#8217;invasione dell&#8217;Ungheria avrebbe segnato l&#8217;inizio della fine per le Potenze Centrali. Grave illusione: l&#8217;esercito russo, logorato dagli sforzi della campagna invernale, era maturo per i disastri del 1915, che avrebbero segnato, per esso, l&#8217;inizio della fine e preparato il terreno per le due rivoluzioni del1917.<\/p>\n<p>Da parte austriaca, sembra che si siano commessi molti errori durante i mesi dell&#8217;assedio. Anzitutto la sorte di Przemy\u015bl preoccup\u00f2 il Conrad fino quasi ad ossessionarlo, come ha notato l&#8217;addetto militare tedesco, gen. von Cramon, tanto da indurlo a lanciare l&#8217;esercirto di campagna in una logorante battaglia invernale sui Carpazi coperti di neve. Al termine di quella offensiva, le armate austriache di campagna avevano subito delle perdite assai superiori agli effettivi della guarnigione di Przemy\u015bl, in pro della quale si erano dissanguate. Inoltre, quando &#8211; alla met\u00e0 di marzo &#8211; tali sforzi, condotti con ostinazione ma con poca abilit\u00e0, fallirono, e i viveri della piazzaforte erano ormai quasi esauriti, il Comando Supremo austriaco non volle risparmiare all&#8217;esausta guarnigione altre inutili sofferenze, autorizzandolo ad arrendersi senza indugiare oltre; a ci\u00f2 si risolse, assai a malincuore, solo il giorno 20. Da ultimo, esso pretese dal gen. Kusmanek che si impegnasse in una sortita dalle prospettive di successo quanto mai oscure, esponendo la guarnigione ad ulteriori, dolorose perdite, e a subire un grave rovescio. \u00c8 da notarsi che perfino la Relazione Ufficiale austriaca, in generale favorevole al Conrad, depreca in questo caso la direzione strategica del Comando Supremo. Del resto la sortita del 19 marzo, che il valoroso gen. Kusmanek effettu\u00f2 soprattutto per portare un aiuto indiretto alle armate di campagna in lotta disperata sui Carpazi, non valse a distrarre alcuna unit\u00e0 attiva dell&#8217;esercito russo per respingerla. Al contrario, dopo la resa della fortezza fu l&#8217;Undicesima Armata del gen. Selivanov che, quasi al completo, pot\u00e9 andare a rinforzare l&#8217;Ottava e la Terza Armata russe, mettendo gravemente in crisi la resistenza dell&#8217;esercito austriaco.<\/p>\n<p>Un ultimo errore., ma non il meno grave, commise Conrad von H\u00f6tzendorf durante l&#8217;assedio di Przemy\u015bl: quello di tentarne la liberazione per la via pi\u00f9 breve, urtando frontalmente le forti posizioni russe nei Carpazi, fra il passo di Dukla e il Passo di Uzsok, dove le sue truppe subirono perdite sempre pi\u00f9 gravi e furono pi\u00f9 volte sul punto di soccombere, aprendo alla cavalleria russa la porta della Pianura Ungherese. Dal momento che gli approvvigionamenti di Przemy\u015bl erano assicurati fin verso la met\u00e0 di marzo, sarebbe stato preferibile agire con pi\u00f9 calma e sfruttare i successi del Distaccamento d&#8217;Armata Pflanzer-Baltin, all&#8217;estrema ala destra dello schieramento austriaco. Anche se molto pi\u00f9 lontano dalla fortezza esso avrebbe potuto puntare su di essa, sboccando dai monti in un settore meno difeso dai Russi, e nel quale la guerra di posizione non aveva del tutto sostituito quella di movimento, poich\u00e9 la linea del fronte non era continua e vi si fronteggiavano reparti mobili dei due eserciti, con forti contingenti di cavalleria. Gi\u00e0 superata la cresta dei monti, esso appariva in grado -se fose stato opportunamente rinforzato &#8211; di effettuare uno sfondamento da Stanislau in direzione di Dolina, ci\u00f2 che avrebbe fatto crollare il fianco sinistro dello schieramento avversario, avvolgendolo. Seguendo un tale piano, la liberazione di Przemy\u015bl avrebbe richiesto un tempo pi\u00f9 lungo, ma \u00e8 fuor di dubbio che un piano del generale avrebbe presentato probabilit\u00e0 assai pi\u00f9 favorevoli. Invece l&#8217;attacco su Przemy\u015bl condotto per la via pi\u00f9 beve, dal gennaio al marzo 1915, obblig\u00f2 gli Austro-Ungheresi a sostenere una serie di lotte massacranti fra il ghiaccio e le tempeste di neve, con interi reparti che morivano congelati durante la notte nelle loro posizioni all&#8217;aperto, ed ove un esercito numeroso non possedeva quasi pi\u00f9 nessuna libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p>Tutto questo fu la conseguenza negativa di una decisione infelice dal punto di vista strategico generale: quella di legare le operazioni di un esercito di campagna alla sorte di una piazzaforte. Si trattava, come diversi critici militari hanno osservato, di un vero e proprio capovolgimento di una corretta visione strategica, secondo la quale la funzione di una piazzaforte \u00e8 quella di agevolare le operazioni dell&#8217;esercito di campagna, creando difficolt\u00e0 alle linee di comunicazione avversarie e vincolandovi forze consistenti per le operazioni d&#8217;assedio; non il contrario.<\/p>\n<p><em>APPENDICE<\/em><\/p>\n<p>Riportiamo, a titolo di curiosit\u00e0 storica, il telegramma che il gen. Kusmanek indirizz\u00f2 all&#8217;imperatore Francesco Giuseppe, la sera stessa del fallito tentativo di sfondamento da parte della guarnigione assediata, e nell&#8217;imminenza della capitolazione. La fonte \u00e8 la <em>Relazione ufficiale<\/em> austriaca, riportata in bibliografia (vol. 2).<\/p>\n<p><em>&quot;Maest\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ringraziando in nome del presidio di Przemy\u015bl, con profonda commozione, per le calde parole di augurio di V. M., informo che oggi il presidio stesso ha tentato lo sfondamento. Debbo per\u00f2 con profondo dispiacere comunicare, con subordinata fedelt\u00e0, che tale tentativo non \u00e8 riuscito. Le truppe, in combattimenti disperati durati sette ore, sotto una tormenta di neve contraria, ponendo in giuoco le loro estreme energie, hanno cercato di sfondare . Dopo gravi lotte, nelle quali la 23.a Divisione di landsturm ungherese, sempre tanto valorosa, ha perduto &#8211; per quanto finora si pu\u00f2 saperne &#8211; met\u00e0 della propria forza, ed anche le altre truppe hanno gravemente sofferto, \u00e8 stato necessario ritornare dietro la cinta della piazza. Poich\u00e9 l&#8217;attuale completa spossatezza delle truppe renderebbe privo di qualsiasi probabilit\u00e0 di buon esito il rinnovare il tentativo di sfondamento, manterr\u00f2 il possesso della piazza fino all&#8217;estremo limite possibile, allo scopo di essere utile ancor quanto si possa ai fini dell&#8217;esercito di campagna col vincolare le forze avversarie che qui si trovano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Fedeli al nostro giuramento, e con infinito affetto e devozione per V. M., resisteremo fino all&#8217;ultimo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Kusmanek, generale di fanteria.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Il 20 marzo li vecchio imperatore austriaco &#8211; che, alla lettura del telegramma di Kusmanek, si dice sia scoppiato a piangere &#8211; rispose al difensore di Przemy\u015bl con il seguente telegramma:<\/p>\n<p><em>&quot;Pur essendo profondamente addolorato per il fallimento dell&#8217;audace tentativo di sfondamento effettuato ieri dal presidio di Przemy\u015bl a causa della preponderanza avversaria, guardo con orgoglio all&#8217;incomparabile spirito di sacrificio dei valorosi ai quali la sorte non ha arriso.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Rivolgo il mio ringraziamento di tutto cuore a tutti coloro che hanno combattuto col\u00e0, e invio il Mio memore ricordo a quelli che hanno gloriosamente lasciato la vita sul campo dell&#8217;onore.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nel pi\u00f9 lontano avvenire la storia continuer\u00e0 a ricordare le gesta dei guerrieri dell&#8217;Austria-Ungheria nell&#8217;ostinatissima difesa della piazza di Przemy\u015bl: essi hanno tenuto fermo valorosamente fino al momento estremo.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Francesco Giuseppe&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>BIBLIOGRAFIA.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>KRIEGSARCHIV, <em>L&#8217;ultima guerra dell&#8217;Austria-Ugheria (1914-1918),<\/em> tr. it. 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