{"id":23384,"date":"2022-01-06T06:54:00","date_gmt":"2022-01-06T06:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/06\/assassinio-nella-cattedrale-di-eliot-tragedia-cristiana\/"},"modified":"2022-01-06T06:54:00","modified_gmt":"2022-01-06T06:54:00","slug":"assassinio-nella-cattedrale-di-eliot-tragedia-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/06\/assassinio-nella-cattedrale-di-eliot-tragedia-cristiana\/","title":{"rendered":"Assassinio nella cattedrale di Eliot, tragedia cristiana?"},"content":{"rendered":"<p>Il 29 dicembre 1170, a Canterbury, l&#8217;arcivescovo e primate d&#8217;Inghilterra Thomas Beckett durante la celebrazione dell&#8217;ufficio divino cadeva sotto le spade di quattro cavalieri che avevano preso alla lettera una frase del re Enrico II, impegnato da tempo in una lotta per rafforzare il potere monarchico, limitando quello della Chiesa: \u00abChi mi liberer\u00e0 da questi preti turbolenti?\u00bb. Seguirono, nel gennaio successivo, l&#8217;interdetto contro gli Stati di Enrico II (proclamato non direttamente dal papa, ma dall&#8217;arcivescovo francese di Sens), la scomunica ai vescovi che si erano ribellati a Beckett e pi\u00f9 tardi, nel maggio del 1172, l&#8217;assoluzione da parte dei legato pontifici dello stesso Enrico II, la cui responsabilit\u00e0 diretta nell&#8217;assassinio non era mai stata provata. Un culto si svilupp\u00f2 velocissimo intorno alla figura dell&#8217;estinto; appena due anni dopo la sua morte, nel 1173, papa Alessandro III lo proclam\u00f2 santo e martire della Chiesa.<\/p>\n<p>A questa vicenda storica si \u00e8 ispirato il poeta Thomas Stearns Eliot (Saint-Louis, 1888-Londra, 1965), il quale dagli Stati Uniti si era portato in Inghilterra, assumendone la cittadinanza, e si era convertito all&#8217;anglo-cattolicesimo, cio\u00e8 al ramo della Chiesa anglicana pi\u00f9 vicino alla Chiesa di Roma, per comporre una delle sue opere pi\u00f9 note e pi\u00f9 efficaci: il dramma teatrale poetico in due parti e un interludio <em>Assassinio nella cattedrale<\/em> (<em>Murder in the Cathedral<\/em>), appartenente al genere della Sacra rappresentazione, nel 1935, che venne dato per la prima volta il 15 giugno dello stesso anno, proprio nella sala capitolare di quella Cattedrale di Canterbury ove, nel XII secolo, si era consumato l&#8217;atroce delitto.<\/p>\n<p>L&#8217;apparente anacronismo di un poeta del Novecento che va a cercare materia d&#8217;ispirazione e forme espressive nel lontano Medioevo, voltando le spalle alla modernit\u00e0 (paradosso nel paradosso, questo poeta si forma nella corrente del <em>modernismo<\/em>, che, nei Pesai anglosassoni, non esprime un&#8217;adesione ideologica ai valori moderni, ma una particolare tecnica stilistica basata sull&#8217;uso dell&#8217;immagine in funzione di correlativo oggettivo) trova la sua spiegazione nel fatto che Eliot, dopo la conversione al cristianesimo, non che inseguire le ultime mode culturali, cerca nella nuova fede quel che di perenne vi \u00e8 nell&#8217;anima umana; e vede appunto nel cristianesimo l&#8217;elemento catalizzatore che accentua l&#8217;eterna lotta fra il bene e il male e costringe l&#8217;uomo a prender posizione, abbandonando ogni atteggiamento attesista e opportunista.<\/p>\n<p>Scrivono P. Dagna Campagnoli e A. Martini (in: <em>L&#8217;avventura del lettore. Antologia per il biennio delle scuole superiori<\/em>, Edizioni Il Capitello, 1991, vol. II, pp. 956-958):<\/p>\n<p><em>Fin dal saggio &quot;La tradizione e il talento individuale&quot; (1919), Eliot aveva sottolineato l&#8217;importanza della tradizione in campo letterario. La sua opera poetica era stata, gi\u00e0 ne &quot;La terra desolata&quot;, fittissima di echi, nutrita degli apporti pi\u00f9 diversi: dai poeti medievali, l&#8217;amato Dante prima di tutti, a Shakespeare, ai poeti &quot;metafisici&quot; del Seicento inglese, ai simbolisti francesi, ecc. La conquista della fede religiosa viene a rinsaldare questo senso della tradizione, perch\u00e9 il cristianesimo appare a Eliot l&#8217;elemento fondante di gran parte della letteratura, dell&#8217;arte figurativa e della filosofia occidentale. La produzione saggistica dello scrittore tocca spesso argomenti religiosi, da &quot;Religione e letteratura&quot; (1935) a &quot;L&#8217;idea di una societ\u00e0 cristiana&quot; (1939)<\/em><\/p>\n<p><em>[Per &quot;assassinio nella cattedrale&quot;]si \u00e8 parlato di un ritorno a Eschilo, il primo grande poeta tragico greco, per la presenza del coro (le donne di Canterbury che lo formano hanno una parte rilevante nella tragedia). O addirittura si potrebbe definire &quot;Assassinio nella cattedrale&quot; una tragedia pre-eschilea, perch\u00e9 il solo vero personaggio caratterizzato come individuo \u00e8 Thomas Beckett: gli altri sono estremamente stilizzati e fungono, nel loro insieme &#8212; i tre preti, i quattro tentatori, i quattro cavalieri -, da anti-coro. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 tanto lo sviluppo del&#8217;azione, che certo, nella seconda parte, si fa pi\u00f9 tesa e concitata, a costituire motivo di interesse per il lettore o lo spettatore. \u00c8 invece il contenuto di pensiero, che costringe chi legge o assiste alla rappresentazione ad interrogarsi sul significato della vicenda.<\/em><\/p>\n<p><em>Il dramma pu\u00f2 essere letto &#8212; e cos\u00ec \u00e8 stato &#8212; in modi diversi: in chiave politica, se si considera come tema centrale la lotta tra Chiesa e Stato; in chiave psicologica, se si focalizza l&#8217;attenzione sul confitto interiore di Thomas Beckett e la sua vittoria contro se stesso (le tentazioni); in chiave simbolica e religiosa, se si scorge nella vicenda l&#8217;emblema del difficile cammino dell&#8217;umanit\u00e0 verso Dio (esemplare, in questo senso, l&#8217;evoluzione che attraverso i cori si pu\u00f2 scorgere nelle donne di Canterbury), e nel martirio di Tommaso la riproposta del sacrificio di Cristo. Conosciamo, da una dichiarazione dello stesso Eliot quali fossero i suoi intenti: \u00abNon ho voluto scrivere una cronaca della politica del XII secolo, n\u00e9 manomettere senza scrupoli gli scarsi documenti [&#8230;]. Ho voluto concentrarmi sulla morte e sul martirio\u00bb. Chiarissima perci\u00f2 l&#8217;ispirazione religiosa di &quot;Assassinio nella cattedrale&quot;; il che tuttavia non impedisce di gustare il dramma, anche al lettore meno interessato a questa problematica.<\/em><\/p>\n<p>E tuttavia, potrebbe obiettare qualcuno: la visione cristiana della vita \u00e8 compatibile con la tragedia? Oppure la tragedia \u00e8 una forma espressiva caratteristica ed esclusiva del mondo pre-cristiano, in particolare del mondo greco, nel quale la condizione umana \u00e8 gravata da un cupo pessimismo a causa dello strapotere inesplicabile del Fato?<\/p>\n<p>Osservano sempre gli autori sopra citati a questo proposito (Ibidem, 963):<\/p>\n<p><em>Secondo George Steiner, non si pu\u00f2 parlare in nessun caso di tragedia cristiana, perch\u00e9, egli sostiene, l&#8217;interpretazione cristiana della vita porta a una negazione della tragedia: il cristianesimo presuppone sempre, oltre la morte,la possibilit\u00e0 della salvezza: non esistono, nella sua visione del mondo, forze incontrollabili (il Fato degli antichi Greci) cui l&#8217;uomo non riesca ad opporsi, e all&#8217;uomo, anche quando sbaglia, non \u00e8 mai preclusa la via della salvezza: \u00abnon c&#8217;\u00e8 mai stata una tragedia specificamente cristiana, nemmeno quando la fede era in pieno rigoglio. Il cristianesimo esprime una condizione antitragica del mondo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il cristianesimo prospetta all&#8217;uomo la certezza del riposo finale in Dio. Guida l&#8217;anima verso la giustizia e la resurrezione. La Passione di Cristo \u00e8 un avvenimento di inenarrabile dolore ma \u00e8 anche la chiave che svela l&#8217;amore di Dio per l&#8217;uomo. Alla luce fosca della sofferenza di Cristo, il peccato originale si trasforma in un felice errore (felix culpa). Attraverso di esso l&#8217;umanit\u00e0 sar\u00e0 restituita ad una condizione assai pi\u00f9 elevata di quanto non fosse l&#8217;innocenza di Adamo. Nel dramma della vita cristiana, la freccia vola contro vento ma punta verso l&#8217;alto., Poich\u00e9 \u00e8 una soglia verso l&#8217;eternit\u00e0, la morte dell&#8217;eroe cristiano pu\u00f2 essere causa di dolore, non di tragedia. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La prospettiva cristiana conosce soltanto la tragedia parziale o episodica. Nel suo essenziale ottimismo vi sono momenti di disperazione; nell&#8217;ascesa verso la grazia si possono verificare crudeli contrattempi. Ma, come dice un proverbio portoghese, \u00abDeus escrive direito pro linhas tortas\u00bb [Dio adopera linee storte per scrivere diritto; da G. Steiner, &quot;Morte della tragedia&quot;, Milano, Garzanti, 1976, p. 256].<\/em><\/p>\n<p>Innanzitutto due parole su George Steiner, l&#8217;autore della tesi secondo la quale non si d\u00e0 in alcun caso una tragedia cristiana, perch\u00e9 la visione cristiana della vita, sorretta dall&#8217;idea della Provvidenza e perci\u00f2 da un fondamentale ottimismo, non si concilia con la tragedia, che, come si \u00e8 detto, presuppone una sfiducia di fondo nella bont\u00e0 della vita, o quantomeno nell&#8217;affermazione della giustizia. Ebreo di origine austriaca, ma nato a Parigi, poi emigrato negli Stati Uniti, \u00e8 il classico intellettuale cosmopolita che si stenta a collocare in una cornice e collegare ad una precisa identit\u00e0. Infatti su <em>Wikipedia<\/em> \u00e8 definito uno <em>scrittore, saggista e accademico francese<\/em>, mentre l&#8217;Enciclopedia Treccani lo definisce uno <em>scrittore e saggista di origine austriaca, di famiglia ebraica, nato a Parigi e naturalizzato statunitense<\/em>. Nemmeno il suo ebraismo lo caratterizza in modo univoco, perch\u00e9, caso raro ma non unico, Steiner considera un male la nascita dello Stato d&#8217;Israele e rimprovera a Hitler di averla inconsapevolmente favorita, il che farebbe di lui un falso messia ebraico, un po&#8217; come il famoso Sabbatai Zevi. Egli ritiene che la vera missione del popolo ebreo sia di natura spirituale e non politica; a parte questo, lo si potrebbe considerare un tipico intellettuale mitteleuropeo, peraltro imbevuto di marxismo e capace di rompere i ponti con l&#8217;Europa, facendosi americano, il che rappresenta una doppia negazione di quell&#8217;ideale. E adesso chiediamoci: \u00e8 condivisibile, \u00e8 verosimile la tesi di Steiner riguardo alla radicale impossibilit\u00e0 di una tragedia cristiana? Sarebbe impossibile pertanto considerare <em>Assassinio nella cattedrale<\/em> una &quot;vera&quot; tragedia, e bisognerebbe trarne la conclusione che T. S. Eliot ha composto un&#8217;opera ibrida e intrinsecamente contraddittoria, quindi artisticamente velleitaria e non riuscita?<\/p>\n<p>Se si pensa al pi\u00f9 grande poema cristiano della letteratura universale, la <em>Divina Commedia<\/em>, verrebbe da rispondere affermativamente. Dante scrive una <em>comed\u00eca<\/em>, cio\u00e8 un&#8217;opera che giunge, passando attraverso il dramma, al lieto fine, perch\u00e9 l&#8217;itinerario dell&#8217;anima che cerca Dio con sincero pentimento dei propri peccati si conclude felicemente col raggiungimento della meta sospirata ed il premio della vita eterna. E tuttavia Eliot, che era un grande ammiratore e conoscitore di Dante, come si vede gi\u00e0 ne <em>La terra desolata<\/em>, non poteva non essersi posto l&#8217;interrogativo; come doveva esserselo posto Manzoni allorch\u00e9 sceglieva di dare una lieta conclusione ai <em>Promessi Sposi<\/em>, rendendosi per\u00f2 conto che un finale diverso &#8212; con Renzo che apprende al Lazzaretto che Lucia \u00e8 morta di peste &#8212; non avrebbe minimamente scalfito l&#8217;impianto morale e religioso del romanzo. La Provvidenza infatti, <em>la c&#8217;\u00e8<\/em>, sia che la vita terrena degli uomini sia premiata dal raggiungimento dei loro desideri terreni, sia che ci\u00f2 non avvenga, perch\u00e9 essa agisce in maniera misteriosa, in quanto le vie del Signore non sono le vie dell&#8217;uomo. E l&#8217;<em>Adelchi<\/em>, e il <em>Conte di Carmagnola<\/em>? Non c&#8217;\u00e8 il lieto fine, n\u00e9 nell&#8217;una, n\u00e9 nell&#8217;altra tragedia; al contrario, il male sembra trionfare, e i buoni soccombono. Se poi si spazia sul panorama europeo e mondiale, ci si rende conto che gli scrittori cristiani molto raramente si sono confrontati con la tragedia, salvo alcune notevoli eccezioni: Milton col <em>Paradiso perduto<\/em>, Imre Madach con <em>L&#8217;umana tragedia.<\/em> Altrimenti hanno fatto come Dante: sono discesi negli abissi infernali, ma hanno anche mostrato la via della risalta verso Dio, come \u00e8 specialmente il caso di Tolstoj e Dostoevskij, cos\u00ec diversi fra loro, eppure tanto simili nel cogliere il dramma di caduta e redenzione dell&#8217;uomo, alla luce dell&#8217;eterna lotta fra il bene e il male. Per alcuni romanzi contemporanei, come <em>Leviatano<\/em> di Julien Green o <em>La fine dell&#8217;avventura<\/em> di Graham Greene, forse non si pu\u00f2 parlare di tragedia, perch\u00e9 non basta il contenuto drammatico per fare di un&#8217;opera una tragedia: \u00e8 necessaria una costruzione tragica che coinvolga non solo il protagonista o i protagonisti, ma la condizione umana in se stessa. E dunque, torniamo a chiederci: \u00e8 stato un &quot;errore&quot; <em>Assassinio nella cattedrale<\/em>? Oppure \u00e8 un errore considerarla una tragedia?<\/p>../../../../n_3Cp>Ci sembra che il dramma di Eliot rappresenti la felice eccezione alla regola. S\u00ec, \u00e8 vero: la visione cristiana della vita non pu\u00f2 essere propriamente tragica, perch\u00e9, se lo fosse, verrebbe meno la fiducia nella Provvidenza, e svanirebbe il significato stesso dell&#8217;Incarnazione del Verbo, nonch\u00e9 della Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo. Al tempo stesso, non possiamo accettare la definizione di fondamentalmente ottimistica della visione della vita propria del cristianesimo. La visione della vita cristiana non \u00e8 ottimista nel senso comune del termine, perch\u00e9 in essa l&#8217;ottimismo non discende da un orientamento dell&#8217;uomo, da un atto della sua volont\u00e0, ma dalla fede nella bont\u00e0 di Dio, che controbilancia il pessimismo antropologico. La condizione umana, dopo la caduta di Adamo, \u00e8 quella che \u00e8, ossia tragica: egli vorrebbe fare il bene e invece fa il male. D&#8217;altra parte \u00e8 un po&#8217; semplicistico definire il peccato di Adamo una <em>felix culpa<\/em>: \u00e8 vero infatti che senza di esso non vi sarebbe stata l&#8217;Incarnazione, ma ci\u00f2 significa assumere il senno del poi. Se non ci fosse stata l&#8217;Incarnazione, oggi non vi sarebbe il cristianesimo: ma come si fa a costruire la stria con i <em>se<\/em>? Non si pu\u00f2 dire cosa sarebbe accaduto se Adamo non avesse peccato. \u00c8 ozioso, e teologicamente pericoloso, mettersi su tale strada: potrebbero scaturirne dei mostri. Ci\u00f2 che sappiamo dell&#8217;uomo, \u00e8 che la sua natura \u00e8 decaduta dopo il peccato di Adamo, e che Ges\u00f9 Cristo l&#8217;ha risollevata, dando agli uomini la possibilit\u00e0 di divenire figli di Dio. La <em>possibilit\u00e0<\/em>, non la certezza, come vorrebbero alcuni. Il dramma dell&#8217;uomo \u00e8 qui, come aveva visto Kierkegaard: nella categoria della possibilit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 dicembre 1170, a Canterbury, l&#8217;arcivescovo e primate d&#8217;Inghilterra Thomas Beckett durante la celebrazione dell&#8217;ufficio divino cadeva sotto le spade di quattro cavalieri che avevano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[109],"class_list":["post-23384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23384\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}