{"id":23372,"date":"2015-07-28T06:34:00","date_gmt":"2015-07-28T06:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/larte-del-giardino-non-richiede-un-professionista-ma-un-esperto-amante-delle-piante\/"},"modified":"2015-07-28T06:34:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:34:00","slug":"larte-del-giardino-non-richiede-un-professionista-ma-un-esperto-amante-delle-piante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/larte-del-giardino-non-richiede-un-professionista-ma-un-esperto-amante-delle-piante\/","title":{"rendered":"L\u2019arte del giardino non richiede un professionista, ma un esperto amante delle piante"},"content":{"rendered":"<p>Esistono ancora e, senza dubbio, sempre continueranno ad esistere dei giardini, pubblici e privati: perch\u00e9 la domanda a cui rispondono \u00e8 antica quasi quanto l&#8217;uomo, quella di un piccolo paradiso in cui ritrovare il legame perduto con il verde e la pace della natura (tale \u00e8 l&#8217;etimologia persiana della parola giardino, passata nel greco &quot;par\u00e0deisos&quot; e da qui nel latino e nell&#8217;italiano).<\/p>\n<p>La domanda che dobbiamo porci \u00e8 se possiamo accontentarci di un po&#8217; di verde domestico, come che sia, o se possiamo e dobbiamo fare s\u00ec che la sua progettazione e la sua realizzazione siano in qualche modo pensate e dirette da una mano esperta, o, quanto meno, secondo criteri di intelligenza, buon gusto, opportunit\u00e0, che a loro volta scaturiscono sia dalla pratica del giardinaggio sia da un cultura di carattere botanico, agronomico e, perch\u00e9 no, architettonico (c&#8217;\u00e8 stato un tempo, infatti, in cui l&#8217;arte del giardinaggio era considerata, n\u00e9 pi\u00f9 n meno, un ramo dell&#8217;architettura).<\/p>\n<p>Ai nostri giorni, la democratizzazione dei rapporti sociali e l&#8217;avvento di un capitalismo finanziario sempre pi\u00f9 &quot;virtuale&quot; e sempre pi\u00f9 lontano dalla sfera dell&#8217;economia reale fanno s\u00ec che, da un lato, si sia largamente diffusa la convinzione che chiunque, purch\u00e9 ne abbia i mezzi materiali, pu\u00f2 costruire un giardino, anche se sprovvisto di conoscenze adeguate, esperienza e buon gusto (ma il relativismo oggi dominante nega che vi sia una oggettivit\u00e0 del &quot;buon gusto&quot;); dall&#8217;altro che si possa delegare a figure di professionisti del giardinaggio tanto la realizzazione, quanto la cura e la manutenzione dei giardini, i quali hanno bens\u00ec l&#8217;esperienza, ma, sovente, non la conoscenza teorica e che, in fatto di buon gusto, sono inclini a seguire le mode del momento e ad assecondare qualunque capriccio o stravaganza del proprietario.<\/p>\n<p>Per esempio, dall&#8217;uso e dall&#8217;abuso di determinate essenze vegetali, che andavano particolarmente di moda in precisi momenti storici, si pu\u00f2 stabilire approssimativamente la data di realizzazione di un certo giardino. Un esempio per tutti: il pur bello e decorativo cipresso dell&#8217;Arizona, &quot;Cupressus arizonica Greene&quot;, intorno agli anni &#8217;60 e &#8217;70 del Novecento, \u00e8 stato impiantato fino alla saziet\u00e0 in moltissimi giardini pubblici e privati, e, in seguito, abbandonato, per il sopraggiungere di nuove mode e di altre tendenze. Si tratta di indicatori alquanto empirici e forse un po&#8217; approssimativi, e nondimeno estremamente significativi, allo stesso modo in cui si pu\u00f2 valutare la data di costruzione di una casa o di una villetta da certe caratteristiche architettoniche, e perfino dal tipo degli infissi, delle ringhiere dei balconi, delle maniglie dei cancelli e dei canceletti, oppure da certi peculiari (e, fortunatamente, irripetibili) elementi decorativi dei giardini e dei cortili, come i nanetti di gesso alla Walt Disney: che sono, s\u00ec, onnipresenti ed eterni, ma specialmente legati ad una precisa stagione dell&#8217;edilizia residenziale privata e ad un certo, ben preciso ambito socio-culturale della piccola borghesia italiana, negli anni del cosiddetto &quot;miracolo economico&quot;.<\/p>\n<p>Tutti, crediamo, si rallegrano quando, percorrendo le strade e i viali di una citt\u00e0, possono ammirare delle ampie estensioni di verde e nessuno, probabilmente, preferirebbe affacciarsi dalle finestre di casa propria e vedere dei muri di cemento anzich\u00e9 alberi, siepi, prati e aiole fiorite; la questione \u00e8 se questi &quot;polmoni verdi&quot; di una societ\u00e0 urbana e industrializzata, come la nostra, debbano essere lasciati al caso o se valga la pena di promuovere una autentica cultura del giardinaggio, con una propria dignit\u00e0 e autonomia e con dei parametri estetici riconosciuti e, almeno entro i limiti del possibile, condivisi.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;osservatore distratto, infatti, non pu\u00f2 non notare delle note stridenti, quando l&#8217;asfalto di una strada o le lastre di un marciapiede si spaccano continuamente per l&#8217;affiorare delle radici di un filare di pini, piantati, evidentemente, in maniera poco intelligente; e non pu\u00f2 non soffrire nel vedere interventi di potatura tardivi, rozzi, barbarici, che decapitano, ad esempio, un bel viale di platani, nel mese di marzo, quando la fioritura delle gemme \u00e8 ormai avanzata, per non parlare di quelle capitozzature degli alberi &#8212; a volte, persino di bellissimi alberi secolari! &#8211; che trasformano le piante in poveri monconi destinati alla morte.<\/p>\n<p>Ci sembrano illuminanti le riflessioni svolte in proposito da Paola Casarotti nel suo breve saggio \u00abQualche appunto sulla figura del &quot;giardiniere&quot;\u00bb (in: Autori Vari, \u00abGiardini di Vicenza\u00bb, Banca Popolare Vicentina, 1994, pp. 127-30):<\/p>\n<p>\u00abIl rapporto dialettico di arte e natura, che sta alla base del fenomeno &quot;giardino&quot;, ci svela, quando lo verifichiamo concretamente, attraverso l&#8217;analisi dei reperti ancora esistenti ed esperibili, nell&#8217;immaginario della letteratura e nei testi di specifica trattatistica, redatti in diversi periodi storici, una serie di interessanti momenti problematici. Ci\u00f2 informa ad esempio, come mut\u00f2 nel tempo la stessa relazione dell&#8217;uomo nei confronti della natura e del paesaggio, come si accrebbe la conoscenza dei fenomeni naturali, come si accrebbe quella delle tecniche agronomiche ed idrauliche, come cambi\u00f2 &#8211; ed \u00e8 ci\u00f2 che qui ci interessa &#8211; il ruolo svolto dall&#8217;artista ideatore e dal giardiniere realizzatore nella ideazione e nella formazione di spazi verdi.<\/p>\n<p>Selezioniamo a questo punto, proprio la figura, che sul piano dell&#8217;informazione storica, resta ancora abbastanza enigmatica, quella appunto del &quot;giardiniere&quot;.<\/p>\n<p>Nella vicenda del giardino, al di l\u00e0 del Medioevo, quando il giardiniere \u00e8 per lo pi\u00f9 semplice agricoltore, sino all&#8217;esperienza (peraltro piuttosto programmatica che effettiva) obbediente alla ideologia britannica del &quot;Landscape&quot; di cui pi\u00f9 avanti diremo, l&#8217;artificio architettonico compositivo controlla ed anzi determina la rappresentazione della flora: le specie vegetali scelte secondo rigidi principi di intenzione formale e allegorica, venivano su precise indicazioni di volont\u00e0 artistica, piegate riordinate dalla cura attenta ed esperta del &quot;giardiniere&quot;: il quale con zappa, marre, badili, vanghe, forbici&#8230; realizzava siepi, viali, labirinti e spalliere. Nei trattati cinquecenteschi, per esempio, del Soderini o del Riccio, accanto a numerosi consigli sulla scelta pi\u00f9 adatta di piante da usare nei giardini per l&#8217;alternanza della fioritura e dei colori nel succedersi delle stagioni (ma anche per il significato simbolico ad esse attribuito), puntualmente ci si rimette alle esperte mani dell&#8217;attento giardiniere. Il Taegio nel suo poema &quot;La Villa&quot; (opportunamente segnalato da Alessandro Tagliolini) annoter\u00e0 che &quot;l&#8217;accorto &quot;Giardiniero&quot; (&#8230;) incorporando l&#8217;arte con la natura fa che d&#8217;ambedue ne riesca una terza natura. Quella dell&#8217;arte del giardino, unione perfetta di ideali artistici e di abilit\u00e0 tecnico-colturale&quot;.<\/p>\n<p>Il &quot;giardiniere&quot;, suo interprete nell&#8217;ordine della definizione materiale e che sovente associava alle conoscenze agronomiche e botaniche l&#8217;esperienza del controllo, uso e manipolazione dell&#8217;acqua, in quanto artigiano-meccanico capace di trasferire sul terreno e immagini e le fantasie dell&#8217;artista ideatore, mettendo i &quot;segreti del mestiere&quot; al servizio dei numerosi committenti, ebbe nel &#8216;500 e nel &#8216;600, allorch\u00e9 la sua figura comincia a percepirsi, perlopi\u00f9 un ruolo subalterno, per quella sua condizione meccanica, rispetto a quello, di dignit\u00e0 liberale, dell&#8217;inventore, ma anche dello stesso architetto statuario allorch\u00e9 fosse convocato ad abbellire il giardino.[&#8230;]<\/p>\n<p>Se in epoca barocca, il rapporto arte-natura produce l&#8217;idea del giardino-parco nel territorio come elemento ordinatore della campagna convertendo, per realizzarla, un&#8217;estensione dei compiti professionali tradizionali dell&#8217;architetto (un esempio emblematico: Le N\u00f4tre), nulla sembra invece cambiare per la condizione del giardiniere che con i suoi semplici attrezzi, adatti alla potatura, alla lavorazione manuale delle piante, continu\u00f2 ad essere anonimo esecutore. [&#8230;]<\/p>\n<p>Sar\u00e0 solo nel Settecento inoltrato che la dimessa figura acquister\u00e0 una nuova dimensione e piena dignit\u00e0: accanto all&#8217;affermarsi della poetica ispirata alla rivendicazione dei valori spontanei della natura (Addison: &quot;La bellezza del giardino e il suo valore artistico aumentano quanto questa assomiglia alla natura&quot;), si viene delineando un operatore, giardiniere-paesaggista, capace, grazie alle sue conoscenze specifiche e alla sua tecnica, di creare la natura utilizzando gli stessi materiali della natura e disponendoli nello stesso ordine (Morel, 1776).<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 di una vicenda complessa. La vicenda di nuovi valori estetici (influenzata tra l&#8217;altro dall&#8217;interesse e dallo studio del giardino cinese) nell&#8217;arte del giardino, come s&#8217;\u00e8 indietro adombrato, si fondava su un&#8217;illusione e un&#8217;ambiguit\u00e0: la scena del verde restava comunque soggetta alle regole, sebbene meno rigide e costrittive di un&#8217;arte topiaria che, incoraggiata dai vivaisti, imponeva immagini fantasiose e banali, le stesse che Francis Bacon un secolo prima aveva criticato nel suo celebre saggio sui giardini definendole &quot;puerili&quot;.<\/p>\n<p>La polemica crebbe soprattutto stimolata da alcuni letterati ed intellettuali; lo stesso Alexander Pope, progettista del proprio giardino di Twickenham, diresse accuse sarcastiche contro i vivaisti del tempo, interessati pi\u00f9 a svuotare i magazzini e a proporre disegni a loro profitto. Di nuovo J. Addison si scagliava sulla moda topiaria, in un suo saggio sul godimento del bello affermava. .., per conto mio preferisco guardare un albero con tutto il suo lussureggiante spandersi di rami e ramoscelli che non quando potato e ridotto a figura geometrica; e non posso fare a meno di pensare che un frutteto in fiore \u00e8 molto pi\u00f9 delizioso di tutti i piccoli labirinti del parterre pi\u00f9 finito&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Un secolo pi\u00f9 tardi, il barone Ernouf osservava che il creatore di giardini, &quot;artiste horticulteur&quot;, doveva possedere molte conoscenze teoriche e pratiche: egli cio\u00e8 doveva essere contemporaneamente agronomo, geologo, botanico, architetto, pittore, poeta, filosofo.<\/p>\n<p>Ma cos\u00ec, mentre si individuava la preparazione necessaria al &quot;paesaggista&quot; per operare nel giardino, si venivano gi\u00e0 profilando le ragioni di una nuova crisi imminente.<\/p>\n<p>Con la suddivisione, nell&#8217;Ottocento, dell&#8217;agronomia in pi\u00f9 settori di studio e di intervento, nasceva l&#8217;orticoltura, come scienza del giardinaggio, e la somma di saperi concentrata sul &quot;giardiniere2 si spezzava, , riducendo quella figura ai ruoli del mero sapere botanico, e cos\u00ec rischiando di renderla nuovamente subalterna! Le inevitabili reazioni, a livello teorico,sono state ricche di proposizioni; tra le quali il tentativo di recuperarla integralmente alla sfera dell&#8217;architettura.<\/p>\n<p>A tutt&#8217;oggi l&#8217;Arte del giardino sembra essere priva di un suo specifico statuto, sicch\u00e9 continua ad essere vera la figura professionale del giardiniere, divenuto troppo spesso un professionista privo di preparazione e di connotazione culturale autentica.\u00bb<\/p>\n<p>Da quanto siamo andati sin qui esponendo, emerge, a nostro avviso, il bisogno che la societ\u00e0 si faccia carico di una assunzione pi\u00f9 consapevole del valore paesaggistico, estetico e salutistico del giardino, sia pubblico che privato; e ci\u00f2 attraverso una mobilitazione sia del mondo della cultura, della scuola e dell&#8217;universit\u00e0, sia dei singoli cittadini, e specialmente di quelli che si trovano nella fortunata condizione di poter disporre di una certa superficie, per quanto modesta, da destinare al godimento di un po&#8217; di verde privato, magari per il gioco dei bambini o per lo svago delle persone anziane.<\/p>\n<p>Quali essenze vegetali piantare, come, dove, secondo quale criterio; come distribuire gli spazi, secondo quale disegno, con quali finalit\u00e0 pratiche e decorative; come comportarsi nei confronti degli uccelli che eleggessero il giardino a luogo privilegiato per nidificare, e anche nei confronti di altri eventuali ospiti inattesi, a due o a quattro zampe; a quali sostanze fertilizzanti e antiparassitarie fare ricorso, quali rischi accettare, quali limiti porre all&#8217;impiego di eventuali prodotti chimici; quale &quot;filosofia&quot; adottare nei confronti della caduta delle foglie e, in genere, dello &quot;sporco&quot; che il giardino stesso produce, specialmente nella stagione autunnale, e del lavoro supplementare che comporta: tutto questo non dovrebbe essere lasciato al caso e all&#8217;improvvisazione, ma dovrebbe far parte di una progettualit\u00e0 consapevole, almeno tanto quanto lo sono la disposizione e l&#8217;arredamento degli ambienti interni della casa.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, non crediamo che il giardinaggio sia una scienza, semmai un&#8217;arte; ma un&#8217;arte che \u00e8 alla portata di tutti, o, quanto meno, di tutte le persone che possiedono un minimo di saggezza, di senso estetico e di sano spirito pratico. In linea di massima, non crediamo che sia necessario avvalersi di un giardiniere professionista, almeno per le piccole superfici verdi, ma che i suoi consigli e le sue indicazioni possano essere preziosi e talvolta necessari, affidandosi, per il resto, al buon senso e al proprio gusto personale. Certo, sapere che esiste una fase lunare adatta per questo o quell&#8217;intervento sulle piante, pu\u00f2 rivelarsi assai utile. Ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 amare le piante&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono ancora e, senza dubbio, sempre continueranno ad esistere dei giardini, pubblici e privati: perch\u00e9 la domanda a cui rispondono \u00e8 antica quasi quanto l&#8217;uomo, quella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[92],"class_list":["post-23372","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23372"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23372\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}