{"id":23370,"date":"2007-07-16T03:35:00","date_gmt":"2007-07-16T03:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/16\/ma-e-sempre-la-stessa-arroganza-la-molla-dello-scientismo\/"},"modified":"2007-07-16T03:35:00","modified_gmt":"2007-07-16T03:35:00","slug":"ma-e-sempre-la-stessa-arroganza-la-molla-dello-scientismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/07\/16\/ma-e-sempre-la-stessa-arroganza-la-molla-dello-scientismo\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 sempre la stessa arroganza la molla dello scientismo"},"content":{"rendered":"<p>Galileo Galilei, nel <em>Diualogo sopra i due massimi sistemi del mondo,<\/em> stampato a Firenze nel 1632, faceva dire da Salviati a Simplicio che <em>\u00abl&#8217;intendere si pu\u00f2 pigliare in due modi, cio\u00e8<\/em> intensive, <em>o vero<\/em> extensive<em>: e che<\/em> extensive<em>, cio\u00e8 quanto alla moltitudine degli intelligibili, che sono infiniti, l&#8217;intender umano \u00e8 come nullo, quando bene egli intendesse mille proposizioni, perch\u00e9 mille rispetto all&#8217;infinito \u00e8 come un zero; ma pigliando l&#8217;intendere<\/em> intensive, <em>in quanto cotal termine importa intensivamente, cio\u00e8 perfettamente, alcune proposizioni, dico che l&#8217;intelletto umano ne intende alcune cos\u00ec perfettamente, e ne ha cos\u00ec assoluta certezza, quanto se n&#8217;abbia l&#8217;istessa natura; e tali sono le scienze matematiche pure, cio\u00e8 la geometria e l&#8217;aritmeticadelle quali l&#8217;intelletto divino ne sa bene infinite proposizioni di pi\u00f9, perch\u00e9 le sa tutte, ma di quelle poche intese dall&#8217;intelletto umano credo che la cognizione aguagli la divina nella certezza obiettiva, poich\u00e9 arriva a comprenderne la necessit\u00e0, sopra la qual non par che possa esser sicurezza maggiore\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ed al povero Simplicio &#8211; che ovviamene rappresenta (fin dal nome che Galilei gli ha appioppato) la magra parte dell&#8217;oscurantista pedante e limitato &#8211; il quale gli obietta, invero timidamente, che <em>\u00abQuesto mi pare un parlar molto resoluto ed ardito\u00bb,<\/em> Salviati (ossia, in realt\u00e0, lo stesso Galilei) ribatte con perfetta sicurezza: <em>\u00abQueste son proposizioni comuni e lontane da ogni ombra di temerit\u00e0 o d&#8217;ardire e che punto non detraggono di maest\u00e0 alla divina sapienza, s\u00ec come niente diminuisce la Sua onnipotenza il dire che Iddio non pu\u00f2 fare che il fatto non sia fatto. Ma dubito, signor Simplicio, che voi pigliate ombra per esser state ricevute da voi le mie parole con qualche equivocazione. Per\u00f2, per meglio dichiararmi, dico che quanto alla verit\u00e0 che ci danno cognizione le dimostrazioni matematiche, ella \u00e8 l&#8217;istessa che conosce la sapienza divina; ma vi conceder\u00f2 bene che il modo col quale Iddio conosce le infinite proposizioni, delle quali noi conosciamo alcune poche, \u00e8 sommamente pi\u00f9 eccellente del nostro, il quale procede con discorsi e con passaggi di conclusione in conclusione, dove il Suo \u00e8 un semplice intuito (&#8230;)&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Galilei, astutamente, si serve di una famosa dimostrazione filosofica di San Tommaso d&#8217;Aquino che, nella <em>Summa theologiae,<\/em> aveva sostenuto non potere Iddio far s\u00ec che le cose accadute non siano accadute, nonostante la sua onnipotenza (perch\u00e9 ci\u00f2 implicherebbe, secondo l&#8217;aquinate, contraddizione logica), per accostarla al suo ragionamento sulla perfezione delle leggi matematiche e ribadire che, in fatto di geometria, l&#8217;essere umano \u00e8 in grado di sapere alcune cose esattamente con lo stesso grado di chiarezza con cui le conosce Dio.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare che Galilei credeva, erroneamente, che le orbite dei pianeti fossero di forma circolare, anzich\u00e9 ellittica; e, per giunta, non aveva alcun sentore delle geometrie non euclidee (scoperte nel XIX secolo), nelle quali la somma degli angoli di un triangolo pu\u00f2 essere maggiore o minore di 180 gradi; ma non \u00e8 questo il punto. Non \u00e8 dei progressi della scienza matematica che qui si discute, ma del fatto che il pensiero di Dio <em>debba<\/em> inchinarsi a quelle forme di ragionamento che esso presuppone; e, da questo punto di vista (<em>intensive,<\/em> si capisce!) non vi sia alcuna differenza fra le certezze della mente divina e quelle della umana. In effetti, nel pensiero matematico moderno da sempre si fronteggiano due indirizzi principali, secondo uno dei quali la matematica \u00e8 un prodotto della mente umana, mentre secondo l&#8217;altro essa possiede un&#8217;esistenza reale fuori di noi, nella struttura dell&#8217;universo. Galilei appartiene a quest&#8217;ultimo indirizzo: per lui, il gran libro dell&#8217;universo&#8217; \u00e8 scritto in caratteri matematici, che sono cerchi, triangoli, ecc., e lo scienziato, che \u00e8 in grado di leggerlo, pu\u00f2 raggiungere in esso lo stesso grado di certezza che \u00e8 proprio della mente divina.<\/p>\n<p>Si confronti ora il brano sopra citato con quello di un eminente scienziato dei nostri giorni: Stephen Hawking. Secondo Hawking, titolare della cattedra di matematica lucasiana a Cambridge e generalmente considerato il maggiore cosmologo vivente, esiste oggi la concreta possibilit\u00e0 di scoprire la teoria definitiva dell&#8217;Universo. Essa sarebbe in grado di spiegare una volta per tutte non solo l&#8217;origine e il destino dell&#8217;Universo, ma anche di leggere, per cos\u00ec dire, nei pensieri di Dio, mettendoci sul suo stesso livello di comprensione cosmica. Egli enuncia senza batter ciglio questa strabiliante teoria, lasciando intendere che i tempi &quot;romantici&quot; della relativit\u00e0 sono superati e che no possediamo oggi ben pi\u00f9 solide basi, rispetto ad Einstein, per lanciarci all&#8217;assalto dell&#8217;ultima frontiera: una teoria cosmologica unificata capace di spiegare tutte le forze fisiche fondamentali dell&#8217;Universo, il mistero della sua nascita cos\u00ec come quello del destino che lo attende, abbattendo una volta per tutte, a vantaggio della scienza, la tradizionale distinzione fra l&#8217;ambito di quest&#8217;ultima (il <em>come<\/em> dei fenomeni) e quello della filosofia (il <em>perch\u00e9<\/em> essi avvengono).<\/p>\n<p>Ma ascoltiamo tale affermazione alle sue stesse parole, cos\u00ec come la esprime nel suo libro <em>La teoria del tutto. Origine e destino dell&#8217;universo<\/em> (Milano, Mondolibri, 2003, pp.167-168): <em>\u00abUna volta, Einstein si pose questa domanda: &#8216;Quanto fu ampia la libert\u00e0 di scelta di Dio nella costruzione dell&#8217;universo?&#8217;. Se la proposta dell&#8217;assenza di confini \u00e8 corretta, Egli non ebbe alcuna libert\u00e0 nella scelta delle condizioni iniziali. Avrebbe avuto ancora, naturalmente, la libert\u00e0 di scegliere le leggi alle quali l&#8217;universo doveva obbedire, ma questa, in realt\u00e0, potrebbe non essere stata poi una gran scelta: ci potrebbero infatti essere soltanto poche (e forse solo una) teorie complete unificate non autocontraddittorie e tali da permettere l&#8217;esistenza di esseri intelligenti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma possiamo interrogarci sulla natura di Dio anche se c&#8217;\u00e8 solo una possibile teoria unificata, che si riduce a un semplice insieme di leggi ed equazioni. Che cos&#8217;\u00e8 che soffia il fuoco vitale nelle equazioni, e crea un universo che esse possono descrivere? L&#8217;approccio solitamente adottato dalla scienza, quello di costruire dei modelli matematici, non pu\u00f2 rispondere alla domanda del perch\u00e9 dovrebbe esserci un universo descrivibile da quei modelli. Perch\u00e9 mai l&#8217;universo si d\u00e0 la pena di esistere? La teoria unificata ha una forza tale da determinare la sua propria esistenza? O ha invece bisogno di un creatore? E, in tal caso, questo creatore esercita qualche altro effetto sull&#8217;universo oltre a essere responsabile della sua esistenza? E chi ha creato questo creatore?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Fino a oggi, gli scienziati sono stati troppo occupati a elaborare nuove teorie che descrivono che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;universo per porsi la domanda del perch\u00e9. D&#8217;altro canto, le persone il cui lavoro \u00e8 proprio quello di chiedersi il perch\u00e9 delle cose &#8211; ossia i filosofi &#8211; non sono riuscite a tenere il passo con il progresso delle teorie scientifiche. Nel XVIII secolo, essi ritenevano che l&#8217;intero scibile umano, scienza inclusa, fosse di loro competenza, e discutevano su questioni come &#8216;l&#8217;universo ha avuto un inizio?&#8217;. Nel corso del XIX e del XX secolo, per\u00f2, la scienza \u00e8 diventata troppo tecnica e troppo matematica per i filosofi o per chiunque altro, tranne per pochi specialisti. I filosofi hanno quindi a tal punto ridotto l&#8217;ambito delle proprie ricerche che Ludwig Wittgenstein, il filosofo pi\u00f9 illustre del XX secolo, \u00e8 venuto ad affermare che \u00abl&#8217;unico compito che resta alla filosofia \u00e8 l&#8217;analisi del linguaggio\u00bb. Che declino rispetto a quella tradizione filosofica che da Aristotele va fino a Kant!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tuttavia, se riuscissimo a scoprire una teoria completa, col tempo tutti &#8211; e non solo pochi scienziati &#8211; dovrebbero essere in grado di comprenderla, almeno nei suoi principi generali. Saremmo quindi tutti in grado di prender parte alla discussione sul perch\u00e9 l&#8217;universo esiste. E, se trovassimo la risposta a quest&#8217;ultima domanda, decreteremmo il definitivo trionfo della ragione umana, poich\u00e9 allora conosceremmo il pensiero stesso di Dio.&quot;<\/em><\/p>\n<p>A parte la discutibile affermazione che Wittgenstein \u00e8 il maggior filosofo del XX secolo, e a parte il non tanto dissimulato compiacimento circa il fatto che i rispettivi ruoli di filosofi e scienziati si sarebbero invertiti a partire da quando la scienza \u00e8 divenuta troppo &quot;tecnica&quot; perch\u00e9 i filosofi possano tenere il passo con i suoi rapidi progressi, (il che implicherebbe, comunque, che il ruolo dei filosofi sarebbe quello di elaborare quanto gli scienziati vanno scoprendo), una cosa balza subito all&#8217;occhio nel brano sopra riportato. Secondo Hawking, la scoperta di una teoria scientifica unificata dell&#8217;universo sarebbe in grado di spostare l&#8217;ambito di competenza degli scienziati dal <em>come<\/em> al <em>perch\u00e9<\/em>; e non &#8211; si badi &#8211; al perch\u00e9 di un singolo fenomeno fisico, ma <em>al<\/em> perch\u00e9 supremo: la ragione dell&#8217;esistenza dell&#8217;universo. A quel punto, non solo gli scienziati, ma tutti gli uomini &#8211; per merito dei primi, s&#8217;intende &#8211; sarebbero in grado di leggere le carte di Dio, di vedere nella sua mente con la stessa chiarezza con cui un gruppo di turisti guarda i pesci tropicali nella vasca d&#8217;un acquario marino.<\/p>\n<p>Ma a quel punto, che differenza vi sarebbe tra le nostre menti e la Mente divina? Nessuna: perch\u00e9, leggendo in essa la teoria unificata dell&#8217;universo, noi potremmo riconoscervi non solo <em>alcune<\/em> verit\u00e0 matematiche (il sapere <em>intensive<\/em> caro a Galilei), ma <em>tutte<\/em> le verit\u00e0 esistenti (sapere <em>extensive,<\/em> ossia quantitativo); e saremmo, <em>ipso facto,<\/em> promossi sul campo al rango di altrettanti dei.<\/p>\n<p>Delirio di onnipotenza dello scientismo?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, lo scopo ultimo dello scientismo non \u00e8 tanto quello di azzerare la differenza ontologica fra l&#8217;uomo e il suo creatore, quanto quello di scacciare quest&#8217;ultimo dal trono, farne sparire anche il ricordo, come quello di un oppressivo tiranno, e sostituire al tempo dei &quot;miti&quot; quello della &quot;scienza&quot;, ove non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di Dio, perch\u00e9 l&#8217;uomo sa gi\u00e0 tutto quanto gli occorre per sentirsi il signore dell&#8217;universo. Sa perfino, come voleva Sigmund Freud, che l&#8217;idea di Dio \u00e8 un&#8217;idea patologica, una forma di nevrosi ossessiva, della quale ci dobbiamo sbarazzare al pi\u00f9 presto per recuperare, con la &quot;salute&quot;, il nostro equilibrio psichico cos\u00ec a lungo minacciato.<\/p>\n<p>Esagerazioni? Non proprio. Scrive in proposito lo psichiatra gesuita Ignace Lepp nel suo bel libro <em>Luci e tenebre dell&#8217;anima<\/em> (Roma, Edizioni Paoline, 1959, pp.292-295):<em>&quot;L&#8217;atteggiamento personale di Freud nei confronti ella religione \u00e8 di una netta ostilit\u00e0. \u00abLa maschera \u00e8 caduta &#8211; egli esclama in<\/em> L&#8217;avvenire di un&#8217;illusione &#8211; <em>, finalmente la psicanalisi conduce alla negazione di Dio!\u00bb. Invece di attenuarsi col passar del tempo, l&#8217;ostilit\u00e0 del fondatore della psicanalisi va crescendo sempre pi\u00f9 come risulta evidente dal confronto delle due opere da lui consacrate a questo argomento,<\/em> Totem e tab\u00f9 <em>e<\/em> L&#8217;avvenire di un&#8217;illusione. <em>Egli assimila il sentimento religioso alla nevrosi ossessiva, frutto del complesso edipico. \u00abQuando il bambino, egli scrive, si accinge, crescendo, di esser destinato a rimanere per sempre fanciullo e di non poter mai fare a meno di protezione contro le ignote forze che lo sovrastano, presta a queste i tratti della fisionomia paterna e si crea degli dei di cui ha paura, che cerca di rendersi propizi ed ai quali attribuisce il compito di proteggerlo\u00bb (<\/em>L&#8217;avenir d&#8217;une illusion, <em>p. 64). E ancora: \u00abLe religioni dell&#8217;umanit\u00e0 devono esser considerate come deliri collettivi\u00bb (<\/em>Malaise dans la civilisation, <em>p. 700).<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo lui non esisterebbe una differenza fondamentale tra la magia, la superstizione e la religione: tutte le credenze, comprese quelle delle religioni pi\u00f9 spiritualizzate, sarebbero superstizioni; tutti i riti, magia. Il primitivo &#8211; sempre secondo il dottor Freud &#8211; avrebbe un&#8217;oscura paura delle pulsioni istintive che scorge in se stesso ,e non sa attribuirle che a una causa esteriore, a uno spirito, a un demone. \u00abPer una larga parte, la concezione mitologica del mondo che anima persino le religioni pi\u00f9 moderne, non \u00e8 altro che una psicologia proiettata sul mondo esterno&#8230;Potremmo assegnarci il compito di decomporre, mettendoci da questo punto di vista, i miti relativi al peccato originale, al paradiso, a Dio, al male e al bene, all&#8217;immortalit\u00e0\u00bb (<\/em>La psychopathologie de la vie quotidienne, p. 289-299). Ancora: \u00abLa repressione o la rinunzia a certe pulsioni istintive sembra essere alla base della formazione della religione\u00bb <em>(<\/em>L&#8217;avenir d&#8217;une illusion, <em>p. 178).<\/em><\/p>\n<p><em>Quella che tradizionalmente viene chiamata metafisica non sarebbe adunque in realt\u00e0 che metapsichica. L&#8217;inconscio che, a causa del primo delitto edipico, si sente colpevole nei confronti del padre, avrebbe fabbricato l&#8217;immagine di un dio-padre, onnipotente e capace di vendicarsi. In quanto provengono pi\u00f9 o meno direttamente dal complesso d&#8217;Edipo, tute le emozioni e tutti i sentimenti religiosi hanno un&#8217;origine sessuale.<\/em><\/p>\n<p><em>Freud vede nell&#8217;arte una nobile sublimazione della sessualit\u00e0 rimossa e quindi la considera come legittima, mentre invece disprezza profondamente la sublimazione religiosa, la quale non creerebbe nulla di valido. Essendo una ossessione ella stessa, la religione non sarebbe qualitativamente superiore alle altre nevrosi, quindi lo psicanalista freudiano coerente non pu\u00f2 considerare un&#8217;analisi come veramente riuscita finch\u00e9 non ha liquidato anche la nevrosi religiosa. Del resto il maestro stesso era fermamente convinto che con la maturit\u00e0 psicologica sarebbe scomparso ogni bisogno religioso!&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>A questo tende lo scientismo, frutto di quattrocento anni di arroganza intellettuale senza pari, da quando furono gettate le basi della cosiddetta &quot;Rivoluzione scientifica&quot; del 1600 che, separando definitivamente scienza e filosofia, ha preparato quei deliri di onnipotenza del paradigma tecno-scientifico ai quali oggi stiamo assistendo, fra clonazioni di esseri viventi, modifica genetica di organismi, fecondazioni <em>in vitro<\/em> e bio-ingegneria senza freni e senza scrupolo di sorta. Come stupirsi, a questo punto, se il pi\u00f9 celebre cosmologo vivente profetizza ormai vicino il tempo in cui ogni uomo, grazie alle scoperte dei fisici, sar\u00e0 in grado di leggere nella mente di Dio, ossia di farsi dio egli stesso? Sar\u00e0 un superuomo formato tascabile, in sedicesimo; un superuomo poco nietzschiano e molto in sintonia con il consumismo usa-e-getta, con il pragmatismo utilitarista secondo il quale ogni problema esistenziale \u00e8 una questione meramente tecnica e le domande metafisiche, semplicemente, non hanno un senso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galileo Galilei, nel Diualogo sopra i due massimi sistemi del mondo, stampato a Firenze nel 1632, faceva dire da Salviati a Simplicio che \u00abl&#8217;intendere si pu\u00f2<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[117,151],"class_list":["post-23370","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-dio","tag-galileo-galilei"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23370\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}