{"id":23369,"date":"2018-12-22T06:47:00","date_gmt":"2018-12-22T06:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/22\/arroganti-rabbiosi-e-ridicoli\/"},"modified":"2018-12-22T06:47:00","modified_gmt":"2018-12-22T06:47:00","slug":"arroganti-rabbiosi-e-ridicoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/22\/arroganti-rabbiosi-e-ridicoli\/","title":{"rendered":"Arroganti, rabbiosi e&#8230; ridicoli"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo, negli ultimi cinquant&#8217;anni, \u00e8 stato rivoltato come un guanto, e praticamente nulla di ci\u00f2 che era vero cinquant&#8217;anni fa viene passato per buono oggi. Dall&#8217;economia alla finanza, dalla critica letteraria e musicale alla televisione, allo sport, al diritto, alla psicologia, alla medicina, alla biologia, perfino alla geologia (le zolle tettoniche: e chi ne parlava, allora?), nulla \u00e8 rimasto come prima: le certezze sono state annientate, e nuove verit\u00e0, o presunte tali, sono emerse dopo ogni crollo. Ma l\u00e0 dove il mutamento \u00e8 stato pi\u00f9 impressionante, \u00e8 nell&#8217;ambito religioso e morale. Quale sacerdote, quale vescovo, quale pontefice avrebbe potuto tollerare di sentir dire, in chiesa, come oggi avviene, da parte di membri del clero, ma anche da parte di personaggi invitati <em>ad hoc<\/em>, e che rappresentano l&#8217;esatta antitesi della fede cattolica come la signora Bonino, cose che allora sarebbero state considerate eresie e autentiche bestemmie? E non \u00e8 solo una questione di forma e di gusto: no, \u00e8 una questione di sostanza. Un papa che dice che le Persone della Santissima Trinit\u00e0 sono sempre in discordia fra loro; un papa che afferma che il proselitismo \u00e8 un&#8217;auentica sciocchezza; un papa che d\u00e0 ragione a Lutero sulla predestinazione, un papa cos\u00ec prima del Concilio, ma, crediamo, anche dopo, e fino a pochissimi anni fa, avrebbe suscitato delle reazioni immediate e cos\u00ec forti, da costringerlo a rettificare le sue parole o a dimettersi. Invece, oggi ci\u00f2 non suscita una piega. Nell&#8217;ambito politico i cambiamenti sono stati quasi altrettanto radicali: i vecchi partiti sono pressoch\u00e9 scomparsi; l&#8217;ultimo che resta in piedi, il Pd, erede del vecchio Pc e passato attraverso numerosi restauri, aggiustamenti e <em>maquillage<\/em>, \u00e8 avviato a sua volta alla rottamazione, e vende cara la pellaccia proprio perch\u00e9 era, ed \u00e8 tuttora, il pi\u00f9 radicato nelle istituzioni e anche sul territorio, ma in maniera semi-mafiosa, cio\u00e8 monopolizzando cooperative di consumatori e organizzazioni di volontariato, e militarizzando i propri iscritti, in un modo che nessun altro partito ha mai saputo, potuto o voluto fare. Eppure, anche&#8217;esso \u00e8 giunto agli sgoccioli. Cinquant&#8217;anni fa si parlava di utopia al potere, di fantasia nelle strade, di dare l&#8217;ultima spallata alla marcia borghesia, di instaurare il comunismo e liberare i lavoratori dallo sfruttamento di classe; oggi questi discorsi fanno sorridere, o forse piangere, ma certo sono percepiti come lontani e inverosimili, quasi quanto quelli che si potevano tenere nel senato dell&#8217;antica Roma o magari nell&#8217;arengo dei comuni medievali. Ma anche discorsi relativamente pi\u00f9 moderati, come quelli che si potevano udire nell&#8217;agone politico fino a due decenni fa, apparirebbero oggi surreali: la lotta politica ha completamente cambiato volto e strategie, il vero potere si \u00e8 definitivamente spostato al di fuori del Parlamento e degli stessi partiti, le modalit\u00e0 con cui ci si affronta per esercitare l&#8217;egemonia sono completamente diverse: e chi non l&#8217;ha ancora capito \u00e8 irrimediabilmente tagliato fuori e destinato all&#8217;estinzione, cos\u00ec come si estinsero i dinosauri e poi altre specie del Quaternario.<\/p>\n<p>Gli ultimi a capirlo sono proprio quelli che avevano messo le radici pi\u00f9 profonde, i militanti della sinistra e gli attivisti del vecchio Pc, riciclatisi in &quot;moderni&quot; democratici, grazie anche ad una robustissima iniezione di quel mortifero &quot;ricostituente&quot; che \u00e8 il cattocomunismo. Ora che, orfani di Marx, hanno la benedizione di Bergoglio. Bassetti e Galantino, e hanno anche, il che non guasta, i finanziamenti delle grandi banche e dei grandi imprenditori; ora che si sentono doppiamente forti del vangelo di Che Guevara e di quello di Ges\u00f9 Cristo, non capiscono perch\u00e9 gli operai se ne vanno, i lavoratori gli voltano le spalle, il loro elettorale si sfarina, e, fra poco, resteranno alla testa di un esercito scomparso, evaporato nelle sabbia come l&#8217;armata perduta di Cambise. \u00c8 una vera ingiustizia, una beffa del destino, un qualcosa d&#8217;inspiegabile il fatto che proprio ora, che hanno, o credono di avere tutti gli assi in mano, la gente non li capisce pi\u00f9, non li ascolta, non li segue. La loro reazione \u00e8 d&#8217;incredulit\u00e0 rabbiosa, di sacra indignazione, di furore impotente e sempre pi\u00f9 rabbioso: come osa la plebe voltar le spalle a loro, i migliori, i pi\u00f9 puliti, i pi\u00f9 onesti e lungimiranti? Roba da matti: par di essere tornati ai tempi della Vandea. Vuoi vedere che, per rieducare questo popolo cos\u00ec egoista, cos\u00ec xenofobo, cos\u00ec restio ad accogliere le loro splendide ricette per la salvezza dell&#8217;Italia (e del mondo), si troveranno costretti a ricorrere a misure estreme, come i loro bisnonni giacobini, ad esempio bruciare la casa o fucilare alcune migliaia di superstiziosi e oscurantisti popolani? Perch\u00e9, se una cosa del genere dovesse mai accadere, sia ben chiaro che la colpa non sarebbe loro: loro sono il bene, sono la giustizia sociale <em>pi\u00f9<\/em> il progresso: come potrebbero dire o fare cose sbagliate? Se il popolino smette di ascoltarli, se smette di votarli, se preferisce votare Lega e Movimento Cinque Stelle, non c&#8217;\u00e8 neanche bisogno di precisare che \u00e8 il popolino a uscir dal seminatio, pertanto \u00e8 il popolino che merita una severa lezione.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo non solo di un modo di far politica, ma di una condizione sociologica e, vorremmo dire, di una certa antropologia, osservare le reazioni degli esponenti del Pd al fatto che il popolino si sia permesso di snobbarli, riducendo il suo consenso verso di essi, secondo gli ultimi sondaggi, a un misero 17%, mentre i Cinque Stelle sono attorno al 26% e la leghisti al 33%. Sia quando prendono la parola in parlamento, sia quando rilasciano dichiarazioni alla stampa, i Renzi, i Martina, i Fiano, i Delrio, Marattin, i Romano, le Moretti, non parlano, ma abbaiano e ruggiscono; non analizzano i fatti, ma si lanciano in furiose reprimende; non argomentano, ma insultano e inveiscono con un&#8217;acredine, con una rabbia, con un&#8217;indignazione che ricordano quelli di Caifa nel sinedrio, quando aveva davanti Ges\u00f9 Cristo e cercava il pretesto per accusarlo di empiet\u00e0 e sacrilegio. Parlano come se la nascita del governo giallo-verde sia stata uno schiaffo intollerabile alla democrazia e una offesa nei confronti della stesa civilt\u00e0 umana; si arrabbiano come un cane affamato al quale \u00e8 stato sottratto l&#8217;osso; vomitano contumelie come se loro soltanto avessero governato bene, anzi meravigliosamente, e ora la nostra cara Patria, da loro cos\u00ec eccellentemente servita, fosse caduta nelle mani di un&#8217;orda barbarica, di un&#8217;accozzaglia di delinquenti. Non \u00e8 soltanto il furore di chi si \u00e8 visto sottrarre il proprio elettorato tradizionale dagli ultimi arrivati; non \u00e8 solo l&#8217;amarezza di chi ha perso la presa, l&#8217;aggancio pratico e ideale con la gente comune, di cui si riteneva il solo legittimo interprete e difensore; \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00e8 la furia incontenibile di chi si trova messo alle strette, cio\u00e8 viene messo di fronte alla propria pochezza, alla propria inettitudine, al vero e proprio tradimento operato ai danni della classe lavoratrice, diventando il partito dei ricchi, delle banche e, a livello internazionale, dei Soros e della Goldman Sachs, e non pu\u00f2 sopportarlo, non pu\u00f2 ammettere di esser diventato cos\u00ec, e quindi preferirebbe veder l&#8217;Italia distrutta, calpestata, ridotta a un cumulo di macerie &#8212; dalla BCE, per esempio &#8212; pur di assistere alla disfatta di quelli che hanno preso il suo posto. Per la verit\u00e0, non c&#8217;\u00e8 niente di strano nel loro atteggiamento: sono sempre gli stessi, culturalmente, psicologicamente e antropologicamente, e la perdita del potere li sta facendo tornare alle origini, fa emergere la loro natura profonda. Sono nati cos\u00ec, dal sangue della guerra civile, sfruttando la vittoria di uno straniero che veniva ad occupare l&#8217;Italia e che, da vero nemico, qual era, si fingeva amico, attizzando gli od\u00ee e le divisioni di casa nostra; sono sempre quelli delle gloriose giornate dell&#8217;aprile e del maggio 1945, quando impazzavano, uccidendo, stuprando, picchiando chiunque non piacesse loro, solo perch\u00e9 avevano i mitra in mano e i vincitori avevano concesso loro qualche giorno di follia, per lasciarli sfogare, stile macelleria messicana, come si fa coi ragazzacci violenti, prima di rimetterli in riga, magari a bastonate.<\/p>\n<p>E tutto questo non vale solo per i politici, ma anche, e a maggior ragione, per i cosiddetti intellettuali. Gli intellettuali di sinistra hanno vissuto e spadroneggiato in regime di monopolio per settant&#8217;anni; per settant&#8217;anni se la son cantata e suonata da soli, senza contraddittorio; hanno dettato legge, hanno scritto e imposto i libri di testo nelle scuole, perfino le canzoni che le maestre di musica insegnavano ai bambini nelle scuole, <em>Bella ciao<\/em> in testa. Ahim\u00e8, quelli dell&#8217;ultima generazione hanno assistito all&#8217;oltraggio di una Italia che \u00e8 diventata, chiss\u00e0 come, populista e razzista e non riescono a darsi pace: i Saviano, i De Luca, gli Evagelisti, i Camilleri, schiumano rabbia e digrignano i denti, sostenuti da testate come <em>Famiglia Cristiana<\/em> e <em>L&#8217;Avvenire<\/em>, che, se \u00e8 sempre vero che il mondo \u00e8 rotondo e non piatto, non dovrebbero stare dalla loro parte, n\u00e9 dire le stesse cose che dicono loro: ma tant&#8217;\u00e8, oggi accade anche questo miracolo sulla via della <em>Open Society Foundation<\/em> del grande filantropo internazionale, lo zio George. La loro indignazione e la loro rabbia offrono uno spettacolo pi\u00f9 che eloquente di arroganza, ma soprattutto di ridicolaggine: ecco, sono semplicemente ridicoli. Non patetici, ridicoli. \u00c8 patetico colui che \u00e8 stato qualcosa e poi \u00e8 decaduto; ma costoro sono sempre stati piccoli e meschini, eppure strepitano e tuonano come se fossero gli dei dell&#8217;Olimpo, defenestrati da una scellerata rivolta di schiavi. Come nel caso &#8212; paradigmatico &#8212; del poeta Salvatore Quasimodo. Vale la pena di rievocarlo, perch\u00e9 in esso c&#8217;\u00e8 tutta la psicologia di questi signori.<\/p>\n<p>Correva l&#8217;anno di grazia 1959 e gli accademici svedesi ritennero di assegnargli il Premio Nobel per la letteratura, <em>per la sua poetica lirica, che con ardente classicit\u00e0 esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi.<\/em> Quegli stessi signori, l&#8217;anni prima, avevano ritenuto di onorare del Nobel lo scrittore russo Boris Pasternak per il romanzo <em>Il dottor \u017divago<\/em>, il quale, per\u00f2, non aveva potuto recarsi a Stoccolma a ritirarlo, perch\u00e9 le autorit\u00e0 sovietiche gli avevano detto chiaro e tonde che, se lo avesse fatto, sarebbe stato espulso e non avrebbe potuto tornare, inoltre gli avrebbero confiscato i suoi magri beni. A qualcuno venne perci\u00f2 spontaneo istituire un confronto fra il poeta siciliano, riverito e onorato in rutto il mondo, ma non da tutti ritenuto meritevole del Nobel, e il grande scrittore russo, autore di un capolavoro assoluto, che quel premio non aveva potuto riceverlo perch\u00e9 impedito dalla stesso potere che tanto piaceva a Quasimodo, il quale in URSS era di casa. Apriti cielo! Il nostro poeta non poteva certo ignorare una persecuzione cos\u00ec sfacciata, una soperchieria tanto becera: doveva reagire, e infatti reag\u00ec. Ma ecco come riferisce l&#8217;incidente Kjell Str\u00f6mberg (ne <em>Il conferimento del Nobel a Salvatore Quasimodo<\/em>, collana <em>I Nobel<\/em>, Milano, Fabbri, 1968):<\/p>\n<p><em>Sotto il fuoco di fila dei suoi rapporti con Mosca, nel corso della conferenza stampa tenuta al suo arrivo a Stoccolma, Quasimodo neg\u00f2 con veemenza di appartenere a un partito politico e di essersi mai lasciato influenzare da reconditi pensieri politici nella sua creazione artistica. Infatti il caso Pasternak sembrava essere la sua pi\u00f9 seria preoccupazione. Certo, Quasimodo si trovava a Mosca, su invito ufficiale, ma inchiodato per lunghi mesi al letto di un ospedale da una grave crisi cardiaca, quando imperversava l&#8217;affare Pasternak. Ma non aveva pronunciato le sdegnose parole che gli venivano attribuite sullo sfortunato poeta vilipeso dai suoi pari, cio\u00e8 che &quot;Pasternak era lontano dalla generazione attuale quanto la Luna dalla terra&quot;; al contrario aveva sempre sostenuto che se gli era stato attribuito il premio Nobel, doveva essere per una ragione valida. E ai costernati giornalisti presenti a quella conferenza stampa fece sapere senza equivoci che se Pasternak aveva dovuto sopportare qualche contrariet\u00e0 nella Russia sovietica a causa del suo premio Nobel, questo era poco in confronto al vero martirio che lui, Quasimodo, aveva dovuto subire per la stessa ragione, e questo per gli attacchi inqualificabili a cui era stato fatto segno nella stampa occidentale, e in particolare nella stampa parigina. Non aveva forse, perfino nel suo stesso paese, detrattori che &#8211; ne aveva talvolta l&#8217;impressione &#8211; avrebbero voluto bruciarlo vivo in Campo de&#8217; Fiori a Roma, come vi fu bruciato un tempo Giordano Bruno? Quanto alla famosa lirica dedicata allo Sputnik, egli non aveva voluto celebrare &quot;l&#8217;ordigno russo in s\u00e9&quot;, ma &quot;quella nuova luna creata dal genio degli uomini con l&#8217;aiuto di Dio&quot;. \u00c8 vero &#8212; osserv\u00f2 il giorno seguente l&#8217;editorialista di un grande quotidiano svedese &#8212; che la stampa italiana non si era fatta rappresentare a Stoccolma, per assistere al trionfo di Quasimodo, che da un solo inviato speciale, ma nessuno, a quel che si sapeva, gli aveva impedito di andarci a cercare il suo Premio<\/em>.<\/p>\n<p>Quasimodo, quindi, si riteneva molto pi\u00f9 perseguitato di Pasternak, e assai pi\u00f9 ingiustamente. Ora, per dare il giusto significato a quelle sue affermazioni, bisogna sapere che: 1) durante il fascismo aveva collaborato intensamente alle riviste di Bottai, e questo nel 1940, a Seconda guerra mondiale gi\u00e0 iniziata; 2) aveva inviato a Mussolini una supplica per ricevere aiuti economici; 3) non partecip\u00f2 affatto alla Resistenza ma si dedic\u00f2 a svariate traduzioni per tutto il tempo del conflitto; 4) nel 1945 si iscrisse al Pc; 5) era anche membro della Massoneria; 6) nessuno voleva bruciarlo in Campo de&#8217;Fiori. Ma tant&#8217;\u00e8: rancorosi, arroganti, vittimisti e ridicoli. Sono loro; sempre gli stessi. Quelli che ora si battono strenuamente, coi loro colleghi francesi, per l&#8217;altro grande perseguitato innocente, quel Cesare Battisti che da anni la giustizia italiana insegue ovunque per fargli scontare quattro omicidi: ma finora invano, forse perch\u00e9 protetto dai servizi segreti dei nostri cari cugini d&#8217;Oltralpe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo, negli ultimi cinquant&#8217;anni, \u00e8 stato rivoltato come un guanto, e praticamente nulla di ci\u00f2 che era vero cinquant&#8217;anni fa viene passato per buono oggi.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[216],"class_list":["post-23369","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23369\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}