{"id":23368,"date":"2018-09-06T06:49:00","date_gmt":"2018-09-06T06:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/06\/arrivare-a-dio-e-spogliarsi-di-cio-che-non-e-dio\/"},"modified":"2018-09-06T06:49:00","modified_gmt":"2018-09-06T06:49:00","slug":"arrivare-a-dio-e-spogliarsi-di-cio-che-non-e-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/06\/arrivare-a-dio-e-spogliarsi-di-cio-che-non-e-dio\/","title":{"rendered":"Arrivare a Dio \u00e8 spogliarsi di ci\u00f2 che non \u00e8 Dio"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un solo modo per avvicinarsi a Dio, per unirsi a Dio, per essere con Dio: spogliarsi di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 Dio, di tutto ci\u00f2 che non piace a Lui, di tutto ci\u00f2 che tiene l&#8217;anima lontana da Lui, perch\u00e9 la invischia e la sprofonda nelle passioni disordinate di quaggi\u00f9. \u00c8 come quando si vuole andare in montagna: bisogna sbarazzarsi di tutto ci\u00f2 che \u00e8 superfluo, inoltre bisogna allenarsi ad arrampicare. Sbarazzarsi del superfluo, per colui che cerca Dio, significa sbarazzarsi di tutte le cose che tirano l&#8217;anima verso il basso, verso la palude; allenarsi ad arrampicare, vuol dire mettersi alla prova, imparare a dire &quot;no&quot; ai desideri di quaggi\u00f9, a vincere le tentazioni, a fare dei sacrifici, ad assumersi la responsabilit\u00e0 della propria salute spirituale. E come per la salute del corpo ci siamo troppo abituati alla deresponsabilizzazione, ad affidarci alle cure mediche standardizzate, senza cercar di capire la sorgente dei nostri disturbi e delle nostre malattie, cos\u00ec per la salute e la pulizia dell&#8217;anima bisogna imparare a prendersi cura di s\u00e9 in prima persona, a dare buoni cibi e buone bevande alla propria anima e ad evitare tutti quegli stimoli, tutte quelle sollecitazioni che la farebbero stare male, che metterebbero in crisi il suo equilibrio e la sua trasparenza.<\/p>\n<p>Fra parentesi, questa \u00e8 la stessa ricetta che bisognerebbe applicare alla propria salute intellettuale: per conservare lucidit\u00e0, capacit\u00e0 di giudizio e discernimento, bisognerebbe dare alla propria intelligenza un buon nutrimento e non spazzatura: leggere buoni libri, guardare buoni film (o, se non ce ne sono, nessuno), ascoltare buona musica: perch\u00e9 una intelligenza nutrita di spazzatura, di romanzi, testi filosofici, opere d&#8217;arte brutti, nichilisti, intrinsecamente disordinati, o inclini al vizio, alla pornografia, alla violenza, equivale a introiettare dei potenti veleni, che finiranno per intossicare l&#8217;organismo. Non ci si deve poi stupire se un albero concimato con simili sostanze pestilenziali si ammalala e muore; ci sarebbe semmai da stupirsi del contrario. Eppure, \u00e8 proprio quello che facciamo un po&#8217; tutti: ci stupiamo di essere nervosi, di essere ansiosi, di essere afflitti dall&#8217;insonnia, di avere la pressione alta, di soffrire di continue emicranie: ma se forniamo al nostro organismo dei cibi-spazzatura, e la stessa cosa facciamo con la nostra intelligenza e con la nostra vita spirituale, non avremmo poi alcuna ragione di stupore di fronte ai disastrosi effetti sulla nostra salute. Sarebbe come eleggere a proprio migliore amico un delinquente matricolato, accompagnarlo in tutte le sue ribalderie, e pretendere di non finire, una volta o l&#8217;altra, a marcire in una galera, o peggio. Tale \u00e8 l&#8217;atteggiamento psicologico dell&#8217;uomo moderno: sfida continuamente la sorte, mette a repentaglio se stesso, non ha alcun timore di Dio, e poi fa le grandi meraviglie se gli capita qualcosa di brutto. Si direbbe che abbia smarrito completamente la coscienza del rapporto di causa ed effetto che esiste necessariamente fra il proprio stile di vita e i risultati che esso produce. Probabilmente la sua intelligenza, il suo puro e semplice buon senso sono stati ottenebrati da una continua indigestione di pessime letture, di pessime abitudini, di pessimi programmi televisivi, al punto da ridursi nelle condizioni di un bambino completamente inesperto della vita, il quale ancora non sa che c&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare per ogni cattiva azione che si commette; e che la vita, magari non subito, ma prima o poi certamente presenter\u00e0 il conto per tutto quel che di male si \u00e8 fatto e per tutto quel che di buono ci si \u00e8 rifiutati di fare.<\/p>\n<p>E se a tutto questo si aggiungono, nel caso del credente, i pessimi esempi che vengono dai pessimi pastori, o meglio dai lupi travestiti da pastori, a loro volta sprofondati nei vizi oppure ottenebrati dalla superbia intellettuale ed invischiati in cento errori ed eresie, allora si avr\u00e0 un quadro complessivo di quanto grandi siano le forze e quanto complesse, vischiose e ingannevoli le dinamiche che congiurano contro il nostro equilibrio e contro la nostra ricerca di Dio; e quanto facile sia scivolare sulla strada sdrucciolevole che conduce non verso di Lui, ma verso una sua blasfema contraffazione, che viene oggi impunemente spacciata per la via maestra da un clero infedele ed apostatico.<\/p>\n<p>Rileggiamoci questa pagina del carmelitano padre Gabriele di S. M. Maddalena, <em>Intimit\u00e0 divina. Meditazioni sulla vita interiore per tutti i giorni dell&#8217;anno<\/em>, Roma, Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze, 1959, \u00a7 80, pp. 283-285):<\/p>\n<p><em>1. &#8211; L&#8217;anima non ha che una sola volont\u00e0, e questa, se s&#8217;impiglia nell&#8217;affetto [disordinato] di qualche cosa, non resta libera, sola e pura come \u00e8 necessario per la divina trasformazione&quot; (Salita al Monte Carmelo, I., 11, 6). L&#8217;insegnamento di S. Giovanni della Croce \u00e8 in perfetta corrispondenza col massimo precetto datoci da Ges\u00f9: &quot;Ama il Signore Dio tuo, con tutto il cuore, con tutta &#8216;anima, con tutte le forze e con tutta l&#8217;intelligenza&quot; (Lc 10, 27). Se il cuore \u00e8 occupato da affetti disordinati al proprio io o alle creature, \u00e8 chiaro che non pu\u00f2 amare Dio con tutte le sue forze, ma queste saranno divise tra Dio e l&#8217;io, tra Dio e le creature. Dunque, per adempiere il precetto della carit\u00e0, proposto da Ges\u00f9 a tutti i cristiani, \u00e8 necessaria la rinuncia radicale a ogni affetto che nn sia conforme alla volont\u00e0 di Dio, che non possa andare d&#8217;accordo con l&#8217;amore di Dio. Il distacco totale \u00e8 la logica conseguenza del precetto di Ges\u00f9 e il mezzo indispensabile per adempierlo con perfezione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco perch\u00e9 S. Giovanni della Croce insiste: se l&#8217;anima vuol arrivare a possedere Dio, deve spogliarsi di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 Dio e perci\u00f2 deve rinunciare a qualsiasi soddisfazione, a qualsiasi affetto che non conduca a Dio. Questo \u00e8 il significato delle sentenze: &quot;Per assaporare tutto [ossia per gustare Dio che \u00e8 tutto], non aver gusto [ossia non cercare soddisfazione disordinata] in cosa alcuna. Per possedere tutto, non posseder nulla. Di nulla&#8230; Quando ti fermi in qualche cosa, lasci di slanciarti al tutto&quot; (Salita al Monte Carmelo,I, 13, 11 e 12). Quando l&#8217;0anima si ferma, con affetto disordinato, a qualche creatura o anche a se stessa, arresta la sua corsa verso Dio: il nulla delle creature le impedisce di giungere al tutto di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>2. &#8212; L&#8217;essenza del distacco totale non consiste propriamente nella separazione materiale, effettiva dalle cose e dalle creature, il che, del resto, su questa terra non \u00e8 mai possibile in modo assoluto. Anche chi vive nel chiostro o nell&#8217;eremo non pu\u00f2 sfuggire certi rapporti col prossimo e non pu\u00f2 fare a meno delle cose indispensabili alla vita. Inoltre, in qualsiasi ambiente, ognuno porta con s\u00e9 la propria persona, il proprio io; eppure il distacco da se stessi \u00e8 sempre il punto di partenza, ma \u00e8 chiaro che questo non potr\u00e0 mai essere un distacco materiale, bens\u00ec solo affettivo, spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>La dottrina del distacco totale non esige, dunque che tutti abbandonino materialmente ogni cosa, che ognuno, pur rimanendo nel suo ambiente di vita, sappia mantenere il cuore libero da ogni attacco. &quot;Per entrare nell&#8217;unione divina, devono morire tutti gli affetti che vivono nell&#8217;anima, pochi o molti, piccoli o grandi che siano, e l&#8217;anima deve esserne distaccata come se ella non fosse per loro, n\u00e9 essi per lei&quot; (Salita al Monte Carmelo, I, 11, 8).<\/em><\/p>\n<p><em>Sar\u00e0 per\u00f2 impossibile arrivare a questo distacco affettivo, ossia a far morire tutti gli affetti disordinati a se stessi ed alle creature se, almeno in un una certa misura, non si pratica il distacco effettivo, materiale. Chi non sa rinunciare a rapporti inutili con le creature, a cose superflue e unicamente di propria soddisfazione o di proprio comodo non arriver\u00e0 mai al distacco interiore,. E, d&#8217;altra parte, chi, consacrandosi a Dio, si \u00e8 gi\u00e0 separato materialmente da persone care o ha gi\u00e0 rinunciato effettivamente a tante cose, non pu\u00f2 credere con ci\u00f2 di aver fatto tutto, ma deve sempre vegliare per mantenere l&#8217;anima libera da ogni attacco. Insomma, che si viva nel mondo o in un eremo, che si possegga molto o poco, \u00e8 sempre necessario tendere all&#8217;essena del distacco, ossia al distacco del cuore e dello spirito.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 questo l&#8217;insegnamento di S. Paolo: &quot;anche quelli che hanno moglie siano come se non l&#8217;avessero&#8230;; e quelli che comprano, come se non dovessero conservare gli acquisti fatti, e quelli che usano di questo mondo, come quelli che non ne usano (1 Cor 7,29 e 30).<\/em><\/p>\n<p>Vivere nel mondo, come se non si fosse del mondo; fare le cose necessarie alla vita, ma tenendo lo sguardo fisso sull&#8217;altra vita; adempiere a tutti i doveri di cittadini di quaggi\u00f9, sapendo per\u00f2 di avere un&#8217;altra cittadinanza, e dei doveri pi\u00f9 alti nei confronti di lass\u00f9: questa deve essere la filosofia di vita di colui che cerca Dio. In altre parole, sciogliersi dai vincoli e liberarsi dagli inganni che sono propri della prospettiva del relativo e dell&#8217;immanente, e spalancare la prospettiva sull&#8217;orizzonte dell&#8217;assoluto e della trascendenza. Per trovare Dio, bisogna sbarazzarsi di tutte le cose che sono incompatibili con Dio, a cominciare dai tre peccati fondamentali, radice di tutti gli altri: lussuria, superbia, avarizia. Chi non si sottopone a questo esercizio preliminare; chi non rinuncia ai piccoli, miseri tesori di questo mondo in vista del solo tesoro che conta, che non si ossida, che non cede alle ingiurie del tempo, non \u00e8 degno di trovare Dio. Ricordiamo le parole di Ges\u00f9 stesso nelle tre bellissime parabole del tesoro, della perla e della rete (<em>Mt<\/em> 13, 44-50):<\/p>\n<p><em>Il regno dei cieli \u00e8 simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il regno dei cieli \u00e8 simile a un mercante che va in cerca di perle preziose;\u00a0trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.<\/em><\/p>\n<p><em>Il regno dei cieli \u00e8 simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando \u00e8 piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Cos\u00ec sar\u00e0 alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni\u00a0e li getteranno nella fornace ardente, dove sar\u00e0 pianto e stridore di denti.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 rendere l&#8217;anima trasparente, perch\u00e9 solo cos\u00ec essa diventa capace di scorgere Dio. Se l&#8217;anima \u00e8 immersa nel fango, non lo vedrebbe neppure se lo avesse davanti; e se persevera nei vizi, si pu\u00f2 stare certi che non saprebbe vedere, n\u00e9 approfittare della grazia divina, neppure se un Angelo del Signore scendesse appositamente per offrirle l&#8217;ultima possibilit\u00e0 di salvezza. Ma c&#8217;\u00e8 anche un altro modo per rimanere lontani da Dio: quello di lasciarsi afferrare nel vortice delle cose di quaggi\u00f9, non peccaminose in se stesse, ma tali da distogliere l&#8217;anima da ci\u00f2 che \u00e8 spirituale, e da immergerla in un orizzonte sempre pi\u00f9 materiale, in una prospettiva sempre pi\u00f9 carnale. Il diavolo che si serve dell&#8217;orgoglio umano, sa scegliere i pi\u00f9 abili travestimenti per fuorviare le anime e per allontanarle da Dio, proprio mentre esse credono e s&#8217;illudono di essere a Lui pi\u00f9 vicine. Immenso \u00e8 l&#8217;errore in cui scivolano quei cattolici, e quei membri del clero, i quali, convinti di essere vicinissimi a Dio, anzi, di essere a Lui pi\u00f9 vicini di quanto non lo sia, n\u00e9 lo sia mai stato alcun altro prima di loro, s&#8217;immergono nelle cose materiali, e sia pure per dei fini lodevoli, come l&#8217;aiuto e l&#8217;assistenza dei poveri, ma facendosi risucchiare in una prospettiva, e trascinare da una mentalit\u00e0, che sono puramente terrene: quasi che Dio li avesse eletti a sanare tutte le storture del mondo, e non gi\u00e0 a rendere testimonianza, attraverso l&#8217;amore del prossimo, della dimensione eterna del Regno di Dio, della assoluta spiritualit\u00e0 e santit\u00e0 del Vangelo, che non va confuso con le &quot;ricette&quot; di questo mondo. Dio non ci chiede di trasformare la terra in un paradiso, e neppure di raddrizzare tutte le storture, perch\u00e9 il cristiano sa che il compito pi\u00f9 importante \u00e8 quello tentare di raddrizzare le storture della propria anima; e perch\u00e9 Dio non ci chiede affatto di cambiare il mondo, ma noi stessi. Se ci chiedesse di cambiare il mondo, ci chiederebbe una cosa impossibile, perch\u00e9 il mondo \u00e8 opera di Dio, e noi possiamo, s\u00ec, impegnarci per renderlo un luogo migliore, secondo i suoi insegnamenti, ma non possiamo presumere di rifarlo, come se la nostra intelligenza vedesse pi\u00f9 lontano della Sua, come se noi capissimo pi\u00f9 cose di Lui, come se, infine, fossimo pi\u00f9 degni di Lui di sapere quello che \u00e8 bene e quello che \u00e8 male per gli uomini. No, non \u00e8 questo che Egli ci chiede, non \u00e8 per questo che il Suo Figlio Unigenito \u00e8 venuto nel mondo, ma per insegnarci una strada molto pi\u00f9 umile e nello stesso tempo, pi\u00f9 impegnativa: prendere la nostra croce e seguirlo. Prendere, se possibile, anche la croce di quelli che non vogliono portarla: perch\u00e9 ogni volta che un essere umano si rifiuta di portare la propria croce, si crea uno squilibrio, una disarmonia, una prevalenza del male sul bene, che qualcuno deve riparare, che qualcuno deve rendersi disponibile a sanare. Questo s\u00ec, \u00e8 compito nostro: non rifare i governi, le legislazioni sociali, i diritti civili, pensando di poter instaurare una societ\u00e0 perfetta. Chi pensa questo non \u00e8 un cristiano. Il cristiano sa che ci saranno sempre i poveri e ci saranno sempre le ingiustizie, perch\u00e9 gli uomini non sono angeli; e sa, pertanto, che la lotta pi\u00f9 impegnativa non \u00e8 quella contro le forze esterne, ma contro il diavolo che tenta di sedurci e fa leva sulle nostre pi\u00f9 intime debolezze: che sono, ancora e sempre, la lussuria, la superbia e l&#8217;avarizia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un solo modo per avvicinarsi a Dio, per unirsi a Dio, per essere con Dio: spogliarsi di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 Dio, di tutto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,245],"class_list":["post-23368","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23368"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23368\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}