{"id":23367,"date":"2016-05-07T11:35:00","date_gmt":"2016-05-07T11:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/07\/arrivano-i-mostri-anzi-i-nostri\/"},"modified":"2016-05-07T11:35:00","modified_gmt":"2016-05-07T11:35:00","slug":"arrivano-i-mostri-anzi-i-nostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/07\/arrivano-i-mostri-anzi-i-nostri\/","title":{"rendered":"Arrivano i mostri, anzi, i nostri"},"content":{"rendered":"<p>Poche volte, probabilmente, nel corso della storia, quanto meno nel corso della storia moderna e contemporanea, un esercito invasore si \u00e8 trovato davanti ad uno spettacolo simile: la popolazione del Paese invaso che esce dalle case, si accalca lungo le strade, si affaccia alle finestre e ai balconi, non per gettare addosso al nemico tutto quel che il furore spontaneo di una cittadinanza invasa pu\u00f2 raccattare, ma per applaudire, acclamare, osannare i soldati stranieri; per rimproverarli d&#8217;aver tardato tanto; per mendicare da essi cioccolata, sigarette e altri generi di consumo, come una folla di pezzenti in cerca di carit\u00e0. E tutto questo, con i propri soldati che sono stati appena volti in rotta; che sono stati trattati da delinquenti, non da membri di un esercito regolare, e, talvolta, fucilati sul posto, dopo essersi arresi; e con inverosimili manifestazioni di servilismo da parte degli esponenti e persino dei capi del partito al governo, al quale avevano giurato eterna fedelt\u00e0 e per difendere il quale avevano promesso, tante e tante volte, d&#8217;essere pronti a farsi ammazzare.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 proprio questo ci\u00f2 che accadde ai soldati degli eserciti britannico e americano, sbarcati in Sicilia nel luglio del 1943, dopo avere vittoriosamente concluso la campagna d&#8217;Africa e dopo avere ottenuto la resa, senza colpo ferire, di agguerrite piazzeforti strategiche, come l&#8217;isola di Pantelleria o il porto di Augusta. Uno spettacolo che fu reso ancora pi\u00f9 turpe dalla massiccia presenza di personaggi notoriamente mafiosi, tornati a galla con il crollo delle legittime autorit\u00e0, e, in alcuni casi, direttamente esportati dalle galere statunitensi, nel contesto di un piano scientificamente architettato dai servizi segreti americani per favorire l&#8217;invasione dell&#8217;isola (cosa che avrebbe regalato all&#8217;Italia del dopoguerra una inossidabile restaurazione mafiosa, tuttora perdurante); ma che, sia pure in contesti diversi, si sarebbe puntualmente rinnovato, nel corso dei quasi due anni successivi, lungo tutta la Penisola, mano a mano che gli Alleati la risalivano, con esasperante lentezza, passo dopo passo, dalle spiagge di Gela alle rive del Po e ai piedi delle Alpi, passando per Roma e i valichi dell&#8217;Appennino.<\/p>\n<p>La tradizione italiana antinazionale ha origini antiche: dai feudatari, laici ed ecclesiastici, di Berengario II, che chiamano contro il loro sovrano il re di Germania, Ottone, fino a Ludovico il Moro, che invita il re di Francia, Carlo VIII, a scendere in Italia e marciare contro il re di Napoli, Ferdinando d&#8217;Aragona. Nell&#8217;estate del 1943, per\u00f2, non fu soltanto una iniziativa di singole personalit\u00e0, una congiura di palazzo (ci fu anche quella, peraltro; anzi, la notte del 25 luglio se ne intrecciarono addirittura due o tre: la fascista, la monarchica e la militare), ma un popolo intero, o gran parte di esso, che acclamava l&#8217;invasore, si adoperava attivamente per favorirlo, lo accoglieva come un liberatore. Fu allora che nacque la leggenda degli anglosassoni come &quot;liberatori&quot; del popolo italiano; strani liberatori, che avanzavano bombardando spietatamente le citt\u00e0 e provocando decine di migliaia di vittime innocenti, e preparavano il futuro asservimento politico dell&#8217;Italia, che, una volta finita la guerra, sarebbe durato ininterrottamente sino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Di Luigi Frasca, uno dei non molti intellettuali con la schiena ditta in quel fosco periodo di schiene curve (ma oggi la musica \u00e8 tutta diversa, si capisce; oggi le schiene dritte sono la regola, non \u00e8 vero?), avevamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare in un precedente articolo (cfr. <em>Ricordo di Luigi Frasca, uno dei pochi intellettuali politicamente onesti, sotto il fascismo e dopo<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 18\/03\/2010). Torniamo a parlarne ora, riportando una pagina tratta dai suoi <em>Taccuini di viaggio:<\/em> <em>dalla dittatura alla democrazia<\/em>, in cui descrive il comportamento di tanti fascisti siciliani in quel momento veramente cruciale (in: <em>Arrivano&#8230; Gli Americani a Vittoria<\/em> nell&#8217;estate del &#8217;43, a cura di Rosario Mangiameli e Franco Nicastro, Edizioni Comune di Vittoria, 2003, pp. 264-268):<\/p>\n<p><em>*** [professionista]<\/em><\/p>\n<p><em>Questi aveva chiesto e ottenuto la qualifica di squadrista.<\/em><\/p>\n<p><em>A un mio amico che, me presente ironizzava amichevolmente sul suo squadrismo, ha risposto che lui, da parecchi anni, non era pi\u00f9 fascista &#8212; &quot;e questo \u00e8 bene che si sappia&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mio amico gli ha domanda perch\u00e9 mai, allora, in tutti questi anni avesse mantenuto l&#8217;iscrizione al Partito. E lui ha risposo che &quot;capirai&quot; era stato &quot;costretto&quot;, &quot;perch\u00e9 ormai si era ridotti al punto che senza tessera non si poteva pi\u00f9 vivere&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Scusa, questa, semplicemente bugiarda \u00a0e vile, perch\u00e9 i liberi professionisti potevano benissimo fare a meno dell&#8217;iscrizione al Partito. I medici, i farmacisti, gl&#8217;ingegneri, gli agrari che esercitavano la professione libera, se si iscrissero al Partito senza essere intimamene fascisti, lo fecero per naturale istinto servile o ruffianismo o per potersi creare un grimaldello sulla strada del &quot;viver meglio&quot; o per potere pi\u00f9 agevolmente ottenere una onorificenza o una carica o un incarico pi\u00f9 o meno rimunerato.<\/em><\/p>\n<p><em>*** squadrista, antemarcia, sciarpa-littorio, gi\u00e0 fiduciario di Gruppo Rionale, fino al 10 luglio componente la Commissione di disciplina del Fascio.<\/em><\/p>\n<p><em>Incarcerato dagli americani, su denuncia di antifascisti, pochi giorni dopo la loro occupazione della citt\u00e0, e presto rilasciato, ha dichiarato, nell&#8217;interrogatorio, che lui era &quot;un povero impiegato&quot; e perci\u00f2, per vivere, era stato &quot;costretto&quot; a fare il fascista ecc. ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00e8 vero che tutti gl&#8217;impiegati di Stato e quasi tutti gl&#8217;impiegati presso uffici pubblici dovevano essere iscritti al Partito; ma \u00e8 assolutamente falso che alcuno, impiegato o non, sia stato mai &quot;costretto&quot; a farsi riconoscere la qualifica di squadrista, antemarcia, sciarpa-littorio: queste erano le qualifiche che venivano riconosciute agl&#8217;interessati su loro stessa istanza e previa documentazione (e spesso, giova ricordarlo, i documenti esibiti attestavano il falso!).<\/em><\/p>\n<p><em>Molti di questi &quot;costretti&quot; debbono anzi a codeste qualifiche, pi\u00f9 o meno immeritatamente arraffare se \u00a0hanno ottenuto una sistemazione burocratica definitiva, premi in denaro, e aiuti particolari, oltre che dal Partito, anche dallo Stato o da enti pubblici e privati. Mutato vento, eccoli, questi eroi del buon tempo, buttar fango proprio loro, sul Partito, e rinnegare, mettendo fuori la storiella della costrizione, la fede &#8211; ammesso che questa gente sia capace di avere una fede &#8211; che ostentava di professare.<\/em><\/p>\n<p><em>*** [professionista], squadrista, antemarcia, sciarpa-littorio, [gerarca del Pnf].<\/em><\/p>\n<p><em>A me personalmente, che mi sono avvicinano quando \u00e8 stato rilasciato dagli americani che lo avevano tenuto in carcere per un po&#8217; di giorni su denunzia di antifascisti, ha detto, alla presenza di una decina di altre persone che, interrogato da un ufficiale americano oriundo italiano che parlava benissimo la nostra lingua, aveva concluso col dire &quot;chiaro e tondo&quot;: &quot;Noi vi aspettavamo, perch\u00e9, se volete proprio saperlo, noi ne avevamo i c&#8230; gonfi del fascismo!&quot;; e accompagnava coi gesti le parole, e alzava la voce, guardando negli occhi uno per uno gli ascoltatori, con l&#8217;aria di chi \u00e8 profondamente convinto di quel che dice e vuole che ne siano ugualmente convinti \u00a0anche gli altri.<\/em><\/p>\n<p><em>E gli ascoltatori &#8211; parecchi dei quali iscritti, fino al 10 luglio, al Partito, ed uno ex squadrista &#8211; *** &#8211; espulso dal Partito perch\u00e9 si era rifiutato di far parte di un battaglione squadrista che doveva operare in Balcania, venendo cos\u00ec meno al giuramento prestato) \u00a0assentivano, tutti, con cenni del capo e con esclamazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>E questo era, torno a ricordarlo [gerarca del Pnf]; uno di quelli, dunque, che si supponevano dotati &#8211; almeno in teoria &#8211; di fede cos\u00ec pura e incorruttibile che potevano essere designati ad avere funzioni ispettive, nel campo morale, civile, politico &#8211; sugli organizzati! [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 il caso di far seguire altri profili per confermare che accanto ai puri, ai pochissimi che non consideravano la parola fascismo come sinonimo di opportunismo o mangiatoia e simili, c&#8217;era, in verit\u00e0, nel Partito, una massa enorme di buffoni e d&#8217;ipocriti e di parassiti di varia mole, i quali, al momento in cui avrebbero dovuto dar prova di sapere per lo meno soffrire e subire con dignit\u00e0 lo scatenarsi del vento avverso, non seppero far di meglio che affrettarsi a buttare in mare una fede che non avevano in verit\u00e0 mai professata anche se l&#8217;avevano pomposamente ostentata per scopi pi\u00f9 o meno inconfessabili.<\/em><\/p>\n<p>Ora, se questo fu il contegno che assunsero tanti ex gerarchi e gerarchetti siciliani nel luglio del 1943, sotto l&#8217;incalzare dell&#8217;invasione angloamericana, sarebbe interessante, e tutt&#8217;altro che ozioso, domandarsi quale sarebbe il contegno che assumerebbero tanti italiani, qualora dovessero ripresentarsi delle condizioni storiche simili a quelle di allora. Esistono degli indizi che consentono di delineare uno scenario non troppo fantasioso, anzi, presumibilmente abbastanza realistico, di ci\u00f2 che accadrebbe: basta vedere come si sono comportati tanti intellettuali, giornalisti, politici, amministratori, docenti universitari, e anche, perch\u00e9 no, vescovi e sacerdoti, nei frequenti ondeggiamenti dell&#8217;assetto sociale e culturale, che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, e specialmente gli anni della cosiddetta Seconda Repubblica. Basta vedere con quanto entusiasmo, con quanta commovente dedizione, molti di essi si sono affrettati a scodinzolare presso il potente di turno, sia interno che straniero (leggi: il presidente degli Stati Uniti e la Banca centrale europea). E, poich\u00e9 tutto si potr\u00e0 dire delle categorie sopra indicate, ma non che siano composte da sprovveduti, basta osservare come essi sono sempre stati pronti a genuflettersi, in cambio di onori e privilegi, davanti ai <em>veri<\/em> potenti, i quali non sono, necessariamente, quelli che i mass media dipingono e che l&#8217;opinione pubblica crede, bens\u00ec dei signori meno propensi a posare davanti alle televisioni, e assai pi\u00f9 interessati alla <em>sostanza<\/em> del potere, che \u00e8, in primo luogo, finanziario. E qui intendiamo riferirci alla Massoneria e a tutte le massonerie, ufficiali e ufficiose, pi\u00f9 o meno colluse con i servizi segreti, con la malavita organizzata e con potenti referenti internazionali, per i quali l&#8217;Italia non \u00e8 altro che un feudo appena mascherato, sul quale spadroneggiano in quasi assoluta libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma com&#8217;\u00e8 che i <em>mostri<\/em>, i nemici, gli invasori, sono diventati i <em>nostri<\/em>, cio\u00e8 gli amici fraterni e i liberatori, nel nostro immaginario collettivo? Certo, si possono chiamare in causa varie spiegazioni: politiche, culturali, sociologiche; si pu\u00f2 parlare della ricchezza degli invasori (quelle sigarette e quella cioccolata, regalate con tanta noncuranza: e di quei tempi, poi, quando il popolo italiano era ridotto alla fame e il povero soldato italiano vedeva una sigaretta ogni due o tre giorni, per bene che andasse!); si pu\u00f2 parlare del ruolo psicologico svolto dagli italo-americani presenti nelle file dei &quot;liberatori&quot;; si pu\u00f2 parlare, a guerra finita, del Piano Marshall; e, naturalmente, del ruolo svolto dalla letteratura, dal cinema, pi\u00f9 tardi dalla televisione, nel rafforzare e consolidare codesto mito, che si intreccia con l&#8217;altro grande mito: quello di fondazione della Repubblica democratica del 1946, punto d&#8217;arrivo di una serie di plateali menzogne e aggiustamenti selettivi della verit\u00e0 storica, mirante a ricostruire una verginit\u00e0 alle classi dirigenti e intellettuali del dopoguerra. Per\u00f2 tutte queste spiegazioni, per quanto valide e plausibili, non convincono del tutto; non soddisfano sino in fondo. Perch\u00e9 non esistono Piani Marshall o menzogne storiche o connivenze mafiose che possano spiegare realmente quel che accadde subito, fin dal luglio del 1943, davanti all&#8217;avanzata di un esercito nemico e invasore. Perch\u00e9 gli Italiani di allora si comportarono in maniera cos\u00ec diversa da quelli del 1917, all&#8217;indomani di Caporetto, davanti a un altro invasore che scendeva dalle valli alpine e minacciava il cuore della Pianura Padana, cio\u00e8 la stessa sopravivenza dell&#8217;Italia come nazione indipendente e sovrana? Perch\u00e9 nel 1917 si batterono, e si batterono valorosamente, mentre nel 1943 calarono le braghe e leccarono gli stivali dell&#8217;invasore?<\/p>\n<p>Dispiace dirlo, ma la risposta ultima ha a che fare non con le circostanze esterne (il fatto che la guerra fosse pi\u00f9 sentita nel 1917 che nel 1943: cosa tutta da dimostrare), ma proprio con l&#8217;intima essenza del carattere nazionale italiano: cio\u00e8 con una inveterata abitudine al cinismo, all&#8217;opportunismo, al servilismo, al versipellismo. Parliamoci chiaro: i &quot;ragazzi del Piave&quot;, nel 1917-18, furono, s\u00ec, eroici: per\u00f2 era chiaro a tutti che la guerra, alla fine, l&#8217;avrebbero vinta gli Alleati. I Britannici, i Francesi e gli Americani erano in arrivo; anzi, i primi due erano gi\u00e0 schierati nelle retrovie, fin dal novembre 1917, pronti a entrare in linea, se il fronte del Grappa e del Piave avesse ceduto. Nell&#8217;estate del 1943 era altrettanto chiaro che l&#8217;Asse avrebbe perso la guerra e che la sconfitta era solo questione di tempo. Dunque, perch\u00e9 affondare insieme alla nave? Perch\u00e9 non saltare a tempo sul carro del vincitore? E perch\u00e9 non precostituirsi un credibile alibi giustificativo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poche volte, probabilmente, nel corso della storia, quanto meno nel corso della storia moderna e contemporanea, un esercito invasore si \u00e8 trovato davanti ad uno spettacolo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[137],"class_list":["post-23367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-fascismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23367\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}