{"id":23361,"date":"2009-07-10T07:19:00","date_gmt":"2009-07-10T07:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/10\/la-disarmonia-non-e-nelle-cose-ma-nella-visione-distorta-e-parziale-di-esse\/"},"modified":"2009-07-10T07:19:00","modified_gmt":"2009-07-10T07:19:00","slug":"la-disarmonia-non-e-nelle-cose-ma-nella-visione-distorta-e-parziale-di-esse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/10\/la-disarmonia-non-e-nelle-cose-ma-nella-visione-distorta-e-parziale-di-esse\/","title":{"rendered":"La disarmonia non \u00e8 nelle cose, ma nella visione distorta e parziale di esse"},"content":{"rendered":"<p>Una gentile lettrice ci ha scritto di amare la lettura dei nostri scritti, perch\u00e9 essi le conferiscono serenit\u00e0, come se qualcuno la accompagnasse per mano; ed altre cose che, direbbe Dante, \u00abil tacere \u00e8 bello\u00bb, per non peccare di immodestia.<\/p>\n<p>A lei e a tutti coloro i quali, forse, hanno tratto qualche giovamento dalle riflessioni che ormai da alcuni anni andiamo svolgendo in questa sede, come le tessere di un mosaico raffigurante un disegno unitario e coerente, vogliamo dedicare anche questa presente, relativa ad uno dei massimi problemi filosofici ed esistenziali: la supposta disarmonia del reale.<\/p>\n<p>Filosofi come Schopenhauer e Sartre e poeti come Leopardi e Montale ne hanno fatto il motivo centrale della loro visione del mondo: il mondo \u00e8 male, essi dicono, anzi, l&#8217;esistenza di qualsiasi cosa \u00e8 male, e meglio sarebbe il non essere dell&#8217;essere, perch\u00e9 ovunque regna la disarmonia, fonte inesauribile di angoscia, dolore, disincanto.<\/p>\n<p>Milioni di uomini, nella societ\u00e0 moderna e postmoderna, condividono un tale punto di vista, sia come risultato di una serie di ragionamenti pi\u00f9 o meno rigorosi, sia come un vago sentimento che deriva da una percezione emotiva della realt\u00e0 o da una serie di esperienze negative che hanno segnato la loro vita.<\/p>\n<p>Eppure, anche se solo uno spirito superficiale potrebbe negare la presenza reale dell&#8217;angoscia, del dolore e del disincanto, ci sembra che solo uno spirito altrettanto superficiale potrebbe dedurne, automaticamente, che il mondo sia male, che l&#8217;esistenza sia male, e che il non essere sia preferibile all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Andiamo con ordine.<\/p>\n<p>L&#8217;angoscia \u00e8, s\u00ec, una malattia dell&#8217;anima: ma non \u00e8 una malattia mortale, come lo \u00e8 invece &#8211; osserva giustamente Kierkegaard &#8211; la disperazione; piuttosto, \u00e8 una malattia preziosa, che ci ricorda la nostra vocazione all&#8217;assoluto, come un salutare pungolo nella carne.<\/p>\n<p>Il dolore, d&#8217;altro canto, \u00e8 certamente un ospite sgradito, al quale nessuno &#8211; per dirla sempre con il grande Fiorentino &#8211; apre la porta volentieri; e tuttavia, \u00e8 innegabile che da esso scaturiscono i moti pi\u00f9 profondi dell&#8217;anima, quelli che possono levarci in alto, al di sopra delle miserie della contingenza, per consegnarci ad una dimensione ove ci\u00f2 che conta \u00e8 solo l&#8217;essenziale. Le pi\u00f9 belle creazioni artistiche, le pi\u00f9 alte conquiste dello spirito, la pi\u00f9 vera comprensione e la pi\u00f9 sublime saggezza che gli esseri umani siano in grado di conseguire, sono sempre figlie del dolore: perch\u00e9 \u00e8 solo attraverso di esso che noi ci mettiamo in discussione.<\/p>\n<p>Infine, il disincanto. Questo, s\u00ec, \u00e8 un nemico formidabile della gioia di vivere; e non esiste alchimia dell&#8217;anima capace di trasformarlo in qualcosa di positivo. Parente della disperazione, anch&#8217;esso corrisponde ad una malattia mortale: chi se ne ammala, difficilmente guarisce, difficilmente riacquista la gioia di vivere.<\/p>\n<p>Eppure, il disincanto non giunge per caso, non arriva dal nulla: \u00e8 l&#8217;ultima tappa di un cammino discendente che guida i nostri passi sul sentiero della negativit\u00e0, allorch\u00e9 decidiamo di chiudere i nostri sensi e il nostro cuore alla bellezza del mondo. Esso \u00e8 il risultato di un indurimento progressivo dell&#8217;anima, magari favorito da una cattiva filosofia e dall&#8217;opera nefasta di tanti cattivi, sedicenti maestri.<\/p>\n<p>Le anime amareggiate giungono al disincanto, nonch\u00e9 le anime sopraffatte dalla corsa verso i beni materiali, il successo, il potere e simili: \u00e8 il prezzo che l&#8217;anima paga per aver disprezzato la sua vera natura, le cose che contano. Non si pospongono impunemente i beni dell&#8217;anima a quelli del mondo materiale: il conto da pagare arriva, presto o tardi, ed \u00e8 salatissimo.<\/p>\n<p>E tuttavia, dobbiamo porci la domanda: il disincanto del mondo \u00e8 forse un dato originario della realt\u00e0, oppure \u00e8 il risultato di un cammino perverso e distruttivo da parte dell&#8217;anima, abbagliata da false immagini di bene? Perch\u00e9 se \u00e8 cos\u00ec &#8211; come noi profondamente crediamo -, allora dovremmo astenerci dal calunniare la vita per il fatto che il disincanto getta un&#8217;ombra su di essa: siamo stati noi ad evocarlo, come degli apprendisti stregoni, perch\u00e9 abbiamo preferito seguire le facili scorciatoie e mettere a tacere la voce della chiamata, la voce dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Dunque, riassumendo: n\u00e9 l&#8217;angoscia e il dolore sono fattori unicamente negativi, n\u00e9 il disincanto \u00e8 un male originario, bens\u00ec il frutto di una nostra libera scelta. Delle tre grandi ombre che gravano sulla bellezza e sulla gioia della vita, scopriamo che due non sono unicamente tali, ma possono trasformarsi in sorgenti di luce; mentre la terza non \u00e8 un dato originario, un destino, ma dipende unicamente dal nostro modo di porci di fronte alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>I materialisti, a questo punto, credono di poter muovere un&#8217;obiezione fondamentale: quella della zanzara. La zanzara ci punge e provoca disagio; uno sciame di zanzare pu\u00f2 renderci la vita impossibile. Ecco la disarmonia, essi dicono: la disarmonia originaria, ontologica, perch\u00e9 noi non abbiamo affatto evocato le zanzare, sono esse che vengono da noi, e ci pungono. Ci pungono per poter vivere, dato che si nutrono del nostro sangue: sicch\u00e9 esse non potrebbero fare altrimenti; ma sta di fatto che il loro modo di essere, per noi che ne siamo vittime, \u00e8 male.<\/p>\n<p>La zanzara, naturalmente, \u00e8 una metafora: potremmo parlare della clava o della bomba atomica, oppure dei maremoti e delle eruzioni vulcaniche. Ci\u00f2 che i materialisti sostengono \u00e8 che il mondo esiste per caso, si \u00e8 evoluto per caso, e tutto ci\u00f2 che contiene, comprese le nostre vite, non possiede alcun senso e alcuno scopo; e che la disarmonia, in esso, \u00e8 assolutamente inevitabile, appunto perch\u00e9 nessun disegno benevolo e sapiente si fa carico di coordinare e sincronizzare le diverse esigenze degli esseri animati e i diversi meccanismi delle cose inanimate.<\/p>\n<p>A prima vista, sembrerebbe un&#8217;obiezione formidabile: semplice, ma al tempo stesso inoppugnabile e assolutamente eloquente. Non occorrono tanti ragionamenti, essi dicono, per dimostrare che l&#8217;essere \u00e8 male e che il non essere sarebbe preferibile: \u00e8 sufficiente questo noioso, insistente, intollerabile ronzio della zanzara che, nelle sere d&#8217;estate, reca tormento senza fine ai malcapitati che l&#8217;insetto ha preso di mira.<\/p>\n<p>Eppure, basta un attimo di riflessione per rendersi conto che si tratta di un&#8217;obiezione assolutamente inconsistente. Perch\u00e9, se \u00e8 vero che un solo fatto potrebbe smentire dieci teorie, \u00e8 altrettanto vero che bisogna stare attenti a non confondere i fatti con la nostra interpretazione di essi. Nel nostro caso, chi lo dice che la puntura della zanzara \u00e8 male? L&#8217;uomo, evidentemente; e tuttavia, noi sappiamo che anche la zanzara svolge una funzione nel complesso degli organismi viventi, nel mantenimento dell&#8217;equilibrio ecologico. Dunque, anche la zanzara \u00e8 parte di un&#8217;armonia: e se noi non siamo disposti ad ammetterlo, \u00e8 solo perch\u00e9 non siamo capaci di allargare la nostra prospettiva quanto basta per uscire dal nostro io ristretto ed egoistico.<\/p>\n<p>A questa contro-obiezione, il materialista, probabilmente, replicher\u00e0: \u00abE passi per la zanzara; ma che dire di una persona molesta, che &#8211; per invidia o altro &#8211; ha deciso di rendermi la vita impossibile, tormentandomi con le sue infinite cattiverie? Non \u00e8 questa una prova evidente della disarmonia del reale? Perch\u00e9 una persona malvagia \u00e8 capace di tutto; e, come pu\u00f2 tormentare un altro essere umano, se riesce ad impadronirsi di un sufficiente potere, allora potrebbe tormentare anche migliaia o milioni di esseri umani\u00bb.<\/p>\n<p>Di nuovo, il punto di vista che viene assunto \u00e8 quello, parziale e forse distorto, dell&#8217;essere umano, uno dei tanti ospiti di questo piccolo pianeta che viaggia nell&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;universo; un ospite che, per giunta, \u00e8 cos\u00ec ignorante, da confondere spesso e volentieri il bene con il male e viceversa, e da non saper dire egli stesso, arrivato a un certo punto, se sia bene o male quello che fa e quello che riceve. Il confine \u00e8 talvolta sottile, insidioso, inafferrabile.<\/p>\n<p>Ma anche se fosse cosa certa, certissima, che il male \u00e8 proprio male ed il bene \u00e8 proprio bene, sempre &#8211; tuttavia &#8211; dovremmo domandarci: per chi? e quando?<\/p>\n<p>La risposta, evidentemente, non pu\u00f2 essere, puramente e semplicemente: \u00abPer noi umani, in questo preciso momento\u00bb. Bisogna considerare l&#8217;insieme del sistema di cui facciamo parte, e inoltre bisogna allungare lo sguardo oltre il presente, verso il domani. Tutti sanno che un male presente pu\u00f2 dare origine a un bene futuro: il gusto della medicina, ad esempio, \u00e8 un male giudicato in se stesso, ma un bene se guardiamo agli effetti, ossia se sappiamo prolungare lo sguardo nel tempo. Una centrale nucleare pu\u00f2 essere un bene al presente, per l&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;energia che essa produce; ma un male per le generazioni future, vista l&#8217;ipoteca che le scorie radioattive getteranno su di esse per molte migliaia di anni.<\/p>\n<p>Da qualunque parte si consideri la questione dell&#8217;armonia o della disarmonia del mondo, sempre si arriver\u00e0 a questo punto: che non \u00e8 possibile decidere in merito ad essa, se ci si limita ad una visione parziale e distorta delle cose, se non si \u00e8 capaci di guardare in ampiezza e in profondit\u00e0; e se non ci si libera, almeno in parte, dal nostro pervicace antropocentrismo.<\/p>\n<p>Noi siamo ospiti e pellegrini dell&#8217;universo; sicuramente non siamo gli unici ospiti e pellegrini dotati di ragione e sentimento: un semplice calcolo delle probabilit\u00e0 ci dice il contrario, visto il numero enorme dei corpi celesti abitabili. Ma anche se fossimo unici, questo non ci autorizza a sentirci i signori del creato, e meno ancora i suoi padroni. Certamente siamo importanti, perch\u00e9 in noi la vita ha raggiunto l&#8217;autocoscienza; ma siamo certi di detenere questo primato? E, se anche cos\u00ec fosse, siamo certi che questo ci dia il diritto di considerare \u00abbene\u00bb ci\u00f2 che \u00e8 bene unicamente per noi, e \u00abmale\u00bb ci\u00f2 che \u00e8 male unicamente per noi?<\/p>\n<p>Non vogliamo, con ci\u00f2, sminuire la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo; tutt&#8217;altro. Ma, anche ammesso che egli sia la creatura pi\u00f9 evoluta dell&#8217;intero universo &#8211; cosa difficilmente credibile e, comunque, non dimostrabile &#8211; ci sembra che egli dovrebbe darne la dimostrazione, col saper condurre la propria esistenza non al di sopra delle altre creature viventi e dell&#8217;ambiente, o addirittura contro di essi, bens\u00ec facendosene custode e garante. Non esistono altri modi per dimostrare la propria eccellenza, all&#8217;infuori del mettersi in armonia &#8211; ecco la parola chiave, da cui eravamo partiti &#8211; con il resto del creato, e mostrare rispetto, gratitudine e amore nei suoi confronti.<\/p>\n<p>Dunque: l&#8217;armonia esiste, ed esistono molti indizi che ci suggeriscono come essa costituisca non l&#8217;eccezione, ma la regola della realt\u00e0. Certo, bisogna aver chiaro in mente che cosa sia la realt\u00e0: ne abbiamo trattato di recente nell&#8217;articolo: \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0?\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice), al quale rimandiamo il lettore. Qui ci limiteremo a riassumere in estrema sintesi le conclusioni del precedente ragionamento.<\/p>\n<p>L&#8217;origine della realt\u00e0, di tutta la realt\u00e0, in ogni sua manifestazione e su ogni piano o dimensione in cui pu\u00f2 espandersi, \u00e8 l&#8217;Essere: l&#8217;essere che \u00e8; l&#8217;essere che non deve ad altri la propria esistenza; l&#8217;essere in cui l&#8217;esistenza coincide con l&#8217;essenza, e viceversa: nel senso che noi non posiamo neanche immaginarci l&#8217;essere al pi\u00f9 alto grado di s\u00e9, che non possieda anche l&#8217;attributo dell&#8217;esistenza, che sia meramente pensabile.<\/p>\n<p>Soltanto all&#8217;Essere spetta interamente l&#8217;attributo di \u00abreale\u00bb.<\/p>\n<p>Tutti gli enti &#8211; materiali, ideali o spirituali &#8211; non sono che un riflesso dell&#8217;unica vera Realt\u00e0: quella dell&#8217;Essere, che attraverso di loro si manifesta.<\/p>\n<p>Il concetto \u00e8 reso nel modo pi\u00f9 chiaro nel \u00abCantico delle creature\u00bb di San Francesco: \u00e8 giusto cantare la bellezza degli enti, ma senza mai dimenticare che essi scaturiscono dall&#8217;Essere; che la loro bellezza proviene dall&#8217;Essere.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 lo splendore dell&#8217;Essere; tutto il resto non \u00e8 che riflesso, ombra, illusione.<\/p>\n<p>Ritornando alla riflessione del presente articolo, concludiamo dicendo che la realt\u00e0 \u00e8 armoniosa, in quanto manifestazione dell&#8217;Essere; e che le disarmonie del reale appaiono tali, solo fino a quando non siamo capaci di vederle inserite nel contesto pi\u00f9 ampio, del quale fanno parte.<\/p>\n<p>L&#8217;Essere \u00e8 in se stesso armonia, perch\u00e9 \u00e8 Amore: solo l&#8217;amore pu\u00f2 generare, e solo l&#8217;Essere pu\u00f2 trarre l&#8217;essere dal non essere.<\/p>\n<p>Noi siamo stati tratti dal non essere: non eravamo, e ora siamo; non nel senso che abbiamo iniziato ad essere con la nascita e cesseremo di essere con la morte &#8211; questa \u00e8 ancora una visione materialistica della realt\u00e0 -, ma nel senso che abbiamo avuto un inizio (molto prima di ricevere un corpo) e avremo una fine (molto dopo averlo perduto), ma solo per spostarci su un livello pi\u00f9 alto e luminoso di esistenza.<\/p>\n<p>Quando ricorderemo che l&#8217;Essere \u00e8 la nostra patria e la nostra origine, allora rientreremo in grembo ad esso, e saremo per sempre.<\/p>\n<p>E forse non noi soltanto, ma tutte le altre intelligenze e tutte le altre vite che popolano l&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;universo; ma ciascuna trasfigurata e fatta di pura luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una gentile lettrice ci ha scritto di amare la lettura dei nostri scritti, perch\u00e9 essi le conferiscono serenit\u00e0, come se qualcuno la accompagnasse per mano; ed<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[98,180,253],"class_list":["post-23361","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-arthur-schopenhauer","tag-jean-paul-sartre","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23361"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23361\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}