{"id":23359,"date":"2016-02-01T02:28:00","date_gmt":"2016-02-01T02:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/01\/faziosita-e-conformismo-culturale-nei-manuali-di-storia-il-caso-di-armando-saitta\/"},"modified":"2016-02-01T02:28:00","modified_gmt":"2016-02-01T02:28:00","slug":"faziosita-e-conformismo-culturale-nei-manuali-di-storia-il-caso-di-armando-saitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/01\/faziosita-e-conformismo-culturale-nei-manuali-di-storia-il-caso-di-armando-saitta\/","title":{"rendered":"Faziosit\u00e0 e conformismo culturale nei manuali di storia: il caso di Armando Saitta"},"content":{"rendered":"<p>La scuola \u00e8 il luogo in cui si formano le nuove generazioni dal punto di vista intellettuale, culturale e spirituale; ma la scuola, a sua volta, trasmette i valori e le informazioni che sono il patrimonio della <em>\u00e9lite<\/em> culturale in una data societ\u00e0. In Italia, per pi\u00f9 di mezzo secolo, l&#8217;<em>establishment<\/em> culturale \u00e8 stato quasi interamente appannaggio della sinistra marxista; di conseguenza, la maggior parte dei libri di testo, e specialmente quelli che pi\u00f9 hanno a che fare con la formazione e lo sviluppo del pensiero, ossia quelli di storia e di filosofia, sono stati scelti fra quelli scritti dagli esponenti di tale <em>\u00e9lite<\/em>. Due generazioni di studenti di liceo hanno subito questa operazione di lavaggio del cervello da parte di professori di sinistra che imponevano manuali di sinistra e che volevano sentirsi dire, dai loro alunni, non il risultato di una ricerca spassionata del vero, ma ci\u00f2 che essi pretendevano essere vero, premiando i pi\u00f9 zelanti e scoraggiando o punendo, con voti scarsi o insufficienti, quelli che osavano mostrare una certa attitudine all&#8217;indipendenza di giudizio.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la triste realt\u00e0: due generazioni di professori marxisti e di libri di testo marxisti hanno causato danni irreversibili alla formazione di una coscienza critica nella mente e nel cuore dei loro studenti; hanno incoraggiato il conformismo culturale e il servilismo spicciolo; hanno disapprovato e combattuto la nascita di un pensiero critico nei giovani; i quali, divenuti adulti ed entrati nelle professioni, come giornalisti o, a loro volta, come insegnanti, hanno perpetuato, pi\u00f9 o meno in buona fede, gli stessi meccanismi perversi del conformismo e del servilismo. Il tutto senza che le famiglie potessero dire verbo; anche perch\u00e9 &#8211; diciamolo apertamente, anche se ci\u00f2 \u00e8 doloroso &#8212; pi\u00f9 interessate agli aspetti formali o solo esteriormente culturali: la gita scolastica a Londra, la difesa d&#8217;ufficio del figlio svogliato davanti ai brutti voti (\u00abEppure, mi creda, professore: mio figlio\/mia figlia ha studiato tanto; \u00e8 sempre l\u00ec, con la testa china sui libri di scuola!\u00bb: commovente).<\/p>\n<p>L&#8217;opera di devastazione intellettuale e culturale, peraltro, non si \u00e8 limitata allo studio del passato, e sia pure con continui riferimenti alla realt\u00e0 presente (dato che tutto, da Giulio Cesare e Carlo Magno in poi, doveva concorrere al &quot;naturale&quot; sviluppo della storia fino all&#8217;esito glorioso della Resistenza e della Liberazione, premessa logica e necessaria per la rigenerazione morale dell&#8217;Italia antifascista, democratica e repubblicana); si \u00e8 rivolta anche direttamente ai valori, o ai disvalori, dell&#8217;attualit\u00e0, e specialmente alla sottocultura del &#8217;68, che vedeva i grandi nemici storici nella patria, nella famiglia e nella religione. Due generazioni di professori marxisti, pertanto, hanno inoculato l&#8217;idea velenosa che non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 spregevole della famiglia borghese, della Patria con la &quot;p&quot; maiuscola e di Dio: idoli e feticci che bisogna abbattere, per realizzare la piena emancipazione degli individui e dei popoli ed instaurare la societ\u00e0 giusta, armoniosa, pacifica e, soprattutto, &quot;progredita&quot;.<\/p>\n<p>Non sempre lo hanno fatto in maniera diretta ed esplicita e non sempre con aperta malafede; per\u00f2 hanno esaltato, presso i loro studenti, i grandi meriti letterari di Alberto Moravia, hanno detto loro che non ci pu\u00f2 essere pittura pi\u00f9 grane di quella di Guttuso, o cinema pi\u00f9 profondo di quello di Pasolini, o teatro pi\u00f9 geniale di quello di Dario Fo, col suo sacrilego \u00abMistero Buffo\u00bb; che la sola poesia degna di essere letta \u00e8 quella politicamente impegnata (a sinistra, ovviamente), di stalinisti come Paul \u00c9luard e Louis Aragon, o, comunque, di marxisti, come Pablo Neruda; che solo filosofi di sinistra, come Jean-Paul Sartre, meritano attenzione e rispetto; e che le eroiche imprese di Ernesto &quot;Che&quot; Guevara supervano qualsiasi altra impresa di qualsiasi uomo politico del passato, da Alessandro Magno a Napoleone Bonaparte.<\/p>\n<p>Quanto alla religione, il cristianesimo &#8211; e particolarmente il cattolicesimo &#8211; era il Male per antonomasia: aveva frenato e congelato per secoli il Progresso, la Scienza e la Libert\u00e0 di Pensiero; aveva riempito l&#8217;Europa di roghi e di torture; aveva instaurato la feroce dittatura dell&#8217;Inquisizione e trescato, per duemila anni, col potere politico e sociale dominante: insomma, una terribile pestilenza che solo con l&#8217;avvento del&#8217;Illuminismo, prima, e del Marxismo, poi, aveva incominciato a essere finalmente debellata, e che meritava soltanto il disprezzo o l&#8217;oblio. Gli autori di manuali scolastici si dividevano principalmente in anticlericali, laicisti e filo-protestanti; l&#8217;importante era dire del cattolicesimo tutto il male possibile, e mettere in evidenza come solo scrollandosi di dosso la barbarica tirannia dei preti l&#8217;umanit\u00e0 pu\u00f2 incamminarsi sulla via della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Fra gli autori di manuali di storia decisamente laicisti e anticlericali, possiamo ricordare Gabriele Pepe; fra quelli filo-protestanti, abbiamo ricordato a suo tempo Giorgio Spini, con la sua infinita e sfacciata faziosit\u00e0 anticattolica (cfr. i nostri precedenti articoli: \u00abQuanta faziosit\u00e0 nella ricostruzione storica di Giorgio Spini della Spagna cattolica\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 18\/10\/2011; e \u00abQuegli storici politicamente corretti che ce la raccontano come vogliono\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 19\/07\/2015). Ora vogliamo spendere due parole su un altro storico di formazione marxista, il quale, anche se gli va riconosciuta una indubbia autonomia di giudizio rispetto al Partito Comunista che, all&#8217;epoca, pretendeva di custodire l&#8217;ortodossia del marxismo come una vera e propria chiesa &#8211; quella, s\u00ec, pi\u00f9 che mai fanatica e intollerante -, nondimeno ha esercitato un profondo influsso su una generazione di studenti, anche perch\u00e9 il suo manuale ad uso scolastico ebbe larghissima diffusione e fu brandito da migliaia di professori come un&#8217;arma per instaurare la Verit\u00e0 di Marx sulla terra: un influsso che, pertanto, non \u00e8 stato affatto positivo, ma tale da rafforzare la tendenza all&#8217;appiattimento conformistico e al vero e proprio servilismo ideologico nei licei, con l&#8217;aggravante di una certa ipocrisia intellettuale. Stiamo parlando di Armando Saitta, nato a Sant&#8217;Angelo di Brolo, presso Messina, nel 1919 e morto a Roma nel 1991, autore del manuale \u00abIl cammino umano\u00bb (Firenze, La Nuova Italia, 1968).<\/p>\n<p>Ci piace riportare qui alcune osservazioni svolte in proposito ben mezzo secolo fa da Giacomo Martina (Tripoli, 1924 &#8212; Roma, 2012), sacerdote gesuita, educatore e storico di vaglia, tratte dall&#8217;interessante volume collettivo \u00abStudio ed insegnamento della storia\u00bb, Ave-Uciim Editori, 1963, pp. 89-92):<\/p>\n<p><em>\u00abGabriele Pepe si muove nella linea del vecchio anticlericalismo, che attacca la Chiesa a viso aperto, senza nascondere le sue intenzioni, e imposta la sua polemica soprattutto suo terreno propriamente religioso I nuovi anticlericali usano una tattica pi\u00f9 fine ed insidiosa, spostando l&#8217;attacco dal campo religioso a quello politico-economico-sociale, nascondendo talora le loro intenzioni sotto un velo umanitario, preferendo far parlare gli altri, cercando di persuadere i lettori delle proprie tesi attraverso un&#8217;abile scelta di testi. Maestro in quest&#8217;arte \u00e8 Armando Saitta. Solidamente costruito, il suo manuale si propone di dare un orientamento formativo (n&quot;non anodino susseguirsi di date e di avvenimenti, ma rivivere di concrete esperienze&quot;), nazionale ma non nazionalistico, a contatto continuo con la vita. [&#8230;] Storia dunque obiettiva, che si preoccupa di comprendere il passato ed il faticoso cammino che le et\u00e0 precedenti hanno compiuto per chiarire i principi che oggi sono alla base della civilt\u00e0 moderna? Non oserei dirlo. &quot;\u00c8 tempo che alla storia non si chieda pi\u00f9 una fredda comprensione, che tutto giustifichi&quot;, afferma lo stesso Saitta nella prefazione della sua antologia &quot;Dal fascismo alla resistenza&quot;. Queste parole, che in s\u00e9 potrebbero essere rettamente intese (e anzi apparire superflue: quando mai la storia ha preteso di giustificare tutto, l&#8217;incendio di Roma e gli orrori di Dachau?), sembrano piuttosto la confessione implicita di chiari pregiudizi (non vorrei chiamarli postulati), che determinano la scelta necessaria in ogni esposizione storica, e la visione da cui fatti e uomini sono giudicati. Non \u00e8 difficile cogliere questi presupposti del Saitta, marxista convinto: il predominio del fattore economico, la necessit\u00e0 assoluta della lotta di classe e della rivoluzione, l&#8217;esaltazione del comunismo, l&#8217;incomprensione per la Chiesa, considerata da un punto di vista puramente umano, come una societ\u00e0 che miri al&#8217;egemonia politica. &quot;I social pacifisti non sanno che \u00e8 sciocco attender una pace democratica da governi borghesi che conducono una guerra di rapina&#8230; I socialpacifisti sono degli ipocriti, che mirano a distogliere il popolo della lotta rivoluzionaria, consigliandogli la calma&quot; (vol. III, p. 557). [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Le origini del comunismo italiano, i suoi caratteri essenziali (&quot;profonda esigenza di cultura, spiriti fresco e libero, netta intransigenza rivoluzionaria furono le caratteristiche migliori del giovane comunismo italiano&quot;), i suoi principali esponenti a cominciare da Gramsci, la persona di Lenin e la stria della Russia contemporanea sono trattati non solo con una certa ampiezza, ma in un tono che sembra additare il comunismo come la soluzione inevitabile e necessaria di tutta la storia recente. Il Saitta riconosce, s\u00ec, il carattere totalitario del regime staliniano, ma si affanna poi con visibile imbarazzo a cercare una spiegazione inoffensiva del patto russo-tedesco del 1939, e riduce tutti i massacri compiuti dal dittatore ad una lotta interna in senso al partito. Nemmeno una parola egli spende sulla crisi del 1933 che port\u00f2 alla morte di milioni di contadini, sulla deportazione di dodici milioni di cittadini russi, sulla grande purga del 1936-1938, sul sistema di terrore imposto dal dittatore comunista, in una parola sul sacrificio completo della persona umana voluto da Stalin. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>I rapporto fra la Chiesa e lo Stato sono visti parendo da un rapporto ben chiaro: &quot;La Chiesa cattolica, e per essa il papato, rivendicava l&#8217;assoluto predominio sul potere politico&quot; (II, 48). Che la Chiesa avesse interessi specificamente religiosi da difendere, che essa per esempio cercasse di impedire l&#8217;ascesa al trono di un sovrano protestante per un motivo religioso, data la stretta connessione allora esistente fra la religione del principe e quella dei sudditi, non appare mai. Lo stesso spirito partigiano appare nel titolo del capitolo &quot;La controriforma politica ed il suo fallimento&quot;, in cui l&#8217;appoggio degli Stati cattolici alle decisioni tridentine , richiesto da Roma, che altrimenti non avrebbe potuto realizzare efficacemente i provvedimenti gi\u00e0 sanciti, \u00e8 visto come un tentativo di domino politico. Troviamo il solito ritratto a tinte fosche della Spagna, la cui decadenza sarebbe dovuta principalmente alla &quot;repressione religiosa, spinta fino all&#8217;eccesso&quot; (II, 152). [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La materia diventa pi\u00f9 scottante nell&#8217;ultimo volume, dove l&#8217;atteggiamento antisabaudo ed antimonarchico va di pari passo con lo spirito anticlericale e con le simpatie per il comunismo. L&#8217;alleanza della Chiesa con l&#8217;assolutismo prosegue anche dopo il 1815, quando il prete opprime le coscienze, e, nel segreto di un confessionale, annulla la forza di molte disposizioni legislative. Con lo stesso tono sono commemorate le &quot;orrende stragi&quot; compiute a Napoli nel 1799 (per le vittime del Terrore e di Elisabetta l&#8217;autore non spende una parola di commiserazione).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Sembra quasi incredibile che si sia insegnata la storia nei licei italiani servendosi di testi cos\u00ec smaccatamene faziosi e intellettualmente disonesti: eppure \u00e8 accaduto precisamente questo. I professori della generazione immediatamente successiva al 1968, che si presentavano con la sigaretta fra le labbra, alla Sartre, e che andavano a bere il caff\u00e8 con i loro studenti, facendosi dare del &quot;tu&quot; e incoraggiandoli a creare &quot;collettivi&quot; dalle competenze tanto ambiziose, quanto vaghe e inconcludenti, rassicurandoli sulla ineluttabilit\u00e0 della vittoria finale del comunismo e disquisendo sul numero di peli della barba di &quot;Che&quot; Guevara o sui chilometri effettivi della &quot;Lunga marcia&quot; del presidente Mao, adottavano manuali di storia come questo e tenevano in ostaggio la vera conoscenza ed il vero spirito di ricerca, in nome della purezza ideologica e della bellezza morale della loro personale ideologia politica, quella marxista. Non hanno soltanto mal guadagnato lo stipendio, dal momento che lo Stato paga un insegnante perch\u00e9 trasmetta agli studenti delle conoscenze e non per fare propaganda al proprio partito o alla propria ideologia; si sono anche adoperati attivamente per trasmettere ai giovani loro affidati una visione faziosa del passato e per fornire loro delle lenti interpretative preconfezionate. L&#8217;ironia della sorte \u00e8 che, nel 1968, Armando Saitta pronunci\u00f2 parole di fuoco contro quella che defin\u00ec la &quot;distruzione consapevole&quot; del sistema scolastico, dell&#8217;onest\u00e0 intellettuale e del rigore metodologico; troppo tardi: egli stesso aveva contribuito, e non poco, a quella distruzione. I brani sopra citati parlano chiaro. Del resto, la storia del marxismo \u00e8 costellata di tali anime belle, che chiudono le stalle quando le vacche sono fuggite&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola \u00e8 il luogo in cui si formano le nuove generazioni dal punto di vista intellettuale, culturale e spirituale; ma la scuola, a sua volta,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-23359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23359\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}