{"id":23353,"date":"2010-03-04T07:19:00","date_gmt":"2010-03-04T07:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/04\/aria-di-marzo\/"},"modified":"2010-03-04T07:19:00","modified_gmt":"2010-03-04T07:19:00","slug":"aria-di-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/04\/aria-di-marzo\/","title":{"rendered":"Aria di marzo"},"content":{"rendered":"<p>\u00abAllora, era bello il concerto di Bach? Ma vedo che \u00e8 inutile chiedertelo, la tua espressione parla pi\u00f9 di qualunque discorso&#8230; Sembri perfino ringiovanito\u00bb, dice Sabina, con quella sua inseparabile luce maliziosa nello sguardo.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, quando ascolto Bach mi pare di camminare sollevato di un buon metro da terra&#8230; una sensazione meravigliosa, come se il mondo mi avesse fatto dono di tutta la sua bellezza, di tutto il suo incanto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, la musica possiede questo potere. Certo che tu sei un po&#8217; drastico: per te non esiste altro che Bach, Bach e ancora Bach.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE come no? A volte mi chiedo se sia stato veramente un uomo o non piuttosto un Dio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo so &#8211; ridacchia &#8211; per te tutti gli altri musicisti, al confronto, sono solo dei poveri finocchi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto. Bach \u00e8 maschio, \u00e8 virile nel miglior senso della parola. In un modo sobrio, misurato, ma potente e indiscutibile.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa torniamo al discorso sulla bellezza del mondo. Vuoi spiegarti un po&#8217; meglio?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDico che la musica ha il potere di abbattere il velo della realt\u00e0 ordinaria e di spalancarti davanti gli orizzonti sconfinati della realt\u00e0 vera&#8230;. Di restituirti l&#8217;incanto del mondo, in tutta la sua forza e la sua bellezza, in tutto il suo incomparabile splendore.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDunque, non crea una realt\u00e0 trasfigurata, sublime e tuttavia illusoria?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAl contrario! Illusoria \u00e8 la realt\u00e0 ordinaria, questa nella quale siamo immersi tutti i giorni, come ranocchi nello stagno. E che scambiamo per l&#8217;assoluto, mentre non ne \u00e8 che un pallido riflesso, transitorio e ingannevole.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuindi, per te, la realt\u00e0 di ogni giorno \u00e8 pura illusione?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNiente affatto. Senti: tornando a casa, nella notte piovosa, si respirava un magnifico profumo di aria umida e di terra bagnata; e un vento fresco e frizzante, che soffiava dalle montagne, sembrava annunziare qualcosa di nuovo e inatteso, qualcosa di vivo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa natura ti ha offerto un secondo concerto, a cielo aperto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; e quel profumo, quella pioggia, quel vento gagliardo, quella notte nuvolosa di marzo: tutto ci\u00f2 non \u00e8 stata affatto illusione, ma realt\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon ti capisco. Hai detto che la realt\u00e0 ordinaria \u00e8 solamente un velo&#8230;.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa quel profumo, quella pioggia, quel vento, non appartenevano alla realt\u00e0 ordinaria. O meglio, vi appartenevano solo superficialmente. Meglio ancora: siamo noi a poterci porre sul livello ordinario, e quindi illusorio, oppure su quello vero e profondo. Dipende da noi, soltanto da noi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE come, secondo te?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAprendoci. Lasciandoci andare. Spogliandoci del falso Ego.\u00bb<\/p>\n<p>Sabina riflette un poco in silenzio, mordicchiandosi leggermente il labbro inferiore in quel suo modo caratteristico, mentre gli occhi intelligenti paiono vagare in un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>Alla fine torna a guardarmi e riprende il filo del suo ragionamento:<\/p>\n<p>\u00abLasciarsi andare&#8230; a che cosa, esattamente?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAlla nostra Mente Superiore, che, a sua volta, \u00e8 in contatto con la Mente Cosmica. Ma perch\u00e9 mi guardi con quell&#8217;aria perplessa?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abA me hanno sempre insegnato che la mente umana \u00e8 localizzata nel cervello; mentre tu, adesso, mi dici con tutta tranquillit\u00e0, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale di questo mondo, che non c&#8217;\u00e8 alcuna mente localizzata, che la nostra mente pu\u00f2 mettersi in contatto con il Tutto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHai detto bene: pu\u00f2, a determinate condizioni. Non sempre e non da parte di chiunque. Inoltre, nella nostra attuale dimensione esistenziale, condizionata dallo spazio e dal tempo &#8212; ossia dall&#8217;illusione che vi siano un passato, un presente e un futuro distinti &#8211; ci\u00f2 costituisce piuttosto l&#8217;eccezione che la regola. Ma l&#8217;importante non \u00e8 il tempo quantitativo, grossolano, dell&#8217;esistenza ordinaria; bens\u00ec il tempo qualitativo, spirituale, dell&#8217;esistenza assoluta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSembrerebbe un concetto piuttosto difficile e, scusa, un tantino astruso.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPer niente. Lo capisce benissimo anche la persona pi\u00f9 semplice, a patto che sia stata innamorata almeno una volta nella vita. Mentre stringiamo la persona amata, non ci proiettiamo forse in un tempo qualitativo, assoluto, dove i secondi valgono come secoli e dove sentiamo le cose non con la mente razionale, ma con la Mente Superiore, che allarga i nostri orizzonti sino a farci intravedere uno squarcio di eternit\u00e0?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDunque, la mente non \u00e8 localizzata.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, non lo \u00e8. Hai mai sentito dire di una madre che di colpo, nel bel mezzo di una giornata qualsiasi, dice: &quot;Mio figlio \u00e8 morto!&quot;; e qualche giorno dopo, anche se nulla avrebbe potuto farlo presagire, si viene a sapere che suo figlio \u00e8 veramente morto all&#8217;improvviso, proprio in quel preciso istante in cui ella ne aveva avuto la misteriosa certezza?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE che cosa dimostrano fatti del genere?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe, quando noi ci apriamo alle dimensioni superiori della Mente, possiamo sapere e vedere un sacco di cose che si trovano al di l\u00e0 della portata dei nostri sensi fisici. E tu, questo, come lo spiegheresti, se la nostra mente fosse localizzata nel cervello?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAspetta, mi gira la testa. Se &#8211; e guarda che dico se &#8211; la nostra mente non \u00e8 localizzata nel cervello, allora che cosa ci vieta di pensare che essa continui ad esistere anche quando quel cervello si \u00e8 spento, anche quando quel corpo non esiste pi\u00f9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE che cosa ci impedisce di pensare che la mente esistesse gi\u00e0 da prima: prima della nostra nascita, prima del nostro concepimento?\u00bb<\/p>\n<p>Qui Sabina strabuzza gli occhi e fa una piccola smorfia di sbalordimento:<\/p>\n<p>\u00abCerto, \u00e8 un&#8217;idea coerente con le premesse. Per\u00f2 la mia testa, ora, sta girando ancora pi\u00f9 di prima&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuesto accade perch\u00e9 la cultura moderna, scientista e materialista, ci ha letteralmente evirati, abituandoci a pensare e a vedere in modo distorto, fiacco, inconsistente. Ma \u00e8 bene che ti giri la testa: vuol dire che sta ricominciando a funzionare per conto suo. Hai disinserito il pilota automatico del Pensiero Unico razionalista: e quando si viaggia col pilota automatico, si sa, la fatica \u00e8 ridotta al minimo, ma la consapevolezza fa le ragnatele.\u00bb<\/p>\n<p>Improvvisamente l&#8217;espressione di Sabina si trasforma da pensosa in sorridente e maliziosa, come se un&#8217;idea molto buffa e un po&#8217; pungente le avesse attraversato la mente:<\/p>\n<p>\u00abResta da vedere se sia preferibile avere il pilota automatico inserito o essere nazisti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOh, ma la vuoi piantare con questi colpi bassi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora diciamo&#8230; un po&#8217; reazionari?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abComunque sia, non vedo il nesso.\u00bb<\/p>\n<p>Lei fa spallucce e stringe le labbra con aria di finta contrizione, mentre dichiara con candore disarmante:<\/p>\n<p>\u00abInfatti, non c&#8217;\u00e8 alcun nesso.\u00bb<\/p>\n<p>Fingo di arrabbiarmi:<\/p>\n<p>\u00abBasta, mi fai perdere tempo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, ti prego, torniamo al discorso della mente non localizzata. Vuoi dire che la nostra mente \u00e8 in comunicazione con tutte le altre menti?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLe quali, a loro volta, sono solo le innumerevoli facce di un prisma eterno e luminoso: la Mente divina, l&#8217;Essere da cui tutto ha origine e cui tutto tende a ritornare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora, forse, l&#8217;idea che individui come Bach siano pi\u00f9 che umani, non \u00e8 poi tanto peregrina. Quando si proietta nelle altezze della Mente Superiore, la coscienza pu\u00f2 oltrepassare i confini dell&#8217;anima e abbracciare tutto, conoscere tutto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEsatto. Non per nulla Bach firmava tutte le sue composizioni, tutte dalla prima all&#8217;ultima &#8211; circa mille &#8211; con la sigla &quot;S. D. G.&quot;, &quot;Soli Deo Gratia&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuindi, le opere pi\u00f9 sublimi del genio umano non sono veramente una creazione dei loro autori, non sorgono dalla sola mente individuale&#8230;.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, certo. L&#8217;autore non \u00e8 che un medium, un tramite. Tutto quello che dipende da lui, \u00e8 se aprirsi alla forza superiore dell&#8217;Essere e se acconsentire a riceverla. E la stessa cosa vale per tutto ci\u00f2 che di nobile e grande noi riusciamo a fare nella vita, anche se non possediamo il genio di un Leonardo o di un Aristotele.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVuoi dire che, secondo te, le azioni buone che compiamo non sono veramente nostre?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNostra \u00e8 la disponibilit\u00e0 a farcene strumento; tutto il resto, viene dall&#8217;alto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abO dal basso, nel caso delle azioni malvagie.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAppunto.\u00bb<\/p>\n<p>Mi guarda con aria implorante, con un fondo di preoccupata seriet\u00e0 dietro l&#8217;apparenza scherzosa:<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; dal Diavolo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCi sono diversi livelli superiori, cos\u00ec come ci sono diversi livelli inferiori. Alcuni sono di natura umana, altri non lo sono. Bisogna andarci piano, prima di tirare in ballo il Male in se stesso; i suoi interventi diretti sono rari. Rari, ma non impossibili.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNe sai qualcosa?\u00bb<\/p>\n<p>Sorrido pensieroso, prima di rispondere lentamente:<\/p>\n<p>\u00abQualcosa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBrrr, questo discorso mi fa venire la pelle d&#8217;oca. Torniamo a parlare dei livelli superiori. Secondo te, vi sono anche i nostri cari defunti?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Ma perch\u00e9 li chiami defunti? Loro sono compiuti, quindi perfetti. Siamo noi che attendiamo il compimento; siamo noi ancora imperfetti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAltro che imperfetti: drastici, intolleranti, maschilisti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa pianti e cerchi di essere seria.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa come, padre caro, non le sembro una ragazza seria?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnima svergognata, ravvediti e chiedi perdono.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerdono, padre; la prego, mi perdoni. Abbia compassione della pecorella smarrita.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNessuna compassione per una poco di buono come te.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEhi, dico, padre, non \u00e8 che ci sta provando con la sua pecorella&#8230;?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa che dici? Zitta, non gridare, vuoi fare uno scandalo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSe non vuole che lo faccia, allora deve accogliere senza discutere la mia richiesta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTutto quello che vuoi, ma non mi rovinare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVoglio che mi parli ancora della notte di marzo. Della pioggia, del vento e del profumo di terra bagnata. Quanto mi piace ascoltarla quando parla di queste cose, padre&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;un vento aspro e pungente, come lo \u00e8 l&#8217;aspra verit\u00e0 della vita. Ma, al tempo stesso, c&#8217;\u00e8 una dolcezza indescrivibile, in quell&#8217;aroma di terra e di erba bagnata. E il cielo tempestoso su in alto, e l&#8217;oscurit\u00e0 fitta dei prati, gi\u00f9 in basso. Era come percorrere un ponte proteso sull&#8217;abisso dell&#8217;eternit\u00e0: non c&#8217;erano pi\u00f9 passato e futuro, ma solo un qui e ora totali, senza residui.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa prego, continui.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE mentre percorrevo quel ponte, nel buio della notte di marzo, ho sentito &#8211; ho sentito, con lo stesso grado di certezza con cui ora ti vedo qui davanti a me &#8211; che quell&#8217;istante era per sempre; che sarebbe esistito per sempre; che esisteva gi\u00e0, prima che io ne fossi consapevole, prima che io nascessi, prima che il mondo cominciasse ad esistere. Che tutto quello che noi viviamo \u00e8 sempre stato e sempre sar\u00e0; e, se ne acquistiamo consapevolezza, noi stessi diveniamo immortali&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 un pensiero un po&#8217; presuntuoso, questo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnzi, \u00e8 il massimo dell&#8217;umilt\u00e0. Perch\u00e9 non siamo noi, in quanto menti individuai, ad essere immortali, ma la nostra parte divina; e riconoscerlo, vuol dire liberarci dalla presunzione dell&#8217;Io.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, questo mi sembra di capirlo. Ora va bene.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIn fondo, si tratta solo di essere generosi con la vita, per essere generosi con noi stessi. Noi ci meritiamo qualcosa di meglio, che vivere nello stagno fangoso. Abbiamo l&#8217;immensit\u00e0 del cielo stellato a nostra disposizione: perch\u00e9 dovremmo accontentarci di questo orizzonte cos\u00ec angusto? \u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAllora, era bello il concerto di Bach? 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