{"id":23351,"date":"2009-01-19T08:29:00","date_gmt":"2009-01-19T08:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/19\/nellaria-umida-e-fredda-di-gennaio-un-aspro-presentimento-di-cose-dolci-e-nuove\/"},"modified":"2009-01-19T08:29:00","modified_gmt":"2009-01-19T08:29:00","slug":"nellaria-umida-e-fredda-di-gennaio-un-aspro-presentimento-di-cose-dolci-e-nuove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/19\/nellaria-umida-e-fredda-di-gennaio-un-aspro-presentimento-di-cose-dolci-e-nuove\/","title":{"rendered":"Nell&#8217;aria umida e fredda di gennaio un aspro presentimento di cose dolci e nuove"},"content":{"rendered":"<p>Uno di quei mattini di gennaio in cui l&#8217;aria \u00e8 carica di fredda umidit\u00e0 che penetra fino alle ossa, mentre un vento tagliente e cattivo accresce il senso di disagio che non \u00e8 mai solamente fisico, ma anche spirituale.<\/p>\n<p>Dal cielo grigio e carico di nuvole tristi non cade pi\u00f9 la pioggia, ma la terra ne \u00e8 tutta intrisa; grandi pozzanghere si aprono ovunque e rispecchiano il cielo color cenere e i tronchi nudi e spogli degli alberi, quasi irriconoscibili nella loro veste invernale di penitenti.<\/p>\n<p>L&#8217;umido e il freddo sferzano il viso, tagliano le mani e sembrano cercare un varco verso il fondo dell&#8217;anima, per invaderla con la loro desolata sterilit\u00e0 e spegnervi ogni luce di bellezza e ogni calore di conforto.<\/p>\n<p>Eppure&#8230;<\/p>\n<p>Eppure, non si respira solamente questo, nell&#8217;aria del livido mattino di gennaio che pare intirizzire ogni cosa nella sua stretta malinconica. No, c&#8217;\u00e8 anche dell&#8217;altro&#8230;<\/p>\n<p>Un sorta di profumo, che non \u00e8 un profumo; una luce, che non \u00e8 una luce; un ricordo, una speranza, un presentimento, forse &#8211; ecco, s\u00ec, un presentimento &#8211; che, mentre qualcosa \u00e8 finito per sempre, qualcos&#8217;altro, nel medesimo tempo, sta lottando per venire alla luce, come il ventre di una donna nel travaglio del parto.<\/p>\n<p>Difficile dire esattamente cosa sia; anzi, impossibile. Almeno da un punto di vista razionale, oggettivo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 c&#8217;\u00e8, nonostante tutto. Non dovrebbe esserci, ma c&#8217;\u00e8, questa sensazione del nuovo che avanza, che sappiamo sta avanzando, col suo fresco tocco che sfiora le cose e le rinnova per mezzo di una prodigiosa alchimia, facendole tornare a una seconda vita.<\/p>\n<p>Ecco, \u00e8 questo, probabilmente: la sensazione del miracolo; del miracolo di un nuovo inizio, dopo la fine.<\/p>\n<p>Quando mai, alla luce della ragione, una cosa morta potrebbe tornare a vivere?<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 proprio questo che sta avvenendo, anche se ancora nessuno pu\u00f2 dire di averlo visto.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 vantarsi di aver scorto le nuove gemme sui rami; nessuno, di aver visto sbocciare i primi fiori; nessuno, di aver respirato l&#8217;alito fresco della primavera.<\/p>\n<p>Ancora non c&#8217;\u00e8 nulla, non si vede nulla; assolutamente nulla.<\/p>\n<p>La neve copre ancora le montagne e, sui campo, solo lentamente si va sciogliendo, dopo la pioggia degli ultimi giorni. Il ghiaccio stringe ancora nella sua morsa i bordi delle strade posti all&#8217;ombra, e il cammino \u00e8 malagevole al passante, che rischia di scivolare ad ogni passo sulla liscia gelata superficie delle pozzanghere pi\u00f9 ostinate.<\/p>\n<p>Ogni cosa sembra morta, senza vita; e sappiamo che ci\u00f2 durer\u00e0 ancora per molte settimane, per dei mesi: tanto da far sembrare uno scherzo dell&#8217;immaginazione il ricordo della campagna di maggio, tutta verde e profumata, rallegrata dai colori vivaci di mille fiori, dal canto di mille uccelli e dal ronzio di milioni d&#8217;insetti, di api, di vespe, di calabroni&#8230;<\/p>\n<p>Ogni cosa sembra triste e spenta, adesso; eppure, in fondo in fondo, qualche cosa si sta gi\u00e0 ridestando, e quella linfa misteriosa, che nessun occhio ha visto, si trasmette per vie segrete, che lei sola conosce, fino ai recessi pi\u00f9 solitari e desolati della nostra anima, ravvivando la speranza e facendo alzare le fronti in un gesto di fiducia e di sollievo.<\/p>\n<p>Quasi di colpo, qualche brandello di nuvola si apre e un tenue azzurro s&#8217;intravede negli squarci, ma senza che un solo raggio di sole filtri verso la terra; poi, con altrettanta rapidit\u00e0, gli squarci si richiudono e la nebbia avvolge ogni cosa.<\/p>\n<p>Per qualche minuto, tuttavia, mi sono apparse le montagne, bianche e maestose, solenni nel paesaggio invernale; ed una, in particolare, proprio di fronte a me, dalla forma piramidale, ma con la sommit\u00e0 curiosamente avvolta in una nuvola bassa, che la inghiotte interamente: spettacolo strano, reso ancor pi\u00f9 incongruo da una tenue sfumatura rosata che si dipinge sui bordi della nuvola, passando poi velocemente all&#8217;indaco e al viola.<\/p>\n<p>Ed ecco, mi volto e poi torno a guardare &#8211; e non vi sono pi\u00f9 n\u00e9 nuvola, n\u00e9 montagna, n\u00e9 vallata; ma ogni cosa \u00e8 stata ingoiata in un grigiore uniforme; una pioggerella fredda e sottile ricomincia a cadere, insistente, monotona; e il crudo squallore dell&#8217;inverno torna a far valere i suoi diritti sovrani su questa mattino intirizzito nel grigiore.<\/p>\n<p>Pure, per qualche minuto, il cielo \u00e8 sembrato sul punto di aprirsi; e quella montagna si \u00e8 stagliata in piena luce, con il capo avvolto fra le nubi, come un tronco di cono evocato da una fiaba dimenticata e, al tempo stesso, rimasta sempre in fondo al cuore.<\/p>\n<p>Scena stranissima, quasi fiabesca: chiss\u00e0 perch\u00e9, quella montagna tronca, con la vetta celata nella nuvola rosea, mi ha fatto venire in mente una donna come te, Paola, che vorrebbe aprirsi, eppure si nasconde e fugge a precipizio, spaventata dai rumori del silenzio: simile a un cane che abbaia alla luna, sentendosi sfiorato da chiss\u00e0 quali fantasmi.<\/p>\n<p>Come la vetta di quel monte si acquattava dietro una cortina di nubi, cos\u00ec vi sono persone che si acquattano dietro paure improvvise, che nascondono il proprio sguardo dietro la fissit\u00e0 delle pupille, rifugiandosi all&#8217;interno di esso.<\/p>\n<p>E anche questo \u00e8 normale, come il cielo di gennaio che accenna ad aprirsi e poi subito si richiude, cercando rifugio dietro le nubi corrucciate e il vento umido e tagliente che sembra volersi aprire una strada sino in fondo all&#8217;anima dei viventi.<\/p>\n<p>Tutti abbiamo paura, in fondo.<\/p>\n<p>Paura che la primavera non ritorni, che la luce delle nostre speranze rimanga tradita e offuscata irreparabilmente; che la vita non mantenga le sue promesse.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 giovani, ogni giorno si leva carico di splendide possibilit\u00e0; poi, a poco a poco, le possibilit\u00e0 diminuiscono, il grigiore avanza e inghiotte i giorni, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, allineandoli in fila come tante croci nel silenzioso cimitero di paese.<\/p>\n<p>Arriva un momento in cui ci si alza al mattino e sembra che il gelo dell&#8217;inverno non passer\u00e0 mai pi\u00f9; che l&#8217;anima intirizzita non verr\u00e0 mai pi\u00f9 riscaldata dai dolci raggi tiepidi di un&#8217;altra primavera, di un&#8217;altra stagione di possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;orizzonte si restringe, la monotonia penetra nelle ossa come un veleno sottile, appanna la bellezza delle cose e se la porta via con s\u00e9, chiss\u00e0 dove. Sappiamo che la primavera torner\u00e0 a scaldare il mondo, ma dubitiamo che lo potr\u00e0 fare anche per noi.<\/p>\n<p>La stanchezza, le delusioni, le sconfitte, le amarezze, il disincanto, sembrano prendere il sopravvento sulle nostre difese, sempre pi\u00f9 deboli e sempre pi\u00f9 incerte.<\/p>\n<p>Arriva il momento in cui ci si sente svuotati, esausti, minati da una pesantezza invincibile, che intorpidisce la sensibilit\u00e0 e ottunde il piacere della vita.<\/p>\n<p>Ecco, in quei momenti sembra proprio che niente abbia pi\u00f9 importanza; non si ha pi\u00f9 voglia di lottare, di sperare, di credere; non si ha pi\u00f9 voglia di niente e fastidio di tutto. Non ci si sente pi\u00f9 in armonia con le cose, col mondo. Ci si sente estranei, fuori posto.<\/p>\n<p>Allora, come i nostri poveri alpini in Russia, durante la ritirata sul Don, si avrebbe solo il desiderio di fermarsi, di sedere sulla neve soffice e bianca, di riposare un poco; ma sapendo, in qualche remoto angolo della coscienza, che non sar\u00e0 solo per un poco: che sar\u00e0 per sempre. E anche, in qualche angolino buio della coscienza, desiderandolo.<\/p>\n<p>Che importa se torner\u00e0 la primavera, dato che il sole tiepido non briller\u00e0 per noi, e il canto degli uccelli sui rami non ci riscalder\u00e0 il cuore, come soleva fare in passato?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l&#8217;ora della grande tentazione.<\/p>\n<p>La tentazione della resa, di sedere sulla neve bianca e soffice, in attesa della fine che appare quasi dolce, dopo tanto patire e tanto inutile lottare.<\/p>\n<p>Nessun essere umano degno di questo nome pu\u00f2 dire di non averla mai provata, di non averla mai vissuta. Se \u00e8 cos\u00ec, vuol dire che \u00e8 ancora un ragazzo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 motivo di vergogna aver vissuto la grande tentazione: la tentazione di odiare la vita, di maledire ogni cosa e di arrendersi una volta per tutte. \u00c8 una prova necessaria, come un rito di passaggio: chi la supera, vedr\u00e0 poi le cose con occhio infinitamente pi\u00f9 saggio, pi\u00f9 sereno e pi\u00f9 misericordioso. Potr\u00e0 dire di aver conosciuto veramente se stesso, e potr\u00e0 tentare di conoscere anche gli altri: ma solo dopo esserci passato.<\/p>\n<p>La vergogna non \u00e8 nell&#8217;essere stati tentati, ma &#8211; semmai &#8211; nell&#8217;essersi arresi senza lottare. La vita non \u00e8 una passeggiata estiva in riva al mare: \u00e8 un cammino aspro e difficile, a volte francamente disperante. Ma \u00e8, tuttavia, un&#8217;avventura bellissima, la quale merita i sacrifici che richiede: come una ripida montagna che ci ripaga solo in vetta, con lo splendido e grandioso panorama spalancato ai nostri piedi, dei duri sforzi affrontati per ascenderla.<\/p>\n<p>Quando ci sentiamo pi\u00f9 tentati, dobbiamo sempre ricordare che non siamo soli; che qualcuno o qualcosa ci assiste, se sappiamo essere abbastanza umili da invocarlo, e abbastanza consapevoli da ringraziarlo con tutta l&#8217;anima.<\/p>\n<p>Anche nelle giornate pi\u00f9 tetre e squallide, come quando l&#8217;inverno stringe in pugno la natura e fa rabbrividire ogni cosa nella morsa del gelo, dobbiamo ricordare che non siamo soli, perch\u00e9 veniamo dall&#8217;Essere e non \u00e8 senza una ragione se siamo stati chiamati al mondo.<\/p>\n<p>E l&#8217;Essere, al quale aspiriamo a ritornare, ci offrir\u00e0 sostegno, ci infonder\u00e0 coraggio e speranza, ogni qualvolta ne avremo bisogno.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8, del resto, questo profumo di marzo nell&#8217;aria, che non \u00e8 un profumo; questa trasalimento di luce, che non \u00e8 luce; questo presentimento di gioia, di vita, di calore, che non trova riscontro in alcun elemento oggettivo- n\u00e9 sui rami spogli degli alberi, n\u00e9 nei nidi vuoti delle rondini o nel cielo deserto di voli &#8211; e che tuttavia ci invade misteriosamente l&#8217;anima, riempiendoci di commozione e di dolcezza?<\/p>\n<p>Non si sa come, eppure l&#8217;anima lo sente: lo sente in modo indubitabile, questo presentimento della soave carezza di primavera, anche nei giorni pi\u00f9 crudi dell&#8217;inverno. \u00c8 come una caparra d&#8217;infinito, una promessa di cose fresche e nuove che verranno.<\/p>\n<p>\u00c8 il segno &#8211; uno dei tanti &#8211; che non siamo fatti per la morte, ma per la vita; che tutto il nostro essere chiama e invoca il suo reintegro nell&#8217;Essere; che non il nulla e il buio avranno l&#8217;ultima parola, ma la pienezza della luce.<\/p>\n<p>\u00c8 il segno che noi stessi siamo una scintilla di luce eterna: una scintilla che brilla, forse, per rischiarare la via a tanti altri che percorrono il medesimo cammino; e perch\u00e9 essi la rischiarino, a loro volta, proprio a noi.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, coraggio.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 inverno cos\u00ec crudo che possa annullare quel profumo d&#8217;infinito; non c&#8217;\u00e8 vento cos\u00ec tagliente che possa spegnere le nostre fiammelle, deboli solo in apparenza, ma in realt\u00e0 inestinguibili: perch\u00e9 radicate nell&#8217;Essere, che sempre le alimenta e le rinnova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno di quei mattini di gennaio in cui l&#8217;aria \u00e8 carica di fredda umidit\u00e0 che penetra fino alle ossa, mentre un vento tagliente e cattivo accresce<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23351","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23351\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}