{"id":23348,"date":"2016-05-01T12:53:00","date_gmt":"2016-05-01T12:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/01\/se-larcivescovo-vuol-farsi-un-giro-in-bicicletta-nel-presbiterio-della-cattedrale\/"},"modified":"2016-05-01T12:53:00","modified_gmt":"2016-05-01T12:53:00","slug":"se-larcivescovo-vuol-farsi-un-giro-in-bicicletta-nel-presbiterio-della-cattedrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/01\/se-larcivescovo-vuol-farsi-un-giro-in-bicicletta-nel-presbiterio-della-cattedrale\/","title":{"rendered":"Se l\u2019arcivescovo vuol farsi un giro in bicicletta nel presbiterio della cattedrale\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 27 aprile 2016: si apre a Palermo il Giubileo degli Sportivi. Recita lo slogan: <em>Realizziamo il gol [sic] pi\u00f9 bello attraversando la porta, segno di Cristo, che ci riconduce alla misericordia del Padre.<\/em> Hanno aderito il Centro Sportivo Italiano, il C.O.N.I., l&#8217;Unione Stampa Sportiva Italiana di Sicilia e il Panathlon International, sezione di Palermo. Nell&#8217;ambito delle manifestazioni \u00e8 previsto un Trofeo della Misericordia fra le squadre di calcio per i ragazzi degli oratori parrocchiali.<\/p>\n<p>Un&#8217;ora dopo l&#8217;apertura, verso le 17,00, \u00e8 giunto davanti alla basilica cattedrale palermitana, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, l&#8217;arcivescovo in persona, Sua Eccellenza Reverendissima Corrado Lorefice. \u00c8 arrivato in bicicletta, per dare l&#8217;esempio di ci\u00f2 che significa essere sportivi e <em>politically correct<\/em>; ma, evidentemente, il giretto su due ruote per le strade cittadine non gli \u00e8 sembrata abbastanza eloquente e ha voluto far di meglio. Cos\u00ec, entrato nel sacro edificio per celebrare la Santa Messa, ha prima intrattenuto i fedeli sportivi con le meraviglie della misericordia divina, affermando che, dove c&#8217;\u00e8 Cristo, non c&#8217;\u00e8 <em>doping,<\/em> e altre amene battute del medesimo tenore; poi, per far vedere quanto ha gradito il dono della bicicletta da parte di alcuni sportivi disabili, di nuovo \u00e8 salito in sella e l\u00ec, nel bel mezzo del presbiterio, fra gli applausi servili di alcuni sacerdoti e dei suoi fans, si \u00e8 prodigato in un numero circense che, francamente, avrebbe potuto risparmiarsi e risparmiare alla sua comunit\u00e0: un ulteriore giretto in bici. Proprio l\u00ec, davanti ai banchi e fin presso l&#8217;altare del Santissimo, con indosso la mitra episcopale e tutti i sacri paramenti, e con l&#8217;aria felice e compiaciuta di chi sa di stare facendo una mossa demagogicamente vincente, di quelle che tanto piacciono ai cattolici progressisti nonch\u00e9 ai preti civettuoli che si autodefiniscono &quot;di strada&quot; tutte le volte che vanno in televisione, e ai teologi modernisti, ansiosi di dare la spallata finale al detestato castello del &quot;tradizionalismo&quot; che ancora si ostina a fare resistenza contro l&#8217;ispirato e non meglio precisato &quot;spirito post-conciliare&quot;.<\/p>\n<p>Quanto a noi, non faremo a Sua Eccellenza l&#8217;onore di ritenerlo il protagonista di un sacrilegio o di una profanazione del luogo sacro che lui per primo, in teoria, dovrebbe far percepire come tale ai fedeli; e, del resto, non abbiamo sufficiente competenza di diritto canonico per giudicare in materia. Ci limitiamo a osservare, con infinita tristezza, che, dopo la Messa con i burattini in quel di Verona, e dopo i frati e le suore che ballano, saltano e cantano sguaiatamente per le strade di varie citt\u00e0 italiane, ed altre innumerevoli pagliacciate, perpetrate ormai quasi ogni giorno da parte di membri del clero, i quali si reputano molto bravi e all&#8217;avanguardia, molto aperti e al passo coi tempi, molto sensibili e attenti nell&#8217;intercettare i gusti e gli umori del pubblico, <em>pardon<\/em>, dei loro fedeli e parrocchiani, c&#8217;\u00e8 ormai ben poco di cui stupirsi e quasi non ci restano parole per definire l&#8217;indegnit\u00e0 di simili atti, spacciati per didattici e misericordiosi, mentre ottengono l&#8217;unico effetto di demolire quel poco che resta del doveroso senso di rispetto e timor di Dio davanti alle cose sacre, e suscitano, checch\u00e9 ne pensino i loro compiaciuti protagonisti, pi\u00f9 derisione e disprezzo di quanto appaia. Infatti, ormai \u00e8 proprio dai laici che sta partendo uno spontaneo moto di sdegno e di ripulsa nei confronti di quei pastori che, invece di custodire con il massimo zelo il deposito della fede nelle loro pecorelle, se ne vanno continuamente a caccia di notoriet\u00e0 con dei gesti spettacolari e poco o nulla consoni al loro ruolo e ai luoghi nei quali si prodigano. E questo per non parlare degli spropositi teologici e delle vere e proprie aberrazioni dottrinali che, sempre pi\u00f9 spesso, i fedeli sono costretti a udire dal pulpito, nel corso della Santa Messa, da parte di preti che hanno perso la fede, ma non hanno l&#8217;onest\u00e0 di trarne le debite conclusioni e chiedere di essere dimessi dallo stato clericale, ma cercando di contaminare con omelie apostatiche il gregge loro affidato, in modo da sentirsi meno soli nella loro incredulit\u00e0, dopo di averla rivestita con le apparenze menzognere di una fede &quot;pi\u00f9 viva&quot;, &quot;pi\u00f9 coraggiosa&quot; e, soprattutto (slogan ormai trito e ritrito, ma sempre efficace, almeno per i cattolici dal palato grosso), &quot;pi\u00f9 misericordiosa&quot;.<\/p>\n<p>Quanto al gesto dell&#8217;arcivescovo Lorefice, esso \u00e8 stato doppiamente biasimevole e, non esitiamo a dirlo, vile, perch\u00e9 si \u00e8 fatto scudo di una bicicletta ricevuta in dono da un gruppo di atleti disabili e, quindi, ha ammantato la sua grottesca passeggiata in bicicletta nella cattedrale, dietro l&#8217;affetto e la riconoscenza nei confronti di costoro; vale a dire che ha usato e strumentalizzato le problematiche dei portatori di handicap per giustificare il suo modo di comportarsi e prevenire, tacitandole in partenza, eventuali critiche o perplessit\u00e0. Chi potrebbe essere, infatti, cos\u00ec poco misericordioso, cos\u00ec poco cristiano, cos\u00ec poco umano, da rivolger critiche ad un pastore di anime il quale, per far vedere a dei disabili quanto abbia gradito il loro dono, si prodiga in un piccolo spettacolo improvvisato (ma era davvero improvvisato?), che ha, fra l&#8217;altro, il vantaggio, dal suo punto di vista, di rimarcare come la chiesa sia la casa di tutti, la casa del popolo dei fedeli, e, quindi, non vi sia assolutamente nulla di strano se i fedeli si comportano, in essa, proprio come se fossero a casa loro (ammesso che vi siano dei fedeli i quali se ne vanno in bicicletta dentro le stanze di casa, sui tappeti e lungo i mobili: vorremmo sapere che ne penserebbero, in tal caso, le loro mogli, le quali, magari, hanno appena finito di scopare e dar la cera ai pavimenti).<\/p>\n<p>A tutto questo, riconosciamolo, siamo stati abituati un poco per volta, grazie a numerosissimi parroci i quali hanno adottato, nel corso delle sacre funzioni, uno stile tutt&#8217;altro che sobrio e rispettoso della solennit\u00e0 del rito e del luogo; che hanno sollecitato gli applausi a scena aperta nel corso di omelie infarcite di espressioni gergali o dialettali, di battute umoristiche, di gigionerie d&#8217;ogni sorta, quasi facendosi discepoli di Dario Fo e del suo <em>Mistero Buffo<\/em>, cio\u00e8, per dirla tutta, trasformando i Misteri sacri in altrettante buffonate, mossi da incontenibile narcisismo e smania di protagonismo. Oh, ma per favore, sia chiaro: sempre al santo scopo di avvicinare le pecorelle del gregge &quot;moderno&quot;, per evitare che si disperdano in cerca di altri pascoli. Ci siamo anche abituati a vedere i fedeli che, non appena il sacerdote pronuncia la formula: <em>La Messa \u00e8 finita, andate in pace<\/em>, spesso arricchendola &#8212; Bergoglio <em>docet<\/em> &#8212; di un laicissimo &quot;buona giornata&quot; o di un &quot;buona sera&quot;, tanto per togliere l&#8217;onta e anche solo il sospetto di &quot;clericalismo&quot; (pare che il clero debba ora vergognarsi di se stesso: e infatti molti preti fan di tutto per non sembrare tali, a cominciare da come vestono, ma anche da come parlano), senza aspettare di essere usciti fuori, sul sagrato, ma proprio l\u00ec, in chiesa, si affrettano a fare capannello, a riunirsi in gruppi e gruppetti vocianti e festanti, che ridono, scherzano, si intrattengono a voce alta sulle loro faccende private, beatamente immemori di dove sono e cosa son venuti a fare; e a vedere il sacerdote che, non appena uscito dalla sacrestia, dopo essersi tolto i paramenti, si ferma a sua volta, compiaciuto, in mezzi ai suoi disinvolti fedeli, ai bambini che corrono, alle donne che spettegolano, agli uomini che ridacchiano, come se tutto ci\u00f2 fosse la cosa pi\u00f9 consona e naturale di questo mondo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la bravata dell&#8217;arcivescovo palermitano non giunge affatto come qualcosa d&#8217;inaspettato, al contrario; e la prova ne \u00e8 che la stampa, occupandosi del fatto, lo ha trovato alquanto carino e spiritoso, come dire: finalmente un arcivescovo che capisce i sentimenti della gente! E questo, poi, nella citt\u00e0 che ha visto i delitti Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino; per non parlare di quel don Pino Puglisi, di quel prete &#8212; lui s\u00ec, veramente coraggioso, anzi eroico &#8212; che si \u00e8 fatto ammazzare dalla mafia per essersi prodigato nel sottrarle i giovani dei quartieri a rischio con il suo autentico zelo di buon pastore. E quanto alla stampa cattolica, essa, ancora una volta, si \u00e8 segnalata per la piaggeria entusiasta con cui ha plaudito il gesto divertente, e, manco a dirlo, sommamente misericordioso, di Sua Eccellenza Reverendissima; uno di quei gesti dai quali traspare tutta l&#8217;umanit\u00e0, tutta la dedizione, tutta la benevolenza di un vero pastore d&#8217;anime. E basta, suvvia, con i vescovi e gli arcivescovi dall&#8217;aria seria, pensosa, accigliata; basta con un cristianesimo che, come dice padre Ermes Ronchi, ha giocato sulle paure dei fedeli; e basta, come dice papa Bergoglio, con il sacramento della confessione trasformato in tribunale inesorabile o, addirittura, in camera di tortura. Il cristianesimo, si sa, dev&#8217;essere gioia, letizia, risata! Quanta povert\u00e0 dottrinale e anche umana, Dio mio, dietro simili sparate, dietro simili baggianate, che vengono presentate, tuttavia, come il <em>non plus ultra<\/em> del &quot;vero&quot; cristianesimo; quanta confusione concettuale, quanta disonest\u00e0 intellettuale, quanta inconsapevolezza di s\u00e9 &#8211; ammesso, e sperando, che non sia qualcosa di peggio: che non sia volont\u00e0 deliberata, e perci\u00f2 diabolica, di portare la Chiesa fuori dai binari e di trasformarla silenziosamente, senza averne l&#8217;aria, in una chiesa apostatica e post-cristiana, nella quale il soffio divino si spegne e ci\u00f2 che resta \u00e8 un guscio vuoto, pieno di vento e di umana vanit\u00e0 e presunzione.<\/p>\n<p>E allora vediamo di chiarire un po&#8217; l&#8217;equivoco. La Chiesa deve essere misericordiosa? Ma certo; il che non significa affatto che deve ridursi a un insieme di spettacoli circensi! La Chiesa deve essere dialogante e sorridente? Ma certo; il che non equivale a dire che deve dar ragione a tutti e torto solamente a se stessa; n\u00e9 che deve mescolare il momento dello scherzo, che pu\u00f2 anche esservi, e quello della gravit\u00e0 spirituale. Don Bosco sapeva ridere e far ridere i suoi ragazzi; ma non si sarebbe mai sognato di fare i suoi spettacoli giocosi dentro la chiesa, che non \u00e8 per niente la casa del popolo, ma \u00e8 la casa di Dio, dove si entra con rispetto e spirito di adorazione, con umilt\u00e0 e discrezione, facendosi piccoli e cercando Dio nella preghiera e nel raccoglimento silenzioso; e lasciando andare, almeno per quei quaranta minuti scarsi della Santa Messa, il proprio Ego, che gi\u00e0 vuole esercitare una signoria tirannica sui nostri pensieri e sui nostri atti nelle altre ventitre ore della giornata e negli altri sei giorni della settimana. Possibile che neppure alla Santa Messa, che neppure dentro la casa del Signore, questo benedetto Ego non possa starsene un po&#8217; quieto, un po&#8217; tranquillo, un po&#8217; silenzioso, e che l&#8217;anima non possa farsi umile e piccola per accogliere lo Spirito di Dio? Come potrebbe farlo, se continua a recitare sul palcoscenico, e se il prete o il vescovo, per primi, danno il pessimo esempio del chiasso, della risata, dello scherzo, proprio in quel momento, proprio in quel luogo, proprio nell&#8217;esercizio delle loro sacre funzioni?<\/p>\n<p>S\u00ec: riesce davvero difficile pensare che tutto questo avvenga per caso; che sia dovuto solamente a degli innocenti malintesi, a una eccessiva esuberanza e a una sorta di ingenuit\u00e0, piena per\u00f2 di buona fede, da parte di membri del clero che si sentono spinti a tentarle tutte per non perdere la presa sulle anime. Riesce sempre pi\u00f9 arduo, perch\u00e9 \u00e8 palese che, cos\u00ec facendo, essi non aumentano affatto la credibilit\u00e0 della Chiesa, della quale sono solo i servitori (non i padroni, come talvolta danno l&#8217;impressione di credersi!); e che la presa sulle anime dei fedeli, passato il momento della risata e del compiacimento grossolano, del consenso demagogico, strappato con trovate istrioniche (e qui, ahim\u00e8, bisogna pur ammettere che il primo pontefice ad imboccare la china della teatralit\u00e0 &quot;modernista&quot; \u00e8 stato proprio un papa che pareva presentarsi, semmai, come &quot;tradizionalista&quot;: Giovanni Paolo II), si perde ancora pi\u00f9 in fretta adottando una simile strategia. Stupisce e sconcerta la presunzione, la superbia, l&#8217;arroganza, con le quali costoro procedono imperterriti per la loro strada, incuranti dello scandalo che seminano; stupisce il loro darsi l&#8217;aria di essere gli unici depositari della Verit\u00e0, e l&#8217;atteggiamento di sufficienza, per non dire di compatimento, che mostrano verso quei fedeli, specialmente di una certa et\u00e0, i quali non capiscono, sono turbati, sono allontanati da tale modo di fare (e noi ne conosciamo parecchi; come \u00e8 chiaro che ve ne sono a centinaia di migliaia, forse a milioni, che si stanno ritraendo dalle chiese e dalla Santa Messa, perch\u00e9 non sopportano lo stile di questi &quot;pastori&quot;, che offende nel profondo la loro sensibilit\u00e0 e la loro stessa educazione cattolica). Per trovare una analogia storica, non si pu\u00f2 non pensare all&#8217;illuminismo e a quella turba di pretesi <em>philosophes<\/em>, di pretesi <em>savants<\/em>, i quali, dall&#8217;alto della loro ineffabile, luminosa Ragione, si facevano beffe della &quot;credulit\u00e0&quot; e della &quot;superstizione&quot; del popolino, e deridevano ci\u00f2 che di pi\u00f9 puro e di pi\u00f9 santo vi \u00e8 nella coscienza d&#8217;un cattolico: la sete umile, fiduciosa, semplice, che l&#8217;anima ha di Dio, secondo le parole di Ges\u00f9 stesso: <em>Se non vi farete piccoli come dei bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli.<\/em><\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che la liturgia non \u00e8 la dottrina, e che l&#8217;importante \u00e8 rispettare la dottrina. Non \u00e8 cos\u00ec: la liturgia <em>esprime<\/em> la dottrina, non \u00e8 una cosa diversa. Si ha l&#8217;impressione che il prossimo bersaglio dei &quot;progressisti&quot; sar\u00e0 la piet\u00e0 popolare, e specialmente il culto mariano; gi\u00e0 vi sono indizi allarmanti al riguardo. Nel cattolicesimo del terzo millennio, secondo costoro, non deve esservi pi\u00f9 posto per cose che &quot;sanno di Medioevo&quot;. Ma non possiamo evitar di chiedere: che religione \u00e8 dunque, la loro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 27 aprile 2016: si apre a Palermo il Giubileo degli Sportivi. 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