{"id":23329,"date":"2010-06-03T06:22:00","date_gmt":"2010-06-03T06:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/14\/unape-carpentiera-dellisola-di-celebes-dischiude\/"},"modified":"2023-09-13T14:23:00","modified_gmt":"2023-09-13T14:23:00","slug":"unape-carpentiera-dellisola-di-celebes-dischiude","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/06\/03\/unape-carpentiera-dellisola-di-celebes-dischiude\/","title":{"rendered":"L\u2019ape carpentiera di Celebes dischiude un\u2019altra idea sulle variazioni morfologiche animali"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29678 aligncenter\" src=\"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2010/06/image1.jpeg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/image1.jpeg 408w, https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/image1-300x254.jpeg 300w, https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/image1-89x75.jpeg 89w\" sizes=\"auto, (max-width:767px) 408px, 408px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;entomologo olandese Van der Vecht, nel 1953, rese pubblici i risultati dei suoi lunghi e pazienti studi sulle popolazioni di due specie delle cosiddette api carpentiere, nell&#8217;isola di Celebes ed in quelle adiacenti: la \u00abXylocopa diversipes\u00bb e la \u00abXylocopa nobilis\u00bb.<\/p>\n<p>Precisiamo che le api carpentiere sono imenotteri che scavano il legno per realizzare delle cavit\u00e0 con funzione di nido e che pertanto, come le formiche carpentiere, masticano il legno, senza per\u00f2 consumarlo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 precisamente, Vecht concentr\u00f2 la sua attenzione sulle differenze morfologiche esistenti fra le tre sottospecie della prima e fra le sei sottospecie della seconda, passando al setaccio, per cos\u00ec dire, in tutta la sua lunghezza ed estensione, la grande isola indonesiana e prendendo nota della distribuzione geografica di ciascuna di esse, ossia di ogni singolo areale.<\/p>\n<p>L&#8217;isola di Celebes (nome ufficiale indonesiano: Sulawesi) ha una superficie di 189.276 kmq., vale a dire pi\u00f9 di met\u00e0 di quella dell&#8217;Italia. Ad Ovest, lo Stretto di Makassar la separa dal Borneo; a Nord, il Mar di Celebes la separa dall&#8217;Arcipelago delle Sulu e da Mindanao; ad Est, il Mar delle Molucche e il Mar di Banda la separano dalle Molucche; a Sud, infine, il Mar di Flores la separa dalle Piccole Isole della Sonda (Bali, Sumbawa, Sumba, Flores e Timor).<\/p>\n<p>Si tratta, quindi, di una terra discretamente isolata e tuttavia collegata alle terre circostanti da una notevole sequenza di &#8220;ponti&#8221; insulari, gettati con dovizia in ogni direzione, s\u00ec che in nessun punto le sue coste sono cos\u00ec remote da impedire la migrazione di piante ed animali, comprese le farfalle, gli imenotteri e i coleotteri studiati da Vecht. Pi\u00f9 significativo appare invece, per certi aspetti, l&#8217;isolamento interno, dal momento che l&#8217;isola \u00e8 interamente montuosa, essendo attraversata lungo tutta la sua estensione da una catena che si diparte dal nodo orografico centrale, che culmina nel Bulu Rantemario a 3.478 metri sul livello del mare.<\/p>\n<p>La forma di questa strana terra equatoriale, che ricorda un grosso ragno dalle lunghissime zampe divaricate, e la sua natura aspra e selvaggia, spiegano il notevole interesse della sua ricca flora e fauna: le sue quattro lunghe penisole, particolarmente quella nord-orientale, si dipartono dalle montagne centrali in maniera tale che le comunicazioni dall&#8217;una all&#8217;altra sono, via terra, estremamente difficili; in compenso, i golfi da esse formati (Golfo di Tomini a Nord-est, Golfo di Tolo a Est e Golfo di Bone a Sud) incidono cos\u00ec profondamente l&#8217;isola, che nessun punto di essa dista pi\u00f9 di novanta km. dal mare.<\/p>\n<p>Se a ci\u00f2 si aggiunge il clima tropicale, con le sue piogge abbondantissime che alimentano una vegetazione lussureggiante, si comprende facilmente come, nelle remote foreste di Celebes, molte specie viventi di estremo interesse siano state scoperte e molte altre, senza dubbio, attendono ancora di essere riconosciute dalla scienza. Basti dire che, nel 1912, venne ucciso un pitone dalla lunghezza straordinaria di quassi dieci metri: per la precisione, risult\u00f2 misurare 9,98 centimetri. Del resto, appena un centinaio di chilometri separano le spiagge meridionali dall&#8217;isola di Komodo, famosa per ospitare gli ultimi &#8220;dinosauri&#8221; viventi: i grandi varani, lunghi fino a tre metri e mezzo, anch&#8217;essi scoperti dagli Olandesi nel 1912.<\/p>\n<p>Si tenga anche presente che le notevoli altezze dei monti creano contrasti climatici e vegetazionali molto forti: al di sopra dei 3.000 metri, infatti, la foresta primigenia, ricchissima di orchidee e altri fiori equatoriali, cede il posto ad una bassa vegetazione di tipo sub-alpino ed alpino, caratterizzata da piccole foglie dure e resistenti non solo alle base temperature notturne, ma anche ai venti impetuosi che flagellano le sommit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma torniamo alle api carpentiere del genere \u00abXylocopa\u00bb.<\/p>\n<p>Due specie e nove sottospecie, abbiamo detto, popolano l&#8217;isola di Celebes, ciascuna delle quali stabilita in un ben definito areale. Ma, prima di continuare, sar\u00e0 bene precisare che cosa si intende per &#8220;areale&#8221;.<\/p>\n<p>Non si tratta di un&#8217;area di distribuzione statica e fissa, ma, al contrario, di una entit\u00e0 dinamica, in continua evoluzione: come lo \u00e8 tutto, del resto, nel campo della biogeografia. Per non appesantire troppo il lettore, rimandiamo a quanto scrivemmo nell&#8217;articolo \u00abLa &#8220;linea Wallace&#8221; e la &#8220;linea Weber&#8221; custodi di un enigma affascinante della biogeografia\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 08\/01\/2009. Ad ogni modo, le persone tendono a pensare il contrario, perch\u00e9 la parola &#8220;geografia&#8221; suggerisce qualcosa di saldamente stabilito (cosa non vera, dato che non solo le montagne, ma gli stessi continenti sono soggetti a continui movimenti e mutamenti fisici); ma dimenticano che la biologia, in quanto scienza dei viventi, \u00e8 la scienza del mutamento per eccellenza; e la stessa cosa vale per il concetto di &#8220;areale&#8221;.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, ciascuna specie o sottospecie possiede almeno due areali distinti: quello primario, in cui, storicamente, si \u00e8 insediata, e quello secondario, raggiunto in epoca posteriore, magari anche grazie al contributo dell&#8217;uomo (cosa particolarmente frequente nel caso di un insetto dalla forte rilevanza economica, come l&#8217;ape, per la produzione del miele). In secondo luogo, un areale pu\u00f2 essere continuo o discontinuo; e quando, nel secondo caso, si tratta di una forte discontinuit\u00e0 territoriale, si parla di areale frammentato. In terzo luogo, un areale pu\u00f2 essersi talmente contratto in epoca storica, rispetto all&#8217;estensione originaria, da far parlare di areale relitto (si pensi all&#8217;enorme contrazione dell&#8217;areale dell&#8217;elefante africano, ormai scomparso a nord del Sahara, o del leone asiatico, che dall&#8217;intera sezione occidentale del continente \u00e8 oggi ridotto alla sola foresta di Gir, in India).<\/p>\n<p>Da ultimo, nell&#8217;emisfero australe si parla di areale gondwaniano per segnalare la presenza di alcuni &#8220;taxa&#8221;, come il faggio australe o \u00abNothofagus\u00bb, diffuso esclusivamente nella parte Sud dell&#8217;America Meridionale, nella parte Sud dell&#8217;Australia, in Tasmania e nella Nuova Zelanda; e ci\u00f2 a motivo dell&#8217;antica unione di queste terre (pi\u00f9 l&#8217;Antartide, l&#8217;Africa del Sud, il Madagascar, l&#8217;India peninsulare e l&#8217;Arcipelago indo-malese) fra di loro e, per converso, della loro lunga separazione da quelle dell&#8217;emisfero boreale.<\/p>\n<p>Tornando alla fauna di Celebes, tre sono i fattori che ne hanno determinato la situazione attuale: la deriva dei continenti (poich\u00e9 anch&#8217;essa faceva parte del supercontinente Gondwana); l&#8217;immigrazione delle specie sfruttando i &#8220;ponti&#8221; insulari circumvicini; e i molti millenni di totale isolamento, specie nei distretti montuosi pi\u00f9 impervi e di pi\u00f9 difficile accesso. Questi fattori hanno determinato le caratteristiche della distribuzione delle specie superiori, ma anche di quelle inferiori, come gli insetti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le api carpentiere di Celebes, le differenze morfologiche osservate da Vecht fra le diverse sottospecie riguardano la colorazione delle tre parti in cui il corpo di questi imenotteri &#8211; come, del resto, di ogni altro insetto &#8211; \u00e8 suddiviso: capo, tronco e addome. I colori sono quattro: giallo, ferrigno, bruno e nero; e la loro disposizione varia da un tipo all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la \u00abXylocopa diversipes\u00bb, il capo \u00e8 nero; nella prima sottospecie il tronco \u00e8 bruno, nella seconda bruno e in parte nero, nella terza \u00e8 bruno e in parte giallo; nella prima sottospecie l&#8217;addome \u00e8 giallo nella sezione superiore, nero nella seconda e nella terza e ferrigno nelle ultime due; nella seconda sottospecie, nere sono le prime tre sezioni dell&#8217;addome e parte della quarta, ferrigno il rimanente; nella terza sottospecie, la prima sezione \u00e8 gialla, nere la seconda e la terza, ferrigno il resto.<\/p>\n<p>La prima sottospecie \u00e8 presente nella penisola nord-orientale (Gorontalo, Tondano); la seconda, nella sezione centrale dell&#8217;isola (Lago Poso, Palopo, Bungku); la terza, nella penisola sud-occidentale (Makassar). Ciascuna di esse, quindi, possiede il proprio areale ben definito e non si trova mescolata alle altre due, nelle restanti parti dell&#8217;isola.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 complessa, ovviamente, la diversificazione relativa alla \u00abXylocopa nobilis\u00bb, di cui esistono sei sottospecie. Tutte hanno la testa nera; il tronco \u00e8 nero in tre di esse, nero e giallo in altre due e tutto bruno nella sesta; l&#8217;addome \u00e8 giallo nella prima sezione di ciascuna, mentre le altre sezioni sono nere in una sottospecie; nere e ferrigne in altre quattro, ma in proporzioni diverse e infine nere, ma con il bordo giallo, nell&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Circa la distribuzione geografica, anche qui si osserva una netta distinzione dei rispettivi areali. Una sottospecie si trova solo all&#8217;estremit\u00e0 della penisola nord-orientale; un&#8217;altra, solo nelle isole di Tahulandang; la terza (quella con l&#8217;areale pi\u00f9 esteso), sul lato occidentale dell&#8217;isola, da Palu a Makassar; la quarta, nella zona di Bungku, sulla costa opposta; la quinta sulle isola Sula e Sanana; e la sesta nelle isole Binongko (all&#8217;estremo Sud-Est).<\/p>\n<p>Proviamo adesso a trarre qualche conclusione dalla variazione geografica del colore in queste due specie di api carpentiere. La parola &#8220;variazione&#8221; contiene una certo grado di ambiguit\u00e0, perch\u00e9 suggerisce l&#8217;idea, cara ai biologi evoluzionisti, che la differenziazione proceda sempre da una specie genitrice ad altre specie derivate; in tal senso, la si pu\u00f2 intendere come una caratteristica della microevoluzione animale (e vegetale), vale a dire di una singola tappa o un singolo aspetto della pi\u00f9 grande evoluzione, quella che produce nuovi generi e nuove specie. Ma, allora, si rischia di dare per scontato proprio quello che, invece, \u00e8 ancora da dimostrare: e cio\u00e8 che l&#8217;evoluzione, dopo tutto, sia un fatto e non una semplice teoria.<\/p>\n<p>Perfino l&#8217;ornitologo Ernst Mayr &#8211; tedesco, ma naturalizzato statunitense -, considerato il massimo studioso vivente di microevoluzione sino a pochi anni fa (\u00e8 deceduto nel febbraio 2005, pi\u00f9 che centenario), dopo aver dedicato gran parte della sua vita allo studio dei meccanismi che presiedono alla &#8220;speciazione&#8221;, ossia alla differenziazione di due specie da una specie genitrice, \u00e8 giunto alla conclusione che il darwinismo non offre una spiegazione soddisfacente del fenomeno e ha mostrato, egli stesso, la scarsa rilevanza della mutazione genetica nelle mutazioni degli animali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 lo ha spinto a formulare una nuova definizione di &#8220;specie&#8221;, quale gruppo di popolazioni naturali che si incrociano in condizioni di isolamento dagli altri gruppi, dai quali si differenziano non morfologicamente, ma, appunto, geograficamente e riproduttivamente. In altre parole, le caratteristiche geografiche degli areali e, in particolare, il pi\u00f9 o meno accentuato isolamento svolgerebbero il ruolo determinante nel processo di &#8220;speciazione&#8221; e non gi\u00e0, come sosteneva Darwin, la selezione naturale.<\/p>\n<p>Le api carpentiere di Celebes contro i fringuelli delle Galapagos, dunque? Fin da studenti, noi tutti siamo stati bombardati, in dosi pi\u00f9 o meno massicce, dalla storia dei fringuelli di Darwin, assurta al rango di esempio paradigmatico della teoria evoluzionista. Tutti i fringuelli delle Galapagos, secondo Darwin &#8211; che li studi\u00f2 personalmente durante il viaggio della \u00abBeagle\u00bb &#8211; sarebbero derivati da un unico ceppo ancestrale, al limite anche da una sola coppia o addirittura da una sola femmina fecondata (Curtis-Barnes); anche se il continente americano si trova, in linea d&#8217;aria, a quasi 1.000 km. di distanza. Le tredici specie di fringuelli oggi esistenti (pi\u00f9 una quattordicesima che vive altri 1.000 km. pi\u00f9 a nord, sull&#8217;isola Cocos) deriverebbero da questo gruppo ancestrale, da questa coppia o da questa unica femmina originaria.<\/p>\n<p>A parte il fatto che Darwin, all&#8217;epoca in cui visit\u00f2 le Galapagos, non aveva ancora affatto ideato la teoria dell&#8217;evoluzione, e quindi \u00e8 del tutti falso presentare il caso dei fringuelli come l&#8217;elemento che fece scaturire nella sua mente tale concezione, resta il fatto che l&#8217;unico argomento dimostrativo circa l&#8217;evoluzione degli esseri viventi, a detta di tutti i biologi, \u00e8 quello offerto dalle testimonianze fossili, vale a dire relative a lunghissimi peridi di tempo. E le testimonianze fossili non confermano affatto i lenti e graduali cambiamenti prospettati da Darwin (cambiamenti filetici), ma delle brusche scissioni e ramificazioni (cladogenesi).<\/p>\n<p>Questa \u00e8 anche l&#8217;opinione di Ernst Mayr, che, pur essendo un evoluzionista, dava pi\u00f9 peso al ruolo svolto nell&#8217;evoluzione dalla cladogenesi che dal cambiamento filetico. Per lui, la formazione di nuove specie per scissione di piccole popolazioni da un ceppo originale &#8211; l&#8217;effetto del fondatore &#8211; \u00e8 responsabile di tutti i principali cambiamenti evolutivi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 chiaro che si potrebbe anche impostare l&#8217;intera questione in maniera completamente diversa, ad esempio vedendo la causa principale delle variazioni morfologiche nella frammentazione di un determinato areale, che favorirebbe lo sviluppo di certe caratteristiche rispetto agli individui di uno stesso &#8220;taxa&#8221; viventi nelle aree adiacenti, ma in uno stato di isolamento reciproco.<\/p>\n<p>Insomma, la geografia potrebbe pesare pi\u00f9 di quanto si creda, non nella diversificazione di un gruppo originario in svariate sottospecie, ma &#8220;ab initio&#8221;, in presenza di differenti fattori ambientali di luce, calore, umidit\u00e0, eccetera.<\/p>\n<p>Le api carpentiere di Celebes potrebbero essere sempre state suddivise in due specie e in nove sottospecie diverse: piaccia o non piaccia agli evoluzionisti. E la geografia singolarmente aspra e tormentata dell&#8217;isola asiatica potrebbe esserne la causa, fin dal principio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;entomologo olandese Van der Vecht, nel 1953, rese pubblici i risultati dei suoi lunghi e pazienti studi sulle popolazioni di due specie delle cosiddette api carpentiere,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-23329","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23329"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23329\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}