{"id":23328,"date":"2016-01-25T11:41:00","date_gmt":"2016-01-25T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/25\/antropologicamente-brutti\/"},"modified":"2016-01-25T11:41:00","modified_gmt":"2016-01-25T11:41:00","slug":"antropologicamente-brutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/25\/antropologicamente-brutti\/","title":{"rendered":"Antropologicamente brutti"},"content":{"rendered":"<p>Ce lo siamo sempre domandati, anche in un articolo di molti anni fa: \u00ab\u00c8 possibile che una ideologia vera e convincente produca delle brutte persone?\u00bb (pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 02\/11\/2008), e l&#8217;esperienza quotidiana non cessa di suggerire una risposta negativa. Si dir\u00e0 che i tempi di Lombroso sono finiti; che l&#8217;abito non fa il monaco; che sono tutti pregiudizi: pu\u00f2 darsi. Per noi, comunque, resta certo che un albero buono non pu\u00f2 produrre frutti cattivi, e che una ideologia veramente umana non pu\u00f2 produrre persone che siano, sotto il profilo umano, gravemente manchevoli. E che bisogna tornare a fidarsi della prima impressione, la quale, nove volte su dieci, non sbaglia: una persona dall&#8217;aria insolente, dallo sguardo freddo e tagliente, dai modi arroganti; una persona che d\u00e0 l&#8217;impressione di ritenersi infallibile e depositaria della Verit\u00e0, lei e il suo partito, o la sua fazione, o la sua parrocchia; una persona che ha negli occhi una luce di cattiveria, di durezza, d&#8217;insensibilit\u00e0, si presenta, poi, conoscendola meglio, quasi sempre, esattamente per quella ch&#8217;era apparsa: una brutta persona; una persona da evitare, che nessuno vorrebbe avere per amica, ammesso che tali persone siano mai capaci di provare il sentimento dell&#8217;amicizia. Ora, se una certa ideologia produce in abbondanza persone di tal genere; se esse rappresentano il tipo medio riconducibile a quella tale ideologia; e se, fra le persone che abbiamo incontrato nella vita, le pi\u00f9 deludenti, le pi\u00f9 presuntuose, le pi\u00f9 meschine, quelle che ci colpiscono alle spalle, o che spariscono senza una parola nel momento in cui ci trovano &quot;indegni&quot;, perch\u00e9 non si abbassano a dialogare, a cercare un chiarimento, una spiegazione, avendo gi\u00e0 la Verit\u00e0 in tasca; se si constata che tali persone, dunque, appartengono tutte, o quasi tutte, a quella certa ideologia, allora bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di fare due pi\u00f9 due, e di concludere che deve trattarsi di una ben trista ideologia, dal momento che produce s\u00ec tristi individui.<\/p>\n<p>Ebbene: le ideologie della bruttezza sono quelle che proclamano la grandezza dell&#8217;uomo, le libert\u00e0 dell&#8217;uomo, i diritti dell&#8217;uomo, ma sempre in generale, o per categorie: i diritti di questa o di quest&#8217;altra categoria; ma che poi, all&#8217;atto pratico del rapporto umano, nel calore delle relazioni interpersonali, relazioni concrete e non astratte, non ideologiche, appunto, si rivelano di una povert\u00e0 desolante, di una piccineria senza vergogna, di una astiosit\u00e0 e di una capacit\u00e0 di rancore illimitate. Sono quelle che non ammettono il senso del limite, perch\u00e9 non ammettono Dio; che non ammettono il senso del mistero, perch\u00e9 sono convinte che la scienza possa spiegare tutto; e che disprezzano, in ultima analisi, il sentire delle singole persone, perch\u00e9 sono impegnate in una impresa ben pi\u00f9 nobile e grande, al confronto della quale tutto ci\u00f2 che fanno gli altri esseri umani \u00e8 perdita di tempo, trastullo o spazzatura: cio\u00e8 rifare il mondo, puramente e semplicemente. Le ideologie che vogliono rifare il mondo producono brutte persone; oppure si potrebbe anche dire cos\u00ec: le brutte persone sono naturalmente attratte dalle ideologie che proclamano di voler rifare il mondo. Le brutte persone non hanno umilt\u00e0: per cui, se qualcosa non \u00e8 come (secondo loro) dovrebbe essere, bisogna distruggerla e rifarla: tutto qui; \u00e8 molto semplice, in fondo. Perch\u00e9 le brutte persone fanno sempre le cose facili: per loro non esistono le sfumature, non esiste la complessit\u00e0 del reale. Per loro, &quot;sfumature&quot; e &quot;complessit\u00e0&quot; sono giochi linguistici per camuffare il cavallo di Troia delle ideologie opposte, da loro aborrite con sacro furore; oppure, nel migliore dei casi, sintomi di debolezza e pusillanimit\u00e0. Le brutte persone possono anche parlare difficile, fare citazioni in greco e in latino, sfoggiare raffinatezze filologiche: resta il fatto che, per loro, la linea pi\u00f9 breve fra due punti \u00e8 sempre una retta; e che quel che sta in mezzo, se d\u00e0 fastidio, va rimosso, senza tanti complimenti. Sono talmente sicure di s\u00e9, di essere nel giusto, che mai le sfiora l&#8217;ombra d&#8217;un dubbio, anche il pi\u00f9 timido: per loro, ci\u00f2 equivarrebbe a un tradimento della Causa: che \u00e8 rifare il mondo. Lo vogliono rifare senza Dio, senza preti, senza dogmi, senza valori assoluti; odiano la tradizione, il limite, il mistero, il sacro, il soprannaturale; lo vogliono rifare in base ai sacri principi, quelli del 1789: istaurando il regno della Virt\u00f9 contro le tenebre del vizio, dell&#8217;oscurantismo e della superstizione. Menti limitate, anime piccole, cuori atrofizzarti, costoro hanno l&#8217;animo del tribuno e, pi\u00f9 ancora, del giudice implacabile: mettersi nei panni degli altri, per essi, \u00e8 inconcepibile: sono gi\u00e0 dalla parte della Verit\u00e0, a che scopo farla tanto complicata? L&#8217;umanit\u00e0 si divide in due met\u00e0: quelli che stanno dalla loro parte, e gli altri. Per questi ultimi, non hanno che odio e disprezzo: non li vogliono redimere, perch\u00e9 li giudicano irredimibili: li vorrebbero sterminare. Qualche volta lo hanno anche fatto, o ci hanno seriamente provato, l\u00e0 dove le circostanze storiche erano loro favorevoli; rientrati nei ranghi della democrazia, hanno fatto buon viso a cattivo gioco, ma non hanno mai deposto il pelo del lupo, anche se travestiti da agnelli. Sono sempre pronti a tirar fuori gli artigli, a dare la zampata mortale. Uccidere un &quot;fascista&quot;, per loro, non \u00e8 grave; anzi, \u00e8 un contributo all&#8217;igiene del mondo.<\/p>\n<p>Ma ora cerchiamo di vederli un po&#8217; pi\u00f9 da vicino. In Italia, oggi, codesti signori provengono da una matrice ideologica ben precisa: il mai abbastanza deprecato 1968. Vivono all&#8217;ombra di quel mito, sia che lo abbiano vissuto in prima persona, sia che appartengano alla generazione successiva. In questo secondo caso, la loro infatuazione \u00e8 dovuta ai genitori, ai professori, a qualche adulto che li ha entusiasmati parlando loro del &#8217;68 come di una straordinaria stagione di libert\u00e0, come di una vera festa della fantasia che volle dare la scalata al mondo. Non era cos\u00ec, ma che importa?; ci si innamora di ci\u00f2 che si \u00e8 stati o di ci\u00f2 che si avrebbe voluto essere: a ciascuno i suoi sogni, a ciascuno le sue masturbazioni intellettuali. Di un fenomeno storico ridicolo e vergognoso, di una festa degli asini e dei demagoghi, dei piccoli conformisti presuntuosi che giocavamo a fare gli anticonformisti, dei figli di pap\u00e0 che volevano fare la rivoluzione coi soldi di pap\u00e0, degli studenti fuori corsi che sognavano il Mondo Nuovo mentre sputavano nel piatto in cui stavano mangiando, dei seminaristi che dileggiavano i vescovi e dei fannulloni che avevano a schifo la fatica del lavoro, hanno fatto una icona: il ricordo pi\u00f9 bello della loro vita. E da ci\u00f2 si pu\u00f2 dedurre che tipo di vita essi abbiano condotto, in seguito.<\/p>\n<p>Oh, in apparenza non \u00e8 stata cos\u00ec male. Molti si sono piazzati su quelle cattedre universitarie che disprezzavano, dietro quegli sportelli di banca che aborrivano, in quei consigli di amministrazione che avrebbero voluto far saltare per aria con la dinamite. Moltissimi sono diventati le penne pi\u00f9 pagate del giornalismo <em>politically correct<\/em>: il mondo \u00e8 cambiato, e ha dato inesorabilmente torto alle loro farneticazioni giovanili, ma essi non ne hanno preso atto, non hanno mai fatto <em>mea culpa<\/em>, non si sono mai chiesti quale danno abbiamo provocato alla societ\u00e0 e alle successive generazioni; al contrario, continuano a tenere banco; a presenziare, inossidabili e intramontabili, in tutti i salotti televisivi; a firmare una pioggia di libri gonfi di nostalgia, roba da par piangere pi\u00f9 del \u00abCuore\u00bb di De Amicis. Questi Capanna, questi Cacciari, questi De Luca, questi Mughini, queste De Gregorio, al di l\u00e0 delle differenze anagrafiche, o di spessore culturale, o di astuzia politica, hanno tutti una cosa in comune: l&#8217;aggrottar della fronte davanti agli &quot;altri&quot;, la fermissima convinzione di rappresentare una umanit\u00e0 &quot;superiore&quot;, e che chi dissente dalla loro prospettiva \u00e8 un imbecille, o un venduto, o un &quot;fascista&quot;. Amano i preti di sinistra, tipo don Gallo, e i cardinali di sinistra, tipo Martini; adorano i preti che insegnano il rancore di classe, come i don Milani, o i falsi preti che seminano confusione teologica, come gli Enzo Bianchi; ma i preti veri, quelli che dicono pane al pane e vino al vino, quelli non li sopportano, cos\u00ec come non sopportano i cristiani che non siano debitamente &quot;progressisti&quot;, vale a dire cristiani come piace a loro, con poco Ges\u00f9 Cristo e pochissimo Dio, ma con molto senso della giustizia sociale, dei diritti sindacali, della empatia per le povere minoranze troppo a lungo perseguitate o discriminate.<\/p>\n<p>Nel &#8217;68 odiavano la famiglia &quot;borghese&quot; (cio\u00e8 la loro) e volevano distruggerla con la violenza; ora hanno trovato un altro modo per distruggerla, molto pi\u00f9 pulito e &quot;democratico&quot;: equiparare ad essa qualunque unione &quot;di fatto&quot;, comprese, ovviamente, quelle omosessuali, e con tanto di adozioni gay. A quasi cinquant&#8217;anni di distanza, pregustano la soddisfazione di prendesi una rivincita totale. La storia li ha sconfitti e sbugiardati, ma loro hanno tenuto duro e adesso sono loro che si accingono a piegare la storia al loro credo. Perch\u00e9 essi avevano la Verit\u00e0, non dimentichiamolo; e la Verit\u00e0 \u00e8 invincibile, indistruttibile, inossidabile. La sua marcia vittoriosa pu\u00f2 subire qualche rallentamento, qualche battuta d&#8217;arresto: ma nessun reazionario riuscir\u00e0 mai a fermarla. \u00c8 nella forza delle cose; \u00e8 la marcia trionfale dello Spirito del mondo. L&#8217;ha detto Hegel, lo ha ripetuto (meno bene) il loro nume tutelare, Karl Marx. Poi hanno dovuto ingoiare amaro, rientrare nell&#8217;ordine (per\u00f2 occupando un mucchio di poltrone, a cominciare da quelle della politica, fino ai massimi livelli) e adattarsi a sopravvivere; ora \u00e8 ritornato il loro momento. Quel che non osavano pi\u00f9 nemmeno sognare, \u00e8 a portata di mano; anzi, sono quasi increduli, loro stessi, per la facilit\u00e0 con cui, nel giro di pochissimi anni, son riusciti a far crollare, una dopo l&#8217;atra, tutte le resistenze, e a impadronirsi di gran parte dell&#8217;opinione pubblica. Le mura di Gerico stanno venendo gi\u00f9 al suono delle loro trombe, ed essi stanno per entrare nella cittadella, senza colpo ferire.<\/p>\n<p>Per questo, sprizzano arroganza da tutti i pori: ancora pi\u00f9 di prima. Non stanno nella pelle, letteralmente. Loro sono i rappresentanti della &quot;civilt\u00e0&quot;; gli altri, evidentemente, sono gli incivili. Loro vogliono rendere l&#8217;Italia un Paese finalmente civile; prima, era un Paese incivile. Loro vogliono suonare la sveglia a quelli che dormo; gli altri, appunto, dormono, sprofondati in un letargico egoismo, in una superstizione ancestrale. Come tutti i progressisti, non hanno il bench\u00e9 minimo dubbio di marciare col vento del Progresso in poppa, per cui la loro vittoria \u00e8 non solo giusta, ma inevitabile: un fatto naturale, come l&#8217;avvicendarsi delle stagioni a causa della rivoluzione terrestre intorno al Sole e al mutare dell&#8217;inclinazione dei raggi luminosi. Loro sono il Sole, la Luce della Ragione: come i loro antenati giacobini; chi non \u00e8 d&#8217;accordo, fa la parte del codino reazionario, del bacchettone ignorante, del troglodita incorreggibile. Meno male che ci sono loro; e peccato che esistano gli altri.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto li qualifica, sul piano umano (o li squalifica, a seconda dei punti di vista) \u00e8 l&#8217;assoluto, totale, ostentato disprezzo nei confronti delle opinioni diverse, delle sensibilit\u00e0 diverse, dei valori diversi da quelli che essi professano. E questo perch\u00e9 le loro opinioni, la loro sensibilit\u00e0, i loro valori, non sono loro soltanto: sono il Vero, il Giusto e il Bene. Non vogliono convincere il prossimo: vogliono che si pieghi, che si arrenda, che si consegni a discrezione. A loro non interessa ci\u00f2 che gli altri pensano; non interessa se le leggi che propongono in Parlamento offendono i valori e la sensibilit\u00e0 altrui, se aprono delle ferite: tutte queste sono cose irrilevanti. In Italia e nel mondo, essi non ammettono il fatto che possano esistere punti di vista differenti dai loro, ma altrettanto dignitosi: se ne esistono, significa che sono il male e che vanno estirpati. La loro idea della democrazia \u00e8 pi\u00f9 o meno questa: scoprire dove si annida l&#8217;opposizione ai loro progetti, e distruggerla, cos\u00ec come il bravo orticoltore cerca e poi distrugge le piante parassite che infestano il suo orto. Le piante infestanti vanno distrutte; e cos\u00ec anche le posizioni retrograde vanno prima ignorate, indi eliminate, semplicemente.<\/p>\n<p>Non pensano alla societ\u00e0 come al luogo della mediazione culturale, a qualcosa di dinamico e aperto, ma rispettoso di tutte le posizioni e mirante ad una ricomposizione dei conflitti in vista del bene comune. Il bene comune, per loro, non \u00e8 il bene dell&#8217;intera collettivit\u00e0: \u00e8 il trionfo delle loro idee. Chi lo dice che le ideologie sono crollate? Sono crollate in apparenza, ma si sono vieppi\u00f9 irrigidite nell&#8217;animo dei nostalgici del &#8217;68. Loro non vedono le persone: vedono i progressisti e i reazionari; o, per dir meglio, vedono i primi e si rifiutano di vedere i secondi. Il fatto che questi ultimi esistano, \u00e8, per loro, un paradosso inspiegabile, un malaugurato accidente, cui bisogna trovare il modo di rimediare. Se potessero, saprebbero loro come rimediare: come nella primavera del 1945, facendoli fuori tutti; o come nella Grande Rivoluzione Culturale del glorioso presidente Mao Tze Tung, &quot;rieducandoli&quot; attraverso persecuzioni e massacri, Ahim\u00e8, sono ormai passati quei bei tempi (ma il vizietto gli \u00e8 rimasto: solo che non invocano pi\u00f9 l&#8217;Armata rossa del compagno Stalin per piegare il popolo ungherese, ma i bombardieri a stelle e strisce per bombardare Belgrado); per\u00f2 si pu\u00f2 sempre provvedere con le armi del disprezzo morale, della indisponibilit\u00e0 al confronto, giacch\u00e9 mai essi si abbasserebbero a dialogare con l&#8217;altro. L&#8217;altro, per loro, ha diritto di esistere solo se \u00e8 un &quot;compagno&quot;; se no, che se ne vada pure al Diavolo. Devono occuparsi di mille cose serie, loro: devono rifare il Mondo; devono distribuire diritti a destra e a manca. Mica pensare al diritto alla vita dei nascituri, scherziamo? Ci\u00f2 andrebbe contro il dogma del diritto di scelta delle loro madri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ce lo siamo sempre domandati, anche in un articolo di molti anni fa: \u00ab\u00c8 possibile che una ideologia vera e convincente produca delle brutte persone?\u00bb (pubblicato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117],"class_list":["post-23328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23328"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23328\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}