{"id":23325,"date":"2016-09-30T01:03:00","date_gmt":"2016-09-30T01:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/30\/antropologia-del-teologo-cameriere\/"},"modified":"2016-09-30T01:03:00","modified_gmt":"2016-09-30T01:03:00","slug":"antropologia-del-teologo-cameriere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/30\/antropologia-del-teologo-cameriere\/","title":{"rendered":"Antropologia del teologo-cameriere"},"content":{"rendered":"<p>Il teologo-cameriere \u00e8 il teologo <em>moderno<\/em> che desidera, innanzitutto, piacere al suo pubblico; dire le cose che strapperanno il maggior numero di consensi e di applausi; farsi bello agli occhi del mondo, e specialmente dei poteri massonici e finanziari; rendersi popolare presso gli esponenti delle chiese cristiane separate e delle altre religioni; venire incontro &#8212; con la parola-chiave del &quot;dialogo&quot; &#8211; ai <em>desiderata<\/em> dei non credenti, degli atei militanti e degli anticristiani; e accrescere il proprio prestigio e la propria &quot;simpatia&quot; attaccando quei cattolici che egli chiama, sdegnosamente, &quot;tradizionalisti&quot; o anche &quot;conservatori&quot;, ironizzando su di essi, ridicolizzandoli, distorcendo abbondantemente le loro posizioni, e sparando a zero su tutto ci\u00f2 che essi dicono e fanno.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 un teologo-cameriere perch\u00e9 fa quello che fanno tutti i bravi camerieri: cerca di accontentare i gusti del pubblico, di andare incontro ad esso, e, se possibile, addirittura di prevenire le sue richieste e i suoi desideri. S&#8217;intende che i bravi camerieri fanno bene ad agire cos\u00ec: il loro mestiere consiste precisamente nel servire i clienti secondo i loro desideri. Nel caso dei teologi, il discorso sarebbe un tantino diverso; ma, sostenuti dal vistoso esempio di molti vescovi e cardinali, di molti preti e suore, e, da ultimo, dello stesso papa Francesco, il teologo-cameriere ha abbandonato definitivamente ogni remora ed ogni scrupolo (ammesso che ne abbia mai avuti), e ritiene cosa perfettamente normale, anzi, ritiene persino che sia doveroso, comportarsi egli pure in tal modo: andare incontro ai gusti dei credenti, alle opinioni prevalenti, agli umori e agli stati d&#8217;animo del momento (il momento della modernit\u00e0) nel parlare di Dio.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: perch\u00e9 il teologo-cameriere non \u00e8 pi\u00f9 &#8211; come lo erano i teologi antiquati e oscurantisti, come un san Tommaso d&#8217;Aquino &#8211; un ricercatore della Verit\u00e0; no: egli \u00e8 uno che parla di Dio, e ne parla al pubblico pi\u00f9 ampio possibile, sempre con l&#8217;occhio rivolto alle alte tirature editoriali e ai lauti profitti economici; anche se quel pubblico andrebbe <em>prima<\/em> educato, istruito, preparato a confrontarsi con certi difficili argomenti. Ma che importa? La teologia per pochi, la teologia &quot;aristocratica&quot;, \u00e8 finita: oggi essa deve essere alla portata di tutti, come, del resto, la sua sorella profana, la filosofia. \u00c8 da un pezzo che la cultura moderna, e la stessa scuola moderna, hanno abbandonato l&#8217;antica e assurda pretesa che il sapere sia frutto di una lenta e personale conquista; al contrario: il mondo moderno ha deciso che il pane del sapere deve essere spezzato alla tavola di tutti e di ciascuno, qui, ora e subito, senza indugio, senza alcun ritardo: il popolo ha gi\u00e0 aspettato abbastanza, ha gi\u00e0 atteso anche troppo. Adesso tocca a lui: e il teologo-cameriere \u00e8 l\u00ec, pronto a servirlo, in giacca bianca e bottoni ben lucidati, deciso a non far sfigurare il ristorante della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Di conseguenza, nulla \u00e8 pi\u00f9 lontano dalle intenzioni del teologo-cameriere che guidare il lettore delle sue opere, o il pubblico delle sue conferenze (magari televisive), su per la faticosa scala della ricerca teologica; al contrario, quel che egli vuole \u00e8 di squadernare il prodotto finale bello e pronto, a prezzo d&#8217;infinte semplificazioni, di arbitrarie schematizzazioni, di passaggi mancanti e di affermazioni improvvise, non supportate da alcun ragionamento, n\u00e9 corroborate da un minimo di rigore logico. Come un piazzista, o come un politicante di basso rango, egli non si rivolge n\u00e9 alla mente, n\u00e9 al cuore di chi lo ascolta, ma alla sua pancia: non lo vuole persuadere, vuole dargli l&#8217;illusione di aver capito, e di aver capito senza fatica, il che lo far\u00e0 sentire particolarmente intelligente e fiero di s\u00e9. E come levare una idea sbagliata dal cranio di chi pensa d&#8217;aver compreso tutto, senza aver capito nulla; di chi si ritiene un Aristotele, anche se \u00e8 solo uno dei tanti polli da allevamento? Ma anche questo \u00e8 un aspetto assolutamente scontato, assolutamente banale della moderna societ\u00e0 di massa: la pretesa di ciascuno d&#8217;essere speciale e formidabile; il che, se la logica non \u00e8 una opinione, significa che nessuno lo \u00e8, ma che sono tutti appiattiti e omologati secondo lo stampo impresso dalla cultura dominante. Poco male; se nessuno grida alla contraddizione, che problema c&#8217;\u00e8? La finzione diverr\u00e0 realt\u00e0; e un esercito di polli si auto-promuover\u00e0 al prestigioso statuto di altrettanti uomini di genio.<\/p>\n<p>La soddisfazione \u00e8 garantita nei due sensi, la gratificazione \u00e8 reciproca: il pubblico si sente &quot;illuminato&quot;, ascolta il conferenziere con sguardo adorante, si passa con gli amici l&#8217;ultima opera del grande teologo; e quest&#8217;ultimo miete una messe abbondante di complimenti ed elogi, si sente importante, si sente insostituibile, investito d&#8217;una missione divina (o forse soltanto umana; ma non sottilizziamo, non \u00e8 forse vero che il Dio di cui possiamo parlare \u00e8 il <em>Dio-per-noi<\/em>, e, dunque, in certo qual senso, un prodotto della nostra umanit\u00e0?). Contenti gli uni, contenti gli altri: <em>asinus asinum fricat<\/em>, l&#8217;asino si strofina con il suo pari.<\/p>\n<p>Resta da vedere se anche il teologo-cameriere appartenga alla categoria dei cretini che si credono sapienti, oppure, semplicemente, alla razza dei furboni, dei cinici senza scrupoli, che farebbero qualsiasi cosa e profanerebbero tutto ci\u00f2 che \u00e8 sacro, pur di ottenere un vantaggio personale in termini di successo, denaro e carriera; se sono soltanto degli imbecilli, o se sono dei malati d&#8217;ipertrofia dell&#8217;ego (due sindromi entrambe assai comuni in questi meravigliosi tempi di modernit\u00e0). Bisognerebbe vedere caso per caso. In linea generale, tuttavia, siamo propensi a optare per la seconda possibilit\u00e0: perch\u00e9, di solito, del tutto stupidi non sono, anzi, mostrano una certa quale astuzia (che non \u00e8, peraltro, la stessa cosa dell&#8217;intelligenza), e, osservando il compiacimento e la gioia mal dissimulata con i quali ricevono i pi\u00f9 alti omaggi e tributi &#8212; abbiamo appena visto uno di costoro pavoneggiarsi al fianco del presidente del Consiglio italiano (<em>asinus asinum fricat<\/em>, per l&#8217;appunto&#8230;), in una pubblica cerimonia; ma non \u00e8 raro che a sponsorizzarli sia direttamente il papa &#8212; tutto ci porta a credere che la loro vanit\u00e0 sia la caratteristica che in essi \u00e8 decisamente dominante, e davanti alla quale ogni altro aspetto della loro personalit\u00e0 tende a scomparire.<\/p>\n<p>In quanto narcisisticamente innamorato di se stesso, ma soprattutto bramoso di successo e di riconoscimenti, il teologo-cameriere (afflitto, in verit\u00e0, da uno sdoppiamento schizofrenico, perch\u00e9, al fondo della sua anima, sa bene di essere sempre e solo un cameriere in giacca bianca), \u00e8 possibile che sia anche iscritto a qualche loggia massonica: di certo lo sono parecchi dei suoi colleghi ed amici. Quale scandalo ci sarebbe mai, del resto? \u00c8 da un pezzo che la scomunica contro i massoni \u00e8 stata, <em>de facto<\/em>, congelata, e, ormai, non spaventa pi\u00f9 nessuno; specialmente da quando vi sono entrati fior fiore di vescovi e cardinali. Chi non ricorda quel vescovo messicano, Sergio Mendez-Azceo (1907-1992), il quale, in pieno Concilio Vaticano II, chiese ufficialmente che i massoni venissero ammessi a far parte della Chiesa cattolica, pur riconoscendo che, fra essi, non erano pochi quelli anticristiani? E chi non ricorda quando, su invito della Gran Loggia di Francia, nel 1974, essa ricevette la visita, gradita e reciprocamente soddisfacente, di un altro vescovo, monsignor Pezeril? E che dire di padre Rosario Esposito (1921-2007), sacerdote paolino, il quale fin dal 1969, d&#8217;intesa con il Gran Maestro Giordano Gamberini, non cess\u00f2 di adoperarsi affinch\u00e9 venisse ritirata la scomunica ai massoni? Da allora, ne \u00e8 passata di acqua sotto i ponti: oggi le cose sono arrivate molto pi\u00f9 in l\u00e0, e si parla tranquillamente di Massoneria ecclesiastica, come se la sua esistenza fosse la cosa pi\u00f9 naturale di questo mondo; e un cardinale massone, come il defunto Carlo Maria Martini, gi\u00e0 arcivescovo di Milano e fondatore della &quot;Cattedra dei non credenti&quot;, nonch\u00e9 fautore delle unioni civili, specialmente omosessuali, non fa pi\u00f9 alcuno scandalo.<\/p>\n<p>Del resto, che cosa vuole la Massoneria? Vuole giungere all&#8217;instaurazione di una religione sincretistica, gnostica e deista mondiale, nella quale tutte le diverse religioni corrano come fiumi nel mare, e vi si perdano, di modo che resti solo il culto del Grande Architetto dell&#8217;Universo. Dunque, la sua opera \u00e8 gi\u00e0 arrivata a met\u00e0 strada: perch\u00e9 l&#8217;ecumenismo, da un lato, e il cosiddetto dialogo interreligioso, dall&#8217;altro, hanno gi\u00e0 fatto cadere le ragioni di fondo la scomunica. La quale scomunica si basava appunto su tale aspetto del culto massonico: che, a ben guardare, \u00e8 per forza di cose anticristiano, se le parole hanno un senso e se una religione \u00e8 tale fino a quando rimane se stessa. Un cristianesimo &quot;liquido&quot; &#8212; come direbbe Zygmunt Bauman &#8211; e buono per tutte le stagioni, un po&#8217; deista e un poco panteista (ahim\u00e8, quante esagerazioni e deviazioni immanentiste nell&#8217;ecologismo del pontificato di Francesco!), un cristianesimo disossato e svirilizzato, con Ges\u00f9 ridotto alla misura di uno dei tanti maestri di saggezza, sarebbe un cristianesimo morto e defunto, con l&#8217;aggravante di <em>non saperlo<\/em>. A quel punto, sarebbe meglio fargli un bel funerale e riconoscere che \u00e8 preferibile una buona filosofia &#8211; il platonismo, lo stoicismo &#8212; a una cattiva religione.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, e lo ripetiamo, non \u00e8 detto che il nostro baldo teologo-cameriere sia un frammassone felicemente iscritto a questa o quella loggia, secondo questo o quell&#8217;altro rito; tanto pi\u00f9 che, in definitiva, <em>non ce n&#8217;\u00e8 affatto bisogno<\/em>, perch\u00e9 gli obiettivi di massima della penetrazione massonica nella Chiesa sono gi\u00e0 stati raggiunti, al di l\u00e0 delle pi\u00f9 ardite speranze: ormai si tratta soprattutto di bonificare le retrovie, il tempo delle avanguardie e delle incursioni \u00e8 finito. I massoni devono solo perfezionare la loro opera; e i vescovi e i cardinali massoni possono ben fregarsi le mani per la soddisfazione: quel che volevano fare, l&#8217;hanno gi\u00e0 fatto per pi\u00f9 di met\u00e0. Fra elogi a Lutero, inviti ai musulmani perch\u00e9 entrino in chiesa a condividere la santa Messa coi cattolici, e strizzatine d&#8217;occhio alle unioni omosessuali, che cosa resta ancora da fare, per liquefare e disossare la Chiesa cattolica, per liquidare definitivamente il suo Magistero secolare, per azzerare duemila anni di Tradizione e di Scritture? Anche l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio appare in forse, grazie alla esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>; anche il sacramento dell&#8217;Eucarestia, sembra che possa essere accostato da chi si trova in stato di peccato: che altro resta da fare, ripetiamo, che non sia gi\u00e0 stato fatto, per demolire il prestigio, l&#8217;autorevolezza, e, soprattutto, la Verit\u00e0 soprannaturale, divina, di cui la Chiesa si \u00e8 fatta custode in questi ultimi due millenni?<\/p>\n<p>Povero don Luigi Villa (1918-2012), il sacerdote di Lecco che ha dedicato la sua intera vita, con l&#8217;incoraggiamento di san Pio da Pietrelcina e di Pio XII, ma correndo notevoli rischi ed esponendosi a continue persecuzioni, a documentare la presenza massonica dentro la Chiesa, e nel tentativo di sventarne le trame. Che cosa potrebbe dire, oggi? Quel che i massoni volevano ottenere, \u00e8 ormai a portata di mano: una Chiesa talmente sradicata dalle proprie radici, talmente pervasa dal cattivo vento del relativismo etico e dell&#8217;indifferentismo religioso, talmente pervasa d&#8217;immanentismo e di antropocentrismo, che a stento si pu\u00f2 ancora riconoscere, in essa, quel che era appena qualche decennio fa: il presidio, per quanto imperfetto (per la sua componente umana, non per quella divina) della Verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo. Una Chiesa che nemmeno osa pi\u00f9 parlare apertamente di apostolato, per timore di offendere i membri delle altre religioni, specialmente i giudei e i musulmani; e che teme, soprattutto, se cos\u00ec non facesse, d&#8217;incorrere nella riprovazione del Pensiero Unico Politicamente Corretto, secondo il quale il solo cattolicesimo che sia ancora accettabile, nella realt\u00e0 del mondo moderno, \u00e8 un cattolicesimo che rinunci spontaneamente alla sua prerogativa essenziale: quella di essere il depositario e il custode della Verit\u00e0 soprannaturale, che non tramonta e non invecchia, perch\u00e9 \u00e8 eterna, come \u00e8 eterno Colui che l&#8217;ha annunciata agli uomini. Solo a questo prezzo, cio\u00e8 al prezzo di riconoscersi come null&#8217;altro che una delle tante &quot;verit\u00e0&quot; religiose, e quindi di auto-distruggersi, di suicidarsi, al cattolicesimo sar\u00e0 ancora concesso di sopravvivere: un cadavere ambulante senza pi\u00f9 anima e senza alcun futuro.<\/p>\n<p>Ebbene: il teologo-cameriere serve precisamente a questo: ad operare dolcemente, pietosamente, silenziosamente, l&#8217;eutanasia del cattolicesimo. In fondo, pi\u00f9 che un teologo, egli \u00e8 un becchino: si \u00e8 preso l&#8217;incarico di accompagnare alle estreme esequie il carro funebre della Chiesa cattolica e di tutto quanto essa ha insegnato per un paio di millenni. Non \u00e8 un&#8217;impresa da poco: ma il teologo-cameriere ha una grandissima opinione di se stesso, e nessuna impresa gli sembra troppo ardua per le sue robuste spalle (o forse, sarebbe meglio dire: per il suo stomaco pi\u00f9 che robusto, capace di digerire qualsiasi cosa meglio di uno struzzo). Se anche fosse gi\u00e0 morta &#8212; e ancora non lo \u00e8; ferma restandola nostra fede nella promessa di Cristo: <em>Non praevalebunt<\/em> &#8212; una istituzione che ha duemila anni di storia possiede un peso specifico tale da poter schiacciare sotto di s\u00e9, per forza d&#8217;inerzia, praticamente qualsiasi cosa. Stiano perci\u00f2 attenti, i teologi-camerieri: non vendano la pelle dell&#8217;orso prima di averlo ucciso; non sottovalutino la forza della Grazia.<\/p>\n<p>In fondo, l&#8217;obiettivo ultimo del teologo-cameriere \u00e8 quello di abolire la fede, e di sostituirla con la <em>ragionevolezza del cristianesimo<\/em>; di abolire la distinzione fra il bene e il male (<em>chi sono io per giudicare?<\/em>); di mettere l&#8217;uomo sul trono lasciato vacante da Dio. Egli vorrebbe riciclarsi come il prete d&#8217;una nuova &quot;religione&quot;: l&#8217;antropocentrismo. \u00c8 il vecchio peccato, carico di pazza superbia, di Adamo ed Eva: il Peccato originale. Nulla di nuovo sotto il sole, a ben vedere: altro che modernit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teologo-cameriere \u00e8 il teologo moderno che desidera, innanzitutto, piacere al suo pubblico; dire le cose che strapperanno il maggior numero di consensi e di applausi;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[241,257],"class_list":["post-23325","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-san-tommaso-daquino","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23325"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23325\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23325"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}