{"id":23324,"date":"2016-12-04T02:06:00","date_gmt":"2016-12-04T02:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/04\/padre-spadaro-e-la-teologia-del-discernimento-ultima-versione-camuffata-del-relativismo\/"},"modified":"2016-12-04T02:06:00","modified_gmt":"2016-12-04T02:06:00","slug":"padre-spadaro-e-la-teologia-del-discernimento-ultima-versione-camuffata-del-relativismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/04\/padre-spadaro-e-la-teologia-del-discernimento-ultima-versione-camuffata-del-relativismo\/","title":{"rendered":"Padre Spadaro e la teologia del discernimento, ultima versione camuffata del relativismo"},"content":{"rendered":"<p>Il capitolo ottavo della esortazione apostolica <em>Amoris Laetita<\/em>, quello che ha suscitato maggiori perplessit\u00e0 e preoccupazioni, perch\u00e9 sembra introdurre nella teologia morale, e quindi nella prassi pastorale e nel sacramento della Penitenza, germi di relativismo e di vero e proprio soggettivismo, \u00e8 stato ispirato a papa Francesco, a quel che risulta, da uno dei suoi teologi &quot;preferiti&quot;, monsignor Antonio Spadaro. Chi \u00e8 costui? Spesso, per comprendere le mosse dei grandi personaggi, bisogna spostare il fascio di luce sui loro consiglieri, quelli pi\u00f9 visibili e quelli pi\u00f9 defilati. Spadaro, come del resto lo storico Alberto Melloni e il sociologo Massino Introvigne, appartiene senz&#8217;altro alla prima categoria: frequenti le sue apparizioni mediatiche, e, del resto, come giornalista di primo piano, possiede automaticamente una notevole visibilit\u00e0 pubblica. Messinese, classe 1966; ordinato sacerdote a trent&#8217;anni, nel 1996, entra nella Compagnia di Ges\u00f9 nel 2007, a quarantuno. \u00c8 quel che si dice un prete giovanile: molto interessato alle nuove tecnologie informatiche, all&#8217;arte e alla letteratura moderne, ha portato ne <em>La Civilt\u00e0 cattolica<\/em>, di cui \u00e8 diventato direttore nel 2012, ma alla quale collaborava da molti anni, una ventata di modernit\u00e0 (inutile dire che tale espressione, per noi, non implica affatto una valutazione di segno positivo; semmai il contrario). \u00c8 stato a capo di un settore della Pontifica Universit\u00e0 Gregoriana che si occupa dei temi dell&#8217;innovazione e della spiritualit\u00e0, rivolgendosi a un pubblico di docenti e di manager. Cura un sito internet personale e un paio di blog e dedica molto spazio alla cosiddetta cyber teologia. Tale \u00e8 il termine da lui coniato per definire &quot;l&#8217;intelligenza della fede ai tempi di Internet&quot;: a questo argomento ha dedicato un libro, e, crediamo, gi\u00e0 da questo si pu\u00f2 capire l&#8217;uomo. Evidentemente, per lui &quot;i tempi della rete&quot; rendono necessario un diverso approccio alla teologia; la &quot;vecchia&quot; teologia, quella di San Tommaso d&#8217;Aquino, poteva andar bene per i rozzi e arretrati uomini delle epoche pre-modene; ma adesso che abbiamo le meraviglie dell&#8217;informatica e del digitale, come si fa a parlare ancora di Dio e della fede con il vecchio linguaggio, i vecchi concetti, i vecchi e obsoleti modi di pensare?<\/p>\n<p>Ne conosciamo parecchi, ormai, di codesti laudatori della modernit\u00e0 informatica, e abbiamo osservato che sono particolarmente numerosi proprio nell&#8217;ambito umanistico, quasi pi\u00f9 &#8212; in proporzione &#8211; che in quello scientifico-matematico. Per esempio, nel mondo della scuola, sono numerosissimi i professori di materie umanistiche, di italiano, di latino, di storia, di filosofia, che non possono pi\u00f9 nemmeno concepire le loro lezioni di liceo senza il supporto del&#8217;informatica: si recano, con le loro classi, nei laboratori d&#8217;informatica, a far lezione attraverso lo schermo dei computer, con una frequenza persino maggiore dei loro colleghi di matematica. Devono far vedere che loro, pur essendo esperti di materie umanistiche, non hanno una mentalit\u00e0 passatista, e che &quot;letteratura&quot;, non fa rima con &quot;arretratezza&quot;: perci\u00f2, avanti, miei prodi, alla riscossa, si tratta di espugnare la cittadella del sapere e, per farlo, non c&#8217;\u00e8 nulla di meglio della rete. S\u00ec, \u00e8 vero che per generazioni e generazioni degli ottimi professori di italiano, di latino, di greco, di filosofia e di storia non hanno avuto alcun bisogno del computer, e che le loro lezioni, appassionanti e ricche di sapere, sono rimaste impresse nella mente e nel cuore dei loro alunni, senza bisogno di alcun genere di supporto elettronico; ma erano altri tempi, che volete farci, se avessero vissuto anche loro ai tempi della rete, di certo avrebbero approfittato della meravigliosa opportunit\u00e0 di introdurre tutta una serie di metodi nuovi, di procedure nuove, con immenso vantaggio della didattica e della qualit\u00e0 dell&#8217;apprendimento.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, che per fare teologia ai nostri giorni sia necessario ripensare le categorie stesse della teologia, alla luce dell&#8217;informatica, questa \u00e8 una cosa che ci giunge nuova e che ci lascia perplessi, anzi, diciamo pure che non ci convince affatto; diciamo pure che ci sembra una grande sciocchezza. Per ragionare delle cose divine, non c&#8217;\u00e8 bisogno di aggiornarle a seconda delle ultime scoperte tecnologiche; anzi, \u00e8 proprio sbagliata l&#8217;idea. Dio \u00e8 l&#8217;Assoluto, l&#8217;Eterno; chi studia teologia, tenta di avvicinarsi un poco al mistero dell&#8217;Assoluto e dell&#8217;Eterno; e pertanto, ben lungi dall&#8217;avere bisogno di aggiornarsi e di informarsi a proposito delle ultime novit\u00e0 scientifiche e tecnologiche, egli ha bisogno di tutto ci\u00f2 che favorisce l&#8217;accostarsi al mistero di Dio: preghiera, umilt\u00e0, adorazione, contemplazione, meditazione, silenzio, solitudine, riflessione, spiritualit\u00e0 (anche senza manager), ascolto di ci\u00f2 che Dio ha da dire a chi lo cerca con cuore sincero e con animo puro. Altro che macchine, ancora macchine, sempre pi\u00f9 macchine! Al contrario; le macchine hanno creato il tecnicismo, il tecnicismo ha alimentato il materialismo e il meccanicismo, il materialismo e il meccanicismo hanno alimentato lo scetticismo e il relativismo: questa \u00e8 la strada che allontana da Dio, non che avvicina l&#8217;uomo a Lui. Inoltre, \u00e8 la strada reale del conformismo: \u00e8 il correre dietro alle mode, alle ultime novit\u00e0, a ci\u00f2 che &quot;fa tendenza&quot; nel presente; ma chi studia teologia sa che le mode durano un battito di ciglia al cospetto dell&#8217;eternit\u00e0, e che le verit\u00e0 perenni cui l&#8217;uomo tenta di avvicinarsi, indagando il mistero del divino, non appartengono a nessun&#8217;epoca, perch\u00e9 oltrepassano tutte le epoche, per cui voler fare teologia &quot;alla maniera di internet&quot;, fra venti o trent&#8217;anni apparir\u00e0 patetico, come lo sarebbe stato, trent&#8217;anni fa, voler fare teologia &quot;alla maniera del <em>Capitale<\/em>&quot; (e infatti c&#8217;\u00e8 stato qualche teologo &quot;operaista&quot; e sessantottino che ha preso questo penoso abbaglio e si \u00e8 visto totalmente smentito dallo sviluppo storico, con il crollo del comunismo e la dissoluzione del proletariato industriale quale protagonista delle &quot;rivoluzioni&quot;).<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione di <em>Amoris laetitia<\/em>, di cui \u00e8 considerato, quanto meno, l&#8217;ispiratore, Spadaro ha pubblicato, sul sito de <em>La civilt\u00e0 cattolica<\/em>, una specie di manuale d&#8217;istruzioni per interpretarla correttamente, una &quot;guida alla lettura&quot; in cui la parola chiave \u00e8 &quot;ricontestualizzare&quot;. Come per la cosiddetta cyber teologia, si tratta di rimettere la dottrina cattolica nel nuovo contesto che si \u00e8 venuto a creare nella societ\u00e0, per effetto della secolarizzazione. Anche in questo caso, non \u00e8 l&#8217;uomo che deve sforzarsi di andare incontro a Dio, ma gli esegeti di Dio, o sedicenti tali, che vanno verso l&#8217;uomo (moderno) con tutto l&#8217;armamentario della modernit\u00e0, per rendergli pi\u00f9 facile e gradita la pillola che, altrimenti, potrebbe risultargli un po&#8217; troppo pesante da digerire. Padre Spadaro dice che &quot;l&#8217;annuncio evangelico non deve apparire svincolato dalle concrete condizioni storiche della societ\u00e0&quot;: in ossequio a quella tendenza o corrente della teologia post-conciliare che va sotto l&#8217;etichetta di &quot;svolta antropologica&quot;, ma che sarebbe pi\u00f9 esatto definire &quot;svolta storicistica&quot;. Sostituiamo alla parola &quot;contesto&quot; la parola &quot;storia&quot;, e la cosa diverr\u00e0 pi\u00f9 chiara. Tradotto in parole povere: la dottrina deve essere adattata e ricalibrata a seconda della realt\u00e0 storica in cui viene predicata. Noi riteniamo che questo sia un errore colossale; i teologi progressisti pensano che sia un concetto essenziale e irrinunciabile. Vorremmo sottolineare che qui non si sta parlando della liturgia, n\u00e9 delle forme esteriori (la liturgia, peraltro, \u00e8 ben pi\u00f9 che &quot;forma esteriore&quot; dei riti sacri), bens\u00ec proprio della dottrina. Per cui la domanda che ci deve porre \u00e8 questa: la dottrina cattolica \u00e8 perenne, s\u00ec o no? E, se lo \u00e8, lo \u00e8 in quanto parola di Dio, si o no? E allora, come \u00e8 possibile che la si debba sottoporre a continue &quot;revisioni&quot;, come se fosse una vecchia automobile, bisognosa di controlli da parte dell&#8217;ufficio motorizzazione civile, per avere il permesso di circolare?<\/p>\n<p>Gli ambienti ecclesiastici pi\u00f9 conservatori, afferma qualcuno, non accettano che venga anche solo minimamente scalfita la dottrina; padre Spadaro si considera un crociato nella battaglia contro costoro. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che hanno ragione da vendere quelli che i cattolici progressisti fanno passare per &quot;conservatori&quot;, mentre sono, semplicemente, dei cattolici fedeli alla parola di Dio: non \u00e8 stato Ges\u00f9 in persona a dire che, dalla Legge, non sarebbe cadr\u00e0 mai neppure uno iota? <em>Iota unum<\/em>: nemmeno uno iota deve essere cambiato o abolito. Sono parole di Ges\u00f9, non di qualche bieco conservatore. I progressisti, per caso, vogliono aggiornare e correggere la parola di Ges\u00f9 Cristo? Che mettano le carte in tavola, una buona volta, e che lo dicano: <em>Noi non vogliamo avere nulla a che fare con il cattolicesimo delle passate generazioni, con il cattolicesimo di prima del Concilio Vaticano II; e anche di quello successivo, di questi ultimi cinquant&#8217;anni, noi accettiamo solo ci\u00f2 che \u00e8, a nostro insindacabile giudizio, nello &quot;spirito&quot; del Concilio. Per il resto, vogliamo edificare un cattolicesimo nuovo, moderno, tonico e palestrato, agile, maneggevole, al passo coi tempi: tempi nuovi, tempi magnifici e progressivi, nei quali si dispiegano i prodigi della modernit\u00e0 e le stupefacenti opportunit\u00e0 offerte dall&#8217;informatica. Siamo cattolici fortunati, noi, che viviamo nell&#8217;era della rete!<\/em> Perch\u00e9 non lo dicono? Eppure, \u00e8 evidente il loro fastidio per il cattolicesimo delle nonne, del Rosario, del culto di Maria; \u00e8 evidente che loro si sentono un bel po&#8217; di gradini pi\u00f9 in alto, un bel po&#8217; pi\u00f9 innanzi sulla via del progresso, e, quindi, anche sulla via della giusta interpretazione del Vangelo. Strano: non ricordano quel che disse Ges\u00f9 a proposito del diventare simili ai bambini, per entrare nel regno dei Cieli? <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te!<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 11, 25-26).<\/p>\n<p>Del resto, basta vedere come padre Spadaro ha reagito alle critiche e alle perplessit\u00e0 avanzate dai quattro cardinali che hanno indirizzato a una lettera, rimasta senza risposta, alla Congregazione per la Dottrina della Fede, in merito ai punti controversi di <em>Amoris laetitia<\/em>, e, guarda caso, proprio al capitolo ottavo. Per lui, i <em>dubia<\/em> avanzati da Walter Brandm\u00fcller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, semplicemente non hanno consistenza: secondo lui, basta leggere serenamente quel documento, e chiunque vi trover\u00e0 le risposte a qualsiasi domanda, &quot;se fatta con sincerit\u00e0&quot;. Come dire che lui \u00e8 &quot;sincero&quot;, loro sono in malafede. Solo che lui \u00e8 parte in causa, non dovrebbe nemmeno parlare, tanto meno accusare. Dopotutto, i quattro cardinali si sono limitati ad esprimere le legittime perplessit\u00e0 di una vasta parte del clero e degli stessi fedeli: non si capisce cosa ci sia, nel loro agire, di &quot;insincero&quot;, o peggio. O peggio: secondo Pio Vito Pinto, decano della Sacra Rota, essi hanno agito come i portavoce di &quot;un&#8217;altra Chiesa&quot;, che non \u00e8 quella cattolica; per quella cattolica ha parlato il papa, e tanto basta. E si \u00e8 spinto anche pi\u00f9 in l\u00e0, monsignor Pinto: ha ipotizzato che il papa potrebbe anche decidere di revocare ai quattro &quot;ribelli&quot; il cardinalato. Sempre pi\u00f9 strano: i progressisti invocano di continuo la democrazia, dicono che la Chiesa dovrebbe fare proprio il metodo democratico; ma se, per caso, qualcuno non condivide le loro idee, ecco che lasciano cadere la maschera e si mostrano per quello che sono: delle persone arroganti e incapaci di dialogare, per le quali la parola &quot;tolleranza&quot; vale solo a senso unico, il loro.<\/p>\n<p>Comunque, per padre Spadaro, oltre a &quot;contestualizzazione&quot;, l&#8217;altra parola chiave \u00e8 &quot;inculturazione&quot;. La dottrina cattolica va predicata tenendo conto delle singole culture, e calandola nelle singole situazioni. Sembrerebbe un principio giusto, detto cos\u00ec; ma, in pratica, vediamo quali conseguenze ne tira, per esempio a proposito dei divorziati risposati (citiamo un passaggio della sua &quot;guida alla lettura&quot; di <em>Amoris laetitia<\/em>):<\/p>\n<p><em>Sarebbe una illusione credere che la gente sia rassicurata e consolidata nei valori solamente perch\u00e9 si insiste ne predicare la dottrina senza dare adeguato spazio alla coscienza dei fedeli, che tante volte rispondono quanto meglio possibile al Vangelo in mezzo ai loro limiti e possono portare avanti il loro personale discernimento davanti a situazioni in cui si rompono tutti gli schemi.<\/em><\/p>\n<p>Che capolavoro di gesuitismo! Aprendosi la strada in mezzo a questa lussureggiante vegetazione di eleganti giri di frase, quel che emerge \u00e8 che la dottrina cattolica viene stabilita, di volta in volta, soggettivamente, dal personale discernimento dei fedeli. I quali, poverini, rispondono al Vangelo &quot;quanto meglio possibile&quot;, perch\u00e9 devono destreggiarsi in situazioni &quot;in cui si rompono tutti gli schemi&quot;. Si vede che ai tempi di Ges\u00f9 non c&#8217;erano situazioni &quot;in cui si rompono tutti gli schemi&quot;; e si vede che Ges\u00f9, per loro, era tacitamente d&#8217;accordo che le persone decidano da s\u00e9 se il proprio matrimonio \u00e8 valido. A noi, veramente, risulta che disse: <em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>, ma si vede che Spadaro ne sa pi\u00f9 di noi, semplici lettori del Vangelo. Peraltro, non si pu\u00f2 fare a meno di notare che, in definitiva, per lui e la sua teologia, non sono tanto i singoli cristiani, meglio se divorziati e risposati, a decider da s\u00e9 se hanno commesso un peccato grave, infrangendo un sacramento; a deciderlo sono lui e i suoi colleghi progressisti e modernisti. E poi che vuol dire &quot;fare del proprio meglio&quot;? Il Vangelo \u00e8 un invito alla santit\u00e0, o non \u00e8 niente: altro che <em>fare del proprio meglio<\/em>. La verit\u00e0 \u00e8 che questa teologia pretende di giustificare il peccato, pur di rendersi popolare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitolo ottavo della esortazione apostolica Amoris Laetita, quello che ha suscitato maggiori perplessit\u00e0 e preoccupazioni, perch\u00e9 sembra introdurre nella teologia morale, e quindi nella prassi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,141,257],"class_list":["post-23324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-filosofia","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23324\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}