{"id":23304,"date":"2009-02-02T05:56:00","date_gmt":"2009-02-02T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/02\/lanticristo-ebreo-e-il-misterioso-katechon-elementi-chiave-dellapocalittica-cristiana\/"},"modified":"2009-02-02T05:56:00","modified_gmt":"2009-02-02T05:56:00","slug":"lanticristo-ebreo-e-il-misterioso-katechon-elementi-chiave-dellapocalittica-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/02\/lanticristo-ebreo-e-il-misterioso-katechon-elementi-chiave-dellapocalittica-cristiana\/","title":{"rendered":"L&#8217;Anticristo ebreo e il misterioso \u00abkat\u00e9chon\u00bb, elementi chiave dell&#8217;apocalittica cristiana"},"content":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Agostino, nella sua monumentale opera \u00abDe Civitate Dei\u00bb, riferisce una profezia della Sibilla Eritrea che si riferirebbe, con alcuni secoli di anticipo, alla venuta del Salvatore annunciato dai cristiani.<\/p>\n<p>Ecco il passo in questione (Agostino, \u00abLa Citt\u00e0 di Dio\u00bb, a cura di C. Borgogno, Edizioni Paoline, 1951, vol. 2, pp. 344-47):<\/p>\n<p>\u00abRiferiscono alcuni che in quel medesimo tempo abbia vaticinato la Sibilla Eritrea. Varrone disse che le Sibille furono parecchie, non una sola. Questa Sibilla Eritrea scrisse delle cose molto chiare intorno a Cristo, che noi pure abbiamo letto in versi di cattiva lingua latina, mal composti, per l&#8217;imperizia di non so qual traduttore., come ho poi saputo.<\/p>\n<p>Il chiarissimo Flacciano, infatti, uomo di grande eloquenza e dottrina, che era stato anche proconsole, udendoci parlare del Cristo, ci mostr\u00f2 un Codice greco, affermando che erano i vaticini della Sibilla Eritrea e ci fece vedere un tratto di quel codice in cui, al principio d&#8217;ogni verso, le lettere sono disposte in modo da leggervi queste parole: &#8216;\u0399\u03b7\u03c3\u03bf\u03b0\u03c2 \u03a7\u03c1\u03b9\u03c3\u03c4\u00f2\u03c2 \u0398\u03b5\u03bf\u03b0 \u03cd\u03b9\u00f2\u03c2 \u03c3\u03c9\u03c4\u03ae\u03c1 che significa: Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. (&#8230;)<\/p>\n<p>Questa Sibilla Eritrea, o come i pi\u00f9 credono, Cumana, in tutto il suo carme, di cui questa \u00e8 una minima parte, non ha niente che si riferisca al culto degli dei falsi o degli dei creati: anzi parla tanto contro di essi e contro i loro adoratori, che pare si debba mettere nel numero di coloro che appartengono alla Citt\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Anche Lattanzio nella sua pera inserisce alcuni vaticini della Sibilla sebbene non dica quale, intorno a Cristo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Questa, dunque, la profezia della Sibilla Eritrea; profezia dalla dubbia interpretazione, come lo stesso Agostino avverte: perch\u00e9, non esistendo in latino una lettera corrispondente alla Y greca, l&#8217;inizio di ben tre versi del carme (il quinto, il diciottesimo e il diciannovesimo) risulta intraducibile.<\/p>\n<p>\u00abPerci\u00f2 &#8211; dice Agostino &#8211; se unendo le lettere iniziali di ogni verso, non leggiamo quelle di questi tre versi, ma in loro luogo consideriamo la lettera Y come se fosse stata realmente posta, con cinque parole si dice: Jesus Christus Dei Filius Salvator, Ges\u00f9 Cristo Figlio di Dio Salvatore, ma questo si esprime nella lingua greca, non nella latina.\u00bb<\/p>\n<p>Sia come sia, questa profezia ha costituito la base per una caratteristica credenza dell&#8217;escatologia cristiana medievale, intrecciatasi e sovrappostasi a una produzione ebraica di vaticini sibillini di presunta origine pagana. Naturalmente i rabbini ebrei cercavano di fondare tali testi e tali interpretazioni in senso mosaico, come profezie della venuta di un Messia restauratore della passata grandezza del regno di Davide e Salomone; mentre i monaci cristiani intendevano comprovare l&#8217;annuncio della venuta di Cristo da fonti pagane (come avvenne per la famosissima IV ecloga delle \u00abBucoliche\u00bb di Virgilio, di cui ci siamo gi\u00e0 occupati nel saggio \u00abIl culto di Virgilio nel Medioevo\u00bb, sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Il diffondersi, nell&#8217;escatologia cristiana medievale, di profezie di origine pagana relative all&#8217;avvento del Salvatore prepar\u00f2, a sua volta, il terreno per l&#8217;insorgere di una manifestazione caratteristica dell&#8217;apocalittica tardomedievale: quella relativa alla venuta dell&#8217;imperatore degli ultimi tempi e dell&#8217;Anticristo ebreo, eventi che precederanno immediatamente il definitivo ritorno di Cristo e la fine del mondo, con relativo Giudizio Finale.<\/p>\n<p>Scrive Gian Luca Potest\u00e0 nel suo saggio \u00abEscatologia, apocalittica, millenarismo\u00bb (nell&#8217;opera \u00abIl Cristianesimo: grande atlante\u00bb diretta da Giuseppe Alberigo, Milano, Garzanti, 2006; vol. 1, \u00abDalle origini alla Chiesa contemporanea\u00bb, a cura di Roberto Rusconi, pp. 318-19):<\/p>\n<p>\u00abNella &quot;Citt\u00e0 di Dio&quot; (XVIII, 23) viene riportato un carme attribuito alla Sibilla Eritrea, la quale avrebbe profetizzato la venuta del messia molto tempo prima di Ges\u00f9. Anche grazie all&#8217;autorit\u00e0 di Agostino, un antico genere letterario di origine preclassica trovava dunque posto nella dottrina cristiana. Le sibille del mondo antico erano figure leggendarie di profetesse, originariamente collocate in Asia Minore. Nella Roma repubblicana e imperiale un collegio di appositi sacerdoti aveva custodito i testi sibillini, consultati per scrutare il futuro in caso di pericoli o di catastrofi. Al pi\u00f9 tardi dal II secolo a. C. era stata avviata da ambienti ebraici la produzione di vaticini attribuiti alle sibille, nei quali si propagandavano le credenze religiose e le attese messianiche ebraiche. In ambito cristiano le predizioni vennero modificate in modo tale che alle veggenti pagane fossero attribuiti lontani preannunci dell&#8217;avvento di Ges\u00f9 Cristo. Nella vasta raccolta nota come &quot;Oracula Sibyllina&quot; (&quot;Oracoli Sibillini&quot;) eventi quali guerre e cataclismi naturali, conquiste, stermini e cadute di regni e imperi si trovano ricondotti entro un disegno da lungo tempo noto alle sibille, e per tramite loro comunicato agli uomini, culminante nel primo avvento di Ges\u00f9 e nel suo atteso ritorno finale.<\/p>\n<p>Se concentriamo il nostro sguardo sulle valenze escatologiche dei testi sibillini cristiani tardoantichi e altomedievali, ci imbattiamo immediatamente nella &quot;Sibilla Tiburtina&quot;. Il testo originario siriaco \u00e8 andato perduto. Il testo greco, databile agli inizi del VI secolo, non contiene la sezione apocalittica finale, che invece compare nelle redazioni latine, allestite con tutta probabilit\u00e0 in Italia meridionale tra la fine del X e i primi decenni dell&#8217;XI secolo. La sezione apocalittica attestata nelle redazioni latine della Sibilla presenta molti elementi comuni con la sezione finale delle &quot;Revelationes&quot; (&quot;Rivelazioni&quot;) dello Pseudo-Metodio, testo composto in ambienti monastici siriaci intorno al 691, per rilanciare il prestigio imperiale entro territori mesopotamici da poco caduti sotto la dominazione islamica, e noto in occidente fin dal secolo VIII (le redazioni latine di entrambi i testi ebbero notevole diffusione, come dimostra l&#8217;elevato numero di manoscritti rimasti).<\/p>\n<p>Allo stato attuale, non si pu\u00f2 affermare con certezza se la sezione apocalittica dello Pseudo-Metodio sia derivata dalla &quot;Sibilla Tiburtina&quot; o viceversa. In ogni caso, si deve pensare a un modello creato nei territori orientali dell&#8217;Impero in un periodo anteriore alla fine del VII secolo. Dopo aver narrato la storia del mondo, le partici conclusive di entrambi gli scritti presentano gli eventi finali attesi come imminenti, offrendo un esempio storicamente importante dei possibili utilizzi politici e propagandistici del genere apocalittico. Viene innanzi tutto previsto l&#8217;avvento di un sovrano dei romani e dei greci destinato a regnare per un tempo lunghissimo e a liberare le terre invase dagli infedeli. Durante il suo regno vi saranno ricchezza e abbondanza, i popoli nemici della fede saranno vinti e il paganesimo sar\u00e0 annientato. Nel frattempo nascer\u00e0 l&#8217;Anticristo, un ebreo proveniente dalla stirpe di Dan, cio\u00e8 da una delle dieci trib\u00f9 perdute di Israele. L&#8217;imperatore si recher\u00e0 quindi a Gerusalemme pere deporvi le insegne imperiali e consegnare il suo regno a Dio. Non essendo pi\u00f9 trattenuto da alcuna forza benefica (nella &quot;Tiburtina&quot; e nello Pseudo-Metodio l&#8217;imperatore dei tempi ultimi rappresenta il &quot;kat\u00e9chon&quot; preconizzato in 2 Ts. 2), l&#8217;Anticristo potr\u00e0 allora imperversare a Gerusalemme, abbatter\u00e0 il patriarca Enoch e il profeta Elia ricomparsi sulla terra per cercare di opporglisi, ma infine sar\u00e0 eliminato per intervento divino.<\/p>\n<p>La visione apocalittica della &quot;Tiburtina&quot; e dello Pseudo-Metodio fa perno su due figure fra loro contrapposte: l&#8217;imperatore dei tempi ultimi e l&#8217;Anticristo ebreo. Nei primi secoli l&#8217;Anticristo era stato tendenzialmente identificato con Nerone o con un &quot;Nerone redivivo&quot; (tradizione attestata nell&#8217;apocalittica delle origini cristiane e negli &quot;Oracula Sibyllina&quot; e riecheggiata fra l&#8217;altro nella stessa &quot;Sibilla Tiburtina&quot;). La sua provenienza dal popolo ebraico era stata prospettata da Ireneo e da Gerolamo, e proprio Ireneo aveva proposto, sul fondamento di un esile fondamento scritturistico, che egli dovesse provenire dalla discendenza di Dan. La &quot;Tiburtina&quot; e lo Pseudo-Metodio determinarono cos\u00ec la prima diffusione di due miti escatologici destinati a sopravvivere fino all&#8217;Evo moderno.<\/p>\n<p>In occidente l&#8217;attesa del sovrano dei tempi finali e dell&#8217;Anticristo ebreo venne riproposta nel &quot;De ortu et tempore Antichristi&quot; (&quot;Nascita e tempo dell&#8217;Anticristo&quot;), una biografia immaginaria dell&#8217;Anticristo, composta fra il 949 e il 954 dal monaco Adsone di Montier-en-Der. Gli elementi fondamentali della leggenda siriaca permangono in forme riviste e aggiornate: in particolare: il sovrano degli ultimi tempi viene qui identificato con un re dei Franchi (non a caso l&#8217;opera si presenta come una lettera diretta a Gerberga, moglie di Luigi IV, re dei Franchi occidentali). Combinando indicazioni desunte dallo Pseudo-Metodio con altre offerte da Gerolamo, Adsone spiega che l&#8217;Anticristo sarebbe nato a Babilonia, sarebbe cresciuto a Betsaida e Corazin &#8211; le due cittadine maledette da Ges\u00f9 &#8211; a avrebbe infine concluso la propria carriera a Gerusalemme, insediandosi nel tempio ricostruito. Anche per Adsone la vicenda escatologica \u00e8 destinata a compiersi a Gerusalemme, citt\u00e0 considerata in occidente, quanto meno fino al XII secolo, come il centro del mondo, nel senso non so della storia, ma anche della geografia della salvezza.\u00bb<\/p>\n<p>A questo punto, andiamo a controllare l&#8217;affermazione di san Paolo nella Seconda lettera ai Tessalonicesi (si noti, peraltro, che non tutti i filologi neotestamentari sono concordi nell&#8217;attribuzione paolina di quel testo). Ed eccone le precise parole (traduzione dalla \u00abBibbia di Gerusalemme\u00bb, capitolo 2, versi 1-11):<\/p>\n<p>\u00abOra vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi cos\u00ec facilmente confondere e turbare, n\u00e9 da pretese ispirazioni, n\u00e9 da parole, n\u00e9 da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovr\u00e0 avvenire l&#8217;apostasia e dovr\u00e0 essere rivelato l&#8217;uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s&#8217;innalza s&#8217;innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o \u00e8 oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.<\/p>\n<p>Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ci\u00f2 che impedisce la sua manifestazione, che avverr\u00e0 nella sua ora. Il mistero dell&#8217;iniquit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 in atto, ma \u00e8 necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sar\u00e0 rivelato l&#8217;empio e il Signore Ges\u00f9 lo distrugger\u00e0 con il soffio della sua bocca e lo annienter\u00e0 all&#8217;apparire della sua venuta, l&#8217;iniquo, la cui venuta avverr\u00e0 nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta d empio inganno per quelli che vanno in rovina, perch\u00e9 non hanno accolto l&#8217;amore della verit\u00e0 per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d&#8217;inganno perch\u00e9 essi credano alla menzogna, e cos\u00ec siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verit\u00e0, ma hanno acconsentito all&#8217;iniquit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Si rilegga il versetto 7: \u00abIl mistero dell&#8217;iniquit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 in atto, ma \u00e8 necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene\u00bb.<\/p>\n<p>Paolo, dunque, attribuisce il ritardo della Parusia (il ritorno definitivo di Cristo) a qualcosa o a qualcuno che &quot;trattiene&quot;: il &quot;kat\u00e9chon&quot;, appunto; ossia una forza o una persona che impedisce la manifestazione dell&#8217;Anticristo, evento che necessariamente dovr\u00e0 precedere la Parusia stessa.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, fin quasi dalle origini del cristianesimo e lungo tutto il Medioevo, l&#8217;escatologia era stata contraddistinta dalla convinzione (gi\u00e0 espressa da Paolo nella \u00abLettera ai Romani\u00bb, capitoli 9-11) che, prima della Parusia, anche gli Ebrei si sarebbero convertiti; e che il ritardo di essa fosse dovuto proprio alla loro ostinazione nel perseverare nell&#8217;errore.<\/p>\n<p>Ricordiamo, per inciso, che i rapporti fra le prime comunit\u00e0 cristiane e le comunit\u00e0 ebraiche sparse nell&#8217;Impero romano non era o mai stati idilliaci: gli Ebrei consideravano i cristiani come una setta eretica e blasfema, e si adoperarono spesso per istigare le pubbliche autorit\u00e0 contro di essi, fin dal tempo della persecuzione di Nerone (dietro la quale c&#8217;era Poppea Sabina che, a sua volta, era vicinissima ai circoli giudaici della capitale).<\/p>\n<p>Ci piace, in proposito, citare una pagina di Vittorio Messori (da: \u00abPensare la storia. Una lettura cattolica dell&#8217;avventura umana\u00bb, Edizioni Paoline, 1992, pp. 407-08):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Chi conosce la storia della Chiesa primitiva sa che essa si salv\u00f2 dalla distruzione da parte ebraica solo grazie alla potenza romana che imponeva la sua legge. Gli &quot;&quot;Atti degli Apostoli&quot; ci testimoniano di Paolo e degli altri apostoli e discepoli pi\u00f9 volte salvati dalle mani della Sinagoga grazie al rude intervento dell&#8217;autorit\u00e0 imperiale. Non si salv\u00f2 Stefano, lapidato dagli ebrei con un colpo di mano, n\u00e9 Giacomo di Zebedeo, il fratello di Giovanni, decapitato nel 44 da Erode Agrippa esplicitamente per ingraziarsi le autorit\u00e0 giudaiche. Nel 61 bast\u00f2 (lo racconta un giudeo come Giuseppe Flavio) che il procuratore romano Festo morisse e che il successore Albino tardasse a venire perch\u00e9 il Sinedrio condannasse a morte l&#8217;altro Giacomo, il &quot;fratello&quot; di Ges\u00f9, il primo vescovo di Gerusalemme, &quot;e altri (cristiani) colpevoli di avere violato la Torah&quot;, dice Guseppe. Quando, 5 anni dopo, nel 66, scoppi\u00f2 la prima, terribile rivolta, la comunit\u00e0 cristiana, privata della protezione della legge e delle armi di Roma, si salv\u00f2 dall&#8217;ira ebraica soltanto fuggendo in massa in Perea, in territorio in maggioranza pagano.<\/p>\n<p>Ma, nel 132, ecco la seconda rivolta, capeggiata da Simone Bar Kokheba, acclamato Messia anche dal rande rabbi Akiba. Quella volta, non ci fu tempo per fuggire, per rifugiarsi sotto l&#8217;autorit\u00e0 di quella Roma che nel cristianesimo primitivo assolse a un ruolo insieme di protezione e di persecuzione. (Anche qui, verit\u00e0 impone di non dimenticare che alcune almeno delle persecuzioni pagane si devono alle denunce presso l&#8217;autorit\u00e0 romana fatte dalle autorit\u00e0 dell&#8217;ebraismo, allora &quot;religio licita&quot;, riconosciuta dalle leggi dell&#8217;Impero, a differenza della &quot;eresia dei Galilei&quot;. Per molti storici, \u00e8 certo che, nel 64, Nerone dirott\u00f2 sulla comunit\u00e0 cristiana le accuse di aver incendiato Roma &#8211; scatenando il crudele massacro &#8211; dietro consiglio di Poppea la quale, come molte matrone romane, si circondava di rabbini, probabilmente essendosi fatta &quot;proselita&quot;, cio\u00e8 convertita all&#8217;ebraismo. Del resto, Svetonio ci informa che gi\u00e0 verso il 50 Claudio era stato costretto a espellere da Roma &quot;i Giudei i quali, ad impulso di Cresto, facevano frequenti tumulti&quot;. Per dirla con Max Weber, il famoso sociologo, soprattutto della religione: &quot;Il fortissimo inasprimento delle relazioni tra giudaismo e cristianesimo \u00e8 stato, nei primi secoli, provocato essenzialmente non da parte cristiana ma giudaica. Gli ebrei, in una posizione garantita verso i Romani, sfruttavano la posizione precaria dei cristiani, non protetti dai loro privilegi verso il dovere del culto all&#8217;imperatore, per mettere in movimento contro di essi la forza dello Stato. Essi furono quindi considerati dai cristiani come i primi responsabili della persecuzione&quot;).<\/p>\n<p>Per tornare al 132, a quando l&#8217;ebraismo, scacciati i Romani, ritorna, per un paio di anni, padrone di Israele e si coniano addirittura monete con impresso &quot;Anno primo dell&#8217;era messianica&quot;, abbiamo al proposito la testimonianza di Giustino, nato in Plestina, che scrive pochi anni dopo soltanto. &quot;Bar Kokcheba &#8211; testimonia quel santo &#8211; fece subire ai cristiani, e ai cristiani solamente, gli estremi supplizi, se non rinnegavano e non bestemmiavano Ges\u00f9 Cristo&quot;.<\/p>\n<p>Da questo -e da molti altri inquietanti precedenti &#8211; sembra sicuro che, se con Costantino e successori, l&#8217;Impero si fosse convertito all&#8217;ebraismo e non al cristianesimo, per quest&#8217;ultimo ci sarebbero state ben poche possibilit\u00e0 di sopravvivere, almeno alla luce del sole&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, ritorniamo alla misteriosa figura del &quot;kat\u00e9chon&quot;, di &quot;colui che trattiene&quot; la forza maligna dell&#8217;Anticristo e, in questo senso, ritarda la fine della storia e l&#8217;avvento definitivo di Cristo sulla Terra.<\/p>\n<p>Non \u00e8 qui possibile fare una esposizione, neanche in modo sommario, delle esegesi che si sono intessute attorno alla sua figura, nella teologia cristiana, nel corso dei secoli; il loro numero \u00e8 cos\u00ec grande che sarebbe necessario compilare, come minimo, un apposito volume, solo per rendere conto delle pi\u00f9 significative tra esse.<\/p>\n<p>Carl Schmitt, in particolare, vi ha visto non gi\u00e0 una figura individuale, ma una forza storica: quella che, volta a volta, trattiene l&#8217;umanit\u00e0 dal conflitto generalizzato, dallo scatenamento degli istinti di violenza di tutti contro tutti; per lui, dal XVI al XX secolo la funzione di &quot;kat\u00e9chon&quot; \u00e8 stata svolta dallo Stato (strano: la sua teoria si potrebbe rovesciare come un guanto e vedere nello Stato la pi\u00f9 virulenta forza distruttrice della storia, autentico Anticristo della modernit\u00e0).<\/p>\n<p>Ma, per tornare ai nostri giorni, il concetto del &quot;kat\u00e9chon&quot;, di colui che trattiene le forze della distruzione, \u00e8 stato trattato da Maurizio Blondet nel suo libro ormai famoso \u00abGli Adelphi della dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico\u00bb (Milano, Edizioni Ares, 1994). Questi sostiene che al filosofo Massimo Cacciari, nel corso di una intervista nella sua casa veneziana, nel settembre del 1993, sarebbe sfuggita una frase enigmatica, di cui era sembrato subito pentirsi: \u00abIl papa deve smettere di fare il kat\u00e9chon!\u00bb.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcuno, oggi, che vorrebbe eliminare la presenza del &quot;kat\u00e9chon&quot;, per aprire le porte alla grande distruzione degli ultimi tempi, per spianare la strada all&#8217;Anticristo? Esistono, nell&#8217;ombra, delle forze potenti &#8211; finanziarie, politiche, culturali &#8211; interessate a sbarazzarsi dello sforzo di &quot;colui che trattiene&quot;, ad aprire le porte al Male?<\/p>\n<p>Parlare di simili cose, ormai, \u00e8 divenuto pericoloso per gli studiosi amanti del quieto vivere, della pubblicit\u00e0, dell&#8217;accesso ai grandi mezzi d&#8217;informazione. Il pericolo \u00e8 quello di vedersi bollati di oscurantismo &quot;medievale&quot;, di alimentare la psicosi di un &quot;complottismo&quot; internazionale tanto minaccioso, quanto vago e privo di riscontri documentabili.<\/p>\n<p>Maurizio Blondet, che non ha mostrato un timore di questo genere, \u00e8 stato di fatto estromesso dal salotto buono della cultura italiana (con la scusa che \u00e8 \u00abun fascista\u00bb: apostrofe che ormai non significa pi\u00f9 nulla, nel gran mare del conformismo politicamente corretto); e non sono in molti quelli che hanno voglia di mettersi sulla sua stessa strada.<\/p>\n<p>Gli intellettuali italiani sono i pi\u00f9 liberi e coraggiosi del mondo, finch\u00e9 si resta nel campo delle parole; ma, non appena fiutano nell&#8217;aria il concreto pericolo di perdere le loro prebende e le loro pingui rendite, diventano di colpo prudentissimi e abbottonatissimi: il tutto dietro lo scudo ipocrita della seriet\u00e0 professionale. Secondo loro, non sarebbe serio perder tempo con teorie, campate per aria, d&#8217;improbabili complotti; n\u00e9 sollevare scomodi interrogativi circa gli odierni poteri occulti, se non si hanno in mano prove lampanti di quanto si afferma.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, prove lampanti: niente di pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p>Ma il vero motivo di tanta preoccupazione per la &quot;seriet\u00e0&quot; scientifica&quot; non sar\u00e0, per caso, un altro: e cio\u00e8 che molti di lorsignori sono, appunto, iscritti nel libro paga di quei poteri occulti, dei quali vorrebbero persuaderci che non esiste traccia?<\/p>\n<p>Gira e rigira, torna sempre alla mente la frase di Baudelaire: \u00abIl diavolo non \u00e8 mai cos\u00ec contento come quando si nega la sua esistenza\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Agostino, nella sua monumentale opera \u00abDe Civitate Dei\u00bb, riferisce una profezia della Sibilla Eritrea che si riferirebbe, con alcuni secoli di anticipo, alla venuta del Salvatore<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30151,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[107,157],"class_list":["post-23304","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-escatologia","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-escatologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23304"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23304\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30151"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}