{"id":23300,"date":"2015-09-14T10:21:00","date_gmt":"2015-09-14T10:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/14\/perche-non-possiamo-non-dirci-anti-americani-nel-senso-piu-profondo-del-termine\/"},"modified":"2015-09-14T10:21:00","modified_gmt":"2015-09-14T10:21:00","slug":"perche-non-possiamo-non-dirci-anti-americani-nel-senso-piu-profondo-del-termine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/14\/perche-non-possiamo-non-dirci-anti-americani-nel-senso-piu-profondo-del-termine\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non possiamo non dirci anti-americani nel senso pi\u00f9 profondo del termine"},"content":{"rendered":"<p>La massima forma di scorrettezza politica \u00e8 considerata, attualmente, quella di essere, o anche soltanto essere sospettati di essere, anti-americani. \u00abAnti-americano\u00bb \u00e8 la suprema parolaccia, la bestemmia che non sar\u00e0 mai perdonata, <em>in saecula saeculorum<\/em>. Tutto si pu\u00f2 perdonare, con il tempo; da qualunque crimine ci si pu\u00f2 redimere &#8211; dalla mafia, dalla pedofilia, dal cannibalismo &#8211; ma dall&#8217;anti-americanismo no, mai, cadessero il Cielo e la Terra.<\/p>\n<p>Ebbene, tenteremo adesso di spiegare perch\u00e9 non solo siamo convintamente anti-americani, ma perch\u00e9 non possiamo e non potremmo non esserlo; e perch\u00e9 lo siamo non occasionalmente, ma nel senso pi\u00f9 profondo del termine.<\/p>\n<p>Non staremo ora a fare l&#8217;elenco di tutte le azioni vergognose e criminali di cui la politica estera americana si \u00e8 macchiata nel corso della sua storia e fin dalle sue origini: sarebbe un elenco davvero troppo lungo.<\/p>\n<p>Il padre fondatore, George Washington, non era che un latifondista e uno schiavista ambizioso e incapace: per vanagloria e per puro spirito imperialista precipit\u00f2 la guerra contro i Francesi del Canada, quando la Guerra dei Sette Anni non era stata ancora ufficialmente dichiara; e ne fu sonoramente battuto, nella maniera pi\u00f9 umiliante (1754-55).<\/p>\n<p>Tralasciamo tutte le finzioni e tutte le menzogne di cui gli Americani si sono sempre serviti per giustificare le guerre che intendevano scatenare contro altre nazioni: dalla \u00abmisteriosa\u00bb esplosione della corazzata \u00abMaine\u00bb nel porto dell&#8217;Avana, che offr\u00ec loro il pretesto per attaccare la Spagna nel 1898 e derubarla di Cuba, di Puerto Rico, di Guam e delle Filippine (1898); all&#8217;affondamento del vapore \u00abLusitania\u00bb &#8211; in realt\u00e0, un incrociatore ausiliario britannico che trasportava armi per una nazione belligerante, e verso il quale l&#8217;ambasciatore tedesco a New York aveva messo in guardia i passeggeri americani -, che permise loro di entrare nella prima guerra mondiale (1917); alla tanto decantata \u00absorpresa\u00bb di Pearl Harbor, che non fu affatto una sorpresa &#8211; come oggi riconoscono perfino alcuni storici americani -, che consent\u00ec di far passare l&#8217;entrata in guerra contro il Giappone per un atto di legittima difesa (1941); alla spudorata menzogna circa le \u00abarmi di distruzione di massa\u00bb dell&#8217;Iraq, che permise a Bush <em>junior<\/em> di invadere quel paese e, poi, di catturare e far condannare a morte l&#8217;odiato Saddam Hussein (2003).<\/p>\n<p>Non facciamo l&#8217;elenco completo, dicevamo, perch\u00e9 richiederebbe pagine e pagine.<\/p>\n<p>Molte di quelle azioni vergognose sono orma consegnate alla storia, come la partecipazione della C.I.A. al colpo di Stato in Cile che port\u00f2 al potere il generale Pinochet, contro un governo democraticamente eletto dal popolo (1973); di molte altre, invece, esistono forti indizi, ma non prove certe, come nel caso del coinvolgimento dei servizi segreti americani nella strage di Piazza Fontana (1969), nel disastro aereo di Ustica (1980) e, pi\u00f9 recentemente, nello stesso attacco alle Torri Gemelle dell&#8217;11 settembre 2001 (cfr. il nostro precedente articolo \u00abLe menzogne di Bush sull&#8217;11 settembre servono a coprire un &quot;lavoro&quot; del Mossad?\u00bb, consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Quando gli Stati Uniti vogliono mettere le mani su un luogo d&#8217;importanza strategica, finanziano una ribellione e si fanno cedere da uno Stato creato su misura il luogo da essi ambito: cos\u00ec hanno fatto per mettere le mani sull&#8217;Istmo di Panama, ove poi sarebbe stato aperto il Canale: fomentando una insurrezione contro la Colombia e facendosi concedere poi, dalla compiacente neonata Repubblica delle banane, ci\u00f2 cui miravano (1903).<\/p>\n<p>Quando vogliono affrettare la resa dell&#8217;avversario, non esitano a servirsi di ogni mezzo, perfino della collaborazione della malavita organizzata: cos\u00ec hanno reintrodotto la mafia in Sicilia nell&#8217;estate del 1943, annullando gli sforzi dell&#8217;unico governo italiano &#8211; piaccia o no, quello fascista &#8211; che l&#8217;avesse mai seriamente combattuta.<\/p>\n<p>Oppure non si peritano di bombardare gli argini dei fiumi per provocare delle carestie destinate a fare milioni di morti: cos\u00ec hanno fatto in Vietnam, Paese sul quale hanno gettato &#8211; oltre a quantit\u00e0 industriali di armi chimiche &#8211; qualcosa come quaranta volte tutte le bombe che furono mai sganciate su tutti i fronti di guerra del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>O, anche, introducono il bacillo della peste bovina per distruggere gli allevamenti del \u00abnemico\u00bb e ridurlo del pari alla fame: come hanno fatto a Cuba, dopo aver fallito con lo sbarco alla Baia dei Porci; oppure assoldano eserciti di mercenari sanguinari, specializzati nel terrorizzare, torturare e uccidere donne e bambini: cos\u00ec hanno fatto con i <em>contras<\/em> che, dall&#8217;Honduras, attaccavano le campagne e i villaggi del Nicaragua sandinista. Hanno anche posto delle mine davanti al porto nicaraguense di Corinto, compiendo un atto di pirateria che l&#8217;Alta Corte Internazionale dell&#8217;Aja condann\u00f2 ufficialmente (presidente americano all&#8217;epoca, Ronald Reagan).<\/p>\n<p>E quando vogliono risparmiare la vita dei loro soldati, non si curano della vita delle popolazioni civili del nemico, anzi, cercano di massacrarne quante pi\u00f9 possibile: cos\u00ec hanno fatto con le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki (1945).<\/p>\n<p>Infine, dopo aver costruito dei miti di cartapesta (come la tanta celebrata \u00ableggenda di Alamo\u00bb), se ne servono per giustificare la spoliazione sistematica di altre nazioni: come quando, a conclusione della guerra contro il Messico, si annetterono &#8211; gigantesco bottino di guerra &#8211; oltre met\u00e0 del suo territorio, con il trattato di Guadalupe-Hidalgo (1848).<\/p>\n<p>Del resto, non facciamo una questione di moralismo.<\/p>\n<p>Quando si afferma un Impero &#8211; per quanto democratico esso possa dirsi, come quello ateniese di Pericle &#8211; subentra una machiavellica ragion di Stato, per cui esso non pu\u00f2 assicurare la propria supremazia senza ricorrere anche ad azioni politicamente spregiudicate, violente, ciniche e immorali. Ci\u00f2 \u00e8 sempre accaduto, dagli Assiri in poi, e sempre accadr\u00e0: fa parte, ineluttabilmente, della logica degli Imperi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, dunque, un accanimento particolare contro l&#8217;Impero americano?<\/p>\n<p>Potremmo rispondere: per la sua ipocrisia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 esso fa esattamente quel che hanno sempre fatto tutti gli Imperi, compreso quello sovietico, ma con la tipica ipocrisia puritana di chi vuol presentarsi sempre dalla parte della ragione, magari per una speciale predilezione divina (\u00abDio benedica l&#8217;America!\u00bb, recitano immancabilmente i presidenti statunitensi al termine di ogni discorso ufficiale: una prova di fondamentalismo che riterremmo inaccettabile se venisse, ad esempio, dall&#8217;Iran o da qualche altro preteso \u00abStato-canaglia\u00bb).<\/p>\n<p>Ma tutto ci\u00f2 \u00e8 perfettamente in linea con lo spirito pi\u00f9 autentico della nazione americana, nello spirito dei Padri pellegrini che, nel XVII secolo, colonizzarono il New England con la Bibbia in una mano e il fucile nell&#8217;altra (per scacciare gli Indiani dalle loro legittime terre).<\/p>\n<p>Ma no, non \u00e8 questa la ragione per la quale non possiamo non essere profondamente anti-americani; anche l&#8217;ipocrisia, infatti, appartiene all&#8217;armamentario ideologico e propagandistico di un certo tipo di Imperi, quelli a base democratica; come, appunto, l&#8217;Atene di Pericle.<\/p>\n<p>E non \u00e8 neppure per il doppio crimine che segna le radici stesse della storia americana: la schiavit\u00f9 dei neri e lo sterminio dei pellerossa (a proposito, continuiamo a parlare di America come sinonimo di Stati Uniti, e gi\u00e0 questa \u00e8 una spia dell&#8217;arroganza propagandistica di quella nazione: l&#8217;America, infatti, \u00e8 un continente, che va dallo Stretto di Behring al Capo Horn; gli Stati Uniti occupano una porzione minoritaria di quel continente, corrispondente a circa un terzo della superficie della sola America Settentrionale).<\/p>\n<p>No, la ragione vera \u00e8 un&#8217;altra. E cio\u00e8 questa: detta paradossalmente, perch\u00e9 gli Stati Uniti &#8211; cos\u00ec come, del resto, la Gran Bretagna, dalla quale discendono e che ne \u00e8, oggi, l&#8217;avamposto puntato contro l&#8217;Europa &#8211; non hanno mai conosciuto la sconfitta.<\/p>\n<p>Che vuol dire questo? \u00c8 forse una colpa non essere stati sconfitti, non essere stati invasi, non aver mai conosciuto la realt\u00e0 delle distruzioni dei bombardamenti aerei? Anzi, essere usciti da due guerre mondiali con una economia pi\u00f9 forte ed espansiva di prima?<\/p>\n<p>Dobbiamo qui rifarci, brevemente, ad alcuni concetti espressi in un nostro precedente lavoro, \u00abLa sofferenza \u00e8 una parte essenziale della vita o qualcosa che bisogna puntare a eliminare?\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>In quella sede, avevamo affermato &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; che <em>la sofferenza non \u00e8 costitutiva della condizione umana solamente in senso ontologico; essa lo \u00e8 anche in senso etico.<\/em><\/p>\n<p>Una simile affermazione &#8211; che, non ne dubitiamo, avrebbe indignato Lenin, cos\u00ec come indigner\u00e0 certamente tutti coloro che sentono e pensano come lui &#8211; non nasce da pavido fatalismo o, peggio, da un patologico impulso di tipo masochista. Nasce, al contrario, dalla constatazione che la sofferenza, ed essa soltanto, \u00e8 lo stimolo che spinge gli esseri umani a perfezionarsi, a trascendersi, a cercare il bene per s\u00e9 stessi e per i propri simili.<\/p>\n<p>Se non vi fosse il male, se non vi fosse la sofferenza, verrebbe a mancare il fattore principale dell&#8217;evoluzione spirituale e il pi\u00f9 forte elemento del progresso morale. Possiamo, forse, deprecare che l&#8217;essere umano abbia \u00abbisogno\u00bb di coltivare una cos\u00ec gravosa forma di sollecitazione per mettersi, con tutte le sue forze, verso la strade del buono, del vero e del bello. Ma \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 infiniti fatti della storia stanno a indicarlo; e coi fatti non si discute.<\/p>\n<p>Del resto, prima di lamentarci di questa nostra condizione, dovremmo riflettere che solo grazie alla notte noi siamo in grado di apprezzare il giorno; solo grazie al freddo, il calore; e, ugualmente, solo grazie alla sofferenza, le cose buone che la vita ci offre, insieme all&#8217;occasione di divenire un po&#8217; migliori.<\/p>\n<p>Solo chi ha vissuto, da bambino, il terrore dei bombardamenti aerei ha potuto, poi, apprezzare pienamente la gioia di mettersi a letto a letto col pigiama, senza il pensiero angoscioso che le sirene si sarebbero messe a suonare nel cuore della notte, costringendo tutti a precipitarsi &#8211; insonnoliti e infreddoliti &#8211; verso i rifugi antiaerei; e senza sapere se, cessato l&#8217;allarme, avrebbero trovato ancora in piedi la propria casa.<\/p>\n<p>Solo chi ha sperimentato una lunga e dolorosa malattia, che lo abbia ridotto all&#8217;immobilit\u00e0 per giorni, settimane o mesi, ha imparato poi a godere, una volta guarito, del semplice piacere di potersi reggere in piedi, di camminare, di uscire e di fare una passeggiata, o magari di recarsi dal fornaio ad acquistare il pane fresco.<\/p>\n<p>Ovunque volgiamo lo sguardo, sempre osserviamo lo stesso spettacolo: che il dolore \u00e8 maestro di vita, pi\u00f9 di qualunque altra cosa al mondo.<\/p>\n<p>Anche un solo giorno di sofferenza autentica, non cercata e tuttavia affrontata virilmente, pu\u00f2 insegnarci pi\u00f9 cose di quante non potrebbe farlo una intera biblioteca.<\/p>\n<p>Onestamente, c&#8217;\u00e8 qualcuno che pensa di poterlo negare?<\/p>\n<p>Ed ora torniamo alla questione dell&#8217;anti-americanismo.<\/p>\n<p>Un popolo che non ha mai conosciuto l&#8217;amaro sapore della sconfitta finisce per credersi infallibile e predestinato: come si ritenevano infallibili e predestinati i Padri pellegrini del \u00abMayflower\u00bb, sbarcati nel 1620 nel Nuovo Continente con la Bibbia e il fucile.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che anche gli Stati Uniti hanno conosciuto il sapore della sconfitta, alla conclusione della guerra del Vietnam, quando dovettero fuggire in fretta e furia da Saigon, mentre gi\u00e0 vi stavano entrando le colonne dei <em>vietcong<\/em> (1975).<\/p>\n<p>\u00c8 vero; ma \u00e8 stata un&#8217;unica sconfitta, e non certo totale: gli Americani non hanno visto il nemico in casa propria, non hanno subito l&#8217;occupazione e la spoliazione. \u00c8 stata una umiliazione a met\u00e0 e non ha dato luogo ad alcun serio ripensamento della loro politica estera, delle loro categorie morali. Al contrario, ha originato un forte sentimento di rivalsa, che si \u00e8 sfogato non appena ha trovato margini di manovra sufficienti, e cio\u00e8 non appena l&#8217;Unione Sovietica ha cominciato a implodere: in particolare, nelle due guerre del Golfo Persico &#8211; quella del 1991 e quella del 2003 -, ad opera dei due Bush presidenti: il padre e il (degno) figlio.<\/p>\n<p>Le sconfitte che servono, cos\u00ec alle nazioni come agli individui, sono quelle da cui nasce una nuova consapevolezza di s\u00e9 e degli altri, resa possibile dal dolore, dalla fragilit\u00e0, dalla scoperta di non essere invincibili n\u00e9 onnipotenti. In altre parole, sono quelle dalle quali germoglia una pi\u00f9 profonda umanit\u00e0, una maggiore capacit\u00e0 di autocritica.<\/p>\n<p>Ma gli Americani sono lontanissimi da tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Delle decine di film che hanno prodotto sulla loro partecipazione alle due guerre mondiali &#8211; ad esempio -, non se ne trova uno solo che non suoni come una tronfia e stolida autocelebrazione, come un totale misconoscimento delle ragioni dell&#8217;avversario (che viene, anzi, sistematicamente denigrato o ridicolizzato) e come una assoluta incapacit\u00e0 di riconoscerne cavallerescamente il valore.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la prima e la principale ragione per cui gli Stati Uniti si rendono odiosi nel mondo.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la prima e la principale ragione per cui, quando si sparse la notizia dell&#8217;attacco alle Torri Gemelle, in tante piazze del mondo si \u00e8 fatta festa: prima ancora che per la loro politica sfacciatamente e univocamente filo-israeliana e anti-araba o per la loro alleanza di ferro con i peggiori regimi feudali del mondo: quelli dell&#8217;Arabia Saudita, del Kuwait e degli Emirati Arabi Uniti (con buona pace della democrazia, della libert\u00e0 e dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino).<\/p>\n<p>La seconda ragione \u00e8 che negli Stati Uniti sono maturati, prima che altrove, i frutti della modernit\u00e0, a cominciare da quella filosofia brutalmente utilitaristica e cinicamente materialista, che crede di poter dare un prezzo ad ogni cosa e risolvere qualunque problema aprendo il portafogli.<\/p>\n<p>Troppo ci sarebbe da dire sulla societ\u00e0 americana come punta avanzata dei processi degenerativi della modernit\u00e0: per cui ci limiteremo a poche, brevissime osservazioni.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti d&#8217;America sono l&#8217;unico Paese al mondo in cui, non solo vige la pena di morte (in quasi tutti i suoi Stati), ma in cui, alla vigilia di una qualsiasi esecuzione capitale, si pu\u00f2 osservare, sotto le mura del carcere, una folla di individui che inneggiano alla sedia elettrica, lanciano slogan di morte contro il condannato, sfoggiano magliette e berretti con scritte che proclamano quanto sia bello lo spettacolo di un essere umano che viene ucciso dalle scariche ad altissimo voltaggio. Se scene del genere si verificassero, che so, in Cina, subito i mass-media dipingerebbero quella nazione come la quintessenza della barbarie; accadono, invece, negli Stati Uniti, e nessuno, nel resto del mondo, vi trova niente di strano o di censurabile.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti d&#8217;America sono l&#8217;unico Paese al mondo che non accettano, per i propri concittadini, le norme della giustizia internazionale, valide per chiunque altro. Cos\u00ec, non solo non vedremo mai Bush dietro il banco degli imputati al Tribunale Internazionale dell&#8217;Aja, come abbiamo visto Milosevic e Karadzic; ma neppure abbiamo potuto vedere processati in Italia, molto pi\u00f9 semplicemente, gli aviatori americani che tranciarono per gioco la funivia del Cermis, provocando venti vittime (scommettevano una cassetta di birra per chi avrebbe saputo passare al di sotto della funivia, come attestano le registrazioni di volo). L&#8217;allora capo del governo italiano, D&#8217;Alema, non ebbe nemmeno la dignit\u00e0 di annullare il viaggio a Washington; cos\u00ec come il presidente Berlusconi non ebbe nemmeno la dignit\u00e0 di protestare per l&#8217;assassinio a sangue freddo dell&#8217;agente Calipari, all&#8217;aeroporto di Baghdad, subito dopo la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Inutile dire che sia i bravi aviatori del Cermis che i prodi assassini di Calipari se la sono cavata senza un graffio con la giustizia americana.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti d&#8217;America sono il solo Paese al mondo in cui possano verificarsi violazioni atroci dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo, come \u00e8 avvenuto nelle carceri di Abu Grahib e come tuttora avviene in quelle di Guantanamo, senza che vi sia il minimo segno di ripensamento, di risarcimento, di <em>mea culpa<\/em>. Non so quanti si ricordino le fotografie, pur cos\u00ec recenti, dei corpi di prigionieri iracheni torturati o ammucchiati, ormai cadaveri, mentre soldati e soldatesse <em>yankee<\/em> si facevano ritrarre con sorrisi d&#8217;esultanza e con gesti beffardi e insultanti per le proprie vittime; noi le ricordiamo molto bene. Se fossero state trovate delle foto simili di soldati delle SS naziste presso le loro vittime ebree (e non ci risulta che ne siano state trovate), il mondo intero ne avrebbe dedotto che solo un regime politico infernale poteva aver prodotto soldati di quella fatta. Invece \u00e8 accaduto nell&#8217;esercito americano, e il resto del mondo &#8211; passata la superficiale indignazione del momento &#8211; non ha fatto una piega. Anche in questo caso, \u00e8 appena il caso di ricordare che solo un paio di soldati semplici sono stati processati e condannati all&#8217;espulsione dall&#8217;esercito per i fatti di Abu Grahib, mentre i comandi superiori ne sono usciti totalmente indenni.<\/p>\n<p>Potemmo continuare.<\/p>\n<p>Potremmo dire che gli Stati Uniti d&#8217;America sono il solo Paese al mondo che si riserva di studiare, fabbricare ed impiegare liberamente ogni sorta di arma chimica e batteriologica; di installare testate nucleari nelle basi dei Paesi \u00abamici\u00bb, senza nemmeno informarli della loro entit\u00e0 (come ad Aviano); di organizzare trame, complotti, stragi e colpi di stato, ma con la pretesa di essere sempre dalla parte della democrazia e dei diritti dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ora, con l&#8217;elezione alla presidenza di Barak Obama, sono in molti a sognare chiss\u00e0 quale palingenesi universale, chiss\u00e0 quale era di felicit\u00e0 e di progresso per il mondo intero.<\/p>\n<p>Si fa un paragone con John Fitzgerald Kennedy (per inciso, colui che lanci\u00f2 a corpo morto il proprio Paese nella guerra del Vietnam); si fanno paragoni con Martin Luther King, solo per il colore della pelle. Ci si dimentica, a quanto pare, che sia Colin Powell, sia Condoleezza Rice, che tennero mano a Bush e Dick Cheney nella preparazione e nella esecuzione della infame guerra contro l&#8217;Iraq, nel 2003, erano neri come lui. Credere che Obama sar\u00e0 un buon presidente solo perch\u00e9 \u00e8 un nero (per met\u00e0) non \u00e8 solo una forma di suprema ingenuit\u00e0; significa fare del razzismo alla rovescia.<\/p>\n<p>Comunque, staremo a vedere.<\/p>\n<p>Per intanto, la maniera in cui gli Stati Uniti stanno affrontando la crisi internazionale del sistema bancario, da essi provocata e dal dissennato egoismo dei loro uomini d&#8217;affari &#8211; ossia da una economia basata su un immenso spreco di risorse, e finalizzata a mantenere in povert\u00e0 gran parte della restante popolazione mondiale &#8211; non lascia presagire nulla di buono.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1929 essi hanno regalato al mondo una crisi finanziaria ed economica senza precedenti (che ha prodotto, fra le altre cose, il nazismo e la seconda guerra mondiale); e, anche in quella occasione, invece di farsi carico delle responsabilit\u00e0 mondiali della loro economia, cercarono di salvarsi col protezionismo e con la sospensione dei prestiti alle nazioni europee, moltiplicando gli effetti del disastro.<\/p>\n<p>Vedremo.<\/p>\n<p>Buona fortuna a Barak Obama e a tutti i suoi tifosi e sostenitori.<\/p>\n<p>Noi, intanto, e fino a prova contraria, eravamo, siamo e resteremo radicalmente, irriducibilmente anti-americani: in nome dei valori spirituali che la civilt\u00e0 del dollaro, dell&#8217;atomica e della Coca-Cola ogni giorno continua a offendere, calpestare e deridere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La massima forma di scorrettezza politica \u00e8 considerata, attualmente, quella di essere, o anche soltanto essere sospettati di essere, anti-americani. \u00abAnti-americano\u00bb \u00e8 la suprema parolaccia, la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[155],"class_list":["post-23300","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-george-w-bush"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23300","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23300"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23300\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}