{"id":23297,"date":"2015-11-20T08:18:00","date_gmt":"2015-11-20T08:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/20\/poesia-e-fede-nella-annunciazione-della-verna-di-andrea-della-robbia\/"},"modified":"2015-11-20T08:18:00","modified_gmt":"2015-11-20T08:18:00","slug":"poesia-e-fede-nella-annunciazione-della-verna-di-andrea-della-robbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/20\/poesia-e-fede-nella-annunciazione-della-verna-di-andrea-della-robbia\/","title":{"rendered":"Poesia e fede nella \u00abAnnunciazione\u00bb della Verna, di Andrea della Robbia"},"content":{"rendered":"<p>Fra le celebri e ammiratissime terrecotte invetriate realizzate dai della Robbia &#8212; una tecnica perfezionata da Luca e sviluppata da suo nipote Andrea &#8211; spicca, di quest&#8217;ultimo, il ciclo realizzato nella Basilica della Verna in Casentino, eretta sul luogo ove san Francesco ebbe le stimmate; e, capolavoro assoluto, \u00abL&#8217;Annunciazione\u00bb, in cui sia il volto della Madonna che quello dell&#8217;Arcangelo Gabriele appaiono soffusi da una tale dolcezza e compresi da una tale intensit\u00e0 emotiva, nel muto colloquio che si instaura fra loro, da toccare uno dei vertici pi\u00f9 alti dell&#8217;intera stagione umanistico-rinascimentale. Il classicismo di questo straordinario bassorilievo \u00e8 il frutto di una perfetta sintesi e di un armoniosissimo equilibrio fra la densit\u00e0 spirituale del motivo ispiratore e la linearit\u00e0 espressiva, l&#8217;apparente semplicit\u00e0 e naturalezza di esecuzione, l&#8217;assenza del bench\u00e9 minimo tratto superfluo o ridondante, s\u00ec da raggiungere le sfere rarefatte e sublimi di una poesia eloquente, ma sobria e quasi pudica, e da trasportare l&#8217;osservatore in un mondo di una bellezza totale, fuori del tempo e dello spazio &#8212; impressione rafforzata da quei limpidi cieli di un azzurro fantastico, d&#8217;una intensit\u00e0 da togliere il fiato, che risalta ancor pi\u00f9 per il contrasto con il niveo candore delle figure e per lo snodarsi dei cirri allineati come le perle di un mistico rosario.<\/p>\n<p>N\u00e9 sono soltanto i volti di Maria e di Gabriele a trasmettere una profondissima impressione di pace, di delicatezza, di dedizione totale a Dio &#8212; si tratta del colloquio decisivo per la salvezza del mondo, poich\u00e9 dal <em>fiat<\/em> di Maria verr\u00e0 reso possibile il mistero dell&#8217;Incarnazione -; poich\u00e9 anche la postura dei corpi, la soavit\u00e0 dei gesti, la compostezza delle mani che paiono quasi parlanti, tanto sono cariche di densit\u00e0 affettiva e comunicativa, tutto l&#8217;insieme della composizione, con il vaso di gigli al centro, la colomba librata al di sopra di esso e quasi ferma e sospesa nell&#8217;atto dantesco di &quot;tornare al dolce nido&quot;, sfidando le leggi della gravit\u00e0, infine il gruppo di angeli in alto a sinistra, al cui centro vi \u00e8 Dio Padre, anch&#8217;Egli &#8212; stupenda incongruenza teologica &#8211; immerso in devota preghiera, quasi fosse una Creatura come le altre, tutto l&#8217;insieme, dicevamo, spira una serenit\u00e0, una devozione, una trepidazione religiosa cos\u00ec grande, quali poche altre opere, nella storia dell&#8217;arte italiana ed europea, hanno saputo raggiungere, e con altrettanta (relativa) semplicit\u00e0 di mezzi.<\/p>\n<p>Andrea della Robbia porta a compimento quella &quot;rivoluzione artistica&quot; che prima il Cimabue, indi Giotto, avevano iniziato poco meno di due secoli prima: rivoluzione che consiste nel portare il divino nell&#8217;umano, ovvero nell&#8217;umanizzare il divino, compenetrando e quasi fondendo le due dimensioni l&#8217;una nell&#8217;altra, in maniera cos\u00ec efficace, cos\u00ec potente, cos\u00ec irresistibile, da generare addirittura una nuova concezione estetica, un nuovo paradigma culturale: quello, appunto, umanistico e rinascimentale, il quale &#8211; nel suo aspetto migliore e nei suoi esiti pi\u00f9 riusciti e pi\u00f9 felici &#8212; non si risolve affatto in una sovrapposizione dell&#8217;umano al divino, o in una divinizzazione dell&#8217;umano, ma in una celebrazione del divino mediante il linguaggio dell&#8217;umano e in una discesa del divino nella realt\u00e0 concreta dell&#8217;umano, che ne risulta spiritualizzato e trasfigurato, quasi spogliato dei suoi elementi contingenti e accessori, e liberato in tutto il suo potenziale splendore, in tutta la sua sfolgorante bellezza.<\/p>\n<p>A proposito della \u00abAnnunciazione\u00bb di Andrea della Robbia situata nel Santuario francescano della Verna, ci sembrano puntuali e pregnanti le osservazioni svolte da mons. Alvise Dal Zotto (deceduto nel 1982), nel suo libro \u00abContemplare i misteri. Guida per esempi all&#8217;arte cristiana\u00bb, che qui riportiamo (Valdobbiadene, 2004, p. 9):<\/p>\n<p><em>\u00abChi dalla pianura del Casentino sale fino a quota 1.200 sull&#8217;aspra montagna della Verna, e lo fa dopo aver letto il &quot;Cantico delle creature&quot; o dopo aver visitato ad Assisi il chiostro di S. Maria degli Angeli con la figura del Poverello che, l\u00e0 in un angolo, sulle sue mani delicatamente protese sostiene un nido di paglia, dove le tortorelle quasi invitate dal sorriso del Santo vanno a cercare ristoro, deve modificare l&#8217;immagine, che si \u00e8 formato di un S. Francesco, il quale inebriato di poesia e tenerezza canta alla fraternit\u00e0 di tutti quanti gli esseri e avverte nell&#8217;universo creato quasi la mano vellutata di Dio che accarezza. Alla Verna tutto reca l&#8217;impronta dell&#8217;austerit\u00e0 pi\u00f9 severa, dai ronchioni che sorgono sui pascoli brulli svestiti di boschi, fino alla pietra umida e grigia, un po&#8217; rilevata da un lato come a guanciale, sulla quale il Santo stendeva le membra esauste per un po&#8217; di riposo alla notte, fino al &quot;Sasso spicco&quot;, l&#8217;enorme lastrone obliquo, staccato dalla roccia, sotto il quale si ritirava a pregare. \u00c8 proprio il &quot;crudo sasso&quot; di dantesca memoria, pi\u00f9 adatto a un penitente della desolata Tebaide, che non al pi\u00f9 amabile dei Santi, vissuto sotto il cielo turchino dell&#8217;Umbria.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure anche lass\u00f9 ritornano i ricordi della sua dolce poesia: ritornano nell&#8217;umile cappella, che proprio secondo il disegno rivelato dalla Vergine, come narra la letteratura dei Fioretti, il conte Orlando Cattani aveva costruito e Francesco aveva poi dedicato a S. Maria degli Angeli, in ricordo della cara chiesuola d&#8217;Assisi; ritornano soprattutto in quelle terrecotte invetriate (sono una dozzina, plasmate da Luca della Robbia e da Andrea, suo figlio adottivo e nipote), che con il sorriso delle loro tinte bianche e azzurre sembrano allietare la povert\u00e0 del sacro recinto.<\/em><\/p>\n<p><em>Quella che fra tutte il pellegrino porta con s\u00e9 nel suo devoto ricordo \u00e8 l&#8217;Annunciazione, che gli appare, parallela all&#8217;Ascensione di Ges\u00f9, l\u00e0 in fondo a sinistra nella Chiesa Maggiore. La plasm\u00f2 Andrea nell&#8217;anno 1470, contornandola di una cornice brunelleschiana, che inquadra stupendamente la scena. Lo scultore ha dato al mistero una interpretazione popolare insieme ed aristocratica, raffinata ed ingenua, e soprattutto squisitamente devota.<\/em><\/p>\n<p><em>Sullo sfondo azzurro dei cieli, striati da nubi parallele, si staccano in primo piano le figure silenti e composte nella meditazione del mistero, che congiunse Dio all&#8217;uomo, i cieli alla terra. Sono bianche, come bianco \u00e8 il cespo di gigli, che si eleva anch&#8217;esso delicatamente composto da un bianco vaso ansato di classica fattura. La Madonna seduta, in un atteggiamento umilissimo e dignitoso ad un tempo, tiene sopra le ginocchia il Libro santo aperto sul vaticinio del profeta Isaia: &quot;Ecce virgo concipiet&#8230;&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Di fronte a Lei, \u00e8 l&#8217;Angelo con il ginocchio piegato e le mani congiunte, con una espressione raccolta e quasi trepida nell&#8217;ovale del volto incorniciato da riccioli e come proteso a contemplare la Madre di Dio, che portando al petto la mano diafana e sottile pronuncia le parole dell&#8217;umile accettazione incise alla base del quadro: &quot;Ecce ancilla Domini&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Verbo ha ormai collocato in Lei il suo tabernacolo, e dalla parte opposta in alto ecco allora tra una corona di angioletti dai volti soavi e affettuosi di pargoli, l&#8217;Eterno Padre, che congiunge anch&#8217;Egli &#8212; sublime incongruenza &#8212; le mani verso il Mistero, mentre tra il Padre e il Verbo , lo Spirito Santo, colombella volante simile a barchetta d&#8217;un bimbo, avanza nell&#8217;azzurro increspato di nubi con le ali spiegate a guisa di vele. Cos\u00ec lo scultore cristiano nello sfondo grigio ed austero della sacra montagna sapeva gentilmente inserire una scena tutta soffusa di quel francescano candore, che solo pu\u00f2 rendere palesi i misteri di Dio tra gi uomini.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Qui siamo di fronte al vero spirito della civilt\u00e0 umanistica e rinascimentale: non quello dei filosofi neoplatonici o degli adoratori di una bellezza fine a se stessa, quasi pagana nel suo sapiente, ma esasperato virtuosismo; bens\u00ec quello dei migliori artisti che, in continuit\u00e0 e non in contrapposizione alla grandissima tradizione medievale, esaltarono il nucleo religioso della loro &quot;rivoluzione&quot; estetica e mirarono a rintracciare, evidenziare, ricostruire il filo ininterrotto della millenaria civilt\u00e0 cristiana, sorgente inesausta da cui scaturirono non solo i monumenti della sapienza filosofica e teologica, come la \u00abSumma\u00bb di san Tommaso d&#8217;Aquino, o del pensiero e dell&#8217;arte poetica, come la \u00abCommedia\u00bb di Dante Alighieri, ma anche le mille e mille manifestazioni delle arti figurative, che sempre conservarono, fino a tutto il XVI secolo e oltre, la loro originaria ispirazione religiosa.<\/p>\n<p>L&#8217;Umanesimo e il Rinascimento sono stati due movimenti culturali immensi ed estremamente complessi; da sempre si discute, fra gli storici, se e quanto essi siano intimamente collegati l&#8217;uno all&#8217;altro, oppure se vi sia una discontinuit\u00e0, una frattura, e sia pure implicita, fra il primo e il secondo. Noi non entreremo in una simile discussione, la quale ci porterebbe troppo lontano e che non rientra, del resto, nel quadro della presente riflessione: ci limitiamo ad osservare che un capolavoro come \u00abL&#8217;Annunciazione\u00bb di Andrea della Robbia, datato verso il 1475, e cio\u00e8, a un dipresso, nel punto di congiunzione, o, se si preferisce, nella fase di trapasso dall&#8217;uno all&#8217;altro, spiccano le qualit\u00e0 migliori di una concezione dell&#8217;uomo e del mondo che, per essere &quot;nuova&quot;, non \u00e8 tuttavia la negazione, ma la ripresa e lo sviluppo di quella medievale, alla luce di una sensibilit\u00e0 che ha conosciuto le ripercussioni dei mutamenti economici, politici e sociali dei secoli dal XIV al XVI (n\u00e9 avrebbe potuto essere altrimenti), restando per\u00f2 fedele alla struttura originaria.<\/p>\n<p>Quel che vogliamo dire \u00e8 che, in un&#8217;opera come questa, la celebrazione della bellezza terrena non \u00e8 concepita in antitesi alla verit\u00e0 soprannaturale, ma, al contrario, come un riflesso di quest&#8217;ultima, che si umanizza nella misura in cui viene realizzata per mezzo del linguaggio umano: nessuna negazione, quindi, nessun rifiuto del passato, e nessun travisamento, nessuna alterazione dello spirito autentico del cristianesimo: ma, semmai, sforzo di adattamento della dimensione espressiva alle mutate circostanze storiche, senza nondimeno allontanarsi dal cuore vivo e pulsante della tradizione e della civilt\u00e0 europea: cuore cristiano, spirituale, illuminato dalla fede in un Dio che non \u00e8 rimasto nelle Sue altezze inaccessibili, ma che ha voluto farsi uomo, essere concepito e generato in un corpo di donna, vivere in mezzo agli uomini per portare loro la Sua parola di amore ed il Suo supremo sacrificio di Redenzione. In altre parole, non vi \u00e8, a nostro giudizio, n\u00e9 potrebbe esservi, alcuna discontinuit\u00e0, alcuna frattura, ma, al contrario, perfetta coerenza e lineare sviluppo, fra un&#8217;opera come \u00abL&#8217;Annunciazione\u00bb di Andrea della Robbia ed il \u00abCantico delle creature\u00bb di san Francesco d&#8217;Assisti, o &#8211; se si preferisce restare nell&#8217;alveo del medesimo registro espressivo &#8211; \u00abL&#8217;Annunciazione\u00bb di Pietro Cavallini, nella chiesa di romana di Santa Maria in Trastevere: quel che muta \u00e8 il linguaggio figurativo, non il nucleo spirituale da cui scaturisce il sentimento poetico. Non \u00e8 che nelle migliori opere dell&#8217;arte medievale l&#8217;elemento umano venga mortificato, rimpicciolito, quasi sacrificato sull&#8217;altare del divino: queste sono pie leggende messe in giro dai soliti signori della cultura neo-illuminista e scientista, politicamente corretta, ma intellettualmente disonesta; al contrario: nelle grandi opere medievali si respira la stessa atmosfera che aleggia nella \u00abAnnunciazione\u00bb di Andrea della Robbia, o, che possiamo dire?, negli affreschi del Beato Angelico: una atmosfera ove il divino discende nell&#8217;umano, lo innalza, lo purifica.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec: guardando il colloquio fatto di gesti, di sguardi, di atteggiamenti, fra la Vergine Maria e l&#8217;Arcangelo Gabriele, nella meravigliosa terracotta invetriata di Andrea della Robbia, noi ritroviamo la stessa atmosfera, la medesima temperie spirituale del \u00abCantico\u00bb di Francesco o del mosaico di Pietro Cavallini: non sono due civilt\u00e0 diverse, non sono due concezioni diverse dell&#8217;umano e del divino; sono due fasi della stessa civilt\u00e0 e della stessa concezione: figlie entrambe, nel mutare dei tempi e degli stili, di un&#8217;unica e coerente civilt\u00e0, di una sola concezione teologica e artistica: quella cristiana. E la concezione cristiana \u00e8 caratterizzata, appunto, rispetto ad altre concezioni religiose, dal fatto dell&#8217;Incarnazione, ossia della discesa del divino nella dimensione terrena per gettare un ponte fra le due sfere, quella dell&#8217;Assoluto e quella dell&#8217;umano. L&#8217;uomo, pertanto, non si limita a ricevere l&#8217;offerta d&#8217;amore di Dio: egli \u00e8 interpellato singolarmente, \u00e8 chiamato non solo a <em>parteciparvi<\/em>, ma anche a <em>collaborarvi<\/em>: e l&#8217;atto originario che rende possibile tale collaborazione, e senza il quale il ponte gettato da Dio sarebbe un ponte a senso unico, inagibile all&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 il <em>fiat<\/em> di Maria Vergine davanti all&#8217;Arcangelo Gabriele. Ecco perch\u00e9 proprio nella rappresentazione artistica di quest&#8217;atto si coglie, meglio che in qualsiasi altro, la specificit\u00e0 della civilt\u00e0 cristiana e del sentimento cristiano della vita: la collaborazione fattiva, la cooperazione volonterosa e fiduciosa della creatura nei confronti del suo Creatore.<\/p>\n<p>Una civilt\u00e0 che ha saputo restare fedele, per secoli e millenni, a questa idea e a questo sentimento, \u00e8 una grande civilt\u00e0. Dovremmo andarne fieri, nonostante le sue cadute e i suoi errori, invece di unirci al coro degli intellettuali miopi e ingrati, che passano il tempo a denigrarla, ingiuriarla, disprezzarla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra le celebri e ammiratissime terrecotte invetriate realizzate dai della Robbia &#8212; una tecnica perfezionata da Luca e sviluppata da suo nipote Andrea &#8211; spicca, di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30177,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[117],"class_list":["post-23297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-poesia","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-poesia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30177"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}