{"id":23289,"date":"2015-12-13T12:08:00","date_gmt":"2015-12-13T12:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/13\/lavvento-dellanimale-tecnologico-esige-un-nuovo-patto-fra-uomo-e-natura\/"},"modified":"2015-12-13T12:08:00","modified_gmt":"2015-12-13T12:08:00","slug":"lavvento-dellanimale-tecnologico-esige-un-nuovo-patto-fra-uomo-e-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/13\/lavvento-dellanimale-tecnologico-esige-un-nuovo-patto-fra-uomo-e-natura\/","title":{"rendered":"L\u2019avvento dell\u2019\u00abanimale tecnologico\u00bb esige un nuovo patto fra uomo e natura"},"content":{"rendered":"<p>Giovanni Ballarini, classe 1927, docente di Clinica Medica veterinaria all&#8217;Universit\u00e0 di Parma dal 1953 al 2003, \u00e8 stato uno degli studiosi italiani pi\u00f9 lucidi e lungimiranti nel riconoscere i nuovi problemi, pratici ed etici, posti dalla manipolazione sempre pi\u00f9 massiccia degli animali a scopo economico o &quot;scientifico&quot;.<\/p>\n<p>In particolare, in anni che sembrano gi\u00e0 cos\u00ec lontani, e nei quali certamente non si immaginava che sarebbe stato possibile modificare geneticamente il frumento o clonare delle pecore, aveva compreso che la civilt\u00e0 tecnologica finisce per produrre la nascita di &quot;animali tecnologici&quot;, cio\u00e8 sempre pi\u00f9 lontani dalle loro caratteristiche originarie e sempre pi\u00f9 legati all&#8217;ambiente artificiale che li ha creati; &quot;animali tecnologici&quot; rispetto ai quali l&#8217;uomo deve assumersi delle precise responsabilit\u00e0 e che non pu\u00f2 continuare a sfruttare in senso puramente utilitario, soltanto per forzarli a produrre sempre pi\u00f9 latte, pi\u00f9 lana, pi\u00f9 carne.<\/p>\n<p>Ballarini aveva anche visto che, mentre l&#8217;attenzione degli ecologisti e dell&#8217;opinione pubblica si sarebbe sensibilizzata, a un certo punto, e giustamente, sul dramma delle specie viventi minacciate di estinzione dal cosiddetto &quot;progresso&quot; industriale, pochi si sarebbero preoccupati del fatto che le modificazioni pi\u00f9 vistose sarebbero avvenute nell&#8217;ambito degli animali domestici, proprio perch\u00e9 a stretto contatto con l&#8217;uomo e con la sua evoluzione tecnologica. Si tratta di modificazione talmente diffuse e talmente quotidiane, che abbiamo finito per smarrire la percezione della loro invasivit\u00e0 e, sovente, della loro brutalit\u00e0.<\/p>\n<p>Molti di noi, ad esempio, danno per scontato che, per poter tenere in casa un cane o un gatto, bisogna sottoporre l&#8217;animale alla castrazione, se maschio, o fargli allacciare le tube, se femmina, onde evitare fastidiose complicazioni legate alle sue necessit\u00e0 sessuali; con il vantaggio, si pensa, che l&#8217;animale diventa bello grasso e pi\u00f9 &quot;tranquillo&quot;, la smette di andare in strada e dappertutto e preferisce sonnecchiare eternamente sui tappeti, con evidente gratificazione &quot;affettiva&quot; del suo padrone. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec evidente che si tratta di pratiche &quot;normali&quot;, pacifiche, e che l&#8217;uomo ha il diritto di farle, senza porsi alcun problema morale? Certo, queste possono sembrare domande oziose, fino a quando si continuer\u00e0 a considerare l&#8217;etica una faccenda esclusivamente intraspecifica, cio\u00e8 riguardante solamente gli esseri umani. Ma anche questa, forse, \u00e8 una pretesa infondata: tanto \u00e8 vero che l&#8217;uomo non si \u00e8 nemmeno mai preso la briga di discutere e provare a dimostrarla &#8211; o, almeno, cos\u00ec \u00e8 stato fino ad anni recentissimi.<\/p>\n<p>Ballarini, dunque, sosteneva che il dilagare sempre pi\u00f9 invasivo della tecnologia porta con s\u00e9, inevitabilmente, una &quot;tecnologizzazione&quot; degli animali domestici, perfino senza che l&#8217;uomo, in un certo qual senso, se ne renda conto; anzi, proprio gli uomini che desiderano avere, o conservare, un legame pi\u00f9 stretto con gli animali, anche a semplice scopo di compagnia e di affetto, sono operatori di pratiche estremamente invasive su di essi, che li rendono sempre pi\u00f9 delle creature artificiali, totalmente inadatte a ritornare, se ci\u00f2 dovesse diventare necessario, alla vita libera. Pensiamo a una citt\u00e0 che viene abbandonata dai suoi abitanti, nel corso di drammatiche vicende belliche: prima di fuggire, un uomo apre la gabbia dei suoi canarini, per offrire loro una possibilit\u00e0 di salvezza, altrimenti \u00e8 certo che le bestiole morirebbero di fame (o forse perirebbero sotto le macerie dell&#8217;edificio bombardato dalle artiglierie nemiche o dalle incursioni aeree). Pure, \u00e8 chiaro che quegli uccellini non saranno in grado di sopravvivere neppure per qualche ora: finiranno fra gli artigli di un predatore, oppure, semplicemente, moriranno di fame o di freddo.<\/p>\n<p>Questo significa che gli animali domestici sono gi\u00e0 diventati degli animali artificiali, incapaci di sopravvivere da soli, in condizioni naturali, anche se venissero liberati in un ambiente estremamente favorevole, nella stagione pi\u00f9 mite e in presenza di ricche risorse alimentari. Essi, infatti, non sarebbero in grado di procurarsi il cibo, n\u00e9 di difendersi dai loro nemici naturali. E la stessa cosa che abbiamo detto dei canarini, accadrebbe se si trattasse di un qualunque altro animale da compagnia, come un cane o un gatto.<\/p>\n<p>E che dire degli animali da allevamento, radicalmente espropriati delle loro abitudini e dei loro ritmi naturali? Delle galline esposte ventiquattro ore al giorno alla luce elettrica, in modo che dormano il minor tempo possibile e facciano pi\u00f9 uova possibile, ingannate nel loro istinto naturale da un d\u00ec perenne, cui non segue mai l&#8217;oscurit\u00e0 della notte? Che dire delle api che smarriscono il senso dell&#8217;orientamento a causa delle sostanze inquinanti presenti nell&#8217;aria, e che non riescono a ritrovare la strada per tornare all&#8217;alveare? Oppure che dire, oggi, degli animali &quot;ottenuti&quot; mediante la clonazione, o di quelli nati dalla manipolazione di geni appartenenti a specie diverse, perfino le pi\u00f9 dissimili tra loro?Peraltro, se le tecniche sono recentissime, l&#8217;idea non \u00e8 affatto nuova. Ne aveva gi\u00e0 parlato, magnificando una simile padronanza tecnica e scientifica, il filosofo inglese Francis Bacon, (1561-1626), uno dei protagonisti della Rivoluzione scientifica del XVII secolo, nel suo racconto utopico \u00abLa nuova Atlantide\u00bb, scritto nel 1624 e pubblicato, postumo, nel 1627. Quasi quattro secoli fa. Come dire: cronaca d&#8217;una mostruosit\u00e0 annunciata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva Ballarini, poco meno di trent&#8217;anni or sono, con profetica lucidit\u00e0, nel suo libro \u00abL&#8217;animale tecnologico\u00bb (Bologna, Calderini, 1986, pp. 22-24):<\/p>\n<p><em>\u00abIn alcuni decenni l&#8217;animale domestico, che in ultima analisi sta divenendo la &quot;specie&quot; animale pi\u00f9 diffusa come numero e come massa di viventi, ha subito trasformazioni cos&#8217; intense da esse spesso pi\u00f9 distante, dal punto di vista della genetica, comportamento e metabolismo, dal suo progenitore ottocentesco di quanto di solito non lo siano specie animali diverse. Con tecnologia &quot;primitive&quot; legate alla sua presenza di &quot;signore&quot; (dominus) e attraverso un insediamento pi\u00f9 o meno fisso (domus) l&#8217;uomo ha forgiato l&#8217;animale domestico; con tecnologie raffinate l&#8217;uomo ora non solo sta costruendo un animale completamente dipendente da queste tecniche (animale tecnologico), ma tramite la sua stessa tecnica modifica incisivamente ogni tipo di vita del pianeta.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 infatti ampiamente noto che il DDT \u00e8 presente nel grasso degli orsi e delle foche del Polo, come il piombo emesso dai tubi di scappamento delle automobili lo si ritrova in tutti i ghiacciai. Urbanesimo, sviluppo industriale, sviluppo agricolo, sono le principali linee tecniche umane che modificano la vita animale.<\/em><\/p>\n<p><em>Recentemente \u00e8 comparso il libro di Philippe Diol\u00e9 &quot;Gli animali malati d&#8217;uomo&quot;, espressione della giusta preoccupazione per la scomparsa degli animali selvatici . In modo analogo si sono sviluppati movimenti di opinione per la&quot;Conservazione della Natura&quot;. Solo a pochi per\u00f2 \u00e8 apparso evidente che le pi\u00f9 importanti modificazioni nella vita animale si sono verificate e si stanno compiendo sugli animali domestici. Anzi l&#8217;intensit\u00e0 delle manipolazioni \u00e8 spesso proporzionale al grado di domesticit\u00e0 che \u00e8 stato raggiunto. L&#8217;atteggiamento di &quot;protezione&quot; \u00e8 quindi fondamentalmente errato. D&#8217;altra parte una pura e semplice &quot;liberazione dell&#8217;animale&quot; (come proposto da Peter Singer nel suo discusso, ma stimolante libro &quot;Animal Liberation&quot;) non \u00e8 sufficiente, perch\u00e9 le tecnologie dure dell&#8217;uomo superano i limiti dell&#8217;allevamento in domesticit\u00e0 stretta. Ogni civilt\u00e0 ha avuto i suoi animali. La nostra civilt\u00e0 tecnologica sta &quot;costruendo&quot; i suoi animali tecnologici, ma questo avviene con velocit\u00e0, brutalit\u00e0, esclusivismo mai visti in precedenza. Inoltre questa trasformazione avviene attraverso una completa distruzione della cultura animale, senza alcuna sostituzione e senza permettere loro di costruire una diversa &quot;cultura alternativa&quot;, che d&#8217;altronde sarebbe impossibile per la estrema semplificazione degli ambienti e la forte riduzione degli scambi da animale ad animale. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;animale tecnologico [&#8230;] \u00e8 in corso di formazione. In alcune specie siamo gi\u00e0 molto avanti, forse a un limite vicino alla catastrofe: ad esempio quando il &quot;nuovo&quot; animale \u00e8 divenuto completamente dipendente dal sistema che lo ha prodotto. \u00c8 il caso dei tacchini giganti che per le loro stesse dimensioni non si possono pi\u00f9 accoppiare e la loro riproduzione avviene solo per inseminazione artificiale eseguita dall&#8217;uomo, o dei gatti a mantello chiaro e con turbe sensoriali che non potrebbero vivere in libert\u00e0. Altre volte il processo \u00e8 solo iniziato. Nella gran parte dei casi si tratta di processi che da parte di chi li attua vengono considerati del tutto &quot;normali&quot;. \u00c8 cos\u00ec &quot;normale&quot; per l&#8217;allevatore volere tacchini sempre pi\u00f9 grossi e adatti a produrre bistecche, o per il proprietario di gatti voler un animale sempre pi\u00f9 affettuoso. Quello che \u00e8 certo, a nostro avviso, \u00e8 proprio l&#8217;idea del &quot;possesso&quot;, troppo spesso alla base del rapporto uomo-animale. Anzi questo atteggiamento \u00e8 pi\u00f9 vivo in coloro che dicono &#8211; ed in buona fede credono &#8211; di amare i propri animali, esprimendo questo &quot;amore&quot; con un atteggiamento possessivo che non viene accettato nemmeno dai proprio figli. Anzi questo &quot;amore&quot; compare spesso quando i propri figli lo hanno rifiutato. [&#8230;] L&#8217;allevatore di tacchini giganti, per rimanere nell&#8217;esempio sopra citato, dir\u00e0 che \u00e8 assurdo andare a sindacare quanto \u00e8 stato collaudato da una vasta pratica e fornisce utili commerciali cos\u00ec evidenti; d&#8217;altra parte se i &quot;suoi&quot; animali crescono cos\u00ec bene, non devono poi stare cos\u00ec male. La proprietaria della gatta albina e con turbe sensoriali (e per questo cos\u00ec &quot;affettuosa&quot;), privata inoltre della sua attivit\u00e0 sessuale perch\u00e9 &quot;porta disturbo in casa&quot;, affermer\u00e0 il proprio amore per l&#8217;animale, e dir\u00e0 di andare a vedere come allevano quei poveri tacchini o vitellini, di cui acquista la carne (&quot;che sia tenera&#8230;&quot;) per la propria gattina. L&#8217;ANIMALE TECNOLOGICO sar\u00e0 sempre l&#8217;&quot;altro&quot;, non il &quot;proprio&quot;, e appunto qui sta l&#8217;errore basato, come si \u00e8 detto, su di una idea del &quot;possesso&quot; di una specie vivente e financo di un solo individuo.<\/em><\/p>\n<p><em>Solo se supereremo la concezione del possesso ed entreremo in quella della fruizione (e qui, ma come limite, mi vengono in mente gli inglesi &quot;guardatori di uccelli, e la stessa &quot;caccia fotografica&quot;), pur senza perdere i vantaggi della domesticazione, potremo evitare gli eccessi dell&#8217;&quot;animale tecnologico&quot;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>A questo punto, il nostro ragionamento richiederebbe un ulteriore salto in avanti, o un ulteriore allargamento della prospettiva, giungendo ad includere una riflessione sull&#8217;uomo stesso. L&#8217;uomo, dal punto di vista biologico e fisiologico (sebbene sia quasi una banalit\u00e0 il ricordarlo), \u00e8, in tutto e per tutto, un animale, pi\u00f9 precisamente un mammifero placentato, contraddistinto dalla stazione marcatamente eretta, e dotato di un pollice opponibile.<\/p>\n<p>Ebbene: questo mammifero \u00e8 diventato, a sua volta, e per opera delle sue stesse invenzioni e applicazioni tecnologiche, una creatura estremamente artificiale: la pi\u00f9 artificiale di tutte, la pi\u00f9 lontana dalle condizioni della vita naturale e la pi\u00f9 incapace di tornare a riadattarvisi, anche solo in misura marginale. Il suo corpo si \u00e8 sempre pi\u00f9 artificializzato, mediante la depilazione, l&#8217;uso di prodotti cosmetici e salutistici di origine chimica, l&#8217; uso e l&#8217;abuso di tatuaggi, l&#8217;assunzione di steroidi e anabolizzanti, per non parlare di tinture per capelli, protesi dentarie, apparecchi cardiostimolatori, amplificatori acustici, introduzione chirurgica di masse di silicone per accrescere il volume di certe parti anatomiche &#8211; a cominciare dal seno femminile -, interventi estetici per modificare il naso, la fronte, il taglio degli occhi, eccetera. E ancora: l&#8217;assuefazione ad un regime alimentare estremamente dannoso per la salute, ma gradevole al palato, oppure ritenuto utile per altri scopi, ad esempio per dimagrire o per aumentare le masse muscolari; e l&#8217;assuefazione al fumo o al consumo di superalcolici.<\/p>\n<p>Tutte queste pratiche ed abitudini stanno allontanando l&#8217;organismo umano, sempre di pi\u00f9, dalle condizioni di esistenza naturali e lo stanno predisponendo a malattie e disturbi d&#8217;ogni genere; e ad essi si sommano i disordini nell&#8217;orario quotidiano, per esempio con l&#8217;alternarsi di turni lavorativi diurni e notturni, che sconvolgono l&#8217;orologio biologico e favoriscono insonnie, depressioni, disturbi dell&#8217;apparato digerente. E si aggiunga la sedentariet\u00e0, l&#8217;affaticamento della vista per l&#8217;uso del computer, la tensione nervosa imposta dal <em>surmenage<\/em>. Ce ne sarebbe abbastanza per rabbrividire: eppure tutto questo \u00e8 ancora poca cosa, quasi ridicola, a paragone della manipolazione genetica, della inseminazione artificiale, della introduzione di <em>microchip<\/em> nel cervello, del condizionamento mentale mediante messaggi subliminali, o, semplicemente (si fa per dire) dell&#8217;assunzione di cibo contaminato da fitofarmaci, o dell&#8217;esposizione del corpo alla radioattivit\u00e0, o ai raggi ultravioletti che filtrano attraverso il buco nello strato di ozono dell&#8217;atmosfera terrestre&#8230;<\/p>\n<p>E che dire, infine, degli innumerevoli influssi intellettuali, culturali, spirituali, che investono la nostra dimensione psichica con forza crescente, senza un attimo di tregua, trasformando la nostra coscienza in un perenne campo di battaglia in cui si scatenano, si sovrappongo e s&#8217;intrecciano le mille branche della tenaglia con cui il potere mediatico stringe d&#8217;assedio e distrugge quel poco che resta della nostra libert\u00e0 morale e della nostra autonomia di giudizio, sottoponendoci a un incessante, spietato, metodico lavaggio del cervello?<\/p>\n<p>L&#8217;animale uomo \u00e8 la specie vivente maggiormente minacciata, oggi, di trasformarsi in una creatura totalmente artificiale. Una volta imboccata quella china, \u00e8 difficile immaginare dove egli andr\u00e0 a finire. Probabilmente, diventer\u00e0 una mera appendice delle macchine &quot;intelligenti&quot; da lui stesso costruite: cosa che, in effetti, sta gi\u00e0 accadendo, sotto i nostri occhi, senza che riusciamo a cogliere la vera dimensione del fenomeno, e tutte le sue possibili implicazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il futuro che desideriamo veramente, per noi e, soprattutto, per i nostri figli? Forse \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per fare qualcosa, per tornare indietro, per reimpostare in un senso pi\u00f9 ragionevole la nostra aspirazione al progresso; e tuttavia, una volta compresa la gravit\u00e0 del pericolo, se l&#8217;uomo non tentasse, quanto meno, di correggere la deriva disastrosa che lo sta trascinando via con s\u00e9, per l&#8217;abuso della tecnologia, dimostrerebbe, con ci\u00f2 stesso, di non essere pi\u00f9 &quot;uomo&quot;, nel senso che, per migliaia di anni, si \u00e8 dato a questa parola.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, se vuole sopravvivere, deve stabilire un nuovo patto fra s\u00e9 e la natura, perch\u00e9 quello esistente lo ha condotto fin sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso. Un nuovo patto, nel quale egli riconosca la propria componente &quot;naturale&quot;, insieme alla dignit\u00e0 delle altre creature viventi, ma si faccia guidare non pi\u00f9, come \u00e8 stato finora, da un folle sogno di onnipotenza, fondato sul Logos strumentale e calcolante, bens\u00ec dalla sua dimensione spirituale, profonda, <em>religiosa<\/em>, nel senso pi\u00f9 ampio del termine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Ballarini, classe 1927, docente di Clinica Medica veterinaria all&#8217;Universit\u00e0 di Parma dal 1953 al 2003, \u00e8 stato uno degli studiosi italiani pi\u00f9 lucidi e lungimiranti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-23289","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23289\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}