{"id":23286,"date":"2016-06-21T08:53:00","date_gmt":"2016-06-21T08:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/21\/lanima-di-ogni-civilta-e-la-civilta-dellanima\/"},"modified":"2016-06-21T08:53:00","modified_gmt":"2016-06-21T08:53:00","slug":"lanima-di-ogni-civilta-e-la-civilta-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/21\/lanima-di-ogni-civilta-e-la-civilta-dellanima\/","title":{"rendered":"L&#8217;anima di ogni civilt\u00e0 \u00e8 la civilt\u00e0 dell&#8217;anima"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile una civilt\u00e0 che non si curi dell&#8217;anima, che punti solo ed esclusivamente al progresso materiale, economico e tecnologico; che neghi a Dio il posto dovutogli, e che veda nell&#8217;uomo una creatura puramente biologica e null&#8217;altro, evoluta fin che si vuole, ma nata dal caso e sviluppatasi in senso esclusivamente naturalistico? Oppure si tratta di un concetto assurdo, di una contraddizione in termini, perch\u00e9 la civilt\u00e0, non questa o quella civilt\u00e0 storicamente manifestata, ma la civilt\u00e0 in se stessa, altro non pu\u00f2 essere che la civilt\u00e0 dell&#8217;anima, che rivolge lo sguardo verso Dio, e che vede nell&#8217;uomo la creatura fatta a Sua immagine e somiglianza, e destinata a tornare a Lui, cos\u00ec come da Lui essa, insieme a tutte le altre creature, ha tratto origine?<\/p>\n<p>Il cardinale Michael von Faulhaber (1869-1952), arcivescovo di Monaco e Frisinga per trentacinque anni &#8212; anni terribili, dal 1917 al 1952: dalla Prima guerra mondiale al secondo dopoguerra, passando attraverso gli orrori del regime nazista, del quale fu coraggioso e fermissimo oppositore &#8212; ha espresso questo concetto con una mirabile capacit\u00e0 di sintesi, nella formula: <em>Die Seele aller Kultur bleibt die Kultur der Seele<\/em>: l&#8217;anima di ogni cultura \u00e8 la cultura dell&#8217;anima (tenendo presente che, in tedesco, <em>Kultur<\/em> non \u00e8 la nostra &quot;cultura&quot;, ma corrisponde al concetto di &quot;civilt\u00e0&quot;). Pertanto, una civilt\u00e0 senz&#8217;anima non \u00e8 pi\u00f9 civilt\u00e0, ma soltanto una forma di barbarie.<\/p>\n<p>L&#8217;aforisma di monsignor Faulhaber (l&#8217;uomo a cui si deve la vocazione religiosa e, poi, la consacrazione sacerdotale del futuro Benedetto XVI) era ben presente alla mente di un altro prelato che ha vissuti in prima persona le tragiche vicende europee del XX secolo: monsignor Alojzije Viktor Stepinac (1898-1960), cardinale, che fu arcivescovo di Zagabria dal 1937 al 1960 e che, dopo la caduta del regime ustascia di Ante Pavelic &#8212; del quale fu considerato, ma a torto, un fiancheggiatore &#8211; sub\u00ec una durissima persecuzione da parte del regime comunista jugoslavo del maresciallo Tito. Arrestato nel 1946, fu processato, condannato per reati politici in un processo farsa, durante il quale le sue dichiarazioni furono manipolate e la maggior parte dei testimoni chiamati dalla difesa, non vennero ascoltati, e imprigionato. Dal carcere e dai lavori forzati, in cui la sua salute venne irrimediabilmente rovinata (pare che gli venisse somministrato anche del veleno), pass\u00f2 in seguito agli arresti domiciliari; tuttavia, creato cardinale da Pio XII, nel 1953, rimase sempre nella sua Croazia e continu\u00f2 ad essere, ufficialmente, il legittimo arcivescovo di Zagabria, fino al termine della sua vita, senza peraltro mai ricevere il permesso di recarsi a Roma.<\/p>\n<p>Nel 1998 Giovanni Paolo II lo ha beatificato, riportando di attualit\u00e0 la sua figura semi-dimenticata di martire silenzioso della persecuzione anticristiana nei Paesi comunisti, durante i decenni della Guerra fredda: un destino parallelo a quello del Primate d&#8217;Ungheria, cardinale e arcivescovo Jozsef Mindszenty (1892-1975), anch&#8217;egli imprigionato, dopo la Seconda guerra mondiale, dalle autorit\u00e0 comuniste del suo Paese, e ufficialmente riabilitato solo nel 2012, mentre \u00e8 in corso, anche per lui, la causa di canonizzazione. Entrambi, Mindszenty e Stepinac, rappresentano ancora oggi, e assai pi\u00f9 rappresentarono in vita, un elemento ideologicamente scomodo e un segno di contraddizione all&#8217;interno della stessa Chiesa cattolica; entrambi, infatti, furono visti da certi cattolici &quot;progressisti&quot;, che poi erano &#8211; e sono &#8212; dei marxisti sotto false vesti, come il fumo negli occhi, a causa della loro irriducibile opposizione al comunismo, cosa che li fece automaticamente etichettare come &quot;conservatori&quot;, o &quot;reazionari&quot;, o, peggio ancora, &quot;filo-nazisti&quot;. E questo bench\u00e9 sia provato che entrambi si opposero ai rispettivi regimi totalitari di tipo fascista: Mindszenty a quello ungherese, che lo fece gettare in carcere nel 1944-45, e Stepinac a quello croato, per la sua esplicita condanna del razzismo e dell&#8217;antisemitismo, che gli valse, a guerra finita, il riconoscimento delle autorit\u00e0 ebraiche (<em>Nessun capo di una Chiesa nazionale parl\u00f2 del genocidio in modo cos\u00ec esplicito, come fece Stepinac<\/em>, scrisse Michael Phayer, uno dei maggiori storici viventi dell&#8217;Olocausto).<\/p>\n<p>Le lettere che Stepinac scrisse agli amici ed a svariate personalit\u00e0, laiche e religiose, durante i lunghi anni del suo silenzioso martirio, sovrabbondano di espressioni di fede incondizionata nella volont\u00e0 di Dio, di umilt\u00e0, perdono, amore per tutti gli uomini, compresi i nemici, e una sconfinata, illimitata fiducia nella Provvidenza; sono lettere quanto mai edificanti, nelle quali si respira una atmosfera di spiritualit\u00e0 semplice, ma possente, simile a quella che caratterizza la letteratura relativa alle persecuzioni dei primi martiri cristiani, durante l&#8217;Impero romano. Esse rappresentano una lettura che fa bene all&#8217;anima e che ricorda che il cristiano deve essere sempre pronto ad affrontare le difficolt\u00e0 della vita con animo fermo e sereno, confidando non nelle sue povere forze umane, ma nella forza soprannaturale che viene dallo Spirito, per intercessione dei Santi e di Maria Vergine: e, inoltre &#8212; anche se questo discorso non piace ai catto-comunisti e ai nipotini di Dossetti e La Pira, n\u00e9 ai teologi della &quot;liberazione&quot; &#8211; che il comunismo \u00e8 radicalmente, costituzionalmente incompatibile con l&#8217;ordine cristiano del mondo e con i principi della vita cristiana, perch\u00e9 pretende di escludere Dio dalla societ\u00e0 e di sradicare il sentimento religioso dall&#8217;anima umana, gettando cos\u00ec il mondo non in una nuova forma di civilt\u00e0, ma in una civilt\u00e0 senz&#8217;anima, che equivale alla barbarie pi\u00f9 sfrenata, ove, chiamandoli &quot;compagni&quot; (suprema forma d&#8217;ipocrisia), si mandano a morte o nei campi di concentramento milioni di esseri umani.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, monsignor Stepinac al professor Petar Grgec, scrittore croato, suo commilitone durante la Prima guerra mondiale e, al termine di essa, suo compagno nei campi di prigionia (da: Luigi Stepinac, <em>Lettere dal martirio quotidiano,<\/em> pref. del card. Josip Bozanic, testo a cura di Alberto Di Chio e Luciana Mirri Vigodarzere, Padova, Associazione Editoriale Promozione Cattolica, 2009, anno 1956, lettera n. 21, pp. 200-202):<\/p>\n<p><em>Stimatissimo signor Professore!<\/em><\/p>\n<p><em>Le restituisco con riconoscenza il libro &quot;Atom-Waffen oder isotope&quot; (&quot;Atomo-Armi o isotopi), che Lei m ha imprestato in occasione della sua ultima visita a Krasic. L&#8217;ho letto davvero con grande interesse. Un tempo restavamo meravigliati dalla fantasia di Giulio Verne.<\/em><\/p>\n<p><em>Durante la Prima guerra mondiale, nelle trincee del fronte italiano, ho letto il romanzo del convertito inglese Benson, sotto il nome di &quot;Gospodar Svijeta&quot;(&quot;Il padrone del mondo&quot;) il quale, alla fine del romanzo, descrive che dall&#8217;aereo gettavano un esplosivo, in forma di pillole d&#8217;argento, per distruggere una parte della Palestina.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed ora, ecco che questa fantasia un po&#8217; alla volta, diventa realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Opportunamente il titolo del libro ha la forma interrogativa: &quot;Atom-Waffen oder Isotope?&quot;. Io oserei dare una risposta a questa domanda; questa risposta suonerebbe pressappoco cos\u00ec: &quot;Se l&#8217;atomo sar\u00e0 nelle mani dell&#8217;uomo, sar\u00e0 isotopo; se in mano a belve, sar\u00e0 Waffen (Armi), doppia guerra lampo, annientamento&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Penso, infatti, che non sia senza fondamento quella parola dello scrittore francese Alain [Emile Chartier Alain, 1868-1944, filosofo e pedagogista], il quale scrive: &quot;Le pouvoir rend fou&quot; (il potere rende folli). &quot;Docet&quot; Nerone, imperatore romano, ma insegnano anche i vari Neroni e i Neronetti durante i secoli, fino ai giorni nostri, quando milioni e milioni di uomini hanno sperimentato sulla loro pelle la veracit\u00e0 di quelle parole di sopra, e non in un caso solo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Nerone romano, per esempio, fece cospargerei cristiani di resina, li fece legare a pali e poi, di notte, fece dar fuoco, perch\u00e9 diventassero quali torce notturne: poi egli correva, rivestito come cocchiere, tra quelle torce viventi. Egli fece condurre in una barca lussuosa anche la propria madre in mezzo al lago di Nemi, per divertimento; e poi vi apr\u00ec una falla, perch\u00e9 tutti annegassero. Quando poi si uccise, fuggendo dai pretoriani insorti, esclam\u00f2: &quot;Quale artista sta morendo!&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso mi ritornano in mente le parole dello scrittore francese: &quot;Il potere rende folli!&quot;. Non potrebbero forse un giorno questi moderni Neroni contemplare, magari da un aereo, a sangue freddo, come bruciano gli uomini sulla terra e considerarsi artisti, liberatori dell&#8217;umanit\u00e0 dall&#8217;oscurantismo medioevale?<\/em><\/p>\n<p><em>Infatti, a che servono questa tanto decantata civilt\u00e0, il progresso e la tecnica pi\u00f9 perfetta, se manca la cultura dell&#8217;anima, se non viene riconosciuto l&#8217;uomo, come il primo valore dopo Dio?<\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno disse il cardinale Faulhaber: &quot;Die Seele aller Kultur bleibt die Kultur der Seele (&quot;L&#8217;anima di ogni cultura \u00e8 la cultura dell&#8217;anima&quot;) [invece, come si \u00e8 detto, Kultur non \u00e8 la cultura, ma la civilt\u00e0]. E questa cultura[sic] \u00e8 oggi regredita paurosamente.<\/em><\/p>\n<p><em>E nonostante che siamo ad ogni passo abituati a sentire la parola &quot;compagno&quot;, \u00e8 un fatto che oggi vale pi\u00f9 la definizione degli antichi pagani: &quot;homo homini lupus&quot; (l&#8217;uomo \u00e8 il lupo dell&#8217;uomo).<\/em><\/p>\n<p><em>E questo \u00e8 del tutto coerente con la negazione di Dio. Infatti, chi non riconosce Dio Creatore, sarebbe strano che riconoscesse l&#8217;essere umano mortale, senza eliminarlo dalla faccia della terra, quando lo considerasse utile a se stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>E non suona forse fin troppo paradossale che questo lo facciano in nome della libert\u00e0, coloro che negano la libera volont\u00e0 umana?<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia, il Cristianesimo non ha mai perso al speranza. Non si \u00e8 scoraggiato di fronte alla situazione disperata degli antichi pagani, ma si \u00e8 messo al lavoro e nella lotta con i vari Neroni, ha trasformato tanta parte della societ\u00e0 umana in modo che l&#8217;uomo non vedeva pi\u00f9, nel suo simile, un lupo e nemmeno solo un compagno, ma molto di pi\u00f9: un fratello, perch\u00e9 tutti e i neri in Africa e i cannibali della Nuova Guinea e gli esquimesi del Polo Nord e i progrediti europei dicono con lo stesso diritto: &quot;Padre nostro, che sei nei cieli!&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>I socialisti e i comunisti si sforzano di conquistare il monopolio di essere considerati i liberatori del proletariato dalla schiavit\u00f9 del capitalismo, ma non sanno che il primo manifesto in relazione all&#8217;abolizione della schiavit\u00f9 lo ha gi\u00e0 pubblicato San paolo apostolo oltre 1900 anni fa, quando scrisse quella stupenda letterina a Filemone, al quale, nello spirito delle condizioni sociali di allora,riconosce i diritti sullo schiavo Onesimo, che era fuggito, ma insieme lo ammonisce di riceverlo &quot;non pi\u00f9 come schiavo, ma piuttosto cime fratello amato&quot; (Lettera a Filemone, 16).<\/em><\/p>\n<p><em>E come il Cristianesimo non ha perso allora la speranza, cos\u00ec non dispera neppur oggi, ma procede verso l&#8217;avvenire con sereno ottimismo, anche se a volte va incontro al&#8217;era atomica.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Sovrano e assoluto Signore di tutti gli avvenimenti \u00e8 ancora oggi solo Dio e nessun altro. Se vogliono, possono anche considerarsi padroni del mondo, in realt\u00e0 sono solo piccole pedine sulla scacchiera del mondo che la mano di Dio muove dove vuole, quando vuole e finch\u00e9 vuole.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Io sono il Signore e non ce n&#8217;\u00e8 alcun altro&quot;, dice Dio onnipotente.<\/em><\/p>\n<p>Come sono vere queste parole, e come farebbe bene a tutti i cristiani, e non ad essi soltanto, leggerle e rileggerle con calma, con serenit\u00e0, meditandole a lungo, senza pregiudizi ideologici di sorta. Non sono le parole di un uomo vinto e amareggiata, n\u00e9 le parole di un uomo bramoso di vendetta o animato da sentimenti di rivalsa nei confronti dei suoi persecutori. Sono parole pacate e ponderate, profondamente umane, profondamente sagge: le parole di un uomo che, in pieno regime ustascia, aveva osato tuonare contro il razzismo, contro la persecuzione antiebraica e contro la divinizzazione della nazionalit\u00e0, al punto che un alto ufficiale tedesco, udendolo, aveva commentato, rivolto ai capi del regime di Ante Pavelic: <em>Da noi, in Germania, se un sacerdote avesse parlato in questo modo durante la Messa, non sarebbe sceso vivo dall&#8217;altare!<\/em>; e che mantenne la stessa fierezza, la stessa fedelt\u00e0 a Dio, lo stesso rifiuto della statolatria, quando salirono al potere i comunisti. Ed \u00e8 questo che d\u00e0, e che dava, tanto fastidio ai cattolici &quot;progressisti&quot;, segretamente affascinati dal <em>Capitale<\/em> di Marx quasi quanto dal Vangelo di Ges\u00f9 Cristo (e, a volte, neanche tanto segretamente, soprattutto prima della caduta ingloriosa del comunismo), e per i quali figure come quella di Stepinac &#8212; e di Mindszenty, come si \u00e8 detto &#8212; rappresentano e rappresentavano una specie di rimorso segreto, di pungolo nella carne viva del loro sedicente progressismo.<\/p>\n<p>Eppure, il concetto che emerge da questa lettera, cos\u00ec come da tutte le altre del suo epistolario, \u00e8 chiarissimo, e non pu\u00f2 non essere pienamente condiviso da chiunque sia realmente animato dalla fede cristiana: niente e nessuno, n\u00e9 idoli di sorta &#8212; la classe, la razza, lo Stato -, n\u00e9 promesse di paradisi in terra, potranno mai sostituirsi ai diritti di Dio e al dovuto sentimento filiale, della creatura verso il suo Creatore, da parte dell&#8217;uomo. Nessuna civilt\u00e0 pu\u00f2 esistere senza Dio. Perch\u00e9, senza Dio, l&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno uomo. Come diceva Jean-Marie Vianney, il santo curato d&#8217;Ars: <em>Lasciateli vent&#8217;anni senza il loro parroco, e gli uomini si metteranno ad adorare le bestie<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile una civilt\u00e0 che non si curi dell&#8217;anima, che punti solo ed esclusivamente al progresso materiale, economico e tecnologico; che neghi a Dio il posto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[110,117],"class_list":["post-23286","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-civilta","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23286"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23286\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}