{"id":23284,"date":"2015-07-29T07:41:00","date_gmt":"2015-07-29T07:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/forse-anche-lanimale-ha-unanima-come-quella-umana-bisognosa-di-redenzione\/"},"modified":"2015-07-29T07:41:00","modified_gmt":"2015-07-29T07:41:00","slug":"forse-anche-lanimale-ha-unanima-come-quella-umana-bisognosa-di-redenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/forse-anche-lanimale-ha-unanima-come-quella-umana-bisognosa-di-redenzione\/","title":{"rendered":"Forse anche l\u2019animale ha un\u2019anima, come quella umana, bisognosa di redenzione"},"content":{"rendered":"<p>Gli animali vivono sulla Terra accanto all&#8217;uomo; quelli domestici vivono al suo servizio; di essi l&#8217;uomo si nutre, ne utilizza la carne, il latte, le uova; li uccide per diletto, o per procurasene la pelle, o per fare esperimenti; gode della loro compagnia, si allieta del loro canto, li impiega nella caccia; eppure quasi nessun filosofo si \u00e8 mai preso la briga di occuparsi di loto, del loro statuto ontologico, del loro destino finale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 vivono, gli animali? Perch\u00e9 soffrono? A ch o a che cosa giovano il loro vivere e il loro soffrire? Gli animali si affaticano per costruire il nido, per mettere al mondo i piccoli, per allevarli: poi muoiono, talvolta divorati da altri animali, talvolta colpiti dalle malattie, talaltra soccombono per mano dell&#8217;uomo: quasi mai si spengono per la vecchiaia, dolcemente; quasi sempre la loro \u00e8 una morte violenta, e, molto spesso, anche dolorosa. Che senso ha, tutto questo?<\/p>\n<p>Ancora: \u00e8 proprio vero che l&#8217;uomo pu\u00f2 moralmente disporne a suo piacere, senza limiti e senza freni di alcun genere? Ce da qualche parte \u00e8 scritto, da qualche parte \u00e8 deciso che l&#8217;uomo, signore del creato, pu\u00f2 disporre, da padrone assoluto, della vita e del,a morte degli animali, e a nessuno deve renderne conto? Che a lui \u00e8 riservato anche decidere se infliggere loro la sofferenza, magari per i motivi pi\u00f9 futili: come, ad esempio, il gettare ancor vive le aragoste nell&#8217;acqua bollente, onde poi gustare la loro polpa in maniera pi\u00f9 squisita?<\/p>\n<p>E i teologi: possibile che abbiano cos\u00ec poco da dire, su questo argomento? Milioni e miliardi di animali si sono avvicendati sul nostro pianeta, nel corso delle epoche: ciascuno di essi, per quanto umile, ha vissuto, ha lottato, ha cercato di riprodursi, ha sofferto e , infine, \u00e8 morto. Quale Dio pu\u00f2 essere considerato cos\u00ec prodigo da aver dato origine a una realt\u00e0 siffatta, solo per &quot;sprecare&quot; la vita, e la sofferenza, di tutte queste creature capaci di sensibilit\u00e0 e, forse, di vero e proprio sentimento? Dei cani sono stati visti lasciarsi morire sulla tomba del proprio padrone; altri hanno percorso centinaia, migliaia di chilometri per fare ritorno a casa, in maniera assolutamente misteriosa, quasi inspiegabile; altri ancora hanno atteso il ritorno del loro amico umano per una vita intera, non rassegnandosi mai alla sua assenza, aspettando sempre con fiducia, mostrando una fedelt\u00e0 straordinaria, commovente, di cui ben pochi esseri umani sarebbero mai capaci. Tutto questo non vuol dire nulla? Possiamo realmente liquidare la faccenda, dicendo che gli animali sono una sorta di sovrappi\u00f9 della creazione, una entit\u00e0 significativa solo dal punto di vista quantitativo, ma di cui non mette neanche conto ragionare, quanto agli scopi della creazione e all&#8217;economia complessiva della Redenzione?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, come dice San Paolo, tutto il creato, e non l&#8217;uomo solamente, soffre e geme come nelle doglie del parto, in attesa della Redenzione: senza Redenzione, la vita dell&#8217;Universo sarebbe inutile. Possibile che, per redimere l&#8217;uomo dalla sofferenza e dalla morte, sia necessario che vengano generati e sacrificati innumerevoli altri esseri viventi, cos\u00ec, senza una vera necessit\u00e0, senza che la loro vicenda sia riscattata dalla sia pur minima luce di speranza, dalla sia pur flebile promessa di Redenzione?<\/p>\n<p>Eppure, a ben guardare, alcuni filosofi e alcuni teologi si sono realmente occupati della questione relativa all&#8217;anima degli animali, al senso del loro soffrire, alla loro eventuale sopravvivenza. Desta per\u00f2 stupore l&#8217;esiguit\u00e0 del loro numero, in rapporto al movimento complessivo del pensiero europeo, nel corso della sua storia due volte e mezzo millenaria; fa impressione l&#8217;idea che cos\u00ec tanti pensatori non abbiano trovato degno d&#8217;interesse domandarsi quale posto occupi, nell&#8217;economia del reale, il nostro fratello minore, l&#8217;animale: \u00e8 un indice della grettezza e della miopia del nostro atteggiamento generale. Per non parlare di quei filosofi, come Cartesio, i quali si sono avventurati a sentenziare che la sofferenza dell&#8217;animale non esiste, perch\u00e9 esso non \u00e8 che &quot;res extensa&quot;, materia priva di spirito, e dunque che essi sono incapaci di provare non solamente sentimenti, ma anche solo sensazioni, nel senso proprio del termine.<\/p>\n<p>Scriveva Guglielmo Bonuzzi nel suo ormai classico \u00abQuesta, la civilt\u00e0 degli animali\u00bb (Bologna, Cappelli Editore, 1964, pp. 80-2):<\/p>\n<p>\u00abOrigene di Alessandria, il celebre dottore cristiano del terzo secolo, nella sua opera, che definiremmo gigantesca, sostenne che la Redenzione \u00e8 &quot;l&#8217;inizio del ritorno di tutti gli esseri creati all&#8217;immenso seno della perfezione divina&quot;. L&#8217;incarnazione di Cristo \u00e8 &quot;il centro della vicenda cosmica: il Creatore che si espande nelle creature, le creature che fanno ritorno a Dio&quot;. Ed ora sentiamo il pensiero di un grande filosofo che non manc\u00f2 di indugiare sull&#8217;appassionante argomento. Il Leibniz, premesso che Iddio, malgrado la Sua infinita sapienza e potenza, non pot\u00e9 creare un mondo migliore, ritiene che la &quot;Giustizia Eterna&quot; dovrebbe compensare, &quot;in qualche forma&quot;, gli animali dopo la loro morte; cos\u00ec, anche secondo il pensatore di Lipsia, che fu pure un teologo, ne deriverebbe che, anche per gli animali, finalisticamente, \u00e8 previsto il dolore. Nell&#8217;eccellente libro di mons. Bolo: &quot;Les animaux et le devoir chr\u00e9tien&quot;, si afferma che l&#8217;animale possiede un&#8217;anima con cui partecipa alla Redenzione. Tale tesi fu presentata al pontefice Benedetto XV; in seguito alla quale, egli rivolse agli arcivescovi una lettera esortando a svolgere propaganda di cristiana piet\u00e0 verso le umili creature di Dio. Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. L&#8217;abate George Fremont, dottore in teologia apprezzatissimo, e canonico di Algeri, ebbe ad affermare che &quot;coloro i quali pretendono che l&#8217;anima degli animali non possa sopravvivere alla loro morte, dicono cosa che non dimostrano. La sopravvivenza degli esseri creati non dipende che dalla volont\u00e0 di Dio; ebbene, bisognerebbe essere sicuri di tale volont\u00e0, prima di dichiarare che l&#8217;anima dell&#8217;animale si spegne col corpo. Forse perch\u00e9 gli animali non sentono, non amano, non soffrono? E se \u00e8 vero che la sopravvivenza dell&#8217;anima umana ha per causa la volont\u00e0 divina e per motivo certe sofferenze talora non meritate che sopporta, perch\u00e9 gli animali (salve le proporzioni) non dovrebbero riavere, in un mondo migliore, la COMPENSAZIONE, se non la RICOMPENSA, cui hanno diritto? La cosa \u00e8 possibile, se Dio lo vuole.<\/p>\n<p>Ora, perch\u00e9 non dovrebbe volerlo, dato che gli animali soffrono, per la maggior parte, dei mali immeritati, e la cui fonte, troppo feconda, non \u00e8 che la violenza umana? Gli animali, non dimentichiamolo, sono creature di Dio come noi; e uno dei pi\u00f9 grandi teologi del secolo XIX non ha esitato a dire che essi &quot;sono la parte pi\u00f9 misteriosa della Creazione&quot;. Lasciamo, dunque, alla Bont\u00e0 divina la possibilit\u00e0 e la cura di largire a questi nostri poveri fratelli, spesso straziati e quasi tutti destinati a morte violenta, qualche felice compensazione in un mondo migliore&quot;. In una sua allocuzione, tenuta a Bordeaux (1866), il card. Donnet, dopo aver premesso che &quot;sono inutili le leggi protettive se il sentimento della piet\u00e0 non palpita nei cuori&quot;, afferm\u00f2 che &quot;la virt\u00f9 della Redenzione discende su tutte le creature e che il suo misericordioso Autore intese di redimere l&#8217;Universo intero. INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO.&quot; Altri teologi, di particolare attendibilit\u00e0, sono di analogo parere sulla possibilit\u00e0 di redenzione degli animali; il vescovo Butler, che previde una loro vita futura &quot;in contrapposizione al loro passaggio terreno&quot;; e il francescano Bernardino De Sanctis, che ebbe a dichiarare: &quot;Anche l&#8217;animale ha servito Dio e pu\u00f2 quindi avere un compenso. L&#8217;anima non si pu\u00f2 distruggere.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Se l&#8217;animale abbia o non abbia autocoscienza, \u00e8 cosa controversa e pressoch\u00e9 impossibile da stabilire in maniera categorica e oggettiva, stante il fatto che la coscienza \u00e8, per definizione, a propria coscienza, e dunque che noi non possiamo pensare alla coscienza se non come alla nostra, di esseri umani: ma chi pu\u00f2 dire con certezza che cosa sia la coscienza d&#8217;un animale?<\/p>\n<p>Per parte nostra, siamo propensi a dare la massima importanza alla questione dell&#8217;anima degli animali; diremo di pi\u00f9: se non siamo in grado di concepire una possibile spiegazione per la sofferenza anche del pi\u00f9 piccolo animale, diciamo per quell&#8217;usignolo di cui parla Virgilio e che chiama e soffre e si dispera perch\u00e9 un crudele essere umano gli ha rubato i piccoli dal nido, ebbene, allora tutto quel che crediamo di sapere intorno al mondo, al suo significato e anche quel che crediamo di sapere intorno al significato dell&#8217;esistenza umana, viene irrimediabilmente messo in crisi, squalificato, vanificato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;economia della creazione, non possono esservi cose pi\u00f9 importanti e meno importanti, allorch\u00e9 ci s&#8217;imbatte nel mistero abissale della sofferenza. La cosa si porrebbe in termini meno drammatici se la vita sulla Terra fosse un paradiso; ma non lo \u00e8: ovunque si possa volgere lo sguardo, dai fiumi alle foreste, dalle pianure alle montagne, dai mari alle caverne pi\u00f9 buie e profonde, sempre si vede lo stesso spettacolo di fatica, di sofferenza, di eroismo. S\u00ec, di eroismo: vi \u00e8 dell&#8217;eroismo nei genitori del pinguino, che covano a turno le uova del loro piccolo, proteggendolo dalla furia dei venti antartici e rischiando la vita mille volte, nelle acque infestate dal leopardo di mare, pur di assicurare a s\u00e9, al compagno e alla prole il necessario nutrimento. E tutto questo sarebbe senza scopo, inutile, insignificante, addirittura sprecato?<\/p>\n<p>Naturalmente, tutto sta a trovare un accordo intorno alla parola &quot;anima&quot;. Un materialista non ammetter\u00e0 l&#8217;esistenza del&#8217;anima neppure in via d&#8217;ipotesi, non diremo per l&#8217;animale, ma neppure per l&#8217;essere umano: lasciamolo alle sue orgogliose certezze e procediamo oltre. Che l&#8217;anima consista in un soffio vitale, suscettibile di tenere in vita l&#8217;organismo, questo \u00e8 quanto si pu\u00f2 vedere, osservare, e, naturalmente, dedurre: in questa accezione &#8212; l&#8217;anima sensitiva degli aristotelici &#8212; sicuramente gli animali possiedono un&#8217;anima. Anche le piante, del resto, possiedono un&#8217;anima- la cosiddetta anima vegetativa; e questo, naturalmente, \u00e8 un altro capitolo: non meno affascinante, e, a nostro avviso, non meno serio e importante, rispetto alla riflessione generale che stiamo svolgendo. Ma l&#8217;anima, \u00e8 solo questo? Aristotele aggiunge un terzo genere di anima: quella intellettiva, propria dell&#8217;uomo, basata sul pensiero razionale e capace di volont\u00e0 e di libera scelta. Ma questo, come si vede benissimo, \u00e8 un porre la conclusione innanzi alla premessa: avendo deciso che soltanto l&#8217;uomo \u00e8 degno di possedere una &quot;vera&quot; anima (resta peraltro controversa, fra i seguaci di Aristotele, la possibilit\u00e0 di sopravvivenza dell&#8217;anima individuale: cosa che fu un&#8217;autentica spina per il tentativo tomista di conciliare aristotelismo e Rivelazione cristiana), si conclude che l&#8217;anima umana soltanto ha i requisiti &quot;superiori&quot;, che la distinguono da quella degli altri esseri viventi.<\/p>\n<p>Noi, invece di ragionare in astratto, preferiamo tenerci su un piano pi\u00f9 immediato, empirico. Cos\u00ec come l&#8217;esistenza di Dio non si discute, non si argomenta, non si dimostra (si pu\u00f2 anche dimostrarla, beninteso, ma senza convincere chi non \u00e8 disposto a farsi convincere: segno evidente della insufficienza del Logos logico-matematico), ma piuttosto la si sperimenta, e chi l&#8217;ha sperimentata non ha pi\u00f9 alcun bisogno di dimostrazioni, n\u00e9 di prove, perch\u00e9 ne \u00e8 fatto certo della stessa certezza di se medesimo; cos\u00ec ci piacerebbe domandare, a quanti negano, con estrema sicurezza, anche solo la possibilit\u00e0 dell&#8217;esistenza di un&#8217;anima immortale degli animali, di un principio trascendente che sia presente in essi, se ne hanno mai osservato uno da vicino, diciamo un umile cane bastardo, affezionato al suo padrone al punto da non separarsi mai da esso, da vivere solo per lui, da attendere solo da lui, con sguardo ansioso e carico d&#8217;amore, la luce della sua esistenza.<\/p>\n<p>A volte, la risposta alle nostre domande \u00e8 pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 vicina di quel che non immaginiamo, purch\u00e9 sappiamo sgomberare la mente da pregiudizi inveterati, primo dei quali quello secondo cui una cosa non \u00e8 veramente compresa, se non \u00e8 possibile fornirne una spiegazione scientifica esaustiva e sperimentalmente verificabile. Qualche volta, e specialmente nelle questioni pi\u00f9 importanti, dovremmo tornare a fidarci un po&#8217; pi\u00f9 del nostro istinto, e ritornare ad avere uno sguardo pi\u00f9 aperto e trasparente sulle cose. Il nostro sguardo ordinario, infatti, \u00e8 velato dalla tendenza utilitarista: vediamo quel che ci fa comodo vedere, quel che ci rassicura, quel che ci d\u00e0 un vantaggio, magari apparente, sia in ambito pratico che spirituale. Ma \u00e8 uno sguardo che s&#8217;inganna. Le cose non ci ingannano, se noi sappiamo vedere la bellezza e la verit\u00e0 divina, che vi si riflettono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli animali vivono sulla Terra accanto all&#8217;uomo; quelli domestici vivono al suo servizio; di essi l&#8217;uomo si nutre, ne utilizza la carne, il latte, le uova;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,141,169,257],"class_list":["post-23284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-filosofia","tag-gottfried-wilhelm-von-leibniz","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}