{"id":23283,"date":"2016-06-06T08:14:00","date_gmt":"2016-06-06T08:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/06\/il-solo-movimento-che-ci-puo-salvare-e-quello-dellanima-verso-la-pace\/"},"modified":"2016-06-06T08:14:00","modified_gmt":"2016-06-06T08:14:00","slug":"il-solo-movimento-che-ci-puo-salvare-e-quello-dellanima-verso-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/06\/il-solo-movimento-che-ci-puo-salvare-e-quello-dellanima-verso-la-pace\/","title":{"rendered":"Il solo movimento che ci pu\u00f2 salvare \u00e8 quello dell\u2019anima verso la pace"},"content":{"rendered":"<p><em>Fecisti nos ad Te, et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te, Domine<\/em>: ci hai fatti per Te, o Dio, e inquieto \u00e8 il nostro cuore, finch\u00e9 non trova riposo in Te, scriveva Sant&#8217;Agostino per descrivere, con sintesi efficacissima, tutto il travaglio del singolo individuo, ma anche della storia umana, che si dibattono nelle spire delle cose puramente umane, finite, deludenti, mentre aspirano all&#8217;infinito e all&#8217;eterno, l\u00e0 dove soltanto possono trovare l&#8217;appagamento e, quindi, la pace.<\/p>\n<p>Il cuore umano cerca la pace: ne ha un bisogno istintivo, \u00e8 quello che desidera fin da quando il bambino \u00e8 appena venuto al mondo e piange e si agita in cerca di qualcosa che lo rassicuri, che lo tranquillizzi e lo soddisfi; poi, crescendo, l&#8217;uomo sposta su altri oggetti la sua ricerca, eppure sta cercando sempre la stessa cosa, pur senza saperlo: l&#8217;armonia e la pace dell&#8217;anima. Si \u00e8 perfino dimenticato di possedere un&#8217;anima, perch\u00e9 la cultura moderna si compiace di rappresentarlo come un bruto, evoluto per caso e disceso dagli alberi, sui quali un tempo abitava, come le altre creature della foresta (o piuttosto fu costretto a discenderne, quando la foresta divenne savana); per\u00f2 l&#8217;anima non si \u00e8 dimenticata del suo bisogno di pace e continua a richiederla con tutte le sue forze, a cercarla con tutte le sue energie.<\/p>\n<p>Invano la psicanalisi freudiana pretende di guarirne i malesseri; non potrebbe mai farlo, perch\u00e9, negando la sua anima immortale, e riducendo la sua vita interiore a un groviglio d&#8217;istinti e pulsioni selvagge, tutte a sfondo sessuale, tutte vergognose e turpi, e perci\u00f2 inconfessabili, aggrava, semmai, il male, invece di medicarlo; e, inoltre, non ha alcuna risposta da dare all&#8217;angoscia, nessuna soluzione alle contraddizioni: mette l&#8217;uomo, nudo, umiliato, di fronte alla bruttezza di quelle pulsioni, alla oscenit\u00e0 di quegli istinti, e poi gli dice: <em>E adesso, caro mio, veditela un po&#8217; tu. Puoi scegliere, si fa per dire, fra la nevrosi dell&#8217;auto-repressione, comportandoti da brava persona e da onesto cittadino; oppure puoi dare sfogo, o cercar di dare sfogo, a quelle pulsioni e a quegli istinti, fino a uccidere tuo padre e violentare tua madre, nel qual caso diverrai un parricida e un pervertito, e sar\u00e0 la legge degli uomini a occuparsi di te. Io, da parte mia, non saprei che dirti; consigli non ne d\u00f2, per principio e per coerenza (dal momento che ogni verit\u00e0 \u00e8 relativa&#8230;). Veditela un po&#8217; da solo, perch\u00e9 ho tanti altri pazienti che aspettano il loro turno, e non poso dedicarti altro tempo. Per me, sei guarito: buona fortuna.<\/em><\/p>\n<p>La scienza, da parte sua, ha fallito la grande promessa: le sue scoperte straordinarie si succedono a ritmo impressionante, ma l&#8217;uomo, sempre pi\u00f9, si \u00e8 reso conto che quelle scoperte porteranno, forse, dei benefici all&#8217;umanit\u00e0 futura, o all&#8217;umanit\u00e0 in quanto specie, ma non migliorano affatto la sua condizione individuale: il singolo essere umano non vive, oggi, pi\u00f9 felice, e neanche pi\u00f9 sereno, di quanto vivessero i suoi genitori o i suoi nonni; semmai, \u00e8 vero il contrario, vale a dire che \u00e8 divenuto pi\u00f9 angosciato, pi\u00f9 solo, pi\u00f9 insicuro, pi\u00f9 confuso, pi\u00f9 disorientato. Vaga qua e l\u00e0, si disperde in mille cose, si trascina e si smarrisce in mille progetti; ma, alla fine, la sua anima rimane disperatamente assetata di pace: non l&#8217;ha trovata, non vi si \u00e8 neppure avvicinata un poco; e la scienza, ormai \u00e8 chiaro, non \u00e8 in grado di dargliela, perch\u00e9 essa \u00e8 solo uno strumento, cos\u00ec come lo \u00e8 la tecnica, la sua figlia pi\u00f9 giovane, pi\u00f9 arrogante e rumorosa, che lo sta letteralmente sommergendo di gingilli per rendere la vita pi\u00f9 comoda, ma solo dal punto di vista materiale &#8212; e, non di rado, neppure da quello, perch\u00e9 ad ogni comodit\u00e0 corrisponde un inconveniente, un &quot;effetto collaterale&quot;, ancor pi\u00f9 molesto della scomodit\u00e0 che \u00e8 stata rimossa.<\/p>\n<p>Scriveva Fulton J. Sheen, il grande vescovo americano, che non era soltanto un effiace predicatore e un vigoroso apologista, ma anche un buon filosofo, e che, fra parentesi, \u00e8 stato l&#8217;autore pi\u00f9 letto in Italia, anche se la cultura dominante nel nostro Paese &#8212; tutta laicista, sinistrorsa e anticattolica &#8212; non lo ha mai degnato di una bench\u00e9 minima considerazione (da: F. J. Sheen, <em>Il sentiero della gioia<\/em> (titolo originale: <em>Way to Happiness,<\/em> Marco Magazine, 1953; traduzione di Sabina Ferretti-Calenda, Napoli, Richter, 1955, pp. 31-35):<\/p>\n<p><em>Due sono i movimenti che portano alla felicit\u00e0. Il primo consiste nel ritrarci dall&#8217;esterno&#8230; da un assorbimento troppo completo delle cose del mondo. Il secondo movimento \u00e8 molto pi\u00f9 profondo: \u00e8 un&#8217;ascesa da ci\u00f2 che v&#8217;\u00e8 dentro di noi d&#8217;inferiore a quel che v&#8217;\u00e8 di superiore, dal nostro egotismo al nostro Dio. L&#8217;uomo moderno ha sperimentato il primo movimento; le cose esteriori gli sono divenute altrettante sorgenti d&#8217;infelicit\u00e0. Le guerre, le depressioni, l&#8217;insicurezza e la vacuit\u00e0 della vita hanno talmente terrorizzato gli uomini ch&#8217;essi hanno tentato d&#8217;interrompere i contrasti col mondo esterno e hanno cominciato a cercar soddisfazioni entro l&#8217;ambito dei rispettivi ego. Ecco perch\u00e9 la psichiatria sta vivendo una giornata campale: l&#8217;anima moderna, allarmata di quel che trova al di fuori, ha abbassato i battenti e ha preso a cercare appagamento nell&#8217;analisi del proprio inconscio, delle proprie ansiet\u00e0 e timori, delle proprie fisime e frustrazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma un take auto-isolamento pu\u00f2 darsi a conoscere come un carcere se l&#8217;individuo si \u00e8 rinserrato da solo col proprio ego, perch\u00e9 a questo mondo non c&#8217;\u00e8 camicia di forza pi\u00f9 tirannica di quella dell&#8217;essere lasciato a se stesso. La cura non pu\u00f2 mai consistere nell&#8217;usare uno scalpello psicoanalitico per liberare il pus morale che \u00e8 all&#8217;interno e farlo decorrere: \u00e8 questo un atto morboso tanto per il paziente quanto per il medico. La cura sta invece nello scoprire perch\u00e9 si sia solitari e si abbia paura della solitudine, giacch\u00e9 moltissime persone hanno paura di sta sole, senza nemmeno sapere perch\u00e9 le spaventi questa prospettiva.<\/em><\/p>\n<p><em>Il problema dei giorni nostri \u00e8 appunto di trovare la pace interiore, ed \u00e8 in questo che il secolo ventesimo si differenzia dal decimonono. Cent&#8217;anni fa gli uomini, per ottenere risposta ai loro problemi, indagavano il mondo esteriore: adoravano la scienza o la natura, si aspettavano che la felicit\u00f2 sarebbe venuta dal progresso, o dalla politica, o dai guadagni. L&#8217;uomo del ventesimo secolo \u00e8 invece tormentato riguardo a se stesso: si occupa del problema sessuale anche pi\u00f9 che non si occupi del sesso medesimo; si preoccupa dell&#8217;atteggiamento mentale da assumere nei riguardi del sesso anche pi\u00f9 che non si preoccupi della propria soddisfazione fisica e della generazione dei figli. L&#8217;uomo \u00e8 assorbito dalle proprie valutazioni, dai propri atteggiamenti e stati d&#8217;animo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sebbene ai giorni nostri si siano scritte molte sciocchezze circa la vita interiore dell&#8217;uomo, rimane vero che il secolo ventesimo \u00e8 pi\u00f9 vicino a Dio che il decimonono non fosse: noi viviamo alla vigilia di uno dei grandi risvegli spirituali della storia umana. Talvolta le anime son pi\u00f9 vicine a Dio quando pi\u00f9 se ne sentono lontane, al punto della disperazione. Un&#8217;anima vuota, il Divino pu\u00f2 colmarla; una anima tormentata, l&#8217;Infinito pu\u00f2 pacificarla: ma un&#8217;anima orgogliosa, piena di s\u00e9, \u00e8 inaccessibile alla Grazia.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo moderno \u00e8 stato umiliato: n\u00e9 le sue orgogliose aspettative in fatto di progresso n\u00e9 quelle in fatto di scienza si sono attuate quali egli le aveva sperate, tuttavia non \u00e8 ancora arrivato del tutto al puto di umiliare se stesso. \u00c8 ancora imprigionato nell&#8217;ego, e non \u00e8 in grado di veder nulla al di l\u00e0. La psicanalisi potr\u00e0 trivellarlo nell&#8217;anima per qualche anno ancora, ma il tempo non \u00e8 lontano in cui gli uomini moderni lanceranno un disperato appello a Dio per esser tratti dalla cisterna vuota del proprio ego. Ben lo sapeva S. Agostino che disse: &quot;Inquieti sono i nostri cuori finch\u00e9 non riposino in Te&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco perch\u00e9 &#8212; sebbene una guerra catastrofica possa minacciarci &#8212; i tempi non sono cos\u00ec brutti come sembrano. L&#8217;uomo moderno non ha ancora fatto ritorno a Dio, ma per lo meno \u00e8 rientrato in se stesso: pi\u00f9 tardi egli sorpasser\u00e0 e trascender\u00e0 il proprio ego, con quella Grazia divina che perfino adesso va cercando. Nessuno ha mai cercato alcunch\u00e9 senza sapere che esistesse; oggi l&#8217;anima frustrata va in cerca di Dio, come si cerca la memoria di un nome u tempo conosciuto. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il nostri mondo esteriore di oggi si trova in disperati frangenti, ma il mondo interiore dell&#8217;uomo \u00e8 lungi dall&#8217;essere senza speranza. Il mondo della politica e dell&#8217;economia \u00e8 arretrato rispetto allo sviluppo psicologico degli uomini stessi. Il mondo \u00e8 lontano da Dio, ma altrettanto non \u00e8 dei cuori umani. Ecco perch\u00e9 la pace non verr\u00e0 tanto dai mutamenti politici quanto dall&#8217;uomo medesimo, che sospinto a rifugiarsi entro la propria anima dal tumulto che imperversa all&#8217;esterno, si trasciner\u00e0 verso quella felicit\u00e0 per cui fu creato.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una bella pagina, commossa e profonda, animata dall&#8217;ottimismo e piena di speranza; purtroppo, il tempo si \u00e8 incaricato di mostrare che quell&#8217;ottimismo era eccessivo, e che quella speranza &#8211; necessaria, forse, per rianimare gli spiriti demoralizzati e prostrati &#8211; non era fondata su basi sufficientemente solide. Sono passati pi\u00f9 di sessant&#8217;anni da quando quelle parole sono state scritte, siamo entrati da pi\u00f9 di tre lustri nel secolo ventunesimo, ma il ritorno a Dio di cui parlava Fulton J. Sheen non c&#8217;\u00e8 stato, o, se c&#8217;\u00e8 stato, ha preso strade diverse da quelle che lui auspicava: non il Dio di Ges\u00f9 Cristo, ma una quantit\u00e0 di divinit\u00e0 neopagane, di forze naturali o, addirittura, di entit\u00e0 astrali o di dubbia provenienza, perfino demoniache, hanno attirato l&#8217;attenzione dell&#8217;uomo moderno, e ad esse egli si \u00e8 rivolto per cercare quel sollievo, quell&#8217;appagamento e quella pace che sempre gli sfuggono. Molti si sono rivolti all&#8217;astrologia, alla chiromanzia, allo spiritismo, alla negromanzia, ai tarocchi, alle tavolette Oujia, al gioco del bicchiere, ai dischi volanti, ad ogni sorta di superstizione, di credulit\u00e0 e di pratica occultistica; e non pochi si sono degradati con la pratica della magia nera, con il satanismo e con l&#8217;adorazione del Male. Neppure questi ultimi, tuttavia, anzi, questi ultimi meno di tutti, si sono anche solo avvicinati alla meta: quella di spegnere la sete ardente, tormentosa, di pace interiore, per quanto possano aver goduto di alcuni effimeri vantaggi materiali, ed essersi compiaciuti stoltamente in un senso di vana potenza.<\/p>\n<p>La pace del cuore \u00e8 la pace dell&#8217;anima: cio\u00e8 una pace profonda, armoniosa, durevole; per giungere a tanto, bisogna assumersi la responsabilit\u00e0 di operare un grosso lavoro su se stessi, sfrondare tutte le cose inutili che vengono dall&#8217;ego, ripulire la sporcizia dei bassi istinti, purificarsi nel crogiolo della sofferenza e, soprattutto, compiere un atto di umilt\u00e0 e chiedere l&#8217;aiuto della Grazia, senza la quale noi non possiamo far nulla, se non aggravare i nostri mali e moltiplicare le nostre miserie. Lasciamo che psicologi alla moda e filosofi onnipresenti in televisione ci rassicurino, ci adulino e lusinghino, dicendo che noi siamo meravigliosi <em>cos\u00ec come siamo<\/em>, che siamo bellissimi, che siamo perfetti, basta che ce ne rendiamo conto, basta che ci liberiamo dai complessi, dalle repressioni, dalle insicurezze: un mare di chiacchiere scellerate, la cui sostanza, turpe e menzognera, \u00e8: <em>Sii il dio di te stesso! Fa&#8217; ci\u00f2 che vuoi! Non avere altra norma di vita che l&#8217;inseguimento dei tuoi desideri, quali che siano. Lasciati andare! Segui gli istinti!<\/em> Costoro vorrebbero riportarci a uno stato non solo pre-cristiano, ma, se possibile, pre-umano, e cio\u00e8 sub-umano: perch\u00e9 l&#8217;uomo, quando vuole farsi il dio di se stesso, diventa la scimmia di Dio, rinunciando volontariamente a essere la sua immagine. Un uomo siffatto, \u00e8 qualcosa di meno che un essere umano: \u00e8 un bruto tecnologico e razionale, ma pur sempre un bruto, con l&#8217;istinto omicida dei bruti e coi tratti inquietanti d&#8217;un demonio. Ed \u00e8 questo bruto ci\u00f2 che vogliamo diventare, \u00e8 in lui che vogliamo rispecchiarci, \u00e8 su di lui che pretendiamo di fondare il patto con le generazioni che verranno?<\/p>\n<p>S\u00ec: \u00e8 abbastanza vero che l&#8217;uomo moderno \u00e8 rientrato in se stesso, spaventato e deluso dalle cose esteriori; ma non ha compiuto il passo successivo, quello di aprirsi a Dio, perch\u00e9 l&#8217;ego d\u00e0 ancora sempre e soltanto ego, e dall&#8217;ego non si esce con le proprie forze; \u00e8 una prigione invalicabile, una tirannia spietata: dall&#8217;ego si esce solo mediante il dono soprannaturale della Grazia. Ma bisogna chiederla. <em>De profundis clamavit ad Te, Domine; Domine, exaudi vocem meam, fiant aures tuae intendentes in vocem deprecationis meae<\/em> (Salmo 129): <em>Dal profondo (dell&#8217;abisso) grido a Te, o Signore; Signore, ascolta la mia voce, siano attenti i tuoi orecchi alla voce della mia supplica.<\/em> Questo deve fare l&#8217;uomo moderno, se vuol uscire dal fetido pantano nel quale \u00e8 sprofondato per sua colpa; perch\u00e9, con le sue sole forze, non ne uscir\u00e0 mai, anzi, scivoler\u00e0 sempre pi\u00f9 in basso, fino a restarvi seppellito vivo. Sar\u00e0 capace di un tale soprassalto di consapevolezza e di un simile gesto di suprema umilt\u00e0, dopo essersi nutrito di orgoglio cos\u00ec a lungo? Questa \u00e8 la sfida del tempo presente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fecisti nos ad Te, et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te, Domine: ci hai fatti per Te, o Dio, e inquieto \u00e8 il nostro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[96,117],"class_list":["post-23283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-anima","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23283"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23283\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}