{"id":23271,"date":"2010-07-16T07:02:00","date_gmt":"2010-07-16T07:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/16\/alcune-aporie-della-filosofia-della-storia-del-pensatore-cattolico-angelo-crespi\/"},"modified":"2010-07-16T07:02:00","modified_gmt":"2010-07-16T07:02:00","slug":"alcune-aporie-della-filosofia-della-storia-del-pensatore-cattolico-angelo-crespi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/16\/alcune-aporie-della-filosofia-della-storia-del-pensatore-cattolico-angelo-crespi\/","title":{"rendered":"Alcune aporie della filosofia della storia del pensatore cattolico Angelo Crespi"},"content":{"rendered":"<p>Il nome di Angelo Crespi (niente a che fare con l&#8217;omonimo giornalista del Popolo delle Libert\u00e0), nato a Milano nel 1877 e morto a Londra &#8211; dov&#8217;era divenuto cittadino britannico dal 1938 &#8211; nel 1948, \u00e8 caduto un po&#8217; nel dimenticatoio; di questo saggista e filosofo che, dopo essere stato vicino al Positivismo, per influsso di Ardig\u00f2, mentre studiava Scienze naturali a Pavia, era poi approdato a posizioni spiritualistiche e cristiane, specialmente con la mediazione kantiana, e passando anche attraverso il travaglio della stagione modernista.<\/p>\n<p>Convinto assertore di un cristianesimo vigorosamente impegnato nell&#8217;ambito sociale, Crespi ebbe anche contatti con il socialismo riformista di Turati e di Treves e collabor\u00f2 con riviste quali \u00abRinnovamento\u00bb, \u00abNova et vetera\u00bb, \u00abCoenobium\u00bb, per poi espatriare durante il Ventennio, schierandosi su posizioni di antifascismo intransigente. Stabilitosi in Gran Bretagna, collabor\u00f2 a giornali quali \u00abIl Corriere della Sera\u00bb e \u00abIl Popolo\u00bb. Fu prodigo di aiuti, anche finanziari, verso il fuoriuscitismo italiano ed ebbe contatti specialmente con don Luigi Sturzo e con Gaetano Salvemini; e, sia come giornalista, sia come docente nelle universit\u00e0 britanniche, condusse una attiva campagna contro Mussolini e per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica inglese alla questione della dittatura fascista.<\/p>\n<p>Fu un entusiastico ammiratore di Churchill, specie dallo scoppio della seconda guerra mondiale, a dispetto del fatto che il leader britannico fosse stato cos\u00ec prodigo di elogi tanto al Duce che al regime da lui instaurato in Italia: cosa che il Crespi si guard\u00f2 bene dal ricordare quando, nel suo libro pi\u00f9 importante, \u00abDall&#8217;io a Dio\u00bb, si lanci\u00f2 in un elogio sperticati del primo Ministro inglese e della &quot;eroica&quot; resistenza britannica al nazismo, paragonandola a quella di Leonida al passo delle Termopili e a quella di Carlo Martello nella battaglia di Poitiers.<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, fu un entusiastico ammiratore delle libert\u00e0 inglesi, della Magna Carta, della Glorious Revolution; e, al tempo stesso, della libert\u00e0 religiosa inglese (dimenticando che esisteva tuttora una norma la quale vietava a un sovrano inglese di sposarsi con un coniuge cattolico), al punto da farsi strenuo cantore di quella cosa grottesca che fu la Riforma di Enrico VIII: dettata in pari misura dalla libidine di quel sovrano Barbabl\u00f9, in fregola di divorziare da Caterina d&#8217;Aragona per sposarsi con Anna Bolena, e dalla sua smisurata avidit\u00e0, che lo spingeva alla confisca dei vasti beni della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec al paradosso che, per il cattolico Crespi &#8211; talmente anglicizzatosi nel modo di pensare e di sentire, che perfino la sua scrittura si anglicizza e perde la naturale scorrevolezza sintattica e lessicale della buona lingua italiana (come si pu\u00f2 vedere nel brano qui sotto riportato), il &quot;vero&quot; cattolicesimo non \u00e8 quello di Roma, ma quello della Chiesa anglicana e, ancor pi\u00f9, delle Chiese non conformiste, specialmente di matrice calvinista; e che egli si spinge fino a profetizzare che sar\u00e0 quella la via per la quale anche la Chiesa dei paesi &quot;nominalmente&quot; cattolici torner\u00e0 al vero cristianesimo, che \u00e8, per lui, essenzialmente spirito di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per coniugare i suoi due grandi amori spirituali, quello per il cattolicesimo e quello per l&#8217;Inghilterra, sua patria adottiva, Crespi si sbizzarrisce a sentenziare che il vero spirito cristiano vive nella storia imperiale britannica e che tanto la sconfitta della Invincibile Armata di Filippo II nel 1588, quanto quella della &quot;Luftwaffe&quot; di G\u00f6ring nel 1940, sono stati dei &quot;giudizi di Dio&quot;, attraverso i quali l&#8217;Onnipotente ha voluto, manzonianamente, schierarsi al fianco delle forze del Bene, cio\u00e8 della democrazia, contro quelle del male, ossia del totalitarismo.<\/p>\n<p>Evidentemente, a Crespi non \u00e8 venuto in mente, neppure per un attimo, che una democrazia possa essere totalitaria quanto, e anche pi\u00f9, di una dittatura; che non la libert\u00e0 dei popoli, ma l&#8217;egoistico perseguimento delle proprie fortune abbia spinto la borghesia britannica nella sua avventura imperiale, fra l&#8217;et\u00e0 di Elisabetta e quella di Churchill, culminata, a suo dire, nella pi\u00f9 grandiosa costruzione di democrazia che la storia abbia mai visto; e che la distruzione di Amburgo e di Dresda, come quella di Hiroshima e Nagasaki, nulla abbiano ad invidiare, quanto a deliberata malvagit\u00e0 e pianificata volont\u00e0 di sterminio delle popolazioni civili, alle pagine pi\u00f9 crudeli scritte dalle SS in Europa, o dalle truppe giapponesi nella presa di Nanchino.<\/p>\n<p>Crespi definisce &quot;eroica e solitaria&quot; la resistenza britannica alla Germania di Hitler nel 1940-41; non ha tuttavia l&#8217;onestr\u00e0 di riconoscere che la vittoria della democrazia inglese si serv\u00ec della spada continentale dell&#8217;Unione Sovietica, vale a dire di un regime politico che super\u00f2 i crimini del nazismo e che si rese responsabile di una persecuzione anticristiana quale non si era vista nemmeno ai tempi di Nerone o di Diocleziano. In compenso, afferma &#8211; senza batter ciglio &#8211; che fu proprio la democrazia inglese, sostenuta da quella americana, ad opporsi alla marea comunista; ma non dice, che, fin dalla Conferenza di Yalta, Churchill e Roosevelt avevano deciso di regalare mezza Europa alle brame di Stalin.<\/p>\n<p>Non gli viene in mente, ugualmente, che &#8211; forse &#8211; nel 1940, per un intellettuale italiano, sarebbe stato pi\u00f9 giusto, o quantomeno pi\u00f9 decente, parteggiare per l&#8217;Italia e non per la Gran Bretagna e che mai un intellettuale inglese, per qualsivoglia ragione al mondo, avrebbe parteggiato per la nazione nemica, fino al punto di augurarsi la sconfitta della propria patria. N\u00e9 sembra sospettare che, nel 1940, la Gran Bretagna rappresentasse il vecchio, nel peggior senso del termine, vale a dire la mostruosa avidit\u00e0 ed il cieco egoismo di un impero morente che, dopo aver spremuto le ricchezze di un quarto delle terre emerse ed aver costruito le proprie fortune sul sangue dei suoi stessi lavoratori, cos\u00ec come sulla secolare repressione degli Irlandesi e sul genocidio di interi popoli, come i Tasmaniani, ora pretendeva di sbarrare la strada a nazioni pi\u00f9 giovani e prolifiche, tenendole in un perenne stato di soggezione per meglio favorire l&#8217;esportazione delle proprie merci e dei propri capitali e per assicurarsi, attraverso il dominio delle rotte marittime, la conservazione perpetua delle sue ricche prede coloniali (mentre con palese ipocrisia aveva levato alte strida, nel 1935, per la &quot;povera&quot; Abissinia di Hail\u00e9 Selassi\u00e9).<\/p>\n<p>Il Crespi non ha neppure ha l&#8217;onest\u00e0 storica di ricordare che, ancora nel secondo decennio del XIX secolo, la Gran Bretagna rappresentava, al massimo grado, l&#8217;odio della ricca borghesia degli affari contro l&#8217;idea democratica; tanto \u00e8 vero che, quando i Britannici conquistarono Washington, il 24 agosto 1814, l&#8217;ammiraglio Sir George Cockburn, in piedi sulla poltrona del Presidente della Camera, al Campidoglio, domand\u00f2 alle sue truppe: \u00abDobbiamo dar fuoco a questo rifugio della democrazia degli Yankee?\u00bb; al che i soldati urlarono in coro: \u00abS\u00ec\u00bb; e cos\u00ec avvenne.<\/p>\n<p>Nel libro gi\u00e0 ricordato, \u00abDall&#8217;io a Dio\u00bb (Parma, Guanda Editore, 1950), egli tende a far coincidere il &quot;giudizio di Dio&quot; con il liberalismo e il parlamentarismo britannico, presentati come il punto pi\u00f9 alto della storia europea, in quanto depositari del valore della dignit\u00e0 e libert\u00e0 dell&#8217;individuo e, niente di meno, dell&#8217;autentico spirito cristiano, pi\u00f9 di quanto non accadesse nei paesi cattolici ove, a suo dire, la forma prevaleva sovente sulla sostanza (p. 330-335):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Ecco l&#8217;essenza della originalit\u00e0 della rivoluzione puritana (non senza remote origini nel Franescanismo pi\u00f9 radicale), donde fluir\u00e0 tutto il caratteristico modo anglosassone di concepire lo Stato e i rapporti tra societ\u00e0 e Stato: tale essenza \u00e8 nel concetto de diritto e del dovere di ciascuno di noi di vivere secondo una coscienza illuminata da un diretto rapporto con Dio. Lo Stato esiste sopra tutto a questo fine.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 politica e civile nasce cos\u00ec dalla religione e questa, lungi dall&#8217;essere mera tolleranza, un mero prodotto di scetticismo religioso sorto in reazione alle guerre religiose ed all&#8217;intolleranza di Chiese scomunicantisi l&#8217;una l&#8217;altra, \u00e8 vera e propria libert\u00e0 religiosa, libert\u00e0 radiata nella convinzione che Dio non si rivela che a chi liberamente Lo cerca e Gli si affida; e di continuo dice a ciascuno di noi come al profeta Ezechiele: &quot;Rizzati in piedi ed io ti parler\u00f2!&quot; Tale \u00e8 il significato di quella che Milton chiam\u00f2 la Riforma della Riforma nel suo contrasto con la mera Contro-Riforma post-ridentina.<\/p>\n<p>L&#8217;intrinseco antitotalitarismo del concetto e del sentimento anglosassone dello Stato e della democrazia balza dall&#8217;intrinseco antitotalitarismo e antimonismo dell&#8217;esperienza religiosa; dell&#8217;esperienza della iniziativa di Dio in amore e nel nostro non poter a meno di risponderle con amore; dell&#8217;esperienza che il rapporto tra Dio e l&#8217;uomo \u00e8 un rapporto, che \u00e8 meno inadeguatamente espresso in analogia col rapporto Io-Tu tra bambini e genitori e bambini ed adulti; dell&#8217;esperienza dell&#8217;anima che si sente CHIAMATA dal suo Dio; da un Dio che, perch\u00e9 la crea e la dota di limitata per quanto indefinitamente espandibile autonomia, non le \u00e8 meramente esterno ed anzi pu\u00f2 esserle in grado unico INTIMO, indico pur nel mentre \u00e8 radicalmente ALTRO, solo ad essere l&#8217;ideale realizzato.<\/p>\n<p>\u00c8 una esperienza che gi\u00e0 si verr\u00e0 affievolendo in Locke e in tanti suoi seguaci americani; ed andr\u00e0 pressoch\u00e9 completamente perduta ripassando l&#8217;Atlantico e venendo a contatto con Rousseau e con la reazione a un ambiente storico insorgente contro un assolutismo ben altrimenti antico e forte di quello rovesciato in Inghilterra, sia nell&#8217;aspetto politico sia nell&#8217;ecclesiastico; in una Francia che ad un tempo doveva rovesciare tale assolutismo, aveva bisogno d&#8217;un governo forte per trasformarsi a feudale in democratica e doveva difendersi contro gli altri assolutismi europei; e che in un simile sforzo si trov\u00f2 portata a creare e a tendere a favorire assolutismi e totalitarismi eguali e contrari ai passati.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che una tale esperienza d Dio sia alla radice di tutta la storia dello spirito democratico moderno e senza di essa questa storia sia incomprensibile. Dietro la possibilit\u00e0 e la attualit\u00e0 dell&#8217;eroica e solitaria resistenza britannica del 1940-41 c&#8217;\u00e8 tutto il processo storico in virt\u00f9 del quale il Medio Evo inglese \u00e8 stato tale da favorire pi\u00f9 di ogni altro lo sviluppo di tutte le libert\u00e0;: e in virt\u00f9 del quale, all&#8217;inizio dei tempi moderni, quel riconnettersi all&#8217;esperienza israelitico-cristiana, in modo diretto e senza intrusioni culturali classiche, in cui \u00e8 l&#8217;essenza della Riforma in generale, si \u00e8 compiuto sotto l&#8217;aspetto pratico in guisa da fare dell&#8217;aspirazione che fece di Israele il popolo pi\u00f9 libero dell&#8217;antichit\u00e0, l&#8217;ispirazione, per ben tre secoli, dell&#8217;educazione morale, sociale e politica del pi\u00f9 libero tra i popoli moderni.<\/p>\n<p>Precisamente come l&#8217;Inghilterra \u00e8 fra tutti i grandi paesi moderni quello in cui Monarchia e Popolo, Borghesia e Aristocrazia da un lato e borghesia e classi lavoratrici dall&#8217;altro, invece di contrapporsi rigidamente e di portare a lotte in cui l&#8217;un polo trionfa in modo assoluto dell&#8217;altro eliminandolo, son venute a un compromesso e ad una sintesi che fa di esso il paese a massima coesione sociale, cos\u00ec essa \u00e8 il paese in cui Chiesa e Stato, cultura laica e cultura religiosa pi\u00f9 si sono n on escluse, ma reciprocamente compenetrate e in cui meno \u00e8 visibile ed influente quel fenomeno storicamente comprensibilissimo ma spiritualmente patologico, comune a paesi latini e slavi, che \u00e8 il laicismo areligioso ed antireligioso; il paese in cui la RELIGIONE DELLA LIBERT\u00c0 \u00e8 qualcosa d&#8217;assai pi\u00f9 d&#8217;una bella frase; il paese in cui il rispetto della individualit\u00e0 e delle minoranze nella vita politica, in societ\u00e0 volontarie ed in assemblee rappresentative, \u00e8 stato promosso dalla disciplina volontaria nella ricerca della volont\u00e0 di Dio per mezzo della libera discussione, in seno ad autonome associazioni religiose e culturali convinte che ogni loro membro, in quanto creato da Dio, \u00e8 da lui CHIAMATO a compiere una funzione specifica; il paese da cui l&#8217;ethos generatosi cos\u00ec in seno alle Chiese e generatore a sua volta dell&#8217;ethos politico cristallizzato nella struttura costituzionale e nella procedura parlamentare, ha potuto trasferirsi oltre gli oceani e darvi origine non solo agli Stati Uniti, ma a quella famiglia di democrazie che \u00e8 l&#8217;Impero Britannico, questo massimo tra gli esperimenti di democrazia e libert\u00e0 nella storia. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ecco, nella luce di tutto il proce4sso storico europeo, il significato della solitaria resistenza britannica del 1940-41. Un insigne pensatore americano d&#8217;origine tedesca [Reinhold Niebuhr] si \u00e8 limitato a dire che esso sta in ci\u00f2 (com&#8217;ei pot\u00e9 constatare di presenza agli inizi della lotta &quot;che le risorse della fede cristiana sono un questo paese meno dissipate e in pi\u00f9 intima relazione con l&#8217;intera struttura sociale e civilt\u00e0, che in ogni altra parte dell&#8217;Occidente e contribuiscono a conferirgli un pi\u00f9 alto grado di salute morale, spirituale e sociale&quot;.<\/p>\n<p>Noi osiamo dire che qui ci troviamo di fronte a un vero e proprio &quot;signum Dei&quot;, in tutto simile a quella vittoria della flotta inglese sulla Grande Armada di Filippo II, degnamente celebrata a Plymouth cin una medaglia recante inciso il motto biblico circa la catastrofe egiziana nel Mar Rosso: &quot;Deus flavit et dissipati sunt&quot;. Dio \u00e8 totalmente presente in ogni evento, ma il significato di questo non si rivela a ciascuno di noi che in parte, in proporzione alla sanit\u00e0 dell&#8217;occhio del suo spirito. E taluni eventi possono essere pi\u00f9 critici e significativi di altri.<\/p>\n<p>Ebbene, la catastrofe della Grande Armada di Filippo II segnante l&#8217;inizio di quelle colonie inglesi che pi\u00f9 tardi, diventando gli Stati Uniti d&#8217;America, diventarono anche il Paradiso delle Chiese libere, \u00e8 anzi tutto un &quot;signum Dei&quot; nel senso che \u00e8 incomprensibile senza tener conto di quel senso della presenza dell&#8217;Iddio vivente nella storia che \u00e8 alla radice delle forze medievali e moderne approdate alla formazione dell&#8217;intero attuale mondo di lingua inglese. Come senza tale catastrofe non sarebbe finito e forse si sarebbe espanso e consolidato il monopoli spagnolo, consacrato dal papato sul Nuovo Mondo e l&#8217;oscurantismo e l&#8217;intolleranza clericale nel Nuovo e nel Vecchio, cos\u00ec senza l&#8217;iniziativa di resistenza britannica all&#8217;Asse nel 1940 e il suo durare indomito per oltre un anno; senza quella quasi istintiva unanime decisione ed indefettibile fede nella vittoria finale e nella invincibilit\u00e0 dello spirito creato da oltre un millennio di storia gloriosa, nel mentre tutto il resto dell&#8217;Europa cedeva e l&#8217;America temeva &#8211; che i giorni della gloria, potenza e libert\u00e0 inglese fossero contati, pur l&#8217;Asia, l&#8217;Africa, l&#8217;Australia, la Nuova Zelanda, l&#8217;America meridionale e centrale e pur tutti i paesi cattolici sarebbero rapidissimamente caduti vittime, chiss\u00e0 quanto a lungo, di formidabili trionfanti forze apertamente anticristiane. Si deve a tale resistenza, pi\u00f9 tardi integrata dall&#8217;americana, cio\u00e8 all&#8217;iniziativa di un mondo di libert\u00e0 spirituale conseguentemente espressasi in libert\u00e0 progressivamente anche politica, economica e sociale che il cattolicismo ufficiale ostacol\u00f2 ad ogni passo del suo nascere e svilupparsi e nel suo esempio suggestivo, che il Cattolicismo stesso deve buona parte della sua sopravivenza; cos\u00ec come in questo momento \u00e8 sopra tutto all&#8217;iniziativa di un tal mondo che si deve il pi\u00f9 autorevole e vigoroso sforzo per salvare quel che rimane di civilt\u00e0 cristiana in Europa dall&#8217;aggressione militare e spirituale del totalitarismo e comunismo materialistico di Mosca. Il fenomeno \u00e8 troppo grandioso e incontestabile per non imporsi alla mente di chi non si lascia dagli alberi oscurare la visione del bosco, quale un vero e proprio Giudizio di Dio.\u00bb<\/p>\n<p>In una cosa, tuttavia, ha ragione questo tortuoso pensatore che, pur di salvaguardare e mettere d&#8217;accordo i suoi due grandi amori, l&#8217;umanitarismo cristiano e il parlamentarismo inglese, non si perita di sostenere che il francescanesimo fu una sorta di calvinismo &quot;ante litteram&quot; (il francescanesimo, la cosa pi\u00f9 bella prodotta della religiosit\u00e0 medievale, e il calvinismo, la cosa pi\u00f9 brutta prodotta dalla Riforma protestante): nel fatto, cio\u00e8, che l&#8217;essenza delle Chiese protestanti anglosassoni risiede nell&#8217;aver espunto la mediazione rinascimentale di grandissimi spiriti, come Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro, per tornare a pie&#8217; pari alla lettera ed allo spirito dell&#8217;Antico Testamento, vale a dire all&#8217;Ebraismo pi\u00f9 che al Cristianesimo.<\/p>\n<p>Uno stesso spirito anima, infatti, l&#8217;Ebraismo e il Calvinismo: lo spirito esclusivista, tetro, implacabile, di una religiosit\u00e0 che vede in ogni uomo non tanto l&#8217;oggetto dell&#8217;amore di Dio, ma lo strumento della sua collera, della sua vendetta e della sua potenza; e nei due popoli, l&#8217;ebreo e l&#8217;anglosassone, i due popoli eletti, ai quali Dio stesso ha affidato le rispettive Terre Promesse (nel caso del secondo, il Nord America), innalzandoli al di sopra della morale comune e, anzi, ordinando loro di sterminare e di soggiogare chiunque osasse opporsi loro (e ci\u00f2 vale anche per la schiavit\u00f9 dei neri nelle piantagioni americane, giustificata dai puritani &#8211; come \u00e8 noto &#8211; con la maledizione dei figli di Cam).<\/p>\n<p>Certo, ogni filosofia della storia, quando pretende di farsi interprete della volont\u00e0 divina, finisce per cadere nel grottesco e peggio; chi non ricorda come lo Spirito Assoluto di Hegel finisca per incarnarsi nel militarismo prussiano (la seconda cosa pi\u00f9 brutta prodotta dalla modernit\u00e0, dopo il puritanesimo)?<\/p>\n<p>La filosofia della storia di Angelo Crespi, allorch\u00e9 pretende di farsi interprete dei segni divini e, quindi, di vestire i panni del profeta dell&#8217;antico Israele, non sfugge a questo destino (cui pure era sfuggita quella del tanto deprecato Spengler, in odore di nazismo, ma anche quella del cristiano Toynbee, tanto pi\u00f9 accorto e ponderato del Nostro).<\/p>\n<p>La sua requisitoria contro i totalitarismi e il suo panegirico della storia imperiale britannica non possiedono nemmeno la parvenza della obiettivit\u00e0; gli sfuggono completamente le ombre e le luci della storia: da una parte egli vede solo le ombre, dall&#8217;altra tutta la luce di questo mondo. Cos\u00ec Crespi ha pagato il suo debito, morale e materiale, verso la nazione che lo aveva accolto e ospitato, lui ben dotato di mezzi materiali e non certo povero operai emigrato per ragioni di sopravvivenza; lui che non aveva cessato, d&#8217;altronde in numerosa compagnia, di adoperarsi per la caduta non solo del regime allora al potere in Italia, ma dell&#8217;Italia stessa: caduta ignominiosa, dalla quale non si \u00e8 mai pi\u00f9 ripresa, e che \u00e8 espressa in termini eloquenti da quella clausola del trattato di pace che vietava al nostro governo, ormai repubblicano e democratico, di perseguire quei suoi concittadini i quali si erano adoperati per la sconfitta della Patria nel 1940-43.<\/p>\n<p>Ci si poteva aspettare qualche cosa di pi\u00f9, da un filosofo cattolico che diceva di nutrire tanta ammirazione per san Francesco e per il valore della persona e per la dignit\u00e0 ed il rispetto dovuti ad ogni essere umano.<\/p>\n<p>Davvero la democrazia inglese e americana rispettavano la dignit\u00e0 dell&#8217;essere umano, quando distribuivano coperte contaminate dal vaiolo agli Indiani d&#8217;America, o quando chiudevano migliaia di donne e bambini boeri nei campi di concentramento, per mettere le mani sui ricchissimi giacimenti d&#8217;oro e di diamanti del Sud Africa?<\/p>\n<p>Diciamolo apertamente: una filosofia della storia che ci vede da un occhio solo; che vede, cio\u00e8, solo quello che vuol vedere, ed esclude dalla propria visuale tutto ci\u00f2 che non si adatta ai propri dogmi, \u00e8 una ben misera cosa.<\/p>\n<p>Se, poi, essa ardisce indossare i panni di una filosofia cristiana, allora il tradimento \u00e8 completo; e, per essa, non rimane che un profondo, meritato disprezzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nome di Angelo Crespi (niente a che fare con l&#8217;omonimo giornalista del Popolo delle Libert\u00e0), nato a Milano nel 1877 e morto a Londra &#8211;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117],"class_list":["post-23271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23271\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}