{"id":23259,"date":"2009-01-04T03:46:00","date_gmt":"2009-01-04T03:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/04\/un-quadro-al-giorno-annunciazione-di-andrea-previtali-1505-circa\/"},"modified":"2009-01-04T03:46:00","modified_gmt":"2009-01-04T03:46:00","slug":"un-quadro-al-giorno-annunciazione-di-andrea-previtali-1505-circa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/04\/un-quadro-al-giorno-annunciazione-di-andrea-previtali-1505-circa\/","title":{"rendered":"Un quadro al giorno: \u00abAnnunciazione\u00bb di Andrea Previtali (1505 circa)"},"content":{"rendered":"<p>Nel Santuario di Santa Maria del Meschio, a Vittorio Veneto, si custodisce &#8211; sull&#8217;altar maggiore &#8211; una pala rinascimentale che \u00e8 un autentico capolavoro, bench\u00e9 sconosciuto ai pi\u00f9, cos\u00ec come sconosciuto, o quasi, ne \u00e8 l&#8217;autore: l&#8217;\u00abAnnunciazione\u00bb di Andrea Previtali (1505 ca.).<\/p>\n<p>Andrea Previtali, detto il Cordegliaghi o Cordeliaghi, nasce a Berbenno, in territorio bergamasco (allora parte della Repubblica di Venezia), e precisamente nella Valle Imagna, fra il 1470 e il 1480 e muore a Bergamo nel 1528.<\/p>\n<p>Da giovane, a Venezia &#8211; uno dei massimi centri dell&#8217;arte mondiale dell&#8217;epoca, ove lo conduce il suo precoce ingegno &#8211; \u00e8 allievo del grande Giovanni Bellini e riceve dal maestro veneziano l&#8217;impronta inconfondibile della sua arte, alla quale rimarr\u00e0 sostanzialmente fedele per tutta la vita, pur subendo anche l&#8217;influsso di numerosi altri artisti, in particolare di Lorenzo Lotto.<\/p>\n<p>Fin dalla sua prima opera datata e firmata, la \u00abMadonna col Bambino e donatore\u00bb del Museo Civico di Padova (del 1502), mostra in maniera esplicita il suo debito col Giambellino e con alcuni pittori belliniani come il Cima da Conegliano (del quale ci siamo gi\u00e0 occupati, nella serie \u00abUn quadro al giorno\u00bb, a proposito della \u00abMadonna in trono con Angeli e Santi\u00bb nel Duomo di Conegliano, del 1492), oltre che con l&#8217;arte leggiadra e sognante di Vittore Carpaccio.<\/p>\n<p>Scrive lo storico dell&#8217;arte Camillo Semenzato (ne \u00abLe Muse. Enciclopedia di tutte le arti\u00bb, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1967, vol. IX, p. 353-54):<\/p>\n<p>\u00abChiarissima derivazione belliniana presenta anche lo &quot;Sposalizio di Santa Caterina&quot;, nella sacrestia di S. Giobbe a Venezia, e l&#8217;opera di identico soggetto alla National Gallery del 1504.<\/p>\n<p>In altri dipinti del 1506 i contatti col Bellini sono sempre prevalenti anche se affiorano elementi ricavati da altri pittori operosi a Venezia, come Antonello e il Carpaccio; successivamente lo attrassero profondamente Giorgione e Boccaccino. La &quot;Madonna col Bambino e due Angeli&quot; della &quot;National Gallery&quot; di Londra rivela infatti i contatti col Boccaccino, conosciuto a Venezia. Non a questo momento potrebbe appartenere invece un ciclo di affreschi nella Scuola dei Battuti a Conegliano, la cui attribuzione \u00e8 stata proposta di recente. Nell&#8217;ultimo tempo del soggiorno veneziano il pittore risent\u00ec anche della presenza di Palma il Vecchio, come gi\u00e0 si nota nella &quot;Madonna con Bimbo fra S. Agostino e Sant&#8217;Anna&quot; all&#8217;Accademia Carrara di Bergamo; ella fine di questo periodo \u00e8 l&#8217;&quot;Annunciazione&quot; nel santuario di S. Maria di Meschio a Vittorio Veneto. Intorno al 1511 il pittore ritorn\u00f2 a Bergamo ed al momento iniziale del suo nuovo soggiorno possono appartenere una &quot;Madonna con Bimbo, Santo e donatore&quot; della Raccolta Moroni di Bergamo, gli affreschi ora a Palazzo Suardi con le &quot;Arti meccaniche e liberali&quot; e la pala con &quot;S. Giovanni Battista e quattro Santi&quot; della chiesa di S. Spirito, firmata e datata 1515.<\/p>\n<p>Dal 1515 al 1525 la produzione del Previtali sub\u00ec il fascino di Lorenzo Lotto con il quale i contatti sembrano talvolta molto stretti, anche se non si perdono i segni della sua prima produzione veneziana. Del 1518 \u00e8 l&#8217;affresco con la &quot;Madonna adorata dai Magi tra molti Santi&quot;, nel santuario della Madonna dei Campi di Stezzano presso Bergamo, e di qualche anno posteriore pu\u00f2 essere la &quot;Sacrea Conversazione Casotti&quot; dell&#8217;Accademia Carrara, interessante per il realismo dei ritratti.. Appartengono a questo ultimo periodo anche la &quot;deposizione&quot; della chiesa di S. Andrea a Bergamo, il &quot;S. Benedetto in trono&quot; nella cattedrale di Bergamo del 1524. L&#8217;ultima opera datata \u00e8 il polittico con la &quot;Madonna col Figlio e Santi&quot;, del 1525, nella chiesa di S. Spirito, che per\u00f2 venne terminata nella parte superiore da un altro pittore.<\/p>\n<p>Il Previtali non fu un caposcuola, un artista in grado di imporre un proprio linguaggio autonomo: la sua arte infatti si svilupp\u00f2 nella scia di altri pittori, ciononostante la sua produzione non manc\u00f2 di qualit\u00e0 e gli accordi entro cui venne elaborata gli permisero di raggiungere spesso una pienezza espressiva, ora nella gentilezza della composizione, ora nel divagare dei paesaggi, ora nel realismo sincero e quasi paesano di certi particolari.\u00bb<\/p>\n<p>Ci sembra utile, per arricchire il quadro, riportare anche quanto scritto sul Previtali da Nolfo di Carpegna, gi\u00e0 soprintendente alle Gallerie di Palazzo Venezia in Roma (in \u00abEnciclopedia Cattolica\u00bb, 1952, vol. IX, col. 1.995):<\/p>\n<p>\u00abIn numerose opere si firma &quot;discepolo di Giovanni Bellini&quot; ma il suo temperamento di facile e rapido assimilatore lo ha fatto accostare di volta in volta a diversi altri artisti: nel periodo giovanile, il pi\u00f9 felice, al Cima e al Carpaccio, dai quali prende una nettezza di impianto plastico ed una freschezza e luminosit\u00e0 di colore che sono fra i pregi maggiori delle sue opere. Appartengono a questi anni una &quot;Madonna con donatore&quot; del 1502 (Museo civico di Padova), una &quot;Sacra conversazione&quot; a Berlino, un &quot;Matrimonio di S. Caterina&quot; alla &quot;National Gallery&quot; di Londra (altra molto affine in S. Giobbe a Venezia) e la bellissima &quot;Annunciazione&quot; del Santuario del Meschio (Vittorio Veneto) il cui luminoso paesaggio convalida l&#8217;attribuzione fatta al Previtali delle scenette pastorali della &quot;National Gallery&quot;, gi\u00e0 credute del Giorgione. Dal 1510 alla morte il Previtali \u00e8 a Bergamo, ove subisce in maniera molto sensibile l&#8217;influenza del Lotto, stabilitosi in quella citt\u00e0 poco dopo di lui. Sono di questo periodo: &quot;Il Battista e altri Santi&quot; della Chiesa di S. Spirito (1515), ancora affine ai belliniani, tipo Catena e Basaiti, la &quot;Madonna con la Famiglia Casotti&quot; dell&#8217;Accademia Carrara, decisamente lottesca, ricca di colore ma con una spiacevole ampollosit\u00e0 di forme che si ritrover\u00e0, aumentata, in opere posteriori: la &quot;Crocifissione&quot; del 1523, in S. Alessandro della Croce, il &quot;S. Benedetto e santi&quot; della Cattedrale (1521). Altre opere: un giovanile: &quot;S. Sebastiano&quot; ad Aix (Longhi), la &quot;Trinit\u00e0&quot; di Alzano Maggiore (1517), ecc.\u00bb<\/p>\n<p>Ma veniamo alla magnifica \u00abAnnunciazione\u00bb di Vittorio Veneto, una pala che misura 261 cm. di altezza per 165 di larghezza e che si trova sull&#8217;altare maggiore della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice del Meschio (il Meschio \u00e8 il fiume che passa per la citt\u00e0 e che d\u00e0 il suo nome al quartiere che sorge intorno a tale edificio sacro).<\/p>\n<p>Come si \u00e8 visto, essa appartiene alla prima parte dell&#8217;itinerario artistico del Previtali e mostra pi\u00f9 evidente l&#8217;influsso del suo maestro veneziano, Giovanni Bellini; e, non a torto, \u00e8 da molti ritenuta il suo capolavoro.<\/p>\n<p>Tale si presenta, in effetti, sia per l&#8217;estrema gentilezza ed eleganza della composizione, sia per il realismo sincero suggerito da certi particolari iconografici, quali la stupenda vista &quot;en plen air&quot; che trabocca quasi dalla grande bifora posta al centro della composizione .<\/p>\n<p>L&#8217;Angelo Gabriele \u00e8 sulla destra, si inginocchia nell&#8217;atto di pronunciare la famosa frase: \u00abAve, o Maria, il Signore \u00e8 con te!\u00bb (Vangelo di Luca, 1, 29). Nella destra tiene un giglio dal lunghissimo stelo; la sinistra \u00e8 raccolta sul petto, in atto di rispetto e devozione; le ali, non troppo grandi, nulla aggiungono all&#8217;estrema leggiadria della sua figura biancovestita, con il serico panneggio che offre all&#8217;artista l&#8217;occasione di realizzare un autentico sfoggio di bravura per la felice sintesi di corposit\u00e0 realistica e di aerea leggerezza.<\/p>\n<p>Di fronte a lui, sulla sinistra della composizione, la Vergine \u00e8 inginocchiata davanti al leggio e, mentre l&#8217;Angelo \u00e8 rappresentato di profilo (anzi, quasi di tre quarti), ella \u00e8 raffigurata frontalmente, di modo che il suo viso dall&#8217;espressione misticamente rapita \u00e8 interamente rivolto all&#8217;osservatore. \u00c8 inginocchiata su una pedana, per cui la lunga e corposa veste scivola a terra da un&#8217;altezza maggiore e si ripiega in eleganti volute.<\/p>\n<p>A parte la diversa angolatura, la figura della Vergine \u00e8 una replica di quella dell&#8217;Angelo: anch&#8217;ella porta la sinistra al petto con le dita aperte (mentre la destra \u00e8 invisibile perch\u00e9 nascosta dal leggio), anch&#8217;ella inclina soavemente l&#8217;ovale del viso: ma, mentre l&#8217;Angelo lo piega in avanti, ella lo piega di lato, nella direzione di lui, sicch\u00e9 si realizza una perfetta simmetria dei loro contorni.<\/p>\n<p>La stanza in cui si svolge la scena \u00e8 di una eleganza ricercata e, al tempo stesso, linda e misurata, senza alcun eccesso o sbavatura: ricorda il miglior Carpaccio, ad esempio il celebre \u00abSogno di Sant&#8217;Orsola\u00bb.<\/p>\n<p>Al centro, in basso e in primissimo piano, tre gradini che servono a conferire profondit\u00e0 alla scena; in secondo piano, le due figure dell&#8217;Angelo e di Maria Vergine; il piano di fondo \u00e8 dato, come gi\u00e0 accennato, dalla bifora aperta che allunga la prospettiva e ravviva l&#8217;atmosfera impeccabile, ma un tantino fredda, dell&#8217;interno, con un arioso giardino verdeggiante, che si staglia contro un cielo d&#8217;un azzurro dolcissimo, proprio al centro della pala.<\/p>\n<p>Tutto, in quest&#8217;opera, parla un linguaggio sobrio e realistico e, al tempo stesso, raffinatamente idealizzato, quasi sognante: dal lindo pavimento marmoreo su cui si staglia l&#8217;ombra dell&#8217;Angelo Gabriele (un corpo vero e proprio, dunque, non un essere di luce), al tappeto riccamente decorato sotto la finestra, alle vetrate istoriate da cerchi in ferro battuto nella parte superiore della bifora, al sontuoso soffitto in penombra. Ma, pi\u00f9 di ogni altra cosa, il mirabile effetto d&#8217;insieme \u00e8 concretato mediante la morbidezza della pennellata, la luce diffusa che sembra bagnare le superfici dai colori smaglianti &#8211; il bianco della veste dell&#8217;Angelo, il rosso e il blu della veste e della sopravveste di Maria, l&#8217;azzurro terso e sfumato del cielo incorniciati dal verde degli alberi -, l&#8217;incomparabile nitore della scena e la grazia fresca, armoniosa e misuratissima che promana dal muto colloquio fra l&#8217;inviato celeste e l&#8217;Ancella del Signore.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero &#8211; come \u00e8 stato detto &#8211; che Andrea Previtali non ebbe un ingegno originale n\u00e9 la forza di imporre una sua maniera, ma fu soprattutto un sensibile e dotatissimo assimilatore dell&#8217;arte altrui &#8211; dal Bellini, al Capaccio, al Lotto &#8211; \u00e8 pur vero che, nelle sue opere migliori, e in particolare in questa luminosa e trepidante \u00abAnnunciazione\u00bb, tutta pervasa dal senso del mistero e, perci\u00f2, opera autenticamente religiosa (e non religiosa solo nel titolo e nel soggetto, come altre opere di artisti rinascimentali), egli raggiunge una rara perfezione stilistica e definisce un proprio mondo poetico con la sicurezza e la scioltezza del tratto pittorico, con la felice e calibrata intuizione dello spazio compositivo, con la trasparenza psicologica dei personaggi, tutti immersi nell&#8217;incanto di una ineffabile realt\u00e0 trascendente.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00abAnnunciazione\u00bb del Previtali \u00e8 stata a lungo uno dei gioielli della cittadina di Ceneda, sede di un antichissimo vescovado (Vittorio Veneto \u00e8 la creazione recente, precisamente del 1866, di un piano urbanistico che ha collegato, mediante un viale fiancheggiato da costruzioni moderne, due borghi nettamente distinti: Ceneda, ai piedi delle colline, e Serravalle, intorno alla stretta valle rocciosa che immette verso la vallata bellunese e il Cadore, la quale fu sede di un &quot;castrum&quot; romano fino dal I secolo avanti Cristo).<\/p>\n<p>Si dice che quando Tiziano Vecellio, nei suoi viaggi tra Venezia, ove teneva bottega, e la natia Pieve di Cadore, passava per Ceneda, non mancava mai di fare una sosta nel quartiere del Meschio, per entrare nella chiesa di S. Maria e trattenersi ad ammirare la pala del Previtali &#8211; che egli, tuttavia, erroneamente attribuiva a Giovanni Bellini, tratto forse in inganno dall&#8217;eccezionale maturit\u00e0 artistica che da essa traspare.<\/p>\n<p>Fino a qualche anno fa quest&#8217;opera veniva datata, tradizionalmente, al 1514; oggi questa datazione appare poco verosimile, anche perch\u00e9 il rientro del Previtali a Bergamo si colloca nel 1511-12 e, da quella data, l&#8217;influsso di Lorenzo Lotto tende a sovrapporsi &#8211; o, se si preferisce, a fondersi &#8211; con quello del Giambellino. Per tale ragione, e anche per una serie di raffronti con le opere del primo periodo, di cui possediamo una sicura datazione, \u00e8 pi\u00f9 probabile che l&#8217;anno di esecuzione della \u00abAnnunciazione\u00bb di Ceneda sia da porsi verso il 1505.<\/p>\n<p>Il viaggiatore che si trovi a transitare per Vittorio Veneto \u00e8, dunque, avvisato: passare oltre, senza rendere omaggio a questo capolavoro del nostro migliore Rinascimento, sarebbe una omissione della quale, un giorno, non potr\u00e0 che pentirsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Santuario di Santa Maria del Meschio, a Vittorio Veneto, si custodisce &#8211; sull&#8217;altar maggiore &#8211; una pala rinascimentale che \u00e8 un autentico capolavoro, bench\u00e9 sconosciuto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[11,24],"tags":[243,245],"class_list":["post-23259","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-un-quadro-al-giorno","category-pittura","tag-santa-vergine","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23259","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23259"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23259\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}