{"id":23251,"date":"2021-12-25T09:03:00","date_gmt":"2021-12-25T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/25\/ancora-sulla-magia-nera-presente-nella-letteratura\/"},"modified":"2021-12-25T09:03:00","modified_gmt":"2021-12-25T09:03:00","slug":"ancora-sulla-magia-nera-presente-nella-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/25\/ancora-sulla-magia-nera-presente-nella-letteratura\/","title":{"rendered":"Ancora sulla magia nera presente nella letteratura"},"content":{"rendered":"<p>Nel recente articolo <em>Magia nera e satanismo nascosti nella letteratura?<\/em> (pubblicato sul sito della Accademia Nuova Italia il 10\/12\/21) avevamo posto, in termini generali, il tema della presenza di spunti e suggestioni della magia nera e del satanismo nei testi degli scrittori contemporanei, molto spesso cos\u00ec ben dissimulati, oppure sotto apparenze cos\u00ec insospettabili, da renderne difficile il riconoscimento e perci\u00f2 tali da &quot;passare&quot; nell&#8217;immaginario, o nel subconscio, del pubblico, senza che il lettore medio se ne renda neppure conto. Ora vogliamo riprende l&#8217;argomento, estendendo lo sguardo a quegli autori che hanno aderito a sette occultistiche, massoniche o pseudo spirituali, in realt\u00e0 magiche e sataniche, e che pertanto nelle loro opere hanno inserito non semplici spunti o suggestioni, ma vere e proprie nozioni e precisi rituali, nonch\u00e9 una visione generale del mondo imbevuta delle loro perverse filosofie, solitamente dietro lo schermo di romanzi e racconti del terrore, cos\u00ec da conservare la finzione di una realt\u00e0 del tutto immaginaria, creata per solleticare il segreto desiderio di aver paura di un certo tipo di pubblico, e intanto veicolare e diffondere idee e cerimoniali diabolici, sempre senza averne l&#8217;aria oppure fingendo di esecrare e condannare le forze occulte evocate dai loro personaggi. Infatti, se un certo scrittore frequenta attivamente ambienti e societ\u00e0 di quel genere, come viene descritto nel memorabile <em>L\u00e0-bas<\/em> di J.K. Husymans (per i registi cinematografici degli ultimi anni la scelta sarebbe pressoch\u00e9 illimitata), non solo \u00e8 naturalmente portato a trasporre nelle pagine dei propri libri le conoscenze segrete delle quali si nutre in quanto membro di tali societ\u00e0, ma \u00e8 quasi certo che egli abbia anche ricevuto l&#8217;incarico, dai suoi superiori gerarchici, di familiarizzare le persone ignare con quei concetti e quei riti, con quella spiritualit\u00e0 rovesciata e quella religiosit\u00e0 abominevole, in particolare gettando il cattivo seme della superbia intellettuale luciferina in opposizione alla mitezza, alla semplicit\u00e0 e alla purezza d&#8217;animo che, nella visione cristiana, sono invece requisiti indispensabili per qualsiasi uomo di buona volont\u00e0 che voglia onorare e servire il vero Dio e amare il prossimo come Egli comanda. La stessa cosa viene fatta, contemporaneamente e parallelamente, da centinaia e migliaia di cantanti, attori e uomini e donne di spettacolo in genere, nonch\u00e9 dagli autori e dai disegnatori di numerosi album a fumetti, e ora anche dagli ideatori di giochi elettronici. Si tratta di una manovra occulta, ma precisa e ben sincronizzata, diretta principalmente a un pubblico di giovani, pi\u00f9 suggestionabile e pi\u00f9 facilmente conquistabile facendo leva sulla sete del meraviglioso e dello straordinario che contraddistingue appunto specialmente la psiche giovanile.<\/p>\n<p>A titolo di esempio, poich\u00e9 l&#8217;elenco completo sarebbe vastissimo e noi non abbiamo certo la pretesa di esaurire l&#8217;argomento, ma solo di suggerire una linea di ricerca &#8212; possiamo citare cinque scrittori britannici del genere misterioso e orrorifico: Bram Stoker (1847-1912), Sax Rohmer (1883-1959), Arthur Machen (1863-1947) e Algernon Bkackwood (1869-1951) e Charles Williams (1886-1945, da non confondere con l&#8217;omonimo autore di gialli americano, del quale abbiamo parlato a suo tempo e che non c&#8217;entra nulla con tale filone occultistico), tutti appartenenti alla famosa (o famigerata) Golden Dawn, la Societ\u00e0 dell&#8217;Alba Dorata, nella quale si distinse il mago nero Aleister Crowley, la cui influenza culturale si espande per tutto il XX secolo ed esorbita dall&#8217;ambito letterario, investendo, ad esempio, taluni temi e aspetti figurativi dei <em>Beatles<\/em>, raggiungendo cos\u00ec e suggestionando, sia pure in forme estremamente volgarizzate e quasi impercettibili, un pubblico immensamente vasto, quale mai gli occultisti dei primi anni del Novecento avrebbero sperato, e forse neppure desiderato, coinvolgere. Bisogna infatti tener presente che, alla domanda su cosa spinga un intellettuale, uno scrittore o un poeta, magari famoso, come \u00e8 il caso di W.B. Yeats, ad entrare in simili circoli e confraternite, la risposta fondamentale \u00e8 che egli aspira a raggiungere e coltivare una conoscenza segreta che sia molto pi\u00f9 elevata, e non certo qualcosa d&#8217;inferiore, della conoscenza spirituale ordinaria, in particolare quella propria del cristianesimo. L&#8217;occultista che aderisce a tali circoli \u00e8 in definitiva un orgoglioso e un impaziente: egli vorrebbe tutta e subito la conoscenza delle verit\u00e0 segrete, ma la vorrebbe conquistare da se stesso, con l&#8217;aiuto di maestri umani oppure di spiriti disincarnati che s&#8217;illude di avere a propria disposizione, e di poter controllare e dirigere proprio come un apprendista stregone, senza sospettare, a quanto pare, che le intelligenze extra-umane, se sono buone, non obbediscono ai comandi dei mortali, e se si presentano allorch\u00e9 vengono evocate, certamente non sono buone, ma soprattutto non sono chi dicono di essere.<\/p>\n<p>Nella corposa <em>Introduzione<\/em> al volume di Algernon Blackwood <em>John Silence, detective dell&#8217;occulto<\/em>, senza firma, ma redatta e dal curatore della collana Gianni Pilo, si leggono queste significative osservazioni (Roma, Fanucci, 1977, pp. 8-9):<\/p>\n<p><em>Il &quot;revival&quot; della magia (da intendersi, per\u00f2, nel senso superiore di &quot;scienza dell&#8217;Io&quot;, e in al livello della ciarlataneria corrente), il rifiorire dell&#8217;esoterismo, del misticismo, del rifiorire delle dottrine tradizionali, hanno di riflesso portato l&#8217;attenzione anche su determinati personaggi e associazioni fino ad oggi poco considerati. Sono venuti cos\u00ec alla luce singolari collegamenti, rapporti e correlazioni che, in effetti, seppure in stile parecchio sensazionalistico, erano gi\u00e0 stati adombrati nel 1960 da Louis Pauwels e Jacques Bergier in un libro ormai famoso [&quot;Il mattino dei maghi&quot;].<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 un semplice caso che alcuni di questi personaggi siano degli scrittori per l&#8217;esattezza, degli scrittori i quali, non accontentandosi del mondo reale in cui vivevano, ne hanno creati degli altri, quasi in alternativa. Mondi dominati dal fantastico, dal terrore, dal meraviglioso, dall&#8217;occulto: per citarne solo alcuni, l&#8217;austriaco Gustav Meyrink, il tedesco H.H. Ewers, l&#8217;americano H.P. Lovecraft, il belga Jean Ray, gli inglesi Arthur Machen e Algernon Blackwood.<\/em><\/p>\n<p><em>Questi ultimi due avevano una caratteristica in comune: assieme a Bram Stoker, l&#8217;autore di &quot;Dracula&quot;, a Sax Rohmer il creatore di Fu Manchu, a Charles Williams (lo scrittore fantastico, non il &quot;giallista&quot;), ai famosissimo poeti e Premi Nobel T. S. Eliot e W.B.Yeats, a Florence Farr celebre attrice amica intima di G.B. Shaw, all&#8217;astronomo William Peck, a Moira Bergson (sorella del filosofo), all&#8217;ingegnere Allan Bennet, a Gerald Kelly presidente della Royal Academy, essi facevano tutti parte della Hermetic Broterhood of the Golden Dawn in the Outer, cio\u00e8 della Confraternita Ermetica dell&#8217;Alba d&#8217;Oro all&#8217;Esterno.<\/em><\/p>\n<p><em>La vicenda di questa setta segreta si pu\u00f2 cos\u00ec riassumere: nel 1887 tre appartenenti alla Societas Rosicruciana in Anglia (fondata nel 1867, e di cui aveva fatto parte anche lo scrittore inglese Edward Bulwer-Lytton) entrarono in circostanze ancora poco chiare in contatto epistolare con una occultista tedesca di nome Anna Sprengel. Costei comunic\u00f2 ai tre per lettera una iniziazione particolare e dei rituali magici tramandati nell&#8217;ambito rosacroce e massonico della Germania. Nacque cos\u00ec in Inghilterra la Golden Dawn, alla cui testa erano i tre citati ex-appartenenti alla SRIA: W.R. Woodman, W.W. Westecotte S. L. Mathers. La setta si diffuse ben presto nell&#8217;isola e in Francia (meno fortunati furono i tentativi negli Stati Uniti): si crearono dei &quot;templi&quot; in case private, vi fu una complessa gerarchia, vari gradi di iniziazione, rituali magici, teorie cosmogoniche e cos\u00ec via. A causa per\u00f2 di un susseguirsi di contrasti interni non solo &quot;dottrinari&quot; ma anche a livello personale, l&#8217;ordine sub\u00ec una serie di scissioni (i &quot;celtici&quot; con Yeats da un lato, i membri cristiani da un altro, il noto mago Aleister Crowley da un altro ancora) e nei primi anni del Novecento, tra il 1901 e il 1905, esso pu\u00f2 considerarsi come non pi\u00f9 operante. L&#8217;influenza delle teorie che erano al fondo di riti e cerimonie (la ricerca di uno &quot;stato di coscienza&quot; superiore a quello normale di veglia, la lotta del Bene contro il Male, l&#8217;esistenza di intelligenze extra-umane e formidabili, il loro riflesso sui mortali, la realt\u00e0 di un sapere nascosto) ebbero [sic] un influsso decisivo su quei suoi adepti che erano anche degli scrittori.<\/em><\/p>\n<p><em>Riflessi delle teorie della Golden Dawn possono cos\u00ec rintracciarsi, ad esempio, nel &quot;Dracula&quot; di Bram Stoker (1897), nelle avventure di Fu Manchu di Sax Rohmer (iniziate nel 1913 con &quot;Ther Mystery of D. Fu Manchu&quot; e proseguite per un totale di quindici opere sino a &quot;The Emperor Fu Manch&quot; del 1959, l&#8217;anno della morte dell&#8217;autore), nel &quot;Great God Pan&quot; (1895) e &quot;The Three Impostors&quot; (1896) di Arthur Machen, in moltissime opere di Algernon Blackwood. Naturalmente si tratta di riferimenti spesso indiretti, velati da atmosfere di incubo, mistero e terrore, in cui i quattro citati scrittori erano maestri: \u00e8 chiaro tuttavia, per chi conosce il multiforme ambiti dell&#8217;occultismo occidentale, che le loro opere si rifanno a precise dottrine iniziatiche tendenti, per esempio, ad un &quot;risveglio dell&#8217;Io&quot;, ad un&#8217;acquisizione di quella conoscenza superiore che, come s&#8217;\u00e8 detto, costituiva l&#8217;obiettivo principale della Golden Dawn in quanto societ\u00e0 esoterica ed iniziatica.<\/em><\/p>\n<p><em>Indipendentemente da ci\u00f2, nulla si deve togliere alla loro importanza nella storia della letteratura fantastica: un altro &quot;grande&quot; del genere, H.P. Lovecraf, li definisce infatti tutti come &quot;i maestri moderni&quot; nel capitolo conclusivo del suo saggio &quot;Supernatural Horror in Literature&quot; del 1927.<\/em><\/p>\n<p>Riassumendo. Se io o voi siamo degli appassionati del genere, leggiamo i libri di questi autori e godiamo ad immergerci nelle atmosfere e nelle situazioni di paura, mistero e orrore da essi evocate con indubbia maestria letteraria. Pu\u00f2 anche succedere che in tali romanzi e racconti s&#8217;intraveda qualcosa di simile a una lezione morale, e che tale moralit\u00e0 presenti delle somiglianze apparenti con quella che viene in primo luogo dalla legge naturale, e in secondo luogo dalla dottrina cristiana. Ma si tratta di un&#8217;impressione ingannevole: anche se in alcuni racconti, ad esempio <em>Culto segreto<\/em> d Algernon Blackwood (letterariamente pregevole), compaiono preti cattolici in funzione di esorcisti, in realt\u00e0 si pu\u00f2 stare certi che la filosofia morale contenuta in tali opere, ispirate dalla &quot;sapienza&quot; della Golden Dawn, non solo non ha nulla a che vedere con quella del Vangelo, ma \u00e8 del tutto inconciliabile e diametralmente opposta ad essa. \u00c8 una sapienza tutta umana, sebbene pretenziosamente paludata, e semmai con forti risvolti diabolici, che si contrappone alla vera sapienza divina: questo \u00e8 il nocciolo del discorso. Che poi si fossero avvicinati alla Golden Dawn anche degli intellettuali di estrazione cattolica, cos\u00ec come ad altri ordini occultistici ed iniziatici similari, altro non dimostra se non l&#8217;immensa confusione che regnava, e regna pi\u00f9 che mai, nella testa e nell&#8217;anima di tanti, troppi sedicenti cristiani e cattolici.<\/p>\n<p>Del resto, proviamo a considerare i quattro punti attorno ai quali ruota tale sedicente &quot;sapienza&quot;, cos\u00ec come li mette a fuoco l&#8217;autore sopra citato.<\/p>\n<p>Uno. <em>La ricerca di uno &quot;stato di coscienza&quot; superiore a quello normale di veglia.<\/em> \u00c8 un aspetto tipico del decadentismo, del quale siffatte societ\u00e0 e confraternite possono considerarsi l&#8217;espressione esoterica e misticheggiante. Inutile dire che una delle vie battute da quei signori era, ed \u00e8, quella degli stupefacenti. E inutile soprattutto precisare che un tale stato di coscienza &quot;superiore&quot; non ha, di superiore, se non la pretesa di guardare dall&#8217;alto in basso, con malcelato disprezzo, l&#8217;umanit\u00e0 comune, e in particolare il semplice credente, magari il bambino o la vecchietta che pregano con fervore e con semplicit\u00e0 il Dio fattosi Uomo per la salvezza di molti (<em>non<\/em> di tutti, ch\u00e9 altrimenti non vi sarebbe il libero arbitrio).<\/p>\n<p>Due. <em>La lotta del Bene contro il Male.<\/em> Certo: perch\u00e9 tali sette e societ\u00e0 credono nella lotta perenne fra i due principi, del Bene e del Male. Da ci\u00f2 si capisce che sono radicalmente anticristiane: fanno del Male un principio metafisico pari al Bene, cio\u00e8 equiparano il Diavolo a Dio, e magari li considerano due aspetti o manifestazioni di una stessa divinit\u00e0. Il che \u00e8 satanico.<\/p>\n<p>Tre. <em>L&#8217;esistenza di intelligenze extra-umane e formidabili, il loro riflesso sui mortali.<\/em> Qui si pone tutto il discorso sulle evocazioni degli spiriti, i quali, come nel caso di Crowley e del demone Aiwass, da lui evocato in Egitto, certamente sono spiriti malvagi, oppure, come nel caso dello spiritismo di Allan Kardec, sono entit\u00e0 disincarnate di dubbia provenienza, sicuramente per\u00f2 non buone e perci\u00f2 potenzialmente pericolose, per la ragione detta sopra.<\/p>\n<p>Quattro. <em>La realt\u00e0 di un sapere nascosto.<\/em> \u00c8 questo il nocciolo della questione: gli occultisti aspirano al possesso di un sapere nascosto perch\u00e9 non si contentano di quello accessibile a tutti. Aristocratici nel senso peggiore della parola, cio\u00e8 pieni di altezzosit\u00e0 e di superbia, si ritengono capaci di aspirare a una conoscenza superiore e perfetta, rispetto alla quale quella degli uomini comuni non \u00e8 che rozza superstizione. In fondo sono anche degli illuministi, solo che il loro misticismo non si rivolge alla scienza e al progresso, ma alla Cabala e alla demonologia. In comune con l&#8217;illuminismo hanno il disprezzo verso il cristianesimo e l&#8217;esaltazione delle possibilit\u00e0 umane. Insomma, una brutta razza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel recente articolo Magia nera e satanismo nascosti nella letteratura? 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